Urgente necessità di una nuova campagna Palestina/ India a livello internazionale e in italia a settembre
verso una manifestazione a ROMA
sostieni organizzati con il comitato di sostegno internazionale alla guerra popolare in india
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Nonostante la sua vicinanza con Teheran, il Pakistan è riuscito ad approfittare della guerra con l’Iran per dotarsi di un certo credito diplomatico, spendendosi per la cessazione.delle ostilità.
L'India ha fatto una scelta diversa: quella del sostegno ‘incondizionato al suo alleato israeliano al quale ha fornito le armi per Gaza con cui manifesta convergenze ideologiche
Dalla nostra inviata speciale CAMILLE AUVRAY *
Qualche giorno prima dell’aggressione dell’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, nel febbraio 2026, il primo ministro indiano Narendra Modi raggiunge Tel Aviv per una visita ufficiale che si conclude con un rafforzamento delle retlazioni bilaterali per il.tramite di «un partenariato strategico speciale per la pace, l’innovazione e la prosperità», tornato a Nuova Delhi, Modi non condanna gli
attacchi americani e israeliani, si accontenta di manifestare la sua «viva preoccupazione».
Ha mostrato minor moderazione all’indomani dei 7 ottobre 2023. All’epoca, Modi è uno dei primi capi di stato a condannare l’attacco di Hamas, irrimediatamente definito «terroristico», e a intensificare gli interventi di supporto a Tel Aviv, come l’invio di migliaia di operai edili per compensare la caduta di mano d’opera legata alla cancellazione dei permessi di lavoro concessi ai gazawi il 10 ottobre.
La galassia suprematista vicina al partito di Modi — il Bharatiya janata party (Bjp) —
prende allora rapidamente il sopravvento, organizzando numerosi raduni a sostegno di Israele al grido di «Viva l’India, viva Israele e inondando la rete, da cui proverrebbe un’ampia mag»-
gioranza dei messaggi pubblicati su X con l’hasthag #]sraelUnderAttack («Israele sotto attacco») e #IstandWithIsrael («Sto con EIsraele»} (1).
Nel maggio 2024, l’India vota per l’ammissione dello Stato di Palestina nell’Organizzazione delle Nazioni unite {(Onu) ma, da molti anni, sì astrene spesso sulle risoluzioni che chiamano in causa Israele, Sono molti gli elementi che rivelano com
L’India, ex colonia britannica, è uno dei primi paesi a opporsi alla dichiarazione Balfour del 1917, che sosteneva Îa creazione di una «dimora nazionale per il popolo ebraicoe Modi incrementi con metodo un divario strategico che allontana sempre più il gigante sud asiatico dalla sua storica posizione filopalestinese.» in Palestina, allora sotto la dominazione ottomana. «La Palestina appartiene agli arabi come l'Inghilterra appartiene agli inglesi, o la Francia ai francesi (2)», scrive nel 1938 Mohandas Karamchand Gandhi, padre della lotta per l’indipendenza indiana. Nel 1947, Nuova Delhi vota contro la spartizione della Palestina all’Assemblea generale delle Nazioni unite. L’India è anche il primo paese non arabo a riconoscere l’Organizzazione per la liberazione della Palestina {Olp) come rappresentante dei palestinesi e ad accogliere Yasser Arafat con gli onori di un capo di Stato. Nel 1950 riconosce Israele, ma offre unicamente un ufficio per l’immigrazione a Bombay, a più di mille chilometri dal quartiere delle ambasciate di Nuova Delhi (posizioneche Israele otterrà solo nel 1992).
Un nemico comune,il «terrorismo»
Tuttavia, dietro le quinte, Nuova Delhi corteggia Tel Aviv e le sue competenze militari, Nel 1962, al tempo del conflitto con la Cina nella regione himalajiana, il primo ministro indiano Javaharla Nehru chiede un sostegno militare al suo omologo israeliano David Ben Gurion. Suggerisce che le navi cariche di armi non battano bandiera israelana, ipotesi negatagli. Negli anni 1960, Nuova Delhi, pur negandolo in via ufficiale, riceve alcuni pezzi grossi dell’esercito israeliano insieme
a rappresentanti del Mossad per giovarsi delle loro competenze militari. Nel1984, un commando dell’esercito indiano, formato da una forza speciale del Mossad, attacca { gruppi armati sikh nel Punjab.
Agli inizi degli anni 1990, l’obsolescenza dei materiali sovietici di cui è dotato l’esercito indiano, l’assenza di una propria industria militare e la liberalizzazione dell’economia spingono Nuova Delhi ad avvicinarsi ulteriormentea Tel Aviv. Nel 1998, tre test nucleari indiani causano l’embargo tecnologico contro il paese, ma Israele continua a rifornire il suo partner e quando, un anno dopo, l’esercito indiano è a corto di munizioni nel conflitto contro il Pakistan, è di nuovo Tel Aviv a
correre in suo soccorso. Negli anni successivi, le competenze israeliane vengono utilizzate contro i movimenti autonomisti del Kashmir e la guerriglia rivoluzionaria naxalita . In seguito, continuano
ad alimentare poco a poco le politiche contro-insurrezionali del paese.
Oggi, Nuova Delhi è il maggior acquirente di armi israeliane, per circadue miliardi di dollari l’anno, ossia più del 40% delle commesse israeliane. Israele è al terzo posto dei paesi fornitori dell’India, dopo la Russia e la Francia. Attualmente, l’India vende agli israeliani le sue attrezzature militari —
come è stato rielato da un video dove si legge «Made in India», sopra i resti di un missile lanciato sui rifugiati gazawì da un aereo israeliano (3).
Ma, dopo l’arrivo al potere di Modi, il principale motore di questa alleanza è ideologico. Scaturisce dalla vicinanza della corrente politica rappresentata dal primo Ministro indiano, l’hindutva, con il sionismo. Una promuove un’India riservata agli indù, l’altra unIsraele riservato agli ebrei. Entrambe, per raggiungere i propri scopi, fanno largo uso della pulizia etnica, della colonizzazione interna e dell’islamofobia di Stato. È senza dubbio questa la ragione per cui la moglie del primo mi-
nistro israeliano Benjamin Netanyahu ha indossato abiti d’arancione per accogliere Modi all’aeroporto, in occasione della visita dello scorso febbraio: il colore del Rashtriya swayamsevak sangh (Rss), l’organizzazione centenaria suprematista indù che l’ha formato politicarnente, { due Stati sì compiacciono frequentando un campo lessicale comune; glorificano il prestigio delle lo- .
ro «antiche civiltà», «reciprocamente legate da più di duemila anni»: di «grandi democrazie» assediate dallo stesso nemico, il «terrorismo» (4).
L'interesse dei nazionalisti indù per il Sionismo non ha pari se non quello che provano per il nazismo, assurto a fonte di ispirazione per risolvere il«problema musulmano» (5). În un mon-
do dopo Gaza (Guanda, 2025), l’intellettuale indo-britannico Pankaj Mishra racconta della sua famiglia nazionalista e di un manifesto dell’ex capo di stato maggiore israeliano Moshe Dayan
(1915-1981), appeso per lungo tempo al muro della sua camera. Per questa scuola di pensiero, il modello sionista eccelle nella capacità di elevare i musulmani a nemici al tempo stesso internì ed esterni. «Che li si chiami palestinesi, afghani o pakistani, la radice del problema, per gli indù e gli ebrei, è l'islam{6)», scrive ad esempio Rohit K. Vyasmaan, leader della corrente statunitense dell’organizzazione fascista Bajrang Dal è fondatore del movimento Hindu-Jewish unity.
Su numerose emittenti private reazionarie del paese, i presentatori ripetono fino alla noia il loro sostegno a Israele, «Siamo vittime degli stessi radicali jihadisti terroristi di cui è vittima Israele,
Israele combatte questa guerra per tutti noi, taglia corto per esempio Amab Goswami dal canale Republic media network.
Arresti di sostenitori pro-Palestina
In un paese in cui le pratiche di boicottaggio sono state il perno della lottaper l’indipendenza, gli appelli al rifiuto del commercio con Israele sono stati rari. La fabbrica indiana Maryan apparel privated limited che per otto anni ha prodotto uniformi per a polizia israeliana, ha rifiutato nuovi ordini dall’ottobre 2023 in reazione ai bombardamenti di Israele su Gaza. Nel febbraio 2024 il sindacato dei portuati legato al Partito comunista indiano la Water transport workers federation,
minaccia di non caricare le navi che trasportano armi destinate alla guerra contro Gaza, Îl 21 ottobre 2024, il Partito comunista organizza una manifestazione davanti alla fabbrica Elbit a Hyderabad imponendo l’immediata interruzione della produzione di armi per Israele.
Per quel che riguarda i raduni in solidarietà con la Palestina, centinaia di manifestanti sono stati posti in custodia cautelare per violazione dell’ordine pubblico o attentato all’unità nazionale e alla sua integrità. 78° Giorno dell' lsraele, tenutasi al St, Regis Hotel di Parei
Nelle moschee, sono state proibite le preghiere per Gaza. Le bandiere palestinesi state regolarmente confiscate e i gruppi suprematisti hanno denunciato che le brandivano alla polizia, che
ha immediatamente dato corso alle richieste per evidenziare un reato che è brandire la bandiera di un paese straniero su suolo indiano» — che è una misura che inIndia non esiste (7).
Mentre nelle manifestazioni di sostegno a israele vengono sventolate bandiere israeliane.
{1) Marc Owen Jones, «Analysis: Why imuch anti-Palestimian disinformation cor
from India?», Al-Jazira, 16 ottobre 2023.
(2) Mahatma Gandhi, «The Jews in Palestina Harijan, Nuova Delhi, 26 novembre 1938.
(3) «India exports rockets expiosives to I:amid Gaza war, documents reveahb», 26 gi
2024, wwyw.aljaz&era.coOn
(4) Tutte le citazioni sono tratte dal discor:Modi alia Knesset il 25 febbraio 2026.
(5) Si legga Guillaume Delacroix, «Nel c:della macchina suprematista indù», Le M
diplomatique -il manifesto, luglio 2025.
(6) Citato in Azad Essa, Hostile HomelaThe New Alliance Between India and l
Pluto Books, Londra, 2023.
{7} Il diritto indiano penalizza solo il reato di issare una bandiera più in atto di quella
nazionale.
(Traduzione di Alice Campetti)

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