giovedì 14 gennaio 2016

pc 14 gennaio - I venti di guerra soffiano sempre più forti sul Mediterraneo e i padroni spingono il governo italiano a “sporcarsi le mani”, insomma a darsi da fare per non farsi soffiare il controllo sul petrolio e geostrategico della Libia…


I padroni italiani sono preoccupati, sì, ma non perché ci possa essere la guerra, al contrario, sono preoccupati se a questa guerra aperta e dispiegata “contro l’Isis” in Libia l’Italia non dovesse partecipare fino in fondo. Suggeriscono, infatti, al governo di “Sporcarsi le mani” come dice un articolo del Sole24Ore di ieri, 13 gennaio, prima che scatti l’intervento militare “franco-britannico-statunitense in Libia teso a fermare il rapido espandersi dello Stato Islamico.” 

Per chi ancora non l’avesse capito tutto gira attorno al controllo delle fonti di petrolio. “Sky Arabia” continua il giornale della Confindustria “ha riferito di piani per impedire che terminal e raffineria a Ras Lanuf, Brega e Sidra cadano nelle mani dei jihadisti” ma “del resto forze speciali francesi e britanniche vengono da tempo segnalate in quell’area. Domenica jet non indentificati anno distrutto un convoglio dell’Isis tra Sirte e Bin Jawad. Non è la prima volta che accadono episodi simili, non attribuibili per la precisione dei raid ai vecchi Mig di Tobruk o Tripoli. I sospetti cadono su Egitto e Stati Uniti, già protagonisti di diversi blitz in territorio libico, ma anche sui francesi specie dopo che è stata documentata la presenza di un’aerocisterna decollata da Marsiglia per rifornire velivoli sul Mediterraneo Centrale.

Chi sapeva di questa guerra già in corso? La cosiddetta opinione pubblica nazionale e internazionale era stata informata? No, anzi “Parigi ha negato i raid ma ha annunciato già due mesi or sono che i caccia della portaerei De Gaulle, in navigazione al largo della Siria, effettuano ricognizioni su Sirte. Missioni prolungate che richiedono il rifornimento dei tanker.” Gli imperialisti, quando possono, cercano di nascondere le loro atrocità. L’imperialismo francese ha in quelle zone dell’Africa interessi colossali, e per questo passa ai fatti, dice il giornale: “Del resto l’11 dicembre il premier Manuel Valls parlò della necessità di “schiacciare l’Isis anche in Libia” e poco dopo fonti militari rivelarono e Le Figaro che erano in preparazione “piani d’intervento per sradicare l’Isis in Libia”.


“Un’azione militare immediata pare considerata da tutti una priorità” riporta il quotidiano. Da tutti chi? Non certo dai popoli che subiscono l’imperialismo da decenni! 

mercoledì 13 gennaio 2016

pc 13 gennaio - Il problema non sono gli immigrati ma gli uomini di questo marcio sistema imperialista, fascio patriarcale che alimenta violenze, stupri e femminicidi

Non solo Colonia. Quelle terribili storie di viaggio e violenza sulle donne in fuga verso la Germania

Lo abbiamo letto su tutti i giornali quello che è successo a Colonia in Germania, dove un gruppo di immigrati ha molestato in massa la notte della vigilia di Capodanno centinaia di donne tedesche.... Di fronte a un episodio del genere capire cosa davvero è successo e soprattutto arginare le reazioni di pancia del “noi contro loro”, del “vengono qui e fanno quel che vogliono”. È difficile, ma necessario. Alzare lo sguardo, raccontare un’altra storia, altrettanto drammatica, ma dove le parti (a volte) sono invertite può aiutare a concentrarsi sulla reale questione di tutto questo, che più che un noi-loro, è il tema della violenza sulle donne.
Il 2 gennaio il New York Times ha pubblicato un reportage firmato da Katrin

pc 13 gennaio - Renzi il bugiardo in fondo al tunnel non vede solo la luce della ripresa ma anche l'aumento dell'occupazione!



Il re del twitter, Renzi, è nervoso per i diversi difficili passaggi politici in corso. Alza costantemente il tiro come per esempio sul referendum costituzionale che se dovesse perdere, ha promesso, lo porterà alle dimissioni. È per questo che deve cogliere ogni occasione per darsi coraggio, dimostrare che “vince” come è stato a proposito del cosiddetto aumento dei posti di lavoro che secondo lui sono dovuti all’effetto del Jobs act. Questo aumento, come per l’ormai famosa “luce in fondo al tunnel”, lo vedono solo Renzi e i rappresentanti del governo.

Vediamo insieme ai suoi amici del Sole 24 ore quanto anche questo sia fondamentalmente falso. Mettiamo in grassetto alcuni passaggi.

“Lavoro, a novembre +36mila occupati.” Così titola l’articolo dell’8 gennaio. “E il tasso di disoccupazione, che invece è già in diminuzione dal mese di luglio, passa dall’11,5% all’11,3%” cioè stiamo parlando dello 0,2%! Che anche se fosse vero, vantarsi di 36mila in più rispetto ai MILIONI di disoccupati dovrebbe far vergognare chi ne parla. Ma anche la vergogna per chi governa è merce sconosciuta. 

Il giornale continua citando le statistiche ufficiali sulla disoccupazione: “Attualmente le persone in cerca di occupazione sono 2 milioni 871mila e il loro numero è sceso in novembre di 48mila unità. Su base annua, inoltre, la disoccupazione si riduce del 14,3 per cento, pari a 479mila persone in meno tra quanti cercano un posto; nei dodici mesi, inoltre, cresce l’occupazione (+0,9)% pari a 209mila lavoratori in più, il 3,3 per cento.” A parte il fatto che sull’affidabilità e sui criteri usati delle statistiche ufficiali qualche tempo fa ci sono state liti furibonde tra gli stessi addetti ai lavori istituzionali, questo linguaggio rende impossibile capire davvero cosa succede. Tanto che lo stesso giornale deve poi aggiungere un però! “Cresce, però, anche l’inattività: +1,0%, pari a 138mila persone in più tra chi è fuori dal mercato del lavoro.

pc 13 gennaio - Fincantieri Palermo: operai ancora in cassa integrazione e ristrutturazione dei bacini in pericolo...



Per gli operai della Fincantieri di Palermo l’anno è cominciato con un altro avviso di cassa integrazione per altri mesi. La gravità di questa situazione è conosciuta benissimo da azienda governo e sindacati; ne parlano nelle riunioni e nei comunicati, ma tutti insieme non fanno proprio nulla per cambiarla
A Palermo c’è poi la barzelletta, così la possiamo chiamare, della ristrutturazione dei bacini di carenaggio, problema che dura oramai da così tanto che si è persa pure la memoria… in questa ultima puntata “manca una firma”, come riporta un articolo del giornale di Sicilia del 6 gennaio scorso, che metterebbe a rischio il bacino, e per la quale “si aspetta ancora la riunione al ministero”

Il GdS ironizza pure, “Sulla carta” dice “c’è la costruzione di un nuovo bacino di carenaggio da 80mila tonnellate dentro il cantiere navale; il completamento dell’altro bacino, quello da 150mila.” In realtà “però, passati tre anni, la nuova infrastruttura rimane legata alla firma di un contratto di programma e, successivamente, a un progetto di finanza, mentre la ristrutturazione del bacino più grande è ancora al primo step dei lavori di ristrutturazione.

E che abbiamo detto più volte a proposito dei sindacati? Sono “naturalmente” preoccupati e scrivono una nota per chiedere notizie sul futuro del cantiere.  “Che fine hanno fatto i fondi per realizzare il nuovo bacino, che scadevano il 31 dicembre - evidenzia Francesco Foti, segretario provinciale della Fiom Cgil – Continuiamo a chiederlo ma dalla Regione la risposta non arriva”. E perché mai dovrebbe arrivare? Cosa fa di serio la Fiom? Niente! Ma il giornalista a quanto pare ne sa più della Fiom dato che afferma: “La verità è che i fondi ci sono, ma si aspetta ancora la riunione al ministero allo Sviluppo Economico per la firma sul contratto di programma. Senza quella, la partenza del progetto di finanza, cioè la ricerca di un partner privato, non potrà mai esserci.” E perché mai serve un partner privato? Serve solo a perdere altro tempo. Questo non lo chiede e non se lo chiede nessuno

pc 13 gennaio - Dalle compagne tedesche "Non lasciamoci dividere! Combattiamo il patriarcato e lo sciovinismo imperialista!"

Pubblichiamo un volantino delle compagne della Germania che si rifanno al "femminismo proletario" sui fatti di Colonia. 

Se le donne vengono attaccate, ciò si deve denunciare e combattere, ma non permetteremo che i fatti di Colonia, tramite l’aiuto del femminismo borghese vengano usati per aggravare la divisione tra rifugiati e migranti, e a sua volta tra lavoratori stranieri, e lavoratori tedeschi, e legittimare espulsioni, maggiore sorveglianza, e l'intervento militare in Mali.
Che cosa è successo allora?
Secondo i rapporti dei media borghesi erano già presenti, davanti la stazione centrale di Colonia, forze di polizia di rincalzo, ciononostante non è stato impedito che le donne venissero molestate in massa. Molte donne che si sono rivolte alla polizia, sperando di essere aiutate, riferiscono di essere state respinte per vari motivi. Inoltre, qualcuno si è aggrappato perfino ai pantaloni di una funzionaria pubblica. Cioè, la polizia, che era massicciamente presente sapeva quello che stava succedendo e non

pc 13 gennaio - Brasile, lotta e repressione nella protesta contro l'aumento del prezzo dei trasporti

La policía brasileña usó gases y bombas de ruido para dispersar el martes a los manifestantes en una segunda jornada de protestas en Sao Paulo contra el alza de la tarifa del transporte público.
Al menos ocho personas fueron detenidas, la cifra puede llegar a 11, precisó De Moraes

pc 13 gennaio - Rojava / Le parole delle donne che combattono Daesh


Dal sito Nouvelle Turquie, la traduzione dell’intervista alle donne combattenti
della Brigata internazionalista di liberazione in seguito alla riuscita dell’
operazione avvenuta a Hol (piccolo villaggio a est della Siria). La Brigata
internazionalista di liberazione è stata fondata nel Rojava nel luglio 2015 con
l’obiettivo di combattere Daesh e difendere il processo rivoluzionario in 
Rojava. La brigata mette insieme diversi combattenti provenienti da diverse
organizzazioni rivoluzionarie turche e del mondo intero tra cui Spagna, Grecia,
Germania e Giappone.
Nell’operazione volta alla chiusura di un’ importante via di rifornimento per i
fascisti di Daesh a Hol, le donne della Brigata Internazionale di liberazione
hanno preso iniziativa. Sefagül Aslan, Polen Cebo et Ezgi Arin, tre donne
combattenti, tra le responsabili del successo dell’operazione, hanno parlato
con l’agenzia stampa ETHA.
Sefagül Aslan: “E’ stato un colpo per i nemici delle donne”
Sefagül Aslan, combattente internazionalista e comandante di Tikko
(Liberation Army of the Workers and Peasants of Turkey), ricorda che la
regione di Hol è stata un centro di

pc 13 gennaio - Dal meeting internazionale del 21 novembre a Parigi - 5

Partito Comunista delle Filippine

Cari compagni,
Saluti rossi dal Partito Comunista delle Filippine!
Salutiamo gli organizzatori di questa conferenza sul tema della rivolta delle banlieues nel 2005.
Durante questa rivolta, occorsa dieci anni fa, abbiamo potuto vedere il potenziale della rivolta dei giovani delle banlieues, che ci porta a un’interessante riflessione sulla possibilità e le forme che potrebbe avere una guerra popolare di lunga durata in un paese imperialista.
Essa ha anche mostrato quanto un partito d'avanguardia sia importante per orientare e guidare questa rivolta, è per questo che oggi più che mai sosteniamo il processo che segue Bloc Rouge nella sua creazione di partito qualitativo.

Viva la gioventù rivoluzionaria!
Viva la solidarietà internazionale !
Isulong ang Sosyalistang Rebolusyon !
Saluti rossi da comoagni filippini di Parigi!

pc 13 gennaio - Germania, 372 neonazisti mai arrestati dalla polizia, entrati in clandestinità?

La notizia la propone solo la Stampa nel racconto della sua inviata Tonia Mastrobuoni da Berlino.

Ordini d’arresto emessi per omicidi, aggressioni e rapine che non sono stati eseguiti. L’incubo di una nuova rete terrorista: sono entrati in clandestinità? Preoccupazioni e polemiche. Che accade alla polizia tedesca già sotto accusa dopo il Capodanno dei palpeggiamenti a Colonia
Ordini d’arresto emessi per reati gravi, gravissimi, omicidi, aggressioni e rapine eppure mai eseguiti. Che fine hanno fatto 372 neonazisti tedeschi che dovrebbero stare da mesi in carcere? A metà settembre risultavano 450 mandati di arresto contro 372 estremisti di destra, condannati per omicidi, gravi aggressioni, rapine in banca, frodi o furti
Delle due l’una: o la polizia non li ha trovati oppure sono entrati in clandestinità. Un’ipotesi che spaventa molti, dopo il caso Nsu, la cellula nazionalsocialista scoperta nell’autunno del 2011 che per anni aveva assassinato stranieri, immigrati, poliziotti e alimentato una strategia della tensione con attentati dinamitardi in alcune città tedesche.
Nessuna spiegazione da parte del governo sulle ragioni della polizia tedesca per la grave, assurda inadempienza.
Nel 2013 i mandati di arresto erano ancora 268, il 30% in meno. La deputata verde Mihalic si dice preoccupata «che i neonazisti compiano crimini gravi in clandestinità, e che, di nuovo, non se ne accorga nessuno»...
(Ennio Remondino - RemoContro)

pc 13 gennaio - Le donne continuano a morire di parto e di aborto, siamo al moderno medioevo!

Napoli. E’ morta a 20 anni per un’emorragia dopo essersi sottoposta a un aborto volontario all’ospedale Cardarelli di Napoli. I genitori di Gabriella Cipolletta hanno presentato un esposto-denuncia al Commissariato Arenella. Nel reparto di ginecologia dove è stato praticato l’aborto si sono verificati momenti di tensione quando i familiari hanno saputo della morte. Il ministero della Salute invierà ispettori per accertare cosa è avvenuto.

Aveva deciso di abortire, forse – ma il particolare è da confermare – temendo una possibile malformazione del feto, ma durante l’intervento al “Cardarelli” un’emorragia inarrestabile l’ha uccisa. Gabriella Cipolletta, di Mugnano, centro dell’area a Nord di Napoli, è entrata in camera operatoria alle 12. “Abbiamo verificato che le procedure sono state eseguite correttamente – dice all’ANSA il direttore di presidio, Franco Paradiso – la paziente ha accusato un’emorragia e le è stata praticata una trasfusione con quattro sacche di plasma oltre ad una laparotomia esplorativa per accertare eventuali problemi determinati dall’intervento, ma non è emerso nulla”.

Intanto le relazioni preliminari della task force ministeriale inviata negli ospedali dove in dicembre sono morte 4 donne in gravidanza ha evidenziato in 3 su 4 aspetti di “criticità”. Si tratta degli ospedali di Brescia, Bassano del Grappa e San Bonifacio (Verona)

martedì 12 gennaio 2016

pc 12 Gennaio - Informazione militante dalla Tunisia - La restaurazione che avanza: scarcerato Slim Chiboub, uomo d'affari vicino a Ben Ali


Nonostante le proteste dello scorso anno contro la cosiddetta legge della "riconciliazione economica nazionale", il regime continua a prendere provvedimenti di restaurazione, altro che "rivoluzione" come ancora viene chiamata in Tunisia la rivolta popolare del 2010/2011...

La novità di oggi è la scarcerazione dopo 14 mesi di Slim Chiboub, uomo d'affari vicino a Ben Ali ed ex presidente di una delle due squadre di calcio della capitale, Esperance.

Chiboub dopo la caduta del regime di Ben Ali, il 14 Gennaio 2011, era scappato negli Emirati Arabi Uniti sotto consiglio dei suoi avvocati. Ma quest'ultimi fecero male i loro calcoli e Chiboub venne arrestato con l'accusa di corruzione non appena mise piede all'aeroporto di Ehnfidha-Hammamet.

Oggi il tribunale di prima istanza di Tunisi ha deciso la sua scarcerazione mentre lo stesso tribunale continua a convalidare arresti di giovani ribelli, artisti critici verso il regime e giovani dall'orientamento sessuale considerato "sodomita" dalle leggi della "Tunisia democratica"...

Tunisia, 12 Gennaio 2016

pc 12 gennaio - Operai ex Fiat Termini Imerese ancora in attesa di cassa integrazione per il 2016, mentre la Blutec attiva... i corsi di formazione e Crocetta promette che si riprende ad aprile!

Riparte la produzione? Non si sa, anche se Crocetta, molto convinto e insistente, in un incontro che abbiamo avuto a fine dicembre ci ha assicurato che i primi 200 operai cominceranno ad aprile! Anche se fosse vero, non si capisce cosa dovrebbero fare questi operai e comunque quando si penserebbe al resto…

E i sindacalisti, come ogni volta quando c’è una “novità”, si “preoccupano”, “restano vigili”, “sperano” ecc. ecc. mentre nella sostanza fanno gli avvoltoi!
Di chi si devono fidare gli operai se non di se stessi quando si organizzano e lottano?
***
Il rilancio dell'area ex Fiat. Un'azienda di Pescara si occuperà di buste paga e corsi di formazione. I sindacati: un passo avanti, restiamo vigili
Termini, il progetto Blutec va avanti
Scelta società per gestire il personale
In attesa del rinnovo della cassa integrazione scaduta lo scorso 31 dicembre, arriva agli operai ex Fiat di termini Imerese la notizia che sarà la Humansolution a gestire per conto di Blutec, società che nel dicembre 2014 ha rilevato lo stabilimento del Lingotto, tutte le attività di payroll, cioè di gestione del personale, relative ai circa 700 lavoratori reinseriti presso il sito di Termini Imerese.

pc 12 gennaio - COLONIA, ORA LA CACCIA AGLI IMMIGRATI DA PARTE DEI FASCISTI, questi sì che sono organizzati... e sempre la polizia interviene dopo

Raid anti-immigrati, ronde e attacchi contro i profughi: la reazione degli estremisti di destra arriva puntuale.

(Da Repubblica) - "I raid di stampo xenofobo sono stati organizzati con appelli lanciati dall’ultradestra su Facebook e su tutti gli altri social forum ultrà. E l’ordine, i camerati di Colonia l’hanno subito eseguito: ronde di skinhead e hooligans hanno pattugliato la città, e qualche balordo ha iniziato anche una caccia all’uomo... violenze di gruppo a raffica a Colonia prima su alcuni pakistani poi è toccato a un povero 39enne siriano. Poche ore più tardi, ad altri extracomunitari.
Almeno dodici i feriti tra siriani, nordafricani, senegalesi, nessuno in gravi condizioni. In serata poi, botte contro gli stranieri a Lipsia, la città-locomotiva della Germania Est dove xenofobi e ultrà sono più forti: durante una manifestazione degli anti islamici di Pegida, gruppi di giovani neo-nazisti legati ai supporter di due squadre della città, hanno assaltato alcuni negozi del quartiere Connewitz, frantumando le vetrine".

Intanto il portavoce di Angela Merkel: «Ridurremo il numero degli arrivi, perché già ne abbiamo tanti da integrare».

pc 12 gennaio - Dal meeting internazionale del 21 novembre a Parigi - 4



Revolutionärer Aufbau - Austria

Sta a noi organizzare il popolo. Circa i reazionari in Cina, sta a noi a organizzare il popolo per rovesciarli. Tutti i reazionari sono uguali; se non li abbattiamo, non cadranno.” (Mao Tse-tung)
“Il mondo sta progredendo, il futuro è luminoso e nessuno può cambiare questa tendenza generale della storia. Dobbiamo realizzare tra le masse una costante propaganda sulla realtà del progresso mondo e del futuro luminoso davanti a noi, perché costruire la fiducia nella vittoria.  (Mao Tse-tung)

Le rivolte giovanili sono i precursori dell’esplosione della rivoluzione proletaria nelle metropoli imperialiste!

Salutiamo questa conferenza internazionale per il 10° anniversario delle rivolte giovanili nelle banlieues di Parigi. Salutiamo l'iniziativa dei compagni che hanno organizzato questa conferenza e realizzano un importante passo verso l'unità internazionale delle forze rivoluzionarie, e anche per lo sviluppo del movimento giovanile comunista e rivoluzionario, elemento indispensabile della rivoluzione proletaria mondiale.
Le rivolte giovanili in Francia, Gran Bretagna, Svezia e a Ferguson, hanno lasciato un segno profondo nella memoria delle masse in lotta, come esempi indimenticati di rivolta nella lotta di classe proletaria nelle metropoli imperialiste. Hanno brillantemente confutato la tesi revisionista sulla "assenza" della lotta di classe in Europa, così come la tesi della forza assoluta degli imperialisti sui "loro" proletari masse. Le rivolte dei giovani che si fanno avanti sono foriere di ancora più grandi lotte dei proletarie e popoli soppressi. I giovani rappresentano il nuovo, la tempesta –non deve meravigliare che tutti gli opportunisti, i revisionisti e loro soci odino profondamente la ribellione dei giovani proletari e cerchino screditarle e sabotarle - perché tuta la loro intera è interamente soggiogata al vecchio sistema imperialista mondiale.

pc 12 gennaio - All'Ilva di Genova si lotta, con qualche sano gesto di ribellione, ma la lotta è inadeguata in tutto il gruppo Ilva, in termini di linea, piattaforma e prospettiva

Ilva, tensione tra i lavoratori e il segretario Pd Terrile, sputi e insulti

Ilva, gli operai occupano per ore il Comune  petardi e insulti, poi il governo li convoca

Ilva: lavoratori contro il governo

GENOVA - Sospesa l'occupazione della sede del Comune di Genova da parte dei lavoratori dell'Ilva: il prefetto Fiamma Spena ha annunciato la convocazione per il 18 gennaio del Comitato di Vigilanza in Prefettura alla presenza di un rappresentante del Governo.
I lavoratori chiedono la modifica dell'emendamento Basso che prevede un milione e 700 mila euro fino a settembre di quest'anno per integrare il reddito dei lavoratori con contratto di solidarietà dal 60% al 70%, contro i due anni inizialmente previsti. Hanno occupato palazzo Tursi per tutta la giornata. Poi, l'annuncio dato da Manganaro e la decisione di riunirsi in una nuova assemblea mercoledì.
L'emendamento non assegna alcun finanziamento per i lavori socialmente utili né definisce alcun investimento nella banda stagnata che garantirebbe il futuro dello stabilimento di Cornigliano.
I lavoratori erano pronti a fermarsi durante la notte se il Governo non avesse fissato l'incontro. "Gli impegni non ci interessano, vogliamo certezze". Dopo aver chiesto di organizzarsi per passare la notte a Tursi e aver ricevuto risposta negativa, una porta è stata aperta a spallate e circa un centinaio di lavoratori è entrato nella sala occupandola. "Atto gravissimo e inaccettabile", ha scritto il sindaco Doria in una nota.
Il consigliere e capogruppo Pd, Alessandro Terrile, è stato spintonato e insultato all'uscita da un gruppo di contestatori.
UILM E FIM CONTRARI ALL'OCCUPAZIONE - I segretari regionali Uilm e Fim hanno

pc 12 gennaio - La Fiom firma la nuova cassaintegrazione a Mirafiori - 'ruolo negoziale' torna a significare cedere a padron Marchionne

Fca, accordo in Regione per la cassa integrazione a Mirafiori: firma anche Fiom

Fca, accordo in Regione per la cassa integrazione a Mirafiori: firma anche la Fiom
Il rinnovo della cig, in attesa della "ripartenza" completa dello stabilimento, sottoscritto (anche se separatamente) da tutti i sindacati.

E' stato siglato oggi nella sede della Regione Piemonte l'accordo per il rinnovo della cassa integrazione alle Presse di Mirafiori. Anche la Fiom ha firmato l'intesa."Il lavoro delle Presse di Mirafiori - dice Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom torinese- è fortemente collegato alle produzioni torinesi di Fca e quindi il rinnovo della cassa era inevitabile, visto che sia la Carrozzeria di Mirafiori che la Maserati di Grugliasco. E' però importante - aggiunge - che le rappresentanze sindacali della Fiom abbiano potuto esercitare il proprio ruolo negoziale nei confronti dell'azienda, al fine di garantire a tutti i lavoratori il diritto a un rientro, seppur parziale, al lavoro: per questo la Fiom ha sottoscritto l'accordo con Fca,  che rappresenta una positiva novità.
. Lino La Mendola, responsabile di Mirafiori per la Fiom-Cigl, dichiara: «Si tratta del primo accordo a Torino per la gestione della cassa integrazione negli stabilimenti Fca: la gestione degli ammortizzatori sociali non ha nulla a che vedere con il Ccsl e ci auguriamo che questa intesa rappresenti un primo passo affinché anche in altre realtà si possa arrivare ad accordi che riconoscano il pieno ruolo negoziale delle Rsa Fiom-Cgil».
"La vera notizia non è la firma della cigs per riorganizzazione sino al febbraio 2017 ma il fatto che la Fiom firmi l'accordo". Così il  segretario della Fim torinese Claudio Chiarle,
"La Fiom ha probabilmente capito che l'interesse generale deve prevalere quando a beneficiarne sono i lavoratori e l'azienda". Lo dichiara il neo responsabile Fca della Uilm Torino Dario Basso. "Sarà nostro dovere monitorare in maniera puntuale l'evolversi della situazione alle Presse di Mirafiori", ha aggiunto.

pc 12 gennaio - Olivetti, parte un altro processo importante contro i padroni assassini

Via al processo per l'amianto all'Olivetti

Ivrea, la prossima udienza il 25 gennaio. Annunciati 134 testimoni. Presente uno solo dei 18 imputati. Udienza aggiornata al 25 gennaio. Fra i rinviati a giudizio, i fratelli De Benedetti, Corrado Passera, Camillo Olivetti

Saranno 134 i testimoni, 28 i consulenti e 23 le udienze fissate per ora del processo per le morti da amianto all'Olivetti che si è aperto questa mattina nell'auditorium del liceo Gramsci di Ivrea che darà ospitalità al dibattimento da oggi e fino a oltre metà luglio perché gli uffici giudiziari della città non dispongono di aule sufficientemente grandi per celebrare il dibattimento. Il giudice Elena Stoppini dal palco ha fissato le prime tappe tecniche davanti a decine di avvocati seduti in platea dietro un lungo tavolo con cinque microfoni, dalla parte della difesa. Il pubblico ministero, Laura Longo che sostiene l'accusa, dalla parte opposta con gli avvocati delle parti civili.

Dei 18 imputati era presente in aula soltanto Filippo Demonte Barbera (difeso dall'avvocato Claudio D'Alessandro) che è stato amministratore delegato della Ope, società controllata dalla Olivetti, dal novembre 1985 a giugno 1987. Ma man mano che si articoleranno le prossime udienze molti avvocati hanno annunciato la presenza dei loro assistiti, almeno quelli che si sottoporranno a interrogatorio. Demonte Barbera è accusato di omicidio colposo per la morte di un operaio che lavorava negli stabilimenti di San Bernardo a giugno 2012. "Non ho mai saputo che all'epoca ci fossero problemi legati alla pericolosità per i lavoratori esposti alle fibre di amianto - ha detto Demonte - e non ero uno dei dirigenti responsabili della tutela dell'ambiente. Sono venuto a conoscenza del problema amianto da un amico che lavorava in California dove si iniziava all'epoca a bonificare. In quegli anni si sapeva solamente della pericolosità del silicio". "Mi spiace - ha aggiunto - che oggi si ricordi l'Olivetti solo per queste morti, è stata una azienda che ha dato molto a me ma anche alla collettività".

Fra gli imputati figurano Carlo e Franco De Benedetti, Camillo Olivetti, e l'ex ministro Corrado Passera per un caso di lesioni. Telecom Italia che ha acquisito Olivetti è citata come responsabile civile. Al vaglio del Tribunale ci sono dodici casi di morte e due di lesioni. Tra le parti civili ci sono i sindacati, l'Inail, il Comune di Ivrea e la Città metropolitana di Torino, oltre ai parenti delle vittime.

Nel corso della prima udienza si sono discusse le incombenze preliminari e il ricongiungimento del procedimento nei confronti di un diciottesimo. Il pm Laura Longo ha accennato anche a nuove attività di indagine, recentissime, nello stabilimento dismesso di Scarmagno dove sono in corso accertamenti per accertare se vi sia ancora presenza di amianto. Il pubblico ministero che in alcuni passaggi dell'udienza è stata affianca dal procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, ha chiesto anche la lettura delle deposizioni rese dalle vittime nella fase delle indagini preliminari, deposizioni che non saranno ripetibili in aula perché nel frattempo sono decedute. Ma il giudice ha respinto la richiesta. La prossima udienza sarà il 25 gennaio

pc 12 gennaio - Renzi fa un altro importante passo verso il moderno fascismo: approvata la Riforma della Costituzione...

Renzi è ancora una volta trionfante perché è passata in parlamento la legge di riforma costituzionale che prevede innanzi tutto l’abolizione di fatto del senato. Per agevolare la sua approvazione aveva promesso che subito dopo la legge sarebbe stata sottoposta a referendum popolare, referendum che gli piace chiamare confermativo. Dire confermativo suona meglio che dire abrogativo, è un giochetto psicologico che vuole indicare che ci si aspetta solo la conferma, e Renzi queste uscite populiste le conosce bene e le usa. In questo senso la manovra del referendum è servita ad anticipare tutti quelli che si sarebbero opposti a questa riforma perché la ritengono pericolosa per la “democrazia” in questo paese, e che infatti hanno già organizzato un Comitato per il no.

Questa riforma vuole di fatto al massimo accentrare il potere nelle mani del governo e del suo capo: senza il senato si accelera l’approvazione delle leggi; si accentrano i poteri che prima erano delle regioni, per cui il governo avrà mano libera sui settori più importanti, come riporta tutto contento il Sole24Ore: “Tornano allo Stato materie “core” per la tenuta e lo sviluppo del Paese: reti, infrastrutture, energia, comunicazione e professioni.” E a scanso di equivoci c’è pure “la clausola di supremazia”, proprio così!, che dice che lo Stato interviene anche quando una materia non è di sua competenza ma se lo richiede l’“interesse nazionale”. Insomma una legge per “rottamare” il vecchio modo di governare e mettere tutto l’apparato istituzionale al completo servizio dei padroni.

pc 12 gennaio - Da Taranto parte un ciclo di presentazioni di un libro imprescindibile per capire la questione ILVA-Taranto da un punto di vista di classe - richiedere slaicobasta@gmail.com 3475301704


pc 12 gennaio - Disponibili in italiano gli atti del convegno di Parigi del 21 novembre scorso - richiedi a: pcro.red@gmail.com