martedì 1 ottobre 2019

pc 1 ottobre - DALLE CASE CHIUSE ALLE DONNE IN VETRINA PER FAVORIRE IL TURISMO - da Tavolo 4


LA LEGA, FASCIO-SESSISTA, PROPONE ANCORA UNA VOLTA DI FARE CASSA SUL CORPO DELLE DONNE, INVOCANDO IL RITORNO DELLO STATO PAPPONE

E’ di una decina di giorni fa la squallida e criminale notizia che parla di un consigliere leghista della regione Toscana, Roberto Salvini ( parente dell’altra melma fascio-sessista del leader della Lega?) che ha proposto di mettere le donne in vetrina al fine di favorire il turismo.

Ovviamente la cosa non ci sorprende affatto - anche se ci indigna profondamente e ci fa fortemente arrabbiare - giacché da anni la Lega, unitamente a tutto il centrodestra - ma anche ad una parte del centrosinistra, oltreché del M5S- tenta di buttare nella spazzatura la legge Merlin, proponendo

pc 1 ottobre - NOTE DALL'INTERVENTO NELLE MANIFESTAZIONI DEL 27 SETT. DI PROLETARI COMUNISTI - BG e TA


BERGAMO 
Corteo grosso che ha superato per presenze studentesche quello precedente, circa 5000.
I cartelli erano tantissimi, attivismo sfrenato, gli slogans (tanti in inglese) erano uguali a quelli delle altre città- effetto facebook.
Purtroppo, però, vi erano cartelli anche di tono maschilista e sessista molto visibili, compresi alcuni portati da studentesse.

Abbiamo parlato, discusso, polemizzato anche vivacemente, distribuendo il materiale, per tutta la durata del corteo. Bel confronto e contatti. 
Apertura al confronto, sensibilità su tanti punti, dal capitale distruttore ai cartelli maschilisti da cacciare dal corteo, passando per l’autorizzazione allo sciopero dei presidi, altra faccia della repressione che si manifesta con le retate antidroga (in quest’apertura di anno scolastico hanno praticamente eguagliato la quantità dell’intero anno precedente in provincia). E ancora sulla natura di questo Stato, qualità e finalità della scuola.
Non sono tutti "Gretini", ma per ora si muovono in questo contesto. L’elemento associativo, collettivo ha una sua forza.

E ci sono poi i fascisti, abbastanza intraprendenti. Non ho visto segni visibili nel corteo, ma gruppi di giovani dichiararsi fermamente anticomunisti e agitare i peggiori luoghi comuni della propaganda di destra alla vista dei volantini.

Altre presenze di movimento, fino all’Usb che ha indetto uno sciopero generale, sono state modeste, senza simboli e sono arrivate al massimo ad esprimere il no all’autostrada Bergamo-Treviglio, nuovo cavallo di battaglia locale interpretato in maniera arretrata e codista.

Diffuse in 600 copie le tre versioni dei disegni per la rivoluzione, fatti da Taranto, e 100 della presa di posizione sulla non adesione di proletari comunisti alla giornata, dati in maniera più mirata.

Giornata interessante istruttiva che conferma un grande lavoro che ci attende per niente scontato. E per il quale dobbiamo attrezzarci.

TARANTO
Intervento al corteo molto grosso, circa 5mila, con volantino (di cui riportiamo stralci) e affissione di

pc 1 ottobre - 27° ANNIVERSARIO DISCORSO "DALLA GABBIA" DEL PRES. GONZALO - NON MERA CELEBRAZIONE

Vogliamo riprendere il contributo dato dal presidente Gonzalo,  fino al suo arresto nel settembre del 1992, all'applicazione della linea, strategia, concezione maoista della guerra popolare sia per i paesi oppressi dall'imperialismo che per i paesi imperialisti. Lo facciamo riportando stralci dal lungo articolo "Sulla strategia e applicazione della guerra popolare in Italia" apparso sulla Rivista marxista-leninista-maoista La Nuova Bandiera, che riprende alcune parti dell'Intervista rilasciata dal Pres. Gonzalo nel 1988. 


Di questa Rivista sono in corso delle presentazioni - per info: pcro.red@gmail.com 


L'intervista integrale fu dai compagni che poi diedero vita al PCm -Italia pubblicata nel 1990 sull'allora giornale comunista "Rossoperaio". 

"...La guerra rivoluzionaria non nasce diversamente da come nascono tutti gli altri fenomeni della lotta di classe: nasce dalle masse, dalla loro pratica, dalla loro esperienza e trae da essa gli elementi di bilancio che vengono restituiti alle masse stesse nelle forme concentrate dal partito. Questo distingue in una certa misura molto ampiamente la nostra strada da quelle che altri gruppi ed esperienze hanno cercato di tradurre in paesi imperialisti come l’Italia.
Già Lenin sottolineava come ogni sciopero, per dire ogni lotta, che i lavoratori, proletari conducono suggerisce con grande forza agli operai l’idea del socialismo, della lotta di tutta la classe operaia per la sua liberazione dal giogo del capitale. Lo sciopero fa capire agli operai chi sono non soltanto i capitalisti, ma anche il governo, le leggi. Aggiunge Lenin che il governo stesso comprende molto bene che gli scioperi aprono gli occhi agli operai. E dice Lenin, citando un ministro degli Interni tedesco, ma potremmo dire qualsiasi ministro degli Interni di oggi, “dietro ogni sciopero è appostata l’Idra della rivoluzione”. Ecco perchè - dice Lenin - i “socialisti chiamano gli scioperi una scuola di guerra”. Quindi noi attingiamo le prime lezioni, dalla pratica applicata storicamente dal movimento comunista internazionale e dall’esperienza concreta che conduciamo nel corso di questa lotta.

Il Presidente Gonzalo nella sua magistrale intervista così affronta lo stesso problema: “Quello che scrisse Marx in ‘Passato, presente e futuro dei sindacati’... la lotta di rivendicazione è una guerra di guerriglia... La lotta per il salario, l’orario, le condizioni di lavoro e gli altri diritti che la classe,

pc 1 ottobre - Viva la Rivoluzione Cinese - Viva MaoTse Tung - Abbasso il regime socialfascista/socialimperialista/antioperaio e antipolare di XI Ping


pc 1 ottobre - GENERAL MOTORS LO SCONTRO SI FA DURO. Scene di guerra di classe nel ventre della bestia imperialista

da operai contro
 Seconda settimana di sciopero alla GM, picchetti, tentativi dei camionisti di sfondare, arresti degli operai di prima fila, licenziamenti per rappresaglia. Nell’era della realtà virtuale torna prepotente l’antica guerra della nostra epoca, quella fra operai e padroni.
Lo sciopero degli operai General Motors (iniziato lunedì 16 settembre) è arrivato alla seconda settimana e si sta scaldando. Gli operai in sciopero si trovano sotto la pressione sia di GM che dei crumiri. La prima ha sospeso unilateralmente l’assicurazione sanitaria ai 49.000 scioperanti, cercando di seminare paure e incertezze tra gli operai in sciopero. Mentre la tensione ai

pc 1 ottobre - Muore operaio di 40 anni nello stabilimento Fca di Cassino. PADRONI ASSASSINI!

È successo durante la notte nel reparto presse a freddo di Piedimonte San Germano. I sindacati hanno dichiarato sciopero di 8 ore su tutti e tre i turni
di CLEMENTE PISTILLI

Incidente sul lavoro nella notte nello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. La vittima è un operaio addetto alla manutenzione, il 40enne Fabrizio Greco, di Pontecorvo, che lascia una moglie e due bambine. L'incidente è avvenuto al reparto presse a freddo.
Da una prima ricostruzione, sembra che la vittima stesse spostando, insieme ad un altro collega, un macchinario in azione che gli ha provocato una profonda ferita al collo. Sono in corso indagini per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.
Sciopero di 8 ore su tutti e tre i turni. "La salute e la sicurezza sul lavoro sono un requisito ed un diritto imprescindibile. Non si può e non si deve morire durante il lavoro".

pc 1 ottobre - PARTE SUBITO ALLA FCA-SATA DI MELFI LA CAMPAGNA PER LO SCIOPERO DEL 25 OTTOBRE

pc 1 ottobre - San Ferdinando - Testimonianze dalla tendopoli: lavoratori autorganizzati sventano un nuovo subdolo tentativo di sgombero

Lo scorso mercoledì, davanti all'arbitrario tentativo di sgombero di alcune tende all'interno della tendopoli di San Ferdinando, gli abitanti e le abitanti dell'insediamento hanno portato avanti una strenua resistenza contro l'ennesimo sopruso istituzionale, impedendo che venissero distrutte molte delle tende dove vivono. 
Un altro subdolo tentativo di smantellamento alla vigilia dell’inizio della stagione agrumicola, mentre molte persone stanno già arrivando nella Piana e rischiano di non avere alcun posto dove vivere.
Inoltre alcuni lavoratori hanno iniziato a organizzarsi in maniera autonoma per pretendere un aumento di salario dal loro datore di lavoro, considerate le tante ore lavorate in condizioni estreme, minacciando di scioperare tutti se le loro richieste non verranno esaudite.
Di seguito la testimonianza di uno di loro, per ricordarci che davanti a sgomberi, repressione di stato e sfruttamento dei padroni l'unica risposta valida è sempre la lotta.

Campagne in lotta

lunedì 30 settembre 2019

pc 30 settembre - Fuori le truppe imperialiste dal Corno d'Africa, via l'imperialismo italiano dalla Somalia!

Un convoglio italiano ( due veicoli militari Lince)  è rimasto colpito da un'esplosione con un'autobomba a Mogadiscio al rientro da un’attività addestrativa da Villa Gashandigha, dove hanno sede il ministero della Difesa e il quartier generale dell’esercito somalo.
1 morto tra i civili e feriti dei militari.
Parallelamente,  a circa cento chilometri da Mogadiscio, un attacco bomba colpiva la base militare americana di Baledogle usata per i droni, seguito, secondo le stesse fonti, da uno scontro a fuoco. L’organizzazione terroristica al Shabaab avrebbe rivendicato l’attacco.
L'attacco è avvenuto alla vigilia della Conferenza per la Somalia, il Somalia Partnership Forum (composto dai governi e stati imperialisti di Unione Europea, Germania, Italia,  Kenya, Norvegia, Svezia, Turchia, Uganda, Regno Unito, Stati Uniti e ONU), che dovrebbe iniziare a Mogadiscio il 1 e 2 ottobre.
Le truppe imperialiste italiane sono presenti all'interno della missione addestrativa europea Eutm

pc 30 settembre - Chirac... un "ricordo" dei compagni di "La Cause du Peuple"


Jacques Chirac, nemico delle masse popolari, è morto

Jacques Chirac è morto giovedì 26 settembre all'età di 86 anni. Presidente della Repubblica dal 1995 al 2007, i suoi due mandati sono stati contrassegnati da una politica violenta contro le masse popolari.
Jacques Chirac significa: due riforme antisociali ritirate grazie alla pressione della strada. Prima la riforma delle pensioni nel 1995 e poi quella del contratto di primo impiego nel 2006.
Jacques Chirac significa l'intervento militare imperialista in Afghanistan e Kosovo, al fianco degli Stati Uniti. Jacques Chirac è anche Françafrique con una politica imperialista condotta in tutto il continente africano.
Jacques Chirac è il lavoro immaginario del sindaco di Parigi con la sua appropriazione indebita di denaro pubblico.
Jacques Chirac è le piccole frasi razziste, contro il diritto di cittadinanza per gli immigrati e che quando ne parlava  li indicava con le parole "rumore e odore".
Jacques Chirac è la repressione violenta della rivolta delle banlieues nel 2005, compresa l'istituzione dello stato di emergenza.
Jacques Chirac è la bella frase su "la nostra casa che brucia" parlando del riscaldamento globale ma nessuna azione concreta sull'argomento.
Jacques Chirac era un nemico delle masse popolari, un nemico del proletariato, e il fatto che nel 2003 abbia deciso di non intervenire militarmente in Iraq non cambia nulla rispetto a tutte le altre misure imperialiste, razziste e anti-popolari che ha preso durante tutti i suoi mandati.

pc 30 settembre - CINA: 19 OPERAI MORTI SUL LAVORO

In tutto il mondo gli operai sono uniti nelle morti sul lavoro, nei bassi salari e nella perdita di diritti
è ora che si uniscano nella politica rivoluzionaria per mettere fine al sistema capitalistico!
Operai cinesi in una fabbrica nella provincia di Zhejiang (afp)
Sono 19 i morti causati da un incendio che ha distrutto una fabbrica nella provincia di Zhejiang, nella Cina orientale. La tragica notizia è stata riportata dalle autorità della contea di Ninghai, dove è avvenuto l'incidente, sulla piattaforma di microblogging Weibo. 
Il rogo si è sviluppato nella giornata di domenica in una struttura di proprietà del gruppo Ruiqi Daily Necessities che produce detergenti e oggetti di plastica. Otto persone sono state salvate dalle fiamme e tre di queste sono state ricoverate in ospedale per le ferite riportate.
In Cina non sono rari gli incidenti industriali: tra i più gravi avvenuti di recente, l'incendio scoppiato a marzo scorso in un impianto chimico nella provincia 

pc 30 settembre - Palermo: fiumi di droga a Borgo Vecchio… la mafia continua a controllare i quartieri popolari

…nonostante tutte le chiacchiere sulla lotta alla mafia! I fatti sono più duri delle parole.
E non solo questo tipo di “operazioni” mette in luce quasi quotidianamente quanto sia esteso il “fenomeno mafioso”, che in questo caso utilizza donne e bambini, ma ad esso si aggiungono quasi altrettanto quotidianamente le notizie sul processo chiamato Trattativa Stato-Mafia che ancora una volta coinvolge pesantissimamente Berlusconi; lo scioglimento dei Comuni per mafia come Misterbianco in provincia di Catania e tanto altro…
La corruzione ad ogni livello che tocca diversi rappresentanti di questo sistema sociale è profonda e ineliminabile, fa parte del sistema stesso: il cosiddetto fenomeno mafioso è una faccia di esso, uno dei suoi peggiori “prodotti”, come la miseria, la distruzione di uomini e cose…

Palermo, fiumi di droga a Borgo Vecchio, smantellata la rete di pusher: 18 arresti
In strada a vendere hashish e marijuana anche i minorenni. Lo spaccio sotto il controllo di Cosa nostra. Le donne contabili e addette alla bonifica delle abitazioni. Indagini della polizia da due anni
28 settembre 2019
Palermo, fiumi di droga a Borgo Vecchio, smantellata  la rete di pusher: 18 arresti
Le donne erano le contabili ma anche coloro che in casa avevano la contezza del  numero di dosi da vendere e che facevano sparire con maestria al primo sentore di un controllo di polizia. Donne al

pc 30 settembre - Padroni, governo e Cgil-Cisl-Uil, ovvero la “concertazione” che licenzia operai e rende eterna la cassa integrazione


da operaicontro


Risulta sempre più evidente che i capi sindacali hanno scelto, come unica risposta alla chiusura delle fabbriche ed ai licenziamenti, la Cassa Integrazione Straordinaria. Sollevano i padroni da ogni responsabilità economica e costringono gli operai a vivere con un miserabile sussidio dello Stato

Caro Operai Contro,
meno di un mese fa Di Maio era ancora ministro del lavoro. Per più di un anno ci ha tempestati con gli effetti salvifici del “decreto dignità”. Erano tutte balle, oggi 300 mila lavoratori a stragrande maggioranza operai, di 160 aziende in crisi (indotto compreso) sono in cassa integrazione, sul piano inclinato verso il licenziamento.
Citiamo per tutte Alitalia, Mercatone 1, fino ai casi di storie infinite come Alcoa o le Acciaierie di

pc 30 settembre - L'Istat dice che la disoccupazione è in calo… ma quando mai! Si tratta solo di trucchi contabili delle statistiche ufficiali!

I titoli dei giornali che riprendono le statistiche ufficiali danno una immagine falsata della realtà a tutto vantaggio della propaganda del governo di turno. Il modo in cui usano le parole (crescita, diminuzione…) inganna chi legge così come fanno con l’uso delle percentuali invece che dei numeri veri, cioè dei “valori assoluti”.
Vediamo.
Nel comunicato di oggi dell’Ansa si dice che “Le persone in cerca di occupazione, ovvero i disoccupati, ad agosto sono in "forte calo", scendendo del 3,4%, pari a -87 mila unità nell'ultimo mese.”
Quindi, secondo questi dati, i 2.580.000 disoccupati ufficiali (a maggio di quest’anno) sono scesi a 2.493.000! e questo sarebbe un “forte calo”!!
Ili comunicato continua: “Lo rileva l'Istat, che contemporaneamente segna anche un ritorno alla crescita, dopo cinque mesi di stabilità, del'inattività. In particolare gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, coloro che non hanno un lavoro né lo cercano, aumentano di 73 mila unità rispetto a luglio.”
Quindi, cresce l’inattività, cioè la disoccupazione, visto che secondo lo stesso Istat gli inattivi sono “coloro che non hanno un lavoro né lo cercano”.
Sempre a maggio di quest’anno gli inattivi secondo l’Istat erano 13.199.000 e a questi adesso se ne aggiungono altri 73.000, per un totale di 13.272.000.
Che senso ha, secondo questi dati, parlare di diminuzione della disoccupazione???
Si conferma poi che l’“occupazione in aumento”, come la chiama l’Istat, riguarda “gli ultracinquantenni (+34 mila) mentre cala nelle altre classi d'età, in particolare tra i 15-24enni (-23 mila)”. Ciò vuol dire che gli anziani sono costretti a rimanere al lavoro perché non possono andare in pensione o non hanno abbastanza di che vivere, mentre l’occupazione dei giovani diminuisce.
Messi così i numeri sono abbastanza chiari. E allora perché tutto questo girare intorno ai “dati” e alle “percentuali”? In questo modo si fa solo un servizio alla borghesia al potere!

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Lavoro: disoccupazione agosto al 9,5%, minimo da 2011. Bene i

giovani - Istat, tasso in diminuzione di 0,3 punti su luglio

Redazione ANSA 30 settembre 

Ad agosto il tasso di disoccupazione scende al 9,5%, in diminuzione di 0,3 punti percentuali su base mensile. Lo rileva l'Istat, spiegando che si tratta del minimo dal novembre del 2011, quindi da quasi

domenica 29 settembre 2019

pc 29 settembre - Dall’Egitto all’Algeria… la crisi mondiale tiene accesa la rabbia dei popoli oppressi

Anche l’Egitto dopo Algeria e Sudan sta per essere travolto dalla seconda ondata delle rivolte arabe?
Corrispondenza DA TUNISIERESISTANT

Un auspicio dopo che lo scorso 20 settembre a piazza Tahrir nella capitale egiziana ancora una volta è risuonato lo slogan “il popolo vuole fare cadere il sistema”, anche ad Algeri lo stesso giorno si gridava lo stesso slogan, d’altronde sia i manifestanti algerini che quelli egiziani stanno fronteggiando un’ondata di arresti e repressione dei rispettivi regimi reazionari che rispondono in tal modo alle istanze di libertà rivendicati dalle piazze.
In Egitto dopo il colpo di Stato militare di Al- Sisi nell’estate 2013 (in cui furono uccise quasi 1.000 persone e migliaia incarcerate) il paese, dopo la breve parentesi di due anni, è ripiombato negli anni bui della dittatura militare di Mubarak. L’attuale regime forte del sostegno delle principali potenze imperialiste (USA, Russia, Regno Unito, Francia e Italia) ha instaurato un oppressivo stato di polizia all’interno e sviluppato ulteriormente la propria politica estera in maniera aggressiva assurgendo a potenza regionale appoggiando apertamente il maresciallo/macellaio Haftar in Libia e stringendo più stretti rapporti con i due baluardi della reazione suoi vicini: l’Arabia Saudita e l’entità sionista di Israele.
Un paese in cui arresti arbitrari, torture e omicidi politici sono la norma, avrebbe dovuto ospitare un

pc 29 settembre - La Green Economy dei padroni rilancia l'accumulazione e dà ossigeno al saggio di profitto. Un'analisi critica al UN Climate Action Summit 2019

La posta in gioco
carmillaonline
27 Settembre 2019 · in Controinformazione ·
di Alexik

«Sempre più business leaders stanno prendendo coscienza che sostenibilità e profitto vanno insieme e che l’azione per il clima rappresenta la più grande opportunità commerciale dei prossimi decenni».


Credo che le parole di Anand Mahindra, presidente di una multinazionale indiana produttrice di SUV, rappresentino la sintesi migliore degli obiettivi del UN Climate Action Summit 2019, conclusosi a New York martedì scorso.
Ovvero il tentativo di contrastare anche attraverso la Green Economy il rallentamento della crescita della produzione mondiale, e più in generale di rilanciare l’accumulazione e dare ossigeno al saggio di profitto.

Il summit ha visto la partecipazione di oltre 100 ‘business leaders’, che hanno aderito al movimento globale nato per allineare gli obiettivi dell’impresa a quelli definiti dall’accordo di Parigi, ripercorrendo le orme di altre centinaia che hanno fatto questo passo prima di loro.
Puntano su un mercato promettente, che risponde con nuove merci alla paura per la catastrofe che incombe.
Un mercato aggiuntivo, perché l’aumento delle produzioni ‘green’ andrà a sommarsi, e non a sostituirsi, alla crescita in termini assoluti delle produzioni climalteranti.
Una previsione in tal senso è oggetto dell’ OPEC 2017 Annual Report, che descrive come

pc 29 settembre - 1.400 miliardi di debiti! Dai Subprime ai Clo… la crisi economica mondiale si presenta, come diceva Engels, come “stagnazione cronica con lievi oscillazioni soltanto”

È già Engels, nel 1884, ad accorgersi dei cambiamenti profondi nel sistema capitalistico. Proprio perché si trattava dei primi segnali (che un po’ più in là porteranno alla Prima Guerra Mondiale) Engels esprime il suo concetto in una nota e con il condizionale, come si dice adesso. Ai nostri giorni gli economisti borghesi chiamano questo fenomeno “stagnazione secolare”!

Ecco il pezzo di Engels che sottolineiamo in alcune parti:
“Ed ora vediamo un poco l’ingenuità con cui Rodbertus vuole sopprimere le crisi industriali e commerciali, attraverso la sua utopia. [Questo riguarda tutti gli economisti, i borghesi, i “riformisti” e populisti di ogni sorta, ndr]. Non appena la produzione delle merci ha assunto le proporzioni del mercato mondiale, l’equilibrio fra i produttori singoli che producono in base a un calcolo privato e il mercato per il quale essi producono (e di cui ignorano più o meno il fabbisogno sia in quantità che in qualità) si stabilisce attraverso un cataclisma del mercato mondiale, una crisi commerciale.”

Su questa affermazione Engels aggiunge una nota e dice: “Per lo meno fino a poco tempo fa avveniva così. Da quando il monopolio inglese del mercato mondiale viene spezzato sempre più dalla partecipazione al commercio mondiale della Francia, della Germania e, soprattutto, dell’America, sembra affermarsi una nuova forma di equilibrio. [In maniera semplificata possiamo dire che oggi è soprattutto la Cina, oltre a diversi paesi imperialisti, che hanno spezzato il monopolio essenzialmente degli Stati Uniti!]. Il periodo di generale prosperità che precede la crisi, ancora non si fa vedere. Se non venisse affatto, la situazione normale dell’industria moderna dovrebbe essere una stagnazione cronica con lievi oscillazioni soltanto.”

Dalla Prefazione del 23 ottobre 1884 alla “Miseria della filosofia” di Marx

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Usa, torna l’allarme sui prestiti a leva (che balzano a 1.400 

miliardi). Crescono i finanziamenti a società già iper indebitate 

e poi negoziati sul mercato come fossero bond:

 forte esposizione dei fondi a caccia di rendimenti

di Morya Longo
Sul mercato cresce un certo senso di déjà-vu. 
Negli Stati Uniti ha raggiunto dimensioni enormi, pari a 1.400 miliardi di dollari, un mercato che

pc 29 settembre - Strage di Marzabotto: “Queste persone qui (Salvini e gli altri reazionari, grillini compresi) non è che hanno perso la memoria. La memoria vogliono farla perdere a te”

Le parole di Ferruccio Laffi, sopravvissuto alla strage di Marzabotto.

pc 29 settembre - Ex Fiat Termini Imerese: Altro sequestro dei fondi al padrone della Blutec Ginatta che ha investito i soldi del rilancio della fabbrica in attività speculative

La proprietà privata dei mezzi di produzione prevista dal sistema capitalistico fa questi “scherzi”! Il padrone si sente libero di fare quello che vuole con le fabbriche e i soldi pubblici.
In questa vicenda non solo il padrone Ginatta e si suoi figli si rivelano degli incapaci di gestire la produzione industriale, ma anche dei veri e propri delinquenti che giocano in borsa con i soldi pubblici, mentre un migliaio di operai è ancora in cassa integrazione, che scade a dicembre, ma, come riporta il Sole24Ore (https://www.ilsole24ore.com/art/taglio-cuneo-fiscale-busta-paga-le-due-ipotesi-tavolo-ACpaU2l)
“… rimane ancora in stand by l’avvio al Senato dell’esame per la conversione in legge del Dl 101 entrato in vigore lo scorso 5 settembre con le misure a tutela dei rider, a favore delle aree di crisi complessa, con le disposizioni salva Ilva, per Whirlpool, Blutec di Termini Imerese, per l’ex Alcoa di Portovesme e per la stabilizzazione dei precari di Anpal servizi.”
Gli operai non hanno altra via che prendere nelle proprie mani la battaglia e portarla avanti senza ulteriori attendismi…


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Termini Imerese, Metec nel caos dei fondi pubblici
Malversazioni
Parte delle risorse incassate dalla controllata Blutec finite in attività speculative
Una parte dei fondi incassati da Blutec per il rilancio dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese è stato investito in attività speculative (titoli esteri) non riconducibili alla realizzazione del progetto del Contratto di sviluppo per la riqualificazione del polo industriale del palermitano. È solo una delle accuse contenute nel decreto di sequestro di MetecSpa, la società che fa capo a Roberto Ginatta e che controlla Blutec e altre società, tra cui la Alcar Industrie Srl, con sedi a Lecce e Vaie (To), acquisita

pc 29 settembre - Il diritto di aborto non si tocca! Indietro non torniamo! 28 settembre a Palermo

Nella giornata internazionale dell'aborto sicuro, gratuito e garantito, 28 settembre, che ha visto manifestazioni e iniziative di lotta in diverse città del nostro paese, anche a Palermo le donne sono scese in piazza.
Un presidio/assemblea, promosso da NUDM Palermo,  si è svolto davanti il reparto di ginecologia dell'Ospedale Policlinico, scelto proprio come uno dei luoghi simbolo di quello che è un attacco ideologico, politico e pratico che in questo sistema viene scagliato contro la maggioranza delle donne: l'attacco al diritto di aborto, alla libertà di scelta delle donne.


Dagli interventi che ci sono stati durante l'assemblea alcune compagne di Nudm in particolare hanno denunciato la situazione a livello siciliano, in cui le percentuali di medici obiettori negli ospedali parlano chiaro, le statistiche ufficiali parlano di numero di aborti in diminuzione, secondo la corretta applicazione della L.194, ma la Sicilia è, allo stesso tempo, una delle regioni in cui i tempi di attesa sono più lunghi e in cui la percentuale di obiezione di coscienza arriva all’89%.
Quasi sconosciuto alle donne è, poi, l'aborto farmacologico tramite la pillola RU486., la Regione Siciliana non mette in atto politiche rispetto alla gratuità della contraccezione e sempre meno fondi vengono stanziati per i consultori, come luoghi di prevenzione, sul territorio.
Tutto questo costituisce un pesante attacco alla libertà di scelta e di autodeterminazione delle donne . Importante la battaglia per la contraccezione gratuita.



Una donna ha denunciato le politiche governative di scaricamento del lavoro di cura sulle donne "importanti" in questa società per aumentare il PIL del paese e la necessità di lottare come donne su questi temi



Una compagna giovane ha fatto anche un quadro della lotta in difesa del diritto di aborto a livello internazionale.




Come compagne Mfpr abbiamo preso parte all'iniziativa e intervenendo durante l'assemblea abbiamo posto innanzitutto la questione della centralità della lotta in difesa del diritto di aborto, perchè essa pone sul tappeto in modo chiaro e netto la questione dell'autodeterminazione delle donne e della libertà di scelta non solo in tema di maternità ma anche in ogni ambito di vita. Il diritto di aborto è attaccato in forme sempre più reazionarie perchè non può essere accettato da un sistema sociale che fa della subalternità della maggioranza delle donne, con al centro le proletarie, una delle sue basi, una società in cui esse devono avere dei ruoli ben definiti in una condizione di doppia oppressione.

In questo senso la lotta in difesa del diritto di aborto è considerata pericolosa dalla borghesia al potere perchè le donne che lottano per affermare e potenziare la loro autodeterminazione e libertà di scelta sono pericolose, pertanto devono essere oppresse e represse nell'ambito di un moderno medioevo che nella vita reale si traduce in campagne ideologiche e politiche che attaccano diritti basilari.

Dal governo fascio-populista-sessista Lega-M5S siamo oggi passati in una fase in cui il governo attuale a parole aveva annunciato cambiamenti/discontinuità ma nei fatti le politiche sono una continuazione in forma "nuova" degli attacchi alla condizione di vita delle donne, il DDL Pillon per fare un esempio è solo stato messo nel cassetto per ora ma non è stato subito ritirato.
Al centro ci deve essere la lotta contro il "nuovo" governo... come lavoratrici/proletarie la impugniamo in un insieme di denuncia, contro-informazione sì ma anche di organizzazione di classe per una lotta che è ncessaria...

Affissione nelle scuole