La presenza delle forze armate e delle forze di polizia, non è una novità negli istituti scolastici. Negli ultimi dieci anni si è intensificata in maniera frenetica. Secondo l’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e dell’università che documenta le loro attività giornalmente sul suo sito www.osservatorionomilscuola.com, sta avvenendo un cambio di paradigma.
Da quando le forze armate sono diventate professionali considerano la scuola come un bacino privilegiato da cui selezionare il loro personale dalle giovani generazioni. La scuola, a sua volta, ha integrato tra le sue funzioni anche la formazione dello «studente-soldato». Il progetto, più volte annunciato dalle destre, di una «mini naja» collegata ai crediti scolastici, e a facilitazioni nel mondo del lavoro, risponde a una visione della società che stringerà ancora di più il legame tra l’istruzione e il mondo militare.

Una data può essere fissata come inizio di questo processo: il 2014. In quell’anno il ministero dell’Istruzione (allora mancava ancora il «merito»