martedì 29 ottobre 2019

pc 29 ottobre - USB Milano ha "a cuore" le condizioni fisiche/psicologiche/lavorative/economiche dei lavoratori....

...SI', MA DI QUELLI IN DIVISA, CIOÉ GLI STESSI CHE SI OPPONGONO MANU MILITARE A CHI LOTTA PER SALARIO/DIRITTI/SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

Milano, USB presenta al sindaco un progetto pilota contro la sindrome da burnout nelle forze di polizia
La sindrome da burnout colpisce sempre più spesso gli operatori delle forze di polizia, indipendentemente dal corpo di appartenenza, con esiti anche tragici come di recente a Milano e Napoli. È partendo da questo dato che l’Unione Sindacale di Base ha incontrato questa mattina il vicesindaco di Milano per illustrare una proposta pilota inviata anche a prefetto, questore e direttore generale di ATS: l’istituzione di un centro di ascolto metropolitano anti-burnout rivolto a Polizia Locale, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Guardia di Finanza e Carabinieri. Lo stress lavorativo

pc 29 ottobre - Sullo Sciopero del 25: azione congiunta di cgil-cisl-uil MI e Di Maio contro il diritto di sciopero per imporre il fascismo dei sindacati di regime

da potere al popolo Torino

DI MAIO, INDECENTE SEI TU (E I SINDACATI CHE TI SEGUONO SONO ANCHE PEGGIO)!

Scandalose le dichiarazioni del ministro Di Maio sullo sciopero di ieri, 25 Ottobre, che ha visto una larghissima adesione nel trasporto pubblico locale delle principali città italiane, ormai ridotto al collasso dalle politiche di questi anni. Il vicepremier ha definito lo sciopero “indecente” perché indetto di venerdì, sostenendo che in realtà i lavoratori ne approfittino per fare il fine settimana lungo. Il capo del Movimento che doveva cambiare tutto fa ormai dichiarazioni fotocopia di quelle del suo ex arcinemico Matteo Renzi, che da premier periodicamente attaccava i lavoratori in sciopero,

pc 29 ottobre - NELLO SCIOPERO DEL 25 OTTOBRE PARLANO I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DELLO SLAI COBAS SC

In questo sciopero, il primo contro il governo Conte PD/M5S - sempre e ancora governo dei padroni - le notizie, le immagini e gli interventi/interviste ai lavoratori (parziali) mostrano cosa è stato:
uno sciopero combattivo e di classe; uno sciopero che ha posto al centro il bene più prezioso per i lavoratori: l'unità dei vari settori e posti di lavoro; uno sciopero che, pur riempito in ogni realtà delle lotte, vertenze già in corso, sulle condizioni di lavoro, contro licenziamenti e la precarietà, sul salario, sulla sicurezza, ecc., ha unito ed elevato la battaglia di classe contro la politica di questo governo: i decreti sicurezza, le leggi antisciopero e contro la libertà di organizzazione sindacale; uno sciopero che si è riempito dello spirito internazionalista, di solidarietà dei lavoratori verso i popoli che lottano - ora con la solidarietà in ogni manifestazione ai curdi.
Pubblichiamo alcuni video dello Slai cobas per il sindacato di classe.

RAVENNA 

PALERMO

TARANTO

pc 29 ottobre - Moderno fascismo di Stato e fascismo padronale in azione all'Italpizza

Confino per i delegati emiliani del SI COBAS intervenuti ai cancelli dell’azienda modenese (*)

"Nuovo capitolo nella vertenza Italpizza, azienda leader del settore alimentare emiliano-romagnolo, che ha visto ieri il TAR regionale confermare otto misure punitive emanate lo scorso maggio dal questore Maurizio Agricola. I provvedimenti, indirizzati ad altrettanti delegati del SI COBAS – da mesi attivo nella lotta alle pesanti discriminazioni ed abusi vigenti all’interno del colosso modenese – ne prevedono l’allontanamento dal capoluogo geminiano per tre anni.
La vertenza, iniziata lo scorso anno, è riuscita dopo una forte mobilitazione a strappare importanti vittorie – come il reintegro di alcune operaie ingiustamente licenziate proprio per le battaglie intraprese all’interno dell’azienda – è stata accompagnata nei mesi da un’intensa attività repressiva e antisindacale da parte della questura modenese. La quale ha trovato una gradita sponda nei decreti sicurezza varati dal governo gialloverde, misure che la nuova ministra dell’Interno Lamorgese non sembra affatto intenzionata a rimettere in discussione.
Di seguito riportiamo il comunicato comparso sulla pagina SI COBAS Modena:
Otto attivisti sindacali di Bologna cacciati da #Modena per la partecipazione alla lotta

pc 29 ottobre - Torino, la militarizzazione di Porta Palazzo un odioso oltraggio alla immagine e a un patrimonio storico popolare della città

No al trasferimento del suk, tensioni tra Polizia e venditori a Borgo Dora

I Residenti Resistenti:"Forze dell'ordine in assetto anti-sommossa davanti al Sermig, per impedire ai venditori del Libero Scambio di posizionare i teli a terra".
A Borgo Dora. - fanno sapere dal gruppo Residenti Resistenti (comitato Oltredora, associazione Fuori di Palazzo e altri) - "un nutrito gruppo di forze dell'ordine in assetto anti-sommossa ha presidiato l'area davanti al Sermig. L'obiettivo era impedire ai venditori del Libero Scambio che non hanno accettato lo spostamento in via Carcano, di posizionare i teli a terra".
Non sono mancati i momenti di contrasto tra forze dell'ordine e ambulanti. "Ci sono state alcune cariche sui balonari - proseguono - e chi li sostiene, tra cui noi e alcuni ragazzi dei centri sociali. Porta Palazzo è di nuovo militarizzata, tutto questo è molto triste".                 

pc 29 ottobre - Chi c'è dietro gli incendi della Cavallerizza di Torino? - Il prefetto...

"Alla Cavallerizza nessun festival o sgomberiamo subito"

Palomba: «Niente spettacoli al chiuso o all’aperto». Era in programma la kermesse «Manége à trois+1», tre giorni di show e workshop

«Non ci dovranno essere spettacoli o esposizioni, al chiuso o all’aperto, all’interno della Cavallerizza Reale. Altrimenti firmerò subito un’ordinanza per preservare quell’area». L’ultimatum del Prefetto Claudio Palomba è arrivato giovedì mattina al termine di un incontro con la sindaca Chiara Appendino, l’assessore al Patrimonio Antonino Iaria e una delegazione dell’assemblea 14:45. Durante la riunione ai rappresentanti del collettivo è stato chiesto di sospendere, per ragioni di sicurezza, il festival «Manége à trois+1», una tre giorni di spettacoli e workshop che sarebbe dovuta iniziare questa mattina.

Come vogliono cancellare Cavallerizza come reale spazio sociale e consegnarla al potere locale e alle clientele politico culturale e alla speculazione immobiliare

Dopo l’incendio divampato lunedì alle Pagliere è stato avviato un percorso per mettere in sicurezza il complesso sabaudo. L’obiettivo finale è la «liberazione» della Cavallerizza dopo un’occupazione durata 5 anni, ma senza azioni di forza. Uno «sgombero dolce», sul modello del Moi. Il primo banco

pc 29 ottobre - Da Torino a Savona - via i fascisti dai quartieri

Torino fasci protetti dalla polizia cercano di aprire la sede 

L'apertura è stata accolta con rabbia da parte del quartiere, che ha manifestato il proprio dissenso con  con un corteo arrivato sino alla sede del gruppo di destra in via Sestriere 9 sede di Aliud Torino - Spazio identitario.La presenza del centro sociale di destra non è però andata giù al quartiere, che ha manifestato tutto il proprio dissenso scendendo in strada e cercando di raggiungere la sede Aliud. Solo l’intervento della polizia ha evitato il peggio in una zona piena di scritte antifasciste sui muri.
“Siamo in corteo per le vie di zona San Paolo Antifascista per ribadire che qui non c’è e non ci sarà mai spazio per fascisti, razzisti e sessisti”.

         Contro CasaPound, nuovo presidio antifascista a Savona
La rabbia del comitato Antifascista: «Anzichè mandare via loro, fermano noi» Quartiere tenuto in ostaggio per oltre sei ore.
Savona - « Ci devono spiegare come mai, invece di cacciare questi fascisti, invece di piazzare una volante fissa di fronte al loro portone, devono bloccare tutto il quartiere». Marino Masala del comitato Villapiana Antifascista ripete frasi già dette nei tanti presidi contro il circolo savonese di CasaPound, in via San Lorenzo, proprio di fronte alla Casa del Fanciullo.
Di fronte alla sede un centinaio del comitato Antifascista e di rappresentanti di associazioni e partiti di sinistra.  «non ha alcun senso: passiamo noi per i cattivi, per quelli da controllare, quando chiediamo solo che venga rispettata la Costituzione che vieta i movimenti fascisti», spiegano. Sono quattro gatti difesa da decine di poliziotti.

pc 29 ottobre - A Genova il carcere ammala, a Torino il carcere uccide

Carceri: scabbia in cella Marassi, sei detenuti isolati

La segnalazione del sindacato Uil penitenziari: Una cella della seconda sezione del carcere di Marassi, occupata da sei sudamericani che stanno scontando pene definitive, è stata isolata per scabbia. ..Se il 34% dei detenuti è potenzialmente portatore di malattie infettive e il 65% soffre di patologie psichiche più o meno gravi emerge una questione sanitaria. ...

Detenuto si impicca nel carcere di Torino

Vani i tentativi di salvare l'uomo, di origine tunisina, da parte degli agenti
Un detenuto è stato trovato impiccato nella sua cella questo pomeriggio poco prima delle 13  nel padiglione B del carcere Lorusso e Cutugno di Torino. E' un uomo di origine tunisina che era detenuto nella dodicesima sezione. L'uomo è stato trovato dagli agenti della polizia penitenziaria che hanno dato l'allarme ma nemmeno i tentativi del soccorsi del 118 sono riusciti a rianimarlo.

pc 29 ottobre - Torino, la Lega fasciorazzista vuole i campi di concentramento per i Rom trattati come cani

Auto schedate e cani con microchip, in Piemonte arriva il campo rom targato Lega

Disegno di legge in Consiglio regionale prevede una serie di requisiti per accedere alle aree. L'assessore Ricca: "Torino si dovrà adeguare entro il 2020"
Chi vorrà accedere ai nuovi campi nomadi pensati dal centrodestra regionale non dovrà avere alloggi

pc 29 ottobre - Elezioni in Umbria

Le elezioni in Umbria dimostrano che il governo PD/5stelle resta antioperaio e antipopolare e che il fascio populismo, a guida Salvini, che gode del ruolo e della convergenza - 'antigovernativa', stando al governo - del partito di Renzi e di parte dell'elettorato del M5stelle, con Fratelli d'italia che si rafforza e rafforza Salvini mangiandosi Forza Italia, avanza verso il governo dei pieni poteri, presidenzialista, sovranista e moderno fascista nel Paese.
I comunisti lavorano con l'intensificazione della lotta di classe e la costruzione dell'opposizione politica sociale a guida proletaria, per aprire una prospettiva alternativa di governo operaio per via rivoluzionaria, usando tutti i mezzi e le forme di lotta necessaria.
Il PCm in questa situazione costruisce il Partito, il Fronte Unito, la Forza combattente.

proletari comunisti/PCm Italia
29 ottobre 2019 

 dalla stampa borghese

Addio a operai e contadini, così è sparita l’Umbria rossa

Dal Pci al Pd, la dispersione dei voti viene da lontano e poco o nulla è stato fatto per arginarla. Anziché sostenere chi è alle prese con la crisi si è preferito ammiccare alle eccellenze industriali

pc 29 ottobre - Soldi pubblici per finanziare la propaganda in stile fascista di Salvini-Meloni attraverso Facebook e Youtube

Con l'inchiesta di Report, "La fabbrica social della paura" del 28/10/2019, prosegue la denuncia di come funziona il meccanismo che ha consentito a Salvini e alla Meloni di essere al primo posto in tema di campagna social, e soprattutto, come si finanzia.

Su internet la macchina della paura non dorme mai. Produce notizie false, manipola le informazioni e propaganda dati truccati. Oggi la disinformazione è diventata il principale strumento di lotta politica e il campo di battaglia sono i social network. Facebook e Youtube si sono trasformati nel principale megafono della propaganda neonazista, rilanciata ormai apertamente anche dai leader nazionali dei partiti di destra. I contenuti della macchina della paura diventano virali grazie a inserzioni a pagamento, reti di pagine farlocche e account automatizzati. Si chiamano bot e sui social simulano il comportamento umano per diffondere e amplificare la propaganda di un leader o di un partito.

Morisi, racconta Ranucci sulla scorta del servizio di Milena Gabanelli su Report, gestisce 35 “esperti digitali” che seguono Salvini 24 ore su 24 e veicola messaggi mirati che creano discussione: “La pacchia è finita”, “prima gli italiani”, “i porti sono chiusi”. I messaggi vengono rilanciati attraverso altre pagine, secondo una tecnica che prima su internet veniva chiamata semplicemente spam ma adesso è una raffinata tecnica di influenza digitale.

I soldi della Bestia di Morisi
Poi Ranucci racconta del milione di euro incassati dalle ASL in amministrazione leghista in Lombardia. Dati direttamente o attraverso gara? Le aziende non hanno trovato il tempo di rispondere in due anni. Poi ci sono i 480mila euro partiti dal gruppo al Senato della Lega e arrivati con un giro un po’ tortuoso proprio a Morisi: il 2 maggio 2018, a due mesi dalle elezioni, la cognata di Alberto Di Rubba, Vanessa Servalli, apre una società: la Vadolive srl. Di Rubba, con Andrea Manzoni, è uno dei due collaboratori di Giulio Centemero, tesoriere della Lega indagato a Bergamo per finanziamento illecito. Il gruppo della Lega di Salvini al Senato sottoscrive con questa società un contratto da 480mila euro per comunicare le attività della Lega sui social network, ovvero fare il mestiere di Luca Morisi. La cognata di Di Rubba ha un bar a Clusone in provincia di Bergamo.

Il gruppo della Lega al Senato, che riceve contributi pubblici, stipula un contratto con una società della cognata del dir.amm. del gruppo alla Camera, Alberto di Rubba, che poi gira 87mila € ad alcuni membri dello staff del ministro Salvini, tra cui Luca Morisi.

“E’ legale tutto questo?”, si chiede il conduttore, “Sì, è legale perché la legge permette che si possano affidare i soldi pubblici a chi dicono loro purché siano spesi e rendicontati per le attività istituzionali del gruppo“.

pc 29 ottobre - TURCHIA Libertà per Müslüm Elma, prigioniero di Erdogan e dell’UE! a cura di SRP info srpitalia@gmail.com



L’attacco della Turchia di Erdogan alla Siria del Nord, il progetto di pulizia etnica della regione, l’alleanza sempre più alla luce del giorno con i jihaidisti dell’ISIS, ha condotto lo sguardo del mondo su quella regione. C’è un’area, però, che incomprensibilmente rimane fuori dai radar: la Turchia stessa.
La guerra di Erdogan è, infatti, anche all’interno delle frontiere turche. Si avvale di ogni strumento possibile, dall’uso spregiudicato della magistratura, ai licenziamenti in tronco per chiunque sia sospettato di non essere allineato al “sultano”, alle misure amministrative e detentive contro oppositori e curdi, fino alla vera e propria tortura. E, purtroppo, la mano di Erdogan, arriva anche oltre i confini turchi, andando a colpire gli oppositori politici.
Müslüm Elma è uno di loro. La sua storia è una storia di resistenza alla repressione dello Stato turco, dal golpe militare del 1980 a oggi. Detenuto e torturato più volte, non si è mai piegato. Oggi il

lunedì 28 ottobre 2019

pc 28 ottobre - ARCELORMITTAL-GOVERNO-SINDACATI UNITI

La cosiddetta "cancellazione dell'immunità penale" esce dalla porta e rientra dalla finestra? 
Sembra che ognuno - ArcelorMittal, Governo /Ministero dello Sviluppo Economico, Fim, Uil, Fiom - faccia la sua parte per tutelare solo i suoi interessi o quelli che rappresenta.
Gli operai, semplicemente non ci sono in agenda; così come non ci sono gli abitanti di Taranto, in particolare dei Tamburi, che sentono al massimo, gli uni parlare di tutela che significa in concreto ammortizzatori sociali (come se non si sa che vogliono dire pesanti tagli al salario e rischio rientro al lavoro), gli altri di vibranti impegni a chiudere l'area a caldo, decarbonizzazione... - Intanto ciò che cambia è solo il livello del ricatto della Mittal sempre più alto.  
Emblematica è la vicenda dell'immunità penale che, sotto la minaccia di Mittal, fa un passo avanti e due passi indietro. 
Il ministro Patuanelli il 25 ottobre  ha cominciato a dare assicurazione al padrone: forse non un reinserimento di un provvedimento ad hoc, ma "una norma di ampio respiro potrà essere presa in considerazione nel caso vi fossero dubbi interpretativi" - si riferisce all'art. 51 del codice penale sulla non punibilità di chi agisce nell'adempimento di un dovere" (1). Quindi di fatto può ancora agire l'imunità penale vedendo i casi di volta in volta.
Certo, alla Mittal non va bene, perchè vuole una immunità certa e generale. Ma il governo "garantisce", al di là della capovolta dei parlamentari dei 5stelle.
Fim, Uilm, Fiom "portavoci" di AM 
Uilm e Fim parlano di "lavoratori" e si dicono preoccupati per le conseguenze dopo il 3 novembre (data in cui sarebbe tornata la minaccia di Mittal di lasciare l'Ilva), ma in realtà intendono "i capi, i

pc 28 ottobre - AL BAGHDADI E' STATO UCCISO AL MOMENTO GIUSTO, TRUMP ORA ESIBISCE IL SUO NERO TROFEO PER RAFFORZARSI

Il capo dell'Isis è morto, questa è una buona notizia per i popoli della Siria e dell'area. 
Ma l'imperialismo Usa si sente più forte, e questa è una pessima notizia.
Trump usa la testa di Al Baghdadi per cancellare di un colpo la crisi della sua presidenza, per riprendersi alla grande la scena mondiale, per riequilibrare nella zona la posizione dell'imperialismo Usa nei confronti della Russia, e per far capire alla Turchia - diventato membro incontrollabile nella Nato - chi comanda. 
Gli Usa si sono liberati di un loro ex alleato/agente nell'area. Questo nessuna parola di Trump o degli imperialisti europei lo può far sparire. 
Il trofeo Al Baghdadi, con tutto il contorno di particolari rovesciato in Tv, in internet, ad usum dei media (con Trump che fa il "corrispondente dal fronte" più di qualsiasi giornalista) sulle modalità della sua morte, viene esibito come in passato è stato fatto per Gheddafi, per Saddam. 
E se tanto ci dà tanto, come per i popoli quelle uccisioni spettacolari non hanno portato ad alcuna liberazione ma a rendere la situazione ancora più tragica, questa uccisione non porterà alcun vantaggio per le masse popolari e per il popolo curdo.

domenica 27 ottobre 2019

pc 27 ottobre - ARCELORMITTAL/CRISI DELL'ACCIAIO: CHI PROVOCA LE CRISI SI LAMENTA DELLE CRISI - Allora, cerchiamo di capire

Alcuni operai ArcelorMittal fanno proprie le ragioni dell'azienda che giustifica i suoi interventi di attacco al lavoro degli operai a causa della crisi dell'acciaio, dei dazi messi dagli Usa, per il mercato...
Da qui si passa facilmente a ritenere inevitabile che il padrone riduca la produzione, metta in cig gli operai... Non è colpa sua... E' la crisi...

E' vero che c'è la crisi dell'acciaio, è vero che Trump ha messo i dazi, è vero che il mercato si restringe e viene occupato da altri produttori, MA
E' proprio chi provoca le crisi che si lamenta delle crisi!
Allora cerchiamo di capire. 

Alle radici delle crisi, come di questa che dura da parecchio tempo, vi sono i limiti e le contraddizioni del capitale stesso.
Per il capitale la produzione ha come solo e unico scopo il profitto, non gli interessa il soddisfacimento dei bisogni sociali. La base principale della crisi è la contraddizione tra uno sviluppo delle forze produttive e della produzione sempre più grande e i rapporti di produzione; per cui per il capitale ciò che conta della produzione è la realizzazione privata del profitto.
Non è che c'è troppo acciaio in generale, c'è troppo rispetto alla realizzazione del capitale investito.
Scrive Marx: “non vengono prodotti troppi mezzi di sussistenza in rapporto alla popolazione esistente. Al contrario. Se ne producono troppo pochi per soddisfare in modo decente e umano la

pc 27 ottobre - NELLO SCIOPERO DEL 25 OTTOBRE LA FORZA DELLE DONNE!

Bergamo - Le operaie della Montello
 
Taranto - Le lavoratrici degli asili

Palermo - Le lavoratrici delle cooperative, della sanità, scuola 

pc 27 ottobre - PARLANO LE DONNE DELLA WHIRLPOOL: SIAMO GUERRIERE - Video di Potere al popolo

“Perdere il posto di lavoro è come perdere la dignità e l’indipendenza per me che sono donna”
“Combattere e non arrendersi: la forza delle donne non finisce mai, siamo forti, molto più forti degli uomini”
"Sto pensando a noi, a noi che ogni giorno abbiamo affrontato il duro lavoro della catena di montaggio, che non ci siamo mai tirate indietro, che abbiamo dedicato più tempoi al lavoro che ai nostri figli, a noi che un problema di una diventava un problema di tutte.
Penso a tutti i sacrifici fatti e a questo ben servito che ci è stato dato...
Non è possibile, non può finire così, se abbiamo un altro briciolo di forza dobbiamo continuare a combattere per difendere i nostri diritti.
Perchè? Perchè siamo donne, la dura realtà che stiamo vivendo oggi ci ha fatto guerriere e non possiamo mollare"
(Maria Rosaria operaia della Whirlpool Napoli)
Da Potere al popolo - Le abbiamo conosciute in questi mesi, le donne lavoratrici della Whirlpool, in lotta insieme ai loro compagni, colleghi, amici, da più di 140 giorni in presidio allo stabilimento di Napoli.
Le abbiamo chiesto di raccontarsi, di dirci cosa significa per loro, donne, combattere per il posto di lavoro davanti al ricatto di una potente multinazionale, cosa significherebbe perdere, cosa comporta il far parte di una battaglia mentre ci si divide tra la fabbrica e la casa, i figli.
Loro sono sempre in prima fila. Si chiamano "guerriere", e hanno ragione
GUARDA IL VIDEO

pc 27 ottobre - USCITO IL NUOVO NUMERO DEL GIORNALE PROLETARI COMUNISTI - per richiederlo: pcro.red@gmail.com

Come già potete vedere dalla pagina di copertina, il giornale ha cambiato formato e impostazione, per essere sempre più un giornale rivoluzionario, all'altezza della sua funzione, che indica subito le questioni principali che i proletari, i giovani, le donne devono prendere nelle loro mani.

Oltre gli articoli indicati nella pagina di copertina c'è in particolare: la battaglia per l'accoglienza dei migranti - l'esempio della mobilitazione di Taranto; una nota sulla lotta degli operai e operaie della Whirlpool; una pagina dedicata alla formazione operaia, questa volta su "salario prezzo e profitto" di Marx; la presentazione di una importante iniziativa/convegno sul 68/69 operaio e l'uscita di opuscoli e rivista.

pc 27 ottobre - MANIFESTAZIONE SI.COBAS A ROMA, dopo lo sciopero del 25 - La valutazione di proletari comunisti

Varie migliaia di lavoratori, lavoratrici, in larga maggioranza immigrati, hanno partecipato al corteo a Roma, organizzato dal Si.cobas, dopo lo sciopero del giorno prima. Un corteo che rappresentava le tante realtà di lotta, soprattutto del mondo della logistica, ma non solo. 
Gli spezzoni più grossi venivano da Bologna, Napoli-Caserta, Brescia, poi vari da Modena, Genova, Pavia, Novara, Parma, Roma, ecc. Insieme altre realtà: il movimento romano per il diritto all'abitare, i disoccupati napoletani.


La parola d'ordine principale della manifestazione era contro il governo Conte bis, e per un fronte anticapitalista; negli striscioni, negli interventi a conclusione del corteo nel piazzale dell'Altare della Patria, sono stati attaccati gli aspetti principali più anti lavoratori e antisociali di questo governo PD/M5S: i Decreti sicurezza fascisti e razzisti contro i migranti e le lotte dei lavoratori, affermando invece l'unità di lavoratori italiani e immigrati nella lotta; la legge sulla rappresentanza sindacale che attacca le libertà sindacali, il diritto di sciopero e di organizzazione dei lavoratori; quindi contro fascismo, guerra, repressione.
Bologna apriva con uno striscione che ricordava Nabil. 
I vari spezzoni dei migranti soprattutto hanno dato calore al corteo, calore di lotta, di determinazione ad andare sempre avanti, non smettendo neanche per un momento di gridare slogan, con uno spirito combattivo e unitario.

Occorre dire che lo stesso spirito unitario, nel costruire una manifestazione contro il governo non è stato molto presente nel Si.cobas.
Una manifestazione, necessaria contro padroni e governo, perchè non fosse ancora solo del Si.cobas, ha bisogno di un lavoro per unire le realtà di classe e combattive del sindacalismo di base, per questo lavoro occorre tempo, più partecipazione e anche lotta all'interno. Così come occorre guardare e collegarsi alle realtà operaie al centro dello scontro con padroni, vedi la vertenza per il contratto dei metalmeccanici e altre realtà di operai già in lotta contro licenziamenti, chiusura di fabbriche, ecc. Questo lo Slai cobas sc lo aveva già detto nell'assemblea di Napoli del 29 settembre.

Una rappresentanza di proletari comunisti ha partecipato al corteo, portando la parola d'ordine necessaria in questo fase, sia per lo sviluppo della lotta sindacale di classe che per la necessaria battaglia e organizzazione politica dei proletari: 
"Contro ogni governo dei padroni - guerra di classe - partito per la rivoluzione proletaria".
E diffondendo tante copie del nuovo numero del giornale proletari comunisti. 

Abbiamo detto anche chiaramente il nostro giudizio sulla proposta portata dal Si.cobas del Fronte anticapitalista.
Proletari comunisti è d’accordo sulla necessità di costruire quello che però noi definiamo un fronte unito dei proletari e masse popolari che naturalmente raccolga organizzazioni politiche e sociali impegnate nelle lotte dei proletari e delle masse

pc 27 ottobre - Milano in piazza col Popolo Kurdo: partecipata manifestazione. Oltre la Solidarietà iniziative verso le industrie di armi, facebook, banche e assedio al consolato turco

foto della giornata