martedì 22 novembre 2016

pc 22 novembre - IL RIORDINO SANITARIO DEL MIN. LORENZIN VUOL DIRE MENO COSTI PER LO STATO PIU' COSTI E MENO ASSISTENZA PER LE PERSONE

Già alcuni dati sono dimostrativi di come non va l'assistenza sanitaria: In Europa (intendendo: Germania, Francia, Italia, Spagna), l'Italia è sotto di molto la Germania e la Francia per quanto riguarda la spesa sanitaria (9,1% rispetto a 11,1 di Germania e 11 di Francia), è sotto anche la Spagna per il personale occupato nel settore sanitario (si va dal 29,68% dell'Italia al 61,35% della Germania); è ancora all'ultimo posto - ed è questa la cosa più grave -per l'aspettativa di vita alla nascita (79,24 Italia contro 82,8 Spagna, in questo caso in testa) - (dati da Il Sole 24 Ore).

Ora, dal 5 dicembre con l'approvazione alla Camera del riordino sanitario, la situazione tenderà a peggiorare. 
"I Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè dei servizi e delle prestazioni che il nostro Ssn è tenuto a offrire in via gratuita o dietro pagamento di un ticket, dal prossimo anno subiranno un significativo restyling. Tra le novità principali (vedi schede), in soffitta le prestazioni vetuste, delisting per le cure che oggi si possono ricevere in ambulatorio senza passare per ricovero o day hospital, riclassificazione di gruppi di patologie e inserimento di nuove malattie sotto l’ombrello Lea. Mentre il medico, quando prescrive, dovrà riportare sulla ricetta la diagnosi o il sospetto diagnostico; e attenersi, per prestazioni ad alto costo o a rischio di inappropriatezza, a condizioni di erogabilità e indicazioni prescrittive. E i nuovi Lea inaugurano la formula "reflex": di due accertamenti, il secondo viene eseguito solo se l'esito del primo lo richiede" (Da Sole 24 Ore) 

Come si vede, vi saranno: meno possibilità di ricoveri in ospedale (non è un caso che tanti sono stati chiusi o ridimensionati); i medici dovranno limitare la prescrizione di prestazioni se sono troppo costose per lo Stato; verranno ridotti gli accertamenti (questo in una situazione ormai iperconsolidata in cui gli accertamenti seguono un criterio di massima parcellizzazione, della serie che se, per esempio, devi accertare un dolore alla colonna vertebrale devi fare 2/3 radiografie prima di avere un quadro più completo)

Già ora "....I Lea non per tutti sono a portata di mano. Anzi. Lo dicono i dati sulla spesa "out of pocket" dei cittadini: oltre 34 miliardi secondo il Censis. Soldi sonanti usciti dalle tasche di quanti, non trovando risposte nel Ssn, si fanno carico delle cure. Chi può, beninteso. Troppe disparità regionali, liste d’attesa infinite, ospedali poco sicuri. Ed è questa l’impasse che si punta a risolvere con i nuovi Lea..."
(Dopo)... "Il restyling del perimetro Lea, non si preannuncia però indolore: il contraltare del risparmio di 50 milioni di euro sui ricoveri, sarà l’extra carico di ticket d’ambulatorio - 18,1 milioni - sulle spalle dei cittadini. Per il "tunnel carpale" così come la cataratta "semplice", per esempio, si pagherà il ticket. Non solo. C’è allerta sul nuovo Nomenclatore protesi, fermo al 1999. L’aggiornamento sorvola sulla personalizzazione dei presidi, anche se resta la ripartizione tra dispositivi "su misura" e dispositivi "di serie". E non è chiaro chi pagherà i presidi più innovativi. La riabilitazione oncologica è un rebus. Il cahier de doleances è lungo. I rischi ci sono. I governatori chiedono di rinviare l’immissione nei Lea, per esempio, di prestazioni ad alto costo come l’adroterapia, cura d’avanguardia destinata ai tumori radio-resistenti".

Quindi più ticket, più prestazioni a pagamento!

pc 22 novembre - LA CONDIZIONE E LA DENUNCIA DELLE BRACCIANTI SARANNO A ROMA IL 25 NOVEMBRE

Pubblichiamo una raccolta di inchieste tra le braccianti, soprattutto della Puglia, che mostrano l'intreccio quotidiano tra sfruttamento e oppressione/violenza. 
Una condizione che non può affatto essere cambiata dalle nuove norme del governo, ma da una ripresa della lotta, unitaria ed estesa, delle donne nei campi.

(Da GdM) - "Soprattutto in campagna le donne sono sfruttate. Paola (di S. Giorgio provincia di Taranto) è morta per sfamare la famiglia e crescere bene i figli, lavorava anche il pomeriggio al ritorno da Andria, qui nelle campagne di San Giorgio. Quelli che lavorano come lavorava Paola dovrebbero prendere 52 euro al giorno; mi disse che ne prendeva poco più della metà e arrotondava il pomeriggio per altri 15 euro... Paola lavorava anche 30 giorni in un mese. A giugno dello scorso anno sono segnate 25 giornate, di cui 21 consecutive. Chiaramente la busta paga di quel mese non corrisponde a quanto appuntato. Nonostante siano bollate da un'agenzia interinale.
Paola veniva pagata due euro per ogni ora di lavoro, nonostante però avesse un regolare contratto.
Venivano contabilizzate meno giornate di quelle effettivamente lavorate in modo da dribblare i controlli, come dimostrano i diari. E anche perché in busta spesso erano appuntati degli anticipi che in realtà la lavoratrice non aveva mai ricevuto.

Dall'opuscolo del Mfpr sulla "condizione di (in)sicurezza delle lavoratrici":
"...Provate a chiedere l’età alle braccianti e l’80% delle volte, soprattutto tra le donne non giovanissime, diranno un’età che è inferiore a quella che sembra guardandole in faccia.
Alla fatica si aggiunge il sole o il freddo che rovina la pelle. Ma non basta, le lavoratrici rischiano

lunedì 21 novembre 2016

pc 21 novembre - Le donne proletarie il 25 a Roma solidali con le donne NOTAV colpite dalla repressione - mfpr.naz@gmail.com


pc 21 novembre - CRISI: contro le false soluzioni del riformismo, la "soluzione" è la rivoluzione - da Speciale Reprint della Rivista "LA NUOVA BANDIERA" - 1° parte

Pubblichiamo il primo capitolo di un articolo di analisi politica, contenuto nello Speciale Reprint della rivista mlm "La Nuova Bandiera" - per richiedere la rivista scrivere a: pcro.red@gmail.com


La crisi mostra la sua profondità

La crisi devastante che attraversa il sistema imperialista mondiale mostra giorno dopo giorno la sua profondità. Essa da crisi finanziaria si è trasformata in recessione mondiale. Come la crisi sia nata nell'ambito finanziario per effetto della bolla speculativa è stato ampiamente analizzato e descritto. Quello che occorre mettere in luce è che essa è strettamente connessa alla natura stessa del sistema imperialista. La finanziarizzazione dell'economia è stata lo sviluppo inevitabile del capitale e data da lungo tempo.
Dietro la finanziarizzazione c'è la ricerca del massimo profitto e l'uso di tutti gli strumenti finanziari e di tutte le strutture costruite dall'imperialismo a questo scopo. I grandi finanzieri che hanno tirato la

pc 21 novembre - Speciale ANTI TRUMP - 4

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Trump e i suoi uomini d'oro

L'elezione di Trump sancisce la vittoria di una frazione della borghesia imperialista USA su un'altra. 
Essa rappresenta una spaccatura del potere borghese, espressione della crisi dell'imperialismo Usa. 
Non ci sono differenze sostanziali sugli scopi delle due frazioni: rafforzare per alcuni, restaurare per gli altr,i il ruolo dell'imperialismo Usa come potenza egemonica unica.
Il mito della Grande America forte e dominante, caratterizza Trump come Obama, pardon, la sua pallida rappresentazione, Clinton.

Nell'apparenza si tratta della contrapposizione della faccia feroce con la faccia buona, come forma del dominio imperialista, e storicamente non è affatto detto che la faccia feroce paghi di più rispetto allo scopo perseguito.
Andando più dentro alla frazione della borghesia imperialista vincente, essa è un misto di vecchio e nuovo.Vecchio, vale a dire quello che era stato emarginato, poco considerato dal “cerchio magico” intorno ad Obama e alla Clinton; nuovo, perchè guarda ad un'altra soluzione soprattutto sul piano interno su come trarre e garantire i profitti nella crisi.

Nell'inserto economico di Repubblica del 14 novembre, il giornale passa in rassegna i 10 “uomini d'oro” che hanno scommesso su Trump.
Bene, gli “uomini d'oro” sono, a dir la verità, non identificabili puramente e semplicemente con le cose enunciate da Trump. Il premio Nobel Spence parla di “pericolosa deviazione verso i sentimenti protezionistici, l'opposizione al libero mercato, l'antiglobalizzazione”. 
Ma i 10 “uomini d'oro” non crediamo affatto rappresentino questo orientamento.

Stephen Moore, uomo del Wall Street Jurnal, punta decisamente sulla riduzione delle tasse alle imprese e sui profitti delle imprese, e ha fondato un club per diffondere la sua free marketing ideology.

Steven Roth, immobiliarista legato al Time, che - come scrive Repubblica - 'ha costruito e possiede limitatamente a New York dieci volte i palazzi di Trump, con il quale cogestisce un grattacielo a Manhattan', , ha sostenuto Trump sicuro che i suoi interessi, che sono gli stessi di Trump, saranno molto ben tutelati.

Dello stesso genere è Tom Barrack, fondatore del gruppo finanziario “Colony Capital”, espressione pura del rapporto finanza/proprietà immobiliari.

Stephen Calk è un banchiere - scrive Repubblica - “con un focus sempre più orientato verso il 'private banking', quello per i ricchi”. Un vero squalo bancario, finito anche sotto inchiesta.

Solo a guardare questi tre ultimi, 'il protezionismo, l'opposizione al libero mercato, l'antiglobalizzazione'  non c'entrano proprio niente. Sono una parte esplicita della borghesia finanziaria, immobiliarista che, può darsi, sia poco interessata alla globalizzazione ed espansione all'estero, ma sicuramente vuole usare la presidenza Trump al servizio dei propri affari.

I fautori del protezionismo ci sono eccome, però. Primo tra tutti Dan Di Micco, Ceo della Nucor, il maggior gruppo siderurgico degli Usa, fortemente anticinese e anti loro esportazioni di acciaio. Chiaramente si tratta del protezionista imperialista classico che non vuole l'acciaio cinese in Usa, ma fortemente interessato a vendere il suo acciaio all'estero, tanto è vero che – secondo quanto scrive Repubblica – è molto attivo nell'ottenere un ruolo nell'Amministrazione nel commercio estero.

Si torna alla grande finanza pura con il mago dei fondi di investimento di Wall street, John Paulson, che gestisce 19 miliardi di dollari e ha una fortuna personale di 10 miliardi di dollari.

Torna in campo David Malpass, già consigliere di Reagan e Bush padre, finito fuori gioco con l'amministrazione democratica.

A dar forza a Dan Di Micco non è però un finanziere ma un docente alla School Business, Università di California,  Peter Navarro vero e proprio ideologo anticinese, che addebita alla mano libera lasciata alla Cina, la crisi interna degli Usa, la perdita di posti di lavoro, l'impoverimento del ceto medio. E' a lui che si deve la proposta più radicale, in questo senso, di scindere tutti i rapporti di libero commercio, alzare i dazi e colpire tutti, non solo i cinesi, ma anche messicani, vietnamiti, cingalesi “chiunque insomma proponga importazioni o delocalizzazioni”.
Il carattere anticinese di questo ideologo è pieno di conseguenze sul piano internazionale. perchè provocherebbe oltre che reazioni economiche di ugual segno nei paesi sotto il suo mirino e comporterebbe rispetto alla Cina, ad esempio, una politica militare aggressiva su scala globale in tutte le parti del mondo dove vi è una forte penetrazione economica della Cina.

La lobby dei finanzieri di Trump, però, è davvero estesa. Steve Feinberg, del Cerberus Capital Management, gestisce più di 30 miliardi di dollari, e non certo si può definire un protezionista. 
Il fondo Cerberus ha tra i suoi sottoscrittori fondi pensione di molti paesi, inoltre questo fondo è specialista nell'identificare aziende e pacchetti di finanziamenti in disgrazia, comprarli a sconto e farli fruttare, tanto è vero che vi sono nel suo pacchetto venti titoli della sofferenze bancarie italiane.
Feinberg, però, era stato in buoni rapporti anche con Obama, in particolare nel periodo di transizione tra Bush e Obama. il suo fondo ha partecipato al maxi salvataggio del settore auto degli Usa.

Steven Mnuchin - secondo Repubblica - sarebbe candidato numero uno alla poltrona di Ministro del Tesoro. Fa parte di quelli passati con Trump appena fiutato il vento, dato che il suo Hedge Fund aveva finanziato nel recente passato Hillary Clinton, Al Gore, Obama e Kerry quando era candidato contro Bush. Ma nell'ultima fase della campagna elettorale è passato decisamente dalla parte di Trump ed è uno di quei fattori, insieme all'inchiesta dei capi del FBI, che hanno segnato le ultima fasi della campagna elettorale fatale alla Clinton.

Per concludere. 
La base materiale del potere di Trump è ben chiara ed anche ben chiaro che c'è stato il passaggio di una frazione della borghesia con Trump che ha costituito uno dei fattori della sua vittoria. Nel sistema elettorale imperialista sono queste cose che fanno vincere le elezioni.

Cavalcare la tigre del “voto operaio”, “voto di popolo”, come fattore determinante è una mistificazione. 

pc 21 novembre - il NO dello Slai cobas per il sindacato di classe al referendum costituzionale

Lo Slai cobas per il sindacato di classe invita a votare NO al referendum.
Perchè Renzi vuole cambiare in peggio la Costituzione per affermare un Senato di nominati e un governo che imponga  senza ostacoli le sue leggi e in particolare la sua politica antioperaia e antipopolare.

Questo varrebbe non solo oggi che c’è Renzi, ma 
anche un domani se ci fosse un Grillo, un Salvini, ecc.

Il NO dello Slai cobas per il sindacato di classe 
è quindi un No a Renzi 
ma anche a Salvini, Berlusconi, Grillo, ecc. 
e a ogni governo dei padroni.

Nello stesso tempo 

noi non pensiamo che la Costituzione che abbiamo ora sia la migliore possibile.

Noi vogliamo una nuova Costituzione 
che garantisca effettivamente i diritti dei lavoratori e delle masse popolari, e garantisca ad essi innanzitutto il potere di decidere.

Questo non si conquista 
con un referendum ma, pensiamo, 
serva una Nuova Resistenza

Slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale
novembre 2016

pc 21 novembre - Ringraziamo il blog 'Fischia il vento' per l'informazione sulla campagna India - info csgpindia@gmail.com

Ricambiamo il saluto per Francesco Cecchini


INDIA IN ITALIA.

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il 24 novembre in alcune città italiane
saranno posti striscioni, realizzate riunioni di informazioni
verso i i lavoratori,lavoratrici, settori delle masse popolari
–  diffusi comunicati e documenti provenienti dai compagni indiani –
saranno date informazioni sulle iniziative che si svolgono contemporaneamente in una ventina di paesi del mondo –
realizzato in serata uno streaming nazionale –orari e modalità comunicati in seguito

per denunciare massacri  contro i maoisti, contro le popolazioni adivasi in lotta
denunciare l’infame operazione Green Hunt che colpisce ogni opposizione operaia, studentesca, contadina, femminile democatica e popolare
chiedere la liberazione per i 10.000 prigionieri politici nelle carceri indiane  – tra cui leader maoisti prestigiosi quali il compagno Ajith e Kobad Gandhi, – sottoposti a torture e  verso le prigioniere e le combattenti stupri sistematici
denunciare la politica globale al servizio dell’imperialismo e delle classi dominanti indiane del governo fascista indu Modi
sostenere la guerra dei popolo guidata dai maoisti, che nonostante la feroce repressione resiste e si estende in tanti stati indiani

il comitato internazionale di sostegno in italia fa appello a tutte le forze comuniste, rivoluzionarie, democratiche e antimperialiste a prendere posizione e a scendere in campo

info
comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare – sede italia –csgpindia@gmail.com
leggi il blog
guerre popolari
leggi il blog internazionale in inglese
icspwindia

Questo è il comunicato ultimo del Partito comunista dell’INDIA (Maoista) sul massacro di Malkangiri.
Le dichiarazioni rilasciate finora dagli ufficiali di polizia sull’attacco congiunto delle polizie di

pc 21 novembre - India - mobilitarsi! Solidarietà e internazionalismo

Il 24 novembre in alcune città italiane

saranno posti striscioni, realizzate riunioni di informazioni in fabbriche, università sedi sindacali e di lotta, verso i lavoratori, lavoratrici, giovani, donne, settori delle masse popolari

- Saranno diffusi comunicati e documenti provenienti dal PCI (maoista)
- Saranno date informazioni sulle iniziative che si svolgono contemporaneamente in una ventina di paesi del mondo
- Sarà realizzato in serata uno streaming nazionale

per 

denunciare i massacri  contro i maoisti, contro le popolazioni adivasi in lotta
denunciare l’infame operazione Green Hunt che colpisce ogni opposizione operaia, studentesca, contadina, femminile, democatica e popolare
chiedere la liberazione per i 10.000 prigionieri politici nelle carceri indiane - tra cui leader maoisti prestigiosi,  quali il compagno Ajith e Kobad Gandhi - sottoposti a torture e, verso le prigioniere e le combattenti, a stupri sistematici
denunciare la politica globale al servizio dell’imperialismo e delle classi dominanti indiane del governo fascista indu Modi
sostenere la guerra dei popolo guidata dai maoisti, che nonostante la feroce repressione resiste e si estende in tanti stati indiani

il comitato internazionale di sostegno in Italia fa appello a tutte le forze comuniste, rivoluzionarie, democratiche e antimperialiste a prendere posizione e a scendere in campo

info:
comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare – sede italia –csgpindia@gmail.com
leggi il blog guerre popolari
leggi il blog internazionale in inglese

icspwindia

pc 21 novembre - Solidali con il popolo palestinese - dal forum palestina

 I documenti inseriti in questa settimana
( 13 Novembre -  19 Novembre 2016 )


19 Novembre 2016
-    Un palestinese ucciso e quattro feriti in proteste del venerdì nella Strisca di Gaza
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-    Soldati israeliani saccheggiano l’Università di Kadoorie a Tulkarem
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-    L’esercito israeliano imprigiona due nuovi obiettori di coscienza
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18 Novembre 2016
   
-    Rabbino Gerusalemme, omosessuali sono 'setta disgustosa'
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-    #StopHP: Oltre 50 città nel mondo per la Settimana internazionale contro Hewlett Packard
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-    Primo sì della Knesset a legalizzazione avamposti coloniali
di Michele Giorgio
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16 Novembre 2016
   
-    Firmate la petizione internazionale Boycott HP!
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-    Report: Israele progetta di fornire ai palestinesi della Cisgiordania il 40% di acqua in meno rispetto ai coloni
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15 Novembre 2016
   
-    Scatta il boicottaggio totale della Lista Unita Araba, terzo partito alla Knesset
di Neve Gordon
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-    Proposta legge Israele contro altoparlanti moschee
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-    La civiltà israeliana: acqua di fogna sulle case palestinesi
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14 Novembre 2016
   
-    Approvata in Israele risoluzione per legalizzare gli avamposti illegali
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-    Lettera aperta a ‘Invest in Peace’: prima della pace viene la libertà
13 Novembre 2016
   
-    I palestinesi non si aspettano molto da Trump, ma temono di perdere l’autogoverno
di Amira Hass

                 Mail: forumpalestina@libero.it           Sito: http://www.forumpalestina.org    

domenica 20 novembre 2016

pc 20 novembre - Terremotati e No Tav/terzo valico uniti nella lotta

Amatriciana a Cravasco contro Terzo Valico e grandi opere, No Tav: “Per un futuro migliore”

"La nostra solidarietà ai terremotati è combattere lo sfruttamento dei territori e delle risorse"

Campomorone. “Scegliamo di essere coerenti, lo scegliamo ancora una volta, tutti insieme, perché insieme abbiamo imparato che c’è solo un modo di essere No Tav: quello di chiamare le cose con il loro nome, osservare e descrivere la realtà con sguardo critico e costruttivo, per poi portare avanti la nostra lotta quotidianamente e con determinazione”. Lo dicono i No Tav Terzo Valico, che oggi danno vita ad un’amatriciana solidale presso il cantiere di Cravasco. Una forma di protesta diversa, che ha lo scopo di aiutare le popolazione terremotate del centro Italia.
“Vogliamo dire che ci siamo sentiti impotenti, come tutti, davanti a una tragedia del genere: addolorati per le vittime e per le loro famiglie, ma arrabbiati, perché ciò per cui da anni lottiamo, un uso responsabile e lungimirante delle risorse avrebbe potuto salvare alcune di quelle vite. Lo sappiamo, è impopolare dire No: lo è soprattutto quando si sceglie di mettere, per un istante, in secondo piano azioni che hanno un nobile fine risarcitorio, ma che, a nostro avviso, non sono sufficienti a costruire un sistema diverso. Lo sperpero di denari pubblici, il consumo del territorio, la logica del profitto che accompagnano il Terzo Valico e le Grandi Opere sono stati complici del terremoto nel mietere quelle vittime”, spiegano ancora.
“Da anni sosteniamo l’urgenza di utilizzare per la messa in sicurezza del territorio i milioni di euro che vengono buttati nei buchi che stanno scavando sopra le nostre teste. Lo abbiamo detto in ogni sede dopo le alluvioni, lo diciamo ora dopo il terremoto e speriamo di non doverlo dire più – continuano – Il quadro della situazione è, però, piuttosto chiaro: usano i nostri soldi per opere inutili. Crediamo che se vogliamo fare qualcosa che sia davvero di aiuto per le popolazioni terremotate e per tutti noi cittadini, sia indispensabile alzare la testa e chiedere a tutti di fermarsi un attimo a riflettere su come stanno andando le cose, e su come sia necessario che ognuno di noi ci metta la faccia e il cervello”, terminano.

pc 20 novembre - Torino, Appendino e la banca che l'ha fatta sindaco organizzano lo sgombero dei migranti come affare


La Compagnia di San Paolo finanzierà    lo sgombero del villaggio profughi                Foto

La Compagnia di San Paolo finanzierà lo sgombero del villaggio profughi

Entro Natale dal Comune il progetto per liberare l'ex Moi

Senza una mano d'aiuto Palazzo Civico non saprebbe come fare per risolvere la questione dell'ex Moi, una vera emergenza cittadina che, non a caso, si trascina senza rimedio da tre anni e mezzo. Ecco, dunque, che nel piano per il superamento del “villaggio profughi” di via Giordano Bruno entra in scena la Compagnia di San Paolo.

La sindaca Chiara Appendino punta a coinvolgere nell'operazione la “cassaforte” di corso Vittorio Emanuele, alla quale ha chiesto di finanziare un progetto per la ricollocazione e il reinserimento dei richiedenti asilo che dal 30 marzo 2013 occupano l'ex villaggio olimpico. Un intervento “sociale” senza il quale non sarebbe possibile per l'amministrazione comunale mettere mano allo sgombero promesso e avviare progressivamente lo svuotamento delle palazzine.

pc 20 novembre - Artisti per il SI - una accozzaglia di marchettari, contenti per soldi pubblici, trasmissioni televisive, in una TV sempre più di regime

Referendum, da Accorsi a Sorrentino fino a Ozpetek e Salvatores: appello degli artisti il Sì: “Gesto logico e naturale”.


Gesto logico e naturale....? Per chi diventa, lo voglia o no, un artista di regime, contribuendo al moderno fascismo e al degrado antidemocratico
fate schifo!
Referendum, da Accorsi a Sorrentino fino a Ozpetek e Salvatores: appello degli artisti il Sì: “Gesto logico e naturale”
Referendum Costituzionale


Da Paolo Sorrentino a Stefano Accorsi, da Carla Fracci a Roberto Bolle, da Andrea Bocelli a Luca Zingaretti, Adriana Asti, Emma Dante, Ferzan Ozpetek e Gabriele Salvatores. Sono tra i firmatari di un appello per il Sì al referendum rilanciato su Twitter anche dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e pubblicato sul sito di Repubblica. Renzi ritwitta anche un messaggio di Alex Zanardi: “Bello l’intervento di Gianrico Carofiglio a Otto e mezzo. Se la sua competenza e pacatezza fossero doti comuni, caspita che Paese saremmo!”L’appello parla di “gesto logico e naturale“. “La nostra Costituzione – si legge – ha accompagnato lo sviluppo economico e la crescita dell’Italia per un trentennio. Con la trasformazione degli assetti mondiali e delle strutture economiche e sociali, non ha potuto impedire che il Paese rimanesse in seguito sempre più bloccato, fino allo stallo totale degli anni più recenti”. Il punto, spiega l’appello, è restare sul merito della riforma: “La sovrapposizione di argomenti contingenti e di secondi fini non è un atteggiamento al livello della questione, è un inganno”, perché, continuano artisti e sportivi, “i cambiamenti proposti ci paiono nel merito sensati e orientati a creare per la politica condizioni operative più chiare e responsabili: permettendo così ai cittadini una maggiore visibilità dei processi e una maggiore chiarezza dei ruoli decisionali”. Nell’appello si ammette che “obiezioni ai singoli punti della riforma sono fondate e vanno rispettate. Ma la somma di queste obiezioni non ci pare tale da giustificare un No. Che metterebbe una pietra tombale su ogni ulteriore possibilità di cambiamento, per anni: anni veloci e cruciali, in cui il mondo andrà avanti per percorsi che non sarà dato inseguire, se rimarremo immersi nello stallo attuale. Per questo, serenamente, ragionevolmente, e nel pieno rispetto di tutte le posizioni, noi voteremo e voteremo Sì”.


Tra i firmatari ci sono gli attori Alessio Boni, Chiara Boni, Cristiana Capotondi, Fabio De Luigi, Pierfrancesco Favino, Isabella Ferrari, Beppe Fiorello, Massimo Ghini, Simona Izzo, Glauco Mauri, Paola Minaccioni, Luisa Ranieri, Michele Placido, Silvio Orlando, Pamela Villoresi, Alessandro Preziosi, Stefania Sandrelli, Giulio Scarpati, Ricky Tognazzi, Luca Zingaretti. Poi i registi: oltre a Sorrentino e Ozpetek, Emma Dante, Fausto Brizzi, Cristina Comencini, Giorgio Ferrara, Paolo Genovese, Piero Maccarinelli, Riccardo Milani, Gabriele Salvatores, Maurizio Scaparro, Andrée Ruth Shammah, Giovanni Soldati, Giovanni Veronesi, Paolo Virzì. E ancora gli scrittori Camilla Baresani, Ivan Cotroneo, Susanna Tamaro, Edoardo Nesi. Tra gli altri poi spuntano lo psicologo Massimo Recalcati, l’architetto Stefano Boeri, le ex ballerine Carla Fracci e Luciana Savignano, i produttori cinematografici Tilde Corsi, Mario Gianani, Giuliano Nicola, Francesca Cima, Andrea Occhipinti, Roberto Sessa, Riccardo Tozzi e Lorenzo Mieli, il direttore d’orchestra Zubin Mehta, l’artista Orsina Sforza, gli editori Rosellina Archinto, Sandro Ferri e Sandra Ozzola, i compositori Giorgio Battistelli e Marco Betta, la stilista Chiara Boni l’imprenditrice e storica ex presidente del Fai Giulia Maria Mozzoni Crespi, il filosofo Salvatore Natoli, lo scenografo Dante Ferretti, i cantanti Andrea Bocelli e il trio del Volo, il filosofo Salvatore Natoli, la produttrice musicale Caterina Caselli, l’ex calciatore della Nazionale Marco

pc 20 novembre - A Milano come a Torino, sindaci PD o Appendino, la ricetta è la stessa...

Meno migranti, più esercito, vigili, polizia... la ricetta di Salvini.
Ma chi semina vento raccoglie tempesta!
E' necessario che le forze rivoluzionarie, i nostri compagni per primi, denuncino questa situazione!
Per quanto riguarda via Padova a Milano, la riempiano di manifesti di denuncia contro la militarizzazione e di solidarietà alle masse di migranti che in questa zona, vivono e lavorano!

proletari comunisti/PCm Italia

pc 20 novembre - Benevento: al solito, Renzi parla, la polizia carica!

Benevento, la polizia carica il corteo che contesta Renzi


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La città di Benevento oggi si è risvegliata completamente blindata da polizia e carabinieri in occasione del tour elettorale di Renzi per il SI al Referendum del 4 dicembre prossimo.
Vietati dal questore cortei ed ogni tipo di iniziative. Persino un banchetto di propaganda organizzato dal Comitato locale per il NO che intendeva distribuire volantini contro la svolta autoritaria e antidemocratica voluta dal Pd e dai suoi alleati di governo è stato vietato utilizzando norme e modalità autoritarie ed arroganti.
Nonostante il clima da stato d'assedio un corteo di giovani, disoccupati e precari sta sfilando per le strade di Benevento sfidando l'allucinante clima repressivo ed antidemocratico. Ma contro i manifestanti, aderenti a varie realtà della sinistra radicale cittadina e ai movimenti sociali, la Questura ha deciso di intervenire con diverse cariche, e alcuni dimostranti sono stati manganellati dai 'tutori dell'ordine' in assetto antisommossa. Tra i contestatori colpiti dalla repressione si contano alcuni feriti e alcuni contusi.
All'interno del Teatro Massimo riempito di sostenitori del presidente del Consiglio e del Pd, sono riusciti a intrufolarsi tre attivisti del Movimento 5 Stelle che hanno provato a contestare Matteo Renzi durante il suo intervento.
Redazione Contropiano Campania

pc 20 novembre - Processo da santa inquisizione con condanne per il movimento fiorentino - la solidarietà militante di proletari comunisti/PCm Italia

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Nella tarda serata di ieri il Tribunale di Firenze ha emesso la sentenza di primo grado per il processo contro il movimento fiorentino. I giudici hanno condannato 67 compagni* a pene tra i 6 mesi e i 2 anni, per un totale di oltre 60.

L’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE
Tutta l’inchiesta è stata costruita e ruotava intorno a questo reato.
I giudici hanno assolto i compagni e le compagne imputati per associazione a delinquere che anche in questo caso non regge alla prova del primo grado se applicato alle lotte politiche e sociali.
In questo modo cade tutto il teorema giudiziario alla base del processo e montato dal PM Coletta e dal GIP Rocchi, e viene meno ad oggi la possibilità che si costituisca un precedente rispetto all’utilizzo di questo reato associativo.
Rimane però il fatto che questo reato abbia permesso la costruzione di un’inchiesta di questo tipo con intercettazioni e pedinamenti, che hanno riguardato un lasso di tempo molto lungo dando modo di monitorare e controllare l’attività politica dei compagni per due anni e giustificare pesanti misure cautelari.
CONDANNE E ALTRI REATI
I reati su cui sono state emesse le condanne riguardano fatti di piazza e avvenimenti specifici.
I giudici partivano dalle richieste del PM Coletta per un totale di quasi 72 anni: nonostante sia caduta

pc 20 novembre - La NATO non aspetta Trump, è già filonazista - Una nota, ma rimandiamo ancora una volta allo speciale proletari comunisti sul Vertice Nato di Varsavia

La Nato e i diritti umani dei nazisti



neonazibaltici
Per la tranquillità e la sicurezza dei “popoli liberi” dell'Europa dell'est, per renderli “liberi” da ogni timore di “attacco del potente vicino orientale”, seimila militari USA e Nato saranno presto dislocati in Polonia, secondo quanto stabilito al vertice di Varsavia dell'Alleanza atlantica. Lo ha confermato il Ministro della difesa polacco Anthoni Macierewicz, presentando la decisione come una delle conquiste del primo anno di vita del governo e attribuendo “significato storico” alla deliberazione della Nato.
 
In attesa dei seimila prodi, altri quattromila, da undici paesi della Nato, iniziano oggi le manovre “Iron Sword” in Lituania: parte delle esercitazioni si svolgeranno nell'area del poligono di Gaižiūnai, nella provincia di Jonavos, contea di Kaunas (dove nell'agosto scorso si era verificato l'ennesimo caso di peste africana suina…) e parte nell'area del poligono di Pabradė, nella provincia di Švenčionių, contea di Vilnius. "L'epoca pone di fronte alle forze armate nuove sfide che non esistevano in precedenza. È necessario preparare le unità e i comandi a una risposta efficace alle nuove minacce", ha detto il comandante delle forze di terra lituane Waldemar Rupšis. ....
A fronte degli sforzi Nato per rendere “liberi” i paesi del nordest europeo, ecco però che qualcuno decide di intralciare i loro piani e lanciare una sfida alla progettata prossima apertura (i piani risalgono in realtà al 2005) della base navale Nato di Liepāja, in Lettonia, all'estremità nord del tombolo che separa la laguna dal mar Baltico: la vecchia Libau teutonica e, poi, principale base navale zarista e, dai tempi dell'Urss, dotata anche di un attrezzato aeroporto. I passi decisivi verso l'apertura delle infrastrutture necessarie a ospitare naviglio statunitense sembrano esser stati compiuti lo scorso anno, con la visita dell'ex Segretario di stato USA alla marina Raymond Mabus; ma vi si oppongono i circa 40mila abitanti di lingua russa (russi, ucraini e bielorussi: 10mila di essi con cittadinanza russa), di una città che ne conta poco più del doppio. Essi temono che, una base Nato, con la quasi certa presenza di testate atomiche, esponga davvero a pericoli che, oggi, esistono solo nelle dichiarazioni dell'Alleanza atlantica. In ogni caso, già oggi il porto viene regolarmente utilizzato per lo scarico delle attrezzature e dei mezzi militari Nato, in occasione delle continue manovre militari in Estonia e Lituania.
In questo quadro, non può esser certo assente l'Ucraina golpista, in cui anche il Canada fa la propria parte, per addestrare i locali “combattenti per la libertà”: il proseguimento della missione canadese “Unifier” è stato confermato dalla vice premier ucraina per l'integrazione euroatlantica, Ivanna Klimpuš-Tsintsadze, ex direttrice della Open Ukraine Foundation dell'ex pupillo di Victoria Nuland, Arsenij Jatsenjuk.
Un'integrazione che spazia soprattutto sul terreno dei comuni sentimenti e che ha portato, lo scorso 17 novembre, Washington e Kiev a votare – insieme all'astensione dei “liberi” paesi UE – contro la risoluzione di condanna della glorificazione del nazismo, così di moda in Ucraina dopo il febbraio 2014. ...
Naturalmente, Washington e Kiev hanno motivato il voto contrario alla risoluzione, con il “meraviglioso diritto alla libertà di parola”, come se la lotta contro il nazismo e il neonazismo possa escludere la lotta contro la guerra che questi conducono per privare ogni loro oppositore del primario diritto all'esistenza.
Stranamente, nessun attentato alla libertà e ai diritti è visto nella progettata misura delle autorità di Kiev, di stampo autenticamente nazista, per deportare gli abitanti di alcune cittadine, situate nella parte della regione di Donetsk in mano alle forze di Kiev e vicine alla linea del fronte, a partire da Marjnka e Krasnogorovka, popolate rispettivamente da 10mila e 16mila abitanti. La scusa addotta è, ovviamente, il pericolo delle artiglierie della DNR: le decine di abitanti di DNR e LNR che tutt'oggi, a dispetto degli accordi di Minsk, continuano a morire o rimanere feriti per le cannonate ucraine, secondo Kiev, appartengono a una razza inferiore. ...


pc 20 novembre - Il No di proletari comunisti alla riforma reazionaria della costituzione, portato agli studenti nelle scuole di Palermo




pc 20 novembre - Iniziative solidali e internazionaliste per l'India - il 24 novembre

comunicato stampa

Il 24 novembre in alcune città italiane 

- saranno posti striscioni, affissi manifesti, diffusi volantini, realizzate riunioni di informazioni, verso i lavoratori, lavoratrici, settori delle masse popolari

- diffusi comunicati e documenti provenienti dai compagni indiani

- saranno date informazioni sulle iniziative che si svolgono contemporaneamente in una ventina di paesi del mondo

- realizzato in serata uno streaming nazionale (orari e modalità comunicati in seguito).
Per denunciare massacri  contro i maoisti, contro le popolazioni adivasi in lotta;
denunciare l’infame operazione Green Hunt che colpisce ogni opposizione operaia, studentesca, contadina, femminile democatica e popolare;
chiedere la liberazione per i 10.000 prigionieri politici nelle carceri indiane - tra cui leader maoisti prestigiosi,  quali il compagno Ajith e Kobad Gandhi - sottoposti a torture e  verso le prigioniere e le combattenti stupri sistematici;
denunciare la politica globale al servizio dell’imperialismo e delle classi dominanti indiane del governo fascista indu Modi;
sostenere la guerra dei popolo guidata dai maoisti che, nonostante la feroce repressione, resiste e si estende in tanti stati indiani
Il comitato internazionale di sostegno in italia fa appello a tutte le forze comuniste, rivoluzionarie, democratiche e antimperialiste a prendere posizione e a scendere in campo.
info
comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare – sede italia – csgpindia@gmail.com

leggi il blog guerre popolari
leggi il blog internazionale in inglese icspwindia

Questo è il comunicato ultimo del Partito Comunista dell’INDIA (Maoista) sul massacro di Malkangiri

Le dichiarazioni rilasciate finora dagli ufficiali di polizia sull'attacco congiunto delle polizie di Andhra Pradesh e Odisha contro un nostro campo presso il villaggio di Ramaguda nel distretto di Malkangiri in Odisha il 24 ottobre e il massacro di 31 dei nostri compagni sono ingannevoli e molto distanti da quanto effettivamente accaduto. Il ritardo da parte nostra nel rendere noto al popolo i fatti è dovuto al fatto che siamo completamente circondati dalla polizia.
Ciò che è realmente accaduto è che una nostra squadra ha raggiunto villaggio di Ramaguda il 23 ottobre mattina e vi si è accampata. Hanno dormito nei pressi del villaggio quella notte. all’alba del

pc 20 dicembre - INTERVISTA AL PROF. DI MARCO: perchè il libro di Engels "Dialettica della natura" è attuale


pc 20 novembre - ALLE DONNE MIGRANTI: UNIAMO IL 25 NOV. LE NOSTRE RIBELLIONI

Alle donne migranti,

voi subite una doppia, tripla violenza, dai vostri Stati, regimi, come dal nostro Stato, governo 
imperialista; dagli schiavisti e oppressori dei vostri paesi, come dai moderni schiavisti in giacca e 
cravatta dei padroni italiani; dalla mentalità, pratiche patriarcali come dai nostri moderni uomini che 
stuprano e uccidono le donne. 
Qui in Italia abbiamo gli stessi nemici, padroni, governo, Stato, uomini razzisti e fascisti. 
Uniamo le nostre mani, le nostre voci, le nostre ribellioni!

Il 25 novembre manifestazione nazionale delle lavoratrici, disoccupate, immigrate a Roma – dalle 
ore 9,30 a p.zza Montecitorio – assediamo i Palazzi del potere, portiamo con forza i nostri bi/sogni.

DA ALCUNE DENUNCE che porteremo il 25 in piazza e nei Palazzi: 

Nei centri di raccolta nel deserto ai confini con la Libia, in attesa del viaggio a Lampedusa dove la 
maggiorparte troverà la morte, tante donne vengono stuprate.
Ma i responsabili di questi orrori non sono solo gli aguzzini che gestiscono le tratte, i centri di raccolta 
e i viaggi dei migranti, i responsabili sono, anche e di più, gli Stati imperialisti, l'Italia che 
sanno e non fanno nulla, che stabiliscono accordi con i governi reazionari; è lo Stato italiano che, prima 
ha fatto la guerra, e ora ha il compito di addestrare l'esercito fascista della Libia, che è fino in fondo 
colpevole dell'orrore che le donne, gli uomini devono subire per poter venire in Italia e in Europa.

Dalle migranti che lavorano nei rifiuti: «Potevamo mangiare soltanto al cesso. Un quarto d’ora di 
pausa. 
Con la puzza di escrementi sotto il naso. Poi bisognava di nuovo tornare a lavorare, sempre a testa 
bassa sui rifiuti».

L'attacco alla loro salute e vita delle lavoratrici immigrate. Vengono nascosti – anzi “non esistono” - 
gli infortuni, le malattie, mentre molto elevati sono gli infortuni per le donne “provenienti da Ucraina 
(51%), Polonia (41,8%) e Ecuador (37,9%), occupate prevalentemente nei servizi alle imprese e alle 
famiglie (pulizie, badanti, colf, ecc.)”.
Per le badanti, costrette, come sono, a stare chiuse in case per lunghe ore con un rapporto solo con 
l’assistito, a badare spesso ad anziani malati anche di notte, il lavoro è anche usurante sia fisicamente 
che mentalmente.
Tra le immigrate, le lavoratrici del sesso, perseguitate, offese, cacciate, come “portatrici” di malattie, 
sono invece quelle che si prendono le peggiori malattie dagli uomini-clienti per la loro concezione di 
uso/abuso del corpo delle prostitute.

Per la casa, contro gli sfratti. Nei quartieri a Roma, come a Milano, ecc. sul fronte degli sgomberi, 
continua lo stillicidio, con la novità che vengono effettuati a qualsiasi ora: “nella notte tra venerdì e 
sabato scorsi uno sgombero è stato effettuato, quando nonna e nipote di soli tre anni erano soli in casa. 
Ma qui donne immigrate e italiane spesso sono unite nella lotta per il diritto alla casa e contro gli 
sfratti.

DALLA PIATTAFORMA PER IL 25 NOVEMBRE

- Diritto di residenza, cittadinanza, casa, reddito per tutte le migranti
- uguali diritti lavorativi, salariali e normativi per le immigrate che lavorano
- NO alla detenzione nei Cie, hotspot luoghi di violenza, stupri da parte delle forze dell'ordine