per portare il forte messaggio della grande manifestazione del 25 novembre contro la violenza sulle donne di Roma.
L'Mfpr, nel giorno del funerale di Giulia Cecchettin, rende iniziativa pratica l'appello del padre di Giulia verso gli uomini
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Ieri ai Cantieri Navali al turno pranzo le compagne Mfpr hanno portato agli operai il messaggio/informazione della grandissima manifestazione del 25 novembre contro la violenza sulle donne con un volantino ma anche con locandine affisse attorno alla fabbrica.
Femminicidi, stupri, molestie, 106 donne uccise e la maggior parte in famiglia ma la violenza è istigata anche dall’alto da questo governo Meloni di ideologia fascio-sessista e impregnato di personaggi fascisti al servizio dei padroni, quei padroni che per il profitto sfruttano operai e operaie fino ad ucciderli, come è successo a Luana, a Layla e ad Anila, operaie di un lunghissimo elenco, assassinate anche dalla violenza dello sfruttamento e oppressione padronale che è alla base di questo sistema capitalistico.
Diversi operai, nel sentire di cosa si trattava, si sono fermati, prendendo il volantino e hanno in generale espresso condivisione sulla questione della condanna dei femminicidi, oggi peraltro era il giorno dei funerali di Giulia Cecchettin, uccisa barbaramente dall’ex fidanzato, un operaio ha detto “se avessi potuto sarei andato al funerale della ragazza… non si può accettare tutto questo”, così alcuni operai hanno detto di avere visto le immagini della manifestazione di Roma e in particolare uno di loro, così come ci stanno dicendo altri lavoratori e lavoratrici in altri posti di lavoro, ha ribadito che “ neanche negli scioperi sindacali ci sono per ora questi numeri in protesta”, ma hanno espresso critiche a Landini condividendo la denuncia delle compagne del Mfpr sul fatto che la Cgil/Fiom non ha indetto neanche una protesta/sciopero su questa tematica, vedi anche gli scioperi dell’8 marzo indetti solo dai sindacati di base e di classe, per non parlare degli operai e delle operaie che muoiono in fabbrica…
Nello stesso tempo però alcuni operai se da un lato si sono detti d’accordo sul fatto che la violenza sulle donne in questo paese è una emergenza, “siamo noi uomini il problema…” ha detto un operaio, dall’altro hanno però posto alcune