martedì 7 marzo 2017

pc 7 marzo - Una proposta criminale. Al lavoro come in galera

Liguria, il presidente Toti: "Chiederemo le impronte digitali ai dipendenti pubblici"
"Al posto del badge - spiega il governatore della Liguria - registreranno ingresso e uscita dei lavoratori"
di MICHELA BOMPANI


05 marzo 2017
"Le impronte digitali al posto del badge: le introdurrò in Liguria": il presidente della Regione Giovanni Toti annuncia la riforma del cartellino, anti-furbetti. "Siccome il mio telefono si apre con le impronti digitali, non vedo perché non possano essere usate anche per registrare l'ingresso e l'uscita dal posto di lavoro: così i furbetti non ci sono più, o ti porti il dito del collega in ufficio, oppure la pianti di fare il furbo": fa discutere la proposta del governatore Toti, che ha annunciato di voler condurre una propria battaglia contro i furbetti dell'amministrazione pubblica. Toti di fatto propone la lettura delle impronte digitali, al posto del badge, per i lavoratori della Regione Liguria, e che lui vorrebbe estendere a tutti i lavoratori pubblici. Questo però significherebbe registrare le impronte digitali di tutti i dipendenti. "Non ci trovo nulla di strano, anzi, non credo che darà fastidio a chi fa bene e con coscienza il proprio lavoro", ha aggiunto.  "Nella pubblica amministrazione bisogna tornare a premiare chi lavora e punire chi non fa nulla - spiega Toti - anche chi sta in ufficio a giocare con il telefonino mica è molto diverso da chi timbra e se ne va". E ha chiuso, definendo i "furbetti del cartellino": "Smettiamola di chiamarli furbi, sono ladri due volte. Perché vengono  pagati per un lavoro che non fanno e perché sono  ladri di speranza, perché il loro posto potrebbe andare a uno del 40% dei giovani disoccupato".

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