venerdì 10 novembre 2017

pc 10 novembre - DA LENINGRADO - W LA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE

pc 10 novembre - 25 NOVEMBRE - CONTRO PADRONI, GOVERNI, STATO, UOMINI CHE ODIANO LE DONNE, SCATENIAMO LA NOSTRA RIBELLIONE! SIAMO UNA FORZA PODEROSA PER LA RIVOLUZIONE


L'assemblea di Pisa di metà ottobre è stata un passo avanti rispetto alle precedenti assemblee nazionali tenutesi a Roma. Un'assemblea diversa per composizione di classe, per lo spirito, per gli interventi delle realtà in lotta, proletarie, per la linea e le proposte più significative uscite. Un'assemblea in cui non hanno potuto avere tanto spazio le posizioni opportuniste, interlocutorie con le istituzioni, della "destra" romana di nonunadimeno.
Nell'assemblea in maggioranza è uscita la necessità di fare questa volta non una semplice grande manifestazione ma un corteo combattivo e che si faccia sentire contro i Palazzi del potere, in particolare con "puntate" al Ministero del Lavoro e Ministero degli Interni.
Le rappresentanti romane di nonunadimeno stanno cercando di riprendersi il controllo sia della manifestazione, per "normalizzarla" sia dell'assemblea nazionale, per azzerare lo spirito di Pisa.
Noi siamo contrarie all'assemblea del 26. Se la destra riprende il controllo, il centro tende a mediare e la sinistra viene fatta scomparire. Questo non deve succedere.
Vogliamo manifestazione, come è stato detto soprattutto nel tavolo sul lavoro, che la manifestazione del 25 sia combattiva, esprima la rabbia, la ribellione delle donne. Dobbiamo andare ai Ministeri. Costruiamo dentro la manifestazione un fronte rosso e combattivo, uniamoci su questo.

pc 10 novembre - ILVA-TARANTO - 6 dicembre INCONTRO NAZIONALE operai-familiari-associazioni-avvocati

Da Rete nazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul territorio

Siete tutti invitati all’incontro nazionale sulla questione Ilva.
6 dicembre – anniversario della strage della Thyssen -
ore 11 tribunale Taranto – ex corte d’appello quartiere Paolo VI
ore 15.00 incontro pubblico con associazioni, comitati, operai, familiari, avvocati e giuristi, parti civili al processo, sia locali che regionali e nazionali. 
Luogo da confermare
info per tutti i problemi
3471102638

PS
è utile inviare anche a
tarantocontro@gmail.com
slaicobasta@gmail.com
per essere sicuri di arrivo ai destinatari

pc 10 novembre - VICENDA ILVA: FABBRICA/CITTÀ - OPERAI E POPOLAZIONE DEI QUARTIERI - UN DOCUMENTO DELLO SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE

Siamo a uno snodo importante della vicenda Ilva, da cui dipende il futuro non solo della fabbrica ma della città. Il governo ha assegnato l'Ilva a una grande multinazionale di proprietà principalmente indiana, il più grande gruppo siderurgico del mondo. Questo conferma che l’Ilva di Taranto è una fabbrica di straordinaria importanza, anche internazionale. Di questo a Taranto non ce ne rendiamo conto, o ce ne rendiamo conto solo per i danni ambientali. L’Ilva è un patrimonio della storia industriale di questo paese. Dopo il gruppo Fiat è il complesso industriale più importante del paese ed è oggi la fabbrica col maggior numero di operai in Italia. Pensare che l’Italia si possa cambiare facendo a meno degli operai è una sciocchezza e chi lo dic fa un danno alla città, prima di tutto. Chi lo dice vuole che Taranto diventi un cimitero industriale, con un futuro di decenni e decenni di inquinamento che nessuno bonificherà, come Bagnoli insegna.
Non è affatto vero che chiudendo l’Ilva a Taranto verrà lo sviluppo. Non è mai accaduto. Dove c’è stata deindustrializzazione, si è sviluppata è la criminalità - Bagnoli è diventata terra di camorra, e anche Taranto diventerebbe territorio sotto il controllo di malavitosi, speculatori, palazzinari.

pc 10 novembre - A Trento assemblea dei lavoratori per crescere in coscienza di classe



4 novembre una settantina di lavoratori (foto allegata) dell’SBM e dello Slai Cobas trentino hanno partecipato ad un incontro di formazione e di dibattito interno sui temi della solidarietà di classe tra lavoratori e della lotta al fascismo, al razzismo ed all’imperialismo.
L’incontro durato quasi tre ore è stato aperto da una breve rappresentazione teatrale (20 minuti) organizzata dagli stessi lavoratori che hanno deciso di avviare l’esperienza di un lavoratori teatrale (“teatro povero” basato su recitazione di testi, commenti, scritte, musiche, luci, ecc).
La rappresentazione era incentrata su un episodio di discriminazione (contestazione disciplinare) di cui è stato oggetto un camionista rumeno dell’SBM (il fatto è anche uscito sui giornali locali) per aver espresso sul lavoro opinioni contro la guerra e gli USA.
Nell’incontro sono stati anche denunciati dai lavoratori  vari casi di discriminazione a loro accaduti per motivi etnici, religiosi, sindacali, di salute ecc. Alcuni di questi  episodi sono già oggetto di iniziative sindacali e saranno  anche oggetto di rappresentazioni teatrali.
Nel dibattito è emersa forte la necessità che i lavoratori si uniscano in modo organizzato per combattere tutte le discriminazioni che subiscono sul posto di lavoro e nella società. Di seguito il testo della locandina che sintetizza i temi dell’apertura dei lavori: “per la solidarietà e l’unità sindacale e politica tra i  lavoratori dei diversi paesi, contro il razzismo e l’imperialismo” 1) Canal Strett (1891) Aigues - Mortes1893 – Marcinelle (1956) : Immigrati italiani, stragi razziste  e  condizioni di lavoro di vita e di lavoro all’estero, 2) Cause dell’emigrazione italiana all’esterno :  capitalismo straccione e riforma agraria abortita, 3) Cause dei flussi migratori verso l’Italia e l’Europa (i migranti alla ricerca del lavoro, il ruolo dell’imperialismo nella devastazione economica, politica e militare dei paesi del “terzo mondo), 4) nazionalismo e razzismo in Italia: capitale finanziario, padroni, governi, partiti, mass media, giornalisti, intellettuali, fomentano  l’irrazionalismo culturale e la guerra tra i proletari e gli strati popolari per avanzare sulla strada della repressione e del fascismo.

SBM e SLAI COBAS Trentino

giovedì 9 novembre 2017

pc 9 novembre - RINVIATI A GIUDIZIO PER LA MANIFESTAZIONE A TARANTO CONTRO RENZI - MA TRASFORMEREMO IL PROCESSO IN PROCESSO A RENZI, AL GOVERNO, ALLO STATO

Fissato per il 5 aprile 2018 l'avvio del processo per i 15 compagni. lavoratori, lavoratrici per la manifestazione contro Renzi del 29 luglio 2016

Tra i 15 rinviati a giudizio, vi sono 6 dello Slai cobas per il sindacato di classe



Ribadiamo quello che abbiamo detto subito dopo l'arrivo delle denunce.
Noi non abbiamo nulla da cui "difenderci"! Trasformeremo il processo in un atto di accusa verso Renzi, il suo governo, il loro Stato, che era venuto a vantarsi di aver fatto "tanto per Taranto", ma che giustamente trovò la denuncia e la protesta degli operai Ilva, di tanti altri lavoratori, di donne dei quartieri inquinati, di giovani, dello Slai cobas sc che aveva chiamato quel giorno a manifestare uniti contro quella che era una provocazione e un ennesimo attacco per lavoratori e masse popolari di Taranto: 10 decreti, di cui l'ultimo fatto poco prima di venire a Taranto, solo per salvare i profitti dei vecchi e nuovi padroni dell'Ilva, mentre nessuna bonifica, nessuna difesa dei posti di lavoro e sicurezza all'Ilva. A Renzi, si aggiunsero i servi parlamentari, il "sempre in televisione" Pelillo, che vuole mantenere ben salda la sua poltrona in parlamento calpestando i diritti fondamentali di lavoro e salute; questi il 29 pensava di fare il gradasso tra la gente, ma ebbe la dovuta risposta.  
Questo processo deve trovare uniti i 15 denunciati, ma anche avere il sostegno concreto, politico di tutte le realtà sociali, tutti coloro che il 29 c'erano e anche di quelli che non c'erano.

pc 9 novembre - Ostia - Casapound e mafia/Spada sono due sinonimi! - Vanno stroncati con le leggi e la repressione, combinata con l'antifascismo militante e la lotta sociale autorganizzata

La finta indignazione del mondo mediatico e istituzionale contro Casa Pound di queste ore è ridicola. Ancor più ridicola dei due giorni dedicati ad Anna Frank, già dimenticati...
I fascisti li avete nutriti, dandogli spazi e agibilità - il centrodestra gli passava i soldi e li candidava, i 5 Stelle ci interloquivano, quanto al PD...
Ogni scorreggia che fanno 4 fascisti diventa un'impresa epica, ogni border line con una celtica che sbraita contro gli immigrati si prende le copertine dei giornali, mentre la TV non parla di cittadini e associazioni di volontariato che ogni giorno si fanno il mazzo per migliorare il proprio territorio.
Ogni volta che aggrediscono qualcuno solo perché ha una maglietta di sinistra, la reazione della stampa è parlare di "opposti estremismi". Quella della magistratura è di indagare tutti per rissa, anche se i fascisti erano in agguato con i coltelli...
Fanno diventare fenomeni delle persone mediocri, che esistono solo perché hanno agganci con la malavita, con il mondo di Mafia Capitale, con pezzi dello Stato...  De Santis che spara e uccide Ciro Esposito, Casseri che a Firenze uccide due senegalesi, sono ogni volta "singoli", pazzi isolati... la parolina magica "fascista" fatica sempre a uscire - ieri la Raggi ha detto "fermeremo gli estremismi": proprio non riesce a pronunciarla...

Li volete fermare? Vi basta applicare la Costituzione antifascista. Vi basta indagare sui soldi e tagliargli il carburante. Ci mettereste due secondi a dissolvere Casa Pound e Forza Nuova.
Ma la verità è che i fascisti servono. E quindi ancora una volta dovranno essere le classi popolari di questo paese a fare tutto da sole... senza paura, alla luce del sole 
da je so' pazz

La propaganda di Casa pound sui giornali...
su Repubblica Giovanna Vitale parla di “vittoria senza precedenti” della formazione neo-fascista. Una pubblicità ingannevole. L’articolo, infatti, non l’ha scritto la giornalista del quotidiano La

pc 9 novembre - NO a D'Alema e Camusso - si accendono i fuochi della protesta alla Federico II di Napoli

D'Alema e la Camusso all'università per parlare di lavoratori e precarietà..
Noi siamo intervenuti ! Dopo che la polizia ci voleva impedire l'entrata con spintoni e pugni siamo riusciti ad impedire la vergognosa iniziativa nella nostra università.
Ecco qui le nostre motivazioni sul perché questi personaggi, protagonisti dei problemi che affliggono questo paese, non posso avere le soluzioni e non possono rappresentare la sinistra di questo paese.


Un gruppo di circa 100 giovani tra collettivi universitari e centri sociali ha occupato l'edificio dell'università Federico II di Napoli dove era prevista un'iniziativa con Massimo D'Alema e Susanna Camusso. I giovani hanno occupato l'aula dopo una breve colluttazione con le forze dell'ordine occupando l'aula dove è previsto il convegno «L'Europa e la crisi della socialdemocrazia» urlando «D'Alema non può venire a parlare all'università».
La Camusso segretario della Cgil s'è allontanato dall'edificio accompagnata dal grido degli studenti «jatevenne». «Quando si impedisce a delle persone di discutere liberamente si fa un danno a tutti. Mi dispiace che non si possa discutere», ha detto la Camusso lasciando Napoli. L'accaduto è stato stigmatizzato dal ministro Valeria Federi. «È gravissimo che si impedisca a qualcuno di parlare, di partecipare a un confronto, di esprimere liberamente le proprie opinioni». Così la titolare del dicastero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca: «Fare ricorso alla violenza, verbale e non, per occupare un'aula e per impedire ad altri di prendere la parola è qualcosa che mai vorremmo vedere. Mai. Meno che mai in un luogo deputato al confronto, al dialogo, all'approfondimento come l'università», ha aggiunto, esprimendo solidarietà nei confronti di Susanna Camusso e di Massimo D'Alema. «Episodi come quelli di oggi sono da condannare da parte di tutti, quali che siano le posizioni personali o le appartenenze politiche. Perché quando si impedisce a qualcuno di esprimere la propria opinione è il sistema democratico in sé che viene messo in discussione».

pc 9 novembre - Massiccia ondata di striscioni nelle città dove è presente proletari comunisti/PCm Italia


pc 9 novembre - Il nuovo numero de 'la NUOVA BANDIERA' dedicato alla Rivoluzione d'ottobre è rivolto in particolare ai proletari


pc 9 novembre - Le donne della rivoluzione bolscevica - nuova pubblicazione MFPR

pc 9 novembre - La bandiera rossa della Rivoluzione d'Ottobre in alcune fabbriche italiane

pc 9 novembre - Napoli - festa 'sovietica' per la Rivoluzione d'Ottobre - nel corso ore 17 presentazione libro su Stalin alla Città del Sole

pc 9 novembre - Per la costruzione dei circoli proletari comunisti nelle fabbriche

Per la costruzione dei circoli proletari comunisti nelle fabbriche

Le condizioni odierne nel mondo e nel nostro paese della classe operaia e delle masse oppresse necessitano di una posizione di classe che rappresenti questa condizione oggettiva e soggettiva e indichi la via d’uscita secondo gli insegnamenti che negli anni l’esperienza di tutto il proletariato ha accumulato.
A milioni oggi i proletari si ribellano in tutto il mondo, e tra questi una parte cerca di organizzarsi per dare una risposta ad una situazione che si fa ogni giorno peggiore.
Come ci insegna Marx la classe operaia “possiede un elemento di successo: il numero; ma il numero non pesa sulla bilancia se non quando è unito in collettività ed è guidato dalla conoscenza”.
Sappiamo che senza un proletariato organizzato, e sopratutto nella sua massima espressione, il partito della rivoluzione, non solo non è possibile per le masse cambiare la propria condizione, ma si lascia spazio alle forze più reazionarie della borghesia, alle forze apertamente fasciste che si mettono a disposizione della borghesia per continuare a garantire i propri interessi e un sistema incancrenito che distrugge quotidianamente uomini e cose.
Nelle fabbriche italiane come la FIAT – oggi FCA - di Marchionne avanza e si consolida il moderno fascismo padronale che cancella diritti, organizzazione sindacale di classe, e rende sempre più in maniera ostentata l’operaio una appendice della macchina del profitto del capitale.
In ogni fabbrica grande e piccola, nei settori della logistica, nelle campagne sono concentrati una massa di nuovi operai immigrati contro cui padroni governo e Stato conducono una quotidiana guerra di classe di bassa intensità o dispiegata.
In fabbriche come l’Ilva di Taranto il capitale è arrivato alla punta più estrema della sua logica di distruzione di vite operaie e salute e vita nei territori operai mostrando il vero volto della produzione per il profitto sulla pelle e sul sangue dei lavoratori e delle masse.
Prendiamo una posizione chiara e ferma per rispondere ai padroni con la guerra di classe e con la lotta per abolire il sistema di produzione basato sul profitto.
Organizziamoci su ogni posto di lavoro e con tutte le masse oppresse contro il capitalismo, l’imperialismo e la reazione
Facciamo appello alle avanguardie proletarie, alle avanguardie di lotta ad unirsi e organizzarsi sempre più e meglio, liberandosi dell’opportunismo, del populismo demagogico e del movimentismo piccolo borghese.
Lavoriamo insieme per costruire gli strumenti necessari per rovesciare oggi il governo Gentiloni, ogni governo dei padroni e lo Stato borghese,
Incoraggiamo le masse, le uniche che fanno la storia, a ribellarsi fino in fondo e farla finita con questo sistema.

Proletari comunisti – Pcm Italia

pc 9 novembre - ILVA Genova - lotta e repressione

Occupazione Ilva, presentato un esposto: "Hanno danneggiato azienda e lavoratori"

GENOVA - Ilva ha presentato un esposto alla stazione dei carabinieri di Cornigliano - Sestri Ponente perché ritiene che l'occupazione dello stabilimento, in corso da parte della Rsu Fiom, abbia causato danni all'azienda e ai lavoratori. Nell'esposto si fa riferimento al fatto che chi non aderiva alla protesta è stato allontanato dai reparti e ciò ha determinato lo stop di tutta la produzione.
Nell'esposto si legge che“gli scioperanti hanno fatto irruzione nell'area dove erano ricoverati tutti i mezzi operativi” e che "nonostante i ripetuti richiami della Security aziendale i manifestanti hanno

pc 9 novembre - Massivo ampliamento della base militare USA di Camp Darby a Livorno

La nuova linea ferroviaria ruberà decine di ettari di altissimo valore naturalistico e ambientale tra cui 36 ettari del Parco di San Rossore, dove è previsto l’abbattimento di un migliaio alberi ad alto fusto e la deviazione di un canale, in nome di interessi imperialistici degli USA e dei conseguenti progetti di guerra . 

mercoledì 8 novembre 2017

pc 8 novembre - Contro gli operai in lotta all'Ilva di Genova l'azienda fa appello alla repressione e il governo cerca di scaricare sulla lotta dei lavoratori il piano di esuberi e attacco ai salari e i diritti della Mittal


pc 8 novembre - Anche alla Tenaris Dalmine: Viva la rivoluzione d'Ottobre! Viva Lenin!



























pc 8 novembre - Ribellarsi è giusto! L'Aquila 24 novembre: Presidio al Tribunale e sotto il carcere per Nadia Lioce

Da Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario


A L’Aquila il 24 novembre si terrà la terza udienza del processo a Nadia Lioce, che la vede imputata per aver turbato la quiete di un carcere che l’ha sepolta viva.
In una cartolina il 26 dicembre dello scorso anno Nadia ci scriveva:
“… A giugno, come le altre volte in passato, l’ho sentita la manifestazione in corso. Un po’ meno però… Devo dire che, negli anni, e con il divieto per legge di comunicare che, volendo, si potrebbe concretizzare non solo in divieto di “parlare” - corroborato dalla minaccia sanzionatoria - ma pure di “ascoltare”, il momento dimostrativo fuori dal carcere crea un tale scompiglio nell’amministrazione penitenziaria da rendere la quotidianità socialmente asettica, ancor più surreale del solito. Che dire… naturalmente l’opuscolo “Donne e Resistenza” è arrivato, ma non mi è stato consegnato, data la vigenza della notoria disposizione, avverso la quale di recente ho fatto un ennesimo reclamo, in ogni caso te ne ringrazio. E per ora è tutto, saluto e auguro un anno nuovo migliore a te e alle altre compagne. Buon 2017
Nadia”

Divieto di parlare, ascoltare, leggere, salutarsi, amare, sognare… vivere.
Ecco che cos’è il 41 bis, un coacervo di divieti e vessazioni permanenti, volte all’annientamento della persona, alla cancellazione della propria identità umana, sociale e politica.
Ma Nadia ha alzato la testa, ha osato ribellarsi a questo stato di cose e il 24 novembre probabilmente conosceremo anche altri aspetti di questa tortura, che Nadia ha denunciato con quella battitura, rompendo il silenzio di quell’impenetrabile regime che è il 41 bis.
Noi saremo lì quel giorno, a sostenere la sua protesta, a raccogliere il suo grido di dignità contro l’annientamento, contro l’ipocrisia di questo Stato borghese che si dice democratico, ma l’unica sicurezza che persegue è quella del sistema capitalistico, del profitto di pochi per la miseria e la morte di molti. E la persegue, con l’avanzare della crisi, sempre più a suon di manganello, dentro e fuori le carceri.
Il 24 novembre alle ore 9,30 saremo in presidio davanti al Tribunale de L’Aquila, in Via XX Settembre n. 68. Al termine dell’udienza, presumibilmente verso le 12, ci sposteremo sotto le mura del carcere “le Costarelle”, per salutarla (Deposito Irti-cicolani, SS 80 Dir, 4).

Per informazioni e supporto logistico scrivere a mfpraq@autistici.org - 328 7223675 (Luigia).
Per chi arriva in auto, si consiglia di lasciarla al parcheggio del centro commerciale “la Meridiana”, nei pressi del Tribunale. Per chi dovesse tardare e vuole raggiungerci nel prato antistante il carcere, consigliamo di lasciare il mezzo al parcheggio della coop di Sassa Scalo (ma meglio evitare di andare lì da soli)
Mappa per chi arriva dalla A24: https://goo.gl/maps/cjLHYb3VJ9m
Mappa per chi arriva da Pescara: https://goo.gl/maps/2ogfUX3oavq
Per chi arriva con l’autobus: scendere alla fermata Hotel Amiternum. Fino al tribunale sono 15 minuti a piedi. In caso di problemi telefonate al numero sopra.

pc 8 novembre - Regionali Sicilia - Arrestato Cateno De Luca (Udc) per evasione fiscale, deputato regionale della lista Musumeci. E' siamo solo a due giorni dalle elezioni


A due giorni dalle elezioni, già il primo scandalo in casa Musumeci, con l'arresto del neo-deputato De Luca. Finite le elezioni vediamo emergere subito la natura di chi andrà a governare, con firma Berlusconi. Ma come al solito non perdono tempo con i primi scandali. 

Solo la rivoluzione proletaria può spazzare via la borghesia al potere con tutti i suoi rappresentanti, in questo caso il governo che sta per formarsi in Sicilia è dichiaratamente reazionario, con tutta l'opposizione. Ancora siamo solo all'inizio. 

ONE SOLUTION, REVOLUTION

Riportiamo di seguito l'articolo di Repubblica

Messina, arrestato per evasione fiscale il neo-deputato regionale De Luca (Udc)

È stato appena eletto nello schieramento di centrodestra che sostiene