lunedì 6 luglio 2026

pc 6 luglio - Lotta per le case - Da Engels: "La questione delle abitazioni"

In riferimento alla questione delle case, per cui dal lato dei masse popolari c'è una lotta/resistenza (anche se intermittente) soprattutto nelle grandi città; dall'altra ci sono le "soluzioni" che governo, grandi padroni, affaristi danno e vogliono dare, è molto utile leggere o rileggere l'importante testo di Engels "La questione delle abitazioni", sia per avere sempre la visione complessiva, di classe della questione, sia per vedere quanto c'è di "ritorno" oggi, dopo due secoli, a dimostrazione che il capitalismo nella sua fase ultima ricostruisce vecchie "soluzioni".

Nel testo in cui Engels spesso richiama l'altro suo importante lavoro: "La situazione della classe operaia in Inghilterra", è impressionante vedere come nel 2000 i quartieri delle grandi città tornano ad essere sommersi dai rifiuti, dalla sporcizia, quartieri "malsani", in cui ci si può ammalare; come i quartieri vengano invasi dai topi come i tuguri dell'800, o oggi come nelle cittadelle imperialiste i bambini rischiano di essere morsi dai topi, come i bambini a Gaza; che gli operai vengono costretti ad "abitare" - molto male - negli alloggi vicino la fabbrica, o dentro l'area della fabbrica, come in Cina nei grandi stabilimenti della Foxconn, per essere corpi dei padroni 24 ore x 24; o che le famiglie dei proletari vengono cacciate dalle loro case, perchè queste devono essere distrutte per lasciare spazio ai ristoranti, parchi, strutture alberghiere, ritrovi della borghesia; che nelle città queste famiglie, e ora tante famiglie di immigrati, non trovano case, gli affitti sono alle stelle;  ecc.

Altra questione. Tutto il testo di Engels è attraversato da una critica feroce, ironica verso le "soluzioni" della piccola borghesia rivoluzionaria. Anche questa critica ci serve eccome oggi verso tutta l'odierna piccola borghesia rivoluzionaria che vuole che si rimedi ai mali più vistosi della società odierna, ma conservando il sistema capitalista, sia pur "migliorato".

Riportiamo alcune brevi parti di Engels:

"...La cosiddetta carestia di alloggi, di cui oggi giorno si fa un così gran discorrere sulla stampa, non sta nel fatto che la classe operaia viva per lo più in abitazioni scadenti, strapiene e malsane. Questa carestia non è qualcosa che sia peculiare del presente; non è neppure una delle pene che siano peculiari del proletariato moderno e lo distinguono da tutte le classi oppresse d'altri tempi: al contrario, ha colpito in misura abbastanza uniforme tutte le classi oppresse d'ogni tempo. Per mettere fine a questa penuria di abitazioni, non vi è che un mezzo: eliminare lo sfruttamento e l'oppressione della classe lavoratrice da parte della classe dominante. Quel che oggi s'intende per crisi degli alloggi non è che un particolare acutizzarsi delle già cattive condizioni abitative dei lavoratori, provocato dall'improvviso afflusso demografico verso le grandi città: un enorme aumento dei canoni d'affitto, un ancor più pronunciato pigiarsi di inquilini in ogni singolo caseggiato, e per taluni l'impossibilità di trovare un alloggio qualsiasi. E questa penuria di abitazioni fa parlare tanto di sé per la sola ragione che non è limitata alla classe operaia, ma colpisce altresì la piccola borghesia..."

"...In certe zone, specie in quelle site al centro, l'estendersi delle grandi città moderne conferisce alla proprietà fondiaria un valore artificiale, che spesso aumenta sino a livelli vertiginosi; gli edifici che vi sono costruiti sopra, invece di elevare tale valore, lo abbassano, giacché non corrispondono più alle mutate condizioni; li si demolisce e li si sostituisce con altri. Ciò avviene soprattutto nelle abitazioni di operai site nel centro urbano, il cui affitto, nemmeno in condizioni di massimo sovraffollamento, può superare un certo massimale, o lo supera solo con estrema lentezza. Le si demolisce e al loro posto si costruiscono negozi, depositi di merci, edifici di interesse pubblico... il bonapartismo ha sfruttato al massimo questa tendenza a favore della speculazione e dell'arricchimento privati; ma lo spirito di Haussmann è passato anche per Londra, Manchester e Liverpool, e sembra sentirsi a casa sua anche a Berlino e a Vienna. Ne risulta che dal centro delle città gli operai sono scacciati verso la periferia, che le abitazioni per operai, o comunque piccole, si fanno rare e care e spesso addirittura introvabili; in condizioni del genere, infatti, l'industria edilizia, a cui abitazioni più care offrono un campo di speculazione di gran lunga migliore, costituirà solo per eccezione case per i lavoratori..."

"...Proudhon propone di trasformare i locatari in acquirenti rateali, in modo che il canone d'affitto pagato annualmente sia computato come rata per il riscatto del valore dell'abitazione e, trascorso un certo tempo, il locatario diventi proprietario del suo appartamento. Questo sistema, che Proudhon ritiene quanto mai rivoluzionario, oggigiorno viene messo in opera in tutti i paesi da società di speculatori, che, aumentando il prezzo d'acquisto, si fanno pagare due o tre volte il valore delle case..."

*1. Da "...una lettera scritta da Indianapolis il 28 novembre 1886 da Eleonor Marx-Aveling: "a Kansas City, o meglio nei pressi, abbiamo visto delle miserabili capannucce di legno di circa tre camere, nel cuore della foresta. Il terreno era costato 600 dollari ed era appena sufficiente ad accogliere la casetta. Questa era costata a sua volta più di 600 dollari: in totale, 4800 marchi per una casuccia miserabile, ad un'ora dalla città, in un deserto fangoso. I lavoratori devono quindi accollarsi pesanti debiti ipotecari per non ricever altro, poi, che abitazioni come queste, e sono, ora più che mai, schiavi del padrone che dà loro da mangiare. Sono incatenati alle loro case, non possono andare via e devono far buon viso per forza a tutte le condizioni di lavoro che si offrono loro". [E 1887]..."

"... Il compito della nuova scienza dell'economia sociale inventata dal signor Sax consiste dunque in questo: trovare i mezzi e le vie per fare in modo che, (nell'ambito delle condizioni di una società basata sull'antitesi fra capitalisti, detentori di tutte le materie prime, di tutti gli strumenti di produzione e di tutte le derrate da una parte, e dall'altra lavoratori salariati nullatenenti che possono chiamare "propria" solo la loro forza lavoro e null'altro), i salariati possano essere tramutati in capitalisti, senza cessare d'essere salariati..."

"...Sennonché, invece d'essere grati ai filantropici capitalisti, i lavoratori da allora hanno mosso obiezioni assai significative al "sistema del cottage". Hanno obiettato non solo che essi devono sborsare un prezzo di monopolio per le case, perché gli industriali non hanno concorrenti, ma altresì che ad ogni sciopero si vengono a trovare subito senza tetto, poiché l'industriale li mette alla porta su due piedi, e rende così molto difficile ogni resistenza..."

"...L'essenza del suo socialismo borghese sta nel suo voler mantenere in piedi tutti i mali della società odierna e al tempo stesso di abolirli. I socialisti borghesi, come è già detto nel "manifesto comunista", vogliono "porre riparo agli abusi sociali per assicurare il permanere della società borghese", vogliono "la borghesia senza il proletariato"..."

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