mercoledì 19 agosto 2015

pc 19 agosto - Maoismo è internazionalismo! Dal blog maoistroad.blogspot.com

pc 19 agosto - BEN FATTO, PRETE!

Il sacerdote, durante la messa dell'Assunta a Passo San Boldo (Treviso), non ha permesso che gli alpini leggessero il verso della loro preghiera in cui si parla di "armi contro chiunque minacci la nostra patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana".

Il sacerdote ha spiegato ai rappresentanti dell'Associazione nazionale alpini che in tempi in cui folle di disperati premono ai confini, parlare di 'difesa' del territorio da ingressi stranieri, forse non è il caso...

pc 19 agosto - "PERCHE' HO RIFIUTATO L'ASSUNZIONE A SCUOLA..." - OCCORRE BILANCIO DELLA LOTTA E RIPRESA DELL'AZIONE COLLETTIVA

Pubblichiamo stralci di una lettera (apparsa ieri su La Repubblica) di una insegnante, attiva nelle lotte che ci sono state nei mesi scorsi, perchè espressione di tanti, tante insegnanti che non hanno accettato di firmare la domanda di assunzione.
Pensiamo che occorreva e occorre una indicazione generale in questa difficile fase, per rispondere in maniera collettiva alla trappola/ricatto individuale che il governo Renzi ha posto; un'indicazione da parte dei sindacati di base e organismi autorganizzati dei lavoratori della scuola, che hanno diretto e avuto un ruolo nella mobilitazione di questi mesi, frutto del bilancio della lunga lotta e in legame con il sentire degli stessi lavoratori, lavoratrici.


DALLA LETTERA:

"...ho 44 anni e faccio con passione l'insegnante pendolare da 13. Insegno Latino, Greco e materie letterarie nei licei classici della provincia di Napoli, e poche volte ho lavorato a meno di 25 chilometri da casa. Sono laureata e abilitata con il massimo dei voti e ho conseguito un dottorato di ricerca in Filologia. Sono iscritta in graduatorie che per legge sono provinciali, non nazionali, e ho pieno titolo all'assunzione.
Da 13 anni accumulo punteggio lavorando da "ultima arrivata", con studenti, colleghi, dirigenti sempre diversi, e con meno diritti (niente ferie, niente scatti stipendiali)...
"Deportare" è una parola forte, è vero, ma è affiorata spontaneamente alle labbra di lavoratori precari da dieci o addirittura venti anni, con alle spalle peregrinazioni in varie

martedì 18 agosto 2015

pc 18 agosto - Lotte operaie nella crisi

LE LOTTE OPERAIE SONO, NELLA FASE DELLA CRISI, IMPORTANTI PER FORMARE OPERAI ALLA LOTTA IN FASI IN CUI E' DIFFICILE OTTENERE RISULTATI,  E COME COSTANTE OCCASIONE PER LA PROPAGANDA, LA SPIEGAZIONE IN TERMINI M-L-M DEL MONDO.

da Pillole comuniste 9.2.14

pc 18 agosto - Autismo, in Friuli una onlus sospende assistenza: ‘Regione non paga da gennaio’

Questo governo distrugge la scuola pubblica, nega servizi e supporti alle famiglie di persone con gravi disabilità sia durante l'orario scolastico che al di fuori, e poi parla di politiche a sostegno delle famiglie, che, invece, sempre più dovranno prendersi carico della cura e assistenza. Questo governo se ne deve andare! 

Autismo, in Friuli una onlus sospende assistenza: ‘Regione non paga da gennaio’.

(Da Il Fatto Quotidiano) - Cinzia Raffin, presidente e fondatrice della Fondazione Bambini e Autismo: "Senza i soldi pubblici le famiglie non sono in grado di sostenere le spese delle prestazioni". L'associazione è stata anche chiamata in audizione al Senato durante la discussione della nuova legge sulla patologia, appena approvata. Con contorno di polemiche perché non stanzia nuovi fondi.
A pochi giorni dall’approvazione della nuova legge sull’autismo, che ha subito scatenato polemiche perché non prevede fondi aggiuntivi per le associazioni che seguono le persone ammalate, in Friuli Venezia Giulia scoppia il caso della Fondazione Bambini e Autismo onlus. L’associazione, attiva nell’assistenza specialistica e multidisciplinare alle persone con

pc 18 agosto - Tenaris Dalmine come mantenere alti i profitti: condoni fiscali sugli utili, ristrutturazioni aziendali con accordi sindacali e giochi di borsa

I nostri analisti stimano un tasso medio di crescita delle vendite superiore al 10% negli anni compresi tra il 2016 e il 2018 e un margine Ebit in salita al 25% (dall’attuale 18%).

Nei quattro anni tra il 2016 e il 2019, i ricavi sono visti in crescita a un tasso medio dell’8%, mentre il margine Ebit dovrebbe beneficiare di un nuovo portafoglio prodotti a più alto valore aggiunto.

Basterebbero questi 2 stralci da articoli degli analisti finanziari, usciti nel periodo in cui l'azienda di padron Rocca annuncia ai sindacati amici cgi-cisl-uil la necessità di tagliare 400 posti di lavoro in Italia, e molti altri negli altri stabilimenti sparsi nel mondo, per rendersi conto che nella crisi i padroni mettono in campo tutti gli strumenti a loro disposizione per uscirne più forti a spese degli operai.
Come l'accordo sindacale sottoscritto che prevede un mix misure come l'aumento del grado di sfruttamento del lavoro (intensificazione del lavoro), i contratti di solidarietà (diminuzione del salario), i licenziamenti….
Per passare all'evasione fiscale legalizzata di 282 milioni di euro per irregolarità sui dividenti del 2007 abbonati dalla commissione tributaria regionale.
Alla speculazione finanziaria attraverso le azioni in Borsa…

Intanto continua la costruzione di un grande stabilimento in Texas (30% del fatturato dei tubi petrolio) che sarà pronto nel 2017, nonostante la crisi di sovrapproduzione dell'acciaio, così padron Rocca, prossimo presidente di Confindustria, si prepara per continuare la sua guerra per i profitti e ritagliarsi nuove fette di mercato in competizione con gli altri padroni…ovviamente a spese degli operai….


Tenaris, nel 2016 sarà ripresa
Le previsioni di lungo periodo sul prezzo del greggio fanno ben sperare su un ritorno alla crescita tra due anni, ma il mercato resta ancora molto pessimista e sconta il titolo del 30% rispetto al nostro fair value.
13/01/2015 | 10:37 fonte morningstar


 Il calo del prezzo del petrolio ci ha indotto a rivedere al ribasso le nostre previsioni per i prossimi 18-24 mesi. Ma in ottica di lungo periodo Tenaris resta una delle migliori idee di investimento di Morningstar nel settore energy. Il titolo è scambiato attorno ai 12 euro, il 30% circa al di sotto del nostro fair value che è pari a 17 euro.
Il negativo trend del greggio, le cui quotazioni sono scese dai 90 dollari (al barile) di ottobre agli attuali 50 dollari, ha comportato un taglio dei progetti di perforazione da parte delle oil company. Questo si ripercuote irrimediabilmente sul fatturato del gruppo italiano che lavora nell’indotto (producendo tubi d’acciaio per il trasporto di gas naturale e petrolio). Ma le nostre stime di lungo termine per il prezzo dell’oro nero ci lasciano fiduciosi sul futuro dell’azienda.
Le previsioni degli analisti
Il valore del barile è destinato a risalire attorno ai 90/100 dollari e questo produrrà una ripresa del fatturato a partire dal 2016. Nei prossimi anni, inoltre, la porzione di progetti di perforazione offshore e in acque profonde è destinata a salire. Questo è un bene per le aziende come Tenaris, dato che questa tipologia di trivellazioni necessita dell’impiego di un quantitativo di tubi quattro volte superiore a quello richiesto per le perforazioni convenzionali. I nostri analisti stimano un tasso medio di crescita delle vendite superiore al 10% negli anni compresi tra il 2016 e il 2018 e un margine Ebit in salita al 25% (dall’attuale 18%).

Tenaris presenta un livello di profittabilità marcatamente superiore a quello dei suoi concorrenti e questo evidenzia una posizione di vantaggio competitivo (Economic Moat). La spesa per i tubi d’acciaio non rappresenta in sé una parte significativa dei costi legati alla trivellazione. Ma la possibilità che il progetto possa fallire, induce le oil company a non cambiare partner una volta che hanno provato l’affidabilità di un fornitore. I costi di switch hanno quindi un ruolo importante nel determinare il successo di un’azienda in questo business e l’elevata reputazione dei suoi prodotti garantiscono a Tenaris rapporti di lunga durata con i suoi clienti.
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Tenaris, fair value ridotto a 15 euro
Morningstar rivede la valutazione sul gruppo italiano in seguito alle nuove stime sul prezzo del greggio, ma alle attuali quotazioni di Borsa il titolo risulta scambiato a sconto. 
02/04/2015 | 14:39

Morningstar taglia il fair value di Tenarisa 15 euro per azione ma, a causa della volatilità che condiziona il settore energy, il titolo continua a essere scambiato ad un tasso di sconto superiore al 10%. 
I nostri analisi hanno abbassato le loro aspettative sul prezzo di lungo periodo per il greggio quotato sul WTI (da 76 a 70 dollari) e per quello negoziato sul Brent (da 100 a 90 dollari). Anche le previsioni sul gas naturale sono scese da 5,40 a 4 dollari. “Questo nuovo equilibrio sul mercato delle materie prime avrà delle ripercussioni sui conti di Tenaris nel breve periodo” dice Andrew Lane analista azionario di Morningstar. “Ma l’azienda italiana vanta una posizione di vantaggio all’interno del settore e questo le permetterà di riportare gradualmente i margini di profitto sui livelli di qualche anno fa”.
Margini in crescita nei prossimi anni
Dopo i negativi risultati degli ultimi due anni, l’analista si aspetta per il 2015 un calo del fatturato superiore al 20%, dato che i prezzi di greggio e gas naturale continueranno a scoraggiare l’attività di perforazione e di estrazione della compagnie petrolifere. Ma nel medio termine ipotizza una ripresa sia in termini di fatturato che di redditività.
Nei quattro anni tra il 2016 e il 2019, i ricavi sono visti in crescita a un tasso medio dell’8%, mentre il margine Ebit dovrebbe beneficiare di un nuovo portafoglio prodotti a più alto valore aggiunto. Negli anni pre-crisi, quando il mix di prodotti che facevano parte dell’offerta del gruppo era ancora meno favorevole di quello attuale, il margine operativo viaggiava su valori di poco inferiori al 30%. E questo dato, secondo Lane, fa ben sperare in ottica futura. 

pc 18 agosto - L'ESERCITO TURCO ASSEDIA E ATTACCA PROVINCE E VILLAGGI CURDI

KNK: Curdi in Turchia sotto la minaccia di un massacro
Alla guerra dello Stato fascista turco occorre rispondere avviando la strategia della guerra di popolo. Gli USA e la UE sono parte del problema, perchè appoggiano la Turchia di Erdongan, non sono un aiuto.
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Con la conclusione del processo di pace da parte di Erdogan il 24 luglio, è in corso una nuova guerra totale contro i curdi. Da quella data le montagne, i villaggi e la geografia curdi sono stati quotidianamente sotto attacco e bombardamenti. Per quasi una settimana le forze speciali turche, sostenute dall’esercito, hanno dichiarato lo stato di emergenza nelle città curde e stanno facendo esecuzioni extragiudiziali nella regione.
Di recente in distretti come Varto, Semdinli, Farqin, Yuksekova, Nusaybin e Lice è stato dichiarato uno stato di emergenza, sono stati presi di mira civili, sono stati bombardati luoghi di lavoro e incendiate case. Non stanno permettendo che coloro che sono stati uccisi in questi attacchi vengano sepolti e che i feriti vengano curati. Tutte le entrate e le uscite di queste città e province sono chiuse, mentre le forze di sicurezza terrorizzano la gente nelle regioni che sono state isolate dal resto del paese. Le principali forniture di energia e di acqua di queste città sono state deliberatamente interrotte.
La gente che vice in questi luoghi è molto preoccupata e dice che sta affrontando la minaccia di un massacro. Fino ad ora viene riferito che sono stati uccisi diversi civili, ma secondo fonti locali il numero dei morti è molto più elevato di quanto viene riferito dallo stato. L’esercito turco ha anche assediato le zone rurali che circondano questi distretti e sta bombardando pesantemente nei villaggi, questi bombardamenti sono tuttora in corso.
La principale ragione dietro a questi attacchi e a queste uccisioni extragiudiziali di civili sta nel fatto che il presidente turco Erdogan ha dato poteri illimitati alle forze di sicurezza. Questo è un altro segno dell’ostilità dell’AKP nei confronti del popolo curdo. Attaccando il popolo curdo, il governo turco e il presidente Erdogan stanno moralmente e concretamente sostenendo ISIS.

• Chiediamo all’opinione pubblica internazionale di opporsi a questa guerra condotta dal presidente turco Erdogan.
• Chiediamo all’UE e agli stati membri, agli USA e all’ONU di rompere il loro silenzio sulla minaccia di massacro contro i curdi in Turchia.
• Chiediamo ai media internazionali di interessarsi della questione che una rilevanza significativa nella lotta contro ISIS nella regione.


Congresso Nazionale del Kurdistan KNK

pc 18 agosto - Le donne curde salutano Ekin Wan la combattente kurda assassinata dal fascista Erdogan

“Ekin Wan è la nostra resistenza nuda
da infoaut.

“Ekin Wan è la nostra resistenza nuda”. Questo uno degli sologan con cui le donne di Nusaybin (provincia di Mardin) sono scese in strada per esprimere la rabbia contro l’esposizione del corpo nudo e martoriato della guerrigliera Kevser Eltürk (nome di battaglia Ekin Wan) delle YJA Star, uccisa in uno scontro dalle forze di sicurezza turche nel distretto di Varto (provincia di Muş). Dopo averla uccisa, l’hanno completamente spogliata e trascinata per strada legata ad una corda, per poi abbandonarla nella piazza del paese.
Una fotografia del suo corpo nudo e martoriato ha iniziato a circolare sui social media durante il fine settimana, in origine condivisa probabilmente dalla polizia di Varto.

Una delle donne che ha lavato per il funerale il corpo di Ekin straziato, ne ha descritti i segni di tortura, tra cui una profonda ecchimosi sul collo e le gambe e la pelle lacerate. Aveva anche lividi lasciati da una corda stretta intorno al suo collo e usata probabilmente per trascinarla.
In risposta a questa disumana vicenda, i/le guerriglieri/e hanno preso il controllo della città di Varto mentre “la gente armata di guardia in trincea ha detto che questa azione era una rappresaglia per l’uccisione di una guerrigliera, uccisa pochi giorni fa a Varto da un team operativo speciale, il cui corpo nudo è stato messo in mostra dalla stampa”.

Le Giovani donne rivoluzionarie (YDGK-H) hanno rinnovato il loro appello a tutte le donne affinché si uniscano agli sforzi di autodifesa e alla lotta rivoluzionaria in Kurdistan, per vendicare l’uccisione e la profanazione del corpo di Ekin.
“Per anni, non ci siamo vergognate dei nostri corpi. Per anni questo stato ha cercato di spaventarci con stupri, molestie e uccisioni. Questo è il modo in cui cercano di mettere a tacere le donne, prendono le loro case e le distruggono. Di fronte a tutto ciò, continueremo a scavare le nostre trincee e a difenderci contro lo stato coloniale”.

Le militanti di Nuova donna democratica (YDK) in un comunicato scrivono: “Non siamo spaventate. Perché dai villaggi che ha evacuato e dalle donne che ha ucciso in stato di arresto, sappiamo che questo stato è un assassino. Perché dalle donne a cui ha tagliato il seno sotto tortura, dalle donne a cui ha cercato di spezzare la volontà con lo stupro, dalle donne abbandonate alle torture sessuali in stato di arresto e in prigione, sappiamo che questo stato è uno stupratore. Lo sappiamo dalle vostre sporche guerre ingiuste, che se non ci hanno fatto vergognare dei nostri corpi, ci hanno fatte vergognare della nostra umanità. Lo sappiamo da Shengal, da Kobanê. Vediamo molto bene che questa vostra misoginia viene dalle donne che lottano sulle barricate, nelle carceri e sulle montagne. E così noi non abbiamo paura di voi e non ci vergogniamo dei nostri corpi”.

Intanto a Silvan – città della provincia di Diyarbakır, nel Kurdistan turco, che ha dichiarato l’autogoverno dopo Silopi, Cizre, Nusaybin, Yüksekova e Varto – le giovani donne curde sono in prima linea nella resistenza della città e hanno assunto un ruolo-chiave nel tenere la polizia fuori dai quartieri, stando di guardia in trincea e difendendo l’area.
Arîn Amed, che vive nel quartiere Tekel, ha detto:
“Silvan non è sola. Come giovani donne, difenderemo fino alla fine le zone in cui viviamo. Noi non rinunceremo a questa resistenza finché Silvan non sarà libera. In questo momento, tutti i giovani e le giovani di Silvan sono in rivolta”.
Ha poi aggiunto che fino ad ora le giovani di Silvan hanno vissuto sotto il dominio della mentalità patriarcale, ma che “Le combattenti delle YPJ a Kobanê, che hanno combattuto duramente contro la mentalità patriarcale, sono diventate un esempio per tutto il mondo. Noi vogliamo prepararci alla vittoria con la forza e il morale che queste donne ci hanno trasmesso. A questo punto la gente ha bisogno di vedere la propria forza per portare la guerra popolare rivoluzionaria alla vittoria.
Il nostro popolo ha attraversato molto dolore e ha pagato un prezzo alto, ma la vittoria contro questa crudeltà è vicina. Una volta che diventiamo un ‘NOI’, nessuna forza può fermarci”.

Non solo la Turchia soddisfa tutte le esigenze dei militanti di ISIS – come ha testimoniatoun emiro catturato dalle YPG a Kobanê lo scorso 25 giugno –  ma il binomio AKP-ISIS, con la sua mentalità maschile dominante, concretizza oggi il volto più feroce del femminicidio, come hanno dichiarato le organizzazioni di donne curde residenti in Europaa proposito della profanazione del corpo di Ekin, aggiungendo che come le YPJ stanno abbattendo il regno barbaro delle bande ISIS, le donne curde rovesceranno la mentalità selvaggia dell’AKP.

La mentalità stupratoria, che si è manifestata contro tutte le donne sulla persona di Ekin Wan, ha iniziato una guerra basata sul femminicidio per abbattere la legittima difesa che le donne kurde hanno intrapreso in un modo che le rende una speranza per le donne in tutto il mondo.
Le donne hanno anche sottolineato che l’AKP e la sua mentalità maschile dominante non potevano accettare la rivoluzione in Rojava, che è in realtà la rivoluzione delle donne, e che la tortura effettuata sul corpo di Ekin non è una coincidenza ma la dimostrazione di questa mentalità.

“Ekin Wan, guerrigliera delle YJA STAR, è il simbolo di autodifesa e rappresenta la resistenza delle donne libere”. Sono in particolare i corpi delle donne ad essere attaccati e presi di mira in tutte le guerre, hanno ricordato le donne curde rammentando quando, negli anni ’90, in Kurdistan le forze di sicurezza turche violentavano, torturavano ed  esponevano nudi i corpi delle donne dopo la loro esecuzione.

Le donne curde in Europa hanno concluso la loro dichiarazione invitando tutte le donne a partecipare con forza a tutte le azioni contro la guerra sporca dell’AKP.

pc.18 agosto - USA, Amazon: Il capitalismo intensifica lo sfruttamento...

della forza lavoro oltre il limite di sopportazione. Ma il capitale facendo crescere lo sfruttamento non fa che accrescere la ribellione della classe operaia che sempre più si ingrossa, unita dallo stesso meccanismo del processo di produzione capitalistico.

Da L'Huffington Post

Appena mettono piede nell'azienda, gli viene ordinato di dimenticare tutte le "cattive abitudini" che hanno imparato svolgendo altri lavori. Perché Amazon è un mondo a parte e per riuscire in questo mondo bisogna rimboccarsi le maniche, oltre ogni limite di sopportazione fisica e mentale. Un'inchiesta del New York Times ha raccontato cosa sono costretti a subire ogni giorno i dipendenti, costantemente monitorati e stimolati a produrre sempre di più. C'è chi giura di aver visto scoppiare in lacrime ogni collega almeno una volta e chi ricorda di aver lavorato per quattro giorni senza dormire. Di solito, poi, chi non regge il ritmo delle 80 ore settimanali viene cacciato via, senza pietà.
"L'azienda sta conducendo un esperimento per capire quanto può 'spingere' sugli impiegati per soddisfare le sue sempre più grandi ambizioni", scrive il Nyt. Jeff Bezos, il miliardario fondatore, non ha esitato a rispondere all'attacco del giornale americano, insistendo sul fatto che quello non è il luogo di lavoro da lui conosciuto e quei racconti non appartengono ai suoi "premurosi dipendenti": "Credo fermamente che chi lavora in una società che è davvero come quella descritta dal New York Times sarebbe pazzo a rimanere. Io la lascerei".
Amazon è tristemente famosa per il "trattamento speciale" che riserva ai suoi dipendenti. Già tempo fa aveva fatto scalpore il racconto di una donna americana, che aveva deciso di lasciare il posto di facchina in uno dei magazzini della Pennsylvania, riducendosi in povertà. "Meglio senzatetto che lavorare da Amazon - aveva affermato -. Non ho una casa dove abitare. Ma le mie giornate peggiori sono meglio delle migliori giornate passate a lavorare lì dentro". L'ex dipendente aveva raccontato di essere stata costretta a lavorare in isolamento e sotto sorveglianza costante.
Alla sua storia ora si aggiungono le testimonianze riportare dal New York Times: turni sfiancanti, mancanza di aria condizionata (le ambulanze aspettano all'esterno per portare via chi collassa), impiegati costretti a mandare email anche in orari notturni o obbligati a fare la spia sulle performance degli altri colleghi, donne incoraggiate a migliorare le loro prestazioni anche quando malate di cancro. "Ho subito un aborto, è stato uno degli eventi più devastanti della mia vita. Ma mi hanno messa nel programma per migliorare le prestazioni per assicurarsi che la mia attenzione continuasse ad essere focalizzata sul lavoro", ha raccontato al giornale un'impiegata.

Continua a leggere dopo la gallery:
Amazon: cosa c'è dietro un click

 La dura strategia di Amazon si fonda su 14 regole. La prima si chiama "L'ossessione del cliente": "Gli impiegati lavorano per soddisfare ogni necessità del cliente. Sono ossessionati da lui". La seconda mira a far sentire ad ogni impiegato il senso di responsabilità: "Non dicono mai: 'Questo non è il mio lavoro'". Dalla capacità di pensare in grande e inventare a quella di aver giudizio, si passa a illustrare altri principi che mirano ad incoraggiare chi all'interno ha il ruolo di capo ("I veri leader fanno crescere altri leader"). E che caratteristiche devono avere i leader? "Devono pretendere gli standard più alti - dice la regola -. Molti penseranno che questi standard sono assurdi. Ma i leader alzano sempre di più l'asticella e portano il loro team a sviluppare prodotti sempre migliori".

pc 18 agosto - Lo Stato borghese al servizio di questo sistema capitalista e imperialista, considera di per sè criminali tutti gli immigrati/e, ma contro le immigrate anche prostitute, accentua la violenza sessista e razzista dei suoi apparati repressivi... rispondere organizzando la lotta rivoluzionaria della maggioranza delle donne

Lanciano: Arrestato poliziotto che violentava l’immigrata per i documenti

Con le accuse di concussione e violenza sessuale, il gip di Lanciano, Massimo Canosa, ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di un agente di Polizia, responsabile dell’ufficio amministrativo che si occupa del rilascio dei permessi di soggiorno.
Il provvedimento cautelare è stato chiesto dal Pm, Anna Benigni, a conclusione delle indagini partite quattro mesi fa.
La vittima sarebbe una donna sudamericana di 40 anni che ha denunciato di essere stata costretta a fornire prestazioni sessuali al poliziotto in quanto ritardava costantemente la consegna del documento. I due episodi di abusi sarebbero avvenuti nei mesi di marzo e settembre 2013.
La Procura prosegue l’indagine per accertare se ci sono altri stranieri sottoposti ad altri episodi di pressione psicologica. Nel corso della conferenza stampa il procuratore Francesco Menditto ha detto “vittima vulnerabile nonostante avesse il diritto ad avere il permesso di soggiorno di cui aveva bisogno ma veniva ritardato il rilascio.
E’ una brutta ferita ma ribadisco la piena fiducia nei confronti della Polizia di Stato”.
L’indagine è stata condotta dalla Squadra mobile della Questura di Chieti diretta da Francesco Costantini e dagli agenti del Commissariato diretti dal dirigente Francesco Lagrasta.
I difensori del poliziotto sostengono che “è tutta una montatura, le accuse sono prive di ogni fondamento”.

da neXt quotidiano

pc 18 agosto - Solidarietà con i prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame


Roma. Sit in per la liberazione di Mohammed Allan

Roma. Sit in per la liberazione di Mohammed Allan
Per  la liberazione di Mohammed Allan, detenuto palestinese  nelle carceri israeliane, in coma dopo 60 giorni di sciopero della fame.
Oggi martedi 18 agosto, dalle 17.00 alle 19.00, SIT IN ALL’AMBASCIATA PALESTINESE IN ITALIA

Mohammed Allan è in sciopero della fame per protestare contro la diffusa pratica  di incarcerare i cittadini palestinesi senza processo e senza neppure la contestazione del motivo della detenzione, alla quale Israele fa ampio ricorso.
La   “detenzione amministrativa”- così è chiamata questa misura - è  palesemente  illegale violando gli articoli 9  e 10 della  Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU il 10 dicembre 1958.
Per denunciare  la illegittimità della detenzione amministrativa i prigionieri palestinesi sono ricorsi più volte    allo sciopero della fame costringendo non raramente le autorità israeliane a patteggiare la liberazione di detenuti. Nell’intento di stroncare questa forma di lotta  il parlamento israeliano ha approvato una legge che autorizza la nutrizione forzata dei detenuti in sciopero della fame, cercando di dare una  parvenza di legalità ad un intervento  contrastante  con  i protocolli aggiuntivi alla Convenzione di Ginevra   che   vietano di  sottoporre i detenuti “ad un intervento medico che non sia motivato dal loro stato di salute e non sia conforme alle norme sanitarie generalmente riconosciute e applicate in circostanze mediche analoghe alle persone che godono della libertà”, e che    la World Medical Association    ha  dichiarato “immorale  e mai legittimo”.  A sua volta il    presidente dell’Associazione Medici Israeliani (IMA) Dr Leonid Eidelman ha dichiarato che l’IMA non si sarebbe prestata alla tortura, che i suoi membri non avrebbero nutrito a forza i prigionieri che fanno lo sciopero della fame, non avrebbero applicato la legge approvata dalla  Knesset.
In tutto il mondo si stanno levando proteste  contro l’applicazione la recente legge  israeliana e per la liberazione di Mohammed Allan.
Anche a Roma si manifesterà contro questa infamia, in solidarietà con i prigionieri politici palestinesi e per la liberazione di Mohammed Allan  martedì 18 agosto dalle 17 alle 19 innanzi  all’Ambasciata in Italia dello Stato di Palestina (Viale Guido Baccelli 10 alle spalle  della Fao).
La Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese

pc 18 agosto - Un intervento che serve a riaprire il dibattito su NO EXPO e 1° maggio a Milano

Leggi sul blog proletari comunisti e sull'ultimo numero del giornale stampato del PC maoista -  interventi e commenti su quella giornata, che non va considerata chiusa

Expo, la MayDay e l’internazionale incappucciata (by Duka)

altTrascorsi alcuni mesi dal primo maggio milanese, riprendiamo questo contributo del Duka uscito un mese fa su MilanoX. Crediamo che questo articolo abbia il pregio di sottolineare due passaggi dirimenti. Da un lato lo smontare le retoriche, molto in voga nel dibattito post-corteo, rispetto a una mobilitazione contro Expò che sarebbe stata oscurata e tradita dagli scontri. Purtroppo, e questo è un limite di tutt*, tale mobilitazione esponenziale semplicemente non si era data. D'altro canto viene messo in luce quello che è un risultato effettivo della giornata di piazza, ossia quello di aver oscurato e inceppatto le narrazioni della controparte. Il "l'Italia riparte con Expò" sul quale Renzi voleva far passerella il Primo Maggio è stato rotto dal corteo. Un effetto che, stravolgendo l'agenda setting del mainstream e le notizie precostituite, ha comunque incrinato un piano governamentale. Certo, stiamo parlando di un tipo di iniziativa che si è determinata esclusivamente su un piano di negazione e sabotaggio. Ma anche su questo punto, sarebbe bene interrogarsi sui limiti del nostro agire, sulle difficoltà nel costruire immediati rilanci, più che sull'assumere le retoriche delle controparti. Insomma, come direbbe Beckett, c'è bisogno di provare ancora, sbagliare ancora, sbagliare meglio.
L’Esposizione Universale mette in mostra lo stato del mondo dal punto di vista del capitalismo. Al tempo della celebre edizione parigina del 1889 fu innalzata la Torre Eiffel perchè all’epoca la vera merce esposta era la città stessa. L’Expo esibisce il funzionamento del mondo-merce e la sua tendenza fatidica. Coglie i desideri e le paure proprie della nostra epoca e ne fa una sintesi, che si palesa attraverso un oggetto o una produzione particolare – la grande industria, le ferrovie, il telefono, etc. – che viene riconsegnata al mondo in quanto fantasmagoria.

pc 18 agosto - Antifascismo militante a Liverpool

Liverpool, antifascisti disperdono la White Man March

"Nemmeno le pallottole ci fermeranno" - questa la bellicosa dichiarazione di
uno dei portavoce di Azione Nazionale (National Action, gruppuscolo
 dell'estrema destra inglese) alla vigilia della seconda White Man March:
 una parata dal carattere esplicitamente fascista e xenofobo, inaugurata a
marzo a Newcastle da un centinaio di neonazisti, nella più grande
 manifestazione pubblica simile dagli anni '80.
Un exploit che il gruppo, coadiuvato da altre formazioni razziste,
intendeva ripetere a Ferragosto nella metropoli di Liverpool - storico baluardo
della working class e dei portuali britannici; lanciando, con tre mesi di anticipo,
una chiamata a "riprendersi" la città e paventando violenze e disordini etnici.
Senza che il ministero degli interni del Regno ravvedesse le condizioni per
prevenire la manifestazione, ma suscitando la dura reazione degli antifascisti e della comunità locale.
Così è bastata una pioggia di uova, banane e rifiuti per infrangere i propositi
dell'accozzaglia suprematista, dissuadendola dallo sfilare per le vie della
città portuale britannica; per poi, accerchiata dalla folla (ma protetta dalla polizia,
come mostrato nel video) cercare scampo nell'ufficio oggetti smarriti della stazione ferroviaria di
Lime Street.

pc 18 agosto - Borgo Ticino chiede i danni per l’eccidio nazifascista - una iniziativa da generalizzare

Borgo Ticino chiede i danni per l’eccidio nazifascista

Il 13 agosto ’44 morirono 12 ragazzi: “Fu un crimine contro l’umanità”. È il primo Comune a fare causa civile a Italia e Germania
La commemorazione della strage nazifascista il 13 agosto a Borgo Ticino

17/08/2015
chiara fabrizi

Partirà da un paese del Novarese la prima causa civile che chiede un risarcimento danni per crimini contro l’umanità relativo alla Seconda guerra mondiale: chiedono che Germania e Italia paghino per l’eccidio nazifascista di Borgo Ticino. Il 13 agosto del 1944, per un’azione di rappresaglia, i soldati tedeschi del reparto della Marina d’assalto Mek 80 e i fascisti della X Mas, dopo un rastrellamento casa per casa, misero al muro 13 giovani civili: sul selciato rimasero 12 corpi, uno si salvò.
Obbligati ad assistere
Tutto il paese fu costretto ad assistere per ore sotto il sole, prima che il comandate Waldemar Krumhaar diede l’ordine di sparare; poi i nazifascisti saccheggiarono le case. Nel giorno in cui il paese ha ricordato quell’orrore, giovedì, è stata formalizzata la decisione che porterà Comune e 9 famiglie delle vittime a chiedere risarcimento per la strage: «A settembre avvierò la causa al tribunale di Novara - spiega l’avvocato Andrea Speranzoni che ha rappresentato Comune e familiari delle vittime nel processo per la strage al tribunale militare di Verona -. È la prima volta che in Italia si procede civilmente per ottenere risarcimento per crimini contro l’umanità e di guerra».
Le condanna militare
Speranzoni è ottimista: «Lo scorso anno la Corte costituzionale italiana ha riaffermato il diritto del singolo cittadino e di una comunità territoriale di citare uno Stato per tali reati». E anche se sarà difficile prevedere i tempi, la causa civile non parte da zero: «Nel 2012 il tribunale militare di Verona - puntualizza Speranzoni - ha condannato all’ergastolo per la strage di Borgo Ticino Ernst Wadenpfuhl, unico superstite del reparto d’assalto Mek 80, che svolse un ruolo di coordinamento». In quella sentenza è stato quantificato un risarcimento di 415mila euro. L’avvocato, difensore di parte civile anche in altri processi per strage, da Marzabotto a Monchio, aggiunge: «Borgo Ticino farà da battistrada alle altre località italiane inserite nella mappa delle stragi».
«Non è una vendetta»
Giovanni Orlando, oggi vice- sindaco, ha dato il via 10 anni fa all’iter processuale: «Non esistono stragi di serie A e B. Quello che è successo a Borgo Ticino è un crimine contro l’umanità». Per questo il Comune si è costituito parte civile e ha sostenuto anche le spese legali per le famiglie dei caduti: «Volere la verità, chiedere la giustizia non vuol dire cercare vendetta - chiarisce il sindaco Francesco Gallo -. Se il processo ha stabilito le responsabilità di quella tragica giornata, la causa civile imporrà che i responsabili paghino».

pc 18 agosto - Contro il carcere assassino ad Alba - la denuncia dei familiari del detenuto romeno morto

Muore nel carcere di Alba. I familiari: “Vogliamo la verità”

La procura ha aperto un fascicolo. C’è la denuncia ai carabinieri da parte della compagna
l’istituto di pena di Alba

18/08/2015
alba
Caldare Ionut Marinel aveva 29 anni, origini romene e da tempo viveva a Pinerolo. Da marzo era rinchiuso nel carcere di Alba: doveva scontare una pena di oltre 4 anni per una serie di condanne. È morto la vigilia di Ferragosto, nel bagno della cella che condivideva con un altro detenuto.
«Ci hanno detto che si è impiccato alle due del pomeriggio - racconta la compagna Delia -. Un gesto assurdo, che non riusciamo a comprendere. Chiedeva di essere trasferito, diceva di essere a disagio. Per questo siamo andati a presentare una denuncia ai carabinieri: chiediamo che si indaghi a fondo sulla sua morte».
La Procura di Asti ha aperto un fascicolo.

lunedì 17 agosto 2015

pc 17 agosto - ELECTROLUX: LAVORO "LIBERO" E "VOLONTARIO"...

In realtà sono stati meno di 100 gli operai dell'Electrolux che sono andati a lavorare a Ferragosto.
Ma il problema non è certo di fare la morale. La questione sta sempre nei rapporti di forza tra operai e padrone.
E gli operai dell'Electrolux per dover difendere il lavoro hanno già perso sulle condizioni di questo lavoro, hanno dovuto accettare accordi che già concedono flessibilità all'azienda.
I sindacati confederali si lamentano SOLO perchè l'azienda si è rivolta direttamente ai lavoratori e questo lavoro di ferragosto non è passato per un altro accordo sindacale (che ci sarebbe sicuramente stato). Ma la realtà è che il sindacato, come organizzazione di difesa degli operai non c'è stato prima e non c'è ora; o meglio, come ha dichiarato offeso il segretario nazionale della Uilm, Palombella, il sindacato ha fatto molto per l'azienda: "abbiamo accettato la solidarietà e i sabati di lavoro. Per questo non c'era necessità di evitare il confronto con i sindacati per mettere in piedi un turno di lavoro nel giorno di Ferragosto".
O come ha detto più esplicitamente la Fim: "Abbiamo fatto la solidarietà, abbiamo firmato straordinari per tutti i sabati di giugno, luglio e agosto, si sarebbe potuto discutere anche di Ferragosto». O come ha detto stupito Elio Boldo, segretario della Fiom di Treviso: l'azienda vuole forzare la mano "a sindacati che hanno firmato accordi per il lavoro straordinario anche nella festa del Santo Patrono» "Che bisogno c'era", quindi, di scavalcare i sindacati? Ma come - continua ancora la Fiom - abbiamo accettato tutti gli accordi sulla flessibilità: se Ikea aumenta gli ordini per i nostri frigoriferi vuol dire che stiamo lavorando bene. E nonostante questo l’azienda ha scelto di scavalcarci...».

Qualche lavoratore cerca di metterla anche su una decisione volontaria, non obbligata, "sulla libertà di essere qui", sull'opportunità di approfittare di questo momento in cui c'è richiesta di lavoro, ecc., ma il problema è che quando i rapporti di forza sono dalla parte del padrone, questi prima si prende la mano, dopo il braccio, e dopo... 
E l'unica verità che resta è quella che dice un operaio immigrato: “Bisogna produrre, non c’è altro da dire e da fare".  

RIPORTIAMO ALCUNI STRALCI DI QUANTO ABBIAMO SCRITTO SULLA VICENDA ELECTROLUX IN QUETO BLOG AI PRIMI DEL 2014.
Per non dimenticare come siamo giunti alla situazione di oggi 

"...l'Electrolux ha preso atto che la minaccia dei giorni scorsi, di chiudere Porcia, ridimensionare fortemente la produzione di Susegana e tagliare di circa il 50% il salario dei lavoratori, ha ottenuto l'effetto voluto. Ha impaurito tutti, ha messo alle strette il governo. E ora si può permettere di passare ai fatti veri. "Sono in via di preparazione vari strumenti che consentiranno di alleggerire il costo del lavoro. Quasi certamente sarà rifinanziata la legge 236/93 che all'articolo 5 prevede che le aziende che riducono l'orario di lavoro di oltre il 20% (Electrolux punta su 6 ore, quindi più del 20%) beneficiano di un taglio della contribuzione previdenziale e assistenziale del 25-30%. Potrebbero però entrare in gioco anche incentivi, interventi di supporto alla riduzione del costo del prodotto, in particolare delle lavabiancheria, oltre ad aiuti europei e il taglio dell'Irap e dell'Irpef regionale promesso dal governatore del Friuli Debora Serracchiani"...
"...Electrolux  punta «soprattutto sulla decontribuzione della solidarietà come via maestra e come misura implementabile efficacemente e velocemente»...

"...l'Electrolux, prima di presentare il piano industriale nuovo e limitandosi solo alle parole, ora passa ad un'altra minaccia, pretendendo «che a partire da lunedì 10 febbraio tutte le attività di blocco delle merci e prodotto finito siano interrotte». 
"...Taglio dei salari e aumento della produttività: così la multinazionale svedese Electrolux vuole salvaguardare e rilanciare i suoi profitti mangiando da entrambe le mani: sia in maniera immediata e diretta con un taglio secco dei salari (attraverso blocco dei pagamenti delle festività, dei premi, degli scatti di anzianità, ecc.) riducendo la parte di capitale destinata a retribuire la forza-lavoro, sia intensificando l'attività lavorativa, attraverso la flessibilità, aumento dei ritmi produttivi, riduzione delle pause.
Quindi una sintesi della scienza/furbizia dei padroni: sfruttare al massimo la forza-lavoro e pagarla il meno possibile...
"Moderazione salariale e flessibilità in cambio della garanzia dei posti di lavoro...
...La proposta, che punta a fare di Pordenone un laboratorio per la nuova competitività industriale, prevede di assorbire nei futuri aumenti nazionali i superminimi (ad eccezione di quelli per merito) e le indennità fisse ante-1993, eliminando per i neo-assunti gli importi previsti dalla contrattazione territoriale o aziendale.
Per le aziende in crisi che si impegnano a mantenere l'occupazione, o per quelle in crescita... si ipotizza anche la sospensione dei premi di risultato e delle altre maggiorazioni aziendali".

Ma non gli basta neanche questa via per difendere e aumentare i loro profitti. Al taglio dei salari puntano ad aggiungere anche l'aumento della produttività:
" ...l'ipotesi è limitare le pause a quelle previste dal contratto nazionale, prevedere recuperi più "lunghi" (entro 60 giorni) per le prestazioni eccedenti le 40 ore settimanali, spostare alla domenica le festività del santo patrono locale e del 2 giugno, monetizzare le ferie eccedenti le quattro settimane, consentire assunzioni "acausali" a tempo determinato fino a 24 mesi. Flessibilità maggiore anche nell'inquadramento, con la possibilità per l'impresa di utilizzare il lavoratore fino al 30% del monte ore per mansioni di livello inferiore o superiore, senza che questo provochi cause per demansionamento o diritti al passaggio al livello più alto....".

Vale a dire allungare il tempo di lavoro degli operai, cioè allungare il pluslavoro, il tempo in cui gli operai lavorano gratis per il capitale. Se a questo poi ci aggiungiamo la flessibilità per usare di più e più intensamente gli operai senza cacciare una lira in più, arriviamo al top della "scienza" dei padroni per sfruttare al massimo la forza-lavoro, e pagarla il meno possibile... 

pc 17 agosto - Brasile: il reazionario governo Roussef vara una legge contro il “terrorismo” per impedire alle masse popolari di protestare

La presidente del Brasile Dilma Roussef, travolta dallo scandalo delle tangenti del colosso petrolifero Petrobras, e accusata di aver portato il paese in una profonda crisi economica, ha voluto fortemente la legge chiamata “contro il terrorismo”, in realtà come viene denunciato dalla comunicazione che riportiamo sotto della Liga operaria, per impedire alle masse popolari di protestare. Le masse protestano contro le condizioni di vita quotidiana, (e per questo vengono attaccate militarmente in  maniera feroce),hanno protestato durante i mondiali e si preparano a protestare contro le prossime Olimpiadi 2016…



Forte manifestazione contro l'aumento delle tariffe dei trasporti viene repressa dalla Polizia Militare del Partito al governo (PT)
13 ago 2015
Realizzata il 12 agosto 2015 nel centro di Belo Horizonte, una manifestazione combattiva contro l'assurdo aumento delle tariffe degli autobus.
La manifestazione è stata brutalmente repressa dalla polizia militare di Minas Gerais. Decine di manifestanti sono stati feriti con proiettili e bombe lacrimogene e circa 50 sono stati fermati e/o detenuti. La polizia militare comandata dal governo Pimentel ha trasformato il centro della città in un vero e proprio campo di battaglia. La codardia dilagante si è verificata nello stesso giorno in cui è stata approvata al Congresso Nazionale la famigerata legge antiterrorismo, voluta da Dilma/PT, che in realtà serve a combattere la giusta libertà di manifestare, a conferma del carattere fascista del vecchio Stato brasiliano.
Difendiamo la giustezza della lotta contro l'abusivo aumento dei biglietti e con veemenza denunciamo le menzogne ​​utilizzate dal Comune per garantire i profitti degli imprenditori, che sono i suoi grandi finanziatori.
Non c’è alcune perdita finanziaria per gli imprenditori. In realtà la perdita è per i lavoratori poveri della città. Nessuno dei dati rilasciati da BHTrans sul suo sito mostra un aumento dei costi. Gli ipocriti uomini d'affari in collusione con i politici corrotti hanno ignorato il contratto stesso, che prevede il limite di 1 riaggiustamento all'anno.
Pimentel (PT)/Marcio Lacerda (PSB) hanno utilizzato la polizia militare in tenuta antisommossa contro la giusta manifestazione contro il secondo aumento abusivo nel corso dell'anno dei biglietti dell'autobus già troppo cari. La Polizia Militare, cane da guardia dei governi, ha seguito alla lettera l'ordine dello stato, come dimostra il discorso del comandante del “Battaglione di scontro” (Unità militare speciale per la repressione delle manifestazioni pubbliche)  in un'intervista alla TV Alterosa: "L'azione della PM segue una direttiva del governo, cioè, Belo Horizonte non può stare con strade intasate nelle ore di punta."
I governi del PT, PSB, PSDB e tutti i partiti elettorali sono tutti della stessa pasta e così si assumono l’incarico della gestione del marcio Stato borghese-latifondista, facendo agire le orde repressive per commettere atrocità contro i poveri e proteggere i crimini dei miliardari che li finanziano.
Abbasso l’ingiusto aumento delle tariffe degli autobus!
3,40 Reali è un furto!
Viva la rivolta popolare!

Liga Operaria