sabato 13 giugno 2026

pc 13 giugno - PMC Melfi 8 mesi di presidio - Comunicato stampa dei lavoratori Pmc Automotive di Melfi

L’unico punto di forza rimasto in mano agli operai è il presidio con assemblea permanente e non hanno intenzione di cedere. La politica adottata dal padrone è quella del carciofo, mangiare una foglia alla volta. Con uscite incentivate, pensionamenti forzati e ricatti sugli stipendi, finirà che degli impegni a parole sulla  ripresa produttiva non resterà niente. Gli operai  sanno che tutto si gioca sui cancelli della fabbrica.

Comunicato stampa dei lavoratori Pmc Automotive di Melfi

Il presidio permanente alla Pmc Automotive ha raggiunto gli otto mesi. Ieri, 8 giugno, si è svolto a Roma l’ennesimo tavolo al Mimit con i sindacati, e il prossimo incontro è già fissato per il 21 luglio. L’evoluzione della vertenza ha visto diversi mutamenti. Inizialmente, è stato dichiarata la disponibilità ad assorbire l’intero personale (sia impiegati che operai), escludendo solo i lavoratori vicini alla pensione. Eventuali contenziosi individuali dei lavoratori contro PMC avrebbero dovuto essere risolti da quest’ultima, senza ricadere sulla nuova proprietà. Con il tempo, però, lo scenario è cambiato.
Il nodo impiegati: è venuto fuori di non voler riassorbire gli impiegati, richiedendo che il personale

interno al perimetro fosse composto esclusivamente da operai. Di fronte a questo, gli impiegati si erano detti disponibili al demansionamento, purché venisse salvaguardata la retribuzione precedente. Successivamente, è emerso che avrebbero invece dovuto accettare livelli e stipendi inferiori, condizione che la maggioranza di loro sembra orientata ad accogliere.
L’incognita pensionandi: durante i giorni di presidio è emerso che probabilmente anche i lavoratori di 64 anni resteranno fuori dalla fabbrica, nonostante l’età pensionabile scatti a 67 anni per chi non ha i requisiti della pensione anticipata.
I tagli al personale: nell’ultimo periodo è stato comunicato che la platea complessiva dei lavoratori PMC dovrà essere ridotta, motivo per cui è stata avviata una procedura per le uscite volontarie incentivate.
Nonostante gli incontri al Mimit abbiano registrato varie dichiarazioni d’intento, ad oggi gli operai segnalano la totale assenza di verbali formali e firmati che vincolino le parti alle proprie responsabilità.
Il presidio è nato proprio per garantire tutele a tutti i lavoratori: finché le parole non si tradurranno in fatti concreti, l’assemblea permanente andrà avanti senza sosta. Siamo ad una fase delicata, dove ogni formalizzazione è vincolante per la successiva procedura, dove nulla deve trovare intoppi o rallentamenti, dove bisogna dar corpo a tutti i buoni propositi e le buone intenzioni esposte fino ad ora.
Quello che ancora non è ben chiarito è se, a prescindere dal numero dei lavoratori che aderiranno alle fuoriuscite incentivate volontarie, il passaggio degli operai alla C. Costruzioni avverrà in maniera diretta, conservando i diritti acquisiti e mantenendo i livelli, scatti anzianità e super minimi maturati.

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