martedì 3 settembre 2024

pc 3 settembre - Meloni: "sono tornata..". - Anche noi! Editoriale

 

Il passaggio moderno fascista del governo Meloni deve essere assunto dai comunisti come occasione per assumere il loro ruolo di avanguardia e di combattimento rispetto ai governi della borghesia e per riunire intorno a loro la classe operaia, le masse povere, forze democratiche, movimenti delle donne, giovani ribelli, movimenti territoriali, ecc.; trasformando la lotta contro il governo Meloni in nuova resistenza.

Il moderno fascismo, che nasce dentro la democrazia borghese, la sopravanza e assolve a compiti di emergenza storica legata alla crisi dell'imperialismo, al rapporto tra crisi e necessità di centralizzazione del potere politico in forme dittatoriale aperte, all'immiserimento delle masse, di tutte le masse proletarie, dei settori sociali poveri che vengono ulteriormente impoveriti e alla cancellazione di ogni ostacolo per una gestione del potere corrispondente alla crisi, alla guerra, ecc.
Cancellazione di ogni ostacolo significa cancellazione della funzione stessa del parlamento, delle Istituzioni, della magistratura,
significa giornali, televisione, cinema, che devono essere tutti compattati nell'interesse della “nazione imperialista” dentro la guerra.

E' la borghesia che cancella tutto ciò che è formalmente democratico borghese, formalmente costituzionale, per non aver vincoli. Rispetto a questo la riforma Costituzionale e l’attuazione del moderno fascismo in Italia è la stessa cosa.

In questo contesto, il governo Meloni passa da decreto a decreto; da una riforma della magistratura che non deve fare sentenze contro politici, padroni, grandi criminali, alla controriforma delle carceri e decreti di depenalizzazione e più poteri agli agenti penitenziari e alle forze dell’ordine; dall’aumento della criminalizzazione razzista e repressione contro gli immigrati, a nuovi decreti sicurezza per reprimere ogni lotta dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, ogni movimento sociale, politico, ogni dissenso; a una cultura fascista, militarista da imporre nelle scuole; dal premierato e autonomia differenziata, a una cancellazione dei principi antifascisti nella Costituzione, ecc. Il consenso delle masse viene condotto col populismo reazionario, mentre viene trasformato ogni problema delle masse in problema di ordine pubblico e di regime.

La Meloni privatizza a suo uso e consumo, suo e dei suoi familiari, della figlia, le Istituzioni – e a catena i suoi miseri ministri fanno altrettanto unendo affidamenti di incarichi politici a godimenti personali; la Meloni porta all’eccesso l’humus di “Dio, patria, famiglia MIA; spacciando la sua vita personale, i suoi valori emancipativi, cioè di “scalata”, di donna fascista come “valori” ed esempio per le donne.

Da un lato questo sistema crea le condizioni ideologiche, politiche, pratiche, adatte per i femminicidi, da un lato questo governo li teorizza come pratica normale, e dall'altro affronta l'emergenza sociale dei femminicidi, degli stupri con tutto un apparato di leggi che vanno a reprimere ogni forma di libertà per le donne (in primis il diritto d’aborto), a farne un'occasione per potenziare lo stato di polizia.

Ma, ripetiamo, questa situazione è un'opportunità per i comunisti per combattere la vera natura dello Stato e per interpretare tutte le esigenze di ribellione, rivolte sociali e indirizzarle contro il governo; in una dimensione che non può che essere di scontro politico militante.

Nello stesso tempo, il processo di moderno fascismo in corso è un processo fragile, che punta a conquistare tramite l'azione dall'alto il consenso delle masse o a dare una interpretazione al dissenso delle masse incanalandolo lungo la strada del consenso al governo. Si tratta di un'operazione grave e totalitaria, che richiede l'esercizio della forza, che richiede l'esercito "nero", la fascistizzazione della polizia, lo squadrismo, i gruppi paramilitare. A fascisti che non superano nazionalmente come opinione un centomila persone e come militanti la metà, hanno dato tutto il potere di “uscire dalle fogne” e prendersi le piazze.

Quindi è un governo formalmente forte perchè controlla lo Stato, ma in realtà estremamente fragile, votato da un'estrema minoranza del popolo. Per questo c'è l'urgenza di fare controriforme istituzionali.

C’è l'opportunità di trasformare ogni richiesta delle masse, ogni dissenso in potenziale rivolta contro il governo.

Dicono i mass media: "c'è gente che soffia sul fuoco"... Ma noi dobbiamo "soffiare sul fuoco"! 10/100 scintille di fuochi si accendano; e i comunisti devono essere l'organizzazione dei "soffiatori sul fuoco", e ci uniamo a tutti coloro che vogliono "soffiare sul fuoco".

Chi invece vuole 'spiegare alle masse...', non ci interessa. Ci interessa chi ha capito la situazione, e questo sia se sono avanguardie operaie, sia se sono gruppi rivoluzionari, ecc. che combinano l'attività agitatoria che consiste nel "soffiare sul fuoco" con la propaganda che spiega continuamente perchè solo la rivoluzione proletaria per il socialismo può realizzare anche i minimi diritti di condizioni di vita, di lavoro, sociali, culturali.

Questo governo sembra forte ma in realtà è un governo dai piedi di argilla, i suoi ministri sono una banda di "scalzacani". Ma una cosa è che tra le masse per comprendere cosa è questo governo ci vuole tempo, altra cosa è che ci sono organizzazioni che dicono che il governo Meloni non è fatto da fascisti. Noi dobbiamo chiarire che questo governo è fascista e tutti quelli che dicono che non è fascista sono stupidi, indipendentemente se appartengono all'area dei partiti parlamentari o delle organizzazioni rivoluzionarie.

Con questi gruppi, con questi compagni può sembrare a volte che diciamo le stesse cose ma in realtà diciamo cose diametralmente opposte.

Quindi, in questa situazione in cui la nostra posizione deve essere nitida e netta, l'ultima cosa che dobbiamo fare è travestirla, annacquarla, cercare il consenso, ecc.

Noi dobbiamo fare come ha fatto l'Mfpr in occasione della manifestazione del 25 novembre: piccolo gruppo compatto che mette sul tappeto la parola d'ordine di rottura che rappresenta da un lato in maniera chiara il tipo di denuncia del governo Meloni, come lo consideriamo, dall'altro rappresenta il tipo di azione che noi intendiamo fare contro il governo: "ti mangiamo il cuore".

Con questo governo questo si può fare, perchè questo governo è debole; è debole ora, ma diventa forte, sfornando leggi repressive. Ed è evidente che se diamo a questo governo la possibilità di consolidarsi, fare leggi, metterli in pratica, di strutturare la polizia, la magistratura, ecc., poi il "cittadino" dirà che è d'accordo con la Meloni. Questo origina la necessità di fare presto, cioè di attivare tutte le forme di protesta, di guadagnare terreno.

Questo è esattamente il contrario dell'opportunista che pensa che "mancano le condizioni... è complicato". Ma guarda - gli diciamo noi - che ora è facile, dopo diventerà complicato.

La nostra linea è agire subito, cercando continuamente di non farlo da soli.

Il nostro giornale on line quotidiano, Controinformazione rossoperaia ORE 12, è la voce di questo tipo di prassi. Quindi, non parla a tutti, non ha lo scopo di essere ecumenico (ecumenico è nella scelta dei temi), ma da voce all'azione e punta a trasformare via via la voce in fatti, organizzazione.

Più perdiamo tempo nell'affrontare la situazione e sempre di più "mancheranno le condizioni". Oggi invece ci sono le condizioni.

Chi pensa che agli operai bisogna parlare solo del salario e non per esempio di detenuti torturati, dei migranti, della Palestina, dei femminicidi, dell’attacco ai giornalisti... è semplicemente un inguaribile economista, che non conosce la classe operaia e vive sulla luna, mentre pretende di essere concreto.

Contro questo governo, queste battaglie si possono fare molto meglio e si può ottenere molto di più anche con piccoli numeri.

pc 3 settembre - Per riprendere la mobilitazione contro la guerra imperialista, contro l'imperialismo italiano, per la Palestina, ripartiamo dalla manifestazione contro il G7 in Puglia

Dal report/commento sulla manifestazione anti G7 di Fasano del 15 giugno

"...Il G7 ha raccolto i capi di Stato e di governo dei 7 paesi più industrializzati, più ricchi del mondo; ad essi si sono aggiunti governi di diversi paesi, dall'India al Brasile, dalla Turchia al Medio Oriente, all'Argentina, eccetera. Vi hanno partecipato gli attuali rappresentanti della Comunità europea, e anche il Papa. Questa riunione ha deciso una cosa su tutto: 50 miliardi all’Ucraina per continuare la guerra; per continuare tutte le guerre imperialiste reazionarie nel quadro dell’acutizzazione delle contraddizioni mondiali tra i paesi imperialisti del G7 e la Russia, la Cina. Un'acutizzazione militare ed economica che rappresentare un passo in avanti verso la terza guerra mondiale.

Hanno ribadito il sostanziale sostegno militare, politico al genocidio in Palestina condotto dallo Stato sionista di Israele, nella veste attuale del cosiddetto “piano Biden”.

Queste decisioni le hanno preso in un residence di lusso a Borgo Egnazia, trasformando la Puglia in una zona militarizzata, con uno stato d'assedio con circa 8.000 uomini, di tutte le forze dell'ordine, armate a tutto punto, con postazioni missilistiche, portaerei. Con disposizioni che hanno reso gli abitanti della zona del Vertice dei sequestrati in casa. Mentre nello stesso tempo hanno cercato di alimentare la paura delle popolazioni nei confronti delle manifestazioni di protesta.

Hanno occupato tutti gli alberghi di lusso, prima per tutto il resort di Borgo Egnazia. Hanno fatto delle grandi abbuffate, infinite foto e video celebrative di ogni genere, per dare l’immagine che erano tutti d’accordo. Hanno ostentato così il loro potere sui destini del mondo.

La Meloni, ancor più che il suo governo composto in prevalenza di mezze figure e personaggi squalificati, ha cercato di accreditarsi verso i cosiddetti “Grandi della terra”, con atteggiamento di assoluto servizio, mettendo a disposizione dei signori della guerra l’intera Regione, all’insegna di lusso, dello spreco di milioni e milioni di fondi pubblici, si dice che il costo complessivo ha raggiunto i 100 milioni.

Contro questo Vertice è stato fatto un grande sforzo di mobilitazione da parte delle forze raccolte nel coordinamento regionale anti G7, a cui si è aggiunto il contributo della nostra organizzazione e di tutte le forze ad essa collegate. In netto contrasto con l’orientamento prevalente della sinistra parlamentare ed extra parlamentare, delle realtà del sindacalismo di base, ad esclusione del Cobas confederazione e dello Slai cobas per il sindacato di classe, e dei gruppi di stampo economicista o estremista che hanno disertato la mobilitazione la sciando campo libero ai padroni imperialisti e al governo Meloni.

Alla manifestazione di Fasano del 15 giugno  hanno partecipato più di un migliaio di persone con una

domenica 1 settembre 2024

Martedi 3 settembre ritorna ORE 12 - Controinformazione Rossoperaia in quotidiano audio e poi in settimanale stampato



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pc 1 ottobre - 5 ottobre il governo vieta la manifestazione di roma - ma questo divieto non si può accettare - la manifestazione si farà lo stesso e noi ci saremo!



 il comunicato diffuso da Giovani Palestinesi d’Italia:

“La questura di Roma ha vietato formalmente ogni manifestazione prevista il 5 ottobre a Roma, coerentemente con le dichiarazioni del ministro Piantedosi.

La prescrizione da parte della questura di Roma è un divieto politico, come si evince dalle motivazioni espresse da parte delle autorità. Ancora una volta il governo italiano, forte della sua complicità con “Israele”, utilizza gli strumenti della repressione per mettere a tacere ogni forma di solidarietà nei confronti del popolo palestinese.

Dietro alla questione dell’ “ordine pubblico” si cela invece la volontà politica di censurare la nostra mobilitazione in un clima di repressione politica mai visto prima. Dopo il divieto del 27 gennaio e le ripetute violenze da parte delle forze dell’ordine durante le manifestazioni in solidarietà al popolo palestinese, questo divieto ribadisce la posizione del governo italiano ad un anno dall’inizio del genocidio.

La gravità di questo provvedimento è inaudita.

Dopo un anno di Genocidio in Palestina, mentre assistiamo al massacro in Libano, è il movimento italiano di solidarietà alla Palestina ad essere colpevole. Dopo più di 42mila vittime in Palestina e 600 in 3 giorni di attacchi indiscriminati in Libano, è la nostra resistenza il colpevole. È il movimento di solidarietà con la Palestina, non i macellai di Tel Aviv, quello da fermare, solo perché diciamo: è giusto resistere al colonialismo e all’oppressione. A questo punto il problema non è solo “Israele”, che da 76 anni porta avanti coerentemente il progetto coloniale sionista.

La democrazia è malata e sta fallendo, e il problema è l’Italia, che arma e protegge il regime genocidario, mentre cerca di reprimere chi si oppone alla guerra.
Questo divieto non è altro che il preludio dello stato di guerra che entrerà in vigore con il ddl 1660, il nuovo decreto sicurezza del Governo Meloni, messo a punto per reprimere brutalmente qualsiasi forma di protesta e di dissenso, come nel nostro caso. Un precedente pericoloso per chiunque si batte per il diritto alla libertà di manifestazione e di espressione.

Scendere in piazza il 5 ottobre è  un atto minimo di disobbedienza, contro “Israele” e i suoi crimini, contro la NATO che ci ha portati nel barato della guerra, contro il Governo Meloni, prima che sia troppo tardi, prima che non esistano più le libertà fondamentali. Contro l’accanimento nei confronti del nostro popolo e di tutte le nostre forme di resistenza al colonialismo che ci priva di vivere la nostra terra e le nostre famiglie da più di un secolo e che oggi colpisce ancora una volta, i nostri fratelli libanesi. Scendiamo in piazza, non ci renderanno complici della protezione e impunità di “Israele”.

Il 5 ottobre in piazza denunceremo a voce alta l’illegittimità dell’intoccabile alleato italiano e ricorderemo i nostri martiri palestinesi e libanesi.”

 I salari sono stati ridotti in 4 anni del 9,3%, intorno ai 1000 euro all'anno in meno (per alcuni settori quasi una intera 13° scippata); non solo i salari dei lavoratori in Italia erano e sono tra i più bassi dell'Europa, ma hanno avuto un abbassamento in questi ultimi anni molto più pesante dei principali paesi europei

Nei rinnovi contrattuali, prendendo ad esempio quello più importante il CCNL metalmeccanico, le richieste, totalmente inadeguate dei sindacati confederali, sono di 280 euro lorde nel triennio, per gli altri settori relativamente meno.

Nonostante questa situazione che vede tuttora i salari erodersi per affetto di massicce cassintegrazioni, aumento dei contratti precari a tempo determinato, ecc. 

Nonostante i pesanti tagli ai salari a fronte del carovita, carobollette, caro scuola, trasporti, salute che ogni mese vede erodere i salari, che finiscono non certo alla 4° settimana come si diceva prima ma alla 2°, il governo ha, bontà sua, deciso - come emendamento al decreto Omnibus in discussione al Senato - di dare un bonus 13° di 100 euro nette, esente da Irpef ma anche da contributi, a dicembre.

100 euro! Una offesa ai lavoratori e alle lavoratrici (i cui salari sono stati tagliati molto di più dei lavoratori maschi).

Il vice ministro dell'Economia di FdI, Maurizio Leo, ha detto "Visto che le entrate stanno andando bene, potremo anticiparlo a quest'anno...". Le entrate sono quelle frutto dell'aumento delle bollette, dei trasporti, delle tasse, dei servizi vari, che hanno tagliato enormemente i salari? Come dire, quindi, che i soldi per dare il bonus di 100 euro sono soldi sempre dei lavoratori, che da un lato gli sono stati tolti a migliaia e dall'altro gli si vuole restituire una miseria di 100 euro e basta!

Ma questa miseria non verrà data neanche a tutti i lavoratori ma sono a coloro che hanno almeno un figlio a carico - quindi tanti lavoratori con figli ormai grandi andati via anche da casa anche se hanno un salario molto basso non prenderanno il bonus 13°.

Ora da un lato anche questo provvedimento elemosina viene usato dal governo Meloni interno alla propaganda, ancora e sempre, contro la denatalità (di fatto quantificando i figli: un figlio vale...100 euro); tu operaio, operaia puoi aver lavorato quest'anno come o anche più di altri operai, ma se non hai almeno un figlio il bonus non ti tocca. 

Ed è altrettanto offensivo come viene propagandato: almeno tu lavoratore, lavoratrice puoi comprare i giocattoli ai tuoi figli a Natale.. 

Dall'altro il salario di fatto viene appunto sganciato dal lavoro. I suoi aumenti non sono legati all'uso da parte dei padroni della forza-lavoro, limitatamente per il capitale, al tempo necessario a ricostruire la forza-lavoro del lavoratore; ma sono legati ad una concessione del governo - come nei CCNL il welfare, un benefit che si aggiunge alla retribuzione ordinaria, che di fatto sostituisce una parte dell'aumento retributivo.

Così mentre in generale i capitalisti aumentano la produttività, incrementano anche in questi periodi di crisi i loro profitti, hanno il paravento di non dover aumentare i salari degli operai, Così i profitti si alzano e i salari si abbassano sempre e comunque. 

In questo senso il bonus 13°, sia pur nella sua miseria, è di fatto un "bonus" ai padroni, soprattutto nel suo "messaggio": l'operaio può aver lavorato di più, essere stato sfruttato di più, ma l'incremento salariale non è un tuo problema.

Meloni che ha dichiarato: basta con i bonus (quando questi sono legati alle madri, a costi di riparazioni case, ecc.), ma sì a un bonus che contribuisce di fatto non ad aumentare sia pure di 100 euro e solo per dicembre, ma a mantenere le pesanti riduzioni dei salari.

I lavoratori e le lavoratrici non si devono lasciare ingannare da questo governo dei padroni.

lunedì 26 agosto 2024

Fronte popolare per la liberazione della Palestina: L’operazione di Hezbollah è una promessa veritiera che riflette la volontà della nazione.

Fronte popolare per la liberazione della Palestina:

L’operazione di Hezbollah è una promessa veritiera che riflette la volontà della nazione.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha affermato che l’operazione di Hezbollah all’alba di oggi, che ha colpito obiettivi strategici del nemico sionista, è stata un’esecuzione di una decisione coraggiosa e una promessa veritiera da parte della leadership della resistenza. Questa operazione avrà effetti significativi sulla guerra condotta dal nemico sionista contro il nostro popolo.

Estendiamo il nostro saluto alla leadership di Hezbollah, ai suoi quadri, combattenti, soldati, comandanti, alla sua orgogliosa culla [popolare] e al fraterno popolo libanese per questa operazione qualitativa, che ha incarnato l’adempimento di una promessa veritiera e una decisione coraggiosa di rispondere ai crimini dell’occupazione, in particolare l’assassinio del martire Sayyed Mohsen Shukr.

La decisione di Hezbollah di rispondere è stata eseguita nonostante tutte le minacce, le intimidazioni e la mobilitazione militare degli Stati Uniti volta a proteggere l’entità sionista e minacciare il nostro popolo e la nostra nazione con l’aggressione.

L’eroica operazione di Hezbollah, che rappresenta un’estensione della sua decisione di affrontare il nemico oppressivo a sostegno del popolo oppresso della Palestina e della sua valorosa resistenza, ha incarnato la volontà della nazione contro tutte le politiche di sottomissione, umiliazione e marcia verso la normalizzazione e la collusione con l’entità sionista criminale.

Questa operazione, che rappresenta una sfida strategica all’asse del genocidio che prende di mira il nostro popolo e che mira a soggiogare e umiliare i popoli della regione, funge da lezione ispiratrice per tutti i combattenti e le persone onorevoli per resistere al nemico sionista e ai suoi alleati e per intensificare la loro lotta su tutti i fronti.

L’operazione qualitativa che ha colpito in profondità nel centro sionista conferma che la resistenza possiede la volontà, la prontezza e la credibilità di affrontare l’aggressione e umiliarla, ed è in grado di sostenere e aiutare il nostro popolo su tutti i fronti di battaglia. Questo spirito solido e coraggioso è sufficiente per sconfiggere l’aggressione e contrastare i suoi obiettivi.

Sottolineiamo che la brutale aggressione contro il popolo libanese e i popoli della regione è un altro crimine aggiunto al record della sua brutalità, e che il silenzio arabo e la complicità internazionale con questi crimini sono una partnership nell’aggressione.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina

Dipartimento centrale dei media

25 agosto 2024

Le ragioni di una riunione nazionale aperta il 31 agosto a Taranto

Le ragioni di una riunione nazionale aperta il 31 agosto a Taranto

Lenin: "prima di unirci, occorre delimitarci"  

Proletari comunisti appoggia e sostiene tutte le manifestazioni di solidarietà con la Palestina e oggi più che mai alla resistenza palestinese, fatta segno di vili assassini mirati di suoi dirigenti, violando ogni norma internazionale e perfino ogni regola di guerra.

Noi sostentiamo tutte le risposte che la resistenza, le masse arabe, i regimi che si oppongono allo stato sionista di Israele e all’imperialismo Usa.

Siamo per il ritiro del contingente italiano dal Libano e salutiamo ogni azione che sia di opposizione alla sua presenza nell’area.

Siamo contro la guerra imperialista e contro i preparativi e i passi ulteriori di essa da parte dell’imperialismo Usa/Nato sanciti dal G7 di Puglia e dai recenti Vertici Nato negli Usa.

Appoggiamo e sosteniamo tutte le manifestazioni contro la guerra imperialista, contro la guerra per procura di Usa/Nato – imperialismo russo in Ucraina.

Siamo per la fraternizzazione dei soldati e delle masse ucraine e russe, contro il regime dell’oligarchia capitalista ucraina rappresentata dal governo con dentro i nazisti di Zelensky e contro la borghesia imperialista russa.

Siamo contro l’imperialismo italiano e la sua partecipazione attiva all’interno dell’alleanza Nato alla guerra e ai preparativi di guerra mondiale, sanciti dall’invio di armi offensive e da altre forme di presenza nella guerra in Ucraina e nei paesi vicini.

Alla marcia della guerra imperialista corrisponde l’avanzamento della reazione e del moderno fascismo in tutti i paesi imperialisti, la repressione interna contro ogni opposizione, il nazionalismo e il neo colonialismo anti immigrati, anti popoli oppressi dall’imperialismo, contro il riarmo e il rafforzamento dell’industria bellica, Leonardo in testa, l’economia di guerra in genere scaricata sui proletari e le masse popolari.

Appoggiamo e sosteniamo tutte le lotte proletarie, antifasciste, antimperialiste, nel nostro paese.

Serve un salto di estensione, qualità nella lotta su questi terreni.

Questi temi saranno affrontati da proletari comunisti in una riunione nazionale aperta, ad inviti, il 31 agosto a Taranto.

Nel corso della riunione: la questione della centralità della lotta operaia sulla base dell'autonomia operaia: Acciaierie d'Italia/appalto Taranto/ fabbriche siderurgiche/ Stellantis da Melfi a Mirafiori, passando per Cassino, Termoli, ecc, - le fabbriche della guerra e dell'economia di guerra Leonardo/Fincantieri

Compagni/compagne e realtà che vogliono partecipare possono scrivere all’email pcro.red@gmail.com o WA 3519575628

domenica 25 agosto 2024

Nei paesi imperialisti i governi reprimono e censurano la informazione e solidarietà con la Palestina - mentre prosegue il genocidio sionista - info solidale

Bandito il canale telegram @PalestineResist — Resistance News Network, 
è stato appena BANDITO in tutta l'UE pochi istanti fa, come parte della 
repressione in corso della resistenza palestinese in tutta Europa. 
Stiamo condividendo la dichiarazione di RNN non come un forward ma come 
nuovo testo per evitare che questo messaggio venga bloccato per le persone 
nei paesi dell'UE. 
Chiediamo la fine immediata della censura della resistenza palestinese e 
condivideremo le loro informazioni di backup non appena saranno disponibili.
Rassicuriamo i nostri abbonati che attiveremo e condivideremo il nostro 
canale di backup a breve.

Nel frattempo, puoi seguire le pagine al seguente link per rimanere 
aggiornato sulle novità.

Pagine in inglese:

Eye on Palestine: https://t.me/eyeonpal
Samidoun Network: https://t.me/samidounnetwork
The Cradle: https://t.me/thecradlemedia
Hezbollah Military media (inglese): https://t.me/mmirlb
Ali Resistance channel: https://t.me/resistance_channel
Qassam Brigades e canali mirror di Saraya Al-Quds: 
https://t.me/resistmirror1

Pagine in arabo:

Al-Mayadeen: https://t.me/almayadeen
New Press: https://t.me/newpress1
Palestine Today: https://t.me/paltoday_tv
Corrispondente di Al-Manar Ali Shoeib: https://t.me/alichoeib1970
Younes Zaatari: https://t.me/youneszaatari
Hezbollah Military Media: https://t.me/C_Military1
Quds News Network: https://t.me/QudsN
Al-Carmel:
https://t.me/alqarmel
Commission of Prisoners and Ex-Prisoners:
https://t.me/commission_of_detaineesaffairs
Prisoners' Club:
https://t.me/ppsmo
Ministero della Salute palestinese:
https://t.me/palmoh
Ministero degli Interni palestinese:
https://t.me/moigovps 
 
dal blog maoistroad
represssione in gran bretagna, francia e USA 
 Royaume-Uni: Ecosse, Condamnation de 5 activistes d’Action Palestine 
Cinq activistes ont été condamnés à de lourdes peines de 
prisons pour avoir occupé une usine d’armes à Glasgow. Le 1er juin 2022,
 des militants d’Action Palestine sont montés sur le toit de 
l’entreprise d’armement Thales et ont déployé une banderole de soutien au 
peuple palestinien.
 Deux 
activistes sont entrés dans les bâtiments de production en usant de 
fumigènes qui ont déclenché l’alarme incendie, ils ont ensuite détruit 
plusieurs armes, les militants restés sur le toit du bâtiment se sont 
collés au revêtement de celui-ci. Malgré leur nombre, les forces de 
l’ordre n’ont pas pu les déloger, l’occupation à duré toute la nuit. 
Trois des militants ont été condamnés à 12 mois de prisons, le quatrième
 à 14 mois de prison et le dernier à une peine de 16 mois de prison.
A ce jour, plus de 40 personnes sont emprisonnées au Royaume-Uni pour avoir 
apporté leur soutien à la Palestine, 16 d’entres elles sont liés au groupe 
« Action Palestine », 26 autres au collectif « Just Stop Oil ».



France: Répression des étudiants soutenant le peuple palestinien
De Paris à Marseille, de nombreux cas de répressions administratives ou 
judiciaires envers des étudiants ont été dénoncés dans plusieurs campus 
français, cela fait suite à la grande mobilisation étudiante de soutien à 
la Palestine au printemps. La direction d’Aix-Marseille Université a engagé 
des poursuites disciplinaires pour diffamation contre des étudiants qui ont 
diffusé des tracts dénonçant les partenariats de leurs établissements avec 
les universités israéliennes. Une relaxe à été prononcée envers l’un des 
militants mais une plainte a été déposée envers un autre étudiant 
syndicaliste, ce dernier devra se présenter devant le tribunal correctionnel
 de Marseille le 4 septembre, il encoure plusieurs milliers d’euros 
d’amende. A Paris, 25 étudiants sont convoqués en section disciplinaire 
pour leur soutien au peuple palestinien au sein de leur établissement 
universitaire.

Une campagne de soutien s’organise contre la répression des soutiens 
étudiants au peuple palestinien


Etats-Unis: Chicago, intervention de la police lors de plusieurs 
manifestations de soutien à la Palestine
En parallèle de la convention du Parti démocrate Américain qui a débuté 
lundi à Chicago, des manifestants pro-palestiniens ont brièvement ouvert 
une brèche dans le périmètre de sécurité extérieur de la convention. Prise 
sous des jets de bouteilles et de gazages au poivre, la police a violament 
repoussé les manifestants . 20.000 personnes étaient présentes revendiquant 
la fin du génocide à Gaza et sommant le Parti démocrate à cesser toute aide 
américaine à Israël.

Ce mardi des manifestants se sont à nouveau rassemblés sous les mêmes 
revendications que la veille devant le consulat israélien à Chicago. Dès 
leur arrivée, le département de Police a renforcé la sécurité de la zone, 
déployant un grand nombre de policiers armés de matraques et d’agents en 
casques anti-émeute. La police a arrêté et repoussé les manifestants 
confisquant leurs pancartes et drapeaux alors qu’ils tentaient de former un 
cortège et de prendre la rue. Des slogans tels que « Le monde entier 
regarde ! » et « Free Palestine » ont résonné dans de la ville. Au cours 
des événements, 15 personnes ont été arrêtées, dont trois journalistes.

Video e immagini della manifestazione per la Palestina del 24 agosto a Milano









giovedì 22 agosto 2024

India - TORTURE NELLE CARCERI: PROTESTE DEI PRIGIONIERI POLITICI

Notizie dalle proteste dei maoisti e dei prigionieri politici in India

Il leader detenuto dell'EPGL Dalam inizia lo sciopero della fame nella prigione centrale di Thrissur -info

Distretto di Kozhikode, 7 agosto 2024: Janakeeya Manushyavakasa Prasthanam (JMP), un'organizzazione per i diritti umani, ha informato la stampa che il dirigente del PCI (Maoista) Soman, arrestato dalla Squadra Antiterrorismo della polizia del Kerala la scorsa settimana, è in sciopero della fame all'interno del carcere di massima sicurezza di Thrissur.

In una dichiarazione, l'organizzazione ha affermato che Soman sta protestando contro le torture della polizia, compreso quella di costringerlo a rimanere nudo nella sua cella.

JMP ha detto che Soman ha preparato una denuncia al tribunale e la polizia ha detto di averla inviata via e-mail. Ma si è appreso che la denuncia non ha raggiunto il tribunale. È stato affermato che, sebbene Soman sia stato ricoverato al Thrissur Medical College, non gli è stato dato un trattamento adeguato dal personale ospedaliero. JMP ha inoltre affermato che all'avvocato P A Shyna non è stato permesso di vedere Soman al Medical College, sebbene avesse ottenuto il permesso dalle autorità. L'organizzazione ha affermato che lo stato sta cercando di creare un altro Stan Swamy in Kerala.

Soman, il leader della Kabani dalam (squadra) dell'Esercito Guerrigliero di Liberazione del Popolo (EGLP) del PCI (Maoista), è stato arrestato a Shoranur domenica scorsa.

***

Prigionieri politici maoisti protestano il 15 agosto, "Giorno dell'Indipendenza", nel carcere di massima sicurezza di Viyur

Le richieste avanzate dai prigionieri politici:

1. Ai procedimenti intentati secondo l’UAPA viene negata la cauzione e l'imputato viene mandato in prigione senza indagini. Anche secondo l'UAPA la cauzione dovrebbe essere legalmente accettata.

2. Coloro che sono in carcere con accuse per motivi politici dovrebbero essere riconosciuti come prigionieri politici.

3. Il salario dei prigionieri dovrebbe essere aumentato.

4. La pratica della perquisizione del corpo nudo, le manette forzate, ecc. dovrebbero essere fermate.

5. Le minacce, la tortura e la vendetta in carcere dovrebbero essere fermate.

6. Ai prigionieri secondo la legge UAPA dovrebbero ricevere la libertà vigilata legale una volta ogni 6 mesi.

7. Smettere di rifiutarsi di fornire beni di prima necessità ai detenuti tramite carcere, mensa, posta.

8. Al fine di ridurre lo stress dei detenuti, dovrebbero essere aumentati ogni giorno spazi per esercizi, e spazi per attività educativa.

9. Le autorità carcerarie non dovrebbero fermare le denunce presentate dai prigionieri in tribunale e in altri luoghi.

Palestina - Info 24 agosto manifestazione a Milano - La posizione di Hamas e FPLP su negoziati e accordo Biden - libertà per Khalida Jarrar

Leggi diffondi e soprattutto partecipa.

SABATO 24 AGOSTO ore 17 in San Babila

46° sabato in piazza per la Palestina.

Partecipiamo tutte e tutti al presidio indetto da tutte le

Associazioni e Organizzazioni Palestinesi.

FERMIAMO IL GENOCIDIO!

Per una pace vera e giusta che non sia sottomissione!

Per il ritiro immediato da Gaza delle truppe d'occupazione coloniale e la cacciata immediata dei coloni assassini da tutta la Cisgiordania.

Per il diritto all'esistenza, alla resistenza, al ritorno dei profughi, alla libera Autodeterminazione del popolo Palestinese.

1 - I chiarimenti di Hamas

Hamas ha confermato martedì nel chiarimento, di cui ha ottenuto una copia Al-Jazeera, il suo impegno e la sua immediata disponibilità ad attuare ciò che ha concordato il 2 luglio.

Ciò che Hamas aveva concordato all’epoca si basava su un discorso del presidente degli Stati Uniti Joe Biden e sulla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che ne è seguita.

L’ultima dichiarazione di Hamas è stata rilasciata da Bassem Naim, un membro di spicco dell’ufficio politico del movimento.

Naim ha affermato che la dichiarazione di Biden del 31 maggio – che è essenzialmente una proposta israeliana, secondo lo stesso presidente degli Stati Uniti – e la risoluzione 2735 del Consiglio di sicurezza dell’11 giugno stabilivano quanto segue (come parte della prima fase di tre fasi di un accordo di cessate il fuoco):

Cessate il fuoco immediato, completo e completo.

Ritiro delle forze israeliane nelle zone di confine.

Il ritorno degli sfollati alle loro case in tutte le aree della Striscia di Gaza senza condizioni.

Accesso adeguato e sicuro agli aiuti umanitari e agli alloggi temporanei.

Un accordo di scambio tra le due parti.

I negoziati durante la prima fase devono portare a un cessate il fuoco permanente e a un ritiro completo delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza.

Hamas ha dichiarato di aver accolto con favore l’annuncio di Biden e la risoluzione del Consiglio di sicurezza. Ha consegnato la sua risposta approvando la proposta dei mediatori il 2 luglio.

Il rifiuto israeliano

Ma la risposta di Netanyahu a tutte queste iniziative e proposte, secondo la dichiarazione del movimento, è stata un aumento dei massacri e delle uccisioni. Includono il massacro di Mawasi, l’assassinio del capo del movimento Ismail Haniyeh a Teheran e il massacro della scuola Tabaeen nel quartiere di Daraj a Gaza.

Hamas ha aggiunto che Netanyahu ha aggiunto nuove condizioni per i negoziati, tra cui:

Non ritirarsi dal valico di Rafah.

Non ritirarsi dall’asse di Filadelfia.

Non ritirarsi dall’asse Netzarim.

Ispezionare i rifugiati che tornano alle loro case da sud a nord.

Cambiare ciò che è stato concordato riguardo all’accordo di scambio di prigionieri, svuotando così l’accordo del suo contenuto.

Subordinare l’aiuto umanitario e la ricostruzione all’approvazione delle condizioni di cui sopra.

Hamas ha detto che l’amministrazione statunitense e la comunità internazionale sono tenute a “porre fine a tutto questo e a fare pressione su Netanyahu e il suo governo fascista per fermare l’aggressione e firmare un accordo di cessate il fuoco”.

2 - Le dichiarazioni di Biden e Blinken sono fuorvianti

All’inizio della giornata, Hamas ha dichiarato di aver seguito con “stupore e disapprovazione” le osservazioni del presidente degli Stati Uniti Biden in cui affermava che Hamas si stava ritirando dall’accordo di cessate il fuoco di Gaza.

In una dichiarazione ufficiale, Hamas ha aggiunto che le dichiarazioni di Biden e del suo segretario di Stato Antony Blinken includevano “accuse fuorvianti e non riflettono la realtà della nostra posizione”, che è desiderosa di porre fine all’aggressione a Gaza.

Il gruppo palestinese ha sottolineato che le dichiarazioni di Biden e Blinken rientrano nel quadro del “pregiudizio americano nei confronti dell’occupazione israeliana e della collaborazione nell’aggressione e nella guerra di genocidio” contro il popolo di Gaza.

Hamas ha definito le loro osservazioni “un via libera americano per il governo estremista sionista per commettere più crimini contro i civili”.

Le osservazioni di Blinken

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha dichiarato lunedì, dopo 3 ore di colloqui con Netanyahu in Israele, che il primo ministro israeliano ha accettato la proposta aggiornata degli Stati Uniti volta ad avvicinare le opinioni delle parti.

Tuttavia, Blinken non ha rivelato il contenuto della proposta.

Martedì i media israeliani hanno citato Netanyahu che ha detto:

Non accetteremo una proposta che includa la fine della guerra.

Non ci ritireremo in alcun modo dagli assi di Filadelfia e Netzarim nonostante l’enorme pressione.

Gli Stati Uniti hanno presentato la loro nuova proposta per “colmare le distanze” tra Hamas e Israele durante i negoziati nella capitale del Qatar, Doha, giovedì e venerdì scorsi.

Il canale israeliano Channel 12 ha citato fonti israeliane in merito alla nuova proposta degli Stati Uniti:

Soddisfa la maggior parte delle richieste di Israele senza risolvere la disputa sugli assi di Filadelfia e Netzarim.

Saranno determinati il numero e i nomi dei detenuti da rilasciare nella prima fase.

Include il rilascio di donne e soldati israeliani e prima dei detenuti vivi.

L’elenco dei prigionieri palestinesi include i nomi di 47 prigionieri rilasciati in base all’accordo di scambio del soldato israeliano Gilad Shalit, che sono stati successivamente reimprigionati da Israele.

I temi generali della riunione nazionale aperta a inviti del 31 agosto a Taranto - ore 9.30/19 - info wa 3519575628

Proletari comunisti appoggia e sostiene tutte le manifestazioni di solidarietà con la Palestina e oggi più che mai alla resistenza palestinese, fatta segno di vili assassini mirati di suoi dirigenti, violando ogni norma internazionale e perfino ogni regola di guerra.

Noi sostentiamo tutte le risposte che la resistenza, le masse arabe, i regimi che si oppongono allo stato sionista di Israele e all’imperialismo Usa.

Siamo per il ritiro del contingente italiano dal Libano e salutiamo ogni azione che sia di opposizione alla sua presenza nell’area.

Siamo contro la guerra imperialista e contro i preparativi e i passi ulteriori di essa da parte dell’imperialismo Usa/Nato sanciti dal G7 di Puglia e dai recenti Vertici Nato negli Usa.

Appoggiamo e sosteniamo tutte le manifestazioni contro la guerra imperialista, contro la guerra per procura di Usa/Nato – imperialismo russo in Ucraina.

Siamo per la fraternizzazione dei soldati e delle masse ucraine e russe, contro il regime dell’oligarchia capitalista ucraina rappresentata dal governo con dentro i nazisti di Zelensky e contro la borghesia imperialista russa.

Siamo contro l’imperialismo italiano e la sua partecipazione attiva all’interno dell’alleanza Nato alla guerra e ai preparativi di guerra mondiale, sanciti dall’invio di armi offensive e da altre forme di presenza nella guerra in Ucraina e nei paesi vicini.

Alla marcia della guerra imperialista corrisponde l’avanzamento della reazione e del moderno fascismo in tutti i paesi imperialisti, la repressione interna contro ogni opposizione, il nazionalismo e il neo colonialismo anti immigrati, anti popoli oppressi dall’imperialismo, contro il riarmo e il rafforzamento dell’industria bellica, Leonardo in testa, l’economia di guerra in genere scaricata sui proletari e le masse popolari.

Appoggiamo e sosteniamo tutte le lotte proletarie, antifasciste, antimperialiste, nel nostro paese.

Serve un salto di estensione, qualità nella lotta su questi terreni.

Questi temi saranno affrontati da proletari comunisti in una riunione nazionale aperta, ad inviti, il 31 agosto a Taranto.

Nell'ordine del giorno insieme a guerra/repressione/Palestina/ internazionalismo - vi sono Acciaierie/appalto TA - Stellantis - fabbriche siderurgiche e altre fabbriche 

Compagni/compagne e realtà che vogliono partecipare possono scrivere all’email pcro.red@gmail.com o WA 3519575628

lunedì 19 agosto 2024

La privatizzazione familista delle istituzioni della Meloni

Questa dell’indagine (auspicabile, ma ci vorrebbe molto di più) sulla sorella di Giorgia Meloni per “traffico di influenze”, vale a dire: per avere avuto peso decisionale sulle ultime nomine del governo a capo di Enti nazionali decisivi, come Rai e Ferrovie, per cui dopo l’editoriale di Sallusti su Il Giornale si è immediatamente scatenata una “ira indignata” della stessa Meloni e di FdI, che appare una conferma, e niente affatto una smentita; una uscita del giornale più legato alla Meloni "costruita ad hoc" per attaccare la magistratura, i giornali e dare la colpa alla “sinistra”, anche se la notizia fosse vera non sarebbe comunque affatto una notizia “bomba”.

Ma è la oscena normalità con cui questo governo Meloni - fin dall’inizio – gestisce la politica, le Istituzioni, ha gestito le nomine dei ministri e sottosegretari, e ora degli Enti, sulla base di scelte personali. Il governo è il SUO governo. 


Mentre esce fuori la notizia su Arianna Meloni, il luogo delle vacanze di Giorgia Meloni in Puglia è diventato la dependance di Palazzo Chigi. Ieri vi è stato un “vertice” nella masseria di Ceglie Messapica tra Meloni e Salvini. Un “vertice” in famiglia, con la famiglia, era presente Arianna Meloni e altri – a che titolo non si sa – presente anche il presidente della Camera, Fontana (perché? a che titolo?), rispetto a cui, si dice, “difficilmente non saranno stati toccati argomenti più urgenti e più politici. Fa capire chi ha avuto modo di sentire i partecipanti” (da La Stampa del 19/8).


E in questo mischiare (conciliare, lo chiama Giorgia Meloni) famiglia e ruoli istituzionali, le decisioni politiche, lo stesso governo, vengono subordinati ai tempi, ai modi, allo status personal/familiare della Meloni, per cui vengono prese decisioni su provvedimenti, interventi che riguardano la vita della popolazione, sulle nomine in Europa, e altro, tra una abbuffata, un giro, divertimenti, ecc. 

A questo si unisce la privatizzazione di pezzi del territorio italiano, della Puglia, in cui Meloni, con figlia, sorella, cognato “Ministro”, ex marito, amici fidati, fa le vacanze a sbafo, con soldi dello Stato o grazie a ristoratori compiacenti interessati. 


“Conciliazione”? La Meloni si vanta: vedete come sono brava… posso conciliare i miei impegni di governo, nazionali e internazionali con la vita privata, la famiglia; vedete che brava madre che sono? mi porto Ginevra anche negli incontri con capi di Stato, in Cina… Costringendo alti rappresentanti istituzionali, politici del paese a salutare e omaggiare ufficialmente anche la figlia.


Con la Meloni siamo ad una privatizzazione delle Istituzioni che fa impallidire la stessa fase berlusconiana. Una privatizzazione sfacciata, rivendicata.

Tutto questo è parte costitutiva del carattere fascista di questo governo.

Un governo, illegittimo, che deve cadere.