venerdì 10 aprile 2026

pc 10 aprile - DICHIARAZIONE SULLA GIORNATA INTERNAZIONALE DI AZIONE CONTRO L’OPERAZIONE KAGAAR 28 marzo

Forum Against Corporutization And Militarization (FACAM)

AIRSO, AIRWO, ASA, BASO, BASF, bsCEM, ColIective, CTF, DSU DU, Fraternity Movernent, PLA, MAS, Nazariya, TUCI, VCF

Il 28 marzo 2026, forze rivoluzionarie, democratiche e antimperialiste di tutto il mondo hanno aderito alla Giornata Internazionale di Azione contro l'Operazione Kagaar, esprimendo solidarietà alle masse in lotta in India.

L'Operazione Kagaar rappresenta l'intensificarsi della guerra controrivoluzionaria condotta da lungo tempo dalle classi dominanti indiane contro le masse più umili del Paese: gli Adivasi, i contadini, la classe operaia e gli altri strati sfruttati e oppressi della popolazione. Lanciata in nome della lotta per eliminare il maoismo, è in sostanza una guerra orchestrata dalla borghesia compradora-burocratica e dalle forze feudali, sostenute dall'imperialismo, per soffocare le lotte popolari in corso e aprire vaste regioni ricche di minerali al saccheggio da parte di multinazionali e grandi aziende nazionali.

Questa operazione non è una campagna isolata, ma la continuazione di precedenti offensive volte a distruggere il movimento popolare. L'Operazione Kagaar combina brutalità militare, controllo, deportazione e guerra psicologica per smantellare gli organi di potere del popolo e reprimere le giuste lotte degli oppressi.

In tutto il mondo, si sono tenute proteste, manifestazioni e azioni politiche per denunciare ed esigere la fine dell'Operazione Kagaar.

L'importanza di questa risposta globale non si può sottovalutare. In un momento in cui entro i confini

pc 10 aprile - PALERMO: 2 MORTI SUL LAVORO E UN FERITO GRAVE PER IL CROLLO DI UNA GRU - UN'ALTRA STRAGE OPERAIA

Questa mattina 10 aprile a Palermo c’è stata l’ennesima tragedia sul lavoro, sì tragedia è la parola giusta, perché ci sono i morti, questa volta sono due operai edili, mentre un terzo è gravemente ferito e si trova all’ospedale.

Stavano lavorando tutti e tre al decimo piano di un palazzo per il rifacimento dell’intonaco della parte inferiore di una lunga balconata, quando il cestello che li reggeva è improvvisamente crollato di sotto cadendo sulla grande pensilina di una officina di pneumatici ferendo, sembra meno gravemente, anche un lavoratore dell’officina.

I due operai morti sul colpo sono stati sbalzati dal cestello e sono stati proiettati in uno scivolo che si trova accanto all’officina, l’operaio ferito è stato forse salvato dagli pneumatici.

Il cestello è crollato perché ha ceduto il lungo e imponente braccio che lo teneva sospeso, il tutto ancorato al camion posteggiato sulla strada.

Il motivo del cedimento si saprà dopo la perizia, in ogni caso non è una fatalità! I mezzi di lavoro, qualunque essi siano vanno controllati periodicamente e soprattutto usati secondo le regole prescritte! Nell’immediato possiamo solo dire che il cestello che teneva gli operai, che probabilmente non erano nemmeno ancorati, sembrava molto lontano dalla sua base. E se gli operai non erano ancorati al cestello è perché bisogna correre, il lavoro si deve finire presto… il mezzo con la gru costa…

A quanto pare l’azienda padrona del mezzo è diversa da quella che impiegava gli operai. E sulle “responsabilità” ci sarà tutto il tempo di perdersi dentro la solita burocrazia.

Non c’erano parenti quando siamo arrivati sul luogo, forse perché essendo di origine straniera, uno della

pc 10 aprile - Corrispondenza da Debrecen, Ungheria, che domenica vota per liberarsi di Orban

 

Ieri è stata una giornata in qualche modo storica per l’Ungheria e che ha offerto la prova tangibile di quanto il ventennale potere di Orban si stia sgretolando con una rapidità e una spettacolarità impensabili fino a due anni fa.  Ora che c’è un’alternativa elettorale credibile e dal momento che la censura e propaganda non sono più in grado di coprire gli scandali morali, l’enorme corruzione e appropriazione privata delle risorse nazionali, il doppiogiochismo, le alleanze internazionali segrete e l’indifferenza per la sicurezza ambientale del Governo in carica, la maggioranza degli ungheresi ha sollevato la testa, non ha più paura, è tornata ad occuparsi di politica e si sta ribellando apertamente. Ieri a Debrecen (capitale della regione ungherese storicamente più fedele a Fidesz, loro roccaforte elettorale e dove più il Partito veniva ascoltato e amato) Orban non solo ha dovuto ingoiare l’umiliazione di tenere il suo comizio di fine campagna elettorale non nella piazza centrale, ma in una piazza più piccola e defilata; ma soprattutto, per la prima volta, si è trovato ad accoglierlo non la solita folla plaudente ma soprattutto tantissimi contestatori, che a volto scoperto hanno incessantemente fischiato e urlato contro di lui frasi quali “sporco Fidesz” o “andate a casa” o “vendipatria”. Orban dal palco era visibilmente nervoso, ha interrotto più volte il suo discorso, ha dovuto far alzare i volumi per essere ascoltato e, alla fine, ha chiuso il comizio anzitempo. Una contestazione così aperta e diretta contro il Presidente che tiene in pugno ininterrottamente da 16 anni il Paese, probabilmente non era mai avvenuta e ha del clamoroso se si pensa che è avvenuta in forma spontanea, non organizzata dall’Opposizione ma attraverso un tam-tam che ha convocato centinaia di persone comuni. Ed è ancora più rilevante se si pensa che nella semi-dittatura ancora operante in Ungheria chi protesta, anche pacificamente, anche in questi giorni di fine regime, subisce conseguenze pesanti: licenziamenti, denunce, minacce fisiche. Ma ormai i lavoratori, gli studenti e le donne ungheresi sanno che questa è un’occasione unica per tirare giù quella casta di potere

pc 10 aprile - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Meloni in Parlamento "tira dritto" verso il moderno fascismo al servizio dei ricchi padroni, di Trump e Netanyahu. Un governo anti operaio e antipopolare che dev'essere rovesciato

 

pc 10 aprile - Melfi. Vertenza Smarpaper - “Siamo stati svenduti”

Da basilicata24.it del 28/3/26 di Eugenio Bonanata

Tavoli e tavolini tecnici tra sindacati di categoria e apparati regionali anche questa settimana non sono serviti a nulla, se non a ratificare quanto previsto. “Prendevo di più 20 anni fa quando sono entrato a Smartpaper che oggi, dopo aver firmato con Accenture”. Questo ci confessa un ex dipendente Smartpaper e nelle sue parole c’è tutta la “vergogna” di una “firma al buio”, martedì scorso, 24 marzo, per un lavoro “a perdere”.

“Siamo stati svenduti” Parliamo dei 320 dipendenti lucani della maxicommessa Enel, passati da Smartpaper ad Accenture (e Datacontact) con la firma sottoscritta martedì a Potenza. “Siamo stati costretti a firmare in 5 giorni, pur sapendo che le condizioni sono vergognose e abbiamo perso diritti acquisiti in 20 anni; anzi siamo andati peggio di quanto avremmo potuto immaginare, siamo stati svenduti”. Questo significa che siamo in alcuni casi ben oltre la decurtazione di “350 euro al mese” temuta alla vigilia. Inutile chiedere allora perché abbiano firmato. “Se non hai un piano b, se non hai un’alternativa, dovevi firmare per forza”. Ma nelle maglie del passaggio da un’azienda (Smartpaper) all’altra (Accenture e in parte minore Data Contact) si è consumata una pagina

pc 10 aprile - Dal blog tarantocontro: Ex ilva, esiste una sola linea su cui unirsi e lottare in fabbrica e in città

Notizie Radiocor

Ex Ilva: Palombella (Uilm), ne' Flacks ne' Jindal in grado di garantire transizione

Il leader sindacale torna a chiedere la nazionalizzazione (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 09 aprile

"Il governo continua a non assumere delle decisioni" e ne' Flacks ne' Jindal Steel sono "in grado di poter garantire quello che noi riteniamo sia la giusta transizione, il passaggio da un sistema a carbone a un sistema elettrico, garantendo l'ambiente". Così il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, ribadendo la richiesta di 'nazionalizzazione' dell'ex Ilva: "Si continua a rincorrere una soluzione che non c'e': una soluzione di una vendita e' impossibile realizzarla", ha sottolineato Palombella, insistendo che "noi crediamo che ci debba essere subito immediatamente una decisione da parte del governo per poter indicare come gestore lo Stato, certo transitoriamente, e allargare a una serie di imprenditori che siano in grado poi di gestire una fabbrica del genere per poter avviare quel piano di risanamento ambientale che necessita". Per il sindacalista, "il governo deve gestire questa azienda direttamente, la deve nazionalizzare" e "non perdere tempo".

Lo Slai cobas sc lo dice da tempo ma dice chiaro anche che "nazionalizzazione" deve voler dire lotta per imporre al governo la "piattaforma operaia"

pc 10 aprile - Oggi in piazza a Torino per la Palestina

pc 10 aprile - MILANO: SABATO 11 APRILE CORTEO CONTRO GUERRA E GENOCIDIO PER LA LIBERAZIONE DI TUTTI I PRIGIONIERI PALESTINESI!

 

Indetto dall’Associazione dei Palestinesi in Italia e dall’Associazione donne Palestinesi

ORE 16 Piazza Loreto (M1 Loreto) per terminare in via Venini 65 (M1 Pasteur) davanti alla sede dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese.

pc 10 aprile - Governo-Padroni-sindacati di destra vogliono istituire il "salario al massimo ribasso"


Con l’avvicinarsi del Primo Maggio, il Min. Calderone (ex capa dei consulenti dei padroni), il governo Meloni vuole fare un nuovo regalo a padroni, padroncini e sindacati amici,  come l’Ugl e la Cisal. Si vuole varare una norma per rendere legittima l'applicazione di contratti collettivi con condizioni al ribasso rispetto anche ai contratti siglati da Cgil, Cisl, Uil, spezzando quello che il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon chiama “il monopolio di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil”. 

Durigon - tra l'altro ex segretario dell'Ugl - parla di una norma per “la libertà sindacale”, ma in realtà è una norma per "la libertà dei padroni e dei sindacati più servili" e per porre nuove catene ai lavoratori per chiedere aumenti salariali.

Il testo, collegandosi alla scadenza fissata dalla legge delega sul salario minimo (appunto vicina al 1° Maggio), da un lato riconferma la contrarietà del governo ad introdurre un salario minimo per legge (che aveva l'unico scopo di porre un freno a salari miseri, per esempio sui 5/7 euro lordi all'ora, applicati in tante realtà di servizi, pulizie, ristorazione, rider, turismo, call center, ecc. - ma recentemente anche ad operai degli appalti industriali con la trasformazione da CCNL metalmeccanico a CCNL multiservizi - e che, quindi, riguardano migliaia di lavoratori e soprattutto donne); dall'altro punta ad individuare i contratti “maggiormente applicati” come riferimento per le retribuzioni. 

Quindi poichè i contratti "maggiormente applicati" sono quelli più svantaggiosi per i lavoratori, le

giovedì 9 aprile 2026

pc 9 aprile - Iran, "la notte ha portato consiglio...", ma lo stato delle cose non è cambiato

da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 08.04.26

New York, 8 Aprile-corteo di protesta

La notte ha portato consiglio. Trump dichiarava che avrebbe cancellato l'Iran, il suo popolo, la sua civiltà. E la stampa mondiale e perfino i governi sembravano averlo preso sul serio. Invece ci siamo risvegliati con una tregua di 15 giorni ed un possibile accordo di pace che si sta trattando con i buoni uffici del Pakistan e della Cina.

Tutti hanno sollevato il problema se Trump sia pazzo, se Netanyahu sia pazzo, se tutti i dittatori reazionari, di stampo fascista siano pazzi, da Erdoğan a Orban a Modi a Milei e via via tutti coloro che li stanno emulando nelle diverse parti nel mondo, nei paesi imperialisti come nei paesi oppressi dall'imperialismo.

Anche Hitler si disse che era pazzo, in realtà sono pazzi ma pazzi prodotti dal sistema imperialista nella sua fase putrescente, decadente, nella fase della sua crisi generale che evidentemente partorisce uomini e soggetti che rappresentano da un lato le aspirazioni, dominanti, suprematiste, della borghesia, innanzitutto delle borghesie imperialiste, ma anche nei paesi capitalisti minori, nei paesi oppressi dell'imperialismo, delle borghesie burocratico-compradore a servizio dell'imperialismo che ha bisogno di uomini che ne affermino i propri interessi esclusivi ai danni degli altri per uscire della crisi. E nello stesso tempo si tratta di una guerra interimperialista, di una guerra degli imperialisti contro i popoli oppressi, di una guerra all'interno degli stessi popoli oppressi a seconda se i loro governi si schierino con l'imperialismo, con le classi dominanti o contro l'imperialismo e contro le classi dominanti.

“L'imperialismo, dice Mao, è una tigre di carta”, quindi è inevitabile che questo processo di decadenza dell'imperialismo, che si tinge di pazzia e di disperazione, finirà con la vittoria dei proletari e dei popoli, delle classi sfruttate e oppresse che potranno costruire sulle ceneri dell'imperialismo un nuovo mondo, che sia un mondo di uguaglianza, di pace, di libertà e di liberazione per le classi sfruttate e oppresse e, in generale, per l'intera umanità.

Ma nell'attuale fase, dice Mao, l'imperialismo, che è una tigre di carta, proprio nella sua fase agonizzante, morente, tira fuori gli artigli mortali, vuole trascinare l'intero mondo nella sua crisi, nella

pc 9 aprile - Notizie dall'Ungheria alla vigilia del voto che potrebbe portare alla caduta di Orban

In Ungheria stanno succedendo cose interessanti:

- Orban tenta di confondere gli elettori creando dal nulla liste civetta apparentemente indipendenti e che promettono le stesse cose del partito Tissa (l’opposizione favorita) ma anche di più (per esempio chiusura totale delle fabbriche di batteria cinesi molto inquinanti invece che solo imporre loro norme di sicurezza e rispetto ambientale come promette Majar); ma poi grazie alle intercettazioni sta venendo fuori il collegamento di queste liste con Fidez.

- alcuni grandi finanziatori di Fidez iniziano a portare i loro capitali a Dubai.

- alcuni ufficiali di esercito e polizia hanno dichiarato che la maggioranza di loro e dei soldati e agenti voterà per l’opposizione.

- Comizio finale del candidato Peter Majar si svolgerà sabato a Debrecen, storica roccaforte orbanista e si prevedono migliaia di persone.

- l’atmosfera da “rivolta elettorale“ è palpabile e coinvolge la gente comune tradizionalmente non politicizzata o che in passato ha votato Orban. Ogni giorno non si

pc 9 aprile - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Guerra in Iran ed effetti economici interni: chi ne paga il costo?

 

pc 9 aprile - Nuovo record di export per le armi italiane (e il Medio Oriente è il primo mercato)


Da Avvenire - di Elisa Campisi

È stata trasmessa in queste ore ufficialmente al Parlamento la Relazione annuale prevista dalla Legge 185/90 relativa all’ultimo anno sulle operazioni autorizzate e svolte in tema di esportazioni, importazioni e transito dei materiali di armamento: nel 2025 ben 9,1 miliardi di autorizzazioni all’export

Nel 2025 l’ascesa dell’industria militare italiana sui mercati internazionali ha segnato un nuovo capitolo di record, con un aumento del 19% delle autorizzazioni all'export rispetto al 2024...

Tra gli aspetti più problematici che emergono, oltre all'aumento delle esportazioni dall'Italia, c'è il valore complessivo delle autorizzazioni per movimentazioni di materiali d’armamento che ha raggiunto circa 11,141 miliardi di euro, di cui 9,164 miliardi in uscita dall’Italia. Negli ultimi quattro anni l’aumento del volume di autorizzazioni segna un colossale +87%. Autorizzazioni che si stanno ora concretizzando in consegne, come dimostrano le consegne effettive registrate dall’Agenzia delle Dogane nel 2025: le esportazioni definitive nel 2025 ammontano a circa 5,142 miliardi di euro, dato in significativo aumento rispetto ai 3,58 miliardi del 2024. Rilevante anche la crescita delle

pc 9 aprile - Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina condanna con la massima fermezza l’ampia escalation criminale “israeliana” che prende di mira villaggi, città e regioni libanesi, in particolare la capitale Beirut e la Bekaa. Ritiene che ciò costituisca una continuazione della politica di guerra di annientamento e dei crimini sistematici commessi dall'occupazione contro civili indifesi in tutta la regione.

L'ampio bersagliamento delle zone residenziali in Libano da parte dell'occupazione è un vero e proprio crimine di guerra, che riflette la mentalità criminale di questo nemico, il quale tenta di compensare i propri fallimenti militari prendendo di mira innocenti e distruggendo le infrastrutture. Questa escalation rappresenta anche un tentativo disperato di nascondere le pesanti perdite inflitte all'esercito nemico

pc 9 aprile - Vittoria! La Cassazione ha annullato gli arresti di Hannoun, Dawoud, Yaser e Ryad. Ora liberare Salem, Anan e tutti i colpevoli di Palestina!


La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio le ordinanze del Riesame che confermavano gli arresti del gip del tribunale di Genova nei confronti del presidente dei palestinesi in Italia Mohammad HANNOUN, Ra'ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji, in carcere con l'accusa di avere finanziato Hamas. La Suprema Corte ha inoltre decretato inammissibili i due ricorsi della procura di Genova contro la scarcerazione, decisa dal tiibunale del Riesame in precedenza, nei confronti di Raed Al Salahat, 48 anni, difeso dagli avvocati Samuele Zucchini ed Emanuele Tambuscio e di Khalil Abu Deiah, legale rappresentante dell'associazione La Cupola d'Oro. Per quanto riguarda l'annullamento delle ordinanze di arresto, il Riesame avrà adesso dieci giorni per riesaminare il caso.

Nei giorni scorsi la requisitoria dei pg di Cassazione, che avevano parlato dell’«inutilizzabilità» delle prove dell’Intelligence israeliane confluite nel fascicolo di Genova.  

mercoledì 8 aprile 2026

pc 8 aprile - Dal presidio a Roma per la libertà di Hannoun e di tutti i prigionieri palestinesi



 Un partecipato presidio si è svolto stamattina a Roma per la libertà di Hannoun e di tutti i prigionieri per la Palestina. La sentenza della Cassazione è attesa in nottata o domattina. 

pc 8 aprile - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - "La notte ha portato consiglio...", ma lo stato delle cose non è cambiato

 

pc 8 aprile - «Meglio nessuna legge», che le vostre leggi fasciste Bongiorno/governo Meloni complici degli stupratori - Oggi tante mobilitazioni contro il Ddl Bongiorno

Dal blog femminismorivoluzionario

Da Nudm: 
Mobilitiamoci!
L’8 aprile in Senato si riunirà il comitato ristretto chiamato a trovare una mediazione politica sul testo del disegno di legge che modifica il reato di violenza sessuale. 

L’8 aprile a Roma alle ore 15 saremo davanti al Senato e in molte altre piazze in Italia insieme ai centri antiviolenza per dire forte e chiaro: nessuna mediazione sui nostri corpi! Senza consenso è sempre stupro! 

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Dal MFPR
Ogni legge che fa questo governo apparentemente può sembrare a difesa delle donne, ma sono in realtà leggi per far passare, imporre una concezione reazionaria, fascista, di disprezzo, odio verso le donne, leggi che hanno il vero scopo di reprimere la ribellione, di mettere le catene, di rovesciare la realtà. 
Leggi per dire, come è stato detto, che questi provvedimenti sono "il massimo delle democrazia" e chi vuole rompere questi "limiti" vuol dire che è contro la democrazia.
Cancellare il consenso è un atto di violenza istituzionale. È lo Stato che ti dice: la tua libertà non è un diritto, è un’ipotesi. È lo Stato che ti dice: se vuoi essere creduta, devi dimostrare che hai resistito abbastanza. È lo Stato che ti dice: la responsabilità non è di chi ti ha fatto del male, ma di come tu hai reagito. È lo Stato che ti dice: se vuoi essere creduta, devi dimostrare che hai resistito abbastanza. 
Con un governo, ministri, parlamentari così fascisti e idioti, non si tratta di impedire le distorsioni abominevoli di una legge, di affidarsi ai cosiddetti “parlamentari di sinistra”, ma se non si vuole tornare, a 30 anni indietro, bisogna rovesciare questo governo, complice degli stupratori! 

MFPR

pc 8 aprile - La Pasqua di morte dei migranti in mare. I governi, quello italiano in testa, consapevolmente razzisti e assassini, vanno combattuti e rovesciati

da ORE 12 Controinformazione rossoperaia del 07.04.26

Nel silenzio assassino della stampa, della grande televisione, impegnate a nascondere nei giorni di Pasqua le tragedie: altri 80 migranti sono morti alla vigilia di Pasqua, 80 dispersi, due corpi recuperati, 32 sopravvissuti portati a Lampedusa dalla guardia costiera italiana.

Descrive così la Repubblica: “per ore è rimasto aggrappato allo scafo del barcone su cui ha tentato la traversata, concentrato solo sul disperato tentativo di sopravvivere, un ragazzino egiziano di 17 anni è uno dei 32 sopravvissuti all'ultimo naufragio, l'unico minore che è arrivato vivo. Sono partiti dalla spiaggia di Tajura in Libia, erano forse 110/120, nessuno degli stessi sopravvissuti sa dire esattamente quanti erano. Il mare era agitato dagli ultimi scampoli di tempesta, la stessa che solo qualche giorno fa era costata la vita a 19 persone, morte di freddo".

Però sono partiti lo stesso, “meglio il Mediterraneo dei lager” dicono, i lager libici, luoghi di tortura, di stupri, luoghi di morte per i migranti costretti a scappare dai loro Paesi, dalla miseria e dalla guerra. Poi in Libia vengono richiusi in questi lager presidiati dalle guardie libiche e da feroci assassini come Al-Masri che, raggiunto da un mandato di cattura della Corte Penale Internazionale, è stato fatto scappare

martedì 7 aprile 2026

pc 7 aprile - APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE DIFFUSA PER IL 13 E 14 APRILE IN SOLIDARIETÀ AD AHMAD SALEM, ACCUSATO DI “TERRORISMO DELLA PAROLA”

Ahmad Salem è rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Rossano Calabro da oltre un anno.

Accusato di “terrorismo della parola” (articolo 270 quinquies comma 4, introdotto dal governo con la legge ex-dl 1660) per aver diffuso dei video sulla resistenza palestinese ed aver esortato i fratelli e le sorelle arabe a sollevarsi in sostegno della Palestina.

Il processo a suo carico si sta tenendo a Campobasso, le prossime (e forse ultime) udienze saranno il 14 e il 28 aprile.

Questo processo è un tassello del progetto che mira a far scomparire il popolo palestinese, togliendogli anche la voce.

Israele continua senza tregua il genocidio a Gaza, istituisce su base etnica la pena di morte per