lunedì 8 giugno 2026

pc 8 giugno - Caporalato e sfruttamento schiavistico ovunque .. denuncia lotta e organizzazione ovunque!

Caporalato nel Fermano: "I casali nelle campagne da latifondisti a sfruttatori"

Sorgoni (’On the Road’): "Chi controlla davvero le ore segnate nei campi?". Occhio anche all’edilizia: "Con il Superbonus boom dello sfruttamento". 

Fabio Sorgoni, Responsabile dell’Area Tratta e Sfruttamento di ’On the Road’

Fabio Sorgoni, Responsabile dell’Area Tratta e Sfruttamento di ’On the Road’

La tragedia dei quattro braccianti agricoli bruciati vivi nella loro auto in Calabria ha risollevato drasticamente l’attenzione sul tema del caporalato: quella forma illecita di intermediazione tra lavoratori, spesso migranti, e aziende che, tra appalti e subappalti, apre le porte allo sfruttamento, con turni di lavoro estenuanti e paghe da pochi euro l’ora. Un sistema criminale che si basa sulla fragilità di chi arriva in Italia senza documenti e, spesso, pure con elevati debiti, necessari ad affrontare i viaggi di fortuna da Pakistan, Bangladesh o Africa Sub-Sahariana. Il vile ricatto: se non hai soldi sei costretto a lavorare a qualsiasi condizione, se non hai i documenti sei costretto a stare sotto il mio controllo.

Nelle Marche il fenomeno è altrettanto diffuso: nel 2024 registrate 808 vittime di caporalato. I numeri

sono al ribasso, ma difficili da stimare. "L’elemento di fondo è capire che lo sfruttamento non è un’eccezione all’interno di un’economia sana, ma il risultato di regole che rendono possibile una zona grigia nel lavoro. Il caporalato nasce dall’incontro tra il desiderio di profitto senza controlli seri e la fragilità di italiani in povertà o, più spesso, di migranti irregolari". A parlare è Fabio Sorgoni, Responsabile Tratta e Sfruttamento per le Marche Sud della Cooperativa ’On the Road’. "Nel Fermano il fenomeno esiste, e riguarda in particolare il settore agricolo e quello dell’edilizia – prosegue Sorgoni – molti dei casali che vediamo nelle nostre campagne, in passato dei latifondisti, oggi sono proprietà di cooperative agricole che in quei luoghi costringono a vivere braccianti sfruttati". Sulle costruzioni, "con l’avvio del Superbonus i lavori per le ditte sono aumentati, e questo ha portato anche ad un aumento della richiesta di manodopera ottenuta in molti casi a bassissimo costo".

L’agricoltura è il settore in cui, tra le nostre valli, si annida maggiormente il fenomeno: "Il settore della calzatura – continua il responsabile – risulta meno contaminato perché nelle fabbriche è più probabile un controllo dell’ispettorato, ed è più difficile falsificare le ore di lavoro. Nei campi invece si segnano le ore alla fine del mese: ma chi controlla davvero se siano reali?". Sebbene sul nostro territorio non ci siano né grandi distretti industriali né vastissime coltivazioni, "non significa che il fenomeno sia assente – spiega Sorgoni – E anche se la sofferenza fosse di pochi, resta comunque sofferenza, figlia spesso dell’idea che lo straniero, il migrante, sia una persona che meriti questo destino". Le soluzioni? "I tavoli già esistono, ma vanno implementati. I problemi più impellenti – chiude Sorgoni – sono l’alloggio per operai e braccianti, costretti a vivere dai caporali in condizioni pietose, e lo snellimento burocratico, perché la burocrazia è una delle chiavi che permette agli sfruttatori di perpetrare la loro influenza".

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