Intanto, mentre va in
onda in Francia la pantomima del "Grand debat national" lanciato da
Macron, i gilet non solo scendono in piazza ogni sabato, con domani che
non farà eccezione per l'Acte XIV. Allo stesso tempo si riorganizzano
per un ulteriore rilancio della protesta. Il 16 marzo, giorno della fine
del dibattito macroniano, è stata convocata a Parigi una grande
manifestazione.
Questa è stata assunta dalle varie declinazioni
locali del movimento GJ, ma non solo. A scendere in piazza saranno anche
i comitati delle periferie contro le violenze poliziesche, così come i
movimenti e le associazioni per il contrasto al cambiamento climatico.
Il 14 marzo inoltre è stata convocata una giornata di mobilitazione da
parte della CGT, a cui seguirà il 18 uno sciopero intersindacale.
sabato 16 febbraio 2019
pc 16 febbraio - S.Ferdinando - da Campagne in lotta
BRUCIA ANCORA LA TENDOPOLI DI SAN FERDINANDO
Stanotte alle 23.30 è scoppiato l'ennesimo incendio in tendopoli le cui
fiamme hanno bruciato molte baracche e ucciso una persona.
Ancora una volta l'ennesima tragedia annunciata, talmente ricorrente da sprofondare nell'ordinarietà. E davanti a questa strage continua c'è ancora chi pensa di poter giocare sulla vita di chi perde fratelli e sorelle ogni giorno. Che il dolore si trasformi in rabbia.
La polizia dello sciacallo Salvini era intervenuta contro i migranti pochi giorni fa
Ancora una volta l'ennesima tragedia annunciata, talmente ricorrente da sprofondare nell'ordinarietà. E davanti a questa strage continua c'è ancora chi pensa di poter giocare sulla vita di chi perde fratelli e sorelle ogni giorno. Che il dolore si trasformi in rabbia.
La polizia dello sciacallo Salvini era intervenuta contro i migranti pochi giorni fa
SAN FERDINANDO (RC): ANCORA IRRUZIONI DELLA POLIZIA E INTIMIDAZIONI VERSO CHI SI RIBELLA
Negli ultimi giorni la tendopoli di San Ferdinando è stata di nuovo teatro di minacce ed irruzioni da parte di polizia e carabinieri. Un abitante della tendopoli è stato raggiunto dalle guardie, accompagnate da chi nelle nuove tende tiene la scuola di italiano, e gli è stato nuovamente chiesto di parlare dei suoi presunti mandanti, di ‘quelli per cui lavora’, come se chi lotta ed è immigrato non possa prendere decisioni autonomamente ma abbia bisogno di una regia esterna. Per intimorire ancora, gli è stata ricordata la scadenza del suo permesso di soggiorno, salvo poi proporgli un posto in nuova tendopoli se si fosse comportato bene. La gravità di queste minacce ripetute nel tempo, volte ad intimorire e isolare chi lotta, si inserisce in uno scenario che si fa sempre più repressivo: ieri quattro macchine dei carabinieri hanno attraversato tutta la tendopoli, fotografando tutti gli oggetti e le persone presenti, senza possibilità di potersi sottrarre, e ai commercianti dei negozi è stato imposto di farsi fotografare individualmente. Nel frattempo, i carabinieri parlavano di sgombero e smantellamento della tendopoli entro un mese, pratica ormai molto frequente durante queste irruzioni e volta a intimare alle persone di andarsene. In questo clima di controllo e intimidazione costante, continuano i proclami istituzionali e le contraddizioni che questi si portano dietro: si continua a parlare di container, di terreni confiscati, di comitati, di integrazione e di tensioni sociali, ma l’unico risultato è che si alimenta da tutte le parti un conflitto tra poveri e le persone che rivendicano una casa continuano a rimanere nella situazione di precarietà in cui vivono da anni. Chi lotta non teme le vostre minacce e odia le vostre bugie!
Negli ultimi giorni la tendopoli di San Ferdinando è stata di nuovo teatro di minacce ed irruzioni da parte di polizia e carabinieri. Un abitante della tendopoli è stato raggiunto dalle guardie, accompagnate da chi nelle nuove tende tiene la scuola di italiano, e gli è stato nuovamente chiesto di parlare dei suoi presunti mandanti, di ‘quelli per cui lavora’, come se chi lotta ed è immigrato non possa prendere decisioni autonomamente ma abbia bisogno di una regia esterna. Per intimorire ancora, gli è stata ricordata la scadenza del suo permesso di soggiorno, salvo poi proporgli un posto in nuova tendopoli se si fosse comportato bene. La gravità di queste minacce ripetute nel tempo, volte ad intimorire e isolare chi lotta, si inserisce in uno scenario che si fa sempre più repressivo: ieri quattro macchine dei carabinieri hanno attraversato tutta la tendopoli, fotografando tutti gli oggetti e le persone presenti, senza possibilità di potersi sottrarre, e ai commercianti dei negozi è stato imposto di farsi fotografare individualmente. Nel frattempo, i carabinieri parlavano di sgombero e smantellamento della tendopoli entro un mese, pratica ormai molto frequente durante queste irruzioni e volta a intimare alle persone di andarsene. In questo clima di controllo e intimidazione costante, continuano i proclami istituzionali e le contraddizioni che questi si portano dietro: si continua a parlare di container, di terreni confiscati, di comitati, di integrazione e di tensioni sociali, ma l’unico risultato è che si alimenta da tutte le parti un conflitto tra poveri e le persone che rivendicano una casa continuano a rimanere nella situazione di precarietà in cui vivono da anni. Chi lotta non teme le vostre minacce e odia le vostre bugie!
pc 16 febbraio - S.Ferdinando - Nuovo rogo nella tendopoli, muore un giovane migrante
Distrutte decine di baracche, ha perso la vita il senegalese Moussa Ba, 29 anni.
Si muore ancora di freddo e di
fuoco nella tendopoli di San Ferdinando, il ghetto che da anni ospita i
braccianti migranti della Piana di Gioia Tauro. Ieri sera, attorno alla
mezzanotte, un nuovo incendio è costato la vita al 29enne sengalese
Moussa Ba e non Aldo Diallo come era stato detto in precedenza. Le
fiamme si sono sviluppate nella parte iniziale del campo, quella più
vicina alla strada e in pochi minuti hanno divorato una trentina di
baracche.

Nuovo rogo nella tendopoli di San Ferdinando (Rc), le immagini dei soccorsi
una tragedia annunciata dal copione sempre
uguale a se stesso. Non esistono servizi, né luce, né acqua alla
tendopoli. Per scaldarsi, si può far ricorso solo a piccoli falò o
vecchi bracieri, che fra le centinaia di baracche messe in piedi con
brandelli di vecchie tende, pannelli di plastica o legno e materiali di
scarto sono come bombe ad orologeria.
pc 16 febbraio - L'imperialismo italiano in Irak continua l'intervento militare

Monaco, 15 feb 17:05 - (Agenzia Nova) - Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha confermato oggi l'impegno italiano a rafforzare le capacità dei militari iracheni nel contrasto del terrorismo. In un videomessaggio su Facebook, Trenta ha commentato la sua partecipazione odierna alla riunione dei ministri della Difesa dei paesi che partecipano alla coalizione internazionale contro lo Stato islamico, tenuta a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco. “Ci siamo anche noi”, ha dichiarato Trenta. La titolare di Palazzo Baracchini si è quindi chiesta che cosa succederà nel momento in cui gli Stati Uniti andranno via dalla Siria, così come annunciato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “Ne abbiamo parlato: noi come italiani continueremo a fare quello che stiamo facendo, cioè rafforzare la capacità dei militari iracheni di contrastare il terrorismo”, ha affermato Trenta.
© Agenzia Nova
pc 16 febbraio - Milano Lamina - 4 operai morti col gas - neanche un giorno di galera per il padrone assassino?
Operai morti alla Lamina, il titolare patteggia un anno e 10 mesi con pena sospesa
Milano, 12 febbraio 2019 - Ha raggiunto un accordo con la Procura per patteggiare una pena sospesa di un anno e 10 mesi, dopo aver risarcito le famiglie delle vittime e l'Inail per un totale di oltre 4 milioni di euro, Roberto Sanmarchi, il titolare della Lamina, l'azienda metallurgica milanese dove il 16 gennaio dello scorso anno morirono quattro operai a causa di una fuoriuscita di gas argon nella vasca di un forno.È quanto è emerso dall'udienza preliminare, davanti al gup di Milano Manuela Scudieri, a carico dell'imprenditore, difeso dai legali Roberto Nicolosi Petringa e Elena Benedetti e accusato di omicidio colposo plurimo con l'aggravante di aver commesso il fatto in violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.Il gup deciderà nella prossima udienza del 19 marzo se ammettere le due parti e poi se ratificare o meno il patteggiamento che ha avuto l'ok dei pm Letizia Mocciaro e Gaetano RutaEra stato accertato che nella fabbrica, infatti, non c'erano nemmeno «procedure di sicurezza sulla utilizzazione della centralina di allarme del livello di ossigeno» e «sulla gestione della funzione di tacitazione» dell'allarme stesso che quel giorno suonò al mattino e venne probabilmente disattivato da uno dei quattro operai, che poi scesero nella vasca del forno e morirono uno dopo l'altro.
prossima udienza il 19 marzo
pc 16 febbraio - La FCA a Pomigliano ha rotto il c... - ora non si può più volantinare...
Sarà necessario andarci tutti a questo punto e fare di più che un volantinaggio...
Slai cobas per il sindacato di classe
La FIAT utilizza ogni mezzo per evitare che gli operai si muovano. Oggi cerca di vietare il volantinaggio ai cancelli per coloro che esprimono posizioni critiche nei suoi confronti, che denunciano la falsità dei cosiddetti “piani di rilancio”, e che chiamano gli operai ad aprire gli occhi e ad organizzarsi.
Per l’ennesima volta i guardiani aziendali hanno intimato ai compagni del gruppo degli autorganizzati FCA di andarsene perché gli ingressi allo stabilimento sono proprietà privata. Hanno avvertito le “forze dell’ordine” che, immediatamente, sono arrivate, come le altre volte e, come le altre volte, hanno identificato i compagni presenti e li hanno filmati con un tempismo che in altre occasioni non dimostrano quando è richiesto il loro intervento a difesa dei cittadini comuni, ma la FIAT evidentemente è “un cittadino” particolare.
Slai cobas per il sindacato di classe
La FIAT utilizza ogni mezzo per evitare che gli operai si muovano. Oggi cerca di vietare il volantinaggio ai cancelli per coloro che esprimono posizioni critiche nei suoi confronti, che denunciano la falsità dei cosiddetti “piani di rilancio”, e che chiamano gli operai ad aprire gli occhi e ad organizzarsi.
Per l’ennesima volta i guardiani aziendali hanno intimato ai compagni del gruppo degli autorganizzati FCA di andarsene perché gli ingressi allo stabilimento sono proprietà privata. Hanno avvertito le “forze dell’ordine” che, immediatamente, sono arrivate, come le altre volte e, come le altre volte, hanno identificato i compagni presenti e li hanno filmati con un tempismo che in altre occasioni non dimostrano quando è richiesto il loro intervento a difesa dei cittadini comuni, ma la FIAT evidentemente è “un cittadino” particolare.
Volantino distribuito (circa 2000 copie) il 13/2/2019 ai cancelli della FCA di Pomigliano durante il cambio tra primo e secondo turno
pc 16 febbraio - Repressione in Francia - Condannato Cristophe, il pugile dei gilets!
Christophe Dettinger, il pugile francese assurto alla ribalta per gli scontri di piazza dell'atto VIII dei gilets jaunes, è stato condannato lo scorso mercoledì a due anni e mezzo di prigione. Il "gitano di Massy" potrà ad ogni modo beneficiare della sospensione condizionale di un anno e mezzo della pena. Pena che potrà essere scontata attraverso il regime di semi-libertà, a cui si aggiungono cinquemila euro di multa e il divieto di dimora semestrale a Parigi.Christophe è solo uno dei tanti gilet che devono subire la repressione giudiziaria seguita all'esplosione di una rivolta storica per la Republique. Non sono ovviamente sotto alcuna accusa le violenze poliziesche, con gli spari di flashball e granate esplosive, i caroselli, i pestaggi indisciminati. Violenze responsabili di 14 morti e decine di feriti tra i manifestanti dal 17 novembre ad oggi.
pc 16 febbraio - 1 - Con la lotta dei pastori sardi ma serve analisi di classe e dibattito - un primo testo da infoaut
Lotta di classe in Sardegna - prima puntata
“È
stanco, mischino. Si alza alle cinque, va a mungere e poi a scuola
all’istituto agrario di Elmas. Ogni giorno così e ora viene sempre qui”.
Ha 14 anni ed è sdraiato per terra a fianco alla brace che si consuma
sull’asfalto e che ha arrostito la carne di agnello e maiale per il
pranzo al presidio davanti al caseificio Central di Sanluri, uno dei più
importanti del medio Campidano. L’unico latte che entra nello
stabilimento è quello gettato davanti al cancello e che ancora imbianca
l’asfalto della zona industriale Villasanta. “Si faidi su meigama”,
la pennichella, perché anche se il presidio di Sanluri è tra quelli
meglio attrezzati, con due gazebo, i tavoli, le panche e la corrente
elettrica, questa lotta sfinisce, tira i nervi. “Siamo stati i primi a
iniziare qui”. Mercoledì scorso un’autocisterna che trasportava il latte
raccolto dagli allevatori di zona è stato fermato e il suo carico
svuotato nelle campagne tra Villacidro e Serramanna, a non molti
chilometri di distanza dal caseificio Central. Il
pc 16 febbraio - Contestazione a DRAGHI - all'Università di Bologna
Venerdì 22 Febbraio il governatore della Banca Centrale Europea Mario
Draghi verrà insignito della Laurea ad Honorem in giurisprudenza per la
difesa dei Trattati Europei.
Crediamo ci sia poco di onorevole nella carriera di Draghi: dopo aver iniziato la sua carriera nel mondo accademico e aver avuto importanti ruoli istituzionali al ministero del Tesoro, nella migliore tradizione delle “porte girevoli” tra pubblico e privato Draghi passa direttamente ai vertici di Goldman Sachs (una delle più grandi banche d’affari del mondo) come responsabile per le strategie europee. La stessa Goldman Sachs che consigliava al governo greco manovre finanziarie azzardate che hanno contribuito alla fragilità dei conti pubblici dello stato ellenico. Diviene quindi Governatore
Crediamo ci sia poco di onorevole nella carriera di Draghi: dopo aver iniziato la sua carriera nel mondo accademico e aver avuto importanti ruoli istituzionali al ministero del Tesoro, nella migliore tradizione delle “porte girevoli” tra pubblico e privato Draghi passa direttamente ai vertici di Goldman Sachs (una delle più grandi banche d’affari del mondo) come responsabile per le strategie europee. La stessa Goldman Sachs che consigliava al governo greco manovre finanziarie azzardate che hanno contribuito alla fragilità dei conti pubblici dello stato ellenico. Diviene quindi Governatore
pc 16 febbraio - Torino Mentre prosegue la repressione - cresce la solidarietà con Asilo Occupato
Ho partecipato alla manifestazione, in solidarietà con l’Asilo di corso Alessandria un’occupazione più che ventennale, sgombrata in nome di una “sicurezza” che risponde esclusivamente ai progetti della speculazione edilizia.
Lo sgombero è stato violento, con le povere suppellettili caricate sui camion della raccolta rifiuti e portate in discarica. Anche gli animali ne hanno fatto le spese: del piccolo pollaio si è salvata una sola gallina.
Sabato, a Torino,
Non ho visto la devastazione che i mass media enfatizzano né il “terrore” dei passanti. Giungeva invece a chilometri di distanza l’odore acre dei lacrimogeni e se qualcuno blindava il centro di Torino, erano i muri di cellulari e di agenti in assetto antisommossa, migliaia di armati che chiudevano tutte le strade e intimorivano i passanti. Senza parlare della Digos sguinzagliata in borghese lungo il corteo, la stessa che vediamo da anni in Valle di Susa e nei luoghi delle lotte , sempre contro di noi.
In realtà, la chiusura dell’Asilo non è che l’inizio: lo promette il ministro col manganello, col consenso dei suoi soci di governo e col plauso del sindaco 5stelle di Torino nonché del presidente PD della Regione Piemonte.
Dalle parole del questore si rimaterializza il “teorema” che avvelenò un passato non lontano e costò carcere e sofferenze a tanti compagni e alle loro famiglie, quello dell’”associazione sovversiva”. Ancora una volta si cerca di fare terra bruciata di quella solidarietà che è l’arma più potente degli oppressi, con un dossier “saldatura” su quanti “hanno solidarizzato con gente che vuole sovvertire l’ordine dello stato”.
La repressione parte come sempre nei confronti degli anarchici ed ha come obiettivo di neutralizzare le lotte sociali.
La posta in gioco va ben oltre Torino.
Fascismo, razzismo, sfruttamento e disuguaglianze senza limiti, negazione di bisogni e diritti: ecco i tempi che il sistema prepara per tutti noi.
Reprimere la solidarietà, la cultura e le pratiche conflittuali col pensiero unico del Mercato, sobillare la guerra tra poveri: ecco gli strumenti di sempre, usati dai padroni per mantenere il proprio dominio: contro tutto questo non serve timidezza o accondiscendenza, ma chiarezza: la consapevolezza che, come testimonia il popolo NO TAV, “si parte e si torna insieme” e che, tra legalità e giustizia scorre l’oceano.
Solidarietà agli arrestati dunque! Serena, determinata, collettiva, la lotta continua.
*storica attivista No Tav, Coordinamento nazionale di Potere al Popolo
Lo sgombero è stato violento, con le povere suppellettili caricate sui camion della raccolta rifiuti e portate in discarica. Anche gli animali ne hanno fatto le spese: del piccolo pollaio si è salvata una sola gallina.
Sabato, a Torino,
Non ho visto la devastazione che i mass media enfatizzano né il “terrore” dei passanti. Giungeva invece a chilometri di distanza l’odore acre dei lacrimogeni e se qualcuno blindava il centro di Torino, erano i muri di cellulari e di agenti in assetto antisommossa, migliaia di armati che chiudevano tutte le strade e intimorivano i passanti. Senza parlare della Digos sguinzagliata in borghese lungo il corteo, la stessa che vediamo da anni in Valle di Susa e nei luoghi delle lotte , sempre contro di noi.
In realtà, la chiusura dell’Asilo non è che l’inizio: lo promette il ministro col manganello, col consenso dei suoi soci di governo e col plauso del sindaco 5stelle di Torino nonché del presidente PD della Regione Piemonte.
Dalle parole del questore si rimaterializza il “teorema” che avvelenò un passato non lontano e costò carcere e sofferenze a tanti compagni e alle loro famiglie, quello dell’”associazione sovversiva”. Ancora una volta si cerca di fare terra bruciata di quella solidarietà che è l’arma più potente degli oppressi, con un dossier “saldatura” su quanti “hanno solidarizzato con gente che vuole sovvertire l’ordine dello stato”.
La repressione parte come sempre nei confronti degli anarchici ed ha come obiettivo di neutralizzare le lotte sociali.
La posta in gioco va ben oltre Torino.
Fascismo, razzismo, sfruttamento e disuguaglianze senza limiti, negazione di bisogni e diritti: ecco i tempi che il sistema prepara per tutti noi.
Reprimere la solidarietà, la cultura e le pratiche conflittuali col pensiero unico del Mercato, sobillare la guerra tra poveri: ecco gli strumenti di sempre, usati dai padroni per mantenere il proprio dominio: contro tutto questo non serve timidezza o accondiscendenza, ma chiarezza: la consapevolezza che, come testimonia il popolo NO TAV, “si parte e si torna insieme” e che, tra legalità e giustizia scorre l’oceano.
Solidarietà agli arrestati dunque! Serena, determinata, collettiva, la lotta continua.
*storica attivista No Tav, Coordinamento nazionale di Potere al Popolo
pc 16 febbraio - CGIL - MICELI all'ambiente - un sindacalista da sempre con i padroni che distruggono l'AMBIENTE - VEDI tav/trivelle/gasdotti
Emilio Miceli è stato nominato responsabile dell’ambiente nella segreteria Cgil di Maurizio Landini.
Chi è Miceli? Ė stato a lungo segretario dei chimici e come tale si è schierato a favore del Tav, delle trivelle, dei gasdotti, di ogni Grande Opera devastante, anche di quelle che non si faranno mai.
Miceli sull’ambiente è a destra persino di Salvini ed ora è il responsabile Cgil di questa materia decisiva per le nostre vite.
A loro volta i sindacati degli edili CgilCislUil hanno proclamato per il 15 marzo lo sciopero generale della categoria. Contro la strage di operai per mancanza di sicurezza sul lavoro? Contro il caporalato ed il supersfruttamento che imperversano nella categoria? Per aumentare le paghe?
No lo sciopero è per fare il Tav.
Vengono in mente i sindacati edili americani che nel 1968 organizzarono manifestazioni contro gli studenti che manifestavano contro la guerra in Vietnam.
Qualcuno ha scritto che con la segreteria Landini la Cgil avrebbe ritrovato lo “spirito del 68”. può essere, ma dalla parte sbagliata..
Chi è Miceli? Ė stato a lungo segretario dei chimici e come tale si è schierato a favore del Tav, delle trivelle, dei gasdotti, di ogni Grande Opera devastante, anche di quelle che non si faranno mai.
Miceli sull’ambiente è a destra persino di Salvini ed ora è il responsabile Cgil di questa materia decisiva per le nostre vite.
A loro volta i sindacati degli edili CgilCislUil hanno proclamato per il 15 marzo lo sciopero generale della categoria. Contro la strage di operai per mancanza di sicurezza sul lavoro? Contro il caporalato ed il supersfruttamento che imperversano nella categoria? Per aumentare le paghe?
No lo sciopero è per fare il Tav.
Vengono in mente i sindacati edili americani che nel 1968 organizzarono manifestazioni contro gli studenti che manifestavano contro la guerra in Vietnam.
Qualcuno ha scritto che con la segreteria Landini la Cgil avrebbe ritrovato lo “spirito del 68”. può essere, ma dalla parte sbagliata..
venerdì 15 febbraio 2019
pc 15 febbraio - Milano 26 febbraio: GIU' LE MANI DALLA BANDA DEGLI OTTONI!
Il circolo proletari comunisti invita a sostenere, solidarizzare, essere presenti al presidio contro la repressione/criminalizzazione dei compagni della Banda......
Noi quella sera c'eravamo fianco a fianco contro le scorribande degli "uomini" in divisa. Al fianco di chi coi loro suoni, ritmi, canzoni, i loro corpi, da sempre sostengono le lotte dei lavoratori - dei migranti -per la salute e sicurezza - antifascismo - internazionalismo. Loro ci sono sempre non lasciamoli soli. INSIEME SUONIAMOGLIELE
Noi quella sera c'eravamo fianco a fianco contro le scorribande degli "uomini" in divisa. Al fianco di chi coi loro suoni, ritmi, canzoni, i loro corpi, da sempre sostengono le lotte dei lavoratori - dei migranti -per la salute e sicurezza - antifascismo - internazionalismo. Loro ci sono sempre non lasciamoli soli. INSIEME SUONIAMOGLIELE
pc 15 febbraio - L'ala fascista dei Gilet Gialli si allea con i fasciopopulisti del M5stelle
Boicottare ogni presenza di presunti leader dei Gilet gialli in italia... sono fasci... come lo erano e sono i forconi o personaggi in corsa alle elezioni che usano il movimento come sgabello al servizio dei padroni francesi, italiani, europei.
pc 15 febbraio - Cucchi - l'inchiesta sugli sbirri assassini sale di grado
Cucchi e gli atti modificati, un altro colonnello nei guai
Annotazione farlocche non acquisite nel 2015: aumentano
gli indagati. Il comandante provinciale di Messina accusato di
favoreggiamento
di Andrea Ossino e Valeria Pacelli |
C’è un colonnello che – secondo la Procura di Roma – sapeva dell’esistenza di due annotazioni modificate nella vicenda di Stefano Cucchi. Si tratta di Lorenzo Sabatino, ora comandante provinciale dei carabinieri di Messina, in passato al Nucleo Investigativo di Roma, poi al Reparto Operativo del Comando Provinciale di Roma, e ancora al Ros.
C’è un colonnello che – secondo la Procura di Roma – sapeva dell’esistenza di due annotazioni modificate nella vicenda di Stefano Cucchi. Si tratta di Lorenzo Sabatino, ora comandante provinciale dei carabinieri di Messina, in passato al Nucleo Investigativo di Roma, poi al Reparto Operativo del Comando Provinciale di Roma, e ancora al Ros.
pc 15 febbraio - PROCESSO ILVA - LE TESTIMONIANZE DEI LAVORATORI E TESTI SLAI COBAS SC
Da oggi pubblichiamo le parti più importanti delle testimonianze al
processo Ilva "Ambiente svenduto" rese dai lavoratori Slai cobas, parti civili nel processo e da testi presentati dagli avvocati di Torino.
Sono importanti, sia per le precise affermazioni fatte che inchiodano le responsabilità dell'Ilva sull'inquinamento e i suoi gravissimi effetti sui lavoratori e la popolazione dei quartieri, sia perchè finalmente la grigia e a volte soporifera aula della Corte d'Assise, in cui gli avvocati di Riva e complici la fanno spesso da padroni, è stata rotta dalla voce, denuncia chiara dei lavoratori e dei testi.
Raccoglieremo tutte le testimonianze in un dossier, in uscita il 13 marzo - giorno dell'incontro/convegno/assemblea - per info slaicobasta@gmail.com 3475301704
1° LAVORATORE DEL CIMITERO
LAVORATORE – Lavoro al cimitero di Taranto in via San Brunone.
AVVOCATO E. PELLEGRIN - Il cimitero di San Brunone vicino a quale quale apparato dell’Ilva è situato?
LAV - A circa duecentocinquanta metri dall’Ilva.
AVVOCATO E. PELLEGRIN – Ma in particolare da che cosa all'interno dell'Ilva? Che cosa c’è a duecentocinquanta metri?
LAV - I parchi minerali praticamente stanno vicino.
AVVOCATO E. PELLEGRIN – Quali sono le sue mansioni all'interno del cimitero?
LAV - Io faccio il necroforo inumatore, praticamente scavo la terra per mettere le salme e togliere le salme.
AVVOCATO E. PELLEGRIN – Quindi lei è a contatto con il terreno all'interno del cimitero.
LAV - Tutti i giorni.
AVVOCATO E. PELLEGRIN – Ha notato particolari evidenze riguardo alla situazione ambientale, all'inquinamento di questo luogo lavorativo dove lei svolge l’attività lavorativa?
LAV - Certamente. Infatti la prima cosa che ho notato da quando ho incominciato a fare quel lavoro era che mentre si spalava la terra e si buttava verso sopra, se guardavi, ti brillava all’interno il terreno. Io ho notato subito questa cosa che era strana. Io penso che erano delle sostanze
Sono importanti, sia per le precise affermazioni fatte che inchiodano le responsabilità dell'Ilva sull'inquinamento e i suoi gravissimi effetti sui lavoratori e la popolazione dei quartieri, sia perchè finalmente la grigia e a volte soporifera aula della Corte d'Assise, in cui gli avvocati di Riva e complici la fanno spesso da padroni, è stata rotta dalla voce, denuncia chiara dei lavoratori e dei testi.
Raccoglieremo tutte le testimonianze in un dossier, in uscita il 13 marzo - giorno dell'incontro/convegno/assemblea - per info slaicobasta@gmail.com 3475301704
OGGI LA TESTIMONIANZA DI
DUE LAVORATORI CIMITERIALI
1° LAVORATORE DEL CIMITERO
LAVORATORE – Lavoro al cimitero di Taranto in via San Brunone.
AVVOCATO E. PELLEGRIN - Il cimitero di San Brunone vicino a quale quale apparato dell’Ilva è situato?
LAV - A circa duecentocinquanta metri dall’Ilva.
AVVOCATO E. PELLEGRIN – Ma in particolare da che cosa all'interno dell'Ilva? Che cosa c’è a duecentocinquanta metri?
LAV - I parchi minerali praticamente stanno vicino.
AVVOCATO E. PELLEGRIN – Quali sono le sue mansioni all'interno del cimitero?
LAV - Io faccio il necroforo inumatore, praticamente scavo la terra per mettere le salme e togliere le salme.
AVVOCATO E. PELLEGRIN – Quindi lei è a contatto con il terreno all'interno del cimitero.
LAV - Tutti i giorni.
AVVOCATO E. PELLEGRIN – Ha notato particolari evidenze riguardo alla situazione ambientale, all'inquinamento di questo luogo lavorativo dove lei svolge l’attività lavorativa?
LAV - Certamente. Infatti la prima cosa che ho notato da quando ho incominciato a fare quel lavoro era che mentre si spalava la terra e si buttava verso sopra, se guardavi, ti brillava all’interno il terreno. Io ho notato subito questa cosa che era strana. Io penso che erano delle sostanze
pc 15 febbraio - Palestina: la Grande Marcia del Ritorno ha rilanciato la Resistenza contro i piani sionisti ed imperialisti
In contributo ricevuto da Collettivo Tazebao
Il
30 marzo del 2018, nella ricorrenza della Giornata della Terra, i
gazawi si sono riversati al confine della Striscia di Gaza,
rivendicando il diritto al ritorno nella propria terra, usurpata
dall’occupante sionista da settant’anni.
Settant’anni
che ricorrevano proprio l’anno scorso, il 15 maggio, e che Trump ha
voluto festeggiare spostando l’ambasciata Usa da Tel Aviv a
Gerusalemme. Solo pochi mesi prima infatti il presidente statunitense
aveva dimostrato la sua fedeltà allo storico alleato sionista
dichiarando Gerusalemme capitale dello Stato d’Israele, volendo
negare ai palestinesi una delle loro rivendicazioni fondamentali
e mettendo contemporaneamente una pietra tombale sulle illusioni
sparse dai suoi
pc 15 febbraio - Nel 2018 oltre tre morti sul lavoro al giorno. «Lotta di classe unica soluzione»
La lotta di classe richiede le forme organizzative adatte per sviluppare un fronte unito di lotta reale ed estesa su questo terreno specifico.
DA La Riscossa | lariscossa.com - STRALCI
01/02/2019
Sono stati pubblicati lo scorso 29 gennaio i dati INAIL sulle denunce di infortunio sul lavoro relativi all'anno 2018[1]. Secondo tali statistiche nel periodo di riferimento vi sono stati un numero di 1133 incidenti con esito mortale, corrispondenti a una media superiore alle 3 morti al giorno. Rispetto all'anno precedente (2017), nel corso del quale si sono verificati 1029 decessi, tali dati mostrano un incremento del 10,1%. In quasi tutti i mesi del 2018 si è assistito ad un aumento dei casi mortali rispetto al corrispondente periodo del 2017; in particolare, tale andamento è stato massimo nel mese di agosto 2018, in cui si sono verificati 132 decessi, e nel quale si è verificato quasi lo stesso numero di vittime in incidenti mortali plurimi (ossia che hanno causato la morte di almeno 2 lavoratori) di tutto il 2017, pari a 37. Anche gli stessi incidenti plurimi sono passati da 15 nel 2017 (corrispondente a 42 morti) a 24 nel 2018 (corrispondenti a 82 morti), con un aumento del 60%.
Nel 2018 si è verificato un aumento dei decessi avvenuti in occasione di lavoro (da 746 a 786, pari al 5,4%), ma soprattutto di quelli avvenuti in itinere, occorsi cioè nel tragitto tra l'abitazione e il posto di lavoro (da 283 a 347, pari al 22,6%)[2]. Un caso emblematico di tale tipo di decesso è
Il 13 marzo 2019 viene rilanciata da Taranto - sede della madre di tutte le battaglie delle morti sul lavoro, da lavoro e da inquinamento ILVA ora Arcelor Mittal - la RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA E SALUTE SUI POSTI DI LAVORO E SUL TERRITORIO -
INFO PER CONTATTI, ADESIONI, PARTECIPAZIONE: slaicobasta@gmail.com
DA La Riscossa | lariscossa.com - STRALCI
01/02/2019
Sono stati pubblicati lo scorso 29 gennaio i dati INAIL sulle denunce di infortunio sul lavoro relativi all'anno 2018[1]. Secondo tali statistiche nel periodo di riferimento vi sono stati un numero di 1133 incidenti con esito mortale, corrispondenti a una media superiore alle 3 morti al giorno. Rispetto all'anno precedente (2017), nel corso del quale si sono verificati 1029 decessi, tali dati mostrano un incremento del 10,1%. In quasi tutti i mesi del 2018 si è assistito ad un aumento dei casi mortali rispetto al corrispondente periodo del 2017; in particolare, tale andamento è stato massimo nel mese di agosto 2018, in cui si sono verificati 132 decessi, e nel quale si è verificato quasi lo stesso numero di vittime in incidenti mortali plurimi (ossia che hanno causato la morte di almeno 2 lavoratori) di tutto il 2017, pari a 37. Anche gli stessi incidenti plurimi sono passati da 15 nel 2017 (corrispondente a 42 morti) a 24 nel 2018 (corrispondenti a 82 morti), con un aumento del 60%.
Nel 2018 si è verificato un aumento dei decessi avvenuti in occasione di lavoro (da 746 a 786, pari al 5,4%), ma soprattutto di quelli avvenuti in itinere, occorsi cioè nel tragitto tra l'abitazione e il posto di lavoro (da 283 a 347, pari al 22,6%)[2]. Un caso emblematico di tale tipo di decesso è
pc 15 febbraio - FORMAZIONE OPERAIA - prosegue intensa l'attività di studio nei circoli di proletari comunisti
Pubblichiamo oggi e nei prossimi giorni - alcuni interventi dei compagni di Taranto che stanno partecipando al gruppo di studio sul testo ' le lotte di classe in Francia'
Note sparse sul 1°capitolo de “le lotte di classe in Francia”
[in corsivo passaggi citati dal testo]
L'aristocrazia finanziaria, nelle sue forme di
guadagno come nel suoi piaceri, non è altro che la riproduzione
del sottoproletariato
alla sommità della società borghese.
È già stato
sottolineato in altri contributi allo studio questa aspetto. Altri
compagni hanno trovato che più che alla borghesia finanziaria, che
oggi equivale all’aristocrazia finanziaria dei tempi del testo, il
sottoproletariato è simile alla piccola borghesia, nel suo oscillare tra
le diverse classi. Se questo è senz’altro vero, va precisato che
ciò che rende simile i sottoproletari alla parte più parassitaria
della borghesia è lo stesso modo in cui entrambi questi settori di
classe riproducono la loro esistenza, non dalla produzione ma da espedienti, traffici, mance e rendite. È questo rende la borghesia
parassitaria pronta a comprare chiunque valga il prezzo e i
sottoproletari a vendersi a chiunque lo paghi. La piccola borghesia
si schiera contro,
contro la classe che
minacci la sua propria condizione e piccola proprietà, la miserabile
illusione di appartenere alla classe possidente, i sottoproletari si
schierano con.
Con chiunque gli permetta di continuare a mantenere la propria
condizione a spese di tutti gli altri.
Come gli operai credevano di emanciparsi
accanto alla borghesia, così pensavano di potere compiere, accanto
alle altre nazioni borghesi, una rivoluzione proletaria entro le
pareti nazionali della Francia. Ma i rapporti di produzione francesi
sono condizionati dal commercio estero della
pc 15 febbraio - denunciare a tutti la posizione filo governo fascio/populista di CARC/nPCI
questa formazione con queste posizioni non appartiene più al movimento comunista maoista e al campo rivoluzionario e progressista e sarebbe tempo che compagni che reputiamo comunisti e progressisti che pure in questo gruppo ancora ci sono si ribellassero e facessero sentire la lo loro voce
proletari comunisti/PCm Italia
ci rifiutiamo di pubblicare i testi che giustificano questa posizione reazionaria dei CARC/npCI
si possono trovere e leggere sul loro sito
proletari comunisti/PCm Italia
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