giovedì 26 maggio 2016

pc 26 maggio - L'INDEBITAMENTO DELLO STATO SERVE L'INTERESSE DELLA FRAZIONE DEL CAPITALE FINANZIARIO DOMINANTE

Ieri come oggi. E Marx lo aveva spiegato...

Da "Le lotte di classe in Francia" - Karl Marx: da La disfatta del giugno 1848):

"...L'indebitamento dello Stato era... l'interesse diretto della frazione della borghesia che governava e legiferava per mezzo delle Camere. Il disavanzo dello Stato era infatti il vero e proprio oggetto della sua speculazione e la fonte principale del suo arricchimento. Ogni anno un nuovo disavanzo. Dopo quattro o cinque anni un nuovo prestito offriva all'aristocrazia finanziaria una nuova occasione di truffare lo Stato che, mantenuto artificiosamente sull'orlo della bancarotta, era costretto a contrattare coi banchieri alle condizioni più sfavorevoli. Ogni nuovo prestito era una nuova occasione di svaligiare il pubblico, che investe i suoi capitali in rendita dello Stato, mediante operazioni di Borsa al cui segreto erano iniziati il governo e la maggioranza della Camera. In generale la situazione instabile del credito pubblico e il possesso dei segreti di Stato offrivano ai banchieri e ai loro affiliati nelle Camere e sul trono la possibilità di provocare delle oscillazioni straordinarie improvvise, nel corso dei titoli di Stato; e il risultato costante di queste oscillazioni non poteva essere altro che la rovina di una massa di capitalisti più piccoli e l'arricchimento favolosamente rapido dei giocatori in grande. Perché il disavanzo dello Stato era nell'interesse diretto della frazione borghese dominante, si spiega come le spese straordinarie dello Stato negli ultimi anni del governo di Luigi Filippo superassero di molto il doppio delle spese straordinarie dello Stato sotto Napoleone e toccassero quasi la somma annua di 400 milioni di franchi, mentre l'esportazione media complessiva della Francia raggiungeva di rado la somma di 750 milioni di franchi. Le enormi somme che in tal modo passavano per le mani dello Stato davano inoltre l'occasione a contratti di appalto fraudolenti, a corruzioni, a malversazioni, a bricconate d'ogni specie. Lo svaligiamento dello Stato, che si faceva in grande coi prestiti, si ripeteva al minuto nel lavori pubblici. I rapporti tra la Camera e il governo si moltiplicavano sotto forma di rapporti tra amministrazioni singole e singoli imprenditori...".

pc 26 maggio - FORMAZIONE OPERAIA - LA SPARTIZIONE DEL MONDO TRA I COMPLESSI CAPITALISTICI

Riprendiamo il lavoro sul libro di Lenin "L'imperialismo fase suprema del capitalismo", trattando il V capitolo "Sulla spartizione del mondo tra i complessi capitalistici", che ci porta in pieno nella situazione che stiamo vivendo ai nostri giorni e ci fornisce un importante strumento per comprendere le posizioni giuste e le posizioni sbagliate.


Scrive Lenin:“Le associazioni monopolistiche dei capitalisti - cartelli, sindacati, trust - anzitutto spartiscono tra loro il mercato interno e si impadroniscono della produzione del paese. Ma in regime capitalista il mercato interno è inevitabilmente connesso col mercato esterno. Da lungo tempo il capitalismo ha creato il mercato mondiale. E a misura che cresceva l'esportazione di capitali, si allargavano le relazioni estere e coloniali e le “sfere di influenza” delle grandi associazioni monopolistiche, “naturalmente” si procedeva sempre più verso accordi internazionali tra di esse e verso la creazione di cartelli mondiali.
Questo è un nuovo gradino della concentrazione mondiale del capitale e della produzione, un gradino molto più elevato del precedente”.

Lenin nella sua straordinaria opera 'L'imperialismo' già qui definisce lo stato del mondo che a cent'anni di distanza è ancora lì, a dimostrarci la differenza tra scienza e visioni superficiali, tra marxismo e ciarlataneria.
Quello che serve oggi ai proletari è innanzitutto la chiarezza semplice del mondo in cui vivono, chiarezza su chi sono i nemici, chiarezza del perchè gli operai di tutto il mondo, i popoli e le classi oppresse dall'imperialismo devono unirsi, e che solo da questa unità internazionale può scaturire la forza materiale per combattere questo sistema.

Lenin nella sua opera non si limita ad enunciare il processo ma lo analizza attraverso i dati a sua

pc 26 maggio - Crisi, guerra commerciale, protezionismo: sindacati confederali in prima fila a difendere gli interessi dei padroni italiani


Tk-Ast,  Fim Cisl manda un messaggio all’Europa: «No alla Cina come economia di mercato»

Marcelli: «Sovrapproduzione globale di acciaio ha tolto all’Europa 100 mila posti di lavoro
«L’Italia tra i paesi europei è stata quella più fortemente penalizzata e danneggiata dalla stagnazione di produzioni e dalla competizione sleale e dumping a vantaggio della Cina». La posizione di Fim Cisl non ammette interpretazioni, netta la contrarietà espressa dai rappresentanti del sindacato dei metalmeccanici rispetto al riconoscimento dello status di economia di mercato alla Cina: «Comporterebbe pesanti conseguenze sull’occupazione dell’industria manifatturiera nei nostri paesi, soprattutto nei settori di base dell’industria tra cui la siderurgia».
Fim Cisl da Luc Triangle Si è svolta mercoledì mattina presso la commissione attività produttive presieduta da Guglielmo Epifani, l’audizione di Luc Triangle, segretario aggiunto di Industrial Europe in rappresentanza della Ces (Confederazione dei sindacati europei) accompagnato da Raffaele Apetino, responsabile nazionale della siderurgia della Fim Cisl e da Riccardo Marcelli, coordinatore nazionale ThyssenKrupp, sempre della Fim Cisl.
Tk- Ast sotto i riflettori La questione dell’industria siderurgica, è stato sottolineato nel corso dell’incontro, riguarda molto da vicino il nostro Paese, tra i primi posti in Europa per la produzione di acciaio: «Un valore – hanno detto Apetino e Marcelli – per tutto il sistema industriale che va preservato, evitando che subisca spostamenti di produzioni verso paesi extra-europei. L’eccessiva capacità produttiva di acciaio a livello globale, ha generato in Europa una riduzione di oltre 100.000 posti di lavoro: da 425.000 posti di lavoro nel periodo pre-crisi, agli attuali 317.000». Politiche di investimenti, ammodernamento delle aziende siderurgiche e produzione d’acciaio nel rispetto dell’ambiente le ricette dettate da Fim Cisl.
La siderurgia in Italia «Non accetteremo – hanno detto i rappresentanti del sindacato di categoria – ciò che sta accadendo in Inghilterra dove tutto il settore siderurgico è in vendita. La siderurgia per il nostro Paese rappresenta la dorsale del sistema industriale, rinunciarvi significherebbe oltre che mettere a rischio migliaia di posti di lavoro, minare la sostenibilità non solo del settore siderurgico ma dell’industria dell’intero Paese».

pc 26 maggio - Renzi: 'L'Italia organizzerà G7 del 2017 in Sicilia.....

"Vi scrivo mentre sono in volo verso il Giappone per il G7. Molti gli argomenti che la presidenza nipponica ha messo in agenda, in attesa di passare il testimone all'Italia che organizzerà l'appuntamento nel 2017 in Sicilia". Lo annuncia il premier Matteo Renzi nell'e-news mentre è in viaggio per il G7. "Molti - dice Renzi - gli argomenti che la presidenza nipponica ha messo nell'agenda del G7. E molti sono i punti che interessano e riguardano il nostro Paese a cominciare dalle tematiche su cui saremo noi ad introdurre il dibattito, vale a dire energia e migrazioni". Il premier si dice "molto contento della rinnovata attenzione alle proposte dell'Italia", in particolare al Migration

pc 26 maggio - "UNA MATTINA MI SONO SVEGLIATA..." - UN LAVORO DI RICERCA, DOCUMENTAZIONE SU DONNE E RESISTENZA

Uscito in formato opuscolo il primo lavoro di ricerca, documentazione sulle donne nella Resistenza antifascista. Per richiederlo: mfpr.naz@gmail.com

pc 26 maggio - Solidarietà agli studenti che a Urbino hanno contestato i baroni della guerra e i militari che avevano occupato l'università

striscione a scienze politiche a Bologna

Mercoledì 25 maggio, l'università Carlo Bo di Urbino è stata trasformata in una caserma militare, difatti in occasione della presentazione di un nuovo master sulla comunicazione strategica nello scacchiere geopolitico, hanno sfilato per le strade e per i corridoi vari alti gradi di tutte le forze armate. È inaccettabile che dentro un luogo che dovrebbe dispensare sapere libero e critico, i bracci armati del potere, con la complicità della stessa università, propongano un corso che tratterà le migrazioni come un problema e che parlerà della gestione di situazioni critiche (critiche perché destabilizzate dalle stesse alleanze militari delle quali si aveva l'occasione di vedere qualche esponente oggi). Siamo andati per portare dissenso, per dare la nostra opinione, per ribadire che l'università che vogliamo è libera, non militarizzata e solidale oltre che pubblica e laica. Abbiamo semplicemente attaccato uno striscione: “non lasciare in pace chi la guerra fa”, e distribuito qualche volantino che riportava due riflessioni fugaci, ma la cosa non è piaciuta alla DIGOS che, avvisata del nostro arrivo, si è subito fiondata da noi minacciando di denunce e ripercussioni. Oggi abbiamo nuovamente imparato che tutto si può dire, basta che non tocchi istituzioni come Stato e Università però. Liberi di criticare ma solo ciò che non è scomodo. 

Segue il volantino distribuito
QUESTA GUERRA CI PUZZA - NO ALLA PRESENZA MILITARESCA NEI LUOGHI DI FORMAZIONE E CULTURA
Collettivo Per l'Autogestione·Mercoledì 25 maggio 2016

 Mercoledì 25 maggio all’interno della Carlo Bo presenziano, con la complicità del rettore e del baronaggio, i militari dell’esercito italiano, nello specifico il sottocapo di Stato maggiore e il generale di Corpo d’Armata Giovan Battista Borrini, e del colonnello Diego Filippo Fulco, comandante del 28’ reggimento Pavia per svolgere un seminario sulla comunicazione strategica

pc 26 maggio - I maoisti francesi: Grève, blocage, occupation, jusqu'au retrait !

Parti Communiste maoïste 
foto di Parti Communiste maoïste.
Et ça continue! Depuis ce matin, la plateforme d'Attac logistique est bloquée, ainsi que le transporteur Jacky Perrenot, dans la zone industrielle de Cournon (63).
foto di Parti Communiste maoïste.
L'unité à la base se développe, avec les paysans et paysannes et leurs tracteurs qui ont rejoint le piquet, ainsi que d'autres travailleurs et travailleuses d'autres entreprises.
Développons l'unité à la base ! 
foto di Parti Communiste maoïste.
foto di Parti Communiste maoïste.
Libercourt (62), lors des rencontres nationales des luttes de l’immigration et des quartiers populaires FUIQP , des slogans scandés pour la libération de Georges Abdallah.- Comitè antimperialiste


pc 26 maggio - In Francia grande lotta operaia, studentesca, popolare ma anche odio contro la polizia a la repressione antioperaia e studentesca, lo stato d'emergenza, e solidarietà con i prigionieri politici

Jeudi 26 mai : nouvelle journée de grèves, blocages et manifestations contre la loi Travail et son monde

La mobilisation contre la loi Travail rentre dans une phase déterminante et les grèves, blocages et manifestations se durcissent. D’autre part, le gouvernement réprime le mouvement social tant au niveau policier, judiciaire que législatif.

Piquets, blocages et assemblées de cette journée :
- 6h00 : Action "Rio Grande" de blocage économique. RDV sur la ligne 13 station Basilique de Saint-Denis sur le quai direction Université de Saint-Denis
- à partir de 6h30 : Soutien au piquet de grève des cheminot-e-s du Technicentre du Landy, 147 rue du Landy - RER D La Plaine
- 9h30 : Assemblée générale de grève à Gennevilliers au 3 rue Lamartine, Métro 13 Les Agnettes
- 10h30 : Assemblée générale des grévistes de l’éducation à la Bourse du travail de Paris (3, rue du Château d’eau, métro République)
- 10h30 : Assemblée générale interprofessionnelle du 93 puis à 12h30, départ commun en cortège de la Bourse du travail à la manifestation à Bastille
- 10h30 : Assemblée générale des grévistes d’Argenteuil puis
- 10h30 : Assemblée générale départementale éducation 94 à la Maison des syndicats de Créteil puis départ commun à Bastille
- 13h00 : Cortège commun des assemblées de quartier Place des Fêtes, Belleville et Sorbier jusque Bastille
- 13h00 : Rassemblement unitaire Paris 13e, devant Italie 2
- 17h00 : Deuxième assemblée générale interfacs / interlycées Île-de-France RDV Paris 6 Jussieu au pied de la Tour 54
  • Blocage tôt le matin et une partie de la journée d’un dépôt pétrolier à Coignières (Saint-Quentin en Yvelines).
     - 396.9 ko


Plain cloth policemen arrest a man during clashes between anti-riot police and protesters during the traditional May Day demonstration in Paris on May 1, 2016.    AFP PHOTO / ALAIN JOCARD / AFP PHOTO / ALAIN JOCARD

Rassemblement de solidarité avec les prisonnières en lutte à la maison d’arrêt de Fresnes !

Samedi 28 mai 2016 rassemblement à 11h00 au carrefour de la déportation à Fresnes. C’est à l’extérieur de l’enceinte pénitentiaire au bout de l’avenue de la liberté, côté femmes.
Ce rassemblement c’est un appel à soutenir la lutte des femmes contre leurs conditions de détention et dénoncer la répression qui a touché une prisonnière basque. On se joindra aux proches de détenu-es basques venus dans deux cars pour visiter et soutenir les prisonnie-res en lutte.
Dans le courant du mois d’avril, les femmes de la Maison d’Arrêt de Fresnes se mobilisaient pour demander le respect de leur droit et de meilleures conditions de détention. Une lettre comportant la signature de 40 prisonnières avait été remise à la direction, exprimant un certain nombre de revendications, parmi lesquelles la résolution des graves problèmes d’hygiène, l’accès aux UVF, un traitement plus respectueux de la part des surveillantes, de meilleures conditions pour les prisonnières enceintes...
N’ayant obtenu aucune réponse, le 2 mai, elles ont réalisé un blocage symbolique de la cour de promenade pendant 10 minutes, refusant de regagner leur cellule.
La direction a alors désigné la détenue basque Itziar Moreno comme instigatrice de la mobilisation. La jeune femme a été envoyée en isolement pour une durée qui pourrait s’allonger indéfiniment ! Cela est particulièrement inquiétant.
En réaction, les deux autres détenues basques de la MAF, Ekhiñe Izaguirre et Iratxe Sorzabal, ont forcé leur entrée au mitard.
La punition infligée à Itziar Moreno a aussi fait réagir du côté de la Maison d’Arrêt des Hommes à Fresnes, Osny et Meaux, où les détenus basques ont entamé une grève de la faim et autres actions, jusqu’à ce que la situation d’Itziar Moreno se régularise.
(La solidarité déployée par les prisonnier-es basques et leurs proches est un exemple à suivre !)
Ce n’est pas un hasard si depuis quelques mois des prisonnières se mobilisent dans les maisons d’arrêt, que ce soit à Fleury ou à Fresnes. Les conditions de détention ne cessent de se dégrader, sous prétexte de sécurité, l’administration pénitentiaire isole, fouille, limite les mouvements (accès à la promenade, aux activités,...). Elle trouve les moyens pour installer des portiques de sécurité partout, mais n’a plus les moyens de remettre une trousse d’hygiène mensuelle aux détenues.
Dans un contexte de plus en plus répressif, les droits des prisonnier-es ne sont pas respectés. Que ce soit pour le maintien des liens familiaux (rapprochement familial, UVF,...), pour l’accès à la santé (libération des prisonnier-es malades, prise en compte des femmes enceintes,...), ou pour le respect de la dignité des personnes détenues et leurs proches.
Les juges prononcent des peines de plus en plus longues, refusent les conditionnelles, et chaque revendication ou résistance peut se transformer en sanction de l’administration pénitentiaire, voire même en condamnation pénale. De la simple rébellion à l’évasion, car comme disait Mesrine « le droit de tout homme enfermé est de s’évader ».
C’est par l’organisation collective qu’on arrivera à relayer les luttes, être plus nombreux à se solidariser et gagner du terrain, briser l’isolement, l’arbitraire et en finir avec ce système carcéral !
Pour soutenir les revendications et dénoncer la répression venez nombreux au rassemblement avec de quoi faire du bruit !
Pour se rendre au rassemblement par les transports en commun :
( c’est facile, et mieux desservi que Fleury !)
- Prendre le RER B (direction St Rémi les Chevreuse) jusqu’à La Croix-de-Berny, puis le bus Tvm (direction Saint-Maur – Créteil) jusqu’à l’arrêt Docteur Tenine (2 arrêts).
Ou
- Prendre le RER B (direction Robinson) jusqu’à Arcueil-Cachan, puis le bus 187 (direction Charcot-Zola) jusqu’à l’arrêt carrefour de la déportation (12 arrêts).
- On peut aussi prendre le bus 187 directement à Porte d’Orléans (19 arrêts).
Pour un départ groupé :
Rendez-vous au milieu du quai du RER B Cité Universitaire, à 10h15, et sans retard !
Pour ceux qui ne pourront pas se déplacer, vous pouvez aussi envoyer le courrier suivant, accommodé à votre sauce :
A l’attention du Directeur de la M.A. Fresnes
M. Scotto
3, Allée des Thuyas
94.261 – Fresnes Cedex France
Fax : 00 33 1 43 50 40 08
Monsieur Scotto,
Je soussigné, ( ), par la présente, je veux dénoncer les punitions injustes et démesurées imposées aux Prisonnières Politiques Basques dans la MAF de Fresnes.
Je vous signale que les revendications des droits fondamentaux des détenues ( droit à l’hygiène, au respect a l’intimité, a être traitées dignement… ) sont tout à fait légitimes. Et par conséquent ces requêtes devraient être entendues et mises en place.
Je vous rappelle que l’isolement et/ou le mitard sont des mesures qui entraînent de graves conséquences pour la santé physique et psychologique des personnes. C’est la raison pour laquelle ces mesures sont considérées par les organisations internationales de défense des droits humains comme de la torture blanche.
Je dénonce énergiquement l’utilisation de ce type de pratiques brutales et arbitraires en réponse à de simples demandes de respect des droits essentiels des personnes, portées par un grand nombre de prisonnières.
Je dénonce également la violence subie par Itziar Moreno au moment où elle a été menée à la cellule d’isolement.
Je vous demande donc, de mettre fin immédiatement aux mesures répressives appliquées à Iratxe Sorzabal, Ekhiñe Eizaguirre et Itziar Moreno.
Et donner suite aux revendications des femmes.
Dans l’attente de votre compréhension.

pc 26 maggio - Infame storia di razzismo assassino a Parma



                                                                         Squadroni della morte a Parma

Nella civilissima Parma, un delitto particolarmente efferato che non sembra attirare i riflettori come altri casi simili. Forse perché la vittima è un ragazzo tunisino, torturato e ucciso per futili motivi da un commando che ha agito sotto la guida di due “insospettabili” cittadini italiani
Nella notte fra il 9 e il 10 maggio scorsi, una sorta di squadrone della morte, capeggiato da due individui di mezz’età, fa irruzione nel modesto appartamento di un uomo sui trent’anni. I sei, a volto scoperto, indossano guanti di lattice e sono armati di una mazza da baseball, una spranga di ferro, un martello, un tirapugni, una pinza a pappagallo, perfino un guanto in maglia d’acciaio. Non v’è dubbio alcuno, dunque, che intendano dare una lezione assai dura alla loro vittima.
Colto di sorpresa e abbandonato dall’amico ch’era in casa – forse fuggito in preda al panico alla vista dello squadrone – lo sventurato dapprima tenta di difendersi, poi soccombe alla violenza dei suoi carnefici. Così che questi, in specie i due capibanda, potranno svolgere con tutta calma l’opera di

pc 26 maggio - Grecia - il governo TSIPRAS non solo sgombera i migranti ma diventa parte integrante del blocco militare Usa-Israele

Esercitazioni militari congiunte tra USA, Israele e Grecia

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha denunciato le esercitazioni militari congiunte tra la marina dell’occupazione israeliana, la marina statunitense e la marina greca, svolte in una base NATO situata in Grecia, riferendosi all’iniziativa come una minaccia contro il popolo palestinese e l'intera regione araba, che deve essere quindi contrastata da tutte le forze progressiste in Grecia e negli Stati Uniti così come dal movimento di solidarietà con la Palestina.

alt
L'attuale governo della Grecia si era impegnato ad interrompere la cooperazione militare con Israele. Oggi invece la marina greca è impegnata in esercizi di "formazione congiunta” con lo stesso esercito di questa brutale occupazione, responsabile della distruzione delle terre e delle vite palestinesi. Lo Stato sionista continua la costruzione di insediamenti, la confisca delle terre ai palestinesi, procede con la demolizioni di case, mantiene sotto assedio Gaza e prosegue con gli arresti di massa e le esecuzioni di giovani palestinesi.
L'esercitazione militare in atto prevede anche la “formazione” per attacchi sulle navi in mare. Non

pc 26 maggio - Per il boicottaggio elettorale in diverse città il 28 maggio

 28 Maggio in piazza, autonomi e indipendenti dal teatrino elettorale!

29n.2Sabato 28 maggio, a pochi giorni dal voto per il rinnovo delle giunte di diversi comuni italiani (tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna) diverse realtà di lotta scenderanno in piazza, per portarvi le ragioni delle lotte sociali nei territori come discusso nell’ultimo momento di confronto della rete Abitare Nella Crisi.
Agitazione sul terreno del diritto all’abitare, con la resistenza agli sfratti e agli sgomberi e la difesa delle occupazioni; mobilitazioni del proletariato giovanile e studentesco; lotta nel settore della logistica; mobilitazioni di quartiere e per la difesa dei territori dalla devastazione sociale e ambientale capitalistica. Questi i temi al centro delle piazze, che muoveranno nella convinzione che al centro dell’opposizione sociale c’è in questa fase la necessità di attaccare dal basso l’operazione portata avanti dal governo Renzi e di smontare ulteriormente la fiducia in un teatrino elettorale sempre più inutile quanto a effetti reali sulla vita delle persone.
Al centro della lotta l’opposizione ad un governo che è sempre più disposto, con ogni mezzo necessario, a silenziare le lotte sociali mentre compie l’inizio del percorso che lo condurrà alla scadenza referendaria di ottobre; una consultazione che si configura sempre più come spartiacque rispetto alla credibilità e all’efficacia della governance renziana e alla sua tenuta. Ma mentre si vuole silenziare ogni esperienza di lotta che non si pieghi all’accettazione di un sistema di costante attacco ai diritti, dal JobsAct allo Sblocca Italia, dalla Buona Scuola alle riforme costituzionali si vede sempre più emergere il fallimento di questo governo nel rilanciare l’economia e il consenso verso le istituzioni.
La disoccupazione continua ad aumentare, mentre la crescita è a livelli da zero virgola; il fallimento del JobsAct a incentivi finiti si accompagna ad un sempre maggiore scollamento tra società ed istituzioni testimoniato dalle continue dure contestazioni a Renzi ma anche ai suoi (finti) competitors come Salvini. Per i movimenti, la necessità di dare ulteriore forza ai percorsi di radicamento sociale e disvelamento dell’illusione renziana, accumulando consenso e costruendo percorsi capaci non solo di resistere, ma anche di proiettarsi all’attacco.

Di seguito l’elenco delle piazze con i relativi concentramenti:

Torino
ore 16 piazza Carlo Felice
https://www.facebook.com/events/1751679241740778/

Milano
ore 16.30 fermata metro Romolo
https://www.facebook.com/events/519880158213666/

Bologna
ore 16 piazza dell’Unità
https://www.facebook.com/events/495218637330206/

Firenze
ore 15 piazza San Lorenzo
https://www.facebook.com/events/1722347788032858/

Roma
ore 14 Porta Pia
http://www.abitarenellacrisi.org/wordpress/2016/05/18/il-governo-scatena-la-guerra-ai-poveri-noi-stiamo-dallaltra-parte-285-mobilitiamoci/

Brescia
ore 9 piazza Garibaldi
https://www.facebook.com/events/264785767206989/

Catania
ore 18:00 via San Giuliano
https://www.facebook.com/events/856331377811092/

pc 26 maggio - Per il Partito Comunista maoista - Prolegomeni 8

L’organizzazione di partito in un paese imperialista per i mezzi e i fini che persegue ha bisogno di costruirsi come capace di agire in tutte le condizioni, di utilizzare tutte le forme di lotta, di basarsi su una strategia che ha l’obiettivo della rivoluzione per la presa del potere da parte delle classi sfruttate. 
La borghesia e il suo Stato, ma soprattutto quelle forze che agiscono volente o nolente per suo conto nelle file proletarie e nel movimento di massa, invece hanno lo scopo di impedire l’organizzazione di un tale partito.

mercoledì 25 maggio 2016

pc 25 maggio - Messina: il business della deportazione dei migranti con la complicità del governo Renzi

di Antonio Mazzeo

Prima l’identificazione e l’invito a dimenticare nome, cognome e luogo di provenienza in cambio di un numero identificativo che dovrai tenere impresso per giorni, mesi, forse anni. Un panino, una bottiglietta d’acqua, un’interminabile fila per pisciare dentro un nauseabondo scatolone di plastica arroventato dal sole. Per la doccia, ti spiegano, dovrai attendere ancora un giorno, se tutto va bene. Qui, al massimo, c’è una fontanella per sciacquarti la faccia. Poi un’altra fila per stiparsi dentro a un bus, altri tanfi di carne umana e gasolio e la deportazione verso l’ignoto. Mille, mille e duecento, mille e cinquecento km di strade e autostrade sino ad una squallida tendopoli alla periferia di Torino o Milano o a un albergo-pensione a tre stelle in un’isolata frazione alpina del Trentino o dell’Alto Adige. Una macchina ormai oleata, rigida, burocratica, scientifica quella che regola la deportazione di decine di migliaia di richiedenti asilo dalla Sicilia ai campi di prima, seconda ed eterna accoglienza del centro e nord Italia. Un sistema disumano e disumanizzante che accanto al modello dell’“accoglienza” affidata a coop, onlus, aziende e faccendieri del sociale, in assenza di controlli, genera immani e immondi profitti per uno sparuto gruppo di proprietari di bus e minibus.

pc 25 maggio - TORINO Boicottaggio elettorale

 Torino, verso il #28Maggio. Contestata la conferenza dei candidati sindaci

teatro carignanoIeri sera al Teatro Carignano di Torino si è tenuta una conferenza all’americana con i 7 dei 17 candidati sindaci che si sfideranno per le amministrative del 5 giugno. Una confronto “pubblico” organizzato da “La Stampa” nel quale gli aspiranti sindaci si sono espressi su vari temi, dalla casa, alla sicurezza, dalla legalità all’immigrazione. Su questi temi i sette candidati, Piero Fassino (PD), Marco Rizzo (Partito Comunista), Chiara Appendino (M5S), Alberto Morano (LegaNord e Fdi), Osvaldo Napoli (Forza Italia), Giorgio Airaudo (Sel) e Roberto Rosso (Centro destra e Moderati) si sono espressi più o meno con toni rassicuranti e pieni di buoni propositi: sulla casa, Rizzo dichiara che “la requisizione delle case sfitte dei grandi gruppi immobiliari” per far fronte all’emergenza abitativa, Airaudo, ex leader Fiom, si fa promotore del turismo e del lavoro dice “Sia benvenuto il turismo – dice – ma non dimentichiamo il nostro saper fare e l’industria dell’auto che ci ha fatti grandi. Fca a non deve lasciare Torino” mentre Fassino promette più vigili nelle strade e più poliziotti, in stile “come militarizzare la città” di solito cavallo di battaglia delle destre e non della “sinistra”. Fra le altre dichiarazioni e promesse varie, l’Appendino dice “Il mio primo provvedimento, in caso di vittoria, sarà quello di creare un fondo di 5 milioni per rimettere al centro le piccole e medie imprese e il lavoro”.
Queste le varie promesse/proposte di alcuni degli aspiranti sindaci fatte alla platea del Teatro Carignano. Una platea rigorosamente al chiuso che applaudiva o meno secondo la propria inclinazione politica o esprimendo sarcasmo per le dichiarazioni fatte.
Questa in sintesi la cronaca della serata, ovviamente finita sulle pagine dei giornali locali e in rete. Quello che ovviamente non è stato citato dai giornali locali, se non marginalmente, è stata la contestazione che gli occupanti dello Spazio Popolare Neruda hanno portato in piazza Carignano, ai quali è stato negato l’ingresso per paura di contestazioni.
Il dato politico della serata è che comunque venga intesa questa corsa alla poltrona da sindaco, nessuno dei 7 si è posto il problema di come si possa lasciare fuori una composizione sociale che

pc 25 maggio - Sbirri assassini, carcerieri torturatori. Vigliacchi di Stato all'ombra di Renzi/Alfano assolti, impuniti

Lecco / Assolti i carabinieri accusati del pestaggio di Isidro Diaz

Subì la perforazione di un timpano e perse la vista da un occhio. L’avvocato Anselmo: “Tutte le lesioni sono dovute alle violenze perpetrategli dopo il fermo da parte dei carabinieri”. Già condannato in Cassazione un agente.

24 maggio 2016 - 17:02

Luciano Isidoro Diaz

Ancora un’auto assoluzione da parte dello Stato nei confronti di Luciano Isidoro Diaz, il ragazzo argentino che sette anni fa venne fermato lungo l’autostrada per Voghera da una volante dei carabinieri e ha denunciato le violenze che seguirono al fermo. A renderlo noto dal suo profilo Facebook, è stato l’avvocato Fabio Anselmo che da tempo segue la causa: “Oggi pomeriggio è stata confermata la sentenza di assoluzione per insufficienza di prove nel processo contro i carabinieri accusati di aver pestato violentemente Luciano Isidro Diaz, nella caserma di Voghera. Attenzione: nessuno può gioire o cantare vittoria. Il 5 aprile del 2009, Luciano ha subito – a causa del pestaggio – la perforazione timpanica sia all’orecchio destro, sia a quello sinistro. Ha avuto un doppio distacco della retina con perdita della funzione visiva di un occhio e compromissione grave per l’altro. Per queste violenze è stato già condannato – con sentenza confermata dalla Suprema Corte di Cassazione – il carabiniere Iachini. Anche la sentenza di oggi, purtroppo confermativa di quella di primo grado, riconosce che tutte le lesioni subite da Luciano sono state dovute alle violenze perpetrategli quel 5 aprile dopo il fermo da parte dei carabinieri. Ci rivedremo in Cassazione, avendo comunque come punto fermo che la vita di Luciano è stata gravemente e irrimediabilmente compromessa dallo Stato e nessuno potrà mai affermare il contrario”

Milano / Michele Ferrulli, lo Stato assolve sé stesso

Sentenza di appello per gli agenti di polizia imputati dell’omicidio preterintenzionale del manovale morto nel 2011 per arresto cardiaco mentre veniva ammanettato. L’accusa aveva chiesto pene comprese tra i 16 mesi e i 7 anni.

24 maggio 2016 - 14:48

(di Checchino Antonini da Popoff)

Murales per Michele Ferrulli«E’ una sentenza vergognosa arrivata solo perché sul banco degli imputati c’erano quattro appartenenti alle forze dell’ordine – dice Domenica, da cinque anni in cerca di verità e giustizia – con questa sentenza perde l’Italia intera, ma noi non ci fermeremo e andremo avanti perché mio padre deve avere giustizia». Parla con le lacrime agli occhi, Domenica Ferrulli, figlia di Michele, il manovale morto nel 2011 per arresto cardiaco mentre veniva ammanettato, dopo la sentenza che ha confermato in appello l’assoluzione per i quattro poliziotti imputati. Sembra proprio l’ennesima volta che lo Stato assolve sé stesso, così pensano gli attivisti di Acad che hanno seguito il processo e, con la stessa Domenica, hanno dato vita recentemente a una delegazione di vittime di abusi in divisa al Parlamento europeo. Per i legali dei quattro agenti, gli avvocati Massimo Pellicciotta e Paolo Siniscalchi, «la verità trionfa sempre e questo era un processo in cui il fatto era prevalente su tutto». I difensori hanno sottolineato come «per fortuna c’era un video che ha fatto giustizia sull’emotività e sulle suggestioni». Il riferimento è a un filmato che ha ripreso la scena dell’arresto ed è stato acquisito agli atti dell’inchiesta e dei processi ma per avere idea su quale sia la ratio di questa sentenza bisognerà attendere le motivazioni con le quali la corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato le assoluzioni dei 4 poliziotti che erano imputati per omicidio preterintenzionale nel processo per la morte di Michele Ferrulli mentre gli uomini delle volanti lo stavano ammanettando a terra. In primo grado, nel luglio 2014, gli agenti erano stati assolti. Il sostituto pg di Milano aveva chiesto di ribaltare il verdetto di assoluzione di primo grado (decisa il 3 luglio 2014 dal Tribunale) e condannare i poliziotti a pene comprese tra i 16 mesi e i 7 anni e 8 mesi di carcere, distinguendo le responsabilità e le accuse di omicidio preterintenzionale e colposo.

Pestato a sangue il detenuto che denunciò le torture in carcere


Cella, carcere.
Richiesta di aiuto.
Si è conclusa pochi minuti fa l’ ispezione del deputato Vittorio Ferrairoli e dell’ Avv. Fabio Anselmo nel carcere di Piacenza dove è detenuto attualmente Rachid Assarag, il detenuto che registrò il personale del carcere di Parma mentre praticava e ammetteva torture e violenze dentro la struttura carceraria. Rachid è stato trovato in condizioni GRAVISSIME, PIENO DI SANGUE E CON ENORMI EMATOMI.
L’ on Ferrairoli è stato costretto ad abbandonare con la forza la struttura penitenziaria. UN FATTO GRAVISSIMO.CARCERE PIACENZA, M5S: IL DEPUTATO FERRARESI OFFESO E ALLONTANATO CON LA FORZA DURANTE ESERCIZIO DELLE PROPRIE FUNZIONI IN ISPEZIONE A SORPRESA
“Continuano le aggressioni e le violenze contro il detenuto Rachid Assarag che ha denunciato il clima di violenze e vessazioni nelle carceri italiane. Oggi ho potuto constatare di persona quanto sta succedendo nel carcere di Piacenza. In merito a quanto denunciato dallo stesso Assarag. Una chiazza enorme di sangue sul pavimento, sangue anche sul materasso totalmente bagnato, ematomi da violente percosse al di sotto le gambe, i pantaloni strappati, un occhio pesto. Tutto questo in una cella dalle condizioni gravi e intollerabili con finestra chiusa, senza acqua e con feci nel wc. La polizia penitenziaria e la vice direttrice hanno provato a smentire quanto era chiaramente visibile”.
Vittorio Ferraresi, capogruppo M5S del Movimento Cinque Stelle denuncia quanto avvenuto oggi nel carcere di Piacenza, a seguito di una sua ispezione a sorpresa accompagnato dall’avvocato difensore di Assarag, Fabio Anselmo: “Ho avvertito un pesante clima di intimidazione anche nei miei confronti che cercavo di documentare quanto era successo. Mi è stato impedito di continuare la mia ispezione con la forza, sono stato offeso dalla vicedirettrice, nell’esercizio del mio mandato ispettivo parlamentare, semplicemente perché cercavo di ribadire che le carceri non sono luoghi di tortura e di barbarie. Quanto è avvenuto è gravissimo e non ammissibile”.
Fonte: Acad (Associazione Contro gli Abusi in Divisa)

pc 25 maggio - Bologna - ma quale sospensione...? Massima solidarietà alla contestazione. Panebianco, Stato borghese, Rettore guerrafondai, fuori dall'Università!

Contestarono Panebianco, due mesi di sospensione a quattro studenti

La sanzione, destinata ad attivisti del Cua, si riferisce al blitz del 22 febbraio. Il collettivo: “Non ci è stato concesso di presentare una difesa. Parte la mobilitazione”. Solidarietà dall’Assemblea di Scienze politiche e da Hobo.
24 maggio 2016 - 19:02

Assemblea Cua a Scienze Politiche - Foto Zic

Due mesi si sospensione a quattro studenti dell’Università di Bologna per aver contestato il professore Angelo Panebianco. E’ questa la decisione definitiva presa dal Senato accademico riunito oggi pomeriggio dopo che ad aprile era stata aperta l’istruttoria. A dare l’annuncio della misura è stato il rettore in persona, Francesco Ubertini. La sanzione si riferisce all’episodio del 22 febbraio, quando un gruppo di studenti si presentò in aula interrompendo la lezione del docente. La sospensione entra in vigore da oggi: fino a fine luglio, dunque, i ragazzi non potranno frequentare le lezioni nè dare gli esami. Si tratta di studenti iscritti a Scienze politiche, Giurisprudenza e Antropologia.
La decisione non è passata all’unanimità, in nessuna delle due votazioni. Nella prima, quando si doveva stabilire se procedere o meno con la sospensione, sono stati cinque i contrari (due docenti,

pc 25 maggio - La lotta dei lavoratori e studenti in Francia mostra quello che si poteva fare in italia e non si è fatto...

...mostra che noi, che lo abbiamo sempre pensato e sostenuto con le nostre forze, abbiamo finora sempre predicato al vento - perchè abbiamo oltre che Cisl e Uil, il peggiore e osceno sindacato d'Europa la CGIL di Camusso e l'attuale riconciliato sindacato di Landini, e che il movimento quando ha cercato di fare qualcosa di più, ultima pagina seria il 12 aprile nell'assalto al Ministero del lavoro a Roma, è stato isolato e criminalizzato anche da sindacalisti di base e comunisti orfani di elezioni - Senza liberarci di queste scimmie addosso non avremo un maggio italiano e nè un autunno caldo.

da contropiano

Tra gli operai che bloccano le raffinerie: “Non vogliamo fare la fine dell’Italia” «Non credete a questa menzogna del progresso! Vi siete fatti fregare, voi italiani. Non faremo lo stesso. Questo legge sulla flessibilità del lavoro è un ritorno al passato, vogliono togliere di mezzo il sindacato e disporre dei lavoratori a piacimento. Lo chiamano futuro, ma è una nuova forma di schiavitù»

....E diventa ancora più ignobile l’immagine dei tra segretari sindacali italiani – Barbagallo Uil, Camusso Cgil e Furlan Cisl – che escono da Palazzo Chigi “soddisfatti”… per essere stati nuovamente ricevuti. Sul tavolo niente, ma vuoi mettere quanto è importante – per loro – ricevere un invito dal premier


CGT union's workers block with tire the access to the refinery of Fos-sur-Mer, southeastern France, on May 23, 2016 to protest against the government's planned labour law reforms.
Fuel supply difficulties continued May 23 in selected service stations with new blockages despite the government's promise to "liberate" the deposits held by opponents of the government's proposed labour reform. Since the evening of May 22 to May 23, several hundred activists from the labour union CGT blocked the fuel depot of Fos-sur-Mer ( Bouches-du-Rhône), along with similar action in the north and west of the country. / AFP PHOTO / BORIS HORVAT

Da ' la stampa'

Nel Sud duri scontri con la polizia: voi vi siete fatti fregare
Niccolò Zancan
Inviato a Fos-sur-mer

A terra sono rimasti pneumatici bruciati e sassi. Venti agenti della gendarmerie presidiano la rotonda per impedire altri blocchi. Il sole incomincia a tramontare sul mare, sulle raffinerie e su questo pezzo di Francia che lotta e non vuole cambiare.
«Non credete a questa menzogna del progresso! Vi siete fatti fregare, voi italiani. Non faremo lo stesso. Questo legge sulla flessibilità del lavoro è un ritorno al passato, vogliono togliere di mezzo il sindacato e disporre dei lavoratori a piacimento. Lo chiamano futuro, ma è una nuova forma di schiavitù».
Roger Lamur racconta la giornata che ha paralizzato la Francia dalla sua sedia di segretario generale

pc 25 maggio - Lotte dei facchini ed espulsioni nel SI COBAS - Pubblichiamo tutto e poi diremo la nostra - slai cobas per il sindacato di classe/BG/Coord Naz

Nota sull’espulsione di Fabio Zerbini, Ilir Koxha decisa dall’ultimo Coordinamento Nazionale del SI Cobas svoltosi il 15 maggio a Bologna

pc 25 maggio - PERCHE' L'MFPR E' "FIGLIA" DI CHIANG CHING

(Da Tavolo 4)
A seguito dell'articolo inviato ieri "Mfpr "figlia" dell'esperienza rivoluzionaria di Chiang Ching" (per leggerlo in questo blog: http://proletaricomunisti.blogspot.it/2016/05/pc-24-maggio-le-classi-dominanti-gli.html) una compagna ci ha scritto: (le rispondiamo attraverso la lista perchè pensiamo che possa interessare altre compagne).

"Compagne avete scritto: "Le donne lottarono contro la violenza sessuale organizzando comitati di quartiere in cui facevano processi popolari contro i mariti, padri violentatori; furono distribuite le pillole anticoncezionali tra le donne che potevano iniziare a decidere della propria vita e maternità…"
Ma scusate non è forse vero che il governo rivoluzionario ha imposto un drastico controllo delle nascite ponendo limiti sulla età di procreare e sul numero dei figli?
Bella la storia di questa donna rivoluzionaria ma forse quel dettaglio scritto così non risponde esattamente alla verità.."

Nostra risposta.
C'è un errore di fondo. Si attribuisce al periodo della rivoluzione cinese e del potere effettivo del popolo cinese, con la direzione di Mao Tse Tung, una politica che invece è stata attuata dopo la morte di Mao Tse Tung (avvenuta nel 1976), nel fase della controrivoluzione che ha rovesciato il potere conquistato con la guerra popolare, cancellato progressivamente tutte le conquiste delle masse popolari, degli operai e in particolare delle donne, e avviato quella restaurazione capitalistica che via via ha portato oggi la Cina ad essere un paese imperialista.
La politica del "figlio unico" (con le conseguenze di aborti e sterilizzazione forzata, di infanticidio per le figlie femmine) è stata lanciata nel 1979 da Deng Xiao Ping, che prese il potere attaccando e

pc 25 maggio - Egitto: Inizia il processo al reporter Shawkan accusato di aver fotografato un massacro di civili

da controlacrisi.org

Dopo 1000 giorni di carcere in attesa di processo, Mohamed Abou-Zeid ha finalmente potuto fare il suo ingresso in un’aula di tribunale, e dichiarare quindi davanti alla Corte che il suo arresto a suo avviso e’ stato “un atto senza senso”. Meglio conosciuto come Shawkan, il fotoreporter di 27 anni ha quindi chiesto al giudice di ottenere le motivazioni legali alla base della sua incarcerazione.

La vicenda ha avuto inizio nell’agosto del 2013,