martedì 24 gennaio 2023

pc 24 gennaio - Perù, oltre 200 arresti nell’irruzione della polizia all’Università Nazionale Maggiore di San Marco a Lima


La Polizia nazionale del Perù (Pnp) ha pubblicato i nomi di 218 persone arrestate dopo l’irruzione di ieri nell’Università Nazionale Maggiore di San Marco (Unmsm), a Lima.

Secondo fonti ufficiali gli studenti arrestati sono stati trasferiti presso le sedi della Direzione Antiterrorismo e della Direzione Investigazioni Criminali, lo ha dichiarato il procuratore generale Alfonso Barrenechea.

Dal 19 gennaio migliaia di persone in protesta contro il governo sono confluite da varie regioni del Paese nella capitale per la cosiddetta “Toma de Lima” (presa di Lima). Secondo il Coordinatore nazionale dei diritti umani (Cnddhh), che ha presentato un ricorso al ministero dell’Interno, ci sono anche quattro leader studenteschi “detenuti arbitrariamente”: Lucia Garay, Leani Vela, Diany Vivas e Marco Tello. Anche l’Associazione nazionale dei giornalisti (Anp) ha denunciato fermi arbitrari chiedendo la liberazione di Paty Condori Huanca (inviata di  “Fama Tv”), Percy Pampamallco Yancachajlla (reporter di “Radio Huancané” e “Lider Tv”) e Juliaca Cesar Huasaca Abarca (di “Radio Sudamericana”).

La polizia ha usato gas lacrimogeni e proiettili di gomma e impedito agli avvocati di entrare. Cittadini

pc 24 gennaio - Dai compagni e compagne di Milano sulla mobilitazione per l'Iran

Vita donna libertà” “Morte al dittatore” “Morte alla Repubblica islamica”

Le mobilitazioni promosse dalla comunità iraniana di Milano non si sono mai fermate dall’indomani dell’uccisione di Mahsa Amini che ha scatenato la ribellione delle donne, in particolare delle giovani e giovanissime in Iran, che ad essa è seguita, prontamente appoggiata attivamente da studenti, giovani, operai, in ogni parte del paese. Le iniziative promosse hanno avuto il merito di far conoscere, dare visibilità e voce ad ogni fase delle lotte in Iran e una forte denuncia della repressione feroce ed efferata del regime degli ayatollah con centinaia di manifestanti uccisi durante le manifestazioni, migliaia di arresti e decine di condanne a morte, alcune già eseguite contro cui si è manifestato.

La repressione alimenta la ribellione!! Indietro non si torna! Questo è lo spirito che ha animato e anima questa lotta prolungata, una ribellione popolare che non può fermarsi contro il regime fascio-islamico.

Non è, neanche, mancata la denuncia del sostanziale sostegno dei paesi occidentali che, ad esempio, riforniscono di armi e munizioni il regime islamista, come è stato denunciato, ad esempio, i bossoli prodotti e marchiati Cheddite possono essere venduti da società estere ad aziende iraniane e da queste ultime utilizzati per la produzione di cartucce complete.

Importante il tentativo di saldare il sostegno, il contributo alla lotta in Iran con il sostegno, ad esempio, alle donne in lotta in Afghanistan contro il nero oscurantismo dei talebani che vuole rinchiuderle in casa, vietare loro istruzione, lavoro, autonomia nella vita quotidiana , nel segno di una necessaria

pc 24 gennaio - Meloni: mettere in sicurezza i balneari “è il mio obbiettivo”, ovvero come il governo moderno fascista risponde alla propria “clientela” politica

È “di parola” con i padroni, la Meloni: oltre a “non disturbare” adesso, addirittura dall’Algeria (dove come “commis voyageur” dei padroni acquista bombole di gas) trova pure il tempo di aggiungere che li deve “proteggere”, insomma dimostra ad ogni passo che verso i padroni “si può fare di più” e in questo è naturalmente in buona compagnia, perché anche la Lega di Salvini e Forza Italia di Berlusconi hanno fretta di dimostrare la loro devozione a questa parte dell’elettorato che li ha votati.

E i cosiddetti balneari, cioè gli “imprenditori” (30.000) che hanno in concessione per decenni praticamente tutte le spiagge del Paese, pagando insignificanti “canoni di affitto”, ma arricchendosi con significativi profitti, non sono “clienti” normali, perché “della base della destra sono una componente persino più stabile.” dice il Manifesto di oggi dopo aver nominato i benzinai, che, a loro volta “non sono una categoria qualsiasi ma parte dello zoccolo duro della destra”.

I “problemi” dei balneari che la Meloni deve risolvere, come si sa, vengono dalla direttiva europea Bolkenstein, che impone la messa a gara per l’affidamento di beni pubblici affinché tutti i padroni siano messi sullo stesso piano di una “giusta concorrenza”.

Ma la Meloni non è d’accordo con la Bolkenstein per quanto riguarda queste imprese in particolare, e infatti, dice: “Non ho cambiato idea sul tema della difesa dei nostri imprenditori balneari, rispetto a una direttiva che secondo me non andava applicata a quel settore”. (Il Sole24Ore di oggi)

Per evitare la scadenza delle concessioni già prevista per il 31 dicembre di quest’anno sia il suo partito che Lega e FI hanno escogitato diversi trucchi a cominciare dalle proroghe, presentando degli emendamenti da inserire nel decreto Milleproroghe che sta per essere approvato.

“Forza Italia e Lega – dice il quotidiano dei padroni - spingono ancora per la proroga di uno due anni rispetto al 31 dicembre 2023 indicato dal Consiglio di Stato e dalla legge concorrenza come termine ultimo di validità delle concessioni in essere.” Per prendere tempo e ragionare su cosa fare, ma su questo sono stati anticipati dalla Meloni: “Ora il punto è capire quale sia la soluzione più efficace a livello strutturale … Quello su cui sto lavorando è una soluzione non temporanea.” Sembra la risposta più efficace per i padroni che saranno perfino convocati, così da poterne discutere insieme! “… convocheremo le associazioni dei balneari prima che si votino gli  emendamenti sulla proroga per capire se è la soluzione più efficace o se ce ne sono altre più efficaci ma il mio obiettivo è mettere in sicurezza questi imprenditori.”

pc 24 gennaio - Rompere il silenzio con cui lo Stato borghese vuol far morire Alfredo, sabato presidio carcere Bergamo

Questa sera al termine della riunione di preparazione per un presidio sabato alle carceri di Bergamo in solidarietà con Alfredo Cospito, abbiamo appreso la notizia che il ministero della giustizia tramite il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha deciso questo provvedimento gravissimo: “…. la Dr.ssa Milia (dottoressa di fiducia di Cospito) viene diffidata a rilasciare a seguito delle visite, dichiarazioni all’emittente radio “Onda d’Urto”, al fine di non vanificare le finalità del regime di cui all’ex art. 41 bis O.P. Ulteriori dichiarazioni rese in tal senso, potranno indurre questa A.D a valutare la revoca dell’autorizzazione all’accesso in Istituto”. Intanto Alfredo Cospito ha perso 10 kg in una settimana.(https://www.radiondadurto.org/2023/01/23/caso-cospito-vietato-parlare-con-radio-onda-durto/)

Da parte nostra esprimiamo fin da subito la solidarietà e il pieno appoggio all’operato della radio, un sostegno che verrà raccolto anche dal resto dei compagni promotori dell’iniziativa di sabato al carcere di Bergamo.

Una ragione ancora maggiore per intensificare la  mobilitazione per tutti i prigionieri politici rivoluzionari per rompere il silenzio sulla barbarie di questo stato borghese assassino che Alfredo continua a combattere 

da una recente dichiarazione:

"Il sottoscritto Alfredo Cospito comunica al proprio avvocato Flavio Rossi Albertini che in pieno possesso delle mie capacitá mentali mi opporró con tutte le forze all'alimentazione forzata. Saranno costretti a legarmi nel letto. Dico questo perché ultimamente mi è stata adombrata la possibilitá di un T.S.O. (trattamento sanitario obbligatorio). Alla loro spietatezza ed accanimento opporró la mia forza, tenacia e la volontá di un anarchico e rivoluzionario cosciente. Andró avanti fino alla fine. Contro il 41 bis e l'ergastolo ostativo.  
La vita non ha senso in questa tomba per vivi".

lunedì 23 gennaio 2023

pc 23 gennaio - Meloni in Algeria: il tronfio "piano Mattei" si riduce alla firma dell'ENI di protocolli per la fornitura del gas

Draghi lo aveva annunciato, Meloni lo ha inserito nel suo ampolloso "piano" di fascista memoria al servizio dell'imperialismo italiano (e, come tutti i fascisti, dimostra la sua natura di serva dei servi dei padroni) e l'ENI, perno fondamentale per la politica estera dell'imperialismo italiano, ci ha messo la firma. 

Il governo Meloni è sempre attento a tutelare i profitti stellari raggiunti dall'ENI che non verranno tassati mentre non prende nessun provvedimento per tutelare salari e stipendi dal carobollette.


L'Algeria ha firmato con l'Italia 5 nuovi memorandum d'intesa volti ad accrescere la cooperazione tra i due Paesi, soprattutto nel campo dell'energia. 

Gli accordi includono due memorandum per rafforzare la cooperazione energetica, aumentare le forniture di gas e l'interconnessione elettrica, portando alla costruzione di un nuovo gasdotto per trasportare l'idrogeno dall'Algeria a Roma.

Il memorandum, firmato da parte algerina dall'amministratore delegato di Sonatrach (l’Eni algerina), Toufic Hokkar, e da parte italiana dall'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, mira a incrementare le esportazioni di energia dall'Algeria verso l'Italia.

E' stato firmato anche un accordo per produrre le Fiat di Stellantis nel nord dell’Algeria.

Dal sito attaqa.net (agenzia specializzata sull’energia in lingua araba): "Il memorandum prevede l'aumento dell'attuale capacità di trasporto del gas, la creazione di un nuovo gasdotto per il trasporto dell'idrogeno, l'estensione di una linea elettrica marina per collegare i due paesi e l'aumento della capacità di produzione di gas liquefatto.

È stato inoltre firmato un memorandum d'intesa sulla cooperazione tecnologica per ridurre il gas flaring (la combustione altamente inquinante del materiale di scarto di lavorazione del metano convogliato verso la cima della torre di perforazione) e ridurre le emissioni, in quanto mira a identificare congiuntamente potenziali attività volte alla riduzione delle emissioni di gas serra in Algeria.

L'accordo prevede la costituzione di progetti congiunti per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica negli impianti di produzione di idrocarburi in Algeria.

L'amministratore delegato della società italiana Eni, Claudio Descalzi, ha rivelato che le forniture di gas algerino a Roma raggiungeranno i 28 miliardi di metri cubi entro il 2024."

Dietro alla grande enfasi che ha accompagnato la firma dei nuovi contratti, c'è la realtà di impegni concordati ad oggi con l'Algeria non portati a compimento: nel 2022 a fronte di un aumento concordato di 4 miliardi di mc ne sono arrivati solo 2,4 mentre nel 2023 l'annuncio è di +9 miliardi.



Descalzi (ENI): Con Sonatrach “aggiorniamo gli accordi annualmente sulle quantità che sono state rispettate: sono stati dati più di 3 miliardi di metri cubi e altri 3 miliardi nel 2023 e poi altri ancora”, ha affermato l’Ad di Eni. “Bisogna pensare che solo due anni fa l’Algeria dava all’Italia circa 21 miliardi di metri cubi, adesso ha dato 25, arriveremo a 28 miliardi l’anno prossimo e poi nel ’24-’25 supereremo ancora. È davvero un partner strategico che sta aiutando molto per l’Italia”, ha spiegato Descalzi.

“Con i colli di bottiglia al Sud un ‘hub Italia’ nel Mediterraneo è solo potenziale”

Il gas dell’Italia giunge in gran parte da sud e se vi è un collo di bottiglia, “il concetto stesso di hub è un grande potenziale che non si esprime” ha proseguito. Rispondendo a una domanda sul rendere l’Italia un hub del gas a livello europeo, Descalzi ha osservato che l’hub è fatto prima di tutto di gas da portare in Italia e “in 2-2,5 anni riusciremo ad avere quello necessario ai consumi”. Tuttavia, come ha osservato l’Ad di Eni “la sicurezza energetica è fatta anche di infrastrutture”. Descalzi ha ricordato che l’Italia ha cinque punti di connessione, quattro senza contare l’accesso di Tarvisio (in cui giunge il gas proveniente dalla Russia via Ucraina) in modo conservativo, e vanta tre rigassificatori. “Spero che presto possano diventare quattro” con l’aggiunta del rigassificatore di Piombino, ha osservato Descalzi, e cinque con il rigassificatore galleggiante che verrà attraccato a otto chilometri dalle spiagge di Punta Marina, nel comune di Ravenna. Secondo l’Ad di Eni, la realizzazione di rigassificatori al nord, potrà essere ampliata nel momento in cui anche la dorsale adriatica e quindi la rete che di gasdotti provenienti da sud sarà a sua volta ampliata. Infatti, come osservato dall’Ad di Eni, “tra Campania, Abruzzo e Molise abbiamo un collo di bottiglia”.

Come ha sottolineato da Descalzi “da sud possono arrivare circa 126 milioni di metricubi di gas al giorno, ed questo è il collo di bottiglia per il quale noi siamo quasi al limite”. L’amministratore delegato di Eni ha osservato che Snam ha già annunciato il piano di espansione che deve essere approvato dall’Arera. “Venendo tutto gas dal sud se abbiamo un collo di bottiglia, il concetto stesso di hub è un grande potenziale che non si esprime”.

pc 23 gennaio - Egitto e povertà crescente: “Se il pollo costa caro, date al popolo zampe di gallina e zoccoli di bovino”

È questa la sostanza del “suggerimento” “rivolto dal National Institution for Nutrition dell’Egitto ai cittadini, scatenando le ire di un paese stremato da una crisi economica alimentare sempre più profonda” (Il Sole 24 Ore di ieri) e somiglia alla famosa frase attribuita alla regina francese: “se non hanno pane, mangino brioche”!

Insomma, in quanto a cinismo l’Egitto del dittatore Al Sisi fa il paio con la battuta della Lagarde sulla Cina, per limitarci a questi due esempi!

L’Egitto è un paese praticamente al collasso economico, come quasi tutti i paesi africani: “L'inflazione – dice l’articolo - nei contesti urbani è volata oltre il 21% nel dicembre 2022, un picco che non si toccava dal 2017, scaricandosi anche sui prezzi di un alimento essenziale come il pollo. Secondo dati riportati da Cnn, il costo a chilogrammo è cresciuto dall'equivalente di 1,9 dollari nel 2021 a 2,36 dollari nel 2022.” Laddove in questi paesi, dove le rivolte per il pane sono frequenti, ogni centesimo in più significa appunto non riuscire nemmeno a comprare da mangiare.

Ma la classe dominante egiziana non trova meglio da fare che lanciare un “appello a virare su un prodotto che viene considerato poco più di uno scarto, una umiliazione che infiamma ancora di più le tensioni sull'emergenza fame.

“Il governo – continua il quotidiano dei padroni - sta cercando di correre ai ripari e ha annunciato che venderà pagnotte a prezzo scontato ai cittadini che non beneficiano già del suo programma di sussidi sul pane, esteso a 70 milioni di egiziani su 104 milioni complessivi (circa il 70% della popolazione) … Oggi un terzo della popolazione del paese vive già sotto la soglia della povertà. Altre stime alzano ad almeno il doppio la fascia di cittadini a rischio.”

Ma il popolo egiziano, che ha una classe operaia importante, ha già mostrato in passato che davanti a condizioni di vita sempre più impossibili, ci si può, e ci si deve rivoltare…

pc 23 gennaio - La proposta di legge FdI di riconoscimento giuridico del feto rientra nella campagna ideologica/politica fascio-sessista del governo Meloni di attacco alle donne

Già all' insediamento dell'attuale governo avevamo detto che non dovevamo certo aspettare la Meloni, eletta Presidente del Consiglio, per sapere che tra i bersagli da colpire per il primo governo a guida di una donna al servizio dei padroni, delle classi dominanti e del sistema capitalista e imperialista ci sarebbe stata la maggioranza delle donne e i loro diritti, a cominciare dal diritto di aborto.
La Meloni fin dalla becera campagna elettorale ha "rassicurato" che la 194 non avrebbe subito modifiche, ma da allora ad oggi i fatti reali sono altri, la maggioranza di questo governo ha infatti già presentato almeno tre proposte di legge contro l'aborto, da quella a firma Gasparri di FI, si è passati alla proposta di legge del senatore della Lega Romeo fino alla recentissima presentata da Fdi con il senatore Menia che, come quella di Gasparri, pone nuovamente all'ordine del giorno la modifica dell'articolo 1 del codice civile con il riconoscimento della capacità giuridica al feto, da considerare una persona, diritti e doveri si acquisirebbero non più dalla nascita ma già a partire dal concepimento.
Per il fascio-oscurantista Menia la necessità e l'urgenza di presentare questa proposta di legge è stata dettata dal fatto che" esiste il diritto del più debole, non esiste un diritto a sancire la morte... c'è un principio da difendere che è il diritto alla vita...la legge 194 ha una prima parte disapplicata che tenta di salvare la vita del nascituro..." mentre la vita delle persone/donne non deve contare nulla!
Se la ministra Roccella per la famiglia, la natalità e le pari opportunità ha preso per ora le distanze dall'iniziativa del Menia " la sua è un'iniziativa personale e non avrà seguito..." la sostanza ideologico/politica di questo nero governo che mira a rendere, nella tendenza della borghesia dominante al moderno fascismo, la marcia da moderno medioevo contro le donne una normalità con tutte le conseguenze contro la loro vita, NON CAMBIA AFFATTO! A parte che la stessa Roccella sul ddl Menia ha poi ipocritamente affermato "questo ddl non avrà seguito, ma c'è la libertà di presentarlo..."
"Libertà di presentare" queste proposte di legge oscene è di fatto la sostanza/concezione, in primis ideologica, fascista, sessista contro le donne e il loro diritto alla libertà di scelta, vera e propria ossessione della borghesia dominante nel suo insieme ma oggi rappresentata dalla sua ala più reazionaria: la borghesia odia il diritto di aborto perchè pone come centrale l'autodeterminazione delle donne, il fatto che una donna può e deve decidere liberamente in tema di maternità e più in generale della sua vita, perchè la maggioranza delle donne deve invece avere in questa società capitalista un ruolo sociale produttivo/riproduttivo determinato, funzionale a conservarla, perpetuarla...
Porre nuovamente all'ordine del giorno questa odiosa modifica dell'art.1 del codice civile significa andare di nuovo al cuore dell'attacco contro la vita delle donne, ponendo un altro pericoloso tassello a cui si lega invece l'incitamento di questo nero governo alle donne e in primis alle proletarie, a fare figli, figli da far nascere, da crescere e curare per essere messi al servizio dell’economia del padroni, del Capitale, e oggi sempre più per la guerra imperialista, alimentando peraltro l'humus/clima maschilista che a livello di massa si trasforma inevitabilmente anche in violenza contro tante donne, la cui libertà di scelta, di decidere è messa sotto attacco, fino agli odiosi femminicidi.

In una fase di peggioramento costante della condizione di vita, dai posti di lavoro/non lavoro all'ambito familiare, sociale... noi donne "considerate solo "macchine buone per la riproduzione" dobbiamo essere in prima fila nella lotta contro il governo Meloni.


Riprendere la mobilitazione contro questo nero governo è più che necessario ma è importante la presenza, la voce e la lotta organizzata delle proletarie, delle operaie, delle lavoratrici, delle donne più sfruttate e oppresse, quelle più attaccate che devono scendere in campo per elevare la lotta contro il moderno medioevo fascio-sessista.

Mfpr

domenica 22 gennaio 2023

pc 22 gennaio - INDIA: il governo fascista indù capeggiato da Modi ordina bombardamenti aerei sulle popolazioni delle foreste per proteggere e fare spazio ai “signori delle miniere”

 

I bombardamenti sulle proprie popolazioni sono il risultato anche della corsa sempre più esacerbata alle materie prime, in generale tutte, ma soprattutto quelle per l’alta tecnologia come le “terre rare” (per i chip e le batterie delle auto: litio, cobalto, gallio, germanio, grafite, titanio, coltan…) che si trovano nelle miniere sparse un po’ in tutto il mondo.

La scoperta di un grande giacimento in Svezia accolta come evento eccezionale, l’opposizione degli ecologisti perfino sulle “vecchie” miniere di carbone che si riaprono, come in Germania, ma soprattutto le guerre in corso, aperte e “nascoste”, dall’Asia all’Africa, dall’Europa all’America Latina… indicano l’impegno che i padroni delle varie multinazionali, protette dai propri Stati dedicano al “controllo” e sfruttamento di queste miniere e per il quale sono disposti a tutto.

E per quanto riguarda l’India, il governo Modi, per lo “sviluppo dell’economia”, ma soprattutto al servizio del capitalismo-imperialismo ha cominciato ad usare anche i bombardamenti aerei per avere controllo totale di queste aeree!

L’esempio delle Filippine e dell’India, come nel caso che riportiamo sotto, di guerre popolari in corso che ostacolano oggettivamente con azioni concrete le politiche di distruzione dei rispettivi governi (sostenuti innanzi tutto dagli Stati Uniti), non “fanno notizia”. Se la cosa è comprensibile per quanto riguarda la stampa e la propaganda borghese che teme e vede come fumo negli occhi le lotte dei popoli e in particolare le guerre popolari… è meno comprensibile quando questo “fumo” sembra accecare anche organizzazioni e singoli impegnati nelle lotte sociali e nella solidarietà internazionale…

Di seguito riportiamo il comunicato del Partito Comunista dell’India (maoista)

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Condannare i bombardamenti aerei sui villaggi tribali da parte dello Stato indiano fascista Hindutva. 

Sconfiggere l'operazione "Samadhan"-Prahar.

PARTITO COMUNISTA DELL'INDIA (MAOISTA)

Comitato Centrale

Comunicato stampa

15 gennaio, 2023

Con l'inizio del nuovo anno, lo stato fascista indiano sotto il regime del BJP [Bharatiya Janata Party – Partito nazionalista induista di Modi, ndr] ha ripetuto i suoi bombardamenti aerei contro il proprio popolo per schiacciare i movimenti popolari prima possibile. Mercoledì, 11 gennaio 2023 in nome delle operazioni anti-maoiste condotte dall'orgia delle forze fasciste (CRPF, Battaglione Cobra, Guardia di Riserva Distrettuale e Greyhounds [forze di polizia militari e paramilitari, ndr]) hanno sganciato diverse bombe indiscriminatamente su luoghi abitati da una delle fasce più deboli della società indiana. In questa operazione congiunta diverse bombe sono state lanciate con l'aiuto di elicotteri da combattimento e droni a Madkanguda, Mettaguda, Bottethong, Sakiler, Madpaaduled, Kannemerka, Pottemangum, Bottalanka, Raspalli e Erpad dei disstretti di Pamed e Kistaram del Bastar meridionale al confine Chhatisgarh-Telangana dalle 11 in poi. 

pc 22 gennaio - La scuola del ministro Valditara del governo nero Meloni: CONSIGLI DI ISTITUTO COME TRIBUNALI

il ministro dell'istruzione fascista Valditara: “Umiliazione serve per far crescere gli studenti”

La risposta delle istituzioni scolastiche in linea con clima di propaganda, guerra e irrigimentazione, per aumentare la repressione del dissenso anche agli studenti che si oppongono alle politiche liberticide del governo reazionario Meloni

Ma gli studenti non ci stanno e protestano 




 Sospensione e 6 in condotta per studenti che hanno occupato il Plinio: continuano i "processi" nelle scuole romane


A seguito delle occupazioni degli ultimi mesi dei licei Visconti e Manara, Plinio e Righi: “No alternanza scuola-lavoro e decreto


la cronaca dalla stampa

https://www.fanpage.it/roma/sospensione-e-6-in-condotta-per-studenti-che-hanno-occupato-il-plinio-protesta-di-genitori-e-alunni/

pc 22 gennaio: Mediterraneo: armi e affari. Sempre più stretta l'alleanza Imperialismo italiano/Nato

Sugli affari leggi il post precedente:

https://proletaricomunisti.blogspot.com/2023/01/pc-22-gennaio-il-mediterraneo-allargato.html 

Su più armi all'Ucraina e più presenza Nato nel Mediterraneo, basta leggere questo trafiletto sul recente Vertice al Quirinale. Si parla solo di armi e armi (tirando anche la Costituzione); la guerra in Ucraina è diventata solo un mercato di armi. Si accenna ancora, vedi Mattarella, ipocritamente a "negoziati di pace" ma si contribuisce attivamente soltanto a spingere verso una terza guerra mondiale, in cui l'Italia imperialista vuole il suo tornaconto nei paesi del Mediterraneo.  

pc 22 gennaio - Il Mediterraneo allargato è il Mare nostrum per il governo Meloni: l'espansionismo imperialista italiano oggi in Algeria ed Egitto


"Ci piacerebbe così recuperare, dopo anni in cui si è preferito indietreggiare, il nostro ruolo strategico nel Mediterraneo" (Meloni nel discorso di insediamento in Parlamento)

Sulla linea tracciata dai precedenti governi, in particolare quello Draghi, e con la "benedizione" del Consiglio Supremo della Difesa, il governo Meloni è in Africa che posiziona gli interessi dell'imperialismo italiano, in quell'area geopolitica che chiamano Mediterraneo allargato, già carica di crescenti tensioni, riguardanti anche la guerra in Ucraina, con movimenti aereonavali, con gli scontri politici sui confini marittimi, con le alleanze storiche rimesse in discussione tra potenze e regimi reazionari, e la necessità per gli stati imperialisti europei, Italia in testa, di controllare le forniture delle risorse energetiche e impedire le partenze dei migranti. 

L'espansionismo dell'imperialismo italiano trova oggi la sua rappresentazione in un personale politico - quello del governo Meloni - che ha come riferimento ideologico l'esperienza storica del ventennio fascista e che oggi interpreta in forma moderna nella gestione dei rapporti semicoloniali nell'area di quello che il fascismo storico, anche in quel caso in continuità con la politica imperialista dei governi liberali, ha chiamato "Mare nostrum". 

Il "piano Mattei" per l'Africa.

Domani la stessa Meloni visiterà l'Algeria, il più grande esportatore di gas naturale dell’Africa, assieme ai rappresentanti dell'ENI, cioè in nome e per conto del colosso capitalista ispiratore della politica espansionistica della borghesia italiana. L'Algeria di Tabboune ha una posizione contraddittoria

pc 22 gennaio: Importante: IL 6 FEBBRAIO SI AVVIA LA FORMAZIONE MARXISTA, in presenza in una sede, Taranto, e in collegamento on line con altre realta'

Come pensiamo avverra' la Formazione marxista e i criteri e gli scopi.

Per la Formazione marxista si intende dividere tutto il materiale in tre sezioni di tre trimestri. 

Nel primo trimestre esporre le categorie fondamentali: denaro, capitale, salario; nel secondo trimestre il processo di accumulazione capitalista, questo è il cuore di tutto quanto, perché nel concetto di accumulazione perchè si vede come il rapporto fondamentale non è lavoratore e il singolo capitalista, la società borghese per come si presenta fa apparire come se sono gli individui che scambiano, invece questi individui si muovono secondo determinate leggi sociali. Il capitale appare subito con un rapporto sociale complesso.
Nel terzo trimestre affronteremo la riproduzione del capitale nella circolazione, cioè la realizzazione del plusvalore. Quando il plusvalore si trasforma in profitto e il profitto si trasforma in interesse spariscono gli individui, non vedono più da dove viene il plusvalore, non vedono più neanche le classi.

Ogni trimestre dovrebbe svolgersi cosi': cominciare con una lezione in cui esporre le categorie più importanti, questo sara' fatto dal prof. Di Marco; dopodiché Di Marco segnalera' pezzi scelti su cui lavorare nelle proprie realtà, quindi man mano che escono domande, interventi nell'arco del trimestre, saranno inviate a Di Marco che vi comincera' a lavorare, per fare a fine trimestre una seduta per risponde alle domande, e quindi are la nuova lezione che introduce la fase successiva.
Quindi: introduzione, studio sui pezzi segnalati, risposta alle domande, discussione, che viene dopo che si è "digerita" la lezione. E' importante che la lezione iniziale sia in presenza in una sede, in collegamento con altre realta' e interessati, e che l'appuntamento finale sia in presenza per tutti in un luogo unico.

Ricordando il giovane Marx: non vogliamo dare nuovi principi al mondo ma vogliamo dare nuovi principi al mondo per il mondo successivo traendoli dai suoi stessi principi; questo è l'agire rivoluzionario. 

Noi vogliamo inserire organicamente nel progetto di assemblea proletaria anticapitalista il lavoro teorico e formativo sia come autoformazione delle avanguardie di lotta e dei movimenti sia come lotta teorica, perché senza la lotta teorica non possiamo consolidare un'unità superiore che si traduce in una

sabato 21 gennaio 2023

pc 21 gennaio: Acciaierie d'Italia. Un quadro di quanto accaduto a Roma

Pubblichiamo, riprendendo dal blog tarantocontro 3 articoli che danno una informazione abbastanza completa di quanto accaduto a Roma il 19 gennaio durante l'incontro al Ministero e nella manifestazione che si svolgeva sotto:

"Roma e dopo Roma .. e ora? - Il comunicato dello Slai cobas sc"
"Dal resoconto/commento di un operaio Ilva AS dello Slai cobas Taranto"
"Gli interventi di FIOM, USB, UILM a conclusione dell'incontro al Ministero"

Roma e dopo Roma .. e ora? - Il comunicato dello Slai cobas sc

Lo Slai cobas per il sindacato di classe ex Ilva Taranto si unisce alla protesta e alla netta insoddisfazione per l'esito dell'incontro romano di ieri, 19 gennaio.

Governo e Azienda hanno risposto negativamente alle istanze ed esigenze espresse dai lavoratori e organizzazioni sindacali, Slai cobas sc compreso, che hanno scioperato per 32 ore in Acciaieria e nell'appalto di Taranto; uno sciopero difficile a fronte dell'azione antisciopero di Acciaierie, dei padroni di alcune ditte dell'appalto, spalleggiati sciaguratamente dalla Cisl e Ugl che hanno scelto di stare dalla parte di Acciaierie e governo contro i lavoratori, la loro unita' e le loro rivendicazioni.

All'incontro romano, in cui i erano presenti i dirigenti sindacali di Fiom, Uilm e Usb, sostenuti da 700 loro delegati e iscritti (lo Slai cobas non ha partecipato a Roma come organizzazione sia perchè è attualmente escluso dai Tavoli, sia per legittima, e confermata purtroppo, sfiducia nell'esito dell'incontro, nonchè per la debolezza e parzialita' della richiesta sostenuta dalle direzioni sindacali; vi erano comunque nostri operai iscritti per unirsi agli operai), il comportamento di governo e ArcelorMittal è stato ignobile, arrogante, offensivo nei confronti dei sindacati presenti e ancor più nei confrontti dei lavoratori in sciopero e di quei settori della popolazione contrari al decreto e in particolare all'immunita' penale.

Il governo si è presentato con un piattino gia' pronto: Si' al decreto, Si' alla Morselli, Si' ai soldi senza garanzia all'azienda, Si' allo scudo penale; No all'estensione dell'intervento pubblico e meno che mai ad ogni ipotesi di nazionalizzazione.

Il governo ha fatto di peggio nel metodo e nel merito. Nel metodo, non aspettando assolutamente questo incontro da esso stesso convocato, per decidere dall'alto e unilateralmente tutto; nel merito, perchè l'accordo preventivo tra governo e ArcelorMittal sui volumi produttivi per il 2023 e 2024 sancisce, alla luce di calcoli elementari, non solo il mancato rientro dei lavoratori attualmente in cassintegrazione Ilva AS ma ulteriori esuberi nell'ordine di 2500 lavoratori, con ricadute gravissime nell'appalto (altro che rientro delle attuali Ditte in sospensione...).

E' chiaro quindi il No di governo e padroni e la protesta di tutte le organizzazioni sinacali noi compresi sulle loro decisioni antioperaie e, per quanto riguarda lo scudo penale, anti cittadini, anti magistrati, ecc.

Condanniamo con fermezza la posizione e il ruolo assunto in questa occasione dal Presidente della Regione Emiliano e dal Sindaco Melucci, che hanno sottoscritto, senza colpo ferire e oggi se ne vantano, un miserrimo "accordo di programma" sulla testa e contro gli operai e le organizzazioni sindacali, con indecente ipocrisia = perchè tale è andare coi lavoratori e organizzazioni sindacali a Roma e uscirsene con un accordo preventivo, separato che dice Si' al decreto del governo, scudo penale compreso. Vergogna! Di che cosa sono espressione questi signori? Di tutto, tranne degli interessi di operai e delle masse popolari di Taranto.

Che fare ora?

Innanzitutto rilanciare la lotta unitaria degli operai, avendo chiaro, dopo Roma, chi sono i nemici in tutte le loro articolazioni;

fare chiarezza sugli obiettivi: nessuna chiusura, nessun esubero, rientro di tutti i cassintegrati, effettiva ambientalizzazione della fabbrica sotto il controllo operaio.;

appello dei lavoratori e delle organizzazioni sindacaòli alla mobilitazione generale di tutta la citta', fino allasciopero generale che paralizzi fabbriche e citta'.

Basta con le trattive a Roma sulla pelle di operai e citta'.

Lotta dura, chiara e senza paura, per imporre che ogni nuova trattativa si realizzi a Taranto. E' parte di questa battaglia una rigida difesa anche nei Tribunali dal peggioramento di leggi, accordi, sentenze che col nuovo decreto governo e padroni vogliono realizzare, andando indietro ai tempi di Riva, con la logica che portò Riva ad ottenere profitti e sfruttamento con le conseguenti morti operaie e inquinamento.

Lo Slai cobas sc non ha fiducia che le stesse direzioni sindacali andate a Roma siano coerenti con i comizi che fanno e le cose dette nelle assemblee.

Siamo per un cambio, siamo per l'autorganizzazione dei lavoratori in organismi dal basso che si assumano il potere di decidere, rifiutando deleghe finora tradite o non rispettate.

II

Roma: dal resoconto/commento di un operaio Ilva AS dello Slai cobas Taranto

Scortati dalla polizia sin dall'uscita del casello autostradale, la carovana di ben 14 pullman e

pc 21 gennaio - L'osceno ministro fascio imperialista del governo Meloni al servizio dell'industria bellica e della Nato Usa - le iniziative di lotta

Guido Crosetto

Nella base aerea degli Usa a Ramstein, in Germania, all'ottavo incontro del gruppo di contatto per l'Ucraina a guida Usa, che raccoglie circa 50 Paesi, tra alleati Nato e altri partner.  Il ministro della Difesa, Guido Crosetto ha assicurato che l'Italia farà la sua parte, durante un colloquio con il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. "Ho ribadito a Stoltenberg che l'Italia, tra i protagonisti dell'Alleanza Atlantica, proseguirà nel sostegno all'Ucraina e al suo popolo. Continueremo a fare la nostra parte", ha scritto il ministro su twitter. Successivamente Crosetto ha annunciato che ogni nazione contribuirà fornendo materiale militare (batterie antimissili e mezzi terrestri) per aiutare la difesa ucraina a fronteggiare il peggioramento del

pc 21 gennaio - Novara - per Adil sembre In centinaia fuori al Tribunale





giustizia per Adil!!!

Stamattina, dopo lo sciopero fuori ai cancelli Lidl di Biandrate, tanti lavoratori e solidali sono accorsi in presidio fuori al Tribunale di Novara per denunciare i due pesi e due misure di uno Stato che reprime e perseguita in maniera spietata le lotte proletarie e al contempo derubrica a semplice "omicidio stradale" l'uccisione di un sindacalista investito da un Tir guidato da un crumiro che ha volontariamente forzato un picchetto.

D'altra parte, come più volte sottolineato in vari interventi, con la nostra presenza in piazza oggi non ci siamo limitati a puntare il dito contro l'esecutore materiale dell'omicidio di Adil, bensì più in generale contro il sistema di sfruttamento che alimenta gli omicidi, le morti sul lavoro, la criminalità e le guerre imperialiste.

Adil è vivo e lotta insieme a noi!

pc 21 gennaio - Filippine: il governo fascista Marcos bombarda le popolazioni in lotta – la denuncia del Partito Comunista delle Filippine che rende onore alla compagna martire Helenita Pardalis

 

I sempre più frequenti attacchi aerei alle zone del Paese sotto il controllo della guerra popolare diretta dal Partito Comunista delle Filippine mirano a recuperare terre per l’estrazione  mineraria e per il cosiddetto agrobusiness da mettere a disposizione delle multinazionali imperialiste, ma si tratta di un compito molto difficile per il governo fascista Marcos sostenuto dagli USA come si evince dal comunicato che pubblichiamo.

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Tributo del CC del PCF 

alla compagna martire Helenita Pardalis

Comitato Centrale del PCF | Partito Comunista delle Filippine

14 gennaio 2023

Il Comitato Centrale del Partito Comunista delle Filippine (PCF) rende il suo più alto tributo alla compagna Helenita Pardalis, affettuosamente conosciuta dai compagni e dalle masse di Bicol e Visayas orientali come Ka Ning, Ka Eliz, Ka Celine e Ka Elay.

Ka Elay è stata uccisa in un bombardamento aereo di prima mattina condotto dall'8a divisione di fanteria a Barangay Imelda, Las Navas, Northern Samar, lo scorso 23 novembre. Aveva 65 anni. Altri cinque compagni e combattenti sono morti nel brutale bombardamento che ha visto l'uso sproporzionato della forza da parte delle forze armate delle Filippine (FAF) e del regime USA-Marcos contro una piccola unità guerrigliera del New People's Army (Nuovo Esercito del Popolo).

Estendiamo le nostre più sentite condoglianze a tutta la famiglia di Ka Elay, in particolare a suo marito, ai suoi figli e nipoti, così come ai suoi cari compagni e amici.

Ka Elay proviene da Pio Duran, Albay nella regione di Bicol, dove ha trascorso la maggior parte della sua giovinezza. Era la maggiore di 9 fratelli. Ha studiato alla Pio Duran Elementary School e alla Marcial O. Raniola Memorial School nella sua città natale. Ha frequentato il college durante i primi anni della legge marziale presso l'Università d'Aquino a Legazpi City, Albay.

Le gravi disuguaglianze sociali e la repressione politica sotto la dittatura della legge marziale hanno spinto Ka Elay a diventare un'attivista e ad essere vicina al popolo. In mezzo all'atmosfera di paura, e nonostante le minacce di arresti che potevano "salvare", ha osato prendere la strada della resistenza e si è unita alla causa democratica nazionale. Si è immersa tra i lavoratori e le masse povere urbane. Le sue sentite simpatie e i suoi modi la rendevano cara alle masse e ai compagni.

Nei primi anni 1980, il marito di Ka Elay è stato rapito e fatto sparire da agenti militari a Metro Manila. Lei e i suoi due figli hanno iniziato una ricerca che durerà per anni senza fine. Si è unita ad altre vittime di sparizioni forzate ed è diventata una dei dirigenti del gruppo Find (Famiglie delle vittime di sparizione involontaria). La repressione politica continuò sotto il regime di Corazon Aquino, e lei stessa fu arrestata e detenuta per un certo numero di anni. In seguito si è anche risposata con un marito amorevole.

Nei primi anni 1990, ispirata dal Secondo Grande Movimento di Rettifica del Partito, Ka Elay decise di andare in campagna e unirsi al Nuovo Esercito Popolare. Tornò nella sua provincia natale dove si immerse nel lavoro di massa tra le masse contadine, contribuendo ad aumentare la loro coscienza sociale e politica e stimolando le masse organizzate a lottare per la loro causa.

In seguito sarebbe diventata segretaria di un fronte di guerriglia nell'area di Libmanan-Bato a Camarines Sur, e in seguito segretaria del Comitato Provinciale di Camarines Sur del Partito. Per i suoi risultati esemplari nel lavoro di massa e nell'organizzazione del partito, è stata eletta membro del Comitato regionale di Bicol e del suo comitato esecutivo alla fine degli anni 1990.

In seguito fu assegnata dal Comitato Centrale a servire come Vice Segretario della Commissione Nazionale Contadina. La sua ricca esperienza nel lavoro di massa e nella costruzione della base sarà ulteriormente sviluppata, riassunta e condivisa in tutta l'organizzazione del Partito e nel NEP. Per anni, ha contribuito attivamente con articoli ad Ang Bayan.

Più tardi, nel 2015, è stata nominata nel Comitato regionale delle Visayas orientali, dove è stata eletta vice segretario. Fu nominata membro dell'Ufficio Politico del Comitato Centrale Provvisorio nel giugno dell'anno successivo. È stata delegata al 2° Congresso del PCF nel novembre 2016, dove è stata eletta come membro a pieno titolo del Comitato Centrale.

Al momento della sua morte, Ka Elay era segretaria del Comitato Regionale del Partito nelle Visayas Orientali. Negli ultimi anni, di fronte agli implacabili attacchi su larga scala del nemico, Ka Elay ha guidato il Partito e il NEP nelle Visayas orientali a condurre una guerriglia estesa e intensa sulla base di una base di massa sempre più ampia e profonda.

Senza dubbio, la morte di Ka Elay insieme ad altri compagni lascerà un pesante segno sulla leadership del Partito nella regione orientale di Visayas. Tuttavia, un certo numero di veterani e giovani quadri del Partito si sono già fatti avanti per prendere le redini della leadership nella regione. Sono pienamente capaci e disposti a farsi carico dei compiti difficili. Hanno consolidato i comitati dirigenti e selezionato il sostituto di Ka Elay. Sono sempre determinati a guidare il Partito, il Nuovo Esercito Popolare e il movimento rivoluzionario di massa di tutte le classi oppresse e sfruttate nelle città e nelle campagne, specialmente in mezzo al peggioramento della crisi semicoloniale e semifeudale sotto il regime USA-Marcos.

Hanno fatto tutto il possibile per affrontare gli urgenti problemi socioeconomici delle masse, conducendo una riforma agraria e aiutando le masse a superare epidemie, tifoni, inondazioni e altri disastri climatici. Nel mezzo della pandemia di Covid-19, il NEP nella regione è diventato la fonte di informazioni e guida delle masse per superare l'emergenza sanitaria. Il NEP continua a organizzare squadre di produzione e aiutare le persone ad aumentare la produzione, aumentare il raccolto, lottare per salari giusti e prezzi equi per i loro prodotti. Di conseguenza, la guerra popolare e il NEP continuano a godere del profondo e ampio sostegno delle masse delle Visayas orientali.

Il nemico ha sganciato tonnellate e tonnellate di bombe sulle foreste, sui campi e sulle comunità contadine, e ha ucciso un certo numero di combattenti rossi e quadri del Partito. I fascisti hanno imposto la legge marziale a centinaia di villaggi per controllare, limitare e monitorare da vicino ogni movimento del popolo, nella vana speranza di spezzare la volontà del popolo di combattere e impedire loro di dare sostegno ai loro eroici combattenti. Ma così facendo, hanno solo suscitato maggiore indignazione. Le masse contadine delle Visayas orientali rimangono la fonte immortale della guerra popolare.

Il legame indissolubile tra le masse e il Nuovo Esercito Popolare fa parte dell'eredità immortale di Ka Elay. Il suo amore per le masse oppresse è sconfinato e continua a riempire lo spirito di ogni combattente rosso e quadro del Partito con cui ha incrociato la strada. Il nemico può essere riuscito a soffocare la vita di Ka Elay, ma lei vivrà per sempre nei cuori e nelle menti delle masse rivoluzionarie. (16 dicembre 2022)

pc 21 gennaio - Davos e crisi mondiale: “La Cina che riapre dopo il covid rilancia l’economia … diamo il benvenuto … anche se ucciderà un sacco di persone” parola di Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea

 

E meno male che si chiama Cristina!

Al Forum mondiale di Davos, cittadina svizzera, dove si danno appuntamento ogni anno i padroni del mondo e i loro portavoce, una melma composita fatta di politici, economisti, giornalisti, delinquenti e lecchini di ogni genere, si è sentita la voce “sincera” della presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde, l’“erede” di Mario Draghi che le cose che diceva, anche se con parole diverse, erano della stessa sostanza.

La voce del capitalismo-imperialismo senza fronzoli!

«LA CINA – ha affermato Lagarde durante un dibattito con la direttrice del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgieva – si sta risvegliando, di nuovo. Ora si prevede che registri 5,5% di crescita nel 2023 e dovremmo dare il benvenuto al suo impegno di rimuovere le restrizioni sul Covid. È possibile che il cambiamento delle politiche sul Covid uccida un sacco di persone, ma rilancerà anche l’economia. È la scelta che è stata fatta dalle autorità cinesi. L’impatto su tutti noi sarà positivo, per la Cina e per il resto del mondo, ma creerà anche pressioni inflazionistiche».

da il Manifesto di oggi

venerdì 20 gennaio 2023

pc 20 gennaio - il governo Meloni/Nordio scatenato in parlamento per nuove leggi a difesa dell'intreccio affaristico corruttivo padroni/finanza- politica/istituzione

Attacchi frontali e minacce di repressione e censura contro magistrati/stampa... Ben oltre i tempi del governo Berlusconi e ben dentro la rinascita dei piani massonici/golpisti della P2

Sosteniamo tutte le forme di opposizione a questo ministro e a questo governo.,. ma naturalmente pensiamo che solo la mobilitazione proletaria e popolare può resistere combattere e vincere contro questo governo, questi ministri, queste leggi di stampo reazionario e fascista

Il procuratore di Trapani: “Italia trattata come la Danimarca e i magistrati come un’associazione a delinquere”

Una petizione 

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha dichiarato ripetutamente il falso davanti al Parlamento sulle intercettazioni nelle indagini di mafia e di corruzione. Ha calunniato i magistrati e le forze dell’ordine sostenendo che usano manipolarne e strumentalizzarne politicamente le trascrizioni. Non

pc 20 gennaio - Germania: al vertice Nato a tappe forzate verso la guerra imperialista mondiale nel focolaio acceso dell'Ucraina...

Il  segretario della Nato Stoltemberg a Davos dichiara:

“La posizione della Nato è che l’Ucraina diventerà un membro della Nato. Quindi, ovviamente, l’obiettivo principale ora è sostenere l’Ucraina per garantire che l’Ucraina vinca la guerra e rimanga una nazione democratica, sovrana e indipendente in Europa. E questo è il motivo per cui i partner degli alleati della Nato stanno fornendo un supporto militare senza precedenti all’Ucraina”.

Oltre le parole di Stoltemberg ci sono le notizie che giungono dagli Usa e dalla Germania relativamente alle forniture di armamenti offensivi alle forze armate ucraine.

Secondo quanto riferisce il New York Times l’amministrazione Biden sta considerando la tesi secondo cui Kiev ha bisogno di potenza bellica per colpire la Crimea annessa dalla Russia dal 2014. Un cambiamento significativo sulla natura offensiva degli armamenti che gli Usa intendono fornire

pc 20 gennaio - SI alla assemblea e mobilitazione nazionale contro la guerra, proposta dai portuali di Genova - Alziamo la voce e il tiro contro il governo fascio/imperialista italiano

...Dopo che il Parlamento con un voto bipartisan ha approvato la proroga per inviare ulteriori armamenti all’Ucraina, il governo italiano sta lavorando a un sesto pacchetto che prevede l’invio di un sistema antimissile Samp-T con componenti italiane e francesi. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a “Rainews”. “Stiamo lavorando per fare in modo che possa essere inviato in tempi rapidi. Se l’Ucraina non è in grado di difendersi rischia di diventare un territorio facilmente occupabile dalla Russia”, ha detto Tajani....

..il ministro della Difesa, Guido Crosetto. “L’Italia ha finora mandato aiuti militari all’Ucraina con 5 decreti”, ha spiegato, affermando che “il contenuto di questi cinque decreti è stato secretato dal governo precedente, che ha predisposto e realizzato quei decreti” – ha affermato Crosetto – “Decreti a cui il governo in carica continua e continuerà a dare esecuzione in piena sintonia con il nostro Parlamento”.

....Fino ad oggi l’Italia ha inviato all’Ucraina armamenti come semoventi da 155mm Pzh-2000 e M109, cingolati M113, veicoli 4×4 Lince, missili anticarro Milan, mitragliatrici MG e M2, mortai da 120 mm con relative munizioni ma anche obici da 155 mm FH-70.

...l’Osservatorio Milex le forniture militari italiane all’Ucraina sono state pari a 450 milioni di euro fino a dicembre.

.. è stato lanciato nei giorni scorsi un appello dai portuali di Genova che hanno convocato per sabato 28 gennaio una assemblea nazionale al porto di Genova per discutere la convocazione di una manifestazione nazionale sabato 25 febbraio, primo anniversario della guerra.

info tratta da Contropiano