Primo maggio amaro per i lavoratori di Trasnova: scatta il licenziamento collettivo
di Cinzia Arena
L'azienda
di logistica chiude per la fine del contratto con Stellantis che ha
deciso di internalizzare il servizio di consegna dei veicoli. Tra
proteste dei lavoratori e una battaglia legale si cerca una soluzione

Dal
primo maggio si ritroveranno senza lavoro per la decisione di
Stellantis di internalizzare il servizio di consegna dei veicoli. La
vertenza Trasnova, azienda di logistica con stabilimenti in Piemonte,
Lazio, Basilicata e Campania, è ai titoli di coda con una guerra legale
tra le due realtà e le proteste dei sindacati che chiedono al governo di
intervenire prima che sia troppo tardi.
Il
caso era scoppiato nel dicembre 2024 quando il gruppo automobilistico
aveva annunciato che non avrebbe rinnovato la commessa nei servizi della
logistica negli stabilimenti italiani. Una scelta dettata dalla volontà
di internalizzare il servizio di consegna. Le proteste degli operai e
la mobilitazione politica aveva garantito un prolungamento dell’appalto
per un altro anno. Ma il tempo adesso sembra essere davvero scaduto.
Sono
280 i lavoratori per i quali è partito il conto alla rovescia: il
licenziamento collettivo (deciso dall'azienda in quanto Stellantis è
l'unico cliente) scatterà a fine mese a seguito della scadenza dei
contratti di fornitura, con ricadute occupazionali anche sulle imprese
in subappalto Logitech, Teknoservice e sulla cooperativa Csa. Da
settimane i lavoratori protestano, con scioperi e presidi (a Cassino c’è
stato uno sciopero congiunto dei lavoratori Stellantis lo scorso 13
marzo dopo che ai dipendenti Trasnova è stato vietato di partecipare
alle assemblee sindacali), rallentando le operazioni di consegna.
Da
qui la mossa a sorpresa di Stellantis di chiedere un provvedimento
d’urgenza al Tribunale di Torino per mettere fine alle proteste. Un
particolare reso noto da Trasnova nei giorni scorsi con una lettera
indirizzata a ministeri, industriali, sindacati e alle Regioni in cui
opera. Per ogni giorno di ritardo nelle consegne, Trasnova che secondo
Stellantis ha un comportamento ostruzionistico, dovrà pagare una penale
di 100mila euro.
Immediata
la levata di scudi dei sindacati. ''Riteniamo grave la decisione di
Stellantis di attivarsi presso il Tribunale di Torino: rischia di
innescare una dinamica pericolosa. Le lavoratrici e i lavoratori fra
meno di un mese perderanno il lavoro. Una simile decisione da non è
utile a risolvere una questione tanto complicata” hanno sottolineato
Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore
mobilità e Ciro D'Alessio, coordinatore nazionale automotive per la
Fiom-Cgil.
La
vertenza Trasnova è stata al centro di un tavolo convocato dalla
Regione Lazio sui lavoratori dell'indotto Stellantis. L’ultimo incontro
al Mimit, lo scorso 11 marzo al Mimit aveva aperto uno spiraglio per i
dipendenti campani, circa un centinaio, grazie alla disponibilità di
un'azienda di trasporti, Napoli Uno srl, che dovrebbe aprire una nuova
filiale a Pomigliano d'Arco, e rafforzare gli organici nelle filiali di
Gricignano d'Aversa e Casoria. L'azienda sarebbe disposta ad assumere
tra i settanta e gli ottanta lavoratori. Ci sarebbe inoltre una seconda
realtà del settore metalmeccanico disposta ad aprire una nuova sede a
Pomigliano e ad assumere una quarantina di persone.
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