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| Andamento prezzi acciaio nel 2021 |
Da
un lato i padroni dell'acciaio, e gli utilizzatori delle produzioni di
acciaio, vogliono produrre e che si produca ancora di più; il consumo
dell'acciaio ha ripreso alla grande e ha fatto fare quest'anno un
balzo alla produzione italiana del 26%
- di cui una quota rilevante è fatta nello stabilimento di Taranto;
quindi sono ripresi i profitti e tutti riconoscono il "buon recupero del
bilancio del 2021".
A questo rialzo ha contribuito il taglio dei costi, in primis della forza-lavoro,
con la continuità illegale della cassa integrazione-covid che ha
toccato mediamente 3500 operai, pagata tutta dallo Stato, e con un
taglio di più del 40% dei salari degli operai, a cui si è ora agganciata
la cassaintegrazione ordinaria che prevedibilmente verrà prorogata di 3
mesi in 3 mesi; ma hanno contribuito anche i mancati costi per la
realizzazioni o fermate degli interventi strutturali del piano
ambientale, insieme alla continuità della situazione di mancate
manutenzioni, per non parlare dei tempi lunghissimi per la
ristrutturazione dei forni e realizzazione del forno elettrico.
Se tanto ci dà tanto, ad aumento della produzione e riduzione degli operai, chi resta deve lavorare di più.
Dall'altro
lato, però, - come descrive Sole 24 Ore - ora il rincaro dei costi di
energia elettrica ha fatto alzare i prezzi dell'acciaio. Ma non è solo
questa la causa, per le leggi del capitale: la forte domanda di acciaio
ha come conseguenza un aumento del prezzo dell'acciaio; questo fa
parlare di "...momento di forti tensioni sul mercato dell’acciaio, per la
vivacissima domanda legata alla ripresa mondiale e per la lievitazione
dei prezzi".
Quindi, aumenta la concorrenza tra i capitali
produttori di acciaio. Come i padroni e i governi pensano di affrontare
questa situazione? Come sempre: ridurre la forza-lavoro e aumentare lo sfruttamento