martedì 4 aprile 2017

pc 4 aprile - TAP, OVVERO "MAFIODOTTO": L'UNICA COSA LEGITTIMA E' LA PROTESTA POPOLARE...

RIPORTIAMO L'INCHIESTA DELL'ESPRESSO DI QUESTA SETTIMANA
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Attenti al mafiodotto
Nel contestato maxi-progetto per portare il gas dall’Azerbaijan in Puglia spuntano manager in affari con le cosche, oligarchi russi e casseforti offshore
Mister Tap, la mafia calabrese, i narcos sudamericani, le valigie piene di denaro nero, le casseforti anonime con la targa offshore, gli oligarchi russi, gli affaristi italiani legati alla politica e altri misteriosi protagonisti e comprimari. Alla base del Tap, il super gasdotto che minaccia di perforare le coste del Salento, c’è una storia nera mai raccontata prima. Un intreccio di vicende pubbliche e segreti privati che rilancia quel groviglio di interrogativi che fanno da detonatore delle proteste esplose in Puglia contro lo sradicamento dei primi 231 olivi: chi ha deciso l’attuale tracciato? È davvero necessario far passare miliardi di metri cubi di gas tra spiagge meravigliose e oliveti secolari, anziché dirottare i maxi-tubi in zone già industrializzate, che si potrebbero disinquinare con una minima parte dei fondi del Tap? Come mai i finanziamenti pubblici europei sono stati incamerati da una società-veicolo con azionisti svizzeri? Se è vero che il gasdotto è strategico per molti Stati sovrani, perché sono le aziende private a progettare dove, come e con chi costruire una grande opera tanto costosa e controversa?

Il Tap, che sta per Trans Adriatic Pipeline, è la parte finale di un gasdotto gigantesco: quasi quattromila chilometri di condotte per trasportare enormi quantità di metano dall’Azerbaijan all’Italia. Il costo preventivato è di 45 miliardi. Il troncone iniziale Sud-Caucasico parte dal giacimento azero di Shah Deniz 2 e attraversa la Georgia. Il secondo tratto, chiamato Tanap, percorre tutta la Turchia il Tap è l’ultimo pezzo, lungo 878 chilometri, che s’inerpica nel nord della Grecia (fino a quota 1.800), scende sulla costa albanese, s’inabissa in mare (fino a meno 820 metri) e arriva in Salento: l’approdo previsto è la spiaggia di san Foca, a Melendugno, dove in questi giorni, tra

lunedì 3 aprile 2017

pc 3 aprile - I voti nel PD - metodi dei peggiori democristiani al servizio del moderno fascismo del Renzi scaduto

Congresso Pd, oltre il 40% di iscritti - in calo di brutto - non vota - ma si tratta di dati truccati

pc 3 aprile - Dagli operai e lavoratori di Taranto agli operai indiani della Maruti Suzuki - martedi ore 18 sede slai cobas sc - info slaicobasta@gmail.com - csgpindia@gmail.com


pc 3 aprile - Trump... La ragione in più della battaglia contro il G7 di Taormina

Dall'appello dei compagni di Palermo

...Questo G7 a maggio è il primo importante viaggio del fascio-imperialista Trump, è quindi dobbiamo far sentire la voce dell'opposizione proletaria e popolare, antifascista e antimperialista del nostro paese
A questa opposizione guardano tutticoloro che dagli Usa a tanti paesi del mondo stanno contestando Trump.

Trump al G7 vuole conservare ed estendere tutte le basi Usa e Nato ma vuole che siano i governi imperialisti che le paghino e questi lo faranno scaricando ulteriormente queste spese sulla pelle dei proletari e popoli, tagliando lavoro e servizi sociali. ...

pc 3 aprile - Taranto - La repressione si abbatte contro lavoratori e SLAI Cobas per il Sindacato di Classe di Clash City Workers



È da una settimana che ogni giorno ci sediamo e prendiamo carta e penna per provare a raccontare quello che sta succedendo a Taranto. Ma ci è impossibile perché i fatti si susseguono ad una velocità inconsulta e inconsueta.
 Il 26 marzo ci arriva la notizia della condanna a più di due mesi per la coordinatrice dello SLAI Cobas per il Sindacato di classe, e per altri lavoratori e lavoratrici della Pasquinelli, rei di aver portato avanti, nel 2011, una lotta contro il Comune di Taranto e l'Amiu, l'azienda preposta allo smaltimento dei rifiuti. I lavoratori e lo SLAI Cobas – SC avevano denunciato l'utilizzo di fondi pubblici nella distribuzione di appalti alle ditte private. Accuse che, quanto meno in parte, sembravano trovare conferma nel rapporto degli ispettori del Ministero dell'Economia che aveva rilevato alcune irregolarità nel sistema delle ditte partecipate del Comune di Taranto.
Stavamo per raccontare quest'ulteriore episodio in cui il sistema giudiziario rivolge lo sguardo verso lavoratori e sindacati in lotta anziché gettarlo su chi, al riparo di palazzi istituzionali, commette reati

pc 3 aprile - Oggi corteo antifascista a Milano

ORE 20.30, PORTA GENOVA!

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Basta aggressioni fasciste!
Nella giornata di Sabato 1 Aprile 2017, sono accaduti due fatti, i quali ci confermano che i fascisti colpiscono ancora. Nel pomeriggio, nel quartiere periferico di Gratosoglio, una decina di compagni e compagne del centro sociale occupato e autogestito GTA sono stati aggrediti da alcuni militanti, armati di caschi, riconosciuti come appartenenti alla sezione milanese di Forza Nuova, già noti in quartiere. Uno dei compagni più anziani cadendo é stato preso a calci e pugni. Ma la giornata di ordinaria follia non si conclude qui...
La sera stessa, verso le 22.30, un ragazzo di Rete Studenti Milano, che si stava recando in un locale situato sui Navigli è stato fermato da all’incirca venticinque individui dichiaratisi di CasaPound (per la maggior parte adulti) che dopo averlo inseguito e spintonato l’hanno buttato nel Naviglio, bersagliandolo con delle bottiglie.
In questi frangenti viene da chiedersi dove siano gli strenui difensori, tra cui la sinistra istituzionale, del diritto di parola che, estendendo la libertà di espressione anche a coloro che che la vorrebbero sopprimere, legittimano questi vili atti squadristi.
Per fortuna i sopracitati non hanno riportato lesioni gravi! Tuttavia non possiamo sempre sperare nella buona sorte, dobbiamo organizzarci per dare risposte concrete e determinate alla vigliacca violenza di stampo neo-fascista.
Perciò, invitiamo tutta la cittadinanza al corteo serale di domani, il quale partirà da Porta Genova alle 20.30, per ribadire che non dev’esserci alcuno spazio nella nostra metropoli, medaglia d’oro per la Resistenza, in favore di organizzazioni con questa ideologia.
Adesioni:
LUMe
CSOA Lambretta
CASC Lambrate
Kollettivo Indipendente Agnesi
Collettivo Autonomo Tito Livio
Collettivo Politico Manzoni
Rete della Conoscenza Milano
Partito Cominista dei Lavoratori
CAIS- Collettivo ItsosAlbe steiner
Collettivo Autogestito Pascal
Collettivo Autonomo Virgilio
Collettivo Autonomo Donatelli
Collettivo Autonomo Tenca
Collettivo Manzoni Antagonista

pc 3 aprile - Torino in piazza e rumorose per dire basta violenza dei Tribunali contro le donne!

17634613 978245372277858 8769961624130357948 nDopo il caso di Laura, la donna accusata di calunnia dopo aver visto assolvere il proprio stupratore da parte del Tribunale [leggi qui], la rete Non Una di Meno Torino si è mobilitata per denunciare la gravità di tale sentenza e - più in generale - la violenza che si produce contro le donne nelle aule di tribunale durante i processi per stupro.
Ieri pomeriggio una casserolata rumorosa ha attraversato le vie del centro di Torino, rilanciando sul prossimo appuntamento del 12 aprile sotto la sede del Tribunale (per quella data Non Una di Meno Torino ha lanciato un appello nazionale a mobilitarsi nelle singole città).


Di seguito il testo del volantino distribuito ieri in piazza e i prossimi appuntamenti:

Il 15 febbraio 2017 il Tribunale di Torino, con la sentenza della giudice Diamante Minucci assolve con formula piena Massimo Raccuia, ex commissario della CRI, accusato di violenze e stupro e processa la parte lesa per calunnia con la motivazione che se dici "basta senza urlare" significa che non hai subito violenza.
Questa sentenza è l’ennesima che trasforma la parte lesa in imputata; ancora una volta i riflettori vengono puntati su chi subisce violenza, mettendone in dubbio la credibilità e scandagliandone la vita privata in ogni particolare pur di dimostrarne la non attendibilità. Questa sentenza poi aggiunge la beffa della denuncia per calunnia verso la donna che ha subito violenza.
17629924 978224402279955 8801712639178722171 nPurtroppo non si è trattato di un errore e neppure di una sentenza isolata; noi denunciamo e lottiamo contro un sistema, quello patriarcale, che agisce violenza anche nei tribunali che misurano la veridicità della violenza agita con le reazioni di chi la subisce. Sentenze come quella di Torino ci ricordano che ancora oggi non è venuta meno la motivazione che ci spinge a mobilitarci, in piena solidarietà con tutte le donne coraggiose che affrontano processi in cui da parte lesa diventano, sempre più, parte imputata.
Vogliamo dire basta alla violenza dei tribunali contro le donne: siamo parte lesa anche se non urliamo, se indossiamo la minigonna o i jeans, se camminiamo da sole per strada, se usciamo la notte. Non ci sono scuse o giustificazioni per le violenze che subiamo. Esiste però una cultura sessista, machista e misogina, che rifiutiamo e combattiamo, che è alla radice della violenza di genere, anche di quella che viene agita nei tribunali.

IL SESSO SENZA CONSENSO E’ STUPRO
MARTEDÌ 4 APRILE ORE 20.00, Cavallerizza, Via Verdi 9
ASSEMBLEA CITTADINA “LottoMarzo sempre”
MERCOLEDÌ 12 APRILE ore 12:00
PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE DI TORINO
Per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte, tutti, tutte parte lesa

pc 3 aprile - Bologna ancora arresti! - solidarietà e libertà per Angelo, Morgan ed Emiliano!

 

Bologna - 3 misure cautelari per la “battaglia dei tornelli”

  • Se chiudono gli spazi noi li riapriamo. Se la polizia attacca noi rispondiamo. Avanti fino alla vittoria!”.
bolo“
C’è anche questa frase, tra le altre, citata nel fascicolo della Digos che su ordine della procura di Bologna ha consegnato questa mattina a 30 studenti diverse denunce per danneggiamento pluriaggravato, resistenza, lesioni plurime e pluriaggravate, ordinando anche il divieto di dimora da Bologna per tre nostri compagni Angelo, Morgan ed Emiliano.
Il gip ha rifiutato la richiesta di altre tre misure cautelari per altrettanti militanti. Introduciamo con questa frase il nostro comunicato perché riteniamo che meglio interpreta la tensione collettiva che ha coinvolto e continua a coinvolgere centinaia e centinaia di studenti e studentesse che senza mai farsi intimidire anche da ripetute provocazioni poliziesche e gravi aggressioni della celere di Bologna stanno portando avanti una lotta molto importante passata alle cronache come “la battaglia dei tornelli”.
Le denunce e il dispositivo che ha ordinato le misure cautelari, dove Angelo, Morgan ed Emiliano sono descritti come capi e organizzatori della rivolta, ripercorrono la fase più recente dell’articolazione della lotta: dallo smontaggio delle porte e dei tornelli, fino alle memorabili ore e giornate di rivolta in zona universitaria. Come ovvio l’inchiesta non menziona le numerose assemblee partecipate da più di un migliaio di studenti e studentesse e nel parlare della riapertura della biblioteca di discipline umanistiche di via Zamboni 36 considera “doveroso” l’intervento della celere, chiamata dal rettore, che si avventò sui numerosi studenti e studentesse che a pomeriggio inoltrato studiavano tranquillamente nella loro biblioteca frequentata da sempre.
Per quanto ci riguarda riteniamo l’iniziativa repressiva, per altro ben sotto tono rispetto alle dichiarazioni di vendetta strillate a squarciagola sui quotidiani da tutte le istituzioni cittadine, un tentativo artificioso e pretestuoso di narrare un fatto sociale e politico collettivo e di massa con il solo scopo di colpire alcuni compagni e compagne più attivi nelle lotte sociali della città. Angelo, Morgan ed Emiliano, leggiamo nel dispositivo, vengono attaccati con il divieto di dimora per le loro capacità organizzative legate alla permanente mobilitazione studentesca lontana dal rifluire.
Rispediamo al mittente l’aggressione giudiziaria e cogliamo l’occasione per rivendicare pubblicamente come giusto e legittimo tutto il percorso di lotta che si è concentrato sulla “vertenza tornelli” e che ha dovuto fronteggiare un dispiegamento di celere molto consistente proteggendo efficacemente centinaia e centinaia di studenti e studentesse dalla furia dei celerini con tutto ciò che era a portata di mano. Abbiamo fatto bene, siamo nel giusto e con serenità siamo pronti a rifarlo nel caso in cui dovessero esserci nuove aggressioni poliziesche. Ribaltiamo quindi l’intero dispositivo repressivo denunciando le responsabilità dei vertici dell’Alma Mater e la questura di Bologna per aver osato inviare decine e decine di celerini dentro la biblioteca di via Zamboni 36.
Riteniamo questo fatto di inaudita gravità e continuiamo a fare appello alla mobilitazione perché ciò non avvenga mai più. In caso contrario non staremo a guardare mentre dei celerini manganellano studenti dentro una biblioteca pubblica. Questo fatto d’altronde non è isolato e si inscrive all’interno di un clima politico che per mezzo della giunta Merola e del Partito Democratico sta determinando una vera crociata repressiva e criminalizzatrice contro le fasce più giovani degli abitanti della città. Non ci si stupisca più se a tante provocazioni, umiliazioni, e repressione corrisponde la rivolta!
Il tempo del riscatto è iniziato, qui nessuno arretra!
Angelo, Morgan ed Emiliano liberi subito! Liberi tutti e tutte!
Presidio di solidarietà e comunicazione ore 19 in Piazza Verdi
Collettivo Universitario Autonomo Bologna

pc 3 aprile - Cronache NOTAP - assemblea popolare e presidio


LecceCentinaia di persone si sono ritrovate, ieri, a piazza Sant’Oronzo a Lecce per discutere contro la costruzione del gasdotto Tap. L’opera andrà a devastare il territorio salentino con lo sdradicamento di migliaia di ulivi secolari. Il gasdotto farà parte del corridoio energetico che porterà in Europa il gas dall’Azerbaigian. Gli abitanti delle zone in cui è prevista l’opera e provenienti da tutto il Salento sono in presidio permanente, ormai da settimane, da quando sono arrivati i mezzi per delimitare il territorio e partire con i lavori. Un’opera fortemente voluta dall’Unione Europea che ha in programma di visitare i lavori entro Aprile.
L’assemblea di ieri si è espressa contro la costruzione di un’opera giudicata senza se e senza ma “inutile” e ha rilanciato sulle assemblee che vengono organizzate quotidianamente al presidio No Tap di San Basilio. Questa mattina, infatti, centinaia di persone si sono ritrovate davanti al cantiere per bloccarne l’accesso con sassi ed elettrodomestici. Sono state costruire delle barricate come nei giorni scorsi, che hanno impedito, insieme alla presenza fisica di tanti e tante, l'avanzamento dei lavori.  Oggi, inoltre, il presidio è stato raggiunto da una delegazione del movimento No Tav in solidarietà con il Salento in lotta contro l’ennesima opera inutile del nostro paese.
Come dimostra l’inchiesta pubblicata da L’Espresso dietro la costruzione del Gasdotto Tap si nascondono diversi interessi loschi di aziende private che hanno già ricevuto diversi finanziamenti pubblici. L’opera è considerata di interesse strategico dai Governi Monti, Letta e Renzi e perciò al di sopra di qualsiasi parere territoriale, dalla Regione ai Comuni dove dovrebbe sorgere il gasdotto.
no tav salento copyIl Movimento No Tap denuncia da anni l’imposizione di un’opera non voluta dal territorio perchè altamente nociva per l’ambiente. In queste settimane ha dimostrato una grande determinazione che sta trovando consenso e solidarietà in tutto il territorio nazionale. 

domenica 2 aprile 2017

pc 2 aprile - VIVA LA RESISTENZA POPOLARE CONTRO LA TAP! Dal blog tarantocontro

IL PRES. DELLA CONFINDUSTRIA DI LECCE NON TROVA DI MEGLIO CHE ATTACCARE LA PRESENZA DEI BAMBINI. MA QUESTA LOTTA DEVE VINCERE!

Fermi i lavori di espianto degli ulivi dal cantiere Tap, la domenica serve al movimento anti-gasdotto per riorganizzarsi in vista della riapertura del cantiere, che si ipotizza possa avvenire all'alba di lunedì 3 aprile. Sabato mattina tre camion diretti al sito di stoccaggio sono stati bloccati da una manifestazione a cui hanno partecipato decine di bambini, il presidio No Tap chiama nuovamente a raccolta la popolazione con continui aggiornamenti sui social network, un volantinaggio nel mercato di San Foca, appuntamenti davanti al cantiere e un'assemblea pubblica, prevista alle 19,30 in piazza Sant'Oronzo a Lecce.
...il fronte anti-Tap ha indetto un presidio all'alba, per cercare di evitare l'uscita dei camion dal cantiere. A sostegno del fronte anti-Tap si stanno schierando molti amministratori salentini: ha raggiunto quota 51 firme il documento-appello che sarà inoltrato al presidente della Repubblica, per chiedere di fermare i lavori del gasdotto.
Cresce anche l'adesione all'appello agli artisti, lanciato dal So What Festival di Melpignano, che finora ha raccolto circa 300 firme, tra le quali quelle di Alessandro Mannarino, Bandabardò, Roy Paci, Africa Unite, 99 Posse. L'obiettivo degli artisti è organizzare una giornata di musica, arte e cultura per dire no al gasdotto.

Il pres. della Confindustria attacca la presenza dei bambini alla manifestazione.

(dall'intervista a Repubblica): "Portare i bambini alla manifestazione contro il Tap e piazzarli davanti ai camion significa avere oltrepassato la misura, esasperare una situazione che è diventata insostenibile dal punto di vista della responsabilità sociale".

E perchè NO i bambini? Possono ammalarsi per i vostri disastri ambientali, ma non possono protestare e dire la loro anche loro? Siete voi padroni delle vite della popolazione ad "aver oltrepassato la Misura"! Ciò che al pres. della Confindustria brucia è che la marcia di donne, bambini, giovani, popolazioni ha fermato i camion Tap.

(dall'intervista a Repubblica): "Riconduciamo la questione nel sistema di regole che ci governa e, se la decisione è presa, mettiamo l'azienda nella possibilità di lavorare".
"La costa salentina è stata devastata per decenni, dai cittadini e anche dalle istituzioni, e non ho mai visto marce... Qui si sta alzando la tensione, anche con le bombe alla polizia, le minacce agli operai, la situazione è insostenibile". 



Al pres. della Confindustria "brucia" che le Ditte stiano perdendo soldi, e fa squallidamente anche del "terrorismo".

MA LA LOTTA, CI DISPIACE PER QUESTO PRESIDENTE, NON POTRA' CHE CONTINUARE E DEVE VINCERE!

pc 2 aprile - Canto per Lenin, nella Russia imperialista di oggi, buon auspicio nel centenario della Rivoluzione d'Ottobre

The obscene inequality in Russia in 2017 reported in the Russian Government paper Rossiyskaya Gazeta that POINT 1% OWN 62 % OF RUSSIAN WEALTH is a call for Leninist Proletarian Revolution 2017 style.
da democracy and classstruggle

pc 2 aprile - Con gli operai della Maruti Suzuki condannati all'ergastolo dal regime fascista indu di Modi al servizio del capitale e dell'imperialismo

Lo Slai cobas per il sindacato di classe ha informato nei giorni scorsi sulla vicenda della Maruti Suzuki, e in rapporto con i comitati di sostegno e solidarietà in India sta sviluppando e proponendo una campagna nazionale, mentre avanza la mobilitazione internazionale
Già ieri a Bari, oggi a Napoli, questo appello viene portato in assemblee nazionali su altri temi
Martedi a Taranto gli operai e lavoratori prenderanno e proporranno nuove iniziative.

Liberare i lavoratori Maruti !: Un appello per osservare 4/5 aprile come giornata internazionale di protesta 29 marzo 2017   compagni, Siete consapevoli della repressione su di noi dal nesso […]


Siete consapevoli della repressione su di noi dal nesso di società di gestione-polizia-Government, come 13 (operai) membri del MSWU (Sindacato degli operai Maruti-Suzuki) sono stati condannati al carcere a vita e altri 4 lavoratori consegnato 5 anni dalla Sessions Corte Gurgaon il 18 mar 2017 – senza uno straccio di prove, e solo sui conti falsa testimonianza da parte della direzione.

I membri del corpo MSWU sono stati presi di mira perché sono stati la direzione della lotta dal 2011 contro il sistema lavoratore a contratto illegale e per i diritti e la dignità del lavoro sindacale. Si tratta di un ‘attacco di classe’, come nelle parole del CEO Maruti RC Bhargava. Tutti i lavoratori sanno che questo verdetto palesemente ingiusto è quello di ‘dare una lezione’ a noi da quelli al potere che non dovremmo combattere per i nostri diritti e la dignità sul officina e oltre.

Ma contro questa repressione, migliaia di lavoratori in questa cintura industriale e in tutta l’India e il

pc 2 aprile - Proseguono le assemblee contro il G7 di Taormina - ma questa di Messina è su posizioni riformiste che non si possono accettare

Vogliamo provare a raccontare un’altra idea di modernità: che non passa dallo sfruttamento dei lavoratori, né dalle grandi opere, né dai dispositivi di controllo militare e sociale. Una modernità in cui diritti sociali e organizzazione del lavoro si incrocino, nella convinzione che l’impresa privata non sia uno strumento di produzione compatibile con i bisogni della collettività e che la ricchezza sociale vada prodotta e controllata dai lavoratori



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Una regione, la nostra, devastata dalla disoccupazione, impoverita da una nuova inaccettabile emigrazione forzata, saccheggiata dalle speculazioni del privato e dei suoi fiancheggiatori operanti dentro gli apparati periferici dello stato.
Domenica 2 Aprile a Messina 
Vogliamo che l’Assemblea Sociale rappresenti, nel percorso che ci porterà alla manifestazione contro il G7, uno strumento per approfondire conoscenze e scambiare esperienze, rafforzare la solidarietà nelle lotte e tra le lotte, potenziare la nostra azione collettiva e dargli una prospettiva politica anche dopo il vertice.Invitiamo quindi tutti i soggetti collettivi, i movimenti di lotta per la casa e per il lavoro, le realtà conflittuali e i sindacati dei lavoratori a partecipare all’Assemblea Sociale contro il G7 che si terrà a Messina domenica 2 Aprile 2017 alle ore 10. Comitato Stop G7 – Messina".

pc 2 aprile - I piani di aggressione ad est della Nato proseguono come ai tempi di Obama, solo che ora gli Usa vogliono che li paghino i governi imperialisti europei

La Nato vede sempre l'”aggressione russa”



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Al vertice Nato a Bruxelles, a livello di Ministri degli esteri, tre sono stati i temi principali: aumento delle spese per la difesa, lotta al terrorismo e approccio verso la Russia. Poco o nulla di nuovo, sia sulle questioni, che sulle “soluzioni” proposte: gli alleati europei devono accollarsi un peso maggiore nel finanziamento della Nato, arrivando al 2% del PIL, ha ordinato il Segretario di stato USA, Rex Tillerson, cui i

pc 2 aprile - Massimo appoggio alla lotta dei terremotati contro le menzogne del governo Renzi-Gentiloni

Terremoto strscione

...le popolazioni delle zone terremotate sono tornate in piazza Montecitorio. Ma per farsi sentire e far capire che non hanno più tempo nè voglia di aspettare l'inerzia istituzionale, hanno anche bloccato la via Salaria tra Amatrice ed Arquata del Tronto.. “La ri-scossa dei terremotati” campeggia sugli striscioni che i manifestanti hanno esposto davanti alla Camera, in concomitanza con il blocco stradale della via Salaria
“Chiediamo una risposta immediata, fatti, finalmente, dopo 7 mesi di parole" – ha detto in piazza una donna, esponente di uno dei comitati, -. "Questo è un ultimatum: riuniamoci con il governo, i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, il commissario Errani, dobbiamo avere una risposta entro una settimana. Altrimenti non ci sposteremo più dalla Salaria, bloccheremo l’Italia”.
“C’è una manifesta incapacità sotto gli occhi di tutti – è l’atto d’accusa dei terremotati – Ci sono 54mila tonnellate di macerie solo nel Lazio… Gentiloni ha detto che saranno aperti di più i cordoni della borsa, ma i soldi a disposizione sono insufficienti. Stiamo rischiando lo spopolamento del centro Italia. Vogliamo l’apertura di un tavolo tra le istituzioni per portare le nostre proposte”.
Le foto di Patrizia Cortellessa alla manifestazione dei terremotati a Montecitorio
TERREMOTO MONTECITORIO 1
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pc 2 aprile - Palestina - 14 prigionieri rinchiusi a al-Ramla soffrono di gravi problemi di salute, e molto altro su Forum Palestina

I documenti inseriti in questa settimana
( 26 Marzo -  1 Aprile 2017 )
-    La svolta maccartista in Italia al servizio del sionismo e dell'imperialismo
di Vincenzo Brandi
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-    5 nuove risoluzioni Onu condannano l’occupazione israeliana
di Rosa Schiano
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-    Israele, nuovo leader nell’apartheid idrico
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-    Giornata della terra ( 30 Marzo)
YOM AL ARD (video)
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31 Marzo 2017
Nakba
di Chiara Cruciati
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-    Banche francesi sosterrebbero la colonizzazione
di Véronique Chocron e Piotr Smolar
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-    Costruzione insediamento illegale israeliano in Cisgiordania grazie a nulla osta Usa
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-    14 prigionieri rinchiusi a al-Ramla soffrono di gravi problemi di salute
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30 Marzo 2017
-    Cosa resta della pesca dopo 10 anni di assedio
di Giovanni Vigna
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-    L’85% del territorio palestinese è sotto il controllo israeliano
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-    Israele ritarda le cure dei bambini di Gaza contro il cancro
di Sarah Algherbawi
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-    Fifa: aspettando Godot
di Flavia Lepre
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29 Marzo 2017
-    Cresce il dissenso contro Abu Mazen
di Stefano Mauro
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-    Coloni: siamo tanti e abbiamo messo fine allo Stato palestinese
di Michele Giorgio
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-    Lieberman: seguiamo una linea politica completamente diversa nei confronti di Hamas
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28 Marzo 2017
-    Assassinio Mazen Faqha, Hamas accusa Israele
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-    Statistiche sulla drammatica situazione nella Striscia di Gaza
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-    Palestinesi colpiti con proiettili veri durante la manifestazione vicino a Al-Mughayyir
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27 Marzo 2017
-    Anche il calcio zona franca dal diritto internazionale, se si tratta d’Israele
di Flavia Lepre
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-    La sintesi del rapporto sull'apartheid di Israele censurato
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26 Marzo 2017
-    Il Co-fondatore del movimento BDS Omar Barghouti, arrestato in Israele per evasione fiscale
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-    Oxfam: Striscia senz’acqua quasi tre anni dopo la guerra
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-    L’UNHRC approva 4 risoluzioni pro-Palestina e anti-occupazione
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-    Israele alza il tiro contro Siria, Iran e Russia
di Stefano Zecchinelli

pc 2 aprile - A Torino - Dalla Grande Rivoluzione Culturale in Cina alla Rivoluzione d'ottobre


GIOVEDI 6 APRILE ORE 21,00

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

“A 50 anni dalla Rivoluzione Culturale. Antologia di documenti”
a cura redazione di Proletari comunisti
Edizioni “La città del sole”
presso la LIBRERIA COMUNARDI
via BOGINO 2/b TORINO
Intervengono i curatori del libro
Cosa è stata la Rivoluzione culturale proletaria in Cina cosa ha significato per tutti i popoli e i proletari di ogni paese? Il libro, utilizzando testi cinesi, riassume i punti caratterizzanti degli anni iniziali della RCP, dal 1966 al 1968: “l’assalto al cielo”.

In occasione della presentazione del libro ricorderemo l'editore Sergio Manes de “La citta del sole” che ci ha lasciato la settimana scorsa e parleremo delle iniziative unitarie editoriali e pubbliche per il centenario della rivoluzione di ottobre. Tutti gli interessati sono invitati a partecipare.
Gli autori del libro
info 347-1102638
info Torino 338-1641083

INTRODUZIONE
Il 50° della Rivoluzione culturale proletaria in Cina offre l'opportunità per il movimento operaio e comunista di riflettere sul significato storico e sugli splendori e limiti di questa

pc 2 aprile - La Rete dei Comunisti invita a non sottovalutare i fatti repressivi in corso - un invito che va raccolto - Soccorso rosso proletario

  • Repressione: i fatti parlano, la storia che raccontano non va sottovalutata
di Rete dei Comunisti

polizia a cavallo
Nell’arco delle ultime settimane si è verificata un'impressionante mole di atti repressivi di varia natura che hanno colpito attivisti politici, esponenti del sindacalismo conflittuale e dei movimenti di lotta sociale.
Al rinnovato protagonismo delle Procure della Repubblica che “rispolverano” inchieste dormienti e sgangherate – come nel caso di Roma, con le misure cautelari emanate contro 17 attivisti antifascisti – si somma l’interventismo liberticida del nuovo Ministro degli Interni, Marco Minniti. Il dirigente del Partito Democratico, a partire dalla gestione militare delle piazze di Napoli e Roma nelle recenti manifestazioni di protesta contro Salvini e contro l'Unione Europea imperialista, sta imprimendo al paese una pesante stretta autoritaria accompagnata da provvedimenti legislativi palesemente regressivi e criminalizzanti ad ampio raggio.
Se si arriva ai fermi dei manifestanti per la loro “appartenenza ideologica”, la puzza di fascismo diventa insopportabile.
Sotto attacco non sono solo i militanti e le organizzazioni politiche che si battono per il cambiamento, ma tutte le espressioni del conflitto civile, sindacale e sociale. Dalle cariche ingiustificate contro i NO TAP in Salento all’imbrigliamento delle manifestazioni degli LSU a Roma (700 precari della pubblica amministrazione, per lo più Vigili del Fuoco, diretti a Roma, perquisiti e identificati uno ad uno!), fino alla infinita serie di persecuzioni contro le variegate forme di mobilitazione nei posti di lavoro e nei territori registriamo un pericoloso crescendo dispotico ed autoritario.
A questa deriva antisociale occorre porre un deciso e immediato Stop!
La linea di condotta dell’esecutivo governativo, di Minniti e dell’insieme degli apparati repressivi dello Stato non è un dato bizzarro o estemporaneo, ma risponde alla stringente necessità dei poteri forti di blindare ulteriormente le relazioni sociali nel paese. Il perdurare dei fattori di crisi economica in Italia e nell'Unione Europea sono la cornice materiale dentro la quale si palesa questo ennesimo corso repressivo ed antipopolare. Il governo sa benissimo che, se vuole rimanere nel “nucleo centrale” dell’Unione Europea, dovrà imporre con ogni mezzo le scelte antipopolari e antidemocratiche che ciò comporta.
Occorre, dunque, nel respingere al mittente tutte le provocazioni che, quotidianamente, il governo mette in campo contro i movimenti sociali e politici antagonisti, organizzare e stabilizzare una campagna di lotta ampia ed articolata contro la repressione, contro la criminalizzazione del dissenso e per la piena libertà di lotta e di organizzazione politica e sociale.
La Rete dei Comunisti si rende disponibile a questo impegno militante e ad un’azione convergente di tutte le forze del conflitto politico e sociale ed esprime la propria solidarietà umana e politica ai compagni e le compagne colpiti dalla repressione.

Rete dei Comunisti

pc 2 aprile - Sulla speciale lezione sull'Antidühring di Engels tenuta dal Prof. marxista Di Marco a lavoratori, lavoratrici e studenti in lotta a Palermo

Questa società ci vuole ignoranti e sottomessi, ma grazie a persone di elevata cultura come il professore Di Marco abbiamo avuto occasione di capire meglio… il suo sapere ci aiuta a portare avanti le nostre battaglie sempre più forti e decisi. Grazie professore!” Grazia
"La libertà nasce dalla coscienza della necessità", una frase che mi è rimasta impressa!!! Libertà racchiude il vero senso della vita, libertà di scelta, di espressione, di libero arbitrio, libertà di sentirsi vivi, senza la costrizione che impone il sistema corrotto e corruttibile!!! Grazie Prof Di Marco, in quest'epoca dei "giorni nostri" si tende ad impoverire la cultura del sapere e del bisogno umano perchè un popolo ignorante è più facile da domare” Rosy

Questi sono alcuni dei messaggi arrivati a caldo dopo l’entusiasmante pomeriggio trascorso Giovedì 30 Marzo presso il palazzo Cefalà a Palermo, in cui parecchi lavoratori e lavoratrici, studenti e altri giovani hanno partecipato alla lezione tenuta dal Prof Giuseppe Di Marco sul testo scritto da Engels “Antidühring”.

Una lezione speciale, di “classe” per una classe particolare, fatta di lavoratori, di precari, di donne, di giovani, quelli che lottano tutti i giorni… una lezione  rientrante nel ciclo di formazione operaia, su un classico della teoria del proletariato che il Prof Di Marco, docente marxista di filosofia della storia e dell'economia dell’Università Federico II di Napoli, ha spiegato e analizzato in alcune sue parti, suscitando la curiosità e forte interesse dei presenti.


Dopo un primo bel momento in cui tutta l’assemblea con un applauso ha solidarizzato con le compagne e le lavoratrici e i lavoratori, colpiti dalla repressione in questi giorni, in città come Taranto e Bergamo, la relazione del Prof Di Marco è stata introdotta da un intervento di un compagno che ha inserito le lotte quotidiane che si portano avanti in un quadro più largo che pone la necessità di “ragionare su di esse… cosa ricaviamo dalle lotte? siamo uguali? ma alcuni lavorano e altri no… abbiamo bisogno di capire ma spesso pensiamo male, sembra che pensiamo con la testa del padrone, per così dire…perché le idee dominanti di ogni epoca sono le idee della classe dominante… e questo è “normale”; se a questo aggiungiamo che la classe dominante ci mette l’asso con i suoi think tank (centri studi) che servono a rafforzare questa “normalità, anche noi abbiamo bisogno dei nostri think tank… ne abbiamo accumulato in questi 150 anni e oltre… si chiamano la nostra storia di classe,  i nostri classici, abbiamo bisogno enorme di “fermarci”,  di razionalizzare, di ricordare perché stiamo lottando … insomma di teoria, filosofia…Il compito di elevare la coscienza è dovere di una formazione sindacale e politica per contribuire ad un vero cambiamento sociale…


Quindi è iniziata la lezione del Prof Di Marco con una premessa che ha contribuito positivamente a preparare la testa degli “ allievi” alla relazione successiva sul testo: “…il Capitalismo porta con sé la crisi, l’impoverimento, questa società ha chiuso la sua fase storica… è un sistema che non si può riformare e la lotta contro di esso è una necessità… La vera libertà è la coscienza della necessità… necessariamente il capitalismo deve transitare in una nuova società  anche se ciò potrà accadere tra 100, 200 anni… la necessità della teoria che nasce dall’analisi della lotta pratica… riportare le radici dei disagi sociali alle lotte immediate che si conducono… acquisire una visione più generale… diceva Gramsci “ l’operaio conosce 10 parole, il padrone ne conosce 100 per questo è padrone” … rapporti di forza/guerra di classe… le tre forme di lotta necessaria economica, politica e teorica…”
E' seguita la spiegazione/analisi del testo di Engels in particolare su alcune parti che abilmente collegate dal Professore, anche attraverso esempi concreti e in alcuni casi riportati alla realtà attuale, hanno fornito il quadro sostanziale del testo:
-      Dühring chi era e che cosa rappresentava? Perché Engels ha dovuto cimentarsi a scrivere questo testo? La solidarieta' e cooperazione tra compagni da un lato ma la lotta ferrea dall’altro contro le posizioni teoriche sbagliate 
-      La concezione materialistica della storia, la natura che è sempre in movimento e in continua trasformazione, la dialettica, tutta la materia è in movimento e va avanti per contraddizioni, l’equilibrio è solo apparente… contro la visione idealista della storia
-      Alla base dei rapporti politici vi sono i rapporti economici, contro la visione errata di Dühring per cui tutto lo sfruttamento della classe dipende solo dai rapporti politici
-      L'uguaglianza come la intende la borghesia al potere per la quale in questa società siamo tutte merci uguali da sfruttare, mentre in una società socialista l'uguaglianza sociale deve essere costituita dalla ricchezza delle disuguaglianze degli uomini  che devono avere a disposizione tempo di lavoro, tempo libero e cura del fisico
-      Rapporto quantità/qualità nello sviluppo delle forze produttive nei rapporti sociali di produzione
-      Il concetto di violenza
-      Il socialismo


Alla fine della relazione applaudita  da tutta l’assemblea, sono seguite delle domande da parte in particolare di lavoratrici e un intervento con cui si sono voluti sottolineare alcuni punti trattati dal Prof Di Marco per ribadirne l’importanza della comprensione e trasformarli in fattori agenti nelle lotte che si portano avanti contro un sistema che ci opprime e ci sfrutta, in cui la produzione è sociale mentre l'appropriazione è privata, secondo la profonda concezione che deve essere alla base della nostra vita di compagni e proletari che lottano per una società diversa “ LA VERA LIBERTA’ NASCE DALLA CONSAPEVOLEZZA DELLA NECESSITA”.
Le lavoratrici e i lavoratori, gli studenti e le studentesse hanno donato al Prof Di Marco non senza emozione un biglietto con le foto delle lotte più significative messe in campo in questi ultimi anni, con questa dedica “ Grazie per l’impegno militante al servizio della classe lavoratrice. Noi lottiamo ogni giorno ma la nostra pratica non può rafforzarsi se non è irrobustita dalla teoria e analisi necessarie per trovare la vera soluzione ai problemi sociali”

Nei prossimi giorni pubblicheremo il video della lezione.

D. per Proletari Comunisti  Palermo
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Di seguito altri messaggi inviati dai lavoratori e dagli studenti al Prof Di Marco.
QUESTA SOCIETA' NON CE LA FA' PIU'!!! IL CAPITALISMO PORTA CON SE’ LA CRISI, L'IMPOVERIMENTO, LO SFRUTTAMENTO!!! LA LOTTA DEVE ESSERE ECONOMICA, POLITICA E TEORICA!!! L'UNICA COSA DA FARE E' CONTRASTARE QUESTA SOCIETA'!!! NON CI FA PIACERE MA E' NECESSITA' LOTTARE!!! QUESTE ALCUNE FRASI DELLA BELLISSIMA LEZIONE DI OGGI CON IL PROFESSORE DI MARCO… Giorgia

“Sono rimasta colpita nel momento in cui il Prof Di Marco ha parlato di uguaglianza tra uomini cosa che oggi in questa società non esiste perchè lo stato capitalistico ha preso posizione per fare accrescere la disuguaglianza sociale fra gli uomini” Antonella

“Utilizzare processi deduttivi x tradurre la realtà e soprattutto la nostra realtà è sicuramente desueto e non facile. Ma può portare qualcosa in più anche come modus operandi e sistema di pensiero in previsione delle dure situazioni che ci attendono. E una voce altra da noi in tutto e x tutto da una visione oggettiva a fortiori ratione” Giuseppe

“Un’esperienza positiva, ho apprezzato già l'antidhuring quando lo abbiamo cominciato in sede, il prof é stato molto chiaro ed è riuscito a spiegare in termini poi semplici lo sfruttamento capitalistico contestualizzandolo all'oggi, da approfondire il discorso dell'eguaglianza borghese su cui possiamo e facciamo leva nelle rivendicazioni economiche e non solo… Insomma un'esperienza da rifare, si elevano le coscienze di operai, lavoratori  e studenti” Marco

“Siamo fortunati a ricevere informazioni da persone che hanno studiato una intera vita, la stramaggioranza lo fa per i suoi interessi personali e non per i più oppressi della società che a loro volta sono e siamo indeboliti da questo sistema…” Vincenzo

"Nel Prof Di Marco prima di tutto ho visto un compagno al servizio del proletariato e dei lavoratori. Una lezione che è servita a chiarire (ma ancora da approfondire) la natura di questo sistema e di ciò che produce, come scienza reale e materiale, cioè vera. La verità che nasconde la borghesia dando una visione mistica di questa società. Il Prof ha avuto la grande abilità di spiegare la scienza del proletariato, "semplificandola" per i lavoratori. I lavoratori adesso hanno una visione un po più nitida, combatteranno i padroni perché padroni, ladri di lavoro nella loro natura di classe borghese. La teoria può portarci ad essere liberi, avendo coscienza della necessità. Una necessità che ha solo una parola d'ordine: ONE SOLUTION REVOLUTION! Grazie prof Di Marco, grazie compagno! " Salvo

pc 2 aprile - L'ARMA DEL MOVIMENTO FEMMINISTA PROLETARIO RIVOLUZIONARIO PER UNITA', LOTTA, TRASFORMAZIONE, DOPO LO SCIOPERO DELLE DONNE

L'ultima fase del lavoro del mfpr è stata concentrata nella preparazione della manifestazione nazionale del 25 novembre 2016 e dello sciopero delle donne del 8 marzo 2017.
La manifestazione delle donne proletarie del 25 novembre a Roma, a cui è seguita il giorno dopo la grande manifestazione del movimento generale di 200mila donne, ha mostrato sul campo il rapporto tra autonomia del movimento delle donne proletarie e intervento nel movimento femminista.
Oltre i contenuti, caratterizzati dalla parola d'ordine “contro tutte le violenze di padroni, governo, Stato, uomini che odiano le donne” che denunciava il carattere sistemico della violenza sessuale del sistema borghese e la necessità di lottare contro l'intero sistema; e dall'indicazione della “rivoluzione” come unica via per una vera liberazione delle donne, la manifestazione del mfpr del 25 ha posto il problema della lotta delle donne proletarie come attacco ai Palazzi del potere, abbiamo fatto l'assedio al Parlamento.
Il 26 vi è stata il grande corteo di 200mila donne, ragazze. Ad esso abbiamo partecipato per portare in questa manifestazione le parole d'ordini del contingente delle donne proletarie. Il rapporto col più generale movimento femminista è necessario e possibile solo se le donne proletarie costruiscono la loro autonomia, altrimenti sono un appendice del femminismo piccolo borghese e borghese. Ma per questo non basta dare un volantino, ma realizzare la lotta affermando forme e contenuti di classe e come donne, contenuti rivoluzionari.

Serve l'autonomia del contingente proletario, la sua manifestazione pratica e serve il suo orientamento all'interno del movimento generale delle donne. Questo si distingue sia da posizioni che sostengono di fatto che tutto il movimento femminista è piccolo borghese e le donne proletarie rivoluzionarie non devono interessarsene; sia da posizioni che non costruiscono nei fatti questa autonomia del contingente proletario e rivoluzionario.

A questo serve anche lo “sciopero delle donne”, oggi passaggio importante nel cammino della lotta di liberazione rivoluzionaria delle donne. Lo sciopero delle donne è oggi dire alle donne: siete voi, sono le donne più sfruttate e oppresse, che dovete prendere la vostra vita e la lotta nelle vostre mani!
Noi abbiamo fatto lo sciopero delle donne nel novembre 2013 e l'8 marzo del 2016, siamo state ignorate o denigrate, ma oggi è diventata la linea in altri paesi e anche in Italia nell'8 marzo.
Ma il problema diventa ora su quale linea, su quali obiettivi continuare ad alimentare l'incendio acceso dello sciopero delle donne? Per portare avanti gli obiettivi delle donne proletarie che sono in sintonia con il bi/sogno che “tutta la vita deve cambiare”, e quindi in chiaro legame con la battaglia rivoluzionaria, o su obiettivi che non vogliono mettere in discussione il sistema capitalista, i suoi governi, il suo Stato?

Noi, come abbiamo fatto il 25 novembre e l'8 marzo scorso, porteremo avanti in maniera chiara, aperta questa battaglia che è una lotta tra due linee e due classi, lotta politica, pratica, ideologica, per realizzare unità, ma anche trasformazioni, ma anche distinzioni/rotture.

I sindacati sulla questione delle donne dividono la classe operaia, o dicono: me ne occupo io. Lo sciopero delle donne rompe questo. Non ci può essere un movimento di classe senza che queste cose vengano battute sul campo. Quando una donna deve scioperare trova ostacoli nel sindacato, tra i suoi compagni di lavoro, nella famiglia, ma se sciopera poi è più difficile “fermarla”.
Le femministe borghesi dicono: ma il problema è cambiare la mentalità, ma la cambi se, come è successo l'8 marzo, tu fai lo sciopero vero, se ti guadagni/imponi il rispetto.

In questo lunga battaglia la parola d'ordine: scatenare la furia delle donne come forza poderosa della rivoluzione, vuole esprimere la “marcia in più” delle donne nell'intero movimento di lotta e rivoluzionario per rovesciare questo sistema capitalista.
E in questo il movimento femminista proletario rivoluzionario è un'arma consegnata a tutte.

MFPR
2.4.17