Solo pochi giorni fa la sua famiglia, in una lettera al team legale di Al-Bustanji, denunciava le condizioni durissime a cui veniva sottoposto nella sua detenzione a Bancali, che ne mettevano a rischio la vita, la salute, i suoi legami affettivi.
La mobilitazione di tutti i solidali che si sono uniti in rete in vista della giornata nazionale di lotta del 18 luglio
in sostegno di tutti i prigionieri palestinesi in Italia, ha fatto sì
che un primo importante risultato concreto si sia ottenuto.
La massiccia campagna stampa delle compagne e dei compagni di Culleziu
contra a la Gherra, Giovani Palestinesi Sardegna, Amicizia
Sardegna-Palestina, Associazione dei Palestinesi in Italia, UNIGCOM e
Unica per la Palestina, la segnalazione del soccorso rosso
proletario alla senatrice Ilaria Cucchi, che ha scitto al carcere, al
DAP e ai garanti nazionale e regionale dei detenuti, la visita nel
carcere sassarese della Garante, immediatamente interessata anche dai
compagni sardi, hanno finalmente dato una svolta alla situazione
detentiva di Al-Bustanji.
Ryiad è stato subito sottoposto a una visita medica accurata. Ora riceve
le cure e gli alimenti adeguati ed è seguito attentamente nel centro
clinico del carcere per tutte le sue patologie. Le ore di videocolloqui
con la famiglia gli sono stati ripristinati e gli è stato restituito il
ventilatore per far fronte alle temperature insopportabili.
Questa prima vittoria, oltre a renderci felici, ci sprona ad andare avanti e a rilanciare l’appello per la difesa di tutti i prigionieri palestinesi detenuti in Italia, che invitiamo a sottoscrivere e a diffondere.
sabato 1 agosto 2026
La lotta paga e uniti si vince: Ryiad Al-Bustanji ringrazia tutti coloro che si sono spesi per far valere i suoi diritti in carcere
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