venerdì 20 settembre 2019

pc 20 settembre - TORINO LA VENDETTA... - RIPRENDIAMO STRALCI DI UNA INTERVISTA ALL'AVV. GIANLUCA VITALE DI TORINO SUI FATTI CHE HANNO DATO LUOGO AGLI ARRESTI DI ORA


INTERVISTA A VITALE
"...(Dopo lo sgombero dell'Asilo occupato) Vengono fatte manifestazioni, la sera stessa c'è una, poi il sabato c'è una grossa manifestazione, che contestano da una parte l'operazione degli arresti e lo sgombero dell'Asilo che era occupato da 25 anni, ma contestano anche il fatto che per sgomberare quell'Asilo viene fatta una operazione di militarizzazione in tutto il quartiere. Vengono bloccate le strade, non solo durante le operazioni di sgombero che durano la sera, la notte, fino al mattino dopo, alcuni compagni restano sul tetto, ma durano giorni e giorni, perchè per vari giorni intere vie e pezzi di quartiere sono state totalmente presidiati, con divieto di ingresso. Potevano entrare solamente i residenti mostrando un documento e venivano addirittura accompagnati uno per uno fino al portone di casa, tipo Palestina con i chekpoint. Questo è stato gravissimo. Ma questo ha portato anche a prendere coscienza del livello di repressione che sta agendo a Torino anche da parte di persone che non hanno mai fatto politica, che non sono interessate, ma visto il livello di questo genere, si chiedono che cosa sta succedendo.

Che atteggiamento hanno avuto gli abitanti della zona?
Gli abitanti del quartiere sono stati molto solidali con i compagni dell'Asilo... si rendono conto che quella è una azione totalmente al di fuori da ogni comprensibilità democratica... Comunque, viene
fatta la manifestazione di sabato, dove vengono fatti arresti; manifestazione molto dura, ma anche lì la risposta della polizia è stata molto simile alla risposta di Genova G8: cariche sostanzialmente da “rete a strascico”, fai la carica e tutto quello che trovi in mezzo, lo prendi e lo porti via. Uno dei ragazzi che sono stati arrestati era appena uscito di casa per vedere quello che stava succedendo e si è trovato in mezzo alla carica ed è stato pestato in maniera significativa. Ancora qualche giorno dopo c'è stata una piccola manifestazione nella zona di Porta Palazzo (il mercato di Torino), mentre alcuni compagni andavano a questa manifestazione su un tram pubblico di quelli grossi, è stato fatto fermare il tram, la Digos è entrata e, mi ricordo come l'ha descritto una compagna che stava su quel tram, hanno fatto uscire i civili e hanno bloccato in fondo i compagni. Un'operazione anche di immagine, della serie: tu scendi, tu no. Anche qua con un metodo da rastrellamento. Anche qui poi in pochi minuti hanno chiuso completamente la zona... c'era una signora che diceva: “ma lì c'è una stiratrice, devo andare a ritirare gli abiti...”, “No, non si può passare...” Ed era una signora tranquillissima, che non gliene fregava niente della manifestazione. Quindi, è continuata per qualche ora questa militarizzazione improvvisa, da scacchiera.
Questo è il livello di repressione che finora a Torino non si era visto... questo tipo di livello di controllo del territorio in realtà è una novità anche per Torino... diventa una sfiducia nella popolazione, al di là di chi c'è. E quindi devi bloccare tutto, devi congelare la situazione, occupare il territorio. Truppe di occupazione, praticamente...
Devo dire che quello che è stato abbastanza significativo e positivo è la risposta non è stata divisa. Forse l'auspicio di chi ha organizzato questa operazione era anche di dividere il movimento, della serie: “lì ci sono gli anarchici che stanno un po' sulle scatole...”, No, la risposta è stata molto compatta. Tutto il movimento, tutti i compagni si sono mossi e la risposta è andata oltre il movimento, perchè quella modalità di gestione non è stata accettata dalla città.
In tutto questo, ovviamente, la prima persona che si è complimentata, ha esultato per lo sgombero dell'Asilo è stata la Sindaca Appendino...

Che tipo di quartiere, dal punto di vista sociale, è quello dove sta l'Asilo Occupato?
E' il quartiere “Aurora”. E' uno storico quartiere popolare di Torino. E' un quartiere dove c'è un progetto di gentrificazione, qualificazione, acquisizione di immobile, di “abbellimento” e ovviamente di espulsione della popolazione che era già insediata. Non è un caso, probabilmente, lì si è appena insediata la sede principale della Lavazza, con ristrutturazione di tutta un'area industriale, abbellimento, fioriere, che è a due passi dall'Asilo. E' uno dei tanti pezzi di città, in cui l'obiettivo è modificare il tessuto sociale, le abitazioni le acquistiamo a basso prezzo e le rivenderemo ad alto prezzo, diventerà un altro luogo della movida Torinese. Ovviamente questo presuppone l'espulsione del tessuto popolare che era sempre stato parte di quella zona.

...Questa repressione mi ricorda il periodo di Genova, dove subito dopo le cariche del sabato in cui erano state massacrate una serie di persone, quello che ci dicevano i poliziotti era: “guardate che sono cambiate le cose. La potete finire di fare i comunisti...”. Ora ogni tanto l'impressione è quella, un senso di impunità maggiore da parte delle Forze dell'ordine c'è. La situazione generale non influisce solo sul 'liberi tutti nell'aggressione al nero, al migrante, ecc.”, “se lo dice e fa il razzista un ministro, lo posso fare anch'io..., sentirmi libero di dire e fare quello che voglio...”. Anche le Forze dell'ordine hanno molto più un senso di copertura. Effettivamente non c'è mai stato niente di strano, di anomalo nel pestaggio in piazza, così non c'è mai stato niente di strano nello sgombero duro di un posto occupato. L'occupazione militare di un territorio, di interi isolati, è la novità. E la novità mi sembra più facile leggerla come dici tu, con un clima complessivo che consente anche di sentirsi liberi di fare le “truppe di occupazioni” che magari prima avevi più remore a farlo.
A questo si accompagna un clima cittadino che. Nonostante quello che anche alcuni compagni speravano potesse succedere, non è successo, è stato un fallimento totale; alcuni speravano che il M5S a Torino fosse in qualche modo legato al movimento antagonista – e in parte lo era – e desse una sponda a questi movimenti, in realtà c'è una linea di continuità totale con il progetto cittadino che aveva anche la Giunta del PD, sta seguendo pedissequamente anche questi progetti di gentrificazione, di espulsione della popolazione, ecc. I 5 stelle di Torino sono più minnitiani che salviniani, alla fine più il “decoro” di Minniti sia la loro bandiera.

Ci sono delle avvisaglie di repressione verso altre realtà di centri sociali o antagoniste?
...L'obiettivo sicuramente è quello di fare piazza pulita, d'altra parte questo sta nel decreto Salvini. In questo senso stanno “semplicemente” ottemperando alla legge. 

Abbiamo letto, dopo la repressione per i fatti dell'Asilo occupato, delle prese di posizione individuali di alcuni intellettuali, che sono significative per il fatto che, in una situazione in cui tutta la campagna stampa era tesa ad indicare i compagni come “terroristi”, queste posizioni sono state invece un esporsi giustamente, andare controcorrente.
Probabilmente c'è stato un eccesso di sicurezza. Chi ha gestito questa operazione repressiva probabilmente pensava che in questa fase storica avrebbe avuto solamente il consenso popolare. Fortunatamente così non è stato. Forse per gli eccessi con cui hanno portato avanti queste misure repressive. Quindi, la risposta non è stata quella che loro speravano potesse esserci...

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