giovedì 15 febbraio 2024
pc 15 febbraio - Argentina Milei/bestia fascista, amico di Meloni e Salvini, intanto la prende nel c...
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Argentina: La legge omnibus è stata fatta cadere
Il regime di Javier Milei ha subito una sconfitta considerevole prima di terminare i due mesi di mandato. Il suo progetto più prezioso è tornato indietro al Congresso.
di Daniel Campione
Di fronte alla prospettiva di uscire perdenti nella votazione di buona parte degli articoli, il blocco dei deputati di La Libertà Avanza (LLA) insieme ad alcuni consiglieri del presidente hanno deciso di inviare di nuovo in commissione il progetto chiamato “Legge Omnibus”. Una dichiarazione di impotenza, giacché secondo il regolamento della Camera dei Deputati, il ritorno in commissione implica il ritorno a zero, come se nulla fosse stato discusso o approvato in sede legislativa.
La frustrazione del governo non solo non ha indotto a gesti di autocritica o conciliazione, ma ha dato immediatamente via libera a voci di risentimento e minaccia. Per cominciare quella dello stesso presidente, che ha tuonato nella rete X, poco dopo che si era conosciuto il fracasso parlamentare: “La casta si è messa contro il cambiamento che noi argentini abbiamo votato nelle urne”. E ha aggiunto “Continueremo con il nostro programma con o senza il sostegno della dirigenza politica che ha distrutto il nostro paese”.
Non sono mancati coloro che hanno ricordato al primo mandatario che anche l’integrazione del parlamento è legittimata dal suffragio popolare. E che il LLA ha un insieme di legislatori così ridotto
pc 15 febbraio - No all’estradizione di Anan Yaeesh!
Il 29 gennaio 2024 le autorità italiane hanno arrestato, nella città dell’Aquila, Anan Yaeesh, a seguito di una richiesta di estradizione avanzata dalle autorità israeliane.
Anan Yaeesh, 37 anni, è un palestinese originario della città di Tulkarem, in Cisgiordania; nel corso degli anni ha condotto la propria attività politica all’interno del contesto della Seconda Intifada; ha scontato oltre 4 anni nelle carceri dell’occupazione e subìto un agguato delle forze speciali israeliane nel 2006, durante il quale riportò gravi ferite per i colpi a lui inferti.
Anan lascia la Palestina nel 2013, diretto verso l’Europa. Si reca inizialmente in Norvegia dove viene sottoposto a degli interventi chirurgici per rimuovere i proiettili rimasti nel suo corpo per anni.
Nel 2017 raggiunge l’Italia, dove si stabilisce, e dove nel 2019 ottiene un regolare titolo di soggiorno. Nel 2023 si reca in Giordania, dove viene rapito dai servizi di sicurezza giordani allo scopo, con ogni probabilità, di consegnarlo ad Israele.
Dopo oltre sei mesi di detenzione, a seguito della diffusione della notizia del suo arresto e il pericolo che venisse consegnato alle autorità israeliane, i servizi di sicurezza giordani si trovano nella condizione di doverlo rilasciare al fine di evitare malcontento e reazioni da parte dell’opinione pubblica.

Nel novembre del 2023 torna in Italia, all’Aquila, dove risiede, e viene arrestato a seguito di un mandato di cattura italo-israeliano; questo ha luogo a seguito del consenso da parte del governo italiano
pc 15 febbraio - A proposito del 7 ottobre - L’impensabile rivolta degli schiavi
Un articolo interessante che va letto contro innanzitutto posizioni di soggetti di sinistra e opportunisti, presenti nelle formazioni sedicenti 'comuniste' e nel sindacalismo di base
L’impensabile rivolta degli schiavi
Coloro che affermano che Israele era a conoscenza dei piani del 7 ottobre stanno riconfezionando un vecchio luogo comune coloniale secondo cui i nativi sono troppo docili, troppo sottomessi, troppo codardi e troppo inferiori per ribellarsi contro i loro oppressori.
Zubayr Alikhan – 8 febbraio 2024
Il 7 ottobre 2023 i palestinesi hanno lanciato la più grande operazione decoloniale nella storia della Palestina. Hanno segato le loro catene, hanno demolito la gabbia e hanno fatto saltare le pareti di ferro. I palestinesi hanno preso il volo. Hanno accecato le telecamere, interrotto le comunicazioni e penetrato gli insediamenti. Hanno paralizzato una colonia di coloni nucleari e hanno messo in ginocchio l’impero. Hanno reciso il cordone ombelicale dell’inespugnabilità, della sicurezza e del dominio sacrosanto, vitale per tutti i progetti coloniali.
Immediatamente, scribi e politici imperiali, coloni e amministratori coloniali, conservatori e liberali – soprattutto i liberali – si sono messi al lavoro. Il loro compito era duplice: garantire che il mondo vedesse i nativi come orde selvagge, barbari, animali, la quintessenza del male – qui i liberali hanno dimenticato velocemente la loro correttezza politica e si sono affrettati a condannare – e contemporaneamente ristabilire il dominio.
Il primo ha preso d’assalto il mondo, ma per chiunque fosse sano di mente è sempre stato fallace e ora è stato instancabilmente e completamente sfatato. Il secondo, invece, ha permeato la mente di molti, anche di quelli potenzialmente ben intenzionati. Questo ripristino dell’impero si è manifestato in diversi modi: i palestinesi non avrebbero potuto evadere da soli, non sarebbero riusciti a penetrare la cupola di ferro, i sistemi di sicurezza israeliani sono troppo avanzati per essere superati o disarmati – Israele “ha lasciato che lo facessero”.
Senza perdere un colpo, un’operazione senza precedenti che ha mandato in frantumi il concetto di invincibilità imperiale è stata riformulata come uno strumento imperiale. Faceva parte di un piano
pc 15 febbraio - Da Controinformazione rossoperaia ORE 12 / la posizione generale / presentazione del giornale stampato uscito questa settimana
Riprendiamo questa settimana ORE 12 Controinformazione rossoperaia innanzitutto informando chi ci ascolta che è uscito il nuovo numero del giornale stampato che è tratto dalla Controinformazione quotidiana che facciamo quattro volte alla settimana in questo nuovo anno. Il numero stampato ha una funzione particolare, quella di selezionare tra i temi e i pezzi trattati nella giornaliera controinformazione audio e fare uno strumento di intervento diretto tra gli operai, i lavoratori, le masse, sia innanzitutto ai posti di lavoro, alle portinerie delle fabbriche, nelle assemblee dei lavoratori tenute dallo Slai Cobas o dalle diverse organizzazioni sindacali e sia usarlo nella partecipazione alle manifestazioni che si tengono in varie realtà durante la settimana.
Questo numero contiene e riprende il problema della guerra e del ruolo dell'Italia nella guerra commentando l'intervista a quel maiale che è il Ministro Crosetto, ministro di punta del governo Meloni, legato e stipendiato - come è stato dimostrato - dalle grandi industrie belliche, in particolare dalla Leonardo. Questo Ministro ormai è la voce ufficiale dell'ala peggiore del militarismo e dell'imperialismo italiano.
Ha fatto un'intervista che abbiamo commentato. Questo commento è presente nel numero stampato di ORE 12 in uscita oggi sotto il titolo “il governo Meloni/Crosetto va alle guerre per i profitti e vuole i riservisti”.
Un altro articolo che è contenuto è quello relativo al viaggio della Meloni in Giappone che, al di là di
pc 15 febbraio - Ilaria Salis - un articolo dall'Ungheria - foto della mobilitazione - da Controinformazione/ORE 12 del 13/02
Dai quotidiani ungheresi info sulle mobilitazioni antifa nella "giornata dell'onore" e l'uso che ne fa Orban assieme alla prigionia di Ilaria Salis
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| l'articolo in prima del giornale stampato in distribuzione in questa settimana |
Iniziamo questa rassegna stampa sui fatti dell'Ungheria di Budapest, su ciò che è accaduto questo fine settimana a partire dai giornali ungheresi on-line, in particolare ci rifaremo a Merce che può essere ricondotto a un'area della sinistra e dell'opposizione al governo Orban, ma abbiamo dato un'occhiata anche ai giornali nazionali ufficiali.
Ci stiamo concentrando su questo fine settimana perché sono state le due giornate in cui si è svolta quella che in Italia abbiamo imparato a conoscere come la “giornata dell'onore”, cioè una commemorazione nazifascista che è diventata il pretesto per un incontro internazionale di nazisti e fascisti a Budapest. Incontro che avviene soprattutto perché, come hanno dichiarato spesso i loro capi, ormai l'Ungheria è diventato un luogo sicuro dove liberamente riunirsi, liberamente sfoggiare i simboli tipici fascisti come le svastiche, le uniformi naziste della SS, dove fare propaganda e comunque trovare l'occasione per incontrarsi a livello internazionale.
Queste giornate sono state anche l'occasione per una risposta dell'antifascismo internazionale. L'anno
pc 15 febbraio - Il lavoro produttivo degli operai si pone estraneo e contro gli operai in questo sistema capitalista - Per capire perchè, riprendiamo sempre Marx
Perchè pubblichiamo passi di questo illuminante manoscritto di Marx sul "lavoro alienato"? Perchè oggi (ma purtroppo da vari anni - ma le cause non possono essere oggetto di questo testo) vi è un rovesciamento, anche nella coscienza di tanti operai e operaie, del rapporto tra propria attività lavorativa e scopo privato capitalista della produzione, tra produttori del valore, della ricchezza sociale e appropriatori di questa ricchezza; c'è una moderna "alienazione"; per cui, parafrasando una frase di Marx, l'operaio "si sente libero soltanto nelle sue funzioni animali, come il mangiare, il bere, il procreare, e tutt'al più ancora l'abitare una casa e il vestirsi; e invece si sente nulla più che una bestia nelle sue funzioni umane"; si sente uomo quando fa attività per sè che farebbe anche un animale e si sente un animale quando fa un'attività produttiva, creatrice, sociale.
Quindi, come scrive Marx: "Ciò che è animale diventa umano, e ciò che è umano diventa animale".
Da Manoscritti economico-filosofici del 1844
Karl Marx
(passi da) Il lavoro alienato
[XXII]...abbiamo mostrato che l'operaio decade a merce, alla più misera delle merci, che la miseria dell'operaio sta in rapporto inverso con la potenza e la quantità della sua produzione, che il risultato necessario della concorrenza è l'accumulazione del capitale in poche mani, e quindi la pili terribile ricostituzione del monopolio, che infine scompare la differenza tra capitalista e proprietario fondiario, cosi come scompare la differenza tra contadino e operaio di fabbrica, e tutta intera la società deve scindersi nelle due classi dei proprietari e degli operai senza proprietà.
L'economia politica parte dal fatto della proprietà privata. Ma non ce la spiega... L'economia politica non ci dà nessuna spiegazione sul fondamento della divisione di capitale e lavoro, di capitale e terra. Quando, per esempio, determina il rapporto del salario col profitto del capitale, l'interesse del capitalista vale per essa come la ragione suprema; cioè essa presuppone ciò che deve spiegare...
...ora noi dobbiamo comprendere la connessione essenziale che corre tra la proprietà privata, l'avidità di denaro, la separazione tra lavoro, capitale e proprietà fondiaria, tra scambio e concorrenza, tra valorizzazione e svalorizzazione dell'uomo, tra monopolio e concorrenza, ecc., la connessione di tutto questo processo di estraniazione col sistema monetario...
...Noi partiamo da un fatto dell'economia politica, da un fatto presente.
L'operaio diventa tanto più povero quanto maggiore è la ricchezza che produce, quanto più la sua produzione cresce di potenza e di estensione. L'operaio diventa una merce tanto più vile
mercoledì 14 febbraio 2024
pc 14 febbraio - A Napoli il primo concerto nazionale per sostenere Gaza - importante!
È da Napoli che si alza la voce multipla di musicisti, cantanti, attrici, attori, letterati, intellettuali per dire subito «Stop alle armi che uccidono i palestinesi. Cessate il fuoco. Stop al genocidio che Israele sta compiendo a Gaza e nelle terre di Palestina».
Domenica 25 febbraio si terrà il primo concerto-evento nazionale contro il conflitto che sta avvenendo in Palestina. Un’iniziativa promossa e organizzata dalla Comunità palestinese della Campania e da Assopace Palestina per sostenere la causa del popolo di Gaza e raccogliere fondi da destinare a Medici Senza Frontiere e al Medical Relief che opera negli ambulatori dei territori occupati dalle azioni di guerra.

Al PalaPartenope di Napoli, dalle 19 musicisti e interpreti, autrici, fotoreporter, lettori e disegnatori saliranno sul palco per ribadire l’urgenza di interrompere immediatamente i bombardamenti e gli agguati contro il popolo palestinese.
Ci saranno tra gli altri Laura Morante, Fiorella Mannoia, ‘E Zezi, Enzo Avitabile, Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello, Daniele Sepe con Capitan Capitone e i fratelli della costa, Dario Sansone, La Maschera, Valeria Parrella, Franco Ricciardi, Giovanni Block, Marzouk Mejri, Lino Musella, Ciccio Merolla, Pietro Santangelo, Suonno D’Ajere, Sandro Joyeux, Francesco Forni, Nicola Caso, Eduardo Castaldo, Helen Tesfazghi con Afroblue, Alorem, Alessandro Rak, Maurizio Capone, Lino Cannavacciuolo. Poi, Fanfara Station, Elisabetta Serio e Vauro, Ars Nova, Valerio Iovine, Osanna, Mimmo Lucano, Maurizio De Giovanni, Patrizio Rispo, Antonella Stefanucci, Francesco Di Leva.
Aderiscono anche Marisa Laurito e Ferzan Özpetek, Piero Pelù, Saverio Costanzo, Moni Ovadia e Sabina Guzzanti.
E poi i fumettisti e illustratori italiani e internazionali che hanno dato vita alla collettiva Falastin Hurra per la Palestina Libera.
Prevendite e informazioni sul sito www.pergaza.it
* da il manifesto
pc 14 febbraio - 12 paesi chiedono alla FIFA di escludere Israele dal Mondiale
La Federazione Internazionale delle Associazioni di Calcio (FIFA) ha rivelato giovedì 8 febbraio di aver ricevuto una richiesta avanzata pochi giorni fa da 12 federazioni facenti parte dell’ente che difendevano l’esclusione di Israele dalle competizioni calcistiche nelle selezioni fintanto che durano i bombardamenti e gli attacchi militari di terra contro la Striscia di Gaza.
Il sito Sky News ha pubblicato l’elenco della metà dei firmatari del documento, tra cui figura la Federcalcio Palestinese – riconosciuta dalla FIFA e con diritto a partecipare ai tornei organizzati dall’ente –, oltre ad Arabia Saudita, Giordania, Qatar, Iran ed Emirati Arabi.
Il testo presentato alla FIFA è stato redatto dal presidente della Federcalcio Giordana, Ali bin Al Hussein, che è anche presidente della Federcalcio dell’Asia Occidentale (WAFF).
Il documento esorta il massimo organo del calcio mondiale ad “assumere una posizione decisiva contro le atrocità commesse in Palestina e i crimini di guerra a Gaza, condannando l’uccisione di civili
pc 14 febbraio - Brutale aggressione contro i lavoratori GITRE in lotta - infosolidale
pc 14 febbraio - Da Mirafiori - Tra gli operai e operaie
Da un intervento alla Stellantis/Carrozzerie di un compagno di proletari comunisti
Lo spirito dei lavoratori non è certamente dei migliori.
Alcuni punti comuni: va malissimo; i sindacalisti in assemblea hanno detto che servono modelli e volumi, ma non hanno proposto iniziative, solo detto che riuniranno il consiglio di tutti i delegati...;
Lo sciopero che abbiamo fatto è stato di protesta perché ci lasciano a casa, anche se è tardi era giusto; c'è forte dissenso sulla gestione della cassa integrazione, anche per le esperienze passate;
le assemblee devono decidere collettivamente la risposta concreta; l'episodio di contestazione in assemblea, è stato su questo argomento, era partito da uno ma poi sostenuto in massa; il sindacato ammette di non avere alcun controllo sulla gestione della cig e chiede a noi operai di segnalare gli abusi, ma non si muove... ;il sindacato non è più quello di una volta, occorre ricostruire la forza
- lo sciopero dovevano farlo anche prima, quando è scesa la produzione, partita la cassa. Prima delle
pc 14 febbraio - Domani Assemblea telematica organizzata dal Movimento femminista proletario rivoluzionario
Per collegarsi all'assemblea telematica: https://meet.google.com/tah-agxc-hnp
La partecipazione è libera (ma, chiaramente, non vogliamo maschi che odiano le donne)
pc 14 febbraio - Palestina - il tempo della "nuova Auschwitz” - non possiamo accettarlo... E' il tempo della lotta per fermare con tutti i mezzi possibili ovunque!
"DOBBIAMO FINIRE IL LAVORO. LA VITTORIA E' A PORTATA DI MANO
| Martedì 13 Febbraio 2024 09:36 |
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VERGOGNA GENTILISSIME/I, non sapevamo che uccidere è un lavoro, che è stato necessario studiare, guardare capire il modo migliore per vendicarsi della maledizione che due popoli portano sulle loro spalle, la"banalità del male" . Otto Adolf Eichmann, uno dei comandanti delle SS responsabili dell’organizzazione della cosiddetta “soluzione finale”, fu processato nel 1961 a Gerusalemme, avendo commesso crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l’umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista. Hannah Arendt assistette al processo come inviata del “New Yorker” e ne nacque un libro scomodo, che pone le domande che non avremmo mai voluto porci e dà risposte che non hanno la rassicurante certezza di un facile manicheismo. Il suo resoconto, spiega Ezio Mauro nella sua prefazione, è “il tentativo di recuperare una misura umana di razionalità che consenta di mandare avanti il mondo dopo Auschwitz”: è un’esplorazione attenta e appassionata del contesto storico e politico, un’analisi del tempo nazista, indispensabile per capire come quella quotidianità ordinaria e mediocre abbia potuto farsi strumento dell’orrore. Questo tipo di indagine diventa necessaria poiché “quel che si vede e quel che si sente non riescono a restituire la portata dell’accaduto che resiste al diritto, alla giustizia, alla pietà, dunque alla comprensione”. Sprovvisto di qualsiasi tipo di eccezionalità, concentrato sulla corretta esecuzione del compito assegnatogli, Eichmann è l’incarnazione “banale” del Male, che per questo risulta tanto più terribile, perché i suoi servitori più o meno consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. I macellai del nostro tempo non hanno la “grandezza” dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano. |
pc 14 febbraio - Nuove cariche poliziesche a Torino contro la manifestazione alla Rai/TeleMeloni - Massima solidarietà

Tensione in via Verdi, dove i manifestanti contestavano la tv di stato dopo le frasi del cantante a Sanremo Tre poliziotti e quattro carabinieri feriti, due blindati imbrattati a colpi di bomboletta. Ancora, lanci di uova e torce da segnalazione contro i contingenti schierati a protezione della sede della Rai in via Verdi, a Torino: è il pomeriggio di tensione che si è vissuto ieri nel cuore della città, al culmine della protesta Pro Palestina organizzata dai militanti dei centri sociali e dei collettivi studenteschi contro i giornalisti della tv di Stato.
«Il governo italiano è complice del genocidio in corso in Palestina, non ci aspettavamo niente di diverso perché la Rai è voce del governo - dicono i manifestanti - ma siamo arrivati a livelli imbarazzanti di censura». Viene menzionato il «cessate fuoco» chiesto da Ghali durante l’ultima serata di Sanremo: «Ci si accanisce contro una persona che ha espresso il pensiero di tante persone di Torino e di tutta Italia - continuano - ma la propaganda di guerra non cancellerà il genocidio in Palestina e l’unico risultato sarà di farci arrabbiare ancora di più». E cantano in coro «Free free Palestine» e «I popoli in rivolta scrivono la storia. Intifada fino alla vittoria».
martedì 13 febbraio 2024
pc 13 febbraio - Cariche poliziesche a Napoli contro i manifestanti sotto la RAI/TeleMeloni! Massimo sostegno e protesta nazionale
AL PRESIDIO RAI A NAPOLI: SPINTONI E MANGANELLATE
- Momenti di forte tensione davanti alla sede della Rai di Napoli, in viale Marconi, per la manifestazione organizzata in mattinata dopo le polemiche seguite all'esibizione di Ghali a Sanremo e per chiedere lo stop del conflitto a Gaza. Alcuni manifestanti hanno tentato di affiggere uno striscione ma il tentativo è stato bloccato dalle forze dell'ordine con spintoni e manganellate. Ci sono feriti, tutti non gravi: 5 manifestanti e 5 agenti
- Una manifestante, colpita alla testa, ha parlato di "una reazione violenta, spropositata e inattesa" da parte delle forze dell'ordine. "Davvero non ce lo aspettavamo, eravamo lì pacificamente, armati solo delle nostre bandiere, e invece è finita così", ha detto quanto successo
pc 13 febbraio - Governo Netanyahu - governo di assassini di donne e bambini
Francesco - Mi chiamo Jamal Salha, sono un medico. | |
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| Migliorare l’assistenza medica per i bambini feriti a Gaza |
pc 13 febbraio - Il governo della Meloni è anch'esso... il governo delle banche!
La tassa sugli extraprofitti: grazie all’imposta le banche italiane hanno guadagnato 3-4 miliardi in più !
Gli istituti invece di versare l’imposta hanno optato per un incremento delle riserve, dimezzando così l’accantonamento sui crediti e facendo crescere ulteriormente gli utili. Extra guadagni dopo un anno già d’oro per i loro bilanci.
pc 13 febbraio - La militarizzazione della scuola - info denuncia - Caschi, divise e moschetti per gli «studenti-soldati» provetti
Dilagano centinaia di iniziative nelle scuole ispirate alla propaganda militarista. Il lavoro di inchiesta e denuncia dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Come costruire nuove culture di pace. L’inchiesta di Antonio Mazzeo in «La scuola va alla guerra» (Manifestolibri)

La
presenza delle forze armate e delle forze di polizia, non è una novità
negli istituti scolastici. Negli ultimi dieci anni si è intensificata in
maniera frenetica. Secondo l’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e dell’università che documenta le loro attività giornalmente sul suo sito www.osservatorionomilscuola.com, sta avvenendo un cambio di paradigma.
Da quando le forze armate sono diventate professionali considerano la
scuola come un bacino privilegiato da cui selezionare il loro personale
dalle giovani generazioni. La scuola, a sua volta, ha integrato tra le
sue funzioni anche la formazione dello «studente-soldato». Il progetto,
più volte annunciato dalle destre, di una «mini naja» collegata ai
crediti scolastici, e a facilitazioni nel mondo del lavoro, risponde a
una visione della società che stringerà ancora di più il legame tra
l’istruzione e il mondo militare.
Una data può essere fissata come inizio di questo processo: il 2014. In quell’anno il ministero dell’Istruzione (allora mancava ancora il «merito»





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