Alla Stellanti di Melfi ormai si lavora una settimana SI e una NO, e dal 8 dicembre c'è il rischio di una chiusura della fabbrica fino a gennaio.
Gli operai e le operaie, usati secondo le esigenze dell'azienda, hanno un danno non solo economico, ma anche psicologico. Il capitale può programmare la sua attività, affinchè salvaguardi i suoi profitti e per risparmiare taglia sui costi del lavoro, in primis quello della forza-lavoro; gli operai invece devono subire sfruttamento quando lavorano e riduzione pesante del salario/cassa integrazione quando non lavorano, in una situazione in cui anche un salario pieno non basta assolutamente per vivere.
Vengono periodicamente annunciati nuovi modelli auto, ma i volumi restano sempre molto bassi; i prezzi delle auto aumentano e non c'è vendita. Poi mancano i pezzi, le forniture di componenti.
Basta un minimo blocco delle forniture perchè gli operai e operaie che arrivano alla fabbrica dopo ore di viaggio dai vari paesi della provincia e della Regione, si sentono dire che non c'è lavoro, che sono "messi in libertà", e che quindi devono tornarsene a casa con bus che non ci sono più.
Si può continuare a subire questa situazione?
Occorre dire "Basta", ribellarsi; almeno provare a farlo e vedere "l'effetto che fa". Proprio a Melfi questo è già successo e scoppiarono i 21 giorni. Oggi per difendere lavoro, salario, la vita stessa è necessario una nuova lotta.
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