Questa mattina 10 aprile a Palermo c’è stata l’ennesima tragedia sul
lavoro, sì tragedia è la parola giusta, perché ci sono i morti, questa volta
sono due operai edili, mentre un terzo è gravemente ferito e si trova all’ospedale.
Stavano lavorando tutti e tre al decimo piano di un palazzo per il rifacimento dell’intonaco della parte inferiore di una lunga balconata, quando il cestello che li reggeva è improvvisamente crollato di sotto cadendo sulla grande pensilina di una officina di pneumatici ferendo, sembra meno gravemente, anche un lavoratore dell’officina.
I due operai morti sul colpo sono stati sbalzati dal
cestello e sono stati proiettati in uno scivolo che si trova accanto all’officina, l’operaio
ferito è stato forse salvato dagli pneumatici.
Il cestello è crollato perché ha ceduto il lungo e imponente
braccio che lo teneva sospeso, il tutto ancorato al camion posteggiato sulla
strada.
Il motivo del cedimento si saprà dopo la perizia, in ogni
caso non è una fatalità! I mezzi di lavoro, qualunque essi siano vanno
controllati periodicamente e soprattutto usati secondo le regole prescritte! Nell’immediato
possiamo solo dire che il cestello che teneva gli operai, che probabilmente non
erano nemmeno ancorati, sembrava molto lontano dalla sua base. E se gli operai non
erano ancorati al cestello è perché bisogna correre, il lavoro si deve finire
presto… il mezzo con la gru costa…
A quanto pare l’azienda padrona del mezzo è diversa da quella
che impiegava gli operai. E sulle “responsabilità” ci sarà tutto il tempo di
perdersi dentro la solita burocrazia.
Non c’erano parenti quando siamo arrivati sul luogo, forse
perché essendo di origine straniera, uno della Tunisia e un altro della
Romania, le famiglie sono nei loro Paesi, c’erano solo vigili del fuoco,
ambulanze, polizia, vigili urbani, medici legali… e persone che si avvicinavano
per sapere cosa era successo. Gli operai erano ancora nello scivolo, ma non c’erano parenti a piangere i loro morti…
solo tante “autorità” presenti che accorrono quando la tragedia si è consumata,
così come arrivano i comunicati del sindaco e dei sindacati confederali che con
le loro chiacchiere di circostanza non fanno altro che ammorbare l’aria che respiriamo.
Chiacchiere e perfino leggi che non possono risolvere i problemi
legati a lavori sempre più precari, lavoratori sempre più anziani e sotto ricatto, e ancora una volta si grida “basta
morti sul lavoro”, ma questa frase non può restare una denuncia, deve diventare
organizzazione di operaie e operai, di lavoratrici e lavoratori perché questo sistema
sociale ben “ancorato” al profitto capitalista trasforma il lavoro in tragedia
mortale.


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