giovedì 3 ottobre 2019

pc 3 ottobre - ANCHE LE LAVORATRICI DELLE PULIZIE DELLE SCUOLE PRESE IN GIRO DA GOVERNO E SINDACATI CONFEDERALI - PREPARIAMO LO SCIOPERO DEL 25 OTTOBRE!

Occupazione del Provveditorato delle lavoratrici di Taranto
Per il 16 ottobre i sindacati confederali hanno dichiarato lo sciopero nazionale dei lavoratori della pulizie scuole statali ex lsu e appalti storici, che da più di 25 anni vengono sfruttati, mal pagati e con orari anche solo di 18 ore settimanali.

Il movimento 5 stelle aveva fortemente voluto e fatto approvare il decreto legislativo che prevede l'internalizazione del servizio di pulizie dal 1 gennaio 2020, ma a tutt'oggi non si é provveduto a rendere il decreto attuattivo che farebbe partire le procedure concorsuali che prevedono l'assunzione dei lavoratori  nel profilo ATA .
Lo sblocco di 11.200 posti accantonati da più di 20 anni che prevedevano la stabilizzazione degli ex lsu, (mai avvenuta), si scontra con il numero da cui é composta la platea dei lavoratori che tra ex lsu e cd appalti storici é di circa 17.000 lavoratori.
Il concorso per titoli e colloquio dovrebbe quindi prevedere una "scrematura" di quasi 6000 lavoratori, che si ritroverebbero dall'oggi al domani in mezzo ad una strada.
Ciò é già avvenuto con l'internalizzazione degli ex lsu della provincia di Palermo che ha assunto solo 300 lavoratori su circa 500. 
E allora di cosa parliamo?

Le ditte appaltatrici stanno inviando in questi giorni ai lavoratori le lettere di procedura di

pc 3 ottobre - Il governo taglia i fondi per la scuola: 1,8 miliardi in meno già dall’anno prossimo

ilsole24ore

Scuola: altro che 3 miliardi in più, la Nadef taglia la spesa
Nonostante le promesse del ministro Fioramonti la Nota di aggiornamento del governo giallorosso rivede al ribasso - dal 3,5 al 3,4% del Pil - la spesa per scuole e università rispetto al Def dell’esecutivo gialloverde
di Eugenio Bruno

Altro che 3 miliardi in più a scuola e università come promesso dal ministro Lorenzo Fioramonti. La manovra 2020 potrebbe addirittura riservare un taglio dei fondi all’istruzione. Almeno stando alla nota di aggiornamento al Def, la cosiddetta Nadef, che rivede al ribasso (dal 3,5 al 3,4%) la quota di spesa pubblica in percentuale sul Pil dedicata al mondo dell’education rispetto alle previsioni del Documento di Economia e finanza di aprile. Un taglio dello 0,1% che, se confermato nella legge di bilancio

mercoledì 2 ottobre 2019

pc 2 ottobre - Somalia - attacco alle truppe dell'imperialismo italiano e USA

Somalia. Attentato contro convoglio militare italiano e truppe statunitensi

“Nella tarda mattina di oggi, due VTLM Lince, appartenenti a un convoglio di tre mezzi italiani, sono stati coinvolti in un’esplosione al rientro da un’attività addestrativa a favore della Forze di sicurezza somale. Al momento non si registrano conseguenze per il personale italiano”: è quanto si legge in un comunicato diffuso dal Ministero della Difesa. “Le cause dell’esplosione sono in corso di accertamento”, prosegue la nota.
La Difesa ricorda che “I militari italiani operano nell’ambito della missione europea in SOMALIA (EUTM), finalizzata al rafforzamento del Governo Federale di Transizione somalo (TFG), attraverso la consulenza militare a livello strategico alle istituzioni di difesa somale e l’addestramento militare. La missione militare dell’Ue opera in stretta collaborazione e coordinamento con gli altri attori della comunità internazionale presenti nell’area d’operazione come le Nazioni Unite, l’African Union Mission in Somalia (AMISOM) e gli Stati Uniti d’America”.
Ma sempre nella giornata di oggi diverse esplosioni sono state udite nei pressi dell’aeroporto di Ballidogle, circa 90 chilometri a Ovest di Mogadiscio, dove sono presenti truppe americane. Secondo quanto riportato dai media somali, l’attacco è stato rivendicato dai jihadisti somali Shebab.
Scopriamo così che anche in Somalia ci sono ancora dei militari italiani. In Somalia è stata infatti prorogata la Missione Europea di addestramento EUTM Somalia, cui l’Italia partecipa con 123 soldati e ne detiene il comando. Il costo è di circa 9 milioni di euro. Nel Corno d’Africa è stata anche prorogata la missione relativa alla base nazionale di Gibuti, con 92 militari e con un costo di circa 7 milioni.
Il costo delle missioni è a carico del ministero dell’Economia e Finanze, e non della Difesa, con scarsa trasparenza sui reali oneri per le forze armate.
A Giugno scorso, il governo ha chiesto e ottenuto dal parlamento, la proroga delle missioni militari all’estero per il 2019 prevedono un costo complessivo di oltre 1,1 miliardi di euro e rientrano in quelle spese “indifferibili” che prescindono da qualsiasi aggiustamento di bilancio.
Rispetto al 2018, la novità è rappresentata dalla missione bilaterale in Tunisia – anche per la lotta al terrorismo – con l’invio di 15 militari e una spesa di 2 milioni di euro. La consistenza massima annuale è pari a oltre 7mila soldati (624 unità in meno rispetto al 2018). Le missioni sono decine, sotto l’ombrello di Onu, Nato, Unione Europea e bilaterali.

pc 2 ottobre - si approfondisce la crisi di Stato e governo in Perù

una prima info - in spagnolo facilmente comprensibile

PERÚ: Crisis total del viejo estado burocrático.


Enfermeros protestan por informe de fiscalización de la comisión de salud del CRA
Enfermeras en lucha en el Hospital Regional de Ayacucho.

correovermello-noticias
En medio de multitudinarias manifestaciones en las principales ciudades del país, en las que se repite el lema de "que se vayan todos". Hoy se ha conocido la renuncia irrevocable de la vice-presidenta Mercedes Araoz, que ha hecho un llamado a celebrar elecciones.
La crisis del viejo estado se agudiza, en medio del la lucha de fracciones de la camarilla burocrática de Vizcarra con las fuerzas del fujimorismo.
Mientras las masas populares luchan, día a día, contra el viejo estado y su política hambreadora y anti popular, desde los campesinos y comunidades contra la minería depredadora, a los trabajadores y trabajadoras de la sanidad, los estudiantes y obreros fabriles.
Todo ello en medio de la reorganización del Partido Comunista del Perú, presente en casi todos los frentes de lucha...

pc 2 ottobre - LA LOTTA NELL'APPALTO ARCELORMITTAL TARANTO - dal blog tarantocontro

A sostegno della vertenza dei lavoratori dell'appalto ArcelorMittal, per denunciare con tutti i mezzi la politica di netto peggioramento delle condizioni di lavoro nelle ditte dell'appalto, che sta portando avanti ArcelorMittal con strapotere, ricatto, e alcune Ditte, lo Slai cobas che sta partecipando alle mobilitazioni, in modo critico verso la conduzione dei sindacati confederali e Usb, ha mandato un esposto denuncia ai vari organi di controllo.
Noi riteniamo che, a parte il pesante peggioramento delle condizioni contrattuali imposte nei cambi appalto e il rischio che non tutti i lavoratori mantengano il lavoro, la cosa più grave è l'azione padronale di smembramento dei lavoratori in tante ditte - gli operai della Ditta Castiglia più di 200, dovranno essere divisi in ben 6 ditte. 
E' evidente che questo indebolisce la loro forza e la possibilità futura di lotta. Indebolire l'unità e la forza degli operai è un ben preciso piano dei padroni per imporre i loro interessi.
Per la classe operaia questo è l'aspetto peggiore; si può anche ottenere qualche risultato ma ci si lega le mani per il dopo.

Alla Direzione ISPETTORATO DEL LAVORO – Taranto
Alla Direzione INPS – Taranto
All'att.ne Responsabile Servizio Ispettivo
al Comando GUARDIA DI FINANZA – Taranto
alla PROCURA – Taranto


OGGETTO: ESPOSTO-DENUNCIA – Lavoratori appalto ArcelorMittal Taranto – Richiesta di urgente intervento.


...l'organizzazione sindacale Slai cobas per il sindacato di classe, chiede a codesti Enti di intervenire e fare accertamenti su irregolarità e violazioni contrattuali e normative – che brevemente di seguito si segnalano - nel passaggio di Ditta in corso dei lavoratori dell'appalto ArcelorMittal.
In particolare si segnala la situazione dei 201 lavoratori della Ditta Castiglia per cui è previsto il passaggio ad altre Ditte, Alliance Green Service Italia, Ecologica spa, Evoluzione ecologica, Mad, Ags Italia e Sea.
In questo passaggio, che provocherebbe uno smembramento dei lavoratori in più Ditte, le

pc 2 ottobre - L'affare soldi russi alla Lega - nuovi sviluppi

I sovranisti leghisti, il nazifaccendiere Savoini e il suo compagno di merende, Salvini, hanno preso i soldi di Putin. La prova è un "pizzino", la stessa tecnica di Provenzano
Il fascio-leghista Salvini, da ministro dell'Interno, ha mentito e ha snobbato il Parlamento. A fine luglio ha parlato in nome suo il presidente del consiglio Conte che rimarcava la "compattezza" della su maggioranza ("Ora non ci sono elementi per incrinare la fiducia con membri del governo") mentre i 5S erano usciti dall'aula del Senato.  Ora che questi elementi, invece, ci sono, se il Conte bis e il Parlamento oggi vorranno di nuovo archiviare il reato ministeriale, questo va denunciato tra le masse.
Salvini e tutti i faccendieri coinvolti nella vicenda dei rubli alla Lega vanno arrestati!

Soldi russi alla Lega, la prova in mano ai magistrati: spunta il “pizzino” di Meranda a Savoini
2 OTTOBRE 2019

Un foglio scritto a mano, fotografato e condiviso in chat tra i tre italiani che hanno partecipato all’incontro al Metropol
Uno schema, scritto a mano, ma dettagliato, su come 65 milioni di dollari sarebbero dovuti entrare nelle casse di via Bellerio. Un vero e proprio pizzino, fotografato, condiviso in chat e

pc 2 ottobre - Francia/Rennes confermato il carcere per Vincenzo Vecchi - continuare la mobilitazione in Francia come in Italia

Disordini al G8 di Genova, il tribunale di Rennes respinge la richiesta di scarcerazione di Vecchi

Roma - La corte d’appello di Rennes ha respinto la richiesta di scarcerazione di Vincenzo Vecchi condannato dalla corte d’Appello di Genova nel 2009 a 12 anni e mezzo per i fatti del G8 del 2001. Il capo d’imputazione era «complicità in furto con violenza».
Nel 2007 era stato anche condannato ad una pena di 4 anni di carcere dalla Corte d’Appello di Milano, per «complicità in devastazione continua». L’avvocato Catherine Glon, legale di Vecchi, parlando con l’agenzia France Presse si è detta «estremamente delusa» .Inoltre, ha affermato che «una delle condanne (quella di Milano) è stata integralmente eseguita e che si è estinta».
La giustizia francese ha chiesto a quella italiana maggiori dettagli a riguardo delle condanne comminate in Italia. In particolare i giudici di Rennes vogliono avere informazioni sul «termine di prescrizione dell’esecuzione della pena». Ma anche capire se la sentenza in appello di Genova sia stata «riformata dalla Corte suprema di Cassazione». In caso di risposta affermativa a quest’ultima domanda, i giudici italiani dovranno «precisare il tenore di questa sentenza» e indicare se sia o meno «definitiva». Tali informazioni dovranno pervenire al tribunale francese entro il 10 ottobre prossimo.

Manifestazione degli anarchici a Milano, più di duecento persone davanti al carcere di San Vittore per chiedere la liberazione di Vincenzo Vecchi. Serata di tensione a Milano per la grande manifestazione degli anarchici, radunatisi nei pressi del carcere di San Vittore per chiedere la scarcerazione di Vincenzo Vecchi, condannato per il G8 di Genova. Vecchi, latitante per anni, era fuggito in Francia, dove era stato arrestato lo scorso mese di agosto. E proprio in Francia il latitante di Genova era riuscito a costruirsi una nuova vita sfuggendo alla giustizia italiana. Manifestazione di anarchici a Milano, centinaia di persone in strada per chiedere la liberazione di Vecchi Il corteo di anarchici è partito alle ore 22 dalla Darsena e ha raggiunto il carcere di San Vittore, dove è detenuto Vincenzo Vecchi. Proprio nei pressi dell’istituto di detenzione i manifestanti hanno esploso petardi e lanciato fuochi d’artificio. Alla manifestazione hanno preso parte duecento persone circa, scortate dagli agenti della Polizia che hanno monitorato la situazione per evitare scontri e devastazioni.

Continua su: https://newsmondo.it/manifestazione-anarchici-milano-settembre-2019/cronaca/?refresh_cp


Tensione a Milano, manifestazione degli anarchici per la liberazione di Vincenzo Vecchi facebook Twitter Manifestazione degli anarchici a Milano, più di duecento persone davanti al carcere di San Vittore per chiedere la liberazione di Vincenzo Vecchi. Serata di tensione a Milano per la grande manifestazione degli anarchici, radunatisi nei pressi del carcere di San Vittore per chiedere la scarcerazione di Vincenzo Vecchi, condannato per il G8 di Genova. Vecchi, latitante per anni, era fuggito in Francia, dove era stato arrestato lo scorso mese di agosto. E proprio in Francia il latitante di Genova era riuscito a costruirsi una nuova vita sfuggendo alla giustizia italiana. Manifestazione di anarchici a Milano, centinaia di persone in strada per chiedere la liberazione di Vecchi Il corteo di anarchici è partito alle ore 22 dalla Darsena e ha raggiunto il carcere di San Vittore, dove è detenuto Vincenzo Vecchi. Proprio nei pressi dell’istituto di detenzione i manifestanti hanno esploso petardi e lanciato fuochi d’artificio. Alla manifestazione hanno preso parte duecento persone circa, scortate dagli agenti della Polizia che hanno monitorato la situazione per evitare scontri e devastazioni.

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pc 2 ottobre - Proletari Comunisti appoggia tutte le azioni di disobbedienza ai decreti sicurezza

Sindaco del Torinese disobbedisce al decreto Sicurezza: "Iscrivo lo stesso un migrante all'anagrafe"

La mossa di Nicola De Ruggiero, primo cittadino di Rivalta: "Garantisco un diritto a un cittadino, mi auguro di non essere il solo"

Rivalta, comune di 20 mila abitanti dell'area metropolitana di Torino, ha iscritto all'anagrafe comunale un richiedente asilo nonostante il divieto del decreto Sicurezza che dispone che chi non è ancora titolare di un permesso di asilo non può avere una carta di identità.
Il primo cittadino Nicola De Ruggiero ha provveduto a firmare il documento di persona. "So di

pc 2 ottobre - Piacenza - solidarietà con il compagno Pallavicini

E' giusto allontanare giornalisti che lavorano direttamente o 'indirettamente' con la DIGOS

Il compagno Carlo Pallavicini è stato indagato dalla procura della Repubblica di Piacenza perché avrebbe impedito a una giornalista piacentina di riprendere il corteo dell’anniversario della Liberazione. Per l’esponente del sindacato Si Cobas è stato così ipotizzato il reato di violenza privata .. già proprio per quel fatto dello scorso 25 aprile, la magistratura ha spiccato per l’esponente del collettivo ControTendenza la misura cautelare di obbligo di firma. Sempre secondo l’ipotesi accusatoria Pallavicini ex consigliere comunale a Piacenza per Rifondazione comunista durante il 25 aprile, avrebbe strattonato la giornalista.

All’origine del movimentato episodio vi sarebbero state precedenti frizioni per filmati e immagini che non erano stati graditi . Le indagini del caso sono state svolte dalla Digos e dalla squadra mobile. Complessivamente erano state chieste tre misure cautelari, ma due di queste (relative ad altre due persone coinvolte nell’episodio del 25 aprile) non sono state concesse dal gip. Il pm ha quindi ricorso in appello.

pc 2 ottobre - Appoggio e sostegno di 'proletari comunisti' a tutte le iniziative contro l'infame risoluzione anticomunista del Parlamento Europeo

Presidio sotto il Comune di Torino

Sotto il Comune di Torino, mentre in Sala Rossa si svolgeva come ogni lunedì il consiglio comunale, il Partito Comunista e il Fronte della Gioventù Comunista hanno organizzato un presidio per manifestare la  loro «contrarietà al Governo PD 5 Stelle e per denunciare l’ipocrisia degli Europarlamentari PD che hanno approvato la risoluzione che equipara Nazismo e Comunismo».
I manifestanti hanno spiegato che «questo governo giallo-ravanello, rosso fuori e bianco dentro, ha come unico interesse quello di garantire la poltrone dei ministri, non c’è alcun cambiamento rispetto al Governo precedente a trazione leghista. Le lavoratrici e i lavoratori italiani, le loro famiglie, il ceto medio sempre più impoverito rimangono fuori dall’attualità politica. Casa, lavoro, diritti sociali: sono queste le parole d’ordine della manifestazione nazionale del Partito Comunista il 5 ottobre a Roma».

pc 2 ottobre - Pernigotti - operai portati in un vicolo cieco dai piani padronali e dal fiancheggiamento di essi dei sindacati confederali e dei governi dei padroni

Pernigotti, giorni drammatici. Venduti anche i magazzini

NOVI LIGURE - Nei giorni in cui è in corso un disperato tentativo di riaprire le trattative per reindustrializzare lo stabilimento Pernigotti di Novi Ligure, è arrivata la notizia che gli attuali proprietari dell’azienda dolciaria hanno venduto gli ex magazzini che si trovano alla frazione Barbellotta, nell’area situata tra gli stabilimenti della ‘Novi Elah Dufour’ e la Gambarotta.
Non sono loro gli acquirenti, bensì imprenditori locali molto attivi nel settore della logistica. I magazzini erano inutilizzati da cinque anni per scelta dell’attuale proprietà, che prima ha deciso di trasferirli a Parma e successivamente li ha spostati nel centro logistico di Capriata d’Orba.
La cessione dell’ampia area situata ai lati del tratto della strada 35 bis dei Giovi che collega Novi Ligure con Serravalle Scrivia non appare legata alla brusca, e al momento inspiegabile rottura, delle trattative tra i proprietari dapprima con l’imprenditore Giordano Emendatori, che intendeva
acquisire il comporto dei prodotti per la gelateria, poi con la cooperativa Spes 1970, che aveva sottoscritto un preliminare di accordo per produrre in viale della Rimembranza cioccolato e torrone con il marchio Pernigotti.

Seguono altre notizie utili prese dalla stampa borghese

Chiorino: "Per salvare la Pernigotti favoriremo una cooperativa tra dipendenti"

L'assessore regionale al lavoro (della cricca fascista Fratelli d'Italia, n.d.r.): la legge Marcora soluzione per l'azienda dolciaria di Novi.
Previsioni? "I proclami preventivi li lascio fare ad altri". Elena Chiorino, responsabile del lavoro nella

pc 2 ottobre - Il manifesto, giornale di fiancheggiamento del governo anche nei suoi provvedimenti più reazionari

Una corrispondenza

ANCHE "IL MANIFESTO" TIFA PER IL TRUFFALDINO SISTEMA ELETTORALE MAGGIORITARIO
L’edizione telematica di sabato ventotto settembre del quotidiano il manifesto riporta un pezzo – firmato dalla brava Daniela Preziosi – dal titolo: «Frammenti di un (nuovo) discorso amoroso a sinistra».
La tesi sostenuta nello scritto è che finalmente, dopo anni in cui le varie anime della “sinistra” si parlavano soltanto per insultarsi, sembra esserci un’inversione di tendenza, nel trentesimo anniversario dello scioglimento del partito revisionista.
Come recita il catenaccio, in questo periodo si assiste ad «incontri informali, una rete e iniziative comuni. Per buttarsi alle spalle l’era delle divisioni»: ma, come sostiene un antico proverbio, non è tutto oro quel che luccica.
Se da una parte, leggendo l’articolo, troviamo il tentativo generoso degli esponenti della formazione denominata Possibile di costruire una casa comune con alcuni soggetti civici, dall’altra vengono citati personaggi che dovrebbero essere esclusi da qualunque legame com una formazione che si definisca di “sinistra”.
Il riferimento è all’avvocato milanese Giuliano Pisapia il quale, a differenza del dottor Pietro Bartolo, non solo ha votato l’infame documento anticomunista recentemente prodotto dal Parlamento europeo, ma non ha neppure fatto ammenda.
Infine, troviamo particolarmente fastidioso il passaggio finale dell’articolo, dove la bionda giornalista scrive che per poter discutere di unità della “sinistra” occorrerebbe una legge elettorale maggioritaria. 
A noi pare tutto il contrario: da quando vi fu quella truffa del referendum sul maggioritario – che si tenne nei giorni 18 e 19 aprile 1993, e vide schierato dalla parte del proporzionale soltanto il Partito della Rifondazione Comunista – abbiamo assistito a decine di scissioni del campo a cui si fa riferimento.

Bosio (Al), 02 ottobre 2019
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

martedì 1 ottobre 2019

pc 1 ottobre - DALLE CASE CHIUSE ALLE DONNE IN VETRINA PER FAVORIRE IL TURISMO - da Tavolo 4


LA LEGA, FASCIO-SESSISTA, PROPONE ANCORA UNA VOLTA DI FARE CASSA SUL CORPO DELLE DONNE, INVOCANDO IL RITORNO DELLO STATO PAPPONE

E’ di una decina di giorni fa la squallida e criminale notizia che parla di un consigliere leghista della regione Toscana, Roberto Salvini ( parente dell’altra melma fascio-sessista del leader della Lega?) che ha proposto di mettere le donne in vetrina al fine di favorire il turismo.

Ovviamente la cosa non ci sorprende affatto - anche se ci indigna profondamente e ci fa fortemente arrabbiare - giacché da anni la Lega, unitamente a tutto il centrodestra - ma anche ad una parte del centrosinistra, oltreché del M5S- tenta di buttare nella spazzatura la legge Merlin, proponendo

pc 1 ottobre - NOTE DALL'INTERVENTO NELLE MANIFESTAZIONI DEL 27 SETT. DI PROLETARI COMUNISTI - BG e TA


BERGAMO 
Corteo grosso che ha superato per presenze studentesche quello precedente, circa 5000.
I cartelli erano tantissimi, attivismo sfrenato, gli slogans (tanti in inglese) erano uguali a quelli delle altre città- effetto facebook.
Purtroppo, però, vi erano cartelli anche di tono maschilista e sessista molto visibili, compresi alcuni portati da studentesse.

Abbiamo parlato, discusso, polemizzato anche vivacemente, distribuendo il materiale, per tutta la durata del corteo. Bel confronto e contatti. 
Apertura al confronto, sensibilità su tanti punti, dal capitale distruttore ai cartelli maschilisti da cacciare dal corteo, passando per l’autorizzazione allo sciopero dei presidi, altra faccia della repressione che si manifesta con le retate antidroga (in quest’apertura di anno scolastico hanno praticamente eguagliato la quantità dell’intero anno precedente in provincia). E ancora sulla natura di questo Stato, qualità e finalità della scuola.
Non sono tutti "Gretini", ma per ora si muovono in questo contesto. L’elemento associativo, collettivo ha una sua forza.

E ci sono poi i fascisti, abbastanza intraprendenti. Non ho visto segni visibili nel corteo, ma gruppi di giovani dichiararsi fermamente anticomunisti e agitare i peggiori luoghi comuni della propaganda di destra alla vista dei volantini.

Altre presenze di movimento, fino all’Usb che ha indetto uno sciopero generale, sono state modeste, senza simboli e sono arrivate al massimo ad esprimere il no all’autostrada Bergamo-Treviglio, nuovo cavallo di battaglia locale interpretato in maniera arretrata e codista.

Diffuse in 600 copie le tre versioni dei disegni per la rivoluzione, fatti da Taranto, e 100 della presa di posizione sulla non adesione di proletari comunisti alla giornata, dati in maniera più mirata.

Giornata interessante istruttiva che conferma un grande lavoro che ci attende per niente scontato. E per il quale dobbiamo attrezzarci.

TARANTO
Intervento al corteo molto grosso, circa 5mila, con volantino (di cui riportiamo stralci) e affissione di

pc 1 ottobre - 27° ANNIVERSARIO DISCORSO "DALLA GABBIA" DEL PRES. GONZALO - NON MERA CELEBRAZIONE

Vogliamo riprendere il contributo dato dal presidente Gonzalo,  fino al suo arresto nel settembre del 1992, all'applicazione della linea, strategia, concezione maoista della guerra popolare sia per i paesi oppressi dall'imperialismo che per i paesi imperialisti. Lo facciamo riportando stralci dal lungo articolo "Sulla strategia e applicazione della guerra popolare in Italia" apparso sulla Rivista marxista-leninista-maoista La Nuova Bandiera, che riprende alcune parti dell'Intervista rilasciata dal Pres. Gonzalo nel 1988. 


Di questa Rivista sono in corso delle presentazioni - per info: pcro.red@gmail.com 


L'intervista integrale fu dai compagni che poi diedero vita al PCm -Italia pubblicata nel 1990 sull'allora giornale comunista "Rossoperaio". 

"...La guerra rivoluzionaria non nasce diversamente da come nascono tutti gli altri fenomeni della lotta di classe: nasce dalle masse, dalla loro pratica, dalla loro esperienza e trae da essa gli elementi di bilancio che vengono restituiti alle masse stesse nelle forme concentrate dal partito. Questo distingue in una certa misura molto ampiamente la nostra strada da quelle che altri gruppi ed esperienze hanno cercato di tradurre in paesi imperialisti come l’Italia.
Già Lenin sottolineava come ogni sciopero, per dire ogni lotta, che i lavoratori, proletari conducono suggerisce con grande forza agli operai l’idea del socialismo, della lotta di tutta la classe operaia per la sua liberazione dal giogo del capitale. Lo sciopero fa capire agli operai chi sono non soltanto i capitalisti, ma anche il governo, le leggi. Aggiunge Lenin che il governo stesso comprende molto bene che gli scioperi aprono gli occhi agli operai. E dice Lenin, citando un ministro degli Interni tedesco, ma potremmo dire qualsiasi ministro degli Interni di oggi, “dietro ogni sciopero è appostata l’Idra della rivoluzione”. Ecco perchè - dice Lenin - i “socialisti chiamano gli scioperi una scuola di guerra”. Quindi noi attingiamo le prime lezioni, dalla pratica applicata storicamente dal movimento comunista internazionale e dall’esperienza concreta che conduciamo nel corso di questa lotta.

Il Presidente Gonzalo nella sua magistrale intervista così affronta lo stesso problema: “Quello che scrisse Marx in ‘Passato, presente e futuro dei sindacati’... la lotta di rivendicazione è una guerra di guerriglia... La lotta per il salario, l’orario, le condizioni di lavoro e gli altri diritti che la classe,

pc 1 ottobre - Viva la Rivoluzione Cinese - Viva MaoTse Tung - Abbasso il regime socialfascista/socialimperialista/antioperaio e antipolare di XI Ping


pc 1 ottobre - GENERAL MOTORS LO SCONTRO SI FA DURO. Scene di guerra di classe nel ventre della bestia imperialista

da operai contro
 Seconda settimana di sciopero alla GM, picchetti, tentativi dei camionisti di sfondare, arresti degli operai di prima fila, licenziamenti per rappresaglia. Nell’era della realtà virtuale torna prepotente l’antica guerra della nostra epoca, quella fra operai e padroni.
Lo sciopero degli operai General Motors (iniziato lunedì 16 settembre) è arrivato alla seconda settimana e si sta scaldando. Gli operai in sciopero si trovano sotto la pressione sia di GM che dei crumiri. La prima ha sospeso unilateralmente l’assicurazione sanitaria ai 49.000 scioperanti, cercando di seminare paure e incertezze tra gli operai in sciopero. Mentre la tensione ai

pc 1 ottobre - Muore operaio di 40 anni nello stabilimento Fca di Cassino. PADRONI ASSASSINI!

È successo durante la notte nel reparto presse a freddo di Piedimonte San Germano. I sindacati hanno dichiarato sciopero di 8 ore su tutti e tre i turni
di CLEMENTE PISTILLI

Incidente sul lavoro nella notte nello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. La vittima è un operaio addetto alla manutenzione, il 40enne Fabrizio Greco, di Pontecorvo, che lascia una moglie e due bambine. L'incidente è avvenuto al reparto presse a freddo.
Da una prima ricostruzione, sembra che la vittima stesse spostando, insieme ad un altro collega, un macchinario in azione che gli ha provocato una profonda ferita al collo. Sono in corso indagini per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.
Sciopero di 8 ore su tutti e tre i turni. "La salute e la sicurezza sul lavoro sono un requisito ed un diritto imprescindibile. Non si può e non si deve morire durante il lavoro".

pc 1 ottobre - PARTE SUBITO ALLA FCA-SATA DI MELFI LA CAMPAGNA PER LO SCIOPERO DEL 25 OTTOBRE

pc 1 ottobre - San Ferdinando - Testimonianze dalla tendopoli: lavoratori autorganizzati sventano un nuovo subdolo tentativo di sgombero

Lo scorso mercoledì, davanti all'arbitrario tentativo di sgombero di alcune tende all'interno della tendopoli di San Ferdinando, gli abitanti e le abitanti dell'insediamento hanno portato avanti una strenua resistenza contro l'ennesimo sopruso istituzionale, impedendo che venissero distrutte molte delle tende dove vivono. 
Un altro subdolo tentativo di smantellamento alla vigilia dell’inizio della stagione agrumicola, mentre molte persone stanno già arrivando nella Piana e rischiano di non avere alcun posto dove vivere.
Inoltre alcuni lavoratori hanno iniziato a organizzarsi in maniera autonoma per pretendere un aumento di salario dal loro datore di lavoro, considerate le tante ore lavorate in condizioni estreme, minacciando di scioperare tutti se le loro richieste non verranno esaudite.
Di seguito la testimonianza di uno di loro, per ricordarci che davanti a sgomberi, repressione di stato e sfruttamento dei padroni l'unica risposta valida è sempre la lotta.

Campagne in lotta