mercoledì 7 maggio 2014

pc 7 maggio - E' ALLA "TENDA PER IL LAVORO" DEI DISOCCUPATI ORGANIZZATI DI TARANTO CHE SI FANNO GLI INCONTRI E SI ASSUMONO GLI IMPEGNI

Ieri sera alla Tenda per il Lavoro vi è stato un incontro su:
- è possibile coniugare Bonifiche, raccolta differenziata/ciclo rifiuti con LAVORO?
- è possibile coniugare formazione con LAVORO?
tra una delegazione di DISOCCUPATI ORGANIZZATI slai cobas e l'ex ass. al lavoro e alla formazione della Provincia, il Presidente della principale cooperativa negli appalti comunali, un responsabile degli enti formativi.
La Tenda, come i Disoccupati Organizzati hanno detto dal primo momento, sta diventando sia una iniziativa permanente di lotta, in primis contro il Comune, sia un punto vivo di riferimento per tutti coloro che vogliono lottare seriamente per il lavoro, e un luogo di solidarietà, appoggio della gente, MA ANCHE IL POSTO DOVE SI FANNO GLI INCONTRI, I "TAVOLI", perchè siano i "Palazzi" ad andare dai Disoccupati in lotta, confrontandosi con l'analisi della situazione e le proposte, anche con le critiche accese dei DO, e assumendosi impegni concreti.
In questo senso ieri vi è stato un altro incontro (dopo quello di giovedì scorso con l'arcivescovo). 
Il confronto si è incentrato soprattutto su due aspetti:
- la clausola sociale, perchè, sull'esempio di accordi fatti a Taranto su "clausole di salvaguardia" per l'assunzione di lavoratori in mobilità - per esempio recentemente al Porto - si inserisca nella gare di appalti di lavori pubblici, in primis bonifiche, l'impegno delle ditte ad assumere i disoccupati di Taranto;
vi sono già delle ditte sia di Taranto che addirittura del nord che hanno dichiarato il loro accordo verso questo tipo di "clausola sociale"; rispetto a questo - hanno detto i DO slai cobas - è la logica dell'emergenza e della necessità di dare risposte nuove all'altezza dell'emergenza lavoro a Taranto che deve guidare le soluzioni, non la logica ristretta e perdente delle "leggi esistenti", altrimenti è una presa in giro fare a Roma i "Tavoli per Taranto"  
- il passaggio essenziale della formazione (anche come canale che dia maggiore legittimità alla "clausola sociale"). Qui il dibattito è stato più articolato, anche con accenti differenti. Ma in sintesi si sono posti alcuni punti:
i soldi per la formazione devono essere presi anche dai fondi per l'ambientalizzazione sia nazionali che regionali; 
i corsi devono essere mirati sui lavori necessari e strategici per Taranto (bonifiche, attività logistiche nel porto, ciclo rifiuti) e riguardare una ampia platea di disoccupati e disoccupate, prendendo a riferimento l'esperienza positiva dei corsi sulla raccolta differenziata, ottenuti nel precedente ciclo di lotte;
targhettare alcuni dei progetti formativi già presentati dagli Enti alla provincia e che verranno autorizzati il 16 di questo mese, secondo l'esigenza di corsi per i lavori strategici;
chiedere comunque alla Regione di anticipare la programmazione dei fondi per la formazione 2014/2015. 
Insieme a questi punti, i Disoccupati Organizzati hanno posto la necessità, condivisa dal presidente de L'Ancora, anche di un intreccio formazione-lavoro in cui siano le ditte che assumono a garantire un periodo formativo intrecciato al lavoro; anche su questo vi sono già delle disponibilità da parte di alcune ditte interessate alle bonifiche. 
- la richiesta alla Regione e in particolare all'Ass. Caroli di farsi effettiva parte attiva e propositiva per mettere insieme tutte le parti istituzionali e imprenditoriali necessarie, senza limitarsi a burocratiche lettere o telefonate a prefettura, comune.
In conclusione, ci si è riconvocati dopo il 16 per fare il punto e passi concreti sulle questioni poste. 
Infine, nell'incontro si è posto chiaramente da parte dei DO la legittimità e la giustezza della "lista di lotta". I DO lottano e sono l'avanguardia per tutti i disoccupati e chi ha perso il lavoro a Taranto, anche dei tanti che purtroppo non lottano ancora; in questo senso ogni risultato conquistato da questi DO è un risultato per tutti. Ma sarebbe ben strano che i disoccupati che lottano ormai da mesi, che si prendono anche multe, denunce, poi a fronte di un risultato ottenuto con la loro lotta, venissero messi da parte in nome della "legge". Se così fosse, sarebbe un segnale negativo per tutti i disoccupati, che non è la lotta, non è la partecipazione diretta alla battaglia per il lavoro che paga, ma il solito andazzo, sempre, a Taranto in particolare, poi inquinato da clientelismi - e anche ora siamo sotto altre maledette e inquinanti elezioni...
E' INVECE IL MESSAGGIO DELLA "LISTA DI LOTTA" CHE DEVE PASSARE E COME NELL'ALTRO CICLO DI LOTTA SI DEVE AFFERMARE NELLA PRATICA!

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