report di un compagno di proletari comunisti presente al corteo.
Dopo l'incontro deludente tra sindacati, azienda e ministro dello sviluppo Passera lo scorso Martedi a Roma, gli operai Fincantieri dello Stabilimento di Palermo tornano in piazza a centinaia dando vita ad un corteo dai cancelli del cantiere navale fino alla Prefettura.
Sostanzialmente il ministro a nome del governo, ha confermato il pieno appoggio al piano industriale Fincantieri che prevede oltre un migliaio di esuberi di cui 140 nel capoluogo siciliano, con ricadute su centinaia di operai dell'indotto.
Questa mobilitazione segue a 20 giorni di scioperi e cortei selvaggi che la scorsa settimana hanno paralizzato la città costringendo il prefetto a "supplicare" gli operai di smetterla di creare disagio e convocando le parti in prefettura nella giornata di ieri.
il corteo ha attraversato l'arteria principale della città, via Libertà scandendo slogan quali " Il cantiere non si tocca, lo difenderemo con la lotta" e "lavoro,lavoro,lavoro".
Al fianco degli operai in lotta anche una delegazione di studenti universitari molti dei quali appartenenti al Collettivo Universitario Autonomo.
Presenti anche le solite delegazioni di partiti della sinistra ex parlamentare elettoralista che dopo latitanze prolungate ai cancelli delle fabbriche fanno capolino a cortei tipicamente sindacali e "tradizionli" come questo, per non parlare anche della comparsa di un paio di militanti e dirigenti locali di Sel con l'evidente intento di diffondere false promesse in vista delle imminenti elezioni locali.
Giunti davanti il palazzo della prefettura un delegato sindacale ha denunciato a gran voce il piano industriale Fincantieri che in nome della produttività prevede la chiusura degli stabilimenti di Genova, Castellamare di Stabia e Palermo ma anche le politiche del nuovo governo dei padroni Monti che al di là della facciata si è dimostrato subito per quello che è: un governo prettamente politico che è andato subito all'attacco della classe operaia e lavoratrice in particolare con la messa in discussione dell'art 18 dello statuto dei lavoratori, aumento di tasse e accise, altro che governo tecnico!
Tutti gli operai hanno gridato in coro "l'articolo 18 non si tocca, lo difenderemo con la lotta!"
Non è mancata anche questa volta la denuncia e gli epiteti all' "amato" sindaco di Palermo Diego Cammarata, noto a tutti per la sua assenza permanente e da qualche mese anche a livello nazionale per gli scandali di corruzione e favoritismi.
l'incontro è durato circa 8 ore mentre sotto gli operai presidiavano l'ingresso respingendo con forza e determinazione provocazioni da parte di digos e sbirri che più volte hanno preteso che gli operai sciogliessero momentaneamente il presidio per il passaggio di auto blu.
il risultato del tavolo di ieri, che ha scongiurato momentaneamente il licenziamento di 140 lavoratori dello stabilimento, è dovuto in parte alle proteste spontanee e cortei selvaggi dei giorni scorsi da parte degli operai fincantieri che ancora una volta davanti alla possibilità del licenziamento scavalcano le dirigenze sindacali e impongono una linea di protesta più radicale, cosa che ad esempio fino all'ultimo giorno non è avvenuta a Termini Imerese con il risultato che tutti conosciamo.
In secondo luogo tale risultato è dovuto alla presa di posizione netta della Regione Sicilia che dopo aver investito oltre 56 milioni di euro nello stabilimento per la ristrutturazione dei bacini, non ha accettato che tale piano industriale si esegue con i tempi e modi previsti da Fincantieri.
Bono così come Marchionne, con un piano industriale del genere intende imporre un fascismo padronale in barba ai diritti fondamentali dei lavoratori, scavalcando le "regole" e attaccando il sindacato in quanto tale. Altra analogia fra i due padroni che si nota chiaramente in questo caso, è quella di incamerare fondi pubblici per poi chiudere gli stabilimenti appellandosi alla "scarsa produttività", quindi invece di investire i soldi come dovrebbe essere logico negli stabilimenti, la azienda li intasca sicuramente non destinandoli al miglioramento della "produttività" intesa come capitale fisso, dato che contrariamente a quanto spesso dicono i padroni che fanno questo tipo di operazioni, il "capitale umano", gli operai sono molto specializzati e professionali, lo dimostra il fatto che per decenni Fiat e Fincantieri hanno lavorato in questi stabilimenti facendo enormi profitti.
Raccogliendo i malumori di alcuni operai abbiamo ribadito che a tale livello dello scontro tra fascismo padronale e classe operaia non basta più la lotta sindacale basata sulla concertazione-sfilata- concertazione, ancor più in una fase in cui il moderno fascismo incarnato da Monti attacca anche il concetto di "concertazione tra le parti" ed in senso "tecnico" prosegue per la sua strada, bensì serve innanzitutto l'organizzazione operaia al di fuori dei sindacati confederali e "ufficiali" perchè le uniche vittorie che si possono ottenere su questo terreno, come dimostrano anche i recenti avvenimenti dell'ultimo anno nel gruppo fincantieri, si hanno solo grazie alla fuoriuscita dagli argini della lotta operaia che avviene "guarda caso" sempre in contrapposizione alle dirigenze sindacali.
In questo senso più volte è stato fatto l'invito a partecipare alla manifestazione del giorno 27 a Roma al primo sciopero generale contro il governo Monti con l'obiettivo di assediare i palazzi del potere contrariamente a quanto successo lo scorso 21 Ottobre dove a fronte degli attacchi padronali una Fiom talmente inadeguata ha confinato operai venuti da tutto il paese a piazza del popolo.
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giovedì 12 gennaio 2012
sabato 5 novembre 2011
pc 5 novembre - STUDENTI E PRECARI MANIFESTANO A PALERMO CONTRO EQUITALIA E SERIT

Ieri mattina una delegazione di giovani aderenti al Circolo di proletari comunisti si è unita ai circa 50 studenti medi e universitari del Collettivo Universitario Autonomo in un blitz di denuncia davanti la sede dell'agenzia di strozzinaggio legalizzata Serit.
In periodo di crisi economica l'utilizzo di queste strutture di riscossione crediti è uno strumento ulteriore per far pagare ai lavoratori e alle masse popolari in generale una crisi economica prodotta da padroni in cerca sempre più di profitti.
Al nostro arrivo l'agenzia di riscossione crediti ha fatto trovare i battenti chiusi al pubblico, così davanti agli occhi di digossini, polizia e carabinieri sono stati apposti simbolicamente sigilli all'ingresso, striscioni e cartelli e bruciato cartelle esattoriali.
Distribuiti volantini a passanti e automobilisti circa l'azione di protesta in corso,la maggior parte dei quali ha solidarizzato.
Nonostante le recenti dichiarazioni del presidente del consiglio Berlusconi che come suo solito ha offeso nella sostanza la maggior parte della popolazione in primis lavoratori e disoccupati dicendo che alla fin fine nel nostro paese il tenore di vita è alto, le masse popolari vivono quotidianamente sulla loro pelle la difficoltà ad arrivare alla fine del mese, l'assenza di un lavoro in generale e di uno stabile in particolare, siamo sommersi sempre più da incertezza sul futuro e precarietà, a questo si aggiunge l'odioso ricatto di agenzie come Serit ed Equitalia i cui dirigenti campano sulle spalle della povera gente che subisce ulteriore vessazioni con il pagamento coatto di multe anche utilizzando la via dei pignoramenti di beni essenziali quali la casa.
Contro tutto questo ribellarsi è giusto!
Rivolta popolare subito, obiettivo rivoluzione proletaria!
giovedì 27 ottobre 2011
pc 27 Ottobre- Il Circolo di proletari comunisti Palermo discute insieme a lavoratori e movimento sulla grande battaglia del 15 ottobre a Roma
VENERDI 27 OTTOBRE SIT-IN DI CONTROINFORMAZIONE A PZA VERDI PALERMO,
SUI FATTI DEL 15 OTTOBRE A ROMA
Lo scorso Lunedì 24 Ottobre il Circolo di proletari comunisti palermo ha organizzato un'assemblea sui fatti di Roma del 15 Ottobre.
Sono intervenuti i compagni e le compagne del circolo,i lavoratori le lavoratrici dello Slai Cobas per il Sindacato di Classe, giovani di Red Block e dello Studentato Occupato Anomalia, molti di loro presenti a Roma hanno riportato la loro esperienza diretta.
Dopo la proiezione di alcune immagini sulla grande manifestazione romana e un'ampia introduzione che ha messo il punto sulla situazione internazionale teatro dell'attuale crisi capitalista, entrando nel merito della grande mobilitazione internazionale del 15 ottobre e in particolare di quella romana dove oltre 400000 persone sono scese in piazza contro questo governo impopolare e antioperaio "rompendo gli argini" imposti da autoproclamatisi organizzatori riuniti nel "comitato 15 ottobre". Si è detto che questi incontri sono importanti per giovani e lavoratori per pensare con la propria testa dato che al momento non avendo mezzi migliori come giornali e televisioni "subiamo" quotidianamente la propaganda della borghesia.
Tra i vari interventi un compagno del circolo si è soffermato sulla riflessione di comprendere, invece che condannare, la rabbia giovanile che si è espressa a Roma in una forma così radicale. I giovani oggi non hanno futuro ma pensano e fanno da soli, si pongono i problemi che molti tralasciano e si impegnano fino in fondo, dalla contestazione della presentazione di un libro fascista come successo a Palermo fino ad un'intera piazza che resiste per ore alla polizia.
Una lavoratrice non presente a Roma ha messo invece l'accento sull'utilizzo mediatico "in diretta" per screditare un'intera piazza che ha delegittimato di fatto il governo e la falsa opposizione di "sinistra" che ogni giorno uccidono le masse popolari per mezzo di guerre imperialiste, sui posti di lavoro ma che lo fanno anche lentamente e quotidianamente imponendoci ritmi frenetici e qualità di vita misera a causa della ricerca continua del loro profitto.
Un compagno dello Studentato Occupato Anomalia ha posto invece l'accento sul carattere autorganizzato della manifestazione in cui centinaia d migliaia di persone hanno partecipato al di fuori di partiti e sindacati, specificando che al di là di azioni poco condivisibili anche nell'attuazione particolare come ad esempio l'incendio di macchine mentre il corteo scorreva o l'episodio della madonnina, altre invece sono da considerarsi obiettivi legittimi come ad esempio le vetrine di banche e agenzie interinali responsabili della precarietà di milioni di giovani. Per quanto concerne Piazza San Giovanni, ciò che è stato taciuto largamente da tutti i media è che la polizia ha attaccato per prima la piazza finale di un corteo autorizzato, questo ha provocato la grande resistenza prima di centinaia e poi di migliaia di giovani ma non solo, che quasi spontaneamente non hanno voluto abbandonare la piazza dove legittimamente dovevano stare, anche a fronte di cariche con blindati.
Un altro lavoratore ha ribadito che di fronte allo scempio sociale prodotto dal capitalismo chi grida e si scandalizza per qualche vetrina rotta o macchina bruciata
perde di vista il problema principale che è quello di cambiare totalmente questo sistema. In questo senso il "fuocherello" di Roma è da prendere da esempio perché si sviluppino tanti fuocherelli che incendino questo governo e questo stato.
Un compagno di Red Block ricollegandosi agli interventi precedenti ha fatto notare come l'anomalia italiana del 15 ottobre, non è rappresentata dalla "violenza" così come detto dai media e dai politici istituzionali,bensì dal fatto che è stata l'unica manifestazione che non si è conclusa sotto i palazzi del potere.
Questo a causa di tutti quei sindacati e partiti di "sinistra" che si sono arrogati il diritto di mettere il cappello su una manifestazione non organizzata da loro per poi sottostare al diktat della questura romana e del sindaco fascista Alemanno.
Inoltre molti paesi del mondo se non in quella giornata hanno attraversato e vivono mentre parliamo mesi intensi di rivolte, dalla primavera araba, alla Grecia alla rivolta dei giovani proletari di Londra agli indignati americani e così via.
L'aspetto positivo della giornata di Roma è stato innanzitutto quello che, come successo il 14 dicembre dello scorso anno sempre a Roma, migliaia di persone (e non una minoranza) hanno scavalcato gli organizzatori riformisti e conciliatori e i loro diktat e hanno espresso la propria rabbia contro questo sistema in maniera radicale e che ha fatto tremare realmente i palazzi. In tal senso quelle ore di scontri furiosi che ha visto da un lato le forze repressive con blindati e lacrimogeni illegali cs (banditi dalla convenzione di Ginevra anche per i conflitti armati) e dall'altro giovani incazzati piuttosto che "indignati", hanno inciso nella realtà semplicemente per il fatto che tutti sono costretti a interrogarsi su quanto successo, inoltre hanno dimostrato che migliaia di giovani "senza partito" vogliono organizzarsi e mettersi in gioco in prima persona per un reale cambiamento radicale e ciò concerne circa i rapporti di forza attualmente in campo.
E' stata fatta la proposta, accettata all'unanimità, di organizzare una prima iniziativa cittadina di controinformazione con un sit-in il prossimo venerdì pomeriggio alle 17:00 nella centrale Piazza Verdi
SUI FATTI DEL 15 OTTOBRE A ROMA
Lo scorso Lunedì 24 Ottobre il Circolo di proletari comunisti palermo ha organizzato un'assemblea sui fatti di Roma del 15 Ottobre.
Sono intervenuti i compagni e le compagne del circolo,i lavoratori le lavoratrici dello Slai Cobas per il Sindacato di Classe, giovani di Red Block e dello Studentato Occupato Anomalia, molti di loro presenti a Roma hanno riportato la loro esperienza diretta.
Dopo la proiezione di alcune immagini sulla grande manifestazione romana e un'ampia introduzione che ha messo il punto sulla situazione internazionale teatro dell'attuale crisi capitalista, entrando nel merito della grande mobilitazione internazionale del 15 ottobre e in particolare di quella romana dove oltre 400000 persone sono scese in piazza contro questo governo impopolare e antioperaio "rompendo gli argini" imposti da autoproclamatisi organizzatori riuniti nel "comitato 15 ottobre". Si è detto che questi incontri sono importanti per giovani e lavoratori per pensare con la propria testa dato che al momento non avendo mezzi migliori come giornali e televisioni "subiamo" quotidianamente la propaganda della borghesia.
Tra i vari interventi un compagno del circolo si è soffermato sulla riflessione di comprendere, invece che condannare, la rabbia giovanile che si è espressa a Roma in una forma così radicale. I giovani oggi non hanno futuro ma pensano e fanno da soli, si pongono i problemi che molti tralasciano e si impegnano fino in fondo, dalla contestazione della presentazione di un libro fascista come successo a Palermo fino ad un'intera piazza che resiste per ore alla polizia.
Una lavoratrice non presente a Roma ha messo invece l'accento sull'utilizzo mediatico "in diretta" per screditare un'intera piazza che ha delegittimato di fatto il governo e la falsa opposizione di "sinistra" che ogni giorno uccidono le masse popolari per mezzo di guerre imperialiste, sui posti di lavoro ma che lo fanno anche lentamente e quotidianamente imponendoci ritmi frenetici e qualità di vita misera a causa della ricerca continua del loro profitto.
Un compagno dello Studentato Occupato Anomalia ha posto invece l'accento sul carattere autorganizzato della manifestazione in cui centinaia d migliaia di persone hanno partecipato al di fuori di partiti e sindacati, specificando che al di là di azioni poco condivisibili anche nell'attuazione particolare come ad esempio l'incendio di macchine mentre il corteo scorreva o l'episodio della madonnina, altre invece sono da considerarsi obiettivi legittimi come ad esempio le vetrine di banche e agenzie interinali responsabili della precarietà di milioni di giovani. Per quanto concerne Piazza San Giovanni, ciò che è stato taciuto largamente da tutti i media è che la polizia ha attaccato per prima la piazza finale di un corteo autorizzato, questo ha provocato la grande resistenza prima di centinaia e poi di migliaia di giovani ma non solo, che quasi spontaneamente non hanno voluto abbandonare la piazza dove legittimamente dovevano stare, anche a fronte di cariche con blindati.
Un altro lavoratore ha ribadito che di fronte allo scempio sociale prodotto dal capitalismo chi grida e si scandalizza per qualche vetrina rotta o macchina bruciata
perde di vista il problema principale che è quello di cambiare totalmente questo sistema. In questo senso il "fuocherello" di Roma è da prendere da esempio perché si sviluppino tanti fuocherelli che incendino questo governo e questo stato.
Un compagno di Red Block ricollegandosi agli interventi precedenti ha fatto notare come l'anomalia italiana del 15 ottobre, non è rappresentata dalla "violenza" così come detto dai media e dai politici istituzionali,bensì dal fatto che è stata l'unica manifestazione che non si è conclusa sotto i palazzi del potere.
Questo a causa di tutti quei sindacati e partiti di "sinistra" che si sono arrogati il diritto di mettere il cappello su una manifestazione non organizzata da loro per poi sottostare al diktat della questura romana e del sindaco fascista Alemanno.
Inoltre molti paesi del mondo se non in quella giornata hanno attraversato e vivono mentre parliamo mesi intensi di rivolte, dalla primavera araba, alla Grecia alla rivolta dei giovani proletari di Londra agli indignati americani e così via.
L'aspetto positivo della giornata di Roma è stato innanzitutto quello che, come successo il 14 dicembre dello scorso anno sempre a Roma, migliaia di persone (e non una minoranza) hanno scavalcato gli organizzatori riformisti e conciliatori e i loro diktat e hanno espresso la propria rabbia contro questo sistema in maniera radicale e che ha fatto tremare realmente i palazzi. In tal senso quelle ore di scontri furiosi che ha visto da un lato le forze repressive con blindati e lacrimogeni illegali cs (banditi dalla convenzione di Ginevra anche per i conflitti armati) e dall'altro giovani incazzati piuttosto che "indignati", hanno inciso nella realtà semplicemente per il fatto che tutti sono costretti a interrogarsi su quanto successo, inoltre hanno dimostrato che migliaia di giovani "senza partito" vogliono organizzarsi e mettersi in gioco in prima persona per un reale cambiamento radicale e ciò concerne circa i rapporti di forza attualmente in campo.
E' stata fatta la proposta, accettata all'unanimità, di organizzare una prima iniziativa cittadina di controinformazione con un sit-in il prossimo venerdì pomeriggio alle 17:00 nella centrale Piazza Verdi
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