sabato 14 ottobre 2023

pc 14 ottobre - Per la Palestina Bari: NO al presidio di forze contigue a PD - SI alla manifestazione dei collettivi studenteschi - dal blog Tarantocontro

Mentre in tutt’Italia, soprattutto grazie alla pronta iniziativa dei collettivi studenteschi e di forze realmente solidali con il popolo palestinese, si è cominciati a scendere in piazza a sostegno della resistenza palestinese e contro l’indegna campagna dello Stato sionista di Israele, appoggiata da tutti gli Stati imperialisti, Biden e Meloni in testa, che criminalizza il popolo palestinese e sostiene, quasi incita, il regime di Netanyahu e gli estremisti di destra israeliani a procedere con bombardamenti e massacri di un intero popolo, puntando alla cacciata della popolazione dall’intera striscia di Gaza e al suo annientamento, ai limiti del genocidio;

mentre a Bari i collettivi studenteschi, Osa e Cambiare rotta chiamano a manifestare, nella giornata di sabato 16 ottobre;

viene promossa nella stessa giornata una manifestazione regionale che non esitiamo a definire una sorta di “contromanifestazione”, fatta da forze che almeno a parole pensavamo essere al fianco del popolo palestinese.

Ma l’appello partorito da queste forze dimostra che non è affatto così.

Nell’appello scrivono: “Fermiamo la violenza e riprendiamo in mano la pace”. Perfino il papa ha detto cose differenti… Parlare di fermare ogni violenza, in una situazione in cui lo Stato sionista e gli imperialisti da 75 anni hanno edificato sul sopruso e la violenza un’occupazione e un dominio di un intero popolo, è davvero il massimo dell’ipocrisia e dell’equidistanza, non

pc 14 ottobre - Diamo voce a tutte le voci nelle file operaie e proletarie a sostegno della resistenza palestinese

[COMUNICATO] Israele semina guerra e raccoglie tempesta… Oggi come ieri, al fianco della resistenza del popolo palestinese

L’offensiva a sorpresa condotta in queste ore dalla resistenza palestinese nei territori occupati da Israele in prossimità della striscia di Gaza non ha precedenti in quasi un secolo di conflitto che insanguina quei territori.

Per quanto inattesa nelle forme e nelle dimensioni, questa imponente e spettacolare rivolta è tutt’altro che “incomprensibile” e men che meno “ingiustificata”… come vorrebbero farci crede i media occidentali proni al regime sionista.

In questi ultimi anni, l’occupazione unilaterale e arbitraria dei territori palestinesi, che dura ininterrottamente dal 1948 – a dispetto delle innumerevoli risoluzioni, accordi e raccomandazioni della stessa comunità internazionale e in barba agli stessi ambigui accordi di Oslo del lontano 1992 – lungi

venerdì 13 ottobre 2023

pc 13 ottobre - Un utile libro su cosa accade nei CPR


Da il Manifesto di Gennaro Avallone

"Trattenuti e trattamenti", l'erosione del diritto

È la storia di un’emergenza permanente quella ricostruita e raccontata dall’interno da Matteo Buffa, nel libro Trattenuti e trattamenti. Esistenze e spazi nella nemesi del diritto (ombre corte, pp. 333, euro 25). Ed è anche il resoconto di un’erosione progressiva dello stato di diritto operata dalle stesse istituzioni che, invece, dovrebbero sostenerlo e rafforzarlo. Al tempo stesso, è un libro che entra nei luoghi, che mostra, anche attraverso le vicende e i resoconti di una serie di diretti protagonisti, che cosa accade nei centri per i rimpatri e in altri centri di trattenimento degli stranieri...

...la prima parte è quella che guarda ai trattenuti: due capitoli in cui si mostra come sia stata prodotta una specifica umanità, quella caratterizzata da una «visibile invisibilità», rinchiusa in «spazi di esclusione globale tra penale e non penale». Persone straniere costrette in una condizione di detenzione, in «luoghi privi di uno statuto giuridico di riferimento chiaro», «dove, tra l’altro, le persone diventano cose», secondo quanto scrive Mauro Palma, presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, nella prefazione al testo.

La seconda parte è quella che si concentra sui trattenimenti. Essa viene sviluppata in due capitoli, nei quali si ricostruiscono la storia normativa e politica dei vari centri di trattenimento implementati in

pc 13 ottobre - Livorno: Giovani pro Palestina repressi violentemente dalle forze dell’ordine

Alcunə giovani di Livorno sono stati violentemente repressi per aver mostrato una bandiera e aver gridato “Palestina libera e indipendente” davanti al presidio pro-Israele, convocato dall’associazione Italia Israele Livorno. 

Lə giovani hanno espresso il loro dissenso contro la posizione presa dall’Amministrazione e soprattutto contro il revisionismo storico sionista. Hanno esposto due striscioni uno che menzionava il confronto tra i civili uccisi in Palestina e quelli in Israele tra il 2008 e il 2020, l’altro titolava “Né con Israele né con Hamas: Palestina libera e indipendente”. Le forze dell’ordine hanno imposto di togliere gli striscioni e le bandiere palestinesi mentre il presidio pro-Israele ha inneggiato insulti razzisti. Le forze di polizia hanno aggredito lə studenti e alcunə sono statə portati in questura.

Di seguito il comunicato di Scuole di carta Livorno ed Ex caserma occupata.

"Giovedì 12 ottobre alcuni militanti hanno partecipato a un presidio autonomo in contrapposizione alla manifestazione sionista Pro-Isreale. La repressione razzista è stata inizialmente verbale da parte delle forze dell’ordine e di alcuni membri dell’organizzazione Italia Israele, il tutto è sfociato in un tentativo di repressione fisica dove al solito abbiamo assistito ad abusi di potere violenti. Abbiamo bisogno di massima condivisione, sostegno, e denuncia del fatto. Questa non è Livorno, questi comportamenti non ci rappresentano".  

pc 13 ottobre - Firenze. Il Mossad a Palazzo Vecchio

Apprendiamo dal Corriere Fiorentino (ed regionale del Corriere della Sera) del 8 ottobre che la sera del 7 ottobre il cosiddetto «coordinamento delle forze di polizia presieduta dal Prefetto Francesca Ferrandino» ha stabilito di aumentare la sorveglianza sugli «obiettivi israeliani sensibili» in città.

A l coordinamento erano presenti anche «il console onorario di Israele, il presidente della Comunità ebraica di Firenze e il responsabile alla sicurezza della Comunità ebraica di Firenze».

Il sindaco Dario Nardella, e non c’era da dubitarne, ha dichiarato che loro sono «vicini al popolo israeliano». Ha detto anche che «Questi attacchi rappresentano una pericolosa escalation del conflitto israelo-palestinese».

Ha detto la sua anche il console onorario di Israele per Toscana, Emilia e Lombardia, a suo tempo generoso mecenate di Matteo Renzi, quel Marco Carrai – per poco, nel 2016, proprio grazie ai legami

pc 13 ottobre - A Parigi le masse solidali con la Palestina rompono i divieti degli schifosi Macron/Darmanin e danno nuova linfa alla onda lunga della rivolta della gioventu e delle masse


Il presidente de Les Republicans, Éric Ciotti, chiede che venga tolta limmunità parlamentare ai deputati insoumis per le loro posizioni politiche, mentre il senatore Stéphane Le Rudulier arriva a reclamare espressamente lo scioglimento de La France Insoumise per “apologia di terrorismo”.

Qualche giorno fa, il ministro degli Interni Gérald Darmanin ha annunciato che il Nouveau parti anticapitaliste (NPA) è indagato per apologia di terrorismo per il comunicato in cui ribadiva il suo “sostegno ai palestinesi e ai mezzi di resistenza che hanno scelto”.

Si tratta di un “salto qualitativo” nella strategia di repressione del dissenso politico e sociale da parte del

pc 13 ottobre - ORE 12 - Controinformazione rossoperaia n.52 - Contro la stampa dei padroni - salario minimo/scioperi nell'auto/Palestina/corrispondenza da Torino

 

pc 13 ottobre - Adesione alla manifestazione di Milano per la Palestina - Un documento di convocazione e di controinformazione che appoggiamo

“L'ULTIMO GIORNO D'OCCUPAZIONE SARA' IL PRIMO GIORNO DI PACE"
Marwan Barghouti prigioniero politico palestinese

SABATO 14 ottobre ore 15,30 tutt@ 
concentramento in  Piazza Duca d'Aosta         
per il diritto all'esistenza, alla resistenza e all'autodeterminazione del popolo palestinese.
PALESTINA LIBERA - BASTA OCCUPAZIONE MILITARE SIONISTA!

Quello che segue non è un semplice volantino e anzi abbiamo lavorato a queste riflessioni con il presupposto di evitare slogan o semplificazioni. 
Abbiamo messo da parte la rabbia che proviamo per utilizzare invece un linguaggio e ragionamenti il più possibile comprensibili. 
La spinta maggiore, infatti, proprio in questo momento così difficile dal punto di vista della criminalizzazione del popolo Palestinese, è stata quella di motivare il più possibile la nostra solidarietà e sostenere la nostra decisa scelta di campo.
Non ci vogliamo girare intorno e vogliamo dire chiaramente che la guerra è tragicamente sempre un fatto orribile con un carico di disumanità insopportabile.  Siamo, da sabato scorso, subissati e intossicati, per 24 ore al giorno dalle foto di cadaveri israeliani, immagini di naturale disperazione e accorate interviste intrise di paura e dolore per le perdite subite.
Noi lo comprendiamo e ne siamo umanamente colpiti ma proviamo anche un moto di rabbia nel vedere santificato un ufficiale israeliano che si lamenta di morti civili e, nello stesso momento, ci chiediamo come mai nessuno di questi media si ponga una domanda sul perché di tutto questo.

Un doveroso e razionale interrogarsi sulle cause strutturali di questo conflitto uscendo dalla ipocrita e strumentale reazione di chi fa finta di cadere dalle nuvole come se tutto questo, questa guerra, fosse iniziata sabato 7 ottobre e se fossimo all' "anno zero" e che ancora

pc 13 ottobre - Avanti nella giornata di lotta, sciopero generale del 20 ottobre - manifesto nazionale - massima circolazione e affissione in tutti i posti di lavoro e territorio

 

pc 13 ottobre - Dal blog tarantocontro - lo sciopero del 20 ottobre alle Acciaierie d'Italia e appalto Taranto - info

20 ottobre - Lo Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto aderisce allo sciopero generale di Acciaierie d'Italia e Appalto su una propria piattaforma. 

Una delegazione partecipa autonomamente alla manifestazione nazionale di Roma.

Agli operai serve uno sciopero e una lotta autonoma, prolungata e generale, su una propria piattaforma contro Acciaierie di Morselli, governo e padroni e padroncini dell’appalto per la difesa del lavoro, del salario, condizioni di lavoro e sicurezza, per il contratto unico metalmeccanico con clausola sociale nell’appalto. 

Questa lotta deve essere dura, vera, organizzata per ottenere risultati concreti, immediati e in prospettiva. La lotta deve essere per la piattaforma operaia, approvata e sostenuta dalle assemblee generali dei lavoratori 

Lo Slai cobas aveva già lanciato lo sciopero per il 20 ottobre inserito nello sciopero nazionale indetto dai sindacati di base per forti aumenti salariali, lavoro stabile e sicuro, salario minimo garantito, salute e sicurezza...

***** 

 La piattaforma operaia presentata dallo Slai cobas e firmata da 600 operai di Acciaierie e appalto 

Integrazione alla indennità di Cig per tutti 
Nessun esubero - Rientro dei cassintegrati AS 
Contratto unico metalmeccanico con clausola sociale nell'appalto 
Ambientalizzazione della fabbrica con utilizzo degli operai in Cigs 
Prepensionamenti, utilizzando tutti gli strumenti (amianto, lavori usauranti) anche come risarcimento per l’attacco alla salute - 25 anni bastano 
 Postazione ispettiva permanente per salute e sicurezza 

 SLAI COBAS per il sindacato di classe WA 3519575628 - slaicobasta@gmail.com - Taranto via Livio Andronico, 47

pc 13 ottobre - Sempre con gli operai della Gkn che resistono e lottano

 

pc 13 ottobre - Nuova giornata di mobilitazione nazionale in Francia

giovedì 12 ottobre 2023

pc 12 ottobre - Dal blog internazionalista maoistroad: France - l'Etat moderne fasciste de Macron contre la solidaritè pour le peuple palestinien

L'Etat imperialiste et le gouvernement Macron/Darmanin apres la repression des travailleurs en lutte contre la reforme des retraite, apres l'Etat de la violence de la police contre la revolte des jeunes dans le quartier populaires, veut interdire les manifestations propalestioniennes

Gérald Darmanin demande l’interdiction de toutes les « manifestations propalestiniennes », dans un télégramme adressé aux préfets

Les autorités redoutent plus que jamais l’émergence de tensions liées au conflit en France. En cinq jours, la plate-forme Pharos a enregistré le quart des signalements pour provocations à la discrimination raciale, ethnique ou religieuse enregistrés pour l’ensemble de l’année 2022.

Des policiers montent la garde devant une synagogue, à Sarcelles (Val-d’Oise), le 11 octobre 2023.

Jeudi 12 octobre, dans un télégramme adressé à l’ensemble des préfets, le ministre de l’intérieur, Gérald

pc 12 ottobre - Manifesto nazionale di proletari comunisti per la Palestina - fallo circolare affiggilo!

pc 12 ottobre - I bambini “decapitati” da Hamas: un caso di oscena disinformazione di guerra


Bisogna avere una mente devastata da un odio feroce per ogni forma di vita, essere marci fino alle midolla, per concepire senza impazzire l’idea della decapitazione di bambini, fatta per giunta in serie. Ebbene, per screditare e demonizzare l’irruzione armata di militanti della resistenza palestinese in 18 residenze di coloni israeliani al confine con la striscia di Gaza, è stata spacciata, anzi: gridata in tutto il mondo, prima dal ministro degli esteri di Israele e poi da Biden, proprio la notizia della decapitazione di 40 bambini israeliani che sarebbe avvenuta nel kibbutz Kfar Aza – la notizia è stata diffusa dalla giornalista Nicole Zedeck sul canale televisivo i24News, notoriamente un megafono del governo Netanyahu. La fonte? La fonte di costei sarebbero stati dei soldati che avrebbero visto “bambini con le teste mozzate”. In realtà si è trattato di un soldato della riserva, infine identificato: tale David Ben Zion, leader dell’ala oltranzista dei coloni, che incita alla pulizia etnica contro i palestinesi e a farli fuori “senza pietà” (parole sue). Se volete vederne la faccia sorridente e avere qualche altra informazione su questo brav’uomo e sulle sue attività umanitarie, andate qui:

Secondo altri giornalisti la fonte sarebbe stata invece l’organizzazione Zaka, composta di volontari (ultrasionisti, si capisce, ma è un puro dettaglio, eh) che si occupa della sepoltura degli israeliani morti per mano dei “terroristi” palestinesi, secondo le regole della religione ebraica.

Fatto sta che, inevitabilmente, è cominciato il “tour” dei giornalisti israeliani sui luoghi dell’orrore – un “tour” del genere non si prenderanno mai la briga di farlo a Gaza o a Jenin, dove abitano solo “animali con sembianze umane” secondo l’espressione di stampo nazista del ministro israeliano Yoav Gallant. Ebbene in questo “tour” hanno visto corpi di uccisi, sia coloni che palestinesi, ma nessuna traccia di bambini decapitati.

Questo, per esempio, è un giornalista israeliano che dice di non avere visto nulla del genere [nella visita al kibbutz Kfar Aza], e ammette che portavoce e comandanti dell’esercito con loro, con i giornalisti andati lì in pellegrinaggio, non hanno fatto alcun riferimento all’efferato delitto – inesistente, ma spacciato come vero.

Ancora più importante è la smentita ufficiale dell’esercito israeliano all’agenzia di stampa turca Anadolou – attenzione!, l’agenzia di stampa ufficiale del governo, obbligata, quindi, a misurare le informazioni che dà quando sono in causa stati e governi amici, o piuttosto amici, della Turchia com’è nel caso di Israele – che aveva posto espressamente questo interrogativo ai comandi dell’esercito di Israele. Con l’odiosa ipocrisia propria delle comunicazioni ufficiali borghesi, specie di quelle militari, una portavoce dell’esercito ha dichiarato: “Abbiamo visto la notizia, ma non abbiamo alcun dettaglio o conferma su questo”. Chiaro, no? Si tratta di un falso totale.

https://www.agi.it/estero/news/2023-10-11/israele-bambini-decapitati-23431177/

Dunque, tutto falso. Nonostante questo, non solo i titoli dei giornali della destra (“Decapitano i bambini”, è stato il minimo), anche esponenti della cosiddetta sinistra, incluso l’ANPI, si sono fatti immediati amplificatori di questa menzogna di guerra. Quando si dice: l’islamofobia – un veleno contro cui siamo stati tra i pochissimi a mettere in guardia!

La cosa che più sconcerta, però, è vedere che anche compagni/e che stimiamo hanno mostrato di essere scoperti/e da questo lato, molto scoperti. Ci interrogano su cosa pensiamo di Hamas, dell’Iran, etc. – temi su cui ci siamo già espressi con chiarezza ai tempi in cui furoreggiava la guerra all’Isis e l’essere Charlie Hebdo (noi non siamo Charlie Hebdo!, seppur senza aver nulla a che spartire con l’ideologia, la politica, la pratica islamiste in tutte le loro forme, dalle più moderate alle più estreme). Torneremo a farlo, visto che ci si deve occupare anche del quadro geo-politico degli attuali avvenimenti di Palestina, d’accordo; questo è giusto per completare la nostra analisi e ragionare su come i diversi poteri capitalistici dell’area (e non) cercano di usare ai propri fini, tutt’altro che liberatori per gli oppressi, l’eroica capacità di resistere e di battersi dei palestinesi. E, come sempre, la nostra analisi non farà sconti a nessuno. Ma anzitutto, ora!, si tratta di prendere posizione, una posizione non semplicemente chiara, adamantina, su da che parte stare tra lo stato colonialista e razzista di Israele che si prepara ad un pogrom cento volte più sanguinario di Sabra e Chatila, con l’avallo e l’aiuto di tutti i governi occidentali, a cominciare dal “nostro” infame governo Meloni, e le masse palestinesi di Gaza e di altrove che si difenderanno come potranno. Noi detestiamo i ciarlatani imbevuti di occidentalismo, proni al pensiero mainstream del “Fuck Israel, Fuck Hamas”, non meno dei mascalzoni che scambiano Putin per Lenin. E non abbiamo nessuna esitazione nel ribadire il nostro pieno sostegno alla causa della liberazione nazionale e sociale delle masse oppresse palestinesi dallo stato colonialista e stragista di Israele, e da tutti i loro nemici, inclusi gli oppressori arabi e i collaborazionisti palestinesi. Il vero internazionalismo è questo!

Post-scriptum

Per buon peso, ecco la smentita del Los Angeles Times sullo stupro di donne dei kibbutz

The Los Angeles Times retracts rape allegations against Palestinian freedom fighters, concluding that such reports have not been substantiated – cioè queste informazioni che avete letto su questo giornale non sono state confermate. Intanto, però, facendo con il massimo scrupolo il loro mestiere, le hanno sparate in grande evidenza, poi procedono ad una non-convalida così in piccolo che ci vuole la lente di ingrandimento per accorgersene. L’inquinamento delle menti è fatto – evviva il giornalismo di guerra!

pc 12 ottobre - "L'esercito israeliano non conferma la notizia sui bambini decapitati da Hamas..."

Riportiamo dall'agenzia AGI alcune cronache, che smentiscono le false notizie, amplificazioni di giornali e TV che stanno dalla parte di Israele. Coloro che propagandano queste notizie non sono giornalisti, ma servi al servizio di Israele e dell'imperialismo.

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L'annuncio di Hamas, liberati i primi ostaggi. Netanyahu, "Ogni membro dell'organizzazione è un uomo morto". Le forze israeliane continuano a martellare la Striscia con raid aeri: oltre cento nella notte, colpite l'università e 16 scuole. Israele circonda Gaza con 300.000 soldati

L'esercito israeliano non conferma la notizia sui bambini decapitati da Hamas. L'esercito israeliano non ha informazioni che confermino il fatto che Hamas abbia decapitato bambini: lo ha detto un portavoce dell'esercito israeliano all'agenzia turca Anadolou.

Ore 23:59 Hamas ha liberato una donna e i suoi due bambini, i primi ostaggi a tornare in libertà.  Lo ha dichiarato lo stesso movimento islamista. "Una donna israeliana e i suoi due bambini sono stati liberati dopo essere stati catturati durante gli scontri dei giorni scorsi.

Ore 22:15 Netanyahu, ogni membro di Hamas è un uomo morto. In occasione dell'annuncio ufficiale della formazione di un governo di emergenza con l'opposizione, Netanyahu ha definito "fondamentale" il sostegno degli Stati Uniti.

Ore 21:54 media, Zelensky programma una visita di solidarietà in Israele. Oggi a Bruxelles il presidente ucraino aveva detto "Siamo in uno stato di guerra e sappiamo cosa significa essere sotto un attacco terroristico. Raccomando ai leader mondiali di volare in Israele e sostenere le persone che hanno subito un attacco terroristico"

Ore 19:44 I soldati israeliani morti per gli attacchi di Hamas sono finora 189. Lo scrive 'Times of Israel' che cita le Forze Armate. Ore 19:32 Almeno 1.100 persone sono state uccise e 5.339 ferite a Gaza da sabato. Lo ha detto questa sera il Ministero della Salute palestinese.

Il Ministero della Salute ha anche avvertito che le interruzioni di elettricita' porteranno alla sospensione dei servizi di laboratorio e delle banche del sangue in almeno 58 centri, minacciando la vita di migliaia di persone che hanno bisogno di cure. Israele ha anche ordinato un "assedio completo" sull'enclave, tra cui l'interruzione delle forniture di elettricita', cibo, acqua e carburante. 

Ore 16:10 L'ospedale di Ashkelon colpito da un razzo di Hamas - Un ospedale di Ashkelon, nel sud di Israele, è stato colpito da un razzo sparato da Gaza, enclave palestinese controllata dal movimento islamista palestinese Hamas, secondo un comunicato dell'ospedale. "Un razzo ha colpito direttamente il Centro di sviluppo infantile", un edificio appartenente all'ospedale Barzilai, si legge nel comunicato. Una portavoce ha dichiarato che "il centro è stato danneggiato ma non ci sono stati feriti". 

Ore 15:54 Anadolu, accuse a Israele, usa fosforo bianco - L'esercito israeliano ha utilizzato bombe al

pc 12 ottobre - Valditara e studenti: chi minaccia repressione raccoglie la mobilitazione degli studenti al fianco del popolo palestinese in tutt'Italia


Il Min. Valditara - che ha minacciato ispezioni nei licei Setti Carraro e Manzoni di Milano e denunce alla Procura della Repubblica per odio razziale, fino ad auspicare che gli studenti che giustamente e legittimamente si mobilitano e manifestino il loro pensiero di appoggio alla resistenza del popolo palestinese e di condanna di Israel, vadano in prigione - ha avuto come risposta l'estensione della mobilitazione di scuole in tutta Italia, dal nord al sud.

Alle minacce di Valditara gli studenti di Milano hanno risposto: "le violenze e i bombardamenti che i palestinesi subiscono da decenni vengono troppo spesso ignorati dalla stampa occidentale”. 

Il Collettivo autorganizzato universitario ha esposto su Palazzo Giusso, sede dell’Università L’Orientale di Napoli, la bandiera della Palestina, scrivendo: “Mostrare la bandiera palestinese dall’Università è un modo per riaccendere il dibattito e far luce sulle cause reali di ciò che sta accadendo in Palestina da più di 75 anni e denunciare l’opera di pulizia etnica e occupazione militare posta in essere da Israele”.

Studenti dell'Osa  hanno scritto: "Apprendiamo che il ministro Valditara vorrebbe perseguire legalmente e vedere finire in prigione i membri dei "collettivi studenteschi che inneggiano Hamas". Le dichiarazioni di Valditara sono false e pretestuose e dimostrano la volontà di attaccare e criminalizzare chi denuncia i crimini di Israele ed è per la libertà della Palestina... Osa denuncia i tentativi repressivi del Ministro Valditara, ribadisce che terrorista è Israele e che si batterà nelle scuole per la libertà della Palestina. Dichiariamo per questa settimana l'agitazione studentesca nelle scuole di tutta Italia in solidarietà al popolo palestinese", aggiungono gli studenti.

A Torino ieri si sono mobilitati in centinaia. Lo stesso a Palermo. Sabato a Bari gli studenti hanno chiamato ad una manifestazione, respingendo i tentativi di negarla, ecc, ecc. via via in tutte le città. 

Questa di Valditara è in realtà una reazione isterica, perchè Valditara e il suo governo sanno bene che la maggioranza dei giovani, studenti, come dei lavoratori e masse popolari italiane, sono dalla parte dei palestinesi che per decenni sono stati oppressi, assediati, imprigionati, case bombardate e rase al suolo, negata la terra, la circolazione, massacrati, con migliaia e migliaia di ragazzi, bambini palestinesi uccisi. 

Per questi "esaltati di Israele" sarebbero da denunciare e imprigionare gli studenti che hanno

pc 12 ottobre - Le lavoratrici e lavoratori in lotta al fianco del popolo palestinese - Palermo

 

Protesta ieri pomeriggio a Palermo dei precari Coop Sociali a Palazzo Comitini
Uno schieramento di polizia tra agenti e camionette esagerato a difesa del palazzo ma le precarie e i precari hanno manifestato combattivi denunciando la politica repressiva dei governi dal nazionale Meloni ai locali contro chi lotta per diritti basilari come il lavoro
La manifestazione si è aperta con un megafonaggio solidale al popolo e a tutti i lavoratori, donne della Palestina che resistono e lottano più che giustamente contro il regine nazisionista di Israele.
Per tutta la manifestazione si è tenuta la bandiera palestinese che peraltro ha suscitato diversi momenti di condivisione da parte di immigrati e giovani che si sono avvicinati ai precari in lotta
La digos durante il comizio in solidarietà al popolo palestinese ha filmato tutto il tempo i precari che hanno rimandato al mittente i tentativi di intimidire esprimendo solidarietà di classe

La lotta continua... assemblea pubblica lunedì 16 in vista dello sciopero del 20 e della manifestazione contro la guerra del 21 e nuova iniziativa martedì.

pc 12 ottobre - Liberati altri migranti dai CPR - il decreto Cutro è illegale. Questo governo è illegale

Dalla stampa

"Migranti nel Cpr di Pozzallo, altri 4 trattenimenti non convalidati dalla giudice Apostolico
Scatta il secondo provvedimento del magistrato contro la decisione di non far sbarcare i profughi.
Domenica non erano stati convalidati altri sei ordini di permanenza. Il ministro dell'Interno Piantedosi: "valuteremo e impugneremo i nuovi provvedimenti". 
In uno dei quattro provvedimenti che negano la convalida del trattenimento, Apostolico scrive: "Il richiedente non può essere trattenuto al solo fine di esaminare la sua domanda e, come già affermato da precedenti decisioni di questo Tribunale, il trattenimento di un richiedente protezione internazionale per le direttive europee, costituendo una misura di privazione della libertà personale, è legittimamente realizzabile soltanto in presenza delle condizioni giustificative previste dalla legge". 
E ancora, Apostolico rileva che la norma del decreto Cutro che prevede il pagamento di una somma a garanzia come mezzo per evitare il trattenimento è "incompatibile con la direttiva Ue del 2013", come interpretata dalla giurisprudenza, secondo cui "il trattenimento può avere luogo soltanto ove necessario, sulla base di una valutazione caso per caso, salvo che non siano applicabili efficacemente misure alternative meno coercitive". 

Noi ribadiamo la solidarietà alla magistrata Apostolico di Catania.
Le misure varate col decreto Cutro sono in larga parte anche in violazione di diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. 

La campagna scatenata da Salvini e dal suo governo, dai suoi organi di stampa contro la magistrata è parte della campagna fascista, razzista con cui questo governo vuole imporre una dittatura aperta, che utilizza anche la questione dei migranti per estenderla a tutti i campi della società, e in particolare l'attacco alla magistratura è una delle caratteristiche fondamentali di questo governo e riguarda anche tutti i magistrati che emettono condanne per i reati di corruzione politica, corruzione economica, per non parlare di tutti quei reati che attaccano le condizioni dei lavoratori.

mercoledì 11 ottobre 2023

pc 11 ottobre - Dal presidio per la Palestina di martedì 10/10 a Milano: diritto alla resistenza per la fine dell'occupazione - Massima solidarietà agli studenti attaccati da Valditarae partecipazione alle iniziative

Il presidio di martedì 10 ottobre a Milano voluto dai giovani palestinesi è stato giusto farlo subito e come si vede dai Video1 ha portato come risultato una bella manifestazione di piazza anche grossa che è stata positiva sia perchè ha permesso di cominciare ad alimentare la voce della resistenza palestinese anche nel nostro paese contro tutti quelli che la vorrebbero zittire, sia per condividere gli elementi di denuncia anche contro il governo Meloni, sostenitore della politica genocida di Netanyahu, che in questi giorni tramite il ministro dell’istruzione Valditara ha invocato l’intervento della polizia e la galera contro gli studenti e i collettivi  che nelle scuole  esprimevano la solidarietà al popolo palestinese (come liceo Manzoni e altri).

E' un punto centrale anche per le prossime manifestazioni come quella che si terrà sabato 14 a Milano, perchè la repressione del governo imperialista italiano, è al servizio del governo israeliano, nel tentativo di frenare la nascita di un forte movimento di solidarietà internazionalista in Italia, e usa la propaganda della maggioranza e dei media di regime, per stravolgere la realtà tra oppressi e oppressori, osando infangare la giusta resistenza palestinese, usando strumentalmente le donne (vedi sotto video NS intervento)

Dal presidio parte anche la provocazione al ministro dell’Istruzione Valditara agli studenti, che in risposta fanno appello: «Mettete bandiere palestinesi ai balconi, non è reato»

da https://www.open.online/2023/10/10/milano-manifestazione-giovani-palestinesi-italiani-dopo-attacco-hamas-video/

video integrale

 https://www.facebook.com/AGTWagenzia/videos/6570346696395515/?mibextid=rS40aB7S9Ucbxw6v

Ieri il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara ha condannato con fermezza le dichiarazioni pro-Hamas apparse sui social da parte di due collettivi studenteschi milanesi, tra cui il gruppo “Curva Manzoni Antifa” del liceo Manzoni che aveva esultato sui propri canali scrivendo: «Quant’è bello quando brucia Tel Aviv». Per questo motivo, il ministro ha disposto ufficialmente l’invio di ispettori nelle scuole dove è stata esaltata la strage di civili israeliani. Una decisione da cui i manifestanti di oggi prendono le distanze e a cui fanno seguire anche una chiara richiesta: «Esponete alle finestre e ai balconi la bandiera palestinese, non è un reato come vuole far credere il ministro dell’Istruzione che manda ispettori nelle scuole dove i ragazzi solidarizzano con la Palestina».