lunedì 3 ottobre 2022

pc 3 ottobre - Torino, sgomberato il centro sociale Edera Squat. La solidarietà si è espressa subito con un primo corteo. Alle compagne e compagni occupanti massima solidarietà, BASTA SGOMBERI!


E’ scattato intorno alle 6.00 di questa mattina, lunedi 3 ottobre, il blitz per lo sgombero del centro sociale Edera Squat.

Le camionette della polizia si sono presentate ancor prima che sorgesse il sole, e sono intervenuti anche i vigili del fuoco. Montaruli (FdI): "Ora tocca ad Askatasuna..." 

NO, ora tocca alle masse popolari rispondere colpo su colpo a una repressione annunciata. E' già in corso ora un corteo di solidarietà con la partecipazione dell'assemblea del movimento No Tav Torino e Cintura che periodicamente ha attraversato quegli spazi che il governo vorrebbe vuoti e a cui gli occupanti hanno ridato vita mettendoli a disposizione della collettività.

Il centro sociale Edera Squat è uno spazio di socialità e aggregazione in un quartiere completamente dimenticato dalle amministrazioni cittadine, Vallette

infatti funge soltanto da pass partout quando la stampa deve parlare del disagio e della povertà in stampo pietistico. L’ Edera ha organizzato momenti in quartiere per bambini e famiglie, incontri ed eventi musicali, sportivi e cineforum in piazza, è stato un luogo di scambio e confronto, un punto di riferimento per chi abita in territori di cui nessuno si cura.

Questo sgombero si inserisce in un clima che ormai da anni vede i movimenti sociali in città sotto attacco da parte delle istituzioni. Torino è una città piena di contraddizioni, la metropoli più povera del Nord Italia, dove tra il centro e la periferia le speranze di vita diminuiscono di 5 anni. E’ evidentemente una città sofferente dove le questioni sociali vengono sempre più gestite come problemi di ordine pubblico e le esperienze che provano a costruire alternative vengono costantemente poste sotto attacco.

Con lo sgombero dell’Edera prendono corpo le minacce mosse la scorsa estate dal Comune di cancellare gli spazi occupati e i centri sociali dal tessuto sociale torinese.

Queste scelte politiche e poliziesche evidenziano la totale cecità e incapacità di previsione delle amministrazioni di fronte a una città sempre più invivibile, vuota e in cui “la sicurezza” viene portata come vessillo per ogni problema. Forse una migliore gestione delle risorse, un’attenzione maggiore per i bisogni dei giovani, dare priorità ai servizi essenziali rendendoli efficienti e accessibili potrebbero essere alcune idee…

Ma invece a chi amministra interessa soltanto continuare a guadagnare sul debito di questa città, mandare in galera ragazzini e sgomberare spazi di possibilità e libertà.

La corrispondenza di Radio Onda d’Urto dal centro sociale Edera Ascolta o scarica

La corrispondenza di Radio Onda Rossa dal centro sociale Edera Ascolta o scarica

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