sabato 3 gennaio 2026

pc 3 gennaio - Proteste in Venezuela - sono da istagram

 The people will not be cowed! No to the imperialist terror, no to wars of aggression! ⚒️🚩

https://www.instagram.com/reel/DTDb25kDFXm/?igsh=M2ZyZHp3d25oZ2Fu

https://www.instagram.com/reel/DTDcBoqjJ4M/?igsh=MTdsMnllc3o5NWwxZQ==

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https://www.instagram.com/p/DTDcJAMiPT4/?igsh=MXV2NnppMXBtOGtucg==

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pc 3 gennaio - Davanti il consolato USA di Palermo: YANKEE GO HOME!

 




Intervento contro il governo moderno fascista complice Meloni


pc 3 gennaio - un commento di un compagno operaio da Taranto che invita alla lotta e alla fiducia

 Il Nobel per la pace alla schifosa filosionista e filoimperialista Maria Corina Machado è stato funzionale e propedeutico a questo atto piratesco prima e terroristico poi, probabilmente ne sarà contento anche Saviano che aveva salutato con entusiasmo quell'atto da carogne.

Trump è l'estremizzazione di quanto gli Stati Uniti hanno sempre fatto da oltre un secolo a questa parte, ed i vassalli in questa Europa andata a male dal puzzo di cadavere ne salutano con fervore l'audacia della rapina delle riserve petrolifere. Tutto quello che sta accadendo in questi tempi più bui del medioevo non fa altro che accelerare il processo di rivoluzione popolare e proletaria e la fine dell'imperialismo.

Come sosteneva Marx, il capitalismo produce intrinsecamente le condizioni per il suo superamento e, date le circostanze, potremmo vivere abbastanza per vederlo coi nostri occhi e sperimentarlo in prima persona.

pc 3 gennaio - Dagli USA - proteste alla Casa bianca e in molte città

From USA - Protests called for Venezuela in several US cities

Washington, Jan 3 (Prensa Latina) The anti-war coalition ANSWER called for an urgent mobilization in the United States in support of Venezuela in response to the treacherous attack ordered by President Donald Trump against the South American nation.

Under the slogan “No to war against Venezuela!”, thousands of people are expected to join the planned demonstrations in the capital, in front of the White House, and in other cities across the country.

According to the call, peaceful protests will also be held in Anchorage, Alaska; Charlotte, North Carolina; Eugene, Oregon; Los Angeles, San Diego, and San Francisco, California; as well as in New York City; Pittsburgh, Pennsylvania; Phoenix, Arizona; San Marcos, Texas; and Savannah, Georgia.

“This morning, Caracas was bombed after weeks of threats from Trump that a ground invasion of Venezuela would soon begin,” ANSWER said.

This could be the beginning of another war, based entirely on lies, the organization warned, insisting that “more than 70% of people in the United States oppose another war.”

“Our public funds should be used for the needs of the people!” it added, demanding that the violence not be “in our name.” “We must reject another endless war for profit!” it emphasized.

This war is not about drug trafficking or democracy, but about stealing Venezuela’s oil and dominating Latin America, ANSWER stressed.

The text accompanying the call to action emphasized: “We must take to the streets and say no to another endless war! The people of this country do not want another war! A US war would bring death and destruction to the Venezuelan people.”

jdt/arm/arc/dfm

pc 3 gennaio - Sulla pelle e sul sangue dei proletari e masse popolari indiane si rafforza la borghesia indiana e l'imperialismo

potenze economiche

L’India diventa la quarta economia più grande al mondo (e supera il Giappone)

di Alessia Conzonato

Secondo la revisione economica di fine anno del governo indiano, il Pil del Paese è di 4,18 trilioni di dollari. Ma l’ufficialità del sorpasso del Giappone da parte dell’Fmi arriverà nel 2026

L’India ha superato il Giappone ed è diventata la quarta potenza economica al mondo. È quanto risulta dalla revisione economica di fine anno del governo di Nuova Delhi, pubblicato nella serata di lunedì 29 dicembre, secondo cui il Prodotto interno lordo del Paese ha raggiunto i 4,18 trilioni di dollari (3,555 trilioni di euro). La conferma del sorpasso non è ancora ufficiale, dal momento che il compito di renderla tale spetta al Fondo monetario internazionale, che confronterà i Pil dei diversi Paesi e stilerà le classifiche ma secondo cui l’India non conquisterà il traguardo prima del 2026, quando stima che il suo Pil sarà di 4,51 trilioni di dollari, rispetto ai 4,46 trilioni di dollari del Giappone.

Le previsioni

Sempre secondo l’Fmi, Stati Uniti, Cina e Germania sono, in quest'ordine, le maggiori economie mondiali. Secondo le previsioni della revisione economica del governo indiano, entro tre anni l’India

pc 3 gennaio - Infame e criminale attacco imperialista americano al Venezuela - preso e rapito il legittimo presidente Maduro

Morte all'imperialismo principalmente yankee

yankee go home

solidarietà al Venezuela e alle masse popolari venezuelane  

Il vaso è colmo - denuncia mobilitazione azione 

proletari comunisti/PCm Italia 

Intorno alle 2 del mattino (ore 7 in Italia) alcune esplosioni si sono verificate nella capitale del Venezuela mentre il rombo di alcuni aerei veniva avvertito in tutta la città. E’ stato confermato che si tratta di un attacco aereo da parte delle forze armate statunitensi.

Sui social network sono visibili immagini di grandi incendi con colonne di fumo nella parte sud e est della capitale. Le prime notizie parlano di fiamme (nella foto d’apertura) nell’aeroporto di La Carlota. Ma l’attacco sarebbe esteso anche ad altre zone della città. In particolare si segnalano bombardamenti su Fuerte Tiuna e 4F.

Esplosioni sono state registrate anche a El Valle, Los Proceres, La Pastora, 23 de Enero. Sarebbe stato colpito anche un centro comunicazioni a El Hatillo. Sono state segnalate detonazioni in altre zone del Paese, come La Guaira (a nord, vicino a Caracas), Higuerote (a nord, nello stato di Miranda) e Maracay, capitale dello stato di Aragua (a nord).

Il Canal 24 di TVE riferisce che sono state registrate esplosioni anche all’aeroporto di Higuerote, a circa due ore dalla capitale del paese, così come a La Guaira, una zona costiera situata a circa 30 minuti dalla città.

Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha assicurato che “in questo momento stanno bombardando Caracas”. “Allertate tutti, hanno attaccato il Venezuela. Bombardano con missili,” ha detto Petro nel suo account su X, in cui ha convocato una riunione di emergenza dell’Organizzazione degli Stati Americani e dell’ONU.

Venerdì scorso, Trump aveva annunciato un attacco contro “una grande struttura”  nell’ambito della sua campagna contro il Venezuela.

Trump ha indicato che l’attacco è avvenuto su un molo, ma non ha specificato l’area geografica dell’attentato. Come riportato dal New York Times lunedì, la Central Intelligence Agency (CIA) degli Stati Uniti ha effettuato un attacco con droni su una struttura portuale in Venezuela la scorsa settimana.

comunicato emesso dalla Repubblica Bolivariana del Venezuela:

La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, condanna e denuncia alla comunità

pc 3 gennaio - Da Angela Lano/infoPal, una delle inquisite nella montatura giudiziaria contro Hannoun e palestinesi

Siamo in una pericolosa spirale totalitaria: tra necropotere e morte dello stato di diritto

Di Angela Lano. 

Da alcuni anni siamo pienamente entrati in una pericolosa spirale totalitaria: operazioni di guerre biologiche; guerra USA-NATO contro la Russia per interposta Ucraina – ancora in corso e verso rapidi orizzonti di guerra mondiale, voluta dalle elite corrotte e guerrafondaie europee, sempre più lontane e scollegate dai popoli che governano e da cui sono profondamente disprezzate. E, dal 2023 in poi, siamo spettatori impotenti del genocidio gazawi e dell’espansione del colonialismo di insediamento israeliano in tutta la Palestina storica, in Libano e in Siria…

Mentre il Sud globale si stacca dall’Occidente egemonico e strutturalmente bellico e violento e non ne vuole più sapere di guerre, massacri, furti e pirateria di risorse, il Sistema-mondo (i colleghi incolti si leggano Grosfoguel e Quijano) imperniato sui disvalori di 500 anni di colonialismi brutali e genocidari (leggere David Stannard) volge gli artigli repressivi e totalitari verso tutte le forme di dissidenza, di difesa dei popoli oppressi e di informazione indipendente. E il passo verso la persecuzione politica è breve o immediato, come in tutte le dittature.

Sistema-Italia e vassallaggio.

Il Sistema-Italia, vassallo della più ampia struttura egemonica occidentale e sionista in declino (il sionismo niente altro è se non un’emanazione del colonialismo occidentale, e suo braccio armato

pc 3 gennaio - GLI STATI UNITI DEL FASCIO IMPERIALISTA E CRIMINALE TRUMP BOMBARDANO IL VENEZUELA

"...  siamo contro l'intervento dell'imperialismo americano senza se e senza ma. Siamo contro la salita al potere che sarebbe comunque di stampo golpista delle forze reazionarie che apertamente stanno sostenendo questo intervento per essere portate dai marines al potere ... 

"Nello stesso tempo per tutti i paesi dell’ America Latina la questione di fondo è come attraverso una guerra popolare i proletari, i contadini e le masse popolari di questi paesi potranno in via definitiva liberarsi dell'imperialismo e dei loro servi"

dalla Controinformazione Rossoperaia del 4 novembre 2025

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Yankee go home! Fermare l’aggressione imperialista USA in Venezuela

Immagine che contiene testo, mappa, Carattere, schermata

Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.

Imperialismo è guerra, è rapina, è oppressione delle nazioni e dei popoli oppressi, è neocolonialismo.

Abbiamo ampiamente parlato di quello che a livello mondiale avviene nei confronti della Palestina e non ci torniamo se non ribadendo la necessità di proseguire la mobilitazione operaia, studentesca e popolare nei confronti dello Stato Sionista di Israele, dell'imperialismo americano e i loro piani e a sostegno del popolo palestinese, in particolare della sua resistenza armata in una situazione così difficile.

Ma Trump, l'imperialismo americano, come si sa, ha aperto tutti i fronti all'insegna del MAGA, a “fare l'America più grande” e si intende, in certi aspetti, a tentare disperatamente di riaffermare l’egemonia e il dominio americano nel mondo su tutti i piani. E' chiaramente per gli Stati Uniti è sempre stato estremamente importante il cosiddetto “cortile di casa”, vale a dire i paesi dell'America Latina.

C'è una lunga storia qui del dominio americano, dei colpi di Stato e dei regimi instaurati in questi paesi a servizio dell'imperialismo americano e subordinati e guidati spesso direttamente dagli Usa, soprattutto per quanto riguarda il suo aspetto militare, attraverso la CIA, il Pentagono e così via.

Trump rilancia alla grande questa politica e in particolare la rilancia in questi giorni, in queste ore, nei confronti del Venezuela.

L'intervento americano in Venezuela è però un intervento rivolto a tutta l'America Latina per dire a tutti che o i governi sono allineati agli interessi dell'imperialismo americano e pongono un freno alla penetrazione di Cina e Russia in questi paesi sul piano economico e secondariamente sul piano diplomatico e militare, oppure l'imperialismo americano si arroga il diritto di intervenire con i più svariati pretesti in questi paesi per imporre con la forza dell'intervento militare dei regimi ad esso favorevole, facendo leva sia sulle forze all'interno di questo paese dell'esercito, militari, sia sulle forze politiche e le classi dominanti di borghesia compradora, di latifondisti presenti, perché siano insediate con la forza al potere queste forze e gli interessi americani vengano difesi all'interno di essi, perché i servi americani sia economici, politici, diplomatici e militari possano beneficiare.

pc 3 gennaio - Nuovo anno? Marx sempre "nuovo"...

Nell'ultima lezione del 2024 della Formazione marxista su Il Capitale di Marx trattante il plusvalore, il Prof. Di Marco segnalò e invitò a leggere queste pagine che seguono dei Grundrisse - Lineamenti fondamentali della critica dell'economia politica - Le pubblichiamo, dandoci appuntamento alla nuova lezione che si terrà possibilmente (date le tante attività e manifestazioni) in questo mese.



pc 3 gennaio - Lettura critica di un’ordinanza giudiziaria

 Nur. Questo carosello non è una difesa di qualcuno. È una lettura critica di un’ordinanza giudiziaria. Dentro le oltre 300 pagine dell’ordinanza di Genova emergono elementi che vanno oltre le singole imputazioni: un metodo che seleziona i fatti, svaluta le evoluzioni politiche, adotta senza verifica le narrative di un esercito genocidario e trasforma ipotesi interpretative in certezze accusatorie.

Quando un documento politico viene dichiarato “finto” per principio. Quando una rivoluzione studentesca viene letta come jihadismo, soltanto perché sono studenti musulmani e non occidentali. Quando ONG e solidarietà vengono trattate come sospette per definizione.

Non sono in gioco solo delle persone: è in gioco: la solidarietà per Gaza, la libertà di parola, lo Stato di diritto.

Quando aiutare le vittime diventa reato, il diritto smette di essere neutro. Questa ordinanza non è solo debole. È pericolosa, perché: normalizza la criminalizzazione del dissenso, trasforma la solidarietà in crimine, legittima una lettura orientalista e suprematista riguardo a tutti i musulmani. Difendere la Palestina oggi significa difendere anche la democrazia qui. Questo lavoro nasce dall’esigenza di documentare, verificare, mostrare. Perché la democrazia non si difende con il silenzio, ma con lo sguardo critico.

NUR – Narrazioni Umane di Resilienza


venerdì 2 gennaio 2026

pc 2 gennaio - Ex ILVA - al peggio non c'è mai fine: il fondo Flaks legato al movimento sionista Chabad

8 gennaio presidio slai cobas per il sindacato di classe portinerie ex ILVA Taranto

Ex Ilva: trattative tra governo e fondo speculativo Flacks, legato al movimento sionista Chabad

Ultimo dell’anno amaro per migliaia di operai ex-Ilva. Il multimiliardario Micheal Flacks, fondatore e presidente di Flacks Group, ha annunciato via profilo Linkedin un “accordo raggiunto con il Governo italiano per l’acquisizione dell’ex Ilva”.

Il fondo speculativo statunitense – dopo la rottura totale, a novembre 2025, tra governo e sindacati del tavolo di trattativa dell’ex-Ilva e del destino di 8.500 operai – ha allungato la mano su Acciaierie d’Italia di Taranto, il più grande impianto siderurgico integrato d’Europa.

Fonti vicine al dossier ex Ilva precisano che al momento è “solo” iniziata una trattativa in esclusiva serrata del gruppo Flacks con i commisari di Ilva e di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Secondo Flacks “il Governo italiano rimarrà un patner strategico con una quota del 40%”, mentre il fondo speculativo statunitense detiene “un’opzione per acquisire il 40% in futuro”.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Gianmario Leone, giornalista del Corriere di Taranto, sottolinea come il presidente del gruppo Michael Flacks sia stato ripetutamente finanziatore di movimenti sionisti e colonialisti di Israele.

In diverse occasioni, la Flacks Family Foundation e lo stesso Michael Flacks hanno annunciato finanziamenti a favore dello Chabad, movimento chassidico globale dell’ebraismo ortodosso che

pc 2 gennaio - Sempre più stretti i legami tra imperialismo, padroni italiani e padroni/regime fascista hindutva Modi India

 infostampa

Fincantieri rafforza il legame con l’India nella difesa navale

La cooperazione industriale tra Italia e India compie un passo avanti nel navale militare. Fincantieri, tramite WASS, ha ottenuto una commessa da oltre 200 milioni per la fornitura di siluri pesanti alla Marina indiana. La produzione avverrà in Italia, con consegne tra 2028 e 2030, rafforzando la presenza del gruppo in un mercato strategico e confermando il valore delle tecnologie subacquee italiane

La cooperazione industriale tra Italia e India nel settore della difesa navale registra un nuovo passaggio. Fincantieri, attraverso la controllata WASS Submarine Systems, si è aggiudicata una fornitura di siluri pesanti per la Marina indiana, destinati ai sommergibili attualmente in servizio. L’operazione consolida il posizionamento del gruppo italiano in uno dei mercati considerati più dinamici nel comparto navale militare.

La commessa e i sistemi coinvolti

Il contratto riguarda la fornitura dei siluri Black Shark Advanced (BSA), sistemi d’arma heavyweight progettati per l’impiego subacqueo. Il valore dell’intesa supera i 200 milioni di euro, configurandosi come la commessa più rilevante mai ottenuta da WASS, ed è destinato a equipaggiare sei sommergibili

pc 2 gennaio - Presidio al carcere di Milano per Hannoun e tutti i palestinesi arrestati

pc 2 gennaio - Oggi a Bergamo presidio contro la montatura giudiziaria e poliziesca. Libertà per Hannoun e tutti gli indagati palestinesi


Questo è il testo della Rete Bergamo per la Palestina:

PRESIDIO | LA RESISTENZA NON SI ARRESTA
LIBERTÀ PER ANAN, ALI, MANSOUR, HANNOUN, AHMAD SALEM E TAREK

La Rete Bergamo per la palestina esprime massima solidarietà con i compagni e le compagne arrestate in questi giorni. La solidarietà con il popolo palestinese non è terrorismo. La resistenza a un governo e stato fascista occupante non è terrorismo. La resistenza e la solidarietà con un popolo oppresso non si arresta e non si processato. Scendiamo in piazza per chiedere la liberazione immediata di Anan, Ali e Mansour, e di tutti i prigionieri dello stato per il loro sostegno alla causa palestinese. 

I prigionieri politici sono in prima linea nella lotta al sionismo e all'imperialismo, ed è nostro dovere sostenerli. In un'Italia che criminalizza la Resistenza e mira a dividere e demoralizzare, l'unica risposta possibile è la lotta e la costituzione di un fronte unito contro la repressione.

🔻CONTRO LA REPRESSIONE E LA CRIMINALIZZAZIONE DELLA RESISTENZA
🔻SCENDIAMO TUTT* QUESTO VENERDÌ

pc 2 gennaio - In morte di Mohammad Bakri, palestinese

di Maurizio Fantoni Minnella (sue anche le foto di Mohammad Bakri)

Come se fossi già morto prima d’ora…

So cos’è questa visione, so che

Sto andando verso l’ignoto. Forse

In qualche luogo continuo a esser vivo

E so ciò che voglio…

Un giorno sarò ciò che voglio

Mahmoud Darwish, da Murale

Io penso sempre a che cosa significhi essere palestinese: a partire dagli ultimi sessant’anni noi non possiamo più mostrare la bandiera palestinese. Se tu vuoi esporre la bandiera palestinese, finisci in prigione. Molti giovani qui furono arrestati negli anni ’70 e ’80 perché esibivano la loro bandiera. La parola “Palestina” non deve essere mai usata. Molte volte sono state invitato da persone a non pronunciare il nome della Palestina. Mi trovavo in una conferenza, ad un meeting e dicevo “sono palestinese” e alcuni si avvicinavano e mi dicevano “perché dici palestinese, tu sei “arabo-israeliano” e io rispondevo no, io sono palestinese. Arabo è una parola troppo generale, io sono palestinese, arabo, in Israele. Per molti anni ho pensato a questa identità, non perché io sia nazionalista, no, io sono comunista, credo nell’Internazionale, ma a volte, quando dipingono il profeta Mohamed come un demonio, io divento musulmano, devi diventare musulmano per proteggere la tua religione, non perché tu sia religioso. La stessa cosa mi succede per la questione palestinese. Quando tentano di farti diventare ebreo, israeliano, devi proteggere te stesso, la tua anima, il tuo corpo, la tua identità, perché tu sei responsabile. Io sono un padre, ho sei figli, devo dare loro amore, fiducia nel vivere in questo mondo meraviglioso…la vita è dura…e devo dare loro gli strumenti per non perdersi, vediamo molte persone pazze a Roma, a New York, e a Parigi, perché hanno perso la loro identità, hanno perso il loro faro, a volte bisogna essere un faro, durante il giorno, non di notte, durante il giorno per dire ai figli come affrontare la dura realtà. Israele è una dura realtà per i palestinesi, una realtà molto dura, e per esistere devi essere orgoglioso, se non sei orgoglioso, sarai come un’ameba, io non sono un’ameba, ho braccia, orecchie, occhi, corpo, testa e cuore. Noi non siamo amebe. Noi siamo essere umani, e siamo palestinesi. E in un modo o in un altro Israele mi spinge a essere palestinese.

Così nel 2012 si esprimeva davanti alla telecamera Mohammad Bakri (1953-2025) (1), attore di teatro e cinema, filmmaker palestinese di grande fama anche fuori da Israele dove aveva sempre vissuto, durante

giovedì 1 gennaio 2026

pc 1 gennaio - Torino Askatasuna vive più che mai - Che la festa cominci!

 

 |  01 Gennaio

Striscione e slogan: «Askatasuna non si tocca, la difenderemo con la lotta»

La «street parade» ha raggiunto viale Ottavio Mai e si è fermata di fianco al Campus Einaudi, una delle sedi dell’Università di Torino. Una decina di attivisti si è arrampicata sugli antichi gasometri per esporre un grosso striscione: «Sono ancora in giro le ragazze di Vanchiglia». Il lancio di fuochi d’artificio è stato accompagnato da un coro che ha fatto da colonna sonora nei momenti dello sgombero del centro sociale: «Askatasuna non si tocca, la difenderemo con la lotta». 

 |  01 Gennaio

Primi momenti di tensione, lancio di petardi e lacrimogeni

Primi momenti di tensione in corso San Maurizio. L’idrante e lacrimogeni hanno risposto al lancio di petardi e fuochi d’artificio contro lo schieramento di polizia e carabinieri. Il corteo sta proseguendo verso Vanchiglia.

 |  01 Gennaio

Il corteo verso il quartiere Vanchiglia

Il corteo ha lasciato piazza Vittorio Veneto e si dirige verso Vanchiglia, il quartiere del centro sociale

pc 1 gennaio - Genova: la solidarietà non si arresta

pc 1 gennaio - Un augurio a tutti i proletari, i giovani, le donne che vogliano fare la cosa giusta

 

pc 1 gennaio - Con Hannoun Libero/liberi subito - pubblichiamo un'importante intervista fatta un anno fa da ORE 12 ad Hannoun


Redazione ORE 12 Controinformazione rossoperaia - L'intervista è stata fatta il 19 dicembre 2024 ed affronta questioni decisive per comprendere la situazione sociale, politica a Gaza, in Palestina, la resistenza le sue forze, il contesto internazionale, il ruolo dei paesi arabi, ecc. ecc.

La lotta per la Palestina è di fondamentale importanza oggi per la lotta dei popoli e dei proletari nel mondo, per questo vogliamo portare con la Controinformazione rossoperaia, quella che è la situazione oggi nel contesto internazionale e i suoi riflessi in Italia. 

Ne parliamo, oggi 19 dicembre 2024, con Muhammad Hannoun dell’Associazione Palestinesi in Italia (API) promotore e attivo da subito, dopo il 7 ottobre, delle mobilitazioni che ininterrottamente ogni sabato si sono tenute a Milano, nella Milano Palestinese, e proprio anche per questo è stato colpito da un foglio di via della questura che gli impedisce di partecipare a Milano e inoltre è da tempo sotto pressione col tentativo di criminalizzare appunto la solidarietà alla Palestina, al popolo palestinese portata avanti da sempre dall'Associazione Onlus di Genova. Lo ringraziamo e vogliamo chiedere direttamente a lui di entrare un po' nel merito di alcuni punti.

Il primo punto riguarda la continuazione del Piano genocida di Netanyahu che vuole andare avanti per la distruzione della Resistenza e del Popolo palestinese e quindi secondo noi è necessario rispondere con l'unità e la continuazione della Resistenza, su questo vorremmo appunto capire com'è la situazione oggi. Anche alla luce di quello che sta emergendo in queste settimane sulla stampa in cui si parla di un “accordo” tra Fatah e Hamas per amministrare Gaza e quindi come sia appunto importante la gestione unitaria della situazione e l’alleanza tra le forze della Resistenza per fronteggiare lo stato attuale dell'aggressione oggi.

Anche in funzione di continuare la mobilitazione e la solidarietà internazionale e nazionale, ovviamente attraverso l’unità ma su delle parole d'ordine chiare a sostegno della Resistenza fino alla vittoria, fino a uno Stato palestinese dal fiume al mare, è proprio su questo punto che non ci possono, dal nostro punto di vista, essere divisioni ed è necessario proseguire a estendere la solidarietà anche tra i lavoratori e le masse che, necessariamente, si devono ancora mobilitare nel nostro paese.

Hannoun - Ciao carissimo, allora rispondo per punti, il primo punto è sul genocidio in corso nella Striscia di Gaza e sulla continuazione della resistenza a cui stiamo assistendo. Questo genocidio che ormai ha fatto circa 15 mesi, siamo alla 63° settimana del genocidio che rappresenta un record nella storia dell'occupazione nazi-sionista dei territori palestinesi, questo genocidio io lo vedo in tre direzioni diverse. Nella prima direzione il governo israeliano nazi fascista - di destra, ma non è che la sinistra cambia qualcosa, sia di destra che di sinistra che di centro sono tutti sionisti criminali - questo genocidio in corso è un genocidio diverso, nel senso che le guerre sulla Striscia di Gaza, sui palestinesi sono state sempre guerre, attacchi, aggressioni come li vogliamo chiamare limitate, magari ricordiamo la prima guerra su Gaza del 2008 a cavallo del 2009 e così via; le altre tre o quattro guerre duravano pochi giorni o poche settimane e con una limitata devastazione distruzioni, si parlava di centinaia, di migliaia di feriti, di morti palestinesi gazawi, però questa volta c'è stato un vero genocidio.

Ora parliamo di come è stato documentato dal ministero della Salute di Gaza. I morti hanno superato i 45.000 palestinesi, mentre per i feriti, e parlo di vittime documentate, perché sotto le macerie, si parla di altre decine di migliaia. Purtroppo non è possibile il salvataggio di queste vittime, per la mancanza dei mezzi, per le difficoltà di salvataggio, per la continua aggressione e per l'impossibilità di poter raggiungere i luoghi come per esempio Beit Lahia, Jabalia, Beit Hanun, Rafah o nelle zone del’Est di Khan Younis. I numeri documentati sono quindi 45.000 morti tra cui, si parla, il 60% è di bambini e donne, e oltre 107.000 sono i feriti. Non parliamo della devastazione, della distruzione totale, come dimostrano le immagini dai satelliti ,di alcune zone della Striscia di Gaza che sono praticamente completamente distrutte, rase al suolo; come annunciato il portavoce delle Nazioni Unite, l’80% delle strutture delle abitazioni di Gaza sono state completamente o parzialmente distrutte, con due milioni e di più ancora di cittadini evacuati, le strutture sanitarie sono ormai al collasso.

La situazione di questo genocidio è, come dicevo, diversa dalle altre aggressioni del passato, questa volta Netanyahu ha voluto mandare un messaggio ai palestinesi in primis e alla comunità internazionale di voler sterminare la popolazione palestinese, come hanno dimostrato le varie testimonianze dei soldati israeliani tornati dalla Striscia di Gaza che hanno confermato di aver avuto ordini chiari di uccidere. Per cui l'obiettivo è quello di sterminare i gazawi, di evacuare la Striscia di Gaza, di distruggere tutto ciò che sta in piedi nella Striscia di Gaza. Per cui questa volta hanno superato ogni limite e purtroppo tutto questo passa nel silenzio assoluto. La scusa di questo criminale governo israeliano è quella dì stroncare la resistenza palestinese. Questa è una frottola, perché quello che sta avvenendo è lo sterminio di tutti i palestinesi, la distruzione non delle caserme di polizia o dei soldati o della resistenza palestinese, ma invece di tutte le abitazioni, tutte le tende dove sono rifugiati questi profughi, questi evacuati, sfollati che hanno trovato una tenda o un riparo sotto le macerie, non sono stati risparmiati nemmeno loro. Per cui questa è frottola di stroncare la Resistenza palestinese è una bugia, perché quello che sta avvenendo è una distruzione totale di tutta la Striscia di Gaza.

Approfitto in questo senso parlando della Resistenza palestinese. Dopo circa 15 mesi di genocidio e di sterminio contro la popolazione di Gaza, questa resistenza sta affrontando l'aggressione nazi sionista con coraggio, con determinazione, con unità delle forze, l’unita di tutta la Resistenza palestinese. Per cui non si può parlare della Resistenza palestinese come solamente Hamas, anche se Hamas è il pilastro fondamentale di questa Resistenza, però anche le altre forze palestinesi della Jihad Islamica, di Al Fatah, del Fronte Popolare, di tutti i componenti della Resistenza palestinese sono uniti insieme per combattere

pc 1 gennaio - Caso Mohammad Hannoun, se anche la giustizia si trasforma in propaganda

Da kritica, un contributo di Tahar Lamri

L'ordinanza di custodia cautelare di Mohammad Hannoun è un caso da manuale di tesi precostituita a partire da un assioma: musulmano = terrorista.

L’ordinanza della Procura di Genova che dispone misure cautelari contro Mohammad Hannoun e altri membri dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese (ABSPP) è un documento monumentale: oltre 300 pagine di accuse, prove, ricostruzioni storiche e analisi giuridiche. Dovrebbe essere l’esempio di come la giustizia italiana affronta con rigore e obiettività un caso complesso e delicato.

Invece, quello che emerge da un’analisi attenta delle prime sessanta pagine – solo le prime sessanta, un quinto del totale – è qualcosa di profondamente diverso e inquietante: una sistematica opera di falsificazione storica, manipolazione dei fatti, omissione di prove contrarie e adozione acritica della narrativa di una parte in causa – Israele – per costruire un’imputazione che non si limita a colpire singoli individui, ma criminalizza l’intero universo del sostegno umanitario e politico alla causa palestinese.

In questo articolo documentiamo le falsificazioni più gravi individuate nelle prime sessanta pagine, ma non è un catalogo tecnico: è la storia di come la giustizia può trasformarsi in propaganda quando accetta di essere strumento di un’agenda politica.

Quando i premi Nobel diventano talebani: Il caso del Bangladesh

Cominciamo dalla falsificazione più grottesca, quella che più di ogni altra rivela il metodo e l’agenda di questo documento. Tra le pagine 23 e 25, in una sezione dedicata a dimostrare che “ogni movimento islamico è fondamentalmente jihadista”, il documento presenta la rivoluzione studentesca del Bangladesh del luglio-agosto 2024 come un esempio di violenza islamista comparabile alle azioni dei talebani.

Secondo l’ordinanza, nel 2024 studenti bengalesi perpetrarono “violenza diffusa indiscriminata” contro minoranze religiose, causarono “pesanti perdite” alle forze dell’ordine e si comportarono come estremisti religiosi. L’equiparazione è esplicita: siccome taliban in pashto significa “studenti”, allora gli studenti musulmani bengalesi (i quali ovviamente non parlano pashto) che manifestano sono, di fatto, talebani.

C’è solo un problema: questa versione è l’esatto opposto di ciò che accadde.

La rivoluzione del Bangladesh dell’estate 2024, conosciuta come “July Revolution” o “Gen Z Revolution”, fu un movimento pro-democrazia guidato da studenti universitari laici delle università più prestigiose del paese. Iniziò come protesta contro un sistema di quote per i lavori pubblici percepito come corrotto, e si trasformò in una rivolta popolare quando il governo della premier Sheikha Hasina rispose con una violenza brutale.

Le forze di sicurezza governative aprirono il fuoco sui manifestanti disarmati, uccidendo tra 800 e 1,400 persone – per lo più studenti. Il governo ordinò di sparare a vista. Le Nazioni Unite documentarono quello che definirono un assassinio di massa governativo, il “Massacro di luglio”. Non fu una violenza degli studenti: fu un massacro di studenti.

Quando il regime crollò, si formò un governo ad interim guidato da Muhammad