mercoledì 8 luglio 2026

pc 8 luglio - Vertice NATO: lo shopping delle armi, il "ruggito" dei padroni italiani sostenuti da Meloni e Crosetto

Rutte: "Il ronzio dei macchinari deve trasformarsi in un ruggito" e lo ha detto mentre rideva, tutto contento che la marcia verso una carneficina mondiale possa diventare una enorme opportunità di profitti per i padroni. Lo sottolinea persino il quotidiano di Confindustria: "un segretario generale ridanciano in modo imbarazzante, è parso fuori linea rispetto alla gravità della situazione politica, e ai rischi del riarmo in corso".


dal sole24ore

Meloni si presenta al summit con una spesa salita sì al 2,8% del Pil, quasi il doppio rispetto all’ 1,6% del 2024, ma con un aumento legato soprattutto alla componente sicurezza (15 miliardi, lo 0,71%). La spesa “core” in armamenti è al 2,1 per cento.

L’obiettivo è principalmente quello di ribadire che l’Italia vuole mantenere i suoi impegni sulle spese per la difesa (da portare al 5% entro il 2035)



da MilanoFinanza

l’industria della difesa faceva quello che tutti si auguravano riuscisse a essere fatto: firmava accordi miliardari destinati a rafforzare la base industriale militare transatlantica, partendo da un piano da oltre 40 miliardi di dollari, da mettere a terra nei prossimi cinque anni, per sviluppare sistemi di difesa contro i droni.

La Nato ha bisogno «di una rivoluzione industriale transatlantica della difesa», ha detto ieri il segretario generale della Nato, Mark Rutte. 

la prima iniziativa, battezzata Nato Drone Edge, coinvolge 20 Paesi alleati (Italia compresa) e ha come obiettivo quello di costruire una capacità di contrasto ai droni, quintuplicando entro la fine del 2027 il numero di operatori di Uav (veicoli senza conducente) nelle forze armate dei Paesi aderenti. Per accelerare gli acquisti, l’Alleanza si doterà di una piattaforma dedicata ai sistemi anti-drone, per acquistare tecnologie già testate dalla Nato. Ma quello sui droni, per l’appunto, è solo un primo tassello

L’americana Nuburu punta le pmi italiane nella Difesa

Quotata a New York, al segmento Nyse American, ma con management e strategia industriale italiani, Nuburu è quasi un unicum sulla scena finanziaria e industriale. Il piano di sviluppo per l’Italia, che prevede ricavi cumulati per oltre 336 milioni di dollari tra il 2026 e il 2029, punta a costruire un hub integrato della difesa e della sicurezza, passando per acquisizioni mirate di aziende italiane. Tra queste, c’è Tekne, operatore abruzzese specializzato in ingegneria della difesa e nei veicoli industriali, speciali e militari. «L’Italia è al centro dei nostri piani», conferma Zamboni (presidente esecutivo e co-ceo di Nuburu.): Tekne apporterà veicoli speciali e tecnologie di guerra elettronica; Lyocon competenze nella fotonica e nei laser blu e verdi e blu, destinati anche all’underwater (come nei programmi di Fincantieri); Orbit il software per monitoraggio, controllo e orchestrazione dei sistemi e di gestione di strutture critiche. Si aggiunge l’accordo con Hipert, spin-off dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con le soluzioni di AI per la guida autonoma dei veicoli tattici. L’idea è integrare tutto in un’architettura con sovranità tecnologica nazionale destinata alla protezione delle infrastrutture critiche, applicazioni anti-drone e mercati Nato. 



    Militari e padroni delle armi premono sul governo, cioè sull'ex presidente
 dell'AIAD (Federazione Aziende Italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza), Crosetto, sul libro paga della Leonardo

da starmag

Il ministro della Difesa Crosetto ha fatto sapere che il programma per i carri Panther e i corazzati Lynx della joint venture Leonardo-Rheinmetall prosegue, ma con un taglio del 18% dei costi, tempi rivisti e l'obiettivo di aumentare il ritorno industriale in Italia. 

Il ministro ha sottolineato che “nulla nei nostri programmi è stato interrotto”: “Prosegue l’intenzione di avere mezzi di nuova generazione ma stiamo ragionando sui numeri e sui tempi”.

Il programma originario della joint venture Leonardo-Rheinmetall per l’Esercito italiano prevedeva la fornitura entro il 2040 di 272 carri armati Panther e 1.050 veicoli da combattimento della fanteria Lynx, per un valore complessivo stimato in circa 23 miliardi di euro.

Il titolare della Difesa ha parlato di “scontro duro” con le aziende “che arrivano a usare i giornalisti per convincere il governo a muoversi più velocemente”: “il risparmio di soldi pubblici da una parte e l’idea di far ricadere il massimo del ritorno in Italia sono due obiettivi che un ministro della Difesa deve perseguire”.

IL COMMENTO DEL DIRETTORE DI RID (Rivista Italiana di Difesa)

Nel frattempo, sui ritardi del programma è intervenuto anche il direttore di Rid, Pietro Batacchi.

“L’eterna campagna elettorale italiana sta pesantemente condizionando l’ammodernamento della componente terrestre pesante del nostro Esercito” ha osservato Batacchi aggiungendo che “L’incertezza sui fondi europei Safe, la mancata uscita dalla procedura di infrazione europea per deficit eccessivo, i tentennamenti dovuti alla congiuntura politica (dal referendum, all’ascesa del Generalissimo…pacifista), ecc., hanno di fatto bloccato la firma del contratto per lo sviluppo e l’acquisizione dei primi esemplari del nuovo carro PANTHER-IT, frutto della cooperazione tra Leonardo e Rheinmetall”.

LE RICADUTE SULLA FILIERA INDUSTRIALE

Secondo l’esperto, il rinvio della firma del contratto sta producendo effetti sull’organizzazione industriale delle aziende coinvolte, che avevano già avviato investimenti e pianificato le attività produttive.

Batacchi cita il caso dello “stabilimento di Leonardo di La Spezia: uno stabilimento di prim’ordine e una vera eccellenza industriale, raddoppiato nelle dimensioni negli ultimi 2-3 anni, con tanti, nuovi, giovani ingegneri e tecnici specializzati, una filiera riattivata e rimobilitata, ampliata nel suo perimetro di competenze, ordini per materiali strategici fatti, con rischi di perdita di slot di consegna, e così via”.

In conclusione, il direttore di Rid evidenzia che “questa situazione non è certamente ottimale da diversi punti di vista. Credibilità internazionale, aspettative industriali e operative, ecc., con sullo sfondo uno scenario internazionale sempre più complicato e competitivo”.

    L’Italia guida l’iniziativa multidominio TASK FORCE X – CENTMED della NATO

fonte RID, 08/07/2026

I Paesi partecipanti alla TFX-CENTMED sono 5: Italia, Stati Uniti, Slovenia, Croazia e Lettonia, affiancati da 7 Paesi osservatori, ossia Albania, Bulgaria, Grecia, Macedonia del Nord, Montenegro, Romania e Ungheria, con lo schieramento, in totale, di circa 180 sensori tra quelli forniti dagli Stati e dall’industria. L’iniziativa è aperta alla partecipazione del mondo industriale, con la presenza di più di 80 tra grandi aziende e PMI, con lo scopo di favorire occasioni di confronto, collaborazione e sviluppo di potenziali sinergie a livello nazionale e internazionale. 

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