giovedì 30 novembre 2017

pc 30 novembre - Sostegno alla quotidiana lotta dei migranti

Moncalieri, 50 rifugiati in piazza «Troppi ritardi: vogliamo i documenti»



Troppi ritardi nella consegna dei documenti. Per questo motivo, questa mattina, una cinquantina di rifugiati sono scesi in strada per protesta. La manifestazione è in corso a Moncalieri. I profughi, ospiti dell’hotel Meditur,hanno occupato via Postiglione: a gran voce chiedono di essere regolarizzati. Sul posto ci sono i carabinieri che stanno tenendo sotto controllo la situazione. Al momento non si registrazione tensioni, ma la situazione resta comunque delicata. I profughi si stanno spostando in strada Papera, qualcuno ha già abbandonato la protesta.

pc 30 novembre - Air Force Renzi 150 milioni di euro - Renzi, i suoi ministri, i suoi generali affogano in un mare di soldi sulla pelle di proletari e poveri!

Air Force Renzi, ora è ufficiale: costa 150 milioni di euro. È scritto in un documento del ministero della Difesa

Airbus quadrimotore - Un documento della Difesa - escluso dal report inviato in Parlamento - rivela il costo del noleggio da Etihad che dura fino al 2023
Air Force Renzi, ora è ufficiale: costa 150 milioni di euro. È scritto in un documento del ministero della Difesa

pc 30 novembre - Siderurgia da Piombino a Taranto... di cazzata in cazzata... Operai senza lavoro e senza salute, città inquinate

Acciaierie Piombino, Renzi: “Fatta una cazzata. Rossi e Landini vollero Rebrab”. Ma nel 2014 twittava entusiasta
Acciaierie Piombino, Renzi: “Fatta una cazzata. Rossi e Landini vollero Rebrab”. Ma nel 2014 twittava entusiasta
Tre anni fa era entusiasta. Si era intestato la vittoria su Twitter e l’aveva collegata ad altri suoi successi. Lo definì un accordo “strategico” e Piombino era “un pezzo di futuro dell’Italia”. Di più:

pc 30 novembre - Nelle campagne catanesi lo schiavismo del caporalato mafioso



Nel primo semestre dell’anno nelle campagne catanesi, dove è radicato il controllo capillare del territorio da parte della mafia e l’attività del caporalato, in gran parte, ad essa collegata, su 60 aziende agricole, controllate dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, 10 proprietari denunciati, scoperti 70 lavoratori (braccianti e raccoglitori) in nero, 170.000 euro le somme mai versate per i contributi alle lavoratrici e ai lavoratori con contratto.
Ma i dati ufficiali ci danno solo un quadro assai parziale sullo schiavismo diffuso nelle

pc 30 novembre - Università e guerra. Una assemblea nazionale a Bologna - note per il dibattito


Anche se le trattative riguardanti la costruzione di un Esercito Europeo in questi anni si sono svolte nel completo silenzio dei media e nella riservatezza delle stanze dei bottoni ormai non è più un segreto, è stato messo a bilancio. Le cifre sono poco chiare ma l’Action Plan presentato dalla commissione nel 2016 per il bilancio quinquennale 2017-2021 parlava di 25 milioni di euro da dedicare esclusivamente alla ricerca in campo bellico e di ben 3.5 miliardi da investire su progetti militari congiunti.
Ma cos’è l’Esercito Europeo? Esso nasce sostanzialmente dalla necessità che ha l’UE di rispondere in maniera compatta alle spinte inter-imperialistiche risultanti del nuovo assetto globale. Lo stesso Junker ha affermato:
-“Un esercito come questo ci aiuterebbe a coordinare meglio le nostre politiche estere e di difesa, e di adottarle collettivamente su responsabilità dell’Europa nel mondo”.
-Inoltre con un esercito comune dell’UE, il blocco potrebbe “reagire in modo più credibile alla minaccia alla pace in uno Stato membro o in uno Stato vicino”.
La formazione di tale organismo non è lineare, infatti, bisogna considerare che

pc 30 novembre - Intervista a Fabio - G20 Amburgo - dopo l'uscita dal carcere

Il racconto di Fabio finalmente libero dopo oltre 4 mesi di detenzione
La camicia azzurra sgualcita perché in carcere di certo non si possono stirare i vestiti. I capelli sistemati alla bell’è meglio, già ricresciuti, per apparire bene, nonostante l’enorme stanchezza. E forse c’è pure qualche capello bianco. Un’esperienza così segna. Qualche chilo in meno perché in carcere mangiava quasi solo «patate scotte senza sale, riso, pane e carne semi commestibile».
Ma una cosa non è cambiata: Fabio Vettorel ha stampato in faccia il sorriso di sempre. Glielo si legge proprio in faccia che «è bello essere libero».
Come hai vissuto questa esperienza?
«È stato più facile per me stare dentro come prigioniero politico rispetto ad un criminale

pc 30 novembre - Che succede a Taranto? Che succede all'ILVA? Leggi il blog tarantocontro

Titoli e commenti agli articoli di documentazione di tarantocontro a cura dello slai cobas per il sindacato di classe

1
Ilva, Fim-Fiom-Uilm Taranto: “Ricorso Tar allunga i tempi del risanamento” .. e quale sarebbe il risanamento? Dov'è ? e quando sarebbe? e chi sarebbe il risanatore ? Mittal? - questo piano non risana ma taglia e rinvia per questo deve essere respinto!

2
Ilva, i sindacati contro Regione e Comune: “Ricorso al Tar scelta irresponsabile” - sindacati confederali e la ruota di scorta Cgil sempre e solo dalla parte del Governo e di MITTAL!
  • i sindacati confederali sanno benissimo da quel tavolo possono solo venire esuberi -riduzione dei diritti e annunci mirabolanti di interventi sui parchi e gli impianti che facciano passare ora il piano Mittal
  • i sindacati confederali intendono come  trattative briciole e svendita degli interessi operai e cittadini
  • i sindacati confederali prendono come bersaglio facile Emiliano e le sue ambizioni..  per nascondere il problema che questa trattiva e i piani Mittal Governo sono respinti
  • dalle masse popolari tarantine e se si andasse a una vera assemblea generale sarebbero respinti dalla maggioranza dei lavoratori
  • i sindacati confederali vogliono una trattativa di facciata e accordi segreti nella sostanza sulla pelle di lavoratori e cittadini.. come è stato sempre finora questo spiega anche perchè la stessa uSB è stata tenuta fuori dall'incontro a Roma!
  • i sindacati confederali d'accordo con commissari e governo
  • vogliono trascinare i lavoratori al carro dei loro piani
  • quando invece sarebbe necessario il contrario
  • operai e masse popolari tarantine unite in un nuovo piano senza esuberi e taglio dei diritti, con la copertura dei parchi minerali in 'tre mesi' e con un piano condiviso di difesa di lavoro e salute
3
Ilva - il viceministro Bellanova: “Rischiamo di vanificare tutto. _Bellanova vede vanificare la sua carriera - annunciata come candidata a Taranto e vice Renzi in pectore

4
Ilva, Calenda ‘congela’ la vendita ad ArcelorMittal... un ricatto verso le istituzioni locali al servizio di Arcelor Mittal
’ Calenda parla all'assemblea della CGIL.. come fosse casa suaCalenda: Qui c’è una campagna elettorale sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini“.
…..siccome Calenda è ministro nel governo targato PD e lavora in proprio insieme a Minniti, come alternativa a Gentiloni e allo stesso Renzi se precipita.. chi sta facendo il ricatto elettorale insieme a quello occupazionale se non lui?

5
Ilva - MISE ROMA - anche la USB messa alla porta! mentre l'UGL sindacato inesistente all'Ilva e portato da uomini nel governo ai tavoli, per fare da fiancheggiatore del governo... Ma è a Taranto in fabbrica e in città che si fannoi giochi e i conti con padroni, governo e sindacati complici
Ilva, USB fuori dal tavolo al Mise

6
Ilva - di che si lamentano Calenda, De vincenti, Bellanova? Chi semina vento raccoglie tempesta... comunque solo i lavoratori e i cittadini in lotta uniti possono cambiare realmente le cose - ne parliamo insieme operai e ambientalisti il 6 dicembre ore 15 Biblioteca Comunale Taranto
Ilva, Comune e Regione impugnano l’ultimo decreto. Calenda: “Ostruzione irresponsabile”

7
Ilva - la trattativa al Mise, un teatrino, un gioco truccato, la cui fine è nota: esuberi, taglio dei diritti, intensificazione dello sfruttamento... a meno che qualcosa cambi per l'ingresso vero e serio della lotta operaia e popolare
Tavolo al MiSE, criticità per Fim, Fiom e Uilm su esuberi, piani salariali e produzione tubifici

pc 30 novembre - A Ghedi 30 F-35 con 60 bombe nucleari

Manlio Dinucci | ilmanifesto.it
28/11/2017

L'aeroporto militare di Ghedi (Brescia) si prepara a divenire una delle principali basi operative dei caccia F-35. Il ministero della Difesa ha pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il bando di progettazione (importo 2,5 milioni di euro) e costruzione (importo 60,7 milioni di euro) delle nuove infrastrutture per gli F-35: l'edificio a tre piani del comando con le sale operative e i simulatori di volo; l'hangar per la manutenzione dei caccia, 3.460 metri quadri con un carroponte da 5 tonnellate, più altre strutture da 2.800 metri quadri; un magazzino di altro 1.100 con annesse una palazzina di due piani per uffici e la centrale tecnologica con cabina elettrica e vasche antincendio; 15 hangaretti da 440 metri quadri in

pc 30 novembre - Schiavitù in Libia: Grazie NATO!

Bruno Guigue | investigaction.net
Traduzione per Resistenze.org

20/11/2017

Una scoperta, le pratiche schiavistiche filmate dalla CNN? Siamo davvero sorpresi? Certamente no. L'11 aprile 2017, l'Ufficio internazionale per la migrazione aveva pubblicato un rapporto in cui si affermava che migliaia di migranti in transito attraverso la Libia venivano venduti come bestiame nei mercati degli schiavi, prima di essere sottoposti a lavoro forzato o allo sfruttamento sessuale. Questa realtà lo sapevano tutti e nessuno ha fatto nulla.

Non ricordiamo che Emmanuel Macron abbia detto qualcosa in occasione del suo primo viaggio presidenziale nella regione del Sahel. Ma è comprensibile: la sicurezza delle forniture minerarie dell'ex potenza coloniale è un affare molto più serio e non spreca tempo con le inezie. È un peccato, perché la Francia avrebbe avuto molto da dire sulla situazione in Libia.

Occorre non dimenticare: se questo paese è alla deriva, se è spezzato in fazioni rivali, se vi prevale la violenza, è perché la Francia e i suoi alleati lo hanno distrutto nel 2011. I mercanti di schiavi non

pc 30 novembre - Ignobili azioni vigliacche dei naziskin nel Veneto e a Como - E' il governo, è Minniti che ne devono rispondere!

 Il moderno fascismo che avanza  va fermato con la forza 


Migranti, così ritorna il fascismo: blitz dei naziskin contro i volontari di Como. 

Un'irruzione in pieno stile squadrista, ma con una pacatezza inquietante. Fermi, in piedi. Il cranio rasato, i bomber scuri. E un volantino. Letto a mo' di  "proclama" per dire "basta invasione", stop ai migranti e a chi li accoglie. Il blitz fascista e razzista  - di cui "Repubblica" mostra il video (diffuso in rete da Baobab Experience) - è andato in scena l'altra sera a Como. Gli autori sono una quindicina di naziskin del Veneto Fronte Skinhead, Che cosa è successo. In una sala al primo piano del Chiostrino di Santa Eufemia era in corso una riunione di Como Senza Frontiere, una rete che unisce decine di associazioni  a sostegno dei migranti. Migranti il cui flusso, da un paio d'anni, sta interessando Como (passa di qui una delle rotte dei profughi verso la Svizzera). Sono le 21.15 quando il gruppo di militanti neofascisti irrompe nei locali del Chiostrino. Il "portavoce" legge un volantino delirante in cui si parla di "sostituzione" del popolo europeo con dei "non popoli", e che dà contro a chi offre aiuti e assistenza ai migranti: i "soloni dell'immigrazionismo a ogni costo". "Per tutti voi figli di una patria che non amate più...", scandisce il capo del gruppo, mentre gli altri militanti sono disposti a semicerchio  intorno al tavolo dove siedono gli attivisti di Como Senza Frontiere. Lo stupore di chi partecipa alla riunione, e la forza pacifica con la quale i presenti decidono di non reagire alla provocazione, è disarmante. ... è evidente che i rappresentanti delle associazioni pro-migranti sono anche spaventati. La scena dura pochi minuti. Dopo la lettura del proclama, il capo del gruppo di Vfs si rivolge così ai padroni di casa: "Ora potete riprendere a discutere di come rovinare la nostra patria e la nostra città". I naziskin a quel punto abbandonano la sala. "Nessun rispetto per voi", dice una delle teste rasate. Il blitz dei neofascisti veneti - hanno sede a Lonigo, in provincia di Vicenza - segue le iniziative di due anni fa, sempre a opera loro e sempre a Como e in altre città: sagome di migranti dipinte a terra di fronte alle sedi della Caritas. Dura la condanna dell'Anpi nazionale. "E' intollerabile - dichiara la presidente Carla Nespolo - che un gruppo di chiara ispirazione neofascista interrompa una pacifica riunione per declamare uno sproloquio razzista. Questo ennesimo e vergognoso episodio, come anche la vicenda del corso di formazione per avvocati a Verona presentato dal presidente di un'associazione che si richiama al nazismo, impone una reazione politico-istituzionale immediata e strutturale. Chiederemo un incontro urgente al ministro dell'Interno"

mercoledì 29 novembre 2017

pc 29 novembre - Le sedi fasciste si bruciano col fuoco...

Sede di Fiamma Nazionale a Moconesi, striscione nostalgico dato alle fiamme


Sono passati dieci giorni dall’inaugurazione della nuova sede di Moconesi di “Fiamma Nazionale”, movimento di estrema destra che a Genova e in Liguria sta cercando di trovare adepti. E l’altra notte alcuni militanti antifascisti genovesi hanno lanciato un messaggio chiaro all’associazione di nostalgici della Repubblica sociale, rimuovendo uno striscione appeso a Genova proprio da Fiamma Nazionale nel quale si inneggiava contro l’immigrazione. E portandolo a Moconesi, fotografandolo

pc 29 novembre - Negato l’ingresso in Italia a Leila Khaled



Riportiamo questo comunicato dell'Unione Democratica Arabo-Palestinese anche se in disaccordo nel considerare la "impotenza delle istituzioni italiane e la loro incapacità a sottrarsi al ricatto sionista". Cari compagni l'imperialismo italiano, in quanto tale, agisce in piena collaborazione e convergenza di interessi con l'entità sionista non in posizione subalterna...
OGGETTO: NEGATO L’INGRESSO IN ITALIA ALLA COMPAGNA LEILA KHALED
Oggi, martedì 28 novembre 2017, Leila Khaled è stata fermata all’aeroporto di Fiumicino. Alla compagna è stato negato l’ingresso in Italia ed è stata forzata ad imbarcarsi sul volo successivo per Amman.
Questo grave episodio ha avuto luogo dopo i reiterati attacchi mediatici e a seguito di forti

pc 29 novembre - Bari in tanti a ricordare Benedetto Petrone. Siamo tutti antifascist* Benedetto Vive

pc 29 novembre - "potere al popolo"... il morto che si mangia il vivo.. e non solo perchè la via elettorale al potere al popolo è morta da tanti anni, ma perchè sono gli interpreti del passato di questa via i primi a salire sul carro



Sabato 18 novembre, al Teatro Italia di Roma, alla convocazione del collettivo dell’ex OPG occupato Je So’ Pazzo hanno risposto i lavoratori garantiti, i precari, gli attivisti, gli studenti. Uomini, donne, giovani, anziani, italiani e stranieri che non vogliono rassegnarsi, come ha detto il segretario del Partito della Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, “ad essere rappresentati da Bersani o da D’Alema”. Concetto ribadito anche dall’eurodeputata Eleonora Forenza che seppellisce il cadavere del Brancaccio sottolineando come “non si potesse costruire nessuna reale alternativa con forze come MDP che hanno votato tutto, con forze che hanno sostenuto la modifica dell’art. 81 della costituzione sul pareggio di bilancio”.
“E non poteva che essere così, dal momento in cui MDP, con D’Alema e Bersani sono quelli che

pc 29 novembre - Mercatini con logo fascista a Bolzano e Torino

«Anche se la città ha altri problemi che non un logo, faremo le opportune verifiche e se emergerà che quell’immagine è stata usata proprio per richiamare il fascismo chiederemo che venga cambiato». Sono le parole dell’assessore al Commercio della Città di Torino, Alberto Sacco, sulle polemiche per il logo della Mercatini di Bolzano, la società che si è aggiudicata il bando per gestire i mercatini tematici in corso di allestimento per il Natale.
Il logo dell’azienda raffigura un arco e una M che ricorda un emblema fascista, in particolare il Monumento alla Vittoria con sotto la grande lettera di mussoliniana memoria. La prima ad accorgersi della curiosa coincidenza era stata nelle scorse settimane l’azienda di promozione turistica di Bolzano, poi sono seguite le polemiche sollevate da Pd e Anpi. Impossibile quindi che oggi, in occasione della presentazione a Torino delle iniziative per il Natale, la questione passasse sotto silenzio.

pc 29 novembre - Carcere assassino Torino - Scoppia incendio al Ferrante Aporti: ustionati tre giovani detenuti immigrati, due sono gravissimi

Mentre gli agenti della polizia penitenziaria si lamentano solo delle aggressioni che ricevono e non delle condizioni impossibili  dei giovani detenuti!

Tre giovani detenuti del carcere minorile "Ferrante Aporti" di Torino, due tunisini e un russo, sono rimasti ustionati questa sera in un incendio scoppiato all'interno della struttura. A provocarlo, secondo i primi accertamenti, sarebbero stati alcuni reclusi che, per motivi ancora da chiarire, hanno dato fuoco a un materasso e ad alcune suppellettili e sono stati poi fermati dagli agenti della Polizia

pc 29 novembre - Celebrazione dell'Ottobre nelle Filippine

October Revolution celebrations! Philippines


pc 29 novembre - La relazione tra SDF curdi e USA è una tragica illusione - Il successo tattico parziale contro ISIS è in cambio di un abbandono strategico della autodeterminazione nazionale e sociale - proletari comunisti/PCm


Gli anti-imperialisti devono comprendere la relazione tra SDF e Stati Uniti

Dopo l’ISIS, gli Stati Uniti abbandoneranno subito i propri alleati curdi?
Il 17 ottobre, le Forze Democratiche Siriane hanno annunciato la liberazione di Raqqa dalle forze reazionarie dello Stato islamico dopo la cosiddetta "Grande Battaglia”, in cui oltre 600 dei loro compagni hanno perso la vita. La liberazione della città dal gruppo fascista più brutale della regione è stato un grande momento di giubilo per le forze delle SDF, sia nelle sue milizie arabe che nelle forze prevalentemente curde delle Unità di Protezione Popolare (YPG) e delle Unità di Protezione delle Donne (YPJ).
In particolare, il ruolo delle militanti delle YPJ è servito come fedele promemoria che si trattasse di una battaglia che riguardava tanto la liberazione delle donne dalle costrizioni della schiavitù quanto quella della città nel suo complesso dalla brutalità che aveva sopportato fin dal 2014. Le immagini di donne vestite in uniforme militare che cantano 'Jin Jiyan Azadi' (Donna, Vita, Libertà) dopo aver preso la piazza centrale di Raqqa, insieme alle loro compatriote delle Unità delle Donne di Sinjar che si erano unite alla battaglia per vendicare il massacro del 2014 delle loro sorelle Yazide di Sinjar erano smisuratamente potenti. Dopotutto, è qui che i fascisti dello Stato islamico (ISIS) avevano effettuato esecuzioni pubbliche non molto tempo fa, esponendo le teste mozzate delle loro vittime. Era impossibile immaginare una giustapposizione di immagini più radicalmente diversa.
Eppure, non erano solo le forze socialiste e femministe del movimento a guida curda a rivendicare Raqqa come propria vittoria. La città era stata ridotta in macerie dai raid aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti, che ha sostenuto dal cielo l'assalto delle SDF all’autoproclamata capitale dello Stato islamico. Per gli Stati Uniti, si è trattato di un'opportunità per gongolare del loro ruolo nella lotta al "terrorismo", tanto quanto hanno tentato di rivendicare la paternità del salvataggio di Kobane nel gennaio 2015, quando è iniziato il coordinamento tra le YPG / YPJ e gli Stati Uniti. 'Operation Inherent Resolve' è stata, secondo loro, un grande successo.
Le basi dell'Alleanza USA-SDF
L’alleanza tra SDF e Stati Uniti ha causato un grande senso di confusione e alienazione a molti

pc 29 novembre - Nei campi di lavoro le lotte continuano



Campi di lavoro, nuovi e vecchi, di diversi tipi e dimensioni, e gli immigrati che sono costretti a viverci dentro, oramai in tutta Italia, che fine hanno fatto? O meglio come sono e diventano funzionali ai discorsi e alle “prese di posizione” degli ultimi mesi – impregnati ancora di più, ahi noi, di qualunquismo, paternalismo, colonialismo e ipocrisia (non dimentichiamo che siamo in piena campagna elettorale)? Pensiamo soprattutto al Sud Italia, dove questi campi sono nati e vengono perfezionati da istituzioni e padroni, arrivando a celebrare quella che si potrebbe definire la terza (e definitiva) accoglienza per chi è costretto a restare per farsi sfruttare, ma questi contesti oramai si incontrano dovunque per tutto il bel paese.
In Puglia, nonostante le numerose violenze delle istituzioni sia verso gli immigrati, assediati, deportati, uccisi, silenziati e manipolati, che nei confronti di chi ne sostiene i percorsi di lotta e porta solidarietà e attenzione, i percorsi di autodeterminazione e autorganizzazione continuano –

pc 29 novembre - Amazon uccide. Un cronista racconta l’orrore - di Alan Selby *

da contropiano



Un giornalista del quotidiano inglese Mirror è andato a vedere da molto vicino come si lavora in Amazon. Si è fatto assumere e ha registrato anche un bel po’ di immagini. Ironicamente, aveva comprato la sua mini-telecamera proprio sul sito di Amazon.
La realtà che ne viene fuori è quella che ha raccontato ogni lavoratore, soprattutto quelli che hanno scioperato – nello stabilimento di Piacenza – in occasione del Black Friday. Solo che qui, a raccontarlo, c’è un “testimone indipendente” – un giornalista vero, non uno di quelli a busta paga dei servizi segreti italiani – e quindi non può essere smentito come “di parte”, come spesso avviene quando a parlare è un terribile “sindacalista di base”. Il Mirror, peraltro, non ha certo fama di essere un foglio “rivoluzionario”. Anzi.
Le conclusioni possono essere molte, ma alcune sono certificate. a) Nemmeno un maratoneta ben allenato – e Selby lo era, al momento entrare in Amazon – può reggere quei ritmi; b) quel che Amazon fa è legale, secondo le leggi inglesi (ed europee, visto che si lavora così anche in Germania e Italia), il che significa soltanto che la legalità esistente è quella che favorisce dei criminali; c) tutte le chiacchiere sulla “web economy” sono fuffa vuota: lo sfruttamento esiste in ogni meandro della produzione capitalistica, e ogni salto teconologico – nel regime del profitto – non libera affatto l’uomo dalla fatica, anzi, la perpetua nelle forme più antiche.
Ci scuserete per la traduzione un po’ zoppicante, fatta in fretta e furia. Ma ci sembrava utile farvi leggere quanto segue, visto che tra poco dovrete anche voi – come noi – decidere cosa comprare per il rito natalizio.
*****
Pause per andare in bagno troppo brevi, obiettivi impossibili e lavoratori addormentati a piedi: la vita brutale di chi lavora nel magazzino di Amazon.
Alan Selby è andato in incognito presso il magazzino Tilbury nell’Essex, dove vengono regolarmente chiamate ambulanze e dove i lavoratori devono affrontare “il sacco” se non riescono a confezionare almeno due articoli al minuto.
Sono solo in una gabbia chiusa a chiave, a 10 piedi dal mio collega più vicino, un robot si avvicina all’ombra e spinge verso di me una torre di scaffali.
Ho nove secondi per afferrare ed lavorare un articolo da spedire per l’imballaggio: l’obiettivo è 300 articoli l’ora, un’ora dopo un’altra, incessantemente.
Mentre mi piego sul pavimento, devo tener alta la mia testa per compiere un flusso infinito di ordini; il mio corpo mi urla.
Benvenuti nel piano di raccolta di Amazon. Qui, mentre le telecamere guardano ogni mia mossa, uno schermo di fronte a me offre costanti ricordi delle mie “unità all’ora” e esattamente quanto tempo è stato richiesto per ognuna. Questo è il più grande impianto europeo di imballaggio del gigante online, destinato a distribuire 1,2 milioni di articoli un anno.
In qualità di principale rivenditore del Regno Unito, ha fatturato l’anno scorso 7,3 miliardi di sterline. Ma un’indagine del Sunday Mirror rivela oggi che questo successo ha un prezzo – lo stress quotidiano dei suoi lavoratori.