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Il caporale intascava fino al 60% della paga dei braccianti: botte e spray al peperoncino a chi osava ribellarsi
di Ubaldo Cordellini
I lavoratori sfruttati costretti ai turni in nero nel weekend, aggrediti con tirapugni e forbici da potatura se rifiutavano il pizzo
Pretendeva dieci
euro al giorno per il trasporto nei campi dai giovani che lavoravano
nelle vigne di alcune note aziende vitivinicole dell’asta dell’Adige, a
sud di Trento. Muhammad Suleman, il caporale cinquantenne arrestato
l’altra mattina all’alba nella sua casa di Rovereto, controllava, o
cercava di controllare, in tutto e per tutto la vita delle persone che
sfruttava. Erano tutti braccianti che lavoravano anche dieci ore al
giorno, sette giorni su sette, nei vigneti tra Trento e Rovereto. Li
costringeva a lavorare in nero dalle 8 alle 10 ore al giorno di sabato e
di domenica, dopo che avevano già finito il turno normale.
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