Si tratta di uno dei più importanti hub energetici del Mediterraneo, dove opera anche l'Eni
In Libia gruppi di manifestanti
contro il governo di Abdul Hamid Dbeibah hanno assaltato nella
mattinata di martedì 28 luglio il complesso di Mellitah, uno dei più
importanti hub energetici del Mediterraneo dove opera anche l'Eni, bloccandone l'accesso e interrompendo il flusso dei gasdotti
che alimentano le centrali elettriche. Il complesso si trova a circa 90
chilometri a ovest di Tripoli. Lo hanno riferito sui social la
Compagnia Elettrica Nazionale e la Compagnia petrolifera statale
National Oil Corporation.
"Graduale ritorno alla normalità" - Dopo
qualche ora la stessa Compagnia Elettrica Nazionale ha annunciato la
ripresa delle attività presso il complesso industriale e il graduale
ripristino delle forniture di gas naturale alle centrali elettriche.
Analogo annuncio è giunto anche dalla National Oil Corporation.
Confermata anche la ripresa delle attività nei giacimenti di El Feel e
Wafa, nonché presso la piattaforma Sabratha, dove opera anche l'italiana
Eni.
La protesta dei manifestanti - I
manifestanti in tutta la Libia occidentale, inclusi i centri di Zawiya,
Tripoli e Misurata, protestano da diversi giorni contro le lunghe interruzioni di corrente
che affliggono queste città, chiedendo migliori servizi energetici e le
dimissioni del Governo di Unità guidato dal primo ministro Abdul Hamid
Dbeibah.
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