by #NOBAVAGLIO
La Rete #NoBabaglio esprime forte preoccupazione e contrarietà rispetto al disegno di legge sul contrasto all’antisemitismo, alle ultime battute dell’iter in Commissione Affari Costituzionale alla Camera, che rischia di essere approvato nel silenzio generale senza alcuna possibilità d’intervento rispetto al testo licenziato dal Senato lo scorso marzo. Un ‘golpe estivo’ che restringerà ancora di più lo spazio civico in Italia e comprometterà la libertà d’espressione e di dissenso. Ci appelliamo a tutte le forze democratiche affinché intervengano per scongiurare l’ennesima legge bavaglio e un’ulteriore deriva autoritaria nel nostro Paese.
Il provvedimento, nella versione attuale,
recepisce integralmente la definizione di antisemitismo dell’IHRA,
inclusi gli indicatori applicativi, introducendo un margine
interpretativo così ampio da poter colpire non solo la libertà
d’espressione, ma anche il lavoro di associazioni, ONG e gruppi della
società civile che documentano violazioni dei diritti umani e criticano
le politiche del governo israeliano. Una norma formulata in questo modo
rischia di trasformarsi in uno strumento di limitazione del dissenso,
con effetti diretti sul giornalismo, sull’attivismo e sulla ricerca
indipendente.
Sarebbe infatti stata sufficiente la Legge Mancino
(Legge 25 giugno 1993, n. 205), che sanzione e
Rischio di censura online e interventi
discrezionali dell’AGCOM – L’attuale formulazione, combinata con i
poteri ampliati dell’AGCOM e con le recenti pressioni politiche, apre
inoltre la strada a censure online, oscuramenti selettivi, richieste di
rimozione contenuti e procedimenti amministrativi contro piattaforme,
media indipendenti e utenti che esprimono critiche politiche legittime.
L’assenza
di criteri chiari e di garanzie procedurali potrebbe consentire
interventi discrezionali, con un impatto diretto sulla libertà di stampa
digitale, sulla circolazione delle informazioni e sulla possibilità di
documentare violazioni dei diritti umani. Un simile scenario
rappresenterebbe un precedente gravissimo nel panorama europeo.
Per
questo chiediamo con forza a tutte le forze democratiche di intervenire
immediatamente, emendare il testo e adottare una definizione di
antisemitismo chiara, rigorosa e rispettosa dei diritti fondamentali,
come ha fatto il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti il 31
marzo 2026, scegliendo di non utilizzare più la definizione IHRA e di
adottare la Jerusalem Declaration on Antisemitism (JDA).

La JDA, redatta da studiose e studiosi
di fama internazionale, distingue in modo netto l’antisemitismo dalle
critiche legittime allo Stato di Israele, evitando le confusioni che
negli ultimi anni hanno generato pressioni, intimidazioni e tentativi di
censura verso giornalisti, attivisti, ONG e realtà della società
civile. La decisione dell’Ordine dei giornalisti è un atto coraggioso e
coerente con la difesa della libertà di informazione, del pluralismo e
dei diritti umani.
Il Parlamento sta invece procedendo nella
direzione opposta: il testo attuale presenta gravi ambiguità, ampia
discrezionalità applicativa e nessuna clausola esplicita che separi la
critica politica dalla discriminazione identitaria.
Le preoccupazioni
espresse da Amnesty International Italia, da numerose ONG, da
organizzazioni come BDS e da personalità ebraiche autorevoli non possono
essere ignorate.
Esperienze internazionali – come
documentato da Amnesty nel caso dell’Austria – mostrano che l’uso
politico della definizione IHRA può portare a censure, autocensura,
restrizioni alla libertà accademica e ostacoli all’attività delle
organizzazioni per i diritti umani.
La Rete #NOBAVAGLIO chiede al
Parlamento di ascoltare le voci indipendenti che hanno sollevato allarmi
fondati e avviare una pausa di riflessione. L’Italia non deve diventare
il primo Paese dell’Unione europea ad adottare una norma che rischia di
comprimere la libertà di parola, di stampa e di critica politica, in
contrasto con gli standard internazionali di tutela dei diritti umani.
La lotta all’antisemitismo è un dovere assoluto. Ma deve essere condotta
con strumenti chiari, non discriminatori e pienamente rispettosi delle
libertà fondamentali. La decisione dell’Ordine dei giornalisti indica la
strada giusta: difendere i diritti senza sacrificare la democrazia e la
lotta a qualsiasi forma di intolleranza, discriminazione e razzismo.
No all’adozione della definizione di antisemitismo dell’Ihra
18 Dicembre 2025
by Amnesty.it
Amnesty International Italia ha espresso profonda preoccupazione per i disegni di legge attualmente in esame in parlamento che, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la lotta contro l’antisemitismo, rinviano integralmente alla definizione operativa dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (International Holocaust Remembrance Alliance – Ihra).
L’organizzazione per i diritti umani contesta l’adozione della definizione dell’Ihra in ambito legislativo, ritenendo che vietare alcuni comportamenti indicati nei cosiddetti “esempi contemporanei di antisemitismo” possa limitare la libertà di espressione: una libertà tutelata dal diritto internazionale e anche dall’articolo 21 della Costituzione italiana, che garantisce il diritto di esprimere le proprie opinioni anche quando sono scomode o impopolari. LEGGI TUTTO
Antisemitismo, Ordine dei giornalisti: stop alla definizione Ihra
2 Aprile 2026
by amnesty.it
Il 31 marzo 2026 il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha deliberato di non usare più, nel contrasto all’antisemitismo, la definizione dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), che tra i suoi esempi di antisemitismo include anche le critiche allo stato di Israele. Al suo posto, sarà usata come riferimento la Dichiarazione di Gerusalemme, sottoscritta da insigni esperte ed esperti di antisemitismo e che lega la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani. LEGGI TUTTO

Dossier: La controversa definizione di antisemitismo dell’IHRA e la repressione della solidarietà ai palestinesi
13 Ottobre 2021
Perché la definizione IHRA dell’antisemitismo non è lo strumento adatto per nessuno dei due obiettivi
A cura di BDS Italia e Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese

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