mercoledì 10 giugno 2026

pc 10 giugno - Giovani Palestinesi contro Netanyahu

Netanyahu ha dichiarato pubblicamente di aver ordinato all'esercito di occupazione di prendere il controllo del 70% della Striscia di Gaza. "Andiamo in ordine", ha detto, "prima il 70%, inizieremo da quello." Quando un membro del pubblico ha urlato che "Israele" dovrebbe prendere il 100% di Gaza, Netanyahu ha risposto confermando che è l'obiettivo. Non è un segreto, non è un'interpretazione: è la strategia dichiarata del sionismo, detta a voce alta, senza paura.

Già oggi l'esercito occupa il 60% del territorio — molto più del 53% previsto dai termini dell'accordo di settembre. Ministri del governo Netanyahu parlano apertamente di espellere quasi 2 milioni di palestinesi per fare spazio agli insediamenti coloniali ebraici. La ministra Orit Strock ha definito il periodo successivo al 7 ottobre un "tempo di miracoli", perché ha dato a "Israele" il pretesto per conquistare la Striscia. Questo è il volto del sionismo: colonialismo, pulizia etnica, genocidio.

Parliamo di centinaia di migliaia di palestinesi uccisi, quasi tutti donne e bambini. L'81% delle strutture

nella Striscia distrutto dai bombardamenti. 1,9 milioni di sfollati — il 90% della popolazione — che vivono in tende e ripari di fortuna, senza cibo sufficiente, senza medicine, senza acqua pulita. Topi che mordono i bambini mentre dormono nei campi profughi.

Non esiste nessun cessate il fuoco reale. Esiste una pausa tattica nella narrazione mediatica occidentale, funzionale a far abbassare la guardia all'opinione pubblica. La macchina della propaganda sionista lavora instancabilmente per convincerci che qualcosa sia cambiato, che ci sia spazio per la diplomazia, che il peggio sia passato. Non è così. L'occupazione avanza, la pulizia etnica continua, il genocidio è in corso.

Non possiamo cadere nella trappola della propaganda. Dobbiamo intensificare la mobilitazione, portare nelle piazze la verità che i media mainstream nascondono, fare pressione su chi governa questo paese e sostiene — direttamente o per omissione — il sionismo. La solidarietà con la Palestina non è una causa tra le tante: è il banco di prova della nostra coerenza politica e morale. Non abbassiamo la guardia.

FERMIAMO IL SIONISMO

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