sabato 9 febbraio 2019

pc 9 febbraio - PER UNO SCIOPERO DELLE DONNE VERO L'8 MARZO - La piattaforma/manifesto delle donne proletarie del MFPR - Il comunicato stampa di NUDM


Un nuovo grande sciopero delle donne per l’8 marzo 2019, ! Questo sciopero è stato già preceduto nel mondo da gigantesche lotte delle donne, lavoratrici, in India-Kerala un muro di 5 milioni, in Bangladesh le operaie tessili supersfruttate per conto dei grandi marchi dei paesi imperialisti occidentali, dalla continuità delle lotte per la difesa del diritto d’aborto là dove è minacciato da governi clerico-fascisti, in Europa in particolare, e dalla grande manifestazione del 24 novembre a Roma.

E' necessario uno sciopero vero! Per questo le operaie e lavoratrici, spesso immigrate, che già lottano sui propri posti di lavoro, devono essere le protagoniste di questa nuova giornata, quanto mai necessaria a tutta la classe operaia per essere più forte contro gli attacchi di padroni e governo.
A questo deve contribuire l'indizione dello sciopero da parte di vari sindacati di base, in primis come altri anni lo Slai cobas sc, ma soprattutto un'attività sui posti di lavoro perchè lo sciopero sia effettivo ed esteso. 

Il Movimento femminista proletario rivoluzionario, che ha introdotto nel nostro paese questa forma di lotta, è impegnato quest’anno soprattutto nel diffondere tra le lavoratrici, la classe operaia, le masse popolari una piattaforma generale che abbracci la condizione delle donne sui posti di lavoro nei
quartieri, nelle case, nella vita quotidiana, come di fronte ai grandi problemi che le toccano, dalla violenza sessuale e femminicidi, al diritto d’aborto.

- Lavoro per tutte le donne
- Divieto di indagine sulla condizione matrimoniale, di maternità, di orientamento sessuale, nelle assunzioni o licenziamenti.
- Trasformazione a tempo indeterminato dei contratti precari sia nel settore privato che pubblico, scuola, sanità ecc. NO al Decreto dignità del governo che sancisce migliaia di licenziamenti
- Pari salario per pari lavoro - contro discriminazioni salariali, legate allo stato familiare, di maternità, di razza
- Aumento delle pause nelle fabbriche, nei campi e in tutti i luoghi di lavoro
- Riduzione dei ritmi e dei carichi di lavoro, come difesa anche della nostra salute - Riposo sabato e domenica o 2 gg consecutivi nelle aziende a turnazione continua - Turni che non aggravino la condizione delle donne
- Condizioni di lavoro e ambienti di lavoro (compreso servizi igienici) a tutela della salute, anche riproduttiva, delle donne e della dignità delle lavoratrici, richiesta agli Enti ispettivi di una verifica generale, sotto il nostro controllo!
- Assemblee sindacali in più rispetto a quelle stabilite, autogestite dalle lavoratrici, per affrontare i problemi specifici
- Salario garantito per tutte le donne - NO al Reddito di cittadinanza discriminatorio e vessatorio
- Nei passaggi di appalti o ditte, automaticità del passaggio delle lavoratrici con conservazione dei diritti acquisiti – nei rapporti part time, orari non al di sotto di 30 ore settimanali
- Abbassamento dell’età pensionabile delle donne, come riconoscimento del doppio lavoro
- NO al caporalato in agricoltura. Trasporto gratuito verso e dalle campagne - Passaggio da salario a cottimo al salario orario contrattuale - parità salariale con gli uomini
- Socializzazione e gratuità dei servizi domestici essenziali, asili, servizi di assistenza per anziani, ecc, aumento dei nidi e scuole per l’infanzia e vicino ai luoghi di lavoro
- Diritto di residenza, cittadinanza, casa, reddito per tutte le migranti, uguali diritti lavorativi, salariali e normativi per le immigrate che lavorano - NO al Decreto Sicurezza anti costituzionale e disumano,
- NO alla detenzione nei centri, luoghi di violenze e stupri

- Allontanamento dai luoghi di lavoro per tutti coloro – capi, padroni, ecc. - responsabili di molestie, ricatti, violenze sessuali, atteggiamenti discriminatori, tutela delle lavoratrici denuncianti - Interventi immediati contro i denunciati per violenze, stalking, maltrattamenti. Divieto di permanenza in casa, di familiari o conviventi violenti - Procedura d’urgenza nei processi per stupro e femminicidi e accettazione delle parti civili di organizzazioni di donne, con patrocinio gratuito per le donne
- Nessuna persecuzione delle prostitute, diritti di tutte ai servizi sociali e al salario garantito
- Difesa e ampliamento del diritto di aborto, della libertà di scelta delle donne sulla maternità; per l’aborto libero gratuito assistito. Abolizione dell’obiezione di coscienza. Interventi di interruzione di gravidanza in tutte le strutture pubbliche
- Consultori laici gestiti e controllati dalle donne
- Accesso gratuito per le donne ai servizi sanitari
- Difesa del divorzio e affido - NO al Ddl Pillon
Abolizione nella pubblicità, nei giornali, nelle Tv, nei testi scolastici, ecc. di ogni contenuto offensivo, discriminatorio, fascista, sessista, razzista, contro le donne

Comunicato stampa di NUDM 8 febbraio 2019

Non una di meno lancia lo sciopero femminista dell’8 marzo
L’8 febbraio, a un mese dallo sciopero globale, iniziative di lancio in diverse città italiane.

Per il terzo anno consecutivo Non Una di Meno chiama le donne e le soggettività LGBTI a partecipare allo sciopero femminista transnazionale dell’8 marzo e ad interrompere ogni attività lavorativa e di cura, formale o informale, gratuita o retribuita.

Lo sciopero globale, che l’anno scorso ha coinvolto circa settanta città italiane e più di settanta paesi nel mondo, è organizzato in risposta a tutte le forme di violenza di genere:

Femminicidi. Stupri. Insulti e molestie per strada e sui posti di lavoro. Violenza domestica. Discriminazione e violenza sulle donne disabili. Il permesso di soggiorno condizionato al matrimonio. Infiniti ostacoli per accedere all’aborto. Pratiche mediche e psichiatriche violente sui nostri corpi e sulle nostre vite. Precarietà che diventa doppio carico di lavoro e salari dimezzati. Un welfare ormai inesistente che si scarica sul lavoro di cura gratuito e sfruttato nell’impoverimento generale. Violenza omofoba e transfobica. Contro questa violenza strutturale, che nega la nostra libertà, noi scioperiamo!”

Non una di meno denuncia le diverse forme di oppressione e i loro intrecci: le discriminazioni e la violenza di genere, omofobica e transfobica, lo sfruttamento del lavoro, il razzismo, la violenza del capitalismo, insostenibile per l’ecosistema nel quale viviamo. Agli uomini si chiede di sostenere lo sciopero in tutti modi possibili, soprattutto facendosi carico del lavoro di cura.

Non una di meno contesta i provvedimenti dell’attuale governo, in particolare:

  • il disegno di legge Pillon su separazione e affido, contraria persino alle leggi e alle convenzioni internazionali sulla tutela dei minori e sul contrasto alla violenza sulle donne
  • la legge Salvini sull’immigrazione e la propaganda razzista che la sostiene
  • l’invenzione della cosiddetta “ideologia del gender” in nome di cui si chiudono i programmi di educazione alle differenze di genere a scuola
  • il sussidio di disoccupazione a condizioni proibitive, spacciato per “reddito di cittadinanza”
  • la finta flessibilità del congedo di maternità
  • le mancate risposte del governo in materia di prevenzione del femminicidio
  • le mancate risposte del governo in materia di sicurezza per l’interruzione volontaria di gravidanza

Nessun commento:

Posta un commento