venerdì 10 aprile 2026

pc 10 aprile - PALERMO: 2 MORTI SUL LAVORO E UN FERITO GRAVE PER IL CROLLO DI UNA GRU Un'ALTRA STRAGE OPERAIA

 

Questa mattina 10 aprile a Palermo c’è stata l’ennesima tragedia sul lavoro, sì tragedia è la parola giusta, perché ci sono i morti, questa volta sono due operai edili, mentre un terzo è gravemente ferito e si trova all’ospedale.

Stavano lavorando tutti e tre al decimo piano di un palazzo per il rifacimento dell’intonaco della parte inferiore di una lunga balconata, quando il cestello che li reggeva è improvvisamente crollato di sotto cadendo sulla grande pensilina di una officina di pneumatici ferendo, sembra meno gravemente, anche un lavoratore dell’officina.

I due operai morti sul colpo sono stati sbalzati dal cestello e sono stati proiettati in uno scivolo che si trova accanto all’officina, l’operaio ferito è stato forse salvato dagli pneumatici.

Il cestello è crollato perché ha ceduto il lungo e imponente braccio che lo teneva sospeso, il tutto ancorato al camion posteggiato sulla strada.

Il motivo del cedimento si saprà dopo la perizia, in ogni caso non è una fatalità! I mezzi di lavoro, qualunque essi siano vanno controllati periodicamente e soprattutto usati secondo le regole prescritte! Nell’immediato possiamo solo dire che il cestello che teneva gli operai, che probabilmente non erano nemmeno ancorati, sembrava molto lontano dalla sua base. E se gli operai non erano ancorati al cestello è perché bisogna correre, il lavoro si deve finire presto… il mezzo con la gru costa…

A quanto pare l’azienda padrona del mezzo è diversa da quella che impiegava gli operai. E sulle “responsabilità” ci sarà tutto il tempo di perdersi dentro la solita burocrazia.

Non c’erano parenti quando siamo arrivati sul luogo, forse perché essendo di origine straniera, uno della Tunisia e un altro della Romania, le famiglie sono nei loro Paesi, c’erano solo vigili del fuoco, ambulanze, polizia, vigili urbani, medici legali… e persone che si avvicinavano per sapere cosa era successo. Gli operai erano ancora nello scivolo, ma non c’erano parenti a piangere i loro morti… solo tante “autorità” presenti che accorrono quando la tragedia si è consumata, così come arrivano i comunicati del sindaco e dei sindacati confederali che con le loro chiacchiere di circostanza non fanno altro che ammorbare l’aria che respiriamo.

Chiacchiere e perfino leggi che non possono risolvere i problemi legati a lavori sempre più precari, lavoratori sempre più anziani e sotto ricatto, e ancora una volta si grida “basta morti sul lavoro”, ma questa frase non può restare una denuncia, deve diventare organizzazione di operaie e operai, di lavoratrici e lavoratori perché questo sistema sociale ben “ancorato” al profitto capitalista trasforma il lavoro in tragedia mortale.

Dopo l'arrivo dei medici legali i due mezzi sono stati posizionati davanti allo scivolo per impedire alle persone di vedere gli operai morti che venivano portati via.


Nessun commento:

Posta un commento