lunedì 6 agosto 2018

pc 6 agosto - NUOVA ORRIBILE STRAGE DI BRACCIANTI MIGRANTI NELLE STRADE DELLE CAMPAGNE FOGGIANE 12 MORTI!

dodici braccianti agricoli e migranti - sono morte in un incidente stradale avvenuto poco fa sulla strada statale 16, nella località Ripalta, nel territorio di Lesina, nel Foggiano. 
Nell’impatto sono rimaste ferite altre persone, il cui numero non è stato ancora reso noto. A quanto si è saputo, l’impatto si è verificato, per cause in corso di accertamento, tra un furgone con targa bulgara che trasportava numerosi braccianti agricoli, tutti extracomunitari, che tornavano dalle campagne dove avevano raccolto pomodori, ed un tir. Le vittime viaggiavano, insieme ad altre tre persone, rimaste ferite, a bordo di un furgone che si è scontrato frontalmente con un camion carico di pomodori. I tre feriti sono stati ricoverati nell’ospedale di San Severo.


Foggia, scontro frontale tra un furgone e un Tir carico di farinacei: morti undici migranti

pc 6 agosto - OLTRE IL DANNO ANCHE LA BEFFA SEMPRE E SOLO SULLA PELLE DEI PRECARI!

Il governo Lega/M5S al senato vota un emendamento a favore dei docenti diplomati e abilitati ma poi si accorge dell'errore  e ritorna sui suoi indegni passi.

Una maggioranza al potere, quella della Lega/M5S, fascio-populista che va avanti a forza di proclami demagogici per avere consenso, buttare fumo negli occhi alle masse popolari per stordirle da un lato e andare avanti invece con le politiche antipopolari dall'altro, ma che dimostra anche totale ignoranza sui temi trattati, temi che in termini pratici riguardano la vita concreta di migliaia di persone, riguardano diritti pienamente acquisiti negli anni ma negati illegittimamente, vita e diritti che per questo governo Di Maio/Salvini  contano, ancora più, meno che niente.

Il Senato approva la riapertura delle GAE, ma è solo un errore

pc 6 agosto - Salvini la carogna nella dichiarazione menzognera quotidiana del razzismo antimmigrati


«Entro fine anno, vogliamo abbassare la quota giorno per i migranti dai 35 euro alla metà perché si vive bene anche con quello. Mandando in porto entro fine anno risparmieremmo 500 milioni di euro da reinvestire in sicurezza, carabinieri, polizia e vigili del fuoco». Lo ha dichiarato il vicepremier Matteo Salvini alla Festa della Lega di Capriata d’Orba. 
Poi un altro annuncio: «Il 14 agosto e a Ferragosto sarò in Sicilia e Calabria:

pc 6 agosto - Scontri in Perù polizia/operai in occasione della chiusura di una fabbrica

Un groupe d’au moins 200 travailleurs se sont rassemblés vendredi devant l’usine sucrière Empresa Agroindustrial de Tuman pour empêcher la mise sous séquestre ordonnée par un tribunal de Chiclayo (Lambayeque) pour une dette envers une autre société. Vers 7h30 du matin, 500 policiers ont affrontés ces travailleurs. Les policiers ont tiré des gaz lacrymogènes, fait usage de matraque, et même lancé une charge de cavalerie. Il y aurait quatre blessés parmi les travailleurs de Tuman. L’un d’eux a été arrêté. Un policier a été blessé par un jet de pierre.
Les affrontements à Tuman

pc 6 agosto - Brutale repressione contro le lotte degli studenti in Bangladesh

Au cours de la semaine écoulée, des milliers d’étudiants ont bloqué une partie de la capitale Dacca pour réclamer une meilleure sécurité routière après la mort de deux jeunes percutés par un bus qui roulait trop vite. Samedi, une centaine d’étudiants avaient été blessés lors de heurts avec la police qui a tiré des balles en caoutchouc et des gaz lacrymogènes en direction des manifestants. Des milices pro-gouvernementales ont aussi attaqué les manifestants, y compris des personnes fuyant vers les hôpitaux voisins pour y recevoir des soins. A la suite de ces événements, suite à une décision gouvernementale visant à gêner les mobilisations étudiantes, les services Internet 3G et 4G ont été coupés pour 24 heures depuis samedi soir, tandis que des réseaux sans fil et câblés ne semblaient pas affectés.
Manifestant.e.s blessé.e.s à Dacca Manifestant.e.s blessé.e.s à Dacca 

pc 6 agosto - La settimana dei martiri in India


Sahid Saptah: Red banners and posters call for Jharkhand-Bihar bandh




People’s Martyrs
According to sources, Maoists have distributed pamphlets and put up posters at many places informing about the bandh (general strike) called in Jharkhand and Bihar States on Friday, August 3, last day of the Shahid Saptah (Martyrs’ Week).
The Red posters which were found in the neighbouring states on the concluding day of the ongoing Shahid Saptah, categorically appealed people to protest ‘Operation Green Hunt’ by police in Maoist areas. The posters also urged locals to join the Maoist movement in large numbers to avenge the killing of red rebels in the hands of police.



In the same way, the CPI (maoist) on Thursday put up posters at the wall of a Siva temple in Kalyansinghpur of the district in Odisha State calling upon people residing around the Niyamgiri hills to oppose the governments’ conspiracy in handing over the hill to private companies. In these posters, the CPI(maoist) has urged the people of Rayagada and Kalahandi district residing around the Niyamgiri hills to strongly oppose the Centre, State government and the district police who have been trying to suppress the people’s movement in Niyamgiri and handover the Aluminium rich hill region to Vedanta Aluminium Ltd.
Maoists are observing Martyrs’ Week from July 28-August 3 and during it they have already held a massive camp in Ralegada area on Andhra-Odisha border in Malkangiri last Saturday under the supervision of Maoist leader Rabana.


Sources: KalingaTV.com, OdishaTV.in, TheHindu.com

pc 6 agosto - Due euro l'ora per lavorare come schiavi.


Scrivono i medici sul campo: "Otto anni dopo la cosiddetta “rivolta di Rosarno”, i grandi ghetti di lavoratori migranti nella Piana di Gioia Tauro rappresentano ancora uno scandalo italiano, rimosso, di fatto, dal dibattito pubblico e dalle istituzioni politiche, le quali sembrano incapaci di qualsiasi iniziativa concreta e di largo respiro. Oggi più che mai, la Piana di Gioia Tauro è il luogo dove l’incontro tra il sistema dell’economia globalizzata, le contraddizioni nella gestione del fenomeno

pc 6 agosto - Non lasciamo soli! #Israele terrorista! #FreePalestine #FreedomFotilla

L'immagine può contenere: spazio all'aperto e acqua

Comunicato del Coordinamento Napoli Palestina sulla Freedom Flotilla
La marina dell’esercito di occupazione israeliano ha sequestrato la seconda nave della Freedom Flotilla, denominata “Freedom” (La Libertà), mentre tentava di forzare l'assedio della striscia di Gaza, dirottandola nel porto israeliano di Ashdod e arrestando i 12 attivisti internazionali che erano a bordo. Ora sono in attesa di essere sottoposti ad interrogatorio e rimpatriati. Lo stesso destino era

pc 6 agosto - Ferrovie - NO ALLA REPRESSIONE AZIENDALE!

Ennesima intimidazione contro il macchinista Dante De Angelis


Ennesimo atto intimidatorio nei confronti di Dante De Angelis, macchinista di Roma Termini e Rappresentante dei lavoratori alla sicurezza (Rls) in ferrovia.
Il responsabile nazionale del servizio Intercity, suo “datore di lavoro” si è presentato, …insieme ad altri “quadri”, il 19 e il 25 luglio, a due treni Intercity che Dante era in procinto di guidare, per farlo scendere, distogliendolo dalla sua mansione di macchinista con la

pc 6 agosto - Lavoro nero e ispezioni sul lavoro - le cifre


L’Espresso di ieri fornisce i dati sulle ispezioni nelle aziende per il 2017 segnalando il gran numero di irregolarità e le pochissime ispezioni eseguite.
Vigilanza contratti (controlli dei Ministero)
Aziende ispezionate 122.240
Irregolari 73. 152
Lavoratori irregolari 88.484
Lavoratori in nero 38.775
Vigilanza previdenziale ( controlli dell’INPS)
Aziende ispezionate 24.291

pc 6 agosto - Contro la strage di braccianti sulla strada

LOTTIAMO PER LA GARANZIA DEL TRASPORTO: BASTA MORTI SULLE STRADE!


I lavoratori e le lavoratrici delle campagne lottano da anni per rivendicare la garanzia dei trasporti, che costituiscono una delle principali cause delle morti sulle strade di questa provincia.
Ieri, 4 agosto, si consuma l’ennesima tragedia nella provincia di Foggia: 4 persone hanno perso la vita e altre 5 sono rimaste gravemente ferite in un incidente tra un furgone pieno di persone di ritorno da lavoro e un camion di pomodori. Si tratta di uno dei più gravi incidenti a cui abbiamo assistito in questi anni. Ma sono centinaia le persone che hanno perso la vita mentre andavano o tornavano da lavoro in bici o su altri mezzi di fortuna.
Nonostante sia previsto nei contratti collettivi nazionali e debba essere a carico delle aziende agricole, la mancanza del trasporto costituisce una costante sottrazione di salario e determina il perpetuarsi di incidenti come quello avvenuto ieri.
Di fronte alle rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici delle campagne, c’è stato solo il silenzio dei veri responsabili di tutto ciò: le associazioni di categoria, la grande distribuzione organizzata, la regione stessa che ora piangono lacrime di coccodrillo.
Siamo vicini ai lavoratori ricoverati, alle famiglie e agli amici. Continuiamo a lottare per la garanzia del trasporto, perché nessuno/a muoia più sulle strade né di lavoro!

pc 6 agosto - Solidali con i lavoratori in lotta e autogestione

HANNO COSTRETTO LA COOPERATIVA RIMAFLOW ALLA CHIUSURA E ARRESTATO IL SUO LEGALE RAPPRESENTANTE CON ACCUSE INFAMANTI.
NON RIUSCIRANNO A CANCELLARE IL SUO PROGETTO SOCIALE!
MASSIMO DEVE TORNARE LIBERO SUBITO !!!
Ci hanno provato in tutti i modi a mettere i bastoni tra le ruote a un progetto mutualistico di recupero di una fabbrica abbandonata a Trezzano sul Naviglio dopo il licenziamento di 330 persone. La forza del ‘fare solidale’, l’impronta ecologista, la capacità di creare senza aiuto alcuno 120 posti di lavoro, la costruzione di una rete di economia sociale popolare

domenica 5 agosto 2018

pc 5 agosto - Arundhati Roy la irriducibile scrittice e combattente contro il regime fascista indutva in India - una intervista

Intervista.  apparsa nell'inserto ALIAS manifesto sabato 4 agosto

...In India dove l’ideologia del majoritanism è ormai totalizzante – con la gente che sembra non avere altra aspirazione che quella del branco, una riedizione del fascismo di italiana memoria ma con proporzioni e dinamiche indiane, per cui spaventose'...



Daniela Bezzi
LONDRA

Vent’anni fa ieri, 3 agosto 1998, usciva con il suo primo saggio politico, una data da festeggiare
Con il Dio delle Piccole Cose, pubblicato nella primavera del 1997, si era affermata come la ‘voce nuova della nuova India’. Libro fin da subito best seller in una quantità di traduzioni da quel suo inglese così spesso irriverente. Per non dire del Booker Prize, premio letterario quanto mai ambito nel Regno Unito e quindi nel mondo. E quanto a lei, la bella Arundhati, eccola in una girandola di readings in giro per il mondo, vezzeggiata e seguita dai media indiani con interviste, reportages o semplici foto-notizie che la confermavano testimonial di un’India in progress al punto da sfornare una scrittrice appunto come lei, così in tutti i sensi padrona di sé, al tempo stesso glam e impegnata su temi non facili, come la questione delle caste…
Ma ecco che, nel maggio del 1998, il neo-governo BJP decide di procedere con il test nucleare di Pokharan, nel deserto rajasthano. Un primo test definito ‘pacifico’ si era già verificato nel 1974, questa volta la detonazione è potente, programmata nelle profondità del sottosuolo, tecnologicamente un successo. A  ruota segue un’esplosione di non minor forza in Pakistan e viene facile bollarle entrambe come ‘l’atomica dei poveri’ in linea con la logica della deterrenza – ma con implicazioni fin da subito terrificanti in  un’area che lo stesso Bill Clinton avrebbe di lì a poco definito ‘tra le più esplosive del pianeta’.
“Fu un momento di shock” ha rievocato in più occasioni la Roy, “posizioni impensabili prima si affermavano come sinistramente popolari, in un crescendo di orgoglio nazionalista che faceva a pugni con ciò che l’India era stata negli anni della guerra fredda, capofila dei paesi cosiddetti non allineati.”
Un testo-fiume, accorato, personalissimo e profondamente politico al tempo stesso, che con il titolo La Fine dell’Immaginazione il settimanale Outlook (all’epoca diretto dall’ottimo Vinod Mehta) pubblicò il 3 agosto del 1998 – ponendosi decisamente controcorrente rispetto al mood emergente già

pc 5 agosto - "CARNE DA MACELLO"! STRAGE DI BRACCIANTI MIGRANTI NEL FOGGIANO!

Quattro braccianti sono morti ed altre 4 sono rimasti feriti nello scontro tra un furgone chiuso con a bordo otto extracomunitari che avevano finito di lavorare nei campi ed un tir carico di pomodori. Le vittime erano impegnate nella raccolta di pomodori. Tre extracomunitari - si è appreso - sono morti sul colpo ed un quarto è morto in ospedale. Sono cittadini nordafricani. Due giovanissimi, avrebbero circa 20 anni, sono della Guinea Bissau e del Gambia. Altre quattro persone sono ricoverate in prognosi riservata. Nessuno di loro aveva con sé documenti Una quinta persona, a quanto sembra si tratta del conducente del tir, è rimasta ferita ma non in modo grave.
Pare che a bordo del furgone vi fossero complessivamente otto persone: quattro sono morte e le altre quattro tutte in gravissime condizioni. Pare che viaggiassero ammassate, neanche sedute nel furgone.
Nell'impatto il carico di pomodori - che veniva trasportato in numerosi cestelli blu - si è rovesciato sull'asfalto. La cabina dove si trovava il conducente del tir si è ribaltata in un campo e il furgone bianco che trasportava i braccianti nell'impatto è diventato un groviglio di lamiere.
La Procura di Foggia ha aperto un'inchiesta per accertare, tra l'altro,  se gli otto immigrati fossero vittime del caporalato.

MALEDETTI! E' ormai da anni che i lavoratori braccianti immigrati che lavorano e vivono nel foggiano denunciano le condizioni bestiali in cui sono costretti a lavorare e a vivere, che denunciano lo sfruttamento dei padroni e padroncini delle campagne che li costringono a lavorare a pochi euro al giorno e per tante, troppe ore. Sono che denunciano la rapina dei caporali sulla miseria di soldi che ricevono, i ricatti, le minacce.
Sono anni che denunciano le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere nei campi; ma anche i vari tentativi di sgombero con la violenza, senza una prospettiva di alloggi che permettano loro di poter continuare a lavorare, o poter viaggiare senza il ricatto dei caporali.
Sono anni che protestano, lottano per contratti, documenti.
Sono anni che si organizzano, con l'aiuto solo di realtà solidali come, proprio nel foggiano, "Campagne in lotta" - (e non certo dei sindacati confederali che ora fanno le lacrime da coccodrillo, come la Cisl) - ma sono anche anni che gli vengono sbattute le porte in faccia da Prefetti, Comuni, questure, che riservano loro invece che soluzioni, denunce, repressione, sgomberi, quando si ribellano.
Ora tutti denunciano. Ma questa è un'altra strage annunciata!
Lo Slai cobas per il sindacato di classe, i migranti autorganizzati di Taranto esprimono tutto il loro dolore e la solidarietà con i migranti, le famiglie dei migranti morti/uccisi, e il loro impegno a portare avanti con più determinazione la lotta.

pc 5 agosto - LE UOVA CONTRO DAISY - MA SE NON E' RAZZISMO (MA LO E' ECCOME), E' ANCHE PEGGIO!

UN MARCIUME FATTO DI BESTIALITA', SESSISMO, OGGETTIVAMENTE FASCISMO...
MA AL PEGGIO NON C'E' FINE, E SONO LE GIUSTIFICAZIONI/COPERTURE DI STAMPA, PRESIDI, PADRI, ECC. DEI "BRAVI RAGAZZI";
SONO LE ESIBIZIONI DEI SUBUMANI LEGHISTI, CHE CONFERMANO PIENAMENTE IL RAZZISMO "SPONTANEO" E ISTITUZIONALE

(Dalla stampa)
Daisy, la confessione dei tre ragazzi: "Le nostre scorribande con il Doblò"

Matteo: "Io ho lanciato l'uovo mentre lei attraversava la strada".
Angoscia e imbarazzo per essere finiti al centro di un caso più grande di loro. Pentimento? Anche quello, "ma non per aver compiuto un gesto razzista". Per la "stupidità". Emozione e sgomento, consegnati a poche righe di dichiarazioni spontanee rese davanti ai carabinieri di Moncalieri giovedì pomeriggio, disperati ormai di poter chiudere così questa partita sfortunata.
Tutti accompagnati dallo stesso avvocato, Alessandro Marampon, contattato in fretta e furia tra gli amici di di famiglia, in un inizio di agosto torrido, nel pieno di una bufera mediatica su questo presunto caso di razzismo che, in realtà, doveva essere solo una bravata. Le firme tremolanti in fondo al foglio sono quelle di Federico, Fabio e Matteo, i tre ragazzi, diciannovenni, studenti dell’alberghiero Norberto Bobbio di Carignano che nell’attesa delle vacanze, dopo la maturità, ammazzavano la noia con scorribande in auto e lancio di uova dal finestrino. Domenica sera, a Moncalieri, hanno ferito la discobola azzurra Daisy Osakue all’occhio, lanciando dall’auto in corsa del padre di Federico, Roberto De Pascali, ingegnere e capogruppo del Pd a Vinovo.
"L’idea di lanciare le uova ci è venuta prendendo spunto non ricordo se da un episodio di cronaca o da un film, e abbiamo iniziato da circa un mese o poco più" ha ammesso Matteo Piovano, appena diplomato, un bel ragazzo che gioca a pallone, mai un disagio, né a casa né a scuola. Eppure era lui sul sedile dietro quella sera sul Doblò del compagno di scuola De Pascalis, lui invece "sempre alla guida", in queste specie di scorribande notturne. "Sono io l’autore del lancio" ha ammesso. "Nelle altre occasioni, tre o quattro, non ricordo se ho tirato io o se era Fabio".
"Questi ragazzi hanno fatto una bravata, certo, ma non dobbiamo dimenticare che cosa li aspetta fuori da qui, ora che hanno lasciato la scuola" riflette Franco Zanet, il preside dell’alberghiero Bobbio. "Vanno incontro a tre o quattro anni di totale incertezza. Possono fare dei lavoretti. Può darsi che questo episodio, nato per noia, abbia origine da questa incertezza e dalla mancanza di prospettiva a breve termine». Zanet racconta che i suoi studenti, anche quelli brillanti come De Pascali, premiato alle "olimpiadi" interne di enogastronomia, impiegano tre o quattro anni prima di trovare un lavoro vero. "Per loro inizia una stagione di disagio. È un elemento che può aver inciso". Scorrendo i profili facebook, ormai prontamente "blindati" alle intrusioni dei curiosi, non spicca nulla di anomalo. Nemmeno quella voglia di esibirsi a ogni costo che tanto contraddistingue i ragazzi della generazione social, e che li avrebbe spinti a pubblicare nei giorni scorsi almeno qualche immagine delle bravate che facevano la sera, dei viaggi in cerca di qualcuno da imbrattare come in quei film che citano nella loro "confessione".
"Dopo il lancio contro Daisy (ma il nome l’hanno scoperto solo dai giornali, ndr) non ci siamo resi conto di averla colpita al viso" ha detto ai carabinieri Fabio Montalbetti. "È stato lanciato un uovo solo, così come anche le altre volte". Solo in una occasione riferisce di un "secondo passaggio". "Ricordo un altro fatto — dice Fabio — , quello delle tre donne che stavano parlando tra di loro davanti alla pizzeria che si trova sulla strada che da Moncalieri va a Trofarello, vicino a un autolavaggio. In quel caso lì siamo passati due volte, la prima mi sembra che una delle donne sia stata colpita al braccio, poi al secondo passaggio dopo circa 10-15 minuti, abbiamo lanciato un altro uovo che ha colpito un cassonetto dell’immondizia". Il progetto di far loro del male? "Le uova le tiravamo sempre io e Matteo — ha detto ancora Montalbetti — ma non c’erano obiettivi predeterminati". Chi capitava a tiro veniva colpito.
Matteo Piovano ricostruisce nel dettaglio il lancio contro Daisy. "Ricordo che eravamo nella macchina e io mi trovavo sul sedile posteriore lato destro, era verso mezzanotte. Eravamo in corso Roma e la ragazza era nei pressi di un semaforo all’incrocio. Noi con la macchina passavamo vicino a lei e lanciavamo un uovo, senza scopi razziali, ma come le altre volte, per gioco". "Non abbiamo capito che si era fatta male» ha detto Federico De Pascali. «Abbiamo colpito, sempre la stessa sera, un ragazzo con una maglia bianca"...

Regione Liguria, la vicepresidente Viale e il gruppo della Lega con le uova fuori dall'aula: "Solidarietà a Salvini"


La vicepresidente della Regione Liguria, Sonia Viale, leghista, guida la manifestazione di solidarietà al leader del Carroccio, Matteo Salvini, fuori dall'aula del consiglio regionale, offrendo uova ai passanti. Ed è subito polemica. Viale, con gli altri assessori leghisti della giunta di Giovanni Toti, Stefano Mai e Andrea Benveduti, e tutto il gruppo consiliare della Lega, compreso il presidente del consiglio regionale Alessandro Piana, hanno voluto ribadire la propria solidarietà al leader Salvini "il nostro segretario federale e ministro dell'Interno è stato vittima di ingiusti, violenti e vergognosi attacchi da parte del Pd e dei vari buonisti di sinistra", habnno scritto in una nota, cui hanno allegato la fotografia.
L'immagine, che sta rimbalzando sui social, sta sollevando un'ondata di indignazione: l'ex presidente del Municipio Val Polcevera, Iole Murruni, scrive indignata "Vergognatevi: ecco chi governa la Liguria, tutti con le uova in mano... e c'è chi ha detto che se avesse un figlio gay lo brucerebbe nel forno". L'allusione è al consigliere regionale leghista Giovanni De Paoli, anche lui ritratto con un uovo in mano.
Il riferimento alle uova è ovviamente al caso dell'atleta azzurra Daisy Osakue...

pc 5 agosto - La lotta alla tendopoli di San Ferdinando

Abbiamo bloccato la strada e abbiamo così ottenuto un incontro con il sindaco. Al comune abbiamo presentato un documento in cui abbiamo scritto le nostre richieste: casa e documenti per tutti, basta con le tendopoli e che tutti i nostri diritti in materia di salute e lavoro vengano rispettati. Abbiamo anche ribadito che non vogliamo più repressione da parte delle forze dell’ordine contro di noi e contro chi ci sta vicino.
Il sindaco, come ogni volta, ha evitato di dare risposte chiare e ha affermato di non essere il responsabile della baraccopoli, ma alla domanda “e di chi è quindi la responsabilità?” ha risposto “Non lo so”.
È chiaro che anche se noi siamo gli abitanti e i lavoratori di questo posto sono altri che decidono sulle nostre vite. Le parole del sindaco hanno riconfermato la certezza di uno sgombero imminente senza peró volerci dare i tempi né tantomeno le alternative abitative che stanno preparando. Ha anche negato la possibilità per chi vive in baraccopoli di avere la carta d’identità, un diritto che dovrebbe essere di tutti.
Andremo avanti fino alla fine!

pc 5 agosto - Venezuela - attentato a Maduro, di probabile ispirazione USA/Colombia con appoggio dell'opposizione reazionaria interna

Il presidente del Venezuela bolivariano, Nicolas Maduro, è uscito illeso da un attentato portato con ordigni esplosivi montati su droni.


L’attacco è avvenuto a Caracas, durante una parata militare sull’Avenida Bolìvar, per l’anniversario della formazione della Guardia Nazionale. L’esplosione degli ordigni ha provocato sette feriti. Tutto è avvenuto in diretta tv, mentre Maduro stava parlando.
Immediata anche l’identificazione dei mandanti: Stati Uniti e il loro più saldo braccio latinoamericano, la Colombia. “Oggi hanno cercato di uccidermi – ha detto lo stesso Maduro pochi minuti dopo – non ho dubbi che dietro l’attentato ci sia il nome di Juan Manuel Santos”, ovvero il presidente del paese confinante. Nei giorni scorsi il presidente colombiano Santos, ormai a fine mandato, visto che dopodomani lascerà la carica a Ivan Duque, aveva parlato della «fine di Maduro, il finale del regime».
Del resto, aggiunge Maduro “qui sulla terra mi proteggono il popolo e le Forze Armate Bolivariane, e per questo sto in piedi, vivo e vittorioso, vivo per continuare la battaglia e il combattimento che sempre mi compete.” “Non sono stati in grado di fare nulla con me o con noi. Continueremo il corso di un paese che vuole lo sviluppo, la pace, la prosperità, pace e amore”.
da  contropiano

Ma sviluppo, prosperità, pace e amore... non sono certo ciò che Maduro sta dando a proletari e masse popolari

proletari comunisti/PCm Italia
agosto 2018

pc 5 agosto - NO MUOS 4 AGOSTO - la polizia spara lacrimogeni

TRA TAGLI E BOTTI, LA NOTTE DEI NO MUOS

Stanotte, durante il campeggio di lotta No MUOS al presidio adiacente il mostro della marina militare statunitense, le donne e gli uomini presenti hanno deciso di partire in corteo intorno alle recenzioni delle basi, intonando slogan contro la guerra imperialista e la devastazione ambientale.
Sono anni ormai che ribadiamo la nostra contrarietà a uno strumento di guerra che devasta il nostro territorio e chi ci vive, contribuendo, inoltre, alle tantissime guerre portate avanti in tutto il mondo dagli Stati Uniti e dalla NATO e a cui l’Italia destina milioni e milioni di euro al giorno.
Nonostante la contrarietà della popolazione niscemese e siciliana e i sequestri della magistratura il MUOS, però, continua a esistere, funzionare e uccidere.

Qualcuno pensava che a fermare la lotta sarebbero bastate le denunce, i ricatti, i fogli di via o le minacce, ma in tutti questi anni non abbiamo mai mollato di un passo, nemmeno nei momenti più difficili, consapevoli dell’importanza di contrastare uno strumento di morte emblema dell’imperialismo statunitense.
Per questo stanotte, insieme a centinaia di compagne e compagni provenienti da tutta Italia e da altre parti d’Europa, abbiamo attraversato le strade che costeggiano la base, guardando le antenne e tagliando simbolicamente vari metri di rete, prima di attaccare il cancello numero due, spezzando le sue catene e danneggiandolo. La passeggiata notturna ha proseguito per tutto il tragitto fino ad arrivare al cancello 1, dove sono stati sparati fuorichi d’artificio e compiuti alcuni tagli alla recinzione.
La passeggiata ha dimostrato la forza, la capacità organizzativa e la determinazione del movimento No Muos di far capire che c’è ancora, pronto a lottare, a rispondere, a costruire. Il corteo si è mosso compatto e determinato, ha attraversato per chilometri la Contrada Ulmo, ha agito simbolicamente ed è tornato in presidio respingendo la polizia che provava a forzare i cordoni di testa e a fine spezzone.
La lotta al MUOS non si ferma, noi siamo e resteremo qui finchè tutta la base non sarà totalmente smantellata.

I POPOLI IN RIVOLTA SCRIVONO LA STORIA, NO MUOS FINO ALLA VITTORIA!

pc 5 agosto - Abbordata anche la nave Freedom. 12 attivisti arrestati - massima solidarietà

Pirateria israeliana nel Mediterraneo. 


Attaccata dalla marina israeliana anche la nave Freedom – una delle navi della Freedom Flotilla – e arrestati i 12 membri dell’equipaggio mentre si trovava in acque internazionali diretta a Gaza per rompere il blocco navale illegale e portare aiuti e forniture mediche ai palestinesi.
“Il consigliere dell’ambasciata spagnola in Israele ci conferma che la nave #freedom è stata affrontata ieri sera. In questo momento l’equipaggio viene processato nella sezione militare del porto di ashdod per poi essere trasferita al centro di detenzione per stranieri a Givon.
Il consigliere dell’ambasciata è in attesa che le autorità israeliane le permettano di accedere al sig. Canales per poter fornire assistenza consolare, il che calcoliamo che non sarà possibile fino alla sera di oggi, una volta che l’equipaggio entra nel centro di detenzione di Givon.”
SOS! John Turnbull is Captain on board the sailing vessel Freedom, now unlawfully detained in Israeli prison.
Here is his video message – please listen, share & take action now!
#SOSjustfuture4Palestine https://jfp.freedomflotilla.org/…/sos-just-future-for-pales…
https://www.youtube.com/watch?v=6dy0D2R24kg&feature=youtu.be
see also:
https://jfp.freedomflotilla.org/news/sos-just-future-for-palestine
INVIARE a questi indirizzi istituzionali il seguente testo:
ahlem.gharbi@elysee.fr,
alistair.burt.mp@parliament.uk,
chloe.baudreux@diplomatie.gouv.fr,
Chrystia.Freeland@parl.gc.ca,
emily.thornberry.mp@parliament.uk,
erik.wirkensjo@gov.se,
fcocorrespondence@fco.gov.uk,
francois-xavier.lauch@elysee.fr,
huntj@parliament.uk,
jonas.sjostedt@riksdagen.se,
Julie.Bishop.MP@aph.gov.au,
leader@labour.org.uk,
mfa@mfa.sg,
olivier.decottignies@diplomatie.gouv.fr,
pezhman.fivrin@gov.se,
pompeom@state.gov,
post@mfa.no,
saifuddin@kln.gov.my,
sgcentral@un.org,
statsradsberedningen.registrator@regeringskansliet.se,
stephane.fratacci@interieur.gouv.fr,
udenrigsministeren@um.dk,
utrikesdepartementet.registrator@regeringskansliet.se,
v.bala@mfa.gov.sg,

pc 5 agosto - CARCERE DI MARASSI - DETENUTO SI SUICIDA - IL CARCERE E' MORTE!

Marassi, detenuto si toglie la vita


Un detenuto di 30 anni si è suicidato nella sua cella nel carcere di Marassi, a Genova, impiccandosi. L'uomo si trovava nella prima sezione e quando gli agenti sono intervenuti, era troppo tardi per salvarlo e non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
"Questa ennesima tragedia - dice il segretario regionale del sindacato autonomo Sappe, Michele Lorenzo - è il risultato dell'ennesima erronea valutazione che fa la dirigenza di Marassi nella gestione del personale. Ogni notte ci sono solo due agenti a controllare cinque piani, per un totale di 300 detenuti. E' ora che si cambino i direttori delle case circondariali liguri".