giovedì 2 febbraio 2017

pc 2 febbraio - ADESSO BASTA! Milano antifascista non può permettere questo ennesimo affronto...

Milano, concerto nazirock nel teatro di Dario Fo per il ricordo delle foibe. Sinistra e Anpi all'attacco: "Vietare la serata"
Il Municipio 4 patrocina l'iniziativa per il Giorno del Ricordo delle foibe. Sinistra x Milano: "Grave farlo nella Città medaglia d'Oro della Resistenza"
di CLAUDIA ZANELLA

01 febbraio 2017
Si avvicina il Giorno del Ricordo, la giornata dedicata alle vittime delle foibe, e il Municipio 4 del Comune di Milano ha deciso di patrocinare un'iniziativa che già sta suscitando molta polemica. Alla Palazzina Liberty il 13 febbraio sosterrà una manifestazione che, denuncia la sinistra milanese, avrà come protagonisti

pc 2 febbraio - '77 "le idee di rivolta non sono mai morte"

Memoria storica: il 2 febbraio 1977 esplode il Movimento del 77

da contromaelstrom
L’anno 1977 iniziò un mese prima, il 3 dicembre ’76, quando Franco Maria Malfatti, ministro ell’istruzione, gettò sul tavolo le sue carte: la famigerata circolare che limitava la reiterazione degli esami, con l’aumento delle tasse, soprattutto per i fuoricorso, si definivano per la prima volta i tre livelli di laurea (diploma, laurea, dottorato di ricerca), la reintroduzione del numero chiuso, ecc.

Il 24 gennaio ’77 a Palermo gli studenti occuparono la facoltà di Lettere, il 31 gennaio bloccate le attività didattiche presso le facoltà umanistiche di Torino, Cagliari, Sassari, Salerno. A Bologna, Milano, Padova, Firenze, Pisa si tenevano manifestazioni, cortei, assemblee.

2 febbraio ’77












All’Università La Sapienza di Roma una settantina di fascisti aggredirono un’assemblea di studenti. Respinti esplosero colpi di arma da fuoco. Guido Bellachioma venne gravemente ferito alla testa. L’indomani un corteo uscì dall’università, a via Solferino, nei pressi di via Sommacampagna, un gruppo di compagni si separò dal corteo e andò ad attaccare la sede del Msi da cui erano partiti gli aggressori il giorno prima. In piazza Indipendenza, da una 127 senza contrassegni scesero alcuni poliziotti con le pistole in pugno. Cominciò una sparatoria tra i poliziotti e due compagni, Paolo e Daddo e un poliziotto rimasero feriti gravemente.

Paolo e Daddo liberi!!!

Il dirigente del partito comunista Ugo Pecchioli rilascio al quotidiano «la Repubblica»: «Il raid dei fascisti all’università e le violenze dei provocatori cosiddetti autonomi sono due volti della stessa realtà […] la matrice fascista è comune, analoghe le finalità. La polizia e la magistratura facciano il loro dovere chiudendo i covi». Il movimento rispose con una grande manifestazione di 30.000 persone che invase le strade della città.

Il 17 febbraio, di giovedì, Luciano Lama, segretario generale Cgil, all’università di Roma per ricondurre i ribelli all’ordine.
Nei giorni precedenti la tensione era salita grazie ai tentativi degli studenti del Pci e dei loro alleati di impossessarsi con la forza delle Facoltà.
Il 17 febbraio ’77 era giovedì. Arrivati al lavoro, io e altri compagni ci apprestammo a chiedere un permesso di un paio d’ore per andare all’Università. Sorpresa: trovammo un ordine del giorno della direzione-ufficio sindacale che consentiva due ore di permesso a tutti i delegati eletti per recarsi al comizio di Lama. Si era realizzata finalmente la «grande unità» tra direzione aziendale e direzione sindacale. Bene, ma c’era però un piccolo particolare che né la direzione aziendale né quella sindacale immaginano: la gran parte dei delegati eletti nei vari posti di lavoro non stava con Lama, piuttosto era vicina al movimento. In quegli anni per essere eletto delegato non era necessaria la tessera sindacale e si votava senza
lista, chiunque poteva essere eletto. Quel metodo durò poco, ma allora in ferrovia venivano eletti molti compagni del comitato politico, e altri che condividevano le nostre posizioni. Stessa cosa succedeva negli altri posti di lavoro.

pc 2 febbraio - Ilva Taranto - il governo stanzia 24 milioni di euro per far accettare agli operai la cassa integrazione straordinaria, anticamera certa di esuberi e licenziamenti

Fim-Fiom-Uilm-Usb dicono si alla cassaintegrazione straordinaria e danno per fatte misure di tutela

Ma nessun operaio che abbia testa per pensare può accontentarsi di questo e sa bene che questa cigs è il traino verso gli esuberi strutturali massicci, garantiti da governo e commissari ai nuovi padroni indiani e italiani,che si avvicinano

martedi 7 febbraio ore 18 in via rintone 22 taranto lo slai cobas per il sindacato di classe provinciale lancerà un pianoprolungato di informazione e  lotta

Ilva, 4.984  Sarà garantito stesso reddito solidarietà

Alla fine di una lunga giornata, di cui da giorni si conoscevano le premesse, arriva quella che forse è la notizia più importante, seppur ancora ufficiosa, per i lavoratori del gruppo Ilva: l’azienda infatti, al termine di un confronto diretto con rappresentanti del governo, pare abbia garantito “lo stesso livello reddituale previsto nei precedenti strumenti” per i 4.984 operai dello stabilimento di Taranto che l’azienda questa mattina, durante il consiglio di fabbrica, ha dichiarato in esubero temporaneo e che usufruiranno degli ammortizzatori sociali, verosimilmente la cassa integrazione straordinaria, a partire dal mese di marzo.

pc 2 febbraio - “Non parlate, non andate in bagno”: così si lavora a voucher a Bergamo


bgreport.org
Siamo tre giovani, di cui un laureato e uno studente, senza fissa occupazione, e scriviamo indignati riguardo la nostra ultima esperienza di lavoro saltuario. Come altre 140 persone, di età che variava dai 18 ai 60 anni,  siamo stati contattati dalla società BarCode Italia Srl per svolgere il lavoro di inventario, spalmato in due differenti nottate, in due differenti sedi del supermercato Iper: quella di Seriate e quella interna a Orio Center.
Quando ci siamo presentati sul posto, all’orario stabilito (cioè le 21:00 e le 20:30, anche se il lavoro non sarebbe iniziato prima delle 22) ci siamo ritrovati a dover aspettare per circa un’ora prima di cominciare effettivamente il lavoro. Un’ora, quindi, che non ci verrà pagata, e che abbiamo passato la prima sera ammassati in una stanza, senza sapere cosa fare e senza ricevere informazioni,a Seriate, e congelando al parcheggio di Orio Center la seconda sera, in attesa di venire smistati nei vari gruppi di lavoro. Quando poi ci hanno finalmente divisi per cominciare a lavorare, i nostri “supervisor”, cioè degli addetti di BarCode che dovevano monitorare il nostro lavoro, hanno subito specificato le loro regole: non si fanno pause, non si va in bagno e non si parla tra di noi, anzi, non si parla proprio. Inoltre ci è sembrato assurdo che non ci venisse destinato il materiale utile allo svolgimento della nostra mansione: chi era ai frigoriferi del supermercato non ha ricevuto i guanti necessari per non congelarsi le mani, chi doveva verificare il numero dei prodotti sugli scaffali più alti di rado aveva a disposizione una scala, eppure era costretto a svolgere comunque il compito e si è ritrovato quindi a utilizzare addirittura strumenti improvvisati e non idonei quali, per esempio, i classici carrellini da spesa; inoltre l’atteggiamento dei nostri “supervisor” è stato sempre, categoricamente dai toni autoritari e canzonatori nei nostri confronti, con frequenti prese in giro. Addirittura uno dei nostri colleghi a un certo punto, dopo l’ennesima umiliazione, ha alzato la voce per finalmente farsi rispettare: a quel punto la reazione del “supervisor” è stata quella di chiedergli immediatamente il nome, come a ricattarlo. Insomma, oltre a essere stato trattato a pesci in faccia, il collega doveva anche stare zitto e non lamentarsi, pena la possibilità di non essere più richiamato per il lavoro, e questa era la situazione in cui ci trovavamo tutti noi.
Questo, infatti, era il clima che vigeva durante le ore che abbiamo passato lì, di continuo ed estenuante ricatto: chi si trova a dover accettare un lavoro del genere, alienante e ripetitivo, pagato a voucher (10 euro lordi all’ora, l’equivalente di 7,50 euro netti), durante le ore notturne, non può assolutamente permettersi di lamentarsi, di dire la sua, perché altrimenti rischia di perdere quei pochi soldi per cui sta lavorando. Il punto è che, se si accetta questo tipo di lavoro, significa che i soldi sono necessari, servono, e non ci si può permettere di rinunciarvi. Noi abbiamo voluto raccontare la nostra esperienza, perché riteniamo importante almeno raccontare, informare di quali sono le possibili dinamiche del mondo del lavoro di oggi, anche quando si tratta di lavoretti accessori. Oltre a noi ci sono altre centinaia di persone che si ritrovano praticamente costrette a svolgere occupazioni simili, in simili condizioni, e il tutto nella più assoluta legalità, grazie all’introduzione dei voucher e a un sistema del lavoro che, invece di tutelare i lavoratori, incentiva situazioni del genere, di sfruttamento e precarizzazione sempre più spietate e palesi, ovunque, nei più disparati settori del lavoro

pc 2 febbraio - Solidali con gli operai del Si cobas che manifestano contro la repressione a Modena sabato - proletari comunisti/PCm Italia


  NOI SAPPIAMO CHI E’ ALDO MILANINOI SAPPIAMO COS’E ‘ IL SI.COBASNOI SIAMO QUEI FACCHINI CHE HANNO SUBITO LO SFRUTTAMENTO NEI MAGAZZINI , QUELLI A CUI I DIRITTI SONO STATI […]



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 sabato 24

NOI SAPPIAMO CHI E’ ALDO MILANINOI SAPPIAMO COS’E ‘ IL SI.COBAS. NOI SIAMO QUEI FACCHINI CHE HANNO SUBITO LO SFRUTTAMENTO NEI MAGAZZINI , QUELLI A CUI I DIRITTI SONO STATI NEGATI , QUELLI A CUI I PADRONI TOGLIEVANO LA DIGNITA’ PERCHE’ ERA TROPPO COSTOSA , SIAMO QUELLI CHE NELLE BUSTE PAGA AVEVANO LA

pc 2 febbraio -.Minniti apre la caccia ai nigeriani con una circolare - opporre resistenza e solidarietà!


pc 2 febbraio - Palermo capitale italiana della cultura 2018 e Orlando si allarga la bocca parlando di "accoglienza e integrazione". Nel frattempo si parla di costruire nell'immediato altri due CAS (centri di accoglienza straordinaria) dove i migranti vivono in condizioni orribili

Palermo è stata nominata capitale della cultura 2018. Orlando in un'intervista dice belle parole, affermando che Palermo è la città dell'accoglienza e integrazione. Alla domanda che gli viene posta "quanti immigrati ci sono a Palermo?" lui risponde "nessuno, perché chi arriva a Palermo diventa subito Palermitano". Ma tra il dire è il fare c'è di mezzo il Mare.


Come si fa a parlare di accoglienza quando in questi giorni si parla nei giornali della costruzione di altri due CAS (centri di accoglienza straordinaria), dove non sono altro che galere per i migranti che arrivano a Palermo. Quando arrivano al porto di Palermo vengono portati nei vari CAS per il riconoscimento, che dura almeno 1 anno e 6 mesi o 2 prima di ricevere un documento d'identità. Nel frattempo sono costretti a vivere rinchiusi tra freddo e fame e servizi essenziali assenti, e dunque peggio delle galere. Questa lunga attesa con condizioni di sopravvivenza e fonte spesso della giusta ribellione dei migranti all'interno dei centri di "accoglienza".
A Palermo i migranti quando arrivano non diventano palermitani ma deportati!
Le belle parole sono una cosa, ma i fatti sono altri!
Attualmente sono 547 i migranti rinchiusi all'interno dei CAS tra Palermo e provincia.

Bisogna chiudere CIE, CAS e HOTSPOT che sono delle vere e proprie galere!
Tutti gli immigrati liberi subito!

pc 2 febbraio - Trump è già "oltre il muro" e si prepara ad invadere il Messico?

Trump al Messico: pronto a invio truppe

In telefonata a presidente Pena Nieto: 'Fermate i bad hombres'

 © EPA
(ANSA) - NEW YORK, 2 FEB - Donald Trump ha minacciato il presidente messicano Enrique Pena Nieto di inviare le truppe americane se il suo governo non fermerà quelli che ha definito i 'bad hombres'.
    E' quanto emerge da una trascrizione - ottenuta dalla Associated Press - della telefonata tra i due leader venerdi' scorso, all'indomani del decreto della Casa Bianca per la costruzione del muro tra gli Usa e il Messico. Il documento non specifica a chi si riferisca Trump con 'bad hombres' e non contiene la risposta del presidente messicano. "Avete un sacco di 'bad hombres' (persone cattive) laggiù", avrebbe detto Trump, aggiungendo: "Non state facendo abbastanza per fermarli. Penso che i vostri soldati abbiano paura. I nostri no, potrei inviarli laggiu' per occuparsi della questione". Dalla Casa Bianca al momento nessun commento. Mentre il governo messicano avrebbe liquidato il documento - riporta l'Ap - definendolo "un resoconto non accurato".

mercoledì 1 febbraio 2017

pc 1 febbraio - solidarietà con la guerra popolare in India in Austria


pc 1 febbraio - NO al raduno fascista europeo a Genova - una corrispondenza



Sabato undici febbraio, a Genova – in un luogo che non è ancora stato reso noto da quei cuor di leone che sono gli organizzatori – si terrà un convegno di alcuni dei movimenti fascisti che ammorbano con la loro immonda presenza il suolo europeo.
A dare retta alla pagina dell’evento, creata su una nota rete sociale dal gruppo Forza Nuova Savona, dovrebbero essere presenti alcuni degli esseri peggiori che calcano senza alcuna vergogna il suolo continentale.
Sono preannunciati: Roberto Fiore, capo della suddetta banda fascista italiana che ha sede a Roma, in via Alberto Cadlolo 90; Udo Voigt, suo omologo del Nationaldemokratische Partei Deutschlands; Yvan Benedetti, ultimo presidente di Mission Française, sciolto d’autorità; Nick Griffin, leader del British National Party.
In questi giorni stanno arrivando le reazioni del mondo politico democratico che sostiene che si tratti di una provocazione ad una città Medaglia d'Oro della Resistenza: tutte all'incirca con gli stessi accenti, le varie formazioni più o meno antifasciste stigmatizzano la scelta della località dove, si ricorderà, si svolse una epica battaglia - il  30 giugno 1960 - per scongiurare il pericolo che vi si tenesse il congresso del partito fascista rifondato con la sigla Movimento Sociale Italiano.
La manifestazione del 30 giugno 1960 in piazza De Ferrari
Molto bene, un moto di sano sdegno verso quella che è certamente una delle peggiori provocazioni che si possano immaginare non può che essere salutare: ma, tra coloro che sono intervenuti per dimostrare la propria contrarietà, ci sono personaggi che dovrebbero semplicemente tacere.
Il riferimento è al ‘signor’ Alessandro Terrile; non tanto per lui in quanto persona – per quel che lo conosco, mi sembra un antifascista sincero – quanto per chi ha la sventura di rappresentare: è, infatti, il segretario provinciale del Partito (sedicente) Democratico.
In città, questa accozzaglia di personaggi non proprio limpidissimi è stata capace di atti di vero e proprio revisionismo storico volto a sdoganare gli epigoni del Puzzone: clamorosa è stata la decisione, presa dal Comune anche e soprattutto a causa loro, di intitolare una via a tale Ugo Venturini.
Costui era un militante fascista che è passato alla storia come la prima vittima degli anni di piombo: il 1° maggio 1970 si trovava nei giardini prospicenti la stazione ferroviaria di Genova Brignole per ascoltare un comizio del boia Giorgio Almirante, quando fu colpito dal lancio di una bottiglia che ne provocò il decesso.
Chi ne ha propugnato la santificazione, in nome di una presunta pacificazione che mai potrà accadere, non ha nessun diritto di ergersi a paladino dell’antifascismo: tanto meno se ciò avviene solo ed esclusivamente per raccattare voti in campagna elettorale.
Genova, 1° febbraio 2017

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

pc 1 febbraio - grave infortunio alla Ferrero di Alba - operaio in fin di vita

Infortunio alla Ferrero di Alba, ustionati da una fiammata due operai: uno è in fin di vita

Infortunio alla Ferrero di Alba, feriti due operai: uno gravissimo

Dipendenti di una ditta esterna lavorano a una cabina elettrica che si trova accanto al reparto della Nutella

Un'esplosione alla Ferrero di Alba si è verificata nel primo pomeriggio. Due lavoratori sono rimasti feriti, uno in modo gravissimo. Sono dipendenti di una ditta esterna, la Giordano Spa di Boves, che si occupa della manutenzione degli apparati elettrici. Secondo una prima ricostruzione i due sarebbero rimasti avvolti da una fiammata mentre stavano lavorando in una cabina elettrica che si trova, a quanto si apprende, tra il reparto della Nutella e quello dei Ferrero Rocher.

I soccorsi sono stati immediati. Un elicottero del 118 ha trasportato i tecnici all'ospedale Cto di Torino dove c'è il reparto grandi ustionati. A preoccupare sono soprattutto il quadro clinico di uno dei due operai, 49 anni, di Mondovì: ha ustioni di secondo e terzo grado sull'80 percento del corpo e le sue condizioni sono disperate. Il collega, 43 anni, di Peveragno, ha invece ustioni sul 10 percento del corpo, soprattutto mani e volto: è intubato e anche per lui la prognosi è riservata. Le indagini sono affidate allo Spresal di Alba.

pc 1 febbraio - l'espansione della guerra popolare in India in una scheda brasiliana


pc 1 febbraio - I due, veri, volti della "buona scuola": presidi sempre più manager e dispotici, e lavoro gratuito degli studenti, futuri precari supersfruttati

Il caso schiscetta agita l’istituto
Cresce la fronda anti-preside
Dopo il caso dell’alunno fatto uscire da solo perché aveva il pranzo portato da casa e altre contestazioni, arriva la proposta di una petizione contro la dirigente
di Sara Bettoni
Una raccolta firme pronta per il lancio. Cresce la protesta dei genitori contrari a Luisa Martiniello, preside dell’istituto Calasanzio a San Siro. Dopo il caso dell’alunno fatto uscire da solo dall’edificio scolastico per consumare il pasto portato da casa e altre contestazioni, arriva la proposta di una petizione contro la dirigente. Destinatario: il provveditorato. Intanto si alzano nuove voci, stavolta dalle famiglie della scuola primaria Monte Baldo, una delle cinque che compongono il multiplesso guidato da Martiniello. «Anche alle

pc 1 febbraio - PD milanese: ritorno al passato. Ovvero il ritorno della peggior "gioventù" di affaristi, revisionisti, della "Milano da Bere", tanto cara a destra e sinistra

Pd, il circolo dei miglioristi di ritorno
Scalpelli, Borghini, Ferlini con altri ex pci e Cl fondano la sezione Cuore e critica-Meriti e Bisogni. Il nome ricorda un discorso di Martelli al congresso del Psi del 1982
di Marco Cremonesi 
Ride, Sergio Scalpelli: «Vogliamo rifondare la grande corrente migliorista dentro al Partito democratico». E in effetti, il circolo del Pd appena tenuto a battesimo segna suggestivi ritorni. C’è l’ex sindaco voluto da Bettino Craxi, Piero Borghini, e l’ex assessore di Paolo Pillitteri convertito alla Compagnia delle Opere, Massimo Ferlini. L’ex segretario della Casa della Cultura che Gabriele Albertini acquisì al centrodestra (Scalpelli), e l’ex amministratore della rivista ciellina Tempi, Marco Sala. C’è anche l’ex direttore del Tempo, oggi super consulente del sindaco Giuseppe Sala, Roberto Arditti. E il comunicatore di tante società pubbliche e private Daniele Bonecchi. Quasi tutti negli anni Ottanta avevano in tasca la tessera del Partito Comunista Italiano. Tutti ne erano usciti (da destra) e ciascuno di loro ha giocato ruoli importanti

pc 1 febbraio - L'ENI GODE DEI PROFITTI NEL PAESE ASSASSINO DI GIULIO REGENI - ECCO CHI SONO I COMPLICI DI AL-SISI

Roma, 30 gen. (askanews) - "I nostri numeri oggi parlano chiaro: negli ultimi tre anni, con un barile in media a 65 dollari, abbiamo prodotto la stessa cassa operativa del precedente triennio, quando il prezzo era in media 110 dollari. Sono circa 35 miliardi di dollari. Certo, dobbiamo molto ai nostri successi esplorativi, ma con investimenti inferiori del 33% abbiamo registrato la crescita produttiva più importante nella storia dell'Eni, raggiungendo un livello di produzione record di 1,85 milioni di barili al giorno". Lo ha affermato l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in un'intervista al Corriere Economia...
"la cura dimagrante c'è stata ma è avvenuta rafforzando i muscoli dell'Eni. E senza mandare a casa nessuno, cosa che non definirei proprio banale. L'industria nel suo complesso ha perso in questo periodo 440 mila persone, noi invece ne abbiamo assunte mille".
Per l’Eni “l’Italia è la sede di un know-how importantissimo: tutta la parte di calcolo e i modelli proprietari, tutta la ricerca scientifica e l’ingegneria sono qui”...
Come investimento il solo Egitto la supera a causa dello sviluppo del giacimento di Zohr, ma come spesa globale è il Paese numero uno. Qui abbiamo il 60% del personale, 5 raffinerie, 8 stabilimenti chimici, 6 centrali elettriche, oltre 100 piattaforme”, sottolinea l’ad...
Siamo partiti dall’Africa, dove siamo la prima compagnia petrolifera e siamo presenti in 15 Stati. Il fotovoltaico ci permette di liberare gas per il mercato interno, oltre che ridurre le emissioni”... In un futuro remoto l’Eni potrebbe pensare ad altri business, come ad esempio l’acqua, risorsa che sarà sempre più preziosa? “Come business futuro sinceramente non credo. Ma in Africa l’energia rinnovabile fotovoltaica serve spesso per alimentare le pompe che vengono utilizzate nei pozzi perforati per cercare acqua potabile”.
...A proposito delle prospettive per l'economia legate alla nuova amministrazione Usa, l'ad di Eni ha osservato che "come Trump stesso ha ripetutamente sostenuto la sua politica economica avrà impatto soprattutto sugli Stati Uniti, in termini di maggiori investimenti interni e lavoro. Se la focalizzazione sull'interno sarà forte ci saranno ritorni per tutti i settori economici in generale, non solo per quello petrolifero...
Secondo Descalzi inoltre "per l'Europa un riavvicinamento Usa-Russia sarebbe positivo, viste le nostre relazioni commerciali dirette. Ma non si può non rilevare che sullo scenario internazionale la Russia, malgrado le mani legate dalle sanzioni, si sia mossa in modo molto dinamico".

Infine, sulla questione del giacimento nigeriano Opl 245 dove è indagato per corruzione internazionale, ha affermato: "Rispetto la magistratura ma sono assolutamente tranquillo e penso che prima o poi, con i tempi che saranno necessari, ciò sarà confermato".

pc 1 febbraio - NO A TEORIZZAZIONI DI FATTO GIUSTIFICAZIONISTE DEGLI "UOMINI CHE ODIANO LE DONNE"

Sulle uccisioni, stupri, violenze sessuali contro le donne sta emergendo da parte di alcune femministe intellettuali borghesi e giornaliste una interpretazione psicanalitica.

Scrive, per esempio, Lea Melandri nell'inserto de Il manifesto “il corpo del delitto” uscito per il 25 novembre 2016:
Prima che un padre o un marito autoritario e violenti, l'uomo è un tenero figlio. Si può pensare che sia questa commistione di odio e amore – inquietante perchè si colloca là dove meno ce l'aspettiamo, cioè nella famiglia, nella coppia – che impedisce di assumere il fenomeno per la gravità e l'estensione che ha...
l'uomo si accanisce sul corpo che l'ha generato, che gli ha dato le prime cure, le prime sollecitaziobni sessuali, un corpo che ritrova nella vita amorosa adulta e con cui sogna di rivivere l'originaria appartenenza intima a un altro essere. Ma è anche il corpo che lo ha tenuto in sua balia nel momento della maggiore dipendenza e inermità, un corpo che poteva dargli la vita o la morte, accudimento o abbandono. Confinando la donna nel ruolo di madre, l'uomo ha costretto anche se stesso a restare bambino, a portare una maschera di virilità sempre minacciata...”.
E continua: “La coppia trova la sua stabilità – dice Freud – quando la moglie ha fatto del marito il proprio figlio, cioè quando si instaura in qualche modo la situazione originaria. Separandosi, la donna non colpirebbe solo un privilegio e un potere che l'uomo considera “dovuto” e che la società, esplicitamente o silenziosamente, “permette” (Michael Kaufman), ma la fonte prima dell'amore in sé, dell'autoconservazione”.

Al di là che vengano colti elementi di “verità”, questa interpretazione di fatto fa tre operazioni:

Primo. Individualizza. Gli uomini che ammazzano le donne sono visti come individui, o come “genere”, e non come frutto, espressione sociale di un sistema capitalista che inevitabilmente nella sua marcia verso un moderno fascismo, una barbarie, produce, alimenta sempre più l'humus di “uomini che odiano le donne”.
Questa interpretazione oggettivamente porta a nascondere che la violenza sessuale non fa che proseguire, su un diverso terreno, la violenza sistemica, quotidiana, di attacco alle condizioni generali di vita, doppio sfruttamento, discriminazioni, oppressione a tutti i livelli, in ogni campo, che padroni, governo, Stato, mass media, portano avanti.

Secondo. Questa interpretazione generalista oggettivamente riduce la portata oggi dei feminicidi, il loro legame con l'imbarbarimento di questo sistema sociale, con la crisi, da un lato, e dall'altro con la reazione fascista degli uomini alle rotture, volontà di indipendenza delle donne, ma anche con la mancanza ancora di un movimento delle donne che “faccia paura”, che imponga con la sua forza la necessità di una trasformazione generale, di una rivoluzione e di una rivoluzione nella rivoluzione.
Riducendo la diversità oggi della violenza contro le donne, non si comprende neanche il perchè avvengono soprattutto nella famiglia, nei rapporti di coppia. La Melandri scrive: “...inquietante perchè si colloca là dove meno ce l'aspettiamo, cioè nella famiglia, nella coppia...”, quando invece questo oggi è “naturale”, perchè – come scriviamo nell'opuscolo “Uccisioni delle donne, oggi” - “la famiglia è un anello chiave della marcia verso il moderno fascismo del governo, dello Stato. Il moderno fascismo non potrebbe realizzarsi senza fare della famiglia una sua base principale, sia in senso di essere piegata, funzionale alle scelte del governo, dello Stato, sia in senso di sostenitrice attiva, combattente in termini ideologici di simbolo e propaganda di valori di quelle scelte politiche. La famiglia, soprattutto proletaria, è il luogo centrale in cui si gesticse un'economia sociale srempre più povera... La famiglia proletaria garantisce nella fase di attacco, crisi, di attutirne l'imnpatto devastante... La famiglia, per questo sistema, deve fare da paracadute alle frustrazioni, alla messa in crisi di posizioni di privilegio dell'uomo nella famiglia. La famiglia quindi è come una sorta di ammortizzatore sociale...”.

Terzo. Questa interpretazione oggettivamente fa un'operazione di “giustificazione”. Più avanti la Melandri, riprendendo Kaufman, scrive sul “paradosso del potere maschile”, “un potere che gode di privilegi ma che è anche “fonte di enorme paura, isolamento, e dolore per gli uomini stessi”, che esercita il controllo ma che è costretto a una vigilanza continua”.
A fronte di questo la risposta conseguente non può che essere “l'educazione”, un lavoro comune di uomini e donne “impegnate da anni nell'analisi del sessismo” perchè nascano altri modi di vivere la maschilità; non quindi la lotta contro gli uomini che odiano le donne e questo sistema sociale capitalista.
Ma questo è l'opposto della “parola d'ordine”, della verità per cui “non c'è liberazione senza rivoluzione”.
Ma questo è anche lasciare il campo alle “addette ai lavori”, non alle donne e chiaramente tanto meno alla ribellione delle donne proletarie.
Ma questo, rassicuriamo le melandri, non lo faremo avvenire.

pc 1 febbraio - TARANTO RIBOLLE!

OPERAI DI VARIE REALTA' SCIOPERANO E BLOCCANO
PRESIDIANO I PALAZZI DELLE ISTITUZIONI
MENTRE SI PREPARA UNA NUOVA MANIFESTAZIONE DEI MIGRANTI
ED E' ALL'ANGOLO IL POSSIBILE "SPETTRO" PER PADRONI E GOVERNO, LA "MADRE DI TUTTE LE LOTTE": GLI OPERAI DELL'ILVA

Questa mattina Taranto era l'espressione dell'attacco agli operai, ma soprattutto della risposta di lotta degli operai, in prima fila gli operai dello Slai cobas.
Alla Cementir: sciopero e blocco delle portinerie - contro l'accordo firmato al Ministero tra azienda e sindacati confederali che accettando la logica degli esuberi, mentre i proprietari Caltagirone aumentano i loro profitti all'estero, ha avviato la cassintegrazione per decine e decine di operai, e contro anche una mancata applicazione della rotazione e aperte discriminazioni, demansionamento.
All'appalto Alenia-Leonardo: dalle ore 6 gli operai in sciopero bloccano i cancelli in solidarietà coi 13 loro compagni di lavoro colpiti da lettere di licenziamento. Siamo di fronte a licenziamenti illegittimi, improvvisi, fatti in violazione di ogni procedura di legge, frutto di una politica recente della Leonardo di tagli nell'appalto.
Alla Pasquinelli - selezione differenziata: gli operai assediano il Comune e l'Amiu contro i probabili prossimi licenziamenti, dopo l'improvviso fallimento della loro cooperativa; hanno dato in questo anni anche la loro salute nel lavoro e non accetteranno mai di essere messi in mezzo ad una strada

Intanto, i migranti dei centri di accoglienza, dopo aver informato la città della loro vera situazione, contro i falsi luoghi comuni razzisti propagandati ad arte, si preparano alla manifestazione del 7 febbraio. Al centro la questione del diritto d'asilo e permessi e documenti per tutti i migranti; contro il piano Minniti; contro la repressione dei migranti che lottano. Restano i problemi della invivibilità dei centri di accoglienza e dell'azione di speculazione, controllo, ricatto delle Associazioni - su questo però la lotta dei giorni scorsi ha portato a dei parziali risultati, da un lato a trasferire i migranti del campo sofia (Talsano-TA) in un centro/albergo decente (come da noi richiesto) e dall'altro ad un intervento diretto della Procura su problemi di mancanza di assistenza medica al centro Bel sit).

E poi gli operai dell'ILVA: dove ora occorre organizzare la forza autonoma degli operai, altrimenti dalla cassaintegrazione andremo agli esuberi. Chi ha firmato i contratti di solidarietà, Usb compresa, ha aperto la strada all’odierna cassaintegrazione.

pc 1 febbraio - 1 febbraio 1977: scontri alla Sapienza... storia e attualità dell'antifascismo militante

Nella mattinata del 1 febbraio 1977 alla facoltà di Lettere della Sapienza si sta tenendo un'assemblea del Comitato di lotta contro la circolare Malfatti. La circolare emanata dal ministro il 3 dicembre '76 vieta agli studenti di fare più esami nella stessa materia smantellando di fatto la liberalizzazione dei piani di studio in vigore dal '68. Questa iniziativa viene immediatamente intesa dagli studenti universitari come la prima mossa in vista di altri e ben piú gravi provvedimenti di controriforma. È proprio durante lo svolgimento dell'assemblea che un gruppo di fascisti del FUAN, l'organizzazione studentesca del Msi, entra nella città universitaria assaltando la facoltà di Lettere. I fascisti, capeggiati da Alessandro Alibrandi, noto squadrista romano, sono armati di spranghe, molotov e pistole.
Subito si sparge la voce e da tutte le facoltà si radunano gruppi di compagni per fronteggiare l'attacco squadrista. È a questo punto che due studenti, Paolo Mangone e Guido Bellachioma, vengono colpiti da colpi d'arma da fuoco. Il più grave, Bellachioma, colpito alla nuca, viene ricoverato in fin di vita al Policlinico.
Nel pomeriggio, dopo che un corteo di un migliaio di giovani aveva raggiunto, assaltandola, la sede del MSI di via Livorno, viene occupata la facoltà di Lettere a cui Bellachioma era iscritto e viene indetta una mobilitazione antifascista per il giorno seguente.
Quella del 1 febbraio fu soltanto una delle continue aggressioni squadriste di quegli anni. Ma segnò un momento preciso e di svolta per il nascente movimento del '77.
Il Comitato di lotta denuncia l'aggressione come "tentativo delle forze reazionarie e della dc di far passare la riforma malfatti anche con il supporto dell'aggressione nera", e invita tutti gli studenti al blocco delle lezioni.
La percezione è proprio quella di un attacco repressivo contro gli studenti ben orchestrato.
Non fu che l'inizio di un anno in cui lo scontro tra il movimento e i fascisti prima e la polizia poi, sarebbe stato durissimo.


http://www.infoaut.org/index.php/blog/storia-di-classe/item/253-1-febbraio-1977-scontri-alla-sapienza

pc 1 febbraio - anche alla FCA Melfi cassa integrazione di massa , con l'appoggio dei sindacati confederali - riorganizzare alla FCA il sindacalismo di classe e di massa - info slaicobasta@gmail.com

Fca Melfi: oltre 6mila operai in CIG tra febbraio e marzo

Ancora un periodo di cassa integrazione allo stabilimento Fca di Melfi. FCA deve “adeguare i flussi produttivi di Jeep Renegade e 500X alla contrazione della diretta domanda di mercato.

I 6.322 operai dello stabilimento lucano saranno collocati in cassa integrazione in tre periodi di febbraio e marzo prossimi.

La cassa scatterà dalla sera:

– del 25 febbraio alle 6 del 27 febbraio;

 – dalle 22 del 4 marzo alle 6 del 6 marzo

 – dalle ore 14 dell’11 alle 6 del 13 marzo.


martedì 31 gennaio 2017

pc 31 gennaio - ILVA Taranto - governo/azienda e sindacati comincia il gioco delle parti - dalla prossima settimana mobilitazione autorganizzata lanciata dallo slai cobas per il sindacato di classe

Da marzo 5mila dipendenti in cassa straordinaria “per colpa della crisi”. Sindacati: “Assist ai futuri acquirenti”



Ilva, da marzo 5mila dipendenti in cassa straordinaria “per colpa della crisi”. Sindacati: “Assist ai futuri acquirenti”
Il gruppo, che resta commissariato in attesa della cessione a una delle due cordate interessate, ha annunciato che dopo la fine dei contratti di solidarietà farà ricorso all'ammortizzatore perché ha necessità di "effettuare fermate parziali o anche totali di tutti gli impianti". I rappresentanti dei lavoratori temono che i compratori possano cogliere l'occasione per dichiarare esuberi strutturali


Da marzo, una volta scaduti i contratti di solidarietà, quasi 5mila dipendenti dell’Ilva finiranno in cassa integrazione straordinaria. La notizia è stata ufficializzata martedì mattina alle segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm e Usb dal gruppo siderurgico, guidato ancora dai commissari straordinari Enrico Laghi, Corrado Carrubba e Piero Gnudi in attesa della cessione entro il prossimo ottobre a una delle due cordate che hanno presentato offerte per acquisirlo. I sindacati hanno rispedito al mittente la proposta, definendola