venerdì 10 aprile 2026

pc 10 aprile - Macron e Le Pen vogliono sostanzialmente abolire il 1 maggio

Il dibattito in Assemblea è stato superato con una mozione presentata dal campo macronista con il sostegno d Repubblicani e Rassemblement National, Il testo passa all'esame di una Commissione parlamentare mista, a prevalenza di centro e destra. La norma prevede che una serie di esercizi commerciali potranno chiedere ai dipendenti di lavorare durante la ricorrenza, dietro paga adeguata
Francia, il governo vuole abolire la festa del 1°maggio. Binet (sindacato CGT): “Pugnalata alle spalle dei lavoratori”

In Francia i sindacati si battono per “salvare” il primo maggio, Festa dei lavoratori, giornata “simbolo” dei diritti conquistati nel tempo e che il governo di Parigi intende rendere lavorativa, almeno parzialmente: “Abbiamo il sostegno di tutti i sindacati del mondo – ha detto stamattina Sophie Binet, segretaria generale della CGT -. Ci dicono che, se la Francia abolisse il primo maggio come giorno festivo, sarebbe un segnale negativo per tutti i lavoratori del mondo”.

Un progetto di legge, già votato l’estate scorsa in Senato, sta infatti facendo il suo corso in Parlamento: il testo intende autorizzare alcuni commerci – pasticcerie e panifici, macellerie e fiorai, teatri e cinema, oltre che piccoli alimentari e mini market – ad aprire il primo maggio, ufficialmente festivo in Francia dall’aprile 1941 (ma il primo corteo dei lavoratori, deciso dal Congresso della Seconda Internazionale Socialista, risale al primo maggio 1890). I negozianti potrebbero far lavorare i loro dipendenti, ma solo su base volontaria ed in cambio di una remunerazione adeguata. Per i sindacati sarebbero coinvolti almeno 1,4 milioni di lavoratori.

Come fa notare la stampa francese, fino ad alcuni anni fa, nessun responsabile politico avrebbe mai “osato” toccare ad un tale tabù: se il primo maggio “dovesse cadere, i futuri governi potranno smontare tutto quello che vogliano. Sarebbe superata una linea rossa invalicabile”, spiega Bernard Vivier, direttore dell’Istituto superiore del Lavoro. Se il testo, difeso dall’ex premier macronista Gabriel Attal, con il sostegno del governo e della destra, fosse adottato sarebbe infatti una modifica importante del Codice del lavoro, poiché oggi solo pochi settori in Francia, come i trasporti e la sanità, sono autorizzati a far lavorare i dipendenti il primo maggio. Gli artigiani, come i panettieri, invece, pur potendo tenere aperto il proprio negozio, incorrono in multe salate se fanno lavorare i dipendenti.

Per difendere il suo progetto di legge, Attal, nei giorni scorsi, si era messo in scena in un video difendendo una misura di “buon senso”. Per i sostenitori della legge si tratta di mettere fine ad una “situazione arcaica”. Per i sindacati, invece, la misura è un “regalo” ai grandi gruppi: “L’obiettivo della maggioranza e della destra è di banalizzare il lavoro il primo maggio, come è successo per il lavoro la domenica: il ‘volontariato’ diventerà la norma e non ci sarà più maggiorazione – ha aggiunto Sophie Binet -. Il primo maggio è la nostra giornata, conquistata con la lotta e il sangue degli operai e delle operaie ed è festivo in 163 paesi. Non lasciamo che i macronisti, la destra e l’estrema destra ce la rubino”.

Oltre ai sindacati, contro il progetto di legge si è schierata tutta la sinistra. Il testo arrivava proprio stamattina in Assemblea. Si annunciava una lunga giornata di aspri dibattiti. La seduta si è aperta poco dopo le 9 stamattina con alcuni deputati della gauche che si sono alzati in piedi per cantare la Marsigliese. Oltre 200 emendamenti erano stati depositati. Tra questi, quelli di La France Insoumise che chiedevano di instaurare altri giorni festivi. Il voto in serata si presentava molto incerto per il governo, che invece vuole fare in fretta e far entrare in vigore la misura sin dal primo maggio 2026. Denunciando “l’ostruzionismo” di alcuni gruppi politici, la maggioranza ha quindi deciso di evitare il dibattito e far passare il testo con la forza: prendendo tutti in contropiede, il campo macronista ha presentato e fatto adottare, con il voto dei Repubblicani e del Rassemblement National, una mozione per il rigetto del testo, senza aver dato ai deputati la possibilità di esprimersi. Una tattica che, secondo le parole di Sophie Binet, è stata “una pugnalata alle spalle di milioni di lavoratori”. Il progetto di legge infatti passa ora direttamente, così come è, cioè nella versione adottata dal Senato (che è a maggioranza di destra), all’esame di una Commissione parlamentare mista, anch’essa a prevalenza di centro e destra, dove ha buone possibilità di essere adottato

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