Per ore nella mattina di lunedì 8 giugno i cieli di Palermo sono stati attraversati da caccia ed elicotteri militari, mentre la cittadinanza è stata scossa da boati e rombi continui. Diverse decine le segnalazioni di cittadini anche alla stampa che, vedendo il passaggio dei caccia anche a bassa quota, hanno manifestato timori, alla luce degli scenari di guerra che in questi mesi si sono estesi a livello internazionale.
Si è venuti a conoscenza che si trattava di "prove generali" e di esercitazioni presso il porto e il molo trapezoidale in vista della Festa della Marina Militare del prossimo 10 giugno, che quest'anno vedrà Palermo, il porto e il molo trasformati in una piazza d’armi, in una vetrina dei mercanti di morte e per la propaganda bellica e nazionalista.
Esprimiamo la nostra ferma denuncia contro la militarizzazione della città, dei luoghi e cieli trasformati in una fiera della guerra imperialista e dei suoi strumenti di morte, il cosiddetto "Villaggio Marina”.
I boati avvertiti oggi nei quartieri della città hanno generato allarme e preoccupazione ingiustificati tra i cittadini, lavoratori, studenti anche più piccoli, costretti a subire anche l'inquinamento acustico e ambientale di mezzi bellici.
La Sicilia non è una piattaforma di guerra: trasformare il porto di Palermo nel "Villaggio Marina" significa sottrarre spazi pubblici alla città per farne nuovi laboratori di propaganda bellica, tentando di normalizzare la cultura della guerra e arruolare in primis ideologicamente anche le scuole e i giovani a una cultura di morte, utile solo a raccogliere
carne da cannone per i prossimi conflitti, con il pieno beneplacito del governo Meloni guerrafondaio, dei piani di riarmo e dell’economia di guerra, mentre nel mondo muoiono migliaia di bambini donne sotto le bombe, popoli subiscono genocidi come in Palestina, distruzioni, guerre devastanti per i profitti e interessi dell'imperialismo.Tanti saranno gli eventi da oggi al 10 giugno a cui sono invitati i giovani, gli studenti, i cittadini, previste visite di navi, di sommergibili, esercitazioni ecc., il tutto si inserisce in un processo incalzante di utilizzare la Sicilia come hub geopolitico e militare al centro del Mediterraneo.
E mentre si spendono milioni di euro di denaro pubblico per far sfrecciare caccia e finanziare parate militari, la sanità pubblica in Sicilia è al collasso, i salari sono tra i più bassi d'Europa, la sicurezza sui posti di lavoro è inesistente causando stragi di lavoratori, infrastrutture, scuole, strade cadono a pezzi, sempre più risorse pubbliche vengono tolte alle necessità sociali di lavoratori e proletari per essere destinati sempre di più anche alle fabbriche/padroni degli armamenti e della morte.
Come Slai Cobas sc invitiamo i lavoratori, gli studenti e i cittadini ad unirsi nella denuncia di quanto accaduto oggi a Palermo, a disertare le iniziative di propaganda bellica previste fino al 10 giugno e ad assumere la necessità dell'organizzazione nella lotta contro la guerra imperialista in ogni ambito.
Slai Cobas per il sc Palermo
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