martedì 26 marzo 2024

pc 26 marzo - Ripubblichiamo - Celebriamo lo storico 23 marzo come Giornata Antimperialista - PARTITO COMUNISTA DELL’INDIA (MAOISTA) - italiano e inglese

20 marzo 2024

Celebriamo lo storico 23 marzo come Giornata Antimperialista,
nell'immortale ricordo dei compagni rivoluzionari Bhagat Singh, Sukdev e Rajguru!

Sconfiggiamo l’imperialismo, distruggiamo il fascismo brahmanico Hindutva!

Continuiamo la nostra lotta per realizzare i sogni di tutti i grandi martiri del movimento per la libertà e lottiamo per l’India di Nuova Democrazia

Nella lunga storia di lotta del nostro movimento democratico popolare, il 23 marzo ha un valore rivoluzionario particolare nel cuore di tutti quanti si battono per una società giusta e allo stesso tempo disprezzano risolutamente l’imperialismo. Il 23 marzo i compagni Bhagat Singh, Sukdev e Rajguru sono stati impiccati dal potere coloniale britannico per schiacciare il movimento di liberazione anti-coloniale di allora. La vittoria della rivoluzione bolscevica aveva influenzato questi tre rivoluzionari indiani che formarono dell'HSRA (Associazione Rivoluzionaria Socialista dell'Hindustan). Il compagno Baghat Singh ebbe un ruolo fondamentale nella formazione dell'HSRA, e affermò chiaramente che quale che sia il colore le classi dominanti, che siano di pelle bianca, nera o altro, si deve continuare la lotta contro tutti gli sfruttatori.

Quegli stessi sfruttatori collusi con gli imperialisti oggi celebrano il loro martirio e in particolare lo celebra la direzione dell'RSS che si oppose duramente a Bhagat Singh e alla sua causa. Il BJP, organo politico dell'RSS, oggi rivendica tutti i combattenti per la libertà, compresi i compagni Bhagat Singh e i suoi, Non hanno alcuno diritto morale nemmeno di parlare dei combattenti per la libertà e di distorcere il loro movimento. Il nostro Partito, PCI (maoista), rende loro il suo omaggio rivoluzionario e combatte per la realizzazione delle loro aspirazioni rivoluzionarie.

Dopo l'indipendenza formale nel 1947, l'India è divenuto un paese semi-coloniale e le classi dominanti indiane, la grande borghesia compradora e i proprietari terrieri hanno continuato a servire senza esitazione i loro padroni imperialisti. Tutte le politiche economiche delle classi dominanti indiane dopo

pc 26 marzo - SESTO SAN GIOVANNI contro lo sgombero - info solidale


IL COMUNE VUOLE SGOMBERARE OLTRE 150 PERSONE CHE VIVONO NELLA CASA ALBERGO DI SUA PROPRIETA' IN VIA FOGAGNOLO? DOBBIAMO ESSERCI TUTTI

IL COMUNE VUOLE SGOMBERARE OLTRE 150 PERSONE CHE VIVONO NELLA CASA ALBERGO DI SUA PROPRIETA’ IN VIA FOGAGNOLO? DOBBIAMO ESSERCI TUTTI


pc 26 marzo - Il genocidio a Gaza domanda VENDETTA contro lo stato sionista di tipo nazista di Israele, contro i paesi imperialisti che lo appoggiano

 “I protocolli militari israeliani sono saltati, a Gaza civili uccisi in massa”

Solo nelle ultime ore di oggi sono stati uccisi decine di palestinesi nella Striscia di Gaza. La distruzione di due case e un appartamento a Rafah hanno causato la morte di 14 persone tra le quali bambini. Ieri, tra le vittime negli edifici dell’area dell’ospedale al-Shifa attaccati dall’esercito, c’erano 9 membri della famiglia Erbi.

Due giorni fa, il 17 marzo, a Nusseirat 36 membri della famiglia Tabitibi sono stati uccisi da un bombardamento. La stessa sorte è toccata il 22 Novembre a 52 membri della famiglia Qadoura, a Jabalia: spazzate via tre generazioni, dai nonni ai nipoti.

Sono solo alcune delle ultime e più note stragi civili familiari di questi 5 mesi di guerra nella Striscia di Gaza che hanno causato circa 31.800 morti e 74.000 feriti, per la stragrande maggioranza donne e bambini.

Eppure, Israele continua ad assicurare che i bombardamenti incessanti siano gestiti in maniera da ridurre al minimo le vittime civili e che le procedure garantiscono attacchi “proporzionati”.

Il premier Netanyahu ha ripetuto il concetto leggendario secondo cui le IDF sarebbero “The most moral

pc 26 marzo - I legami servizi segreti italiani e israeliani vengono alla luce - L'imperialismo italiano e i suoi governi sono complici... anche nel genocidio in corso

Gli 007 annegati nel Lago Maggiore erano impegnati in una “delicata attività operativa con Servizi Collegati Esteri”

Per la prima volta viene reso noto in maniera ufficiale che il naufragio dello scorso maggio nel lago Maggiore avvenne durante una missione ufficiale

ARONA – Gli agenti dei servizi segreti italiani Claudio Alonzi e Tiziana Barnobi sono morti “nelle acque del Lago Maggiore il 28 maggio 2023, nel corso dello svolgimento di una delicata attività operativa con Servizi Collegati Esteri”.

Per la prima volta viene reso noto in maniera ufficiale che il naufragio dello scorso maggio nel lago

pc 26 marzo - Operatori sanitari per Gaza - Appelli da Firenze, Milano


pc 26 marzo - SPIEGATECI DOVE STANNO GLI INSULTI - una corrispondenza

L’edizione di sabato sedici marzo del quotidiano telematico fascista Secolo d’Italia dà conto – naturalmente a modo suo, per il tramite della penna di tale Maurizio Ferrini – di quanto accaduto nel corso della stessa giornata in alcune piazze italiane interessate da cortei per la Palestina; il pennivendolo – che evidentemente è dotato in maniera permanente di paraocchi – sostiene che durante la manifestazione di Roma si sono uditi «insulti alla senatrice a vita Liliana Segre, a David Parenzo e al governo da parte dei militanti di sinistra e filo-palestinesi nel corso del corteo pro Palestina».

Per dimostrare ciò che asserisce trascrive alcuni passaggi degli interventi alla sfilata: “Abbiamo ulteriore prova dell’immortale vittimismo da parte della nostra cara senatrice a vita Liliana Segre – ha scandito al megafono uno dei partecipanti – che tratta la parola genocidio come se fosse un’esclusività di pochi. Cieca di fronte ai medici palestinesi a Gaza trattati da bestie da macello. Denudati e trucidati”. Insulti anche al giornalista David Parenzo, definito uno dei “capisaldi del sionismo Made in Italy”.

Chiediamo, a chiunque non sia dotato in maniera permanente di paraocchi, di spiegarci – dopo aver analizzato senza preconcetti quanto testé ribattuto – quali sarebbero gli insulti rivolti alla nonagenaria senatrice milanese; noi non riusciamo a vederne alcuno: a meno che non si intendano tali le accuse di non voler vedere altro olocausto se non quello subito dagli ebrei ma non solo da loro, nel periodo della seconda guerra mondiale ad opera delle orde hitleriane con l’aiuto di fascisti mussoliniani, collaborazionisti e spie pronti a denunciare i reprobi per un qualche tornaconto personale.

Bosio (Al), 25 marzo 2024

lunedì 25 marzo 2024

pc 25 marzo - Per la libertà di Maysoon Mjidi e contro il decreto Cutro

 martedi presidio al carcere di Castrovillari

Maysoon Majidi, 27 anni, regista e attivista curdo-iraniana,  dopo la fuga dall’Iran e il viaggio via mare, è finita suo malgrado nell’antro del ciclope, in un carcere a Castrovillari in Calabria.

I motivi per cui è dovuta scappare sono quelli condivisi da molte altre persone. Maysoon Majidi è diventata una figura scomoda in Iran dopo l’uccisione di Mahsa Amini, la 22enne curda uccisa dalla polizia iraniana.

A seguito della morte di questa giovane donna, simbolo della ribellione al potere e vittima della Polizia Morale iraniana, c’è stata un’ondata di proteste a cui la regista Maysoon Majidi, insieme ad altre donne, ha partecipato attivamente tanto da diventare, a sua volta, una figura scomoda per il governo iraniano e rischiare la carcerazione.

Da qui, negli ultimi mesi, la fuga dall’Iran e l’arrivo in Calabria il 31 dicembre, dove, colpo di scena, diventa per la procura di Crotone una “sospetta scafista”, una presunta trafficante di vite umane, per cui con questa accusa, in attesa del processo, viene rinchiusa nel carcere di Castrovillari.

In questo caso l’ingiusta carcerazione non passa del tutto inosservata, come molto spesso, invece, accade nel caso delle persone migranti che approdano sulle nostre coste e finiscono dimenticate in strutture detentive di vario tipo.

Maysoon Majidi, forse sostenuta dall’idea che i soprusi subiti in Italia erano inconcepibili in un paese democratico, continua a chiedersi: “Perché sono qui [in carcere]?’’.

Questa è la domanda che l’attivista curdo-iraniana continua a porre a chi le fa visita perché – vista con gli occhi di chi scappa da un regime per paura di finire in carcere e poi invece vi si ritrova detenuta in Italia, dove pensava di poter richiedere la protezione internazionale – la storia assume i caratteri dell’incubo che si avvera.

Il caso di Maysoon è l’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia di una classe politica che ha finto interesse per il caso di Mahsa Amini e le proteste delle donne iraniane al fine di fare becera propaganda orientalista e islamofobica, per poi negare supporto a un’attivista curdo-iraniana che lotta contro gli abusi della polizia morale.

Sapere che Maysoon Majidi continua ad essere rinchiusa nel carcere di Castrovillari è per noi fonte di preoccupazione e d’indignazione, ed è per questo motivo che abbiamo pensato di attivarci, per fare in modo che non rimanga da sola a combattere la sua battaglia nell’antro del ciclope.

Contro il decreto Cutro e in solidarietà a Maysoon Majidi e a tutte e tutti coloro che in fuga per la loro resistenza e lotta vengono imprigionati nelle carceri dei diversi paesi, si terrà un presidio il 26 marzo a partire dalle re 10.00 un presidio davanti al carcere di Castrovillari.

pc 25 marzo - La mobilitazione a Taranto per la Palestina con varie iniziative - La bandiera della Palestina attraversa il mare

 

Nel presidio/manifestazione per la Palestina di ieri sono stati portati dai compagni di proletari comunisti nuovi obiettivi importanti di denuncia e di nuove iniziative, sintetizzati dagli striscioni, con il lancio delle tre campagne Palestina/Intervento imperialista dell'Italia in Mar rosso/Contro il G7-guerra.  

Anche sabato si sono estense le adesioni al comitato #iostoconlapalestina e contatti, soprattutto di ragazze che vogliono impegnarsi nella solidarietà al popolo palestinese; così come di vari migranti che si fanno attivi e poi lasciano indirizzi.

Gli striscioni hanno poi "sanzionato" 2 importanti zone militari: la nuova Base navale e l'Arsenale militare contro la missione imperialista in Mar rosso dalla parte dei ribelli Houthi.

Tanti interventi al microfono - riportiamo. di seguito, quello dell'operaio ex Ilva Slai cobas - hanno portato una forte denuncia della terribile situazione della popolazione di Gaza, soprattutto negli ospedali, per le donne che non possono partorire, con testimonianze dirette di infermieri, medici, donne palestinesi; la necessità di legare la solidarietà alla Palestina all'elevamento della lotta contro il nostro imperialismo e il governo Meloni complice; la denuncia chiara e senza equivoci della natura dello Stato di Israele; l'annuncio delle nuove iniziative.

Al mattino affissione di striscioni: "La Puglia non è zona di guerra NO al G7 sulla nostra terra" che hanno lanciato la campagna autonoma sul G7. 

Da pescatori di Taranto, la bandiera della Palestina 
attraversa il nostro mare

Il mare di Taranto non è zona di missioni di guerra ma di solidarietà tra i popoli, con la Palestina!

 


Torneremo a manifestare davanti all'ammiragliato, come alla Base navale; insieme ad un intervento alla Leonardo di Grottaglie leader della produzione militare per le guerre imperialiste. 

La continuazione dell'azione su Palestina/Mar rosso è ora, non può "aspettare" la manifestazione del 25 aprile, come di fatto è emerso in una recente assemblea nella casa del popolo-ex casa occupata - cui avevamo partecipato - dove è prevalsa la posizione sulla scadenza 25 aprile, che sottintende che fino ad allora non si fa niente se non riunioni. 

Il 4 aprile alle ore 18 è convocata una riunione presso la sede Slai cobas per decidere e organizzare prossime iniziative.

Intervento operaio ex Ilva Slai cobas:

"I sionisti, i filosionisti ed i loro alleati sono abili a mistificare il significato dei termini, un

pc 25 marzo - Per la Palestina proseguire la campagna internazionalista unendola alla lotta contro la guerra imperialista - costruire i Comitati di solidarietà

In solidarity with Palestinian Resistance against Israel/imperialism plan of genocide, for national liberation 

against the march towards imperialist war 

in support to antimperialist people’s struggles and people’s wars. 

in all countries we  proposed 

Let's organise Palestinian Solidarity Commitees including Palestinian associations - trade unions /antimperialists and progressive forces /youth and students movements/ intellectuals lawyers/artists etc.

Strikes, demostrations in popular aereas, meetings and national demonstrations in central places and all others national actions

info csgpindia@gmail.com

pc 25 marzo - Scuola di Pioltello - Che il 10 aprile venga chiusa per il Ramadan


Oggi il Consiglio d’istituto, convocato in seduta straordinaria, dovrà decidere se confermare la sospensione delle lezioni per il 10 aprile oppure aderire all'invito del Ministero dell’Istruzione e del Merito di annullare la delibera votata all’unanimità lo scorso maggio.

Una decisione di buon senso, di rispetto verso gli studenti e la popolazione di Pioltello, presa dal preside e sostenuta dagli insegnanti della scuola, dalle famiglie di Pioltello, dove quasi un abitante su quattro è straniero, intestata a Iqbal Masih, ha fatto sorgere una ignobile canea, con alla testa il Min. Valditara, Salvini e buona parte dei mass media. Valditara ha annunciato controlli sull’istituto di Pioltello; vi sono state minacce al preside, Alessandro Fanfoni. Ma anche tanta solidarietà e condivisione verso la decisione del Preside.

Questa vicenda è emblematica e grave. L'attacco alla decisione di Pioltello unisce questa volta alla repressione anche della mera conoscenza, informazione sulla realtà palestinese, dei popoli arabi, al razzismo umorale, una concezione e politica che parla di "identità nazionale in frantumi". 

Cioè rispettare culture differenti minerebbe questa identità nazionale, unica che si deve imporre. 

Cosa è questo se non fascismo?!

domenica 24 marzo 2024

pc 24 marzo - La Comune di Parigi: il primo potere politico rivoluzionario proletario nella storia dell'umanità

Da China Pictorial Magazine, marzo 1971, un breve sguardo illustrato alla Comune di Parigi nel suo centenario:

Il 18 marzo 1871 il proletariato e gli altri lavoratori di Parigi rovesciarono il dominio reazionario del governo traditore della borghesia francese... e istituirono la Comune di Parigi, il primo potere politico rivoluzionario proletario nella storia dell'umanità. Fu una rivoluzione epocale di grande portata per il mondo intero. Fu il primo tentativo del proletariato di rovesciare la borghesia e di instaurare la dittatura del proletariato.

Durante la guerra franco-prussiana, la Francia aveva subito una disastrosa sconfitta. Il governo borghese francese, traditore, aveva ceduto territori al nemico e pagato ingenti somme di denaro per le indennità di guerra, attuando al contempo una crudele repressione del popolo in patria. È in questa situazione, in cui l'intera nazione era tormentata da una miseria crescente e le contraddizioni di classe si acuivano ogni giorno, che il proletariato e gli altri lavoratori di Parigi lanciarono un'insurrezione armata.

Dopo la sua fondazione, la Comune di Parigi adottò una serie di misure volte ad abolire il vecchio esercito permanente, a costruire le forze armate del popolo, a distruggere completamente il vecchio sistema politico burocratico che asserviva il popolo e a realizzare un sistema di suffragio universale. È proprio come aveva sottolineato Marx: La Comune di Parigi è "l'alba della grande rivoluzione sociale che libererà per sempre l'umanità dal regime delle classi".



Tuttavia, poiché all'epoca il proletariato francese non era sufficientemente maturo e potente e mancava della guida di un partito politico marxista, i leader della Comune di Parigi non riuscirono a dare seguito alla vittoria del 18 marzo ottenuta inseguendo e annientando completamente le forze reazionarie di Thiers, ammassate a Versailles. Non effettuarono una repressione ferma e decisiva dei controrivoluzionari. Non espropriarono la Banca capitalista di Francia. Né riuscirono a formare un'alleanza con i contadini. Tutti questi fattori hanno portato allo strangolamento finale della grande rivoluzione proletaria da parte delle forze congiunte del nemico in patria e all'estero. Ma di fronte ai frenetici contrattacchi del nemico, gli eroici figli e figlie della Comune di Parigi combatterono valorosamente in uno spirito di massima devozione alla rivoluzione. Per difendere la Comune lottarono fino all'ultima goccia di sangue. Le loro gesta coraggiose ed eroiche risplenderanno sempre di una luce abbagliante.

Al momento della rivoluzione della Comune di Parigi, Karl Marx si trovava a Londra. Sostenne attivamente l'iniziativa rivoluzionaria del proletariato parigino. Due giorni dopo la sconfitta della Comune di Parigi, Marx, nella sua brillante opera La guerra civile in Francia, descrisse le grandi conquiste ottenute dagli eroi della Comune e riassunse l'esperienza e le lezioni di questa rivoluzione. Alla luce del tentativo della Comune di Parigi di instaurare la dittatura del proletariato, Marx sottolineò: "la classe operaia non può impossessarsi puramente e semplicemente di una macchina statale già pronta e metterla in moto per i suoi propri fini".


Una bandiera della Comune di Parigi. Reca l'iscrizione: Battaglione 117, Legione 9, Comune di Parigi,

pc 24 marzo - L'attentato di Mosca

L'orribile attentato di Mosca è di matrice imperialista Usa/Europa, Ucraina - gli autori chiunque siano, servono la campagna di guerra contro l'mperialismo russo - in corso da parte di Usa e Vertici europei/Nato - Italia compresa.

Esso è tutto dentro l'accelerazione dei preparativi di guerra interimperialista mondiale che costruisce e cerca pretesti per accelerarla

Esso vuole giustificare all'interno dei paesi imperialisti, Italia compresa, misure 'antiterrorismo' e pro guerra per imporre le decisioni e l'azione dei governi e dei parlamenti e colpire l'opposizione proletaria, popolare, antimperialista e rivoluzionaria alla guerra

proletari comunisti/PCm Italia

24 marzo 2024

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 Alcune prime osservazioni tratta da Contropiano

“Ha stato l’Isis, e basta”. 

L’ordine di scuderia per i media occidentali è partito direttamente dalla Casa Bianca.

La vicepresidente Kamala Harris, con un’intervista a Abc news ha detto che “non c’è nessuna prova che Kiev sia dietro l’attentato. Quello che sappiamo è che l’Isis-K è responsabile di quanto accaduto“.

Il Cremlino dice l’esatto opposto, ma sulla base di qualche dato decisamente più concreto, anche se

pc 24 marzo - info Palestina - intensificare solidarietà in tutte le forme

Nuovi pesanti combattimenti sono stati registrati sabato intorno all'ospedale di al-Shifa, nel nord di Gaza. L'esercito israeliano vi sta conducendo un'operazione da lunedì, sostenendo che il grande complesso medico è collegato a una rete di tunnel utilizzata come base per Hamas e altri movimenti palestinesi. 

Sabato l'Idf ha riferito che almeno "170 terroristi sono stati eliminati" nell'area e che l'operazione terminerà "solo quando l'ultimo dei terroristi sarà nelle nostre mani, vivo o morto". Fonti palestinesi riferiscono che almeno cinque pazienti dell'ospedale, che opera in condizioni molto difficili, sono stati uccisi nei combattimenti.

Guterres: "Nulla giustifica gli orribili attacchi"

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres è arrivato sabato sul lato egiziano del valico di Rafah e ha assistito a lunghe file di camion in attesa di entrare nella Striscia di Gaza. "Vediamo lo strazio e la mancanza di cuore di tutto questo".

Proteste in Israele davanti alle case dei membri del governo

Cresce in Israele, intanto, il movimento contro la guerra. Il sabato è diventato il giorno "tradizionale" per le manifestazioni antigovernative in tutto il Paese, con la più grande che si è tenuta a Tel Aviv. Gli attivisti bloccano le strade principali e le rotatorie e si avvicinano alle case di politici e militari di spicco, chiedendo il cessate il fuoco per liberare gli ostaggi.

pc 24 marzo - In corteo a Palermo contro la repressione di Stato verso chi lotta contro la guerra imperialista, contro i padroni e il governo della guerra Meloni

Sabato pomeriggio in centinaia al corteo a Palermo 

contro la repressione di Stato che ha colpito alcuni compagni di Antudo, giù le mani da chi lotta  contro i padroni e il governo della guerra imperialista;

contro la guerra  imperialista, i padroni assassini come la Leonardo i cui interessi sono pienamente garantiti dal governo con a capo la fascista Meloni, governo della guerra imperialista e dell' economia di guerra, pienamente complici del genocidio del popolo palestinese messo in atto dal criminale Stato nazisionista di Israele


Abbiamo preso parte al corteo con una delegazione di lavoratori verso cui si lavora costantemente più in generale perchè si comprenda la necessità dell'azione dei lavoratori e dei proletari nella lotta sempre più urgente contro la guerra imperialista, al fianco dei popoli oppressi, oggi rappresentati fino in fondo dal popolo palestinese che resiste eroicamente contro la criminale oppressione genocida dello Stato di Israele; contro la repressione dello Stato borghese soprattutto verso giovani, studenti, compagni, rappresentato oggi da un governo in questo paese di stampo fascista al servizio pieno dei padroni che in particolare sulla guerra stanno facendo sempre più profitti sul sangue dei bambini, donne, popolazioni, mentre avanza la guerra interna in paesi imperialisti come l'ltalia contro i giovani, gli studenti, i migranti, i proletari, le donne, attaccati ogni giorno sempre di più in diritti basilari come il lavoro, la scuola, la sanità, i servizi sociali e assistenziali, perchè sempre più soldi sono stanziati per la guerra e le spese militari.



 L'intervento alla piazza finale del compagno di proletari comunisti 

pc 24 marzo - Stellantis, Tavares: grandi prospettive (a condizione) - Per gli operai: cassintegrazione, contratti di solidarietà, rischio lavoro per 1 lavoratore su 2

Stellantis, il ministro Urso convoca (il 3 aprile) il tavolo sul futuro di Mirafiori

Intanto una ricerca Ires Piemonte lancia l’allarme: «l’elettrico mette a rischio un lavoratore su due»

Dall'intervista a Tavares di Sole 24 Ore

Il futuro di Mirafiori sarà discusso il 3 aprile al tavolo di Stellantis convocato dal ministro del Made in Italy Adolfo Urso. All’incontro, dedicato al Piemonte e alla sua filiera dell’auto, saranno presenti Anfia, Regione e sindacati. Aperto la scorsa estate, e ancora in attesa di un accordo, il tavolo su Stellantis e l’automotive punta a riportare in Italia la produzione di auto a quota  un  milione di vetture l’anno. Per riuscirci, oltre all’intesa da raggiungere con Stellantis, l’esecutivo sta passando in rassegna, ascoltandoli,  tutti i protagonisti della componentistica auto italiana: fornitori, lavoratori, enti locali.  Il  3  aprile tocca al Piemonte, con focus sulla complessa situazione che sta vivendo l’impianto di Mirafiori, in cassa integrazione per 11 settimane, e con gli operai Maserati in solidarietà fino a fine anno.  

Un lavoratore su due della filiera è a rischio

Se Mirafiori frena, si ferma un bel pezzo dell’indotto automotive del Piemonte ancora molto legato a Stellantis e ai suoi marchi. Ires Piemonte ha pubblicato una ricerca sulla filiera dalla quale emerge che la svolta elettrica è tutt’altro che una passeggiata. Il 34% delle imprese dell’indotto auto e il 43% degli occupati piemontesi  sono ad «alto o medio rischio spiazzamento»  perché tante  componenti non sono presenti nei veicoli elettrici.  Pertanto quasi 20 mila dipendenti del territorio sarebbero a rischio.  

L’Italia è uno dei tre pilastri di Stellantis nel mondo, insieme e Francia e Stati Uniti. E resterà tale. Lo garantisce al “Sole 24 Ore” Carlos Tavares, Ad del terzo gruppo automobilistico globale per ricavi. Tra il 2019 e il 2022 Stellantis ha investito cinque miliardi nel nostro Paese, di cui due a Torino. Sono stati avviati 240 milioni per Mirafiori con il Battery Tecnology Center, Circular Economy, e DCT e grEEn

sabato 23 marzo 2024

pc 23 marzo - Il genocidio di Gaza e il complesso militare-industriale di Israele

Tariq Dana * | palestine-studies.org

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

12/03/2024

L'assalto genocida israeliano a Gaza ha messo in luce l'approccio crudo e calcolato delle sue operazioni militari, che prendono di mira in particolare le infrastrutture civili. Le intuizioni di ex funzionari dell'intelligence israeliana, riportate dalle pubblicazioni liberali israeliane +972 Magazine e Local Call, hanno evidenziato l'intento strategico di terrorizzare i civili attraverso il bombardamento mirato di strutture civili essenziali. Una strategia che, come ha detto un ex ufficiale dell'intelligence, si è trasformata in una "fabbrica di omicidi di massa", concentrandosi su aree residenziali, scuole, banche ed edifici governativi, tutti considerati "obiettivi di potere". I rapporti fanno luce sull'impiego sofisticato dell'Intelligenza Artificiale (AI) nella guerra, in particolare attraverso il Progetto Habsora "Il Vangelo" [1]. Questa tecnologia, analizzando i dati di sorveglianza, automatizza la generazione di liste di obiettivi, contribuendo all'elevato numero di vittime civili a Gaza. Questa tattica rappresenta una pietra miliare nell'applicazione dell'AI nelle operazioni militari, con Gaza che diventa un sito senza precedenti per tali campagne guidate dall'AI, soprattutto dopo il primo attacco guidato dall'AI nel 2021.

Questo genocidio fa luce sull'intreccio tra il militarismo nazionalista israeliano, la complicità degli Stati Uniti, la sperimentazione di armi letali e gli obiettivi geopolitici, che convergono tutti verso gli obiettivi di una guerra prolungata, dell'espansione coloniale e dello sradicamento sistematico dei Palestinesi. In particolare, rivela la misura in cui l'esistenza e la funzione stessa di Israele, come formazione coloniale

pc 23 marzo - Egitto - Scioperi operai: di nuovo in campo le operaie di Mahalla al Kubra


pc 23 marzo - Milano, manifestanti pro Palestina invadono il mercato di piazza Portello. UNA INIZIATIVA D'AVANGUARDIA CHE VA NELLA DIREZIONE GIUSTA E NECESSARIO DA ESTENDERE E CONTINUARE

articolo e video del sole24ore 

https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/milano-corteo-contro-azienda-accusata-esportare-armi-israele/AFm3abAD

Milano, corteo contro azienda accusata di esportare armi in Israele

LaPresse) - Un centinaio di persone hanno manifestato questa sera a Milano contro la C.A.B.I. Cattaneo, azienda che produce, tra le altre cose, componenti per mezzi speciali, marini e aerei, accusata dai dimostranti di fornire materiali all'esercito israeliano per alimentare la guerra in corso sulla Striscia di Gaza. "Siamo davanti alla C.A.B.I. Cattaneo perché è una fabbrica di armi, attiva nella subacquea e sta collaborando con Leonardo Fincantieri per fornire i mezzi subacquei alla marina statunitense anche a quella israeliana, nonostante la guerra in corso contro Gaza il genocidio in Palestina, l'Italia continua a vendere armi", spiega Arturo di 'Milano per la Palestina', "Questa denuncia del mercanto di armi e delle fabbriche di produzione di armi continuerà. A Milano non c'è solo questa e adesso ci stiamo documentando e studiando e faremo altre iniziative". I manifestanti hanno percorso in corteo le vie del quartiere dietro lo striscione con scritto 'Blocchiamo chi arma Israele" ma non hanno mai raggiunto l'ingresso dell'azienda presidiato da alcune squadre di poliziotti in tenuta antisommossa. Il corteo è poi proseguito e i manifestanti hanno occupato gli spazi del centro commerciale di piazza Portello dove sono presenti alcune attività accusate di finanziare Israele e la guerra di Gaza. Sono stati urlati slogan contro Biden, Macron, Netanyahu e anche nei confronti del presidente del consiglio, Giorgia Meloni. Ci sono stati alcuni momenti di tensione con gli addetti alla sicurezza della galleria commerciale, subito sedati dagli agenti di polizia presenti sul posto.


Ieri, presidio trasformato in corteo contro fabbriche di morte, nello specifico CABI Cattaneo

Presidio e corteo molto partecipato e con una buona risposta da parte degli abitanti, la maggior parte all' oscuro che cabi produca armi, solidali. In diversi si sono uniti al presidio e poi al corteo. Il corteo a visto la partecipazione delle tante realtà della solidarietà alla Resistenza del Popolo Palestinese e delle sue organizzazioni, che ha messo al centro il ruolo complice dell'imperialismo/fascista del governo Meloni al genocidio a Gaza e in CisGiordania. Mettendo in luce l'altra faccia di questa guerra - quella interna -fatta di tagli a sanità, scuola, servizi e repressione delle lotte sociali

pc 23 marzo - Contro la guerra, contro le fabbriche di morte: liber* tutt*. Corteo oggi a Palermo


Misure cautelari per tre militanti di Antudo per un sanzionamento alla Leonardo S.p.A.
Repressione su chi fa luce sulle fabbriche di morte e le guerre in atto

Palermo. Corteo contro repressione

e menzogne dei media

SABATO 23 MARZO – 16:30

Piazza Bellini

I tentativi giornalistici di descrivere Antudo si sono rivelati, come spesso accade, a dir poco imbarazzanti. E non ce ne stupiamo. Immersa in una confusione che tiene insieme un ambiguo “antagonismo”, i centri sociali e l’indipendentismo, la stampa non si smentisce nella propria voglia di “sbattere il mostro in prima pagina” seguendo le indicazioni delle questure.

A partire quindi dal recente episodio che vede tre militanti di Antudo colpiti/e da misure cautelari, cogliamo l’occasione per tornare ancora una volta sull’impegno politico e di informazione che ci ha portato dentro questa vicenda.

Partendo dalle questioni che agitano i territori siciliani, Antudo si è mobilitata nel segno della moltiplicazione dei percorsi di autodeterminazione e la rottura della dipendenza politica dalla forma dello Stato e dalla trama di relazioni che esso produce.

Antudo si costruisce quindi nei quartieri che si autorganizzano contro abbandono e crisi economica, nelle lotte contro gli impianti nocivi e le grandi opere, nelle rivendicazioni di chi ha scelto di restare in Sicilia, e in molti altri contesti.

Le parole d’ordine che risuonano in questi percorsi trovano eco in tutti luoghi del pianeta e si saldano con lotte vicine e lontane, lotte di abitanti e di territori che resistono a meccanismi di sfruttamento imposti dallo Stato e dal sistema economico tutto.

Sotto i venti di guerra che soffiano sempre più forte, Antudo ha incessantemente mobilitato e informato sul ruolo della Sicilia come piattaforma militare e sulle complicità dello Stato con disegni di dominio che continuano a produrre morte in tantissime parti del mondo.

Dietro queste iniziative vi è sempre stata la certezza che rimanere in silenzio di fronte ai massacri in Siria del Nord e dell’Est o a quelli di Gaza è inaccettabile.

Per questo motivo Antudo si è unita, insieme a molte altre realtà, a campagne di informazione e impegno che hanno svelato gli affari e i profitti della Leonardo SPA, la partecipata statale “signora della guerra” che nel 2023 chiude con 15,3 miliardi euro di ricavi, segnando un trend in continua crescita dovuto prevalentemente al comparto militare e alle esportazioni di armamenti che, mentre scriviamo queste righe, sterminano la popolazione palestinese.

Anche se Gaza è in corso un genocidio e l’escalation bellica mondiale accelera senza sosta, le attenzioni della giustizia italiana riguardano – ancora un volta- la tutela degli interessi e degli affari delle imprese di morte come la Leonardo SPA.

Le misure cautelari applicate a tre militanti di Antudo accusati/e di aver partecipato a un sanzionamento della sede palermitana della Leonardo SPA e di averne diffuso le immagini, chiudono il cerchio: la macchina repressiva dello Stato si attiva nel tentativo di silenziare ogni fonte di informazione alternativa, di mettere a tacere ogni iniziativa che rompe la complicità con lo stato di guerra permanente.

Per questo motivo dopo queste misure è ancora più importante schierarsi e rompere il silenzio sulla guerra, sulla Leonardo SPA e su tutte le aziende di morte.

Per questo chiamiamo a raccolta tutti e tutte per una manifestazione questo sabato 23 marzo a Palermo, a piazza Bellini, alle 16.30.

Contro la guerra e le fabbriche di morte, al fianco di chi viene repress* perché lotta contro la guerra e per una società più giusta, rilanciamo la mobilitazione per liberare il nostro territorio dalla Leonardo SPA e da tutti i responsabili del genocidio in atto in Palestina e delle politiche belliciste e guerrafondaie.

pc 23 marzo - India - 23 marzo Giornata Antimperialista in ricordo dei martiri rivoluzionari

PARTITO COMUNISTA DELL’INDIA (MAOISTA)

Ufficio Regionale Centrale

20 marzo 2024

Celebriamo lo storico 23 marzo come Giornata Antimperialista,
nell'immortale ricordo dei compagni rivoluzionari Bhagat Singh, Sukdev e Rajguru!

Sconfiggiamo l’imperialismo, distruggiamo il fascismo brahmanico Hindutva!

Continuiamo la nostra lotta per realizzare i sogni di tutti i grandi martiri del movimento per la libertà e lottiamo per l’India di Nuova Democrazia

Nella lunga storia di lotta del nostro movimento democratico popolare, il 23 marzo ha un valore rivoluzionario particolare nel cuore di tutti quanti si battono per una società giusta e allo stesso tempo disprezzano risolutamente l’imperialismo. Il 23 marzo i compagni Bhagat Singh, Sukdev e Rajguru sono stati impiccati dal potere coloniale britannico per schiacciare il movimento di liberazione anti-coloniale di allora. La vittoria della rivoluzione bolscevica aveva influenzato questi tre rivoluzionari indiani che formarono dell'HSRA (Associazione Rivoluzionaria Socialista dell'Hindustan). Il compagno Baghat Singh ebbe un ruolo fondamentale nella formazione dell'HSRA, e affermò chiaramente che quale che sia il colore le classi dominanti, che siano di pelle bianca, nera o altro, si deve continuare la lotta contro tutti gli sfruttatori.

Quegli stessi sfruttatori collusi con gli imperialisti oggi celebrano il loro martirio e in particolare lo celebra la direzione dell'RSS che si oppose duramente a Bhagat Singh e alla sua causa. Il BJP, organo politico dell'RSS, oggi rivendica tutti i combattenti per la libertà, compresi i compagni Bhagat Singh e i suoi, Non hanno alcuno diritto morale nemmeno di parlare dei combattenti per la libertà e di distorcere il loro movimento. Il nostro Partito, PCI (maoista), rende loro il suo omaggio rivoluzionario e combatte per la realizzazione delle loro aspirazioni rivoluzionarie.

Dopo l'indipendenza formale nel 1947, l'India è divenuto un paese semi-coloniale e le classi dominanti indiane, la grande borghesia compradora e i proprietari terrieri hanno continuato a servire senza esitazione i loro padroni imperialisti. Tutte le politiche economiche delle classi dominanti indiane dopo il 1947 sono state concepite al servizio degli interessi