sabato 25 luglio 2026

Venezuela: non è tattica, è capitolazione!,.. alla buonora signori revisionisti e pseudo antimperialisti

 

Venezuela: non è tattica, è capitolazione!

Abbiamo atteso il tempo necessario per fare tutte le verifiche prima di esprimere pubblicamente le nostre valutazioni sul processo controrivoluzionario avviato dalla nuova dirigenza della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Già la dinamica del sequestro a gennaio del presidente venezuelano Nicolàs Maduro e della compagna Cilia Flores da parte degli Stati Uniti aveva suscitato – e non solo a noi – legittimi e pesanti interrogativi.

Lo sviluppo degli eventi e delle scelte intraprese dalla leadership guidata dalla vicepresidente Delcy Rodriguez, ha via via reso evidente come quei dubbi siano stati confermati dai fatti che confermano un vero e proprio processo di liquidazione dell’esperienza rivoluzionaria e bolivariana del Venezuela avviata e costruita dal compagno Chavez.

Quelli che venivano presentati come cedimenti “tattici” per evitare un conflitto chiaramente asimmetrico con la potenza militare statunitense, si sono invece rivelati una consapevole capitolazione politica e ideologica su ogni terreno: da quello economico alla politica internazionale.

Il prezzo di questa capitolazione era già leggibile nell’immunità assicurata dall’amministrazione USA a Delcy Rodriguez rispetto ai procedimenti in corso in alcune corti federali statunitensi che invece tengono ancora in galera Nicolàs Maduro e Cilia Flores.

L’episodio che ha scritto parole definitive sul passaggio al campo nemico è stato l’incontro tra i dirigenti del PSUV – cioè del partito di governo – con esponenti delle autorità israeliane.

Quell’incontro infatti trascende dai rapporti tra Stati e quindi da protocolli e relazioni diplomatiche che talvolta prevedono anche rapporti controversi.

E’ stata dunque una scelta tutta politica del PSUV e dei suoi dirigenti. Ma è stata una scelta preceduta dagli incontri degli esponenti del PSUV al governo sia con esponenti dell’amministrazione Usa che con alti ufficiali politici e militari israeliani.

Incontri e relazioni ai quali faceva da contraltare la liquidazione di ogni solidarietà con Cuba sotto assedio e ogni gratitudine verso chi ha sacrificato 32 dei propri combattenti per proteggere il presidente Maduro o che per decenni ha fornito medici e insegnanti che hanno dato un contributo decisivo allo sviluppo sociale del paese.

Dover assistere a questo processo controrivoluzionario in un paese che, insieme a Cuba, aveva dato un contributo decisivo all’ondata progressista in America Latina, all’Alba e all’ipotesi del Socialismo nel XXI Secolo, è indubbiamente doloroso per migliaia di compagne e compagni ma, purtroppo, non è una novità né una sorpresa: è una conferma del carattere sempre contraddittorio del processo storico, incluso dei processi rivoluzionari in cui è debole la soggettività che li orienta e li guida.

E’ la conferma di come i partiti-Stato e i partiti di massa senza la selezione dei quadri, incorporino tutte le contraddizioni della società, inclusi l’opportunismo, la corruzione, la disponibilità al tradimento quando cambiano le condizioni. Lo abbiamo visto a cavallo degli anni Ottanta/Novanta in Europa, lo abbiamo visto nella stessa America Latina negli anni recenti in Ecuador, Bolivia, Perù.

Con questa nota poniamo fine a ogni tipo di relazione e fiducia verso i dirigenti venezuelani del governo e del Psuv ma continueremo a intrattenere rapporti con tutti quei compagni e compagne che in Venezuela mantengono una prospettiva rivoluzionaria nel solco del chavismo, a cominciare dai comitati dei barrios popolari, così come torniamo a chiedere la liberazione del Presidente Nicolàs Maduro e della compagna Cilia Flores.

Ci auguriamo che le forze sane del paese e della società trovino presto le occasioni e la forza per fermare e ribaltare il processo controrivoluzionario in Venezuela. 

Rete dei Comunisti, luglio 2026

 

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