giovedì 8 gennaio 2026

pc 8 gennaio - Respingere la montatura poliziesca giudiziaria - Libertà per Hannoun-Yasser-Dawoud-Kalil e tutti gli inquisiti - Le questioni da affrontare per uno sviluppo chiaro del movimento di solidarietà

Report dalla manifestazione - proletari comunisti Milano

Ieri presidio al carcere di San Vittore per far sentire la vicinanza, la solidarietà, un caloroso abbraccio virtuale a Dawoud. In un centinaio di solidali e nonostante un gelido freddo prima in presidio e poi in corte, questo messaggio è risuonato forte e chiaro e siamo certi che ha raggiunto Dawoud. 

In particolare, oltre gli slogan che dicevano “la resistenza non è reato, Dawoud/Hannoun/Yasser/Kalil vanno liberati” o “Meloni Fascista sei tu la terrorista” o “Gaza vincerà, Palestina libera dal fiume al mare”, sono intervenuti due dei suoi figli che hanno ribadito il loro disprezzo per questa operazione del governo Meloni, ma che hanno invitato a non distogliere lo sguardo e l'azione verso il popolo di Gaza, trattenendo la commozione per l'arresto del padre ma ribadendo che non vogliono deludere i suoi insegnamenti e l'impegno verso il popolo palestinese. 

Ma il presidio di ieri è stata anche la conferma, purtroppo, di un movimento di solidarietà che da un lato dice “siamo tutti Hannoun” ma solo nel “lato umanitario”, giusto e sacrosanto a cui anche noi abbiamo contribuito finanziando la raccolta per viveri-medicinali e quanto necessario al sostentamento minimo di un popolo sotto assedio e genocidio; ma dall'altro lato questo movimento fatica a comprendere la vera natura di questa operazione: ovvero mettere sotto accusa l'intero movimento di solidarietà e in tutte le sue varianti, studentesche-giornalistiche-boicottaggio, o lo sventolare la bandiera Palestinese; un'operazione repressiva che già è agente e ha colpito; non individuandone, o solo parzialmente, la sua illegittimità 

1) perché visto che le accuse si basano su direttive sioniste, i membri dell'API di fatto sono stati sequestrati dal governo Meloni, che come ha detto qualche giurista e avvocato, fa suo il metodo sionista in funzione della repressione interna (visto che in linea teorica questi processi si dovrebbero fare in Palestina); 
2) si definisce terrorista Hamas, sempre secondo Israele, quando Hamas è stata eletta nel 2006 e quelle

pc 8 gennaio - Israele estende la “linea gialla” a Gaza e continua la pulizia etnica, anche in Cisgiordania

all'insegna del sostegno alla resistenza antimperialista e anti sionista

Negli ultimi due giorni, l’offensiva militare israeliana a Gaza ha subito un’ulteriore accelerazione. Secondo i resoconti dei corrispondenti di Al Jazeera, le truppe di Tel Aviv stanno estendendo la cosiddetta “linea gialla”, che divide la Striscia tra una parte libera dall’occupazione dell’IDF e una no.

Le truppe israeliane stanno espandendo la propria presa nella zona orientale dell’enclave, costringendo i palestinesi in aree sempre più ridotte e sovraffollate. I sionisti stanno penetrando in profondità nei quartieri di Tuffah, Shujayea e Zeitoun, nell’area est di Gaza City. Le operazioni si stanno avvicinando strategicamente a Salah al-Din Street, la principale arteria stradale che collega il nord e il sud della Striscia, costringendo migliaia di famiglie già sfollate a fuggire nuovamente sotto la minaccia delle armi.

Attualmente, Israele occupa fisicamente circa il 53% del territorio di Gaza. La parte sotto controllo

mercoledì 7 gennaio 2026

pc 7 gennaio - 10 gennaio ovunque in piazza per il Venezuela ma è indispensabile unire la mobilitazione a quella più che mai urgente per la Palestina

pc 7 gennaio - Asra Media sollecita le organizzazioni per i diritti umani a intervenire contro gli abusi sulle donne palestinesi nella prigione di Damon

 


Ramallah. Le detenute palestinesi nel carcere di Damon hanno subito in questi giorni ripetute aggressioni violente, misure arbitrarie e umiliazioni, nell’ambito di una politica repressiva in escalation attuata su ordine del ministro della sicurezza di estrema destra Itamar Ben-Gvir.

Secondo quanto riportato dall’Ufficio Asra Media, che cita fonti informate, durante il mese di dicembre le forze israeliane hanno condotto ripetute irruzioni violente nelle celle delle prigioniere palestinesi a Damon.

Durante tali irruzioni, i soldati hanno costretto le donne detenute a sdraiarsi a faccia in giù sul pavimento, hanno messo a soqquadro le celle, utilizzato cani poliziotto per terrorizzarle e lanciato granate stordenti all’interno della sezione in cui sono recluse.

Asra Media ha aggiunto che le detenute nella prigione di Damon soffrono già per il freddo pungente all’interno delle celle, soprattutto di notte, poiché è vietato loro dormire con giacche invernali, mentre le finestre senza vetri lasciano filtrare aria gelida, aggravando la loro sofferenza fisica e psicologica.

Asra Media ha rivolto un appello alle organizzazioni internazionali per i diritti umani affinché intervengano urgentemente per porre fine alle sofferenze delle donne palestinesi nella prigione di Damon.

pc 7 gennaio - Milano corteo del 10 gennaio - proletari comunisti aderisce


pc 7 gennaio - Condanniamo l’aggressione USA contro il Venezuela e chiamiamo alla mobilitazione - Unione Democratica Arabo Palestinese - UDAP

 

L’Unione delle Comunità e delle Organizzazioni Palestinesi in Europa condanna nei termini più duri l’aggressione militare statunitense contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela e il rapimento del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie.
Rappresentano palesi violazioni del principio di sovranità degli Stati, del principio di non ingerenza negli affari interni e del divieto dell’uso della forza nelle relazioni internazionali, un modello di terrorismo di Stato ad opera degli Stati Uniti che minaccia la pace e la sicurezza internazionali.
L’Unione ritiene che l’aggressione contro il Venezuela rientri in un più ampio quadro in cui l’imperialismo prende di mira i Paesi e i movimenti di liberazione che rifiutano la sua egemonia, tra questi la Palestina, il Venezuela e altri Paesi e popoli che respingono il dominio e difendono il proprio diritto all’indipendenza e all’autodeterminazione.
È lo stesso approccio che si manifesta nell’aggressione continua degli Stati Uniti d’America, sia direttamente che tramite l’avamposto sionista, contro il popolo palestinese e contro tutti i popoli che aspirano alla libertà, alla giustizia e alla dignità umana.
L’Unione riafferma la sua piena solidarietà con il popolo venezuelano e con la sua leadership eletta e ribadisce il diritto del popolo venezuelano a difendere la propria sovranità e l’indipendenza della propria decisione politica, in conformità con le leggi e le convenzioni internazionali.
Su questa base, l’Unione chiama a mobilitarsi contro l’aggressione al Venezuela e a fare pressione affinché venga fermata, sottolineando che la mobilitazione in solidarietà con il Venezuela oggi va in continuità con quella di solidarietà con la Palestina, in quanto parte della stessa lotta contro l’egemonia, lo sfruttamento e l’imperialismo, e dalla profonda convinzione nella giustizia delle cause dei popoli e nel loro diritto alla libertà e all’indipendenza.
Unione delle Comunità e Organizzazioni Palestinesi in Europa

pc 7 gennaio - Venezuela - ospitiamo sul blog commenti in generale condivisibili - per il dibattitto e l'orientamento

Alessandro Volpi da la bottega del barbieri
 
L’attacco al Venezuela da parte degli Stati Uniti è un atto gravissimo, e pericolosissimo, per una infinita serie di ragioni. Ma a me preme sottolinearne una.
Si tratta della palmare dimostrazione della profonda crisi degli Usa che sono schiacciati da un debito federale fuori controllo, da un debito privato non più sostenibile per la popolazione americana, da una radicale deindustrializzazione, messa a nudo dalla concorrenza cinese, da una inflazione pronta ad esplodere per i dazi e se Trump ordinerà alla Fed una riduzione dei tassi e da una gigantesca bolla finanziaria ormai al limite.
Di fronte a questo stato di cose, Trump ha scelto la soluzione della guerra aggredendo un paese ricchissimo di risorse, per rianimare l’economia interna e proteggere la bolla finanziaria.
Del resto, tutta la strategia di Trump va nella direzione di acquisire risorse e moltiplicare gli affari Usa in America Latina per contrastare la penetrazione cinese: si pensi alla vicenda del canale di Panama, o

pc 7 gennaio - PATROCINIO A SPESE DELLO STATO: LA LEGGE DI BILANCIO INDEBOLISCE IL DIRITTO DI DIFESA E COLPISCE I PIÙ FRAGILI

Riportiamo un commento dell'avvocata Antonietta Ricci di Taranto. Se questo articolo della legge di bilancio (tutta a favore del ceto medio, dei padroni) venisse effettivamente applicato, per esempio varie parti civili di lavoratori, abitanti dei quartieri inquinati non potrebbero avere una difesa legale nel processo Ilva "ambiente svenduto", dandogli così un doppio danno e rendendo palese una discriminazione di classe tra difesa dei padroni assassini e loro complici politici/istituzionali, e difesa di lavoratori, popolazione che ha subito attacchi alla salute e morte anche dei loro famigliari. 
Questo non deve passare!

*****

La legge di bilancio 30/12/2025, n.199 introduce la sospensione automatica del pagamento dei compensi agli avvocati — inclusi quelli relativi al patrocinio a spese dello Stato — in presenza di presunte irregolarità fiscali o contributive.

Si tratta di una misura rigida, automatica e indiscriminata che interviene su un settore già strutturalmente in sofferenza, incidendo direttamente sull’effettività del diritto di difesa sancito dall’art. 24 della Costituzione. Il rischio concreto è quello di una drastica riduzione degli avvocati disponibili ad assumere incarichi nell’ambito del patrocinio a spese dello Stato, con un impatto immediato e devastante sui cittadini economicamente più deboli, che vedrebbero compromesso l’accesso alla giustizia.

Particolarmente allarmante è la pretesa di subordinare la liquidazione dei compensi — anche quelli liquidati dal giudice — alla regolarità contributiva del professionista. Un requisito mai previsto in precedenza, tanto più problematico se si considera che le Casse Forensi sono enti di diritto privato, dotati di autonomia normativa, gestionale e patrimoniale. In tal modo, lo Stato finisce per ingerirsi direttamente in rapporti giuridici di natura privatistica, estranei sia al procedimento di conferimento dell’incarico sia alla funzione giurisdizionale di liquidazione dei compensi, alterando l’equilibrio istituzionale che governa l’autonomia dell’Avvocatura.

Sul piano sistematico, la previsione appare sproporzionata e incoerente: si utilizza il blocco dei compensi — e quindi la compressione dell’attività professionale — come strumento sanzionatorio per finalità estranee alla funzione  del patrocinio. Si confondono piani distinti: quello previdenziale e

pc 7 gennaio - Contro la strage sul lavoro quotidiano del padroni assassini, del governo Meloni, del sistema capitalista

Lavoro 2025: sono 1032 (anzi 1450) i morti

di Carlo Soricelli (*)

Egregio presidente della Repubblica,
presidente del Consiglio,
Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare,

trasmetto il quadro aggiornato dei morti sui luoghi di lavoro in Italia nel 2025, elaborato dall’Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavoro (attivo dal 1° gennaio 2008, primo e tuttora unico osservatorio indipendente che registra tutti i morti, compresi quelli esclusi dalle statistiche INAIL).

Nel 2025 muoiono in media 3,95 lavoratori ogni 24 ore, sabati e domeniche compresi.
Nell’intero 2025  i morti sono stati 1032 sui luoghi di lavoro, che diventano oltre 1.450 (parziale) includendo l’itinere (dato parziale).

Nota metodologica essenziale
I morti sono attribuiti alle Province e Regioni dove avviene la tragedia, non alla residenza. Gli autotrasportatori deceduti in autostrada gravano sulla Regione.

LOMBARDIA 118 sui luoghi di lavoro (168 con itinere) – Milano 22, Bergamo 19, Brescia 24, Como

pc 7 gennaio - Cómo responder a la posible agresión imperialista yanqui - Revolución Obrera - Colombia

Ante las declaraciones del criminal presidente de Estados Unidos, Donald Trump, realizadas el 4 de enero, en las que no descartó una operación militar en Colombia, el presidente Gustavo Petro respondió en la madrugada del 5 de enero mediante un trino. En él, contestó a las amenazas con una defensa de su persona y de sus actuaciones contra el narcotráfico, argumentos que, llegado el momento en que los imperialistas decidan invadir, les importan un bledo.

El derecho internacional humanitario, la Carta de las Naciones Unidas y todos los postulados consagrados en las constituciones sobre la defensa de la soberanía se convierten en palabras vacías cuando entran en juego los intereses económicos de los imperialistas y grandes monopolios. Los primeros en violarlos son precisamente los supuestos “garantes” de la libertad, la democracia y la soberanía nacional. Siempre ha sido así, solo que en los últimos tiempos estas violaciones se han vuelto abiertas y descaradas; basta preguntarle al pueblo palestino.

Volviendo al trino del presidente, este llama a la defensa de su persona mediante la toma del poder en

pc 7 gennaio - Milano la solidarietà non si arresta - presidio al carcere San Vittore

pc 7 gennaio - Messaggi di solidarietà a Luigia L'Aquila

Stanno arrivando alla compagna Luigia tanti messaggi di solidarietà, via via li pubblicheremo. 

L'aggressione del poliziotto sta determinando un effetto molto grave: per ora Luigia ha il gesso sul polso, ma quasi sicuramente dovrà subire un intervento, perchè la frattura è multipla, pluri frammentata; e comunque prima che possa adoperare il polso, il braccio dovranno passare molte settimane, se non mesi, con possibili conseguenze - speriamo di no - anche sul lavoro.

Il/i poliziotti dovranno pagare caro!
Luigia è tutte noi! Luigia dall'inizio dell'arresto di Anan, Alì, Mansour si sta battendo per la loro libertà, ed è sempre in prima fila nel sostegno alla resistenza palestinese. Luigia il 3 gennaio ha difeso strenuamente la bandiera palestinese che il poliziotto le voleva strappare di mano perchè i poliziotti odiano quella bandiera, odiano chi lotta per la Palestina, per la libertà dei prigionieri palestinesi in Italia, odiano le donne rivoluzionarie comuniste. 
Ma Luigia, le donne che lottano sono mille volte più forti dei miseri omuncoli sbirri, come dei fascistelli che cercano ora di vomitare frasi reazionarie/sessiste, ben coperti da internet.

Giù le mani da Luigia, la solidarietà è un'arma, e la useremo bene!
 

Da Campetto occupato:
Ieri, durante il passaggio della fiaccola olimpica a L'Aquila, in seguito alla

martedì 6 gennaio 2026

pc 6 gennaio - Venezuela - Nota per l'orientamento e l'azione proletaria e comunista - la chiave di lettura è il nazismo

L'attacco/invasione del Venezuela era prevedibile, da settimane l'imperialismo americano ha operato verso un'aggressione al Venezuela. Poi però l'ha fatto in forma esplosiva, sorprendente.

L'intervento prodotto dall'imperialismo Usa in Venezuela è in continuità con la politica strategica, storica dell'imperialismo americano diciamo, come forma alta dell'imperialismo mondiale. Questo imperialismo è stato già analizzato scientificamente da Lenin nel suo libro "Imperialismo. fase suprema del capitalismo", e dal Novecento in poi produce quello che e' sotto i nostri occhi. Il nostro problema ancora una volta è di rispondere ai problemi reali che si presentano, per riuscire a interagire con gli eventi che avvengono nel mondo oggi, interpretandoli alla luce dei fatti per fornire elementi al proletariato, alle masse popolari perché abbiano la chiave di lettura, la chiave di orientamento che ispiri e motivi il tipo di risposta dei proletari e masse popolari.

La chiave di lettura è il nazismo.

Questo attualmente non viene detto in forme chiare da nessuno e evidentemente questo non ci fa certo piacere. Sappiamo bene che l'intervento americano è denunciato da tutti come violazione del diritto internazionale, della sovranità internazionale, che esso non corrisponde in nessuna maniera ai dettati, principi degli organismi internazionali, alle relazioni diplomatiche in ogni sistema sociale.

È una violazione evidente di tutto. Però è avvenuta, e questo è il punto. Chiaramente lo abbiamo già visto con il genocidio in Palestina. Questo vuol dire che la Comunità internazionale, il sistema delle relazioni politiche diplomatiche nel mondo stanno andando in frantumi, attraversate innanzitutto dalla crisi globale dell'imperialismo e dal modo con cui le class sociali che rappresentano innanzitutto la borghesia imperialista interpretano e producono comitati d'affari che rispondono ai loro interessi di fondo, che non vuol dire che sono la pura proiezione dei loro interessi immediati.

In questo senso la chiave è il nazismo, la volontà di rimodellare l'ordine mondiale, nella forma con cui questo viene interpretato da una potenza imperialista che percepisce il suo carattere calante e perdente.

La maniera con cui l'imperialismo americano si dichiara vittima, vittima del sistema mondo, vittima

pc 6 gennaio - Sicurezza sul lavoro - una iniziativa dei ferrovieri da condividere

10 gennaio 2024 – 10 gennaio 2026: a due anni dall’accordo che sancisce il “Modello Brandizzo”

Un anniversario per chi lotta per vita e diritti
contro paura e rassegnazione!

Ad oggi la mancanza di sicurezza sul lavoro resta il grande problema irrisolto, con cui i lavoratori
devono fare i conti, a fronte di un sistema che continua a mietere vittime senza tregua.
Il 10 gennaio 2024, Rfi e sindacati complici firmano un accordo capestro che stravolge lavoro e
vita dei lavoratori della manutenzione generando un drastico peggioramento delle condizioni di
sicurezza.
Gli ingredienti che caratterizzano l’origine dei rischi per chi lavora nei cantieri ferroviari,
vengono sicuramente da lontano; la strage operaia di Brandizzo (5 operai travolti dal treno)
accade il 30 agosto 2023, prima del 10 gennaio 2024; quello che però cambia è che il contesto, il
“modus operandi” in cui si genera quella strage, viene assunto come modello che RFI adotta per i
suoi progetti.
E così, fra incidenti letali e tragedie mancate solo per caso, lavorare nel nostro settore è diventato

pc 6 gennaio - La Groenlandia e l'Artico conteso dei paesi imperialisti

alcuni elementi necessari per capire la questione

L’Artico, o Polo Nord che dir si voglia, è tornato alla ribalta mondiale con l’elezione alla Casa Bianca di Trump, che ha chiarito fin da subito di volersi concentrare sui contesti reputati esistenziali al mantenimento dell’egemonia e alla sicurezza interna dell’imperialismo americano, ossia dominare e preservare il controllo sulle rotte marittime globali. Da qui nasce la rilevanza della rotta artica che nei voleri di Washington dovrebbe diventare la nuova frontiera americana. Il progressivo scioglimento della calotta polare avvicina pericolosamente la Cina e la Russia ai confini settentrionali del Nord America. Prospettiva inaccettabile per l’imperialismo americano, che da quasi un secolo esercita un’influenza decisiva sul centro nevralgico dell’Artico, la Groenlandia.
Alla fondamentale posizione geografica di queste terre va aggiunto il valore in termini di risorse minerarie e energetiche, dal petrolio all’oro, passando per i minerali utili per alimentare la corsa all’intelligenza artificiale, di cui il suolo groenlandese deterrebbe circa il 20% delle riserve globali, altro dossier tatticamente rilevante nel confronto con il socialimperialismo cinese e su cui insisterà nel prossimo futuro la competizione tra le due superpotenze per il dominio del mondo.
Conteso tra NATO e Unione Sovietica nella Guerra Fredda, l’Artico ha vissuto una stagione di pace con il crollo del Muro di Berlino. Fino a oggi quando è tornato nelle mire di Stati Uniti e Russia. Ma anche Cina, Regno Unito, Francia, e Italia vantano nel territorio i loro interessi.

Gli Usa e l’Artico
Il sogno americano di acquistare la Groenlandia ha radici lontane. Nel 1867, dopo aver concluso l’acquisto dell’Alaska dalla Russia zarista, gli Stati Uniti avviarono tramite il segretario di Stato William H. Seward una trattativa con la Danimarca per rilevare la sua colonia artica. L’accordo non ebbe seguito, ma la posizione geografica del possedimento danese continuò ad ossessionare la futura superpotenza imperialista. La Groenlandia è la più grande isola non continentale del pianeta e oltre a essere la porta d’accesso al Nord America, nonché la sua prima linea di difesa settentrionale, rappresenta storicamente un formidabile avamposto di collegamento tra Europa e America.
Nel 1940 l’occupazione nazista della Danimarca suscitò le immediate preoccupazioni degli USA. Inclusa nell’area protetta dalla cosiddetta dottrina Monroe, la Groenlandia fu prontamente rifornita per evitare che finisse sotto il controllo della Germania. Il 9 aprile del 1941 furono concesse le prime basi militari agli Stati Uniti e l’isola artica divenne collegamento fondamentale tra Washington e il Regno Unito.
Con la fine della seconda guerra mondiale, il presidente Harry Truman propose nuovamente di acquistare l’isola dal Regno di Danimarca, offrendo a Copenaghen cento milioni di dollari in lingotti d’oro, offerta rispedita al mittente. In compenso fu siglato un nuovo accordo di cooperazione tra Danimarca e Stati Uniti in funzione antisovietica. A partire dal 1951 furono allestite le tre principali basi statunitensi sull’isola: Narssarsuaq e Sondrestrom, eredità della guerra, e Thule. Le installazioni militari nacquero con lo scopo di monitorare l’Artico russo e assicurare un’adeguata deterrenza missilistica, ma la dissoluzione dell’Unione Sovietica e i decenni unipolari comportarono un parziale ridimensionamento della presenza statunitense nell’isola.
La Groenlandia, nel frattempo, vide ampliare notevolmente i propri margini di autonomia dall’ex potenza colonizzatrice. Nel 1979 la capitale Godthab fu riniminata Nuuk (dal termine inuit, che significa “capo”). Successivamente il referendum del 2008 sancì una forma di auto-governo groenlandese a partire dal 2009, a dimostrazione di un crescente sentimento indipendentista.
Respinta nuovamente al mittente un’offerta di acquisto durante la prima presidenza Trump nel 2019, gli USA stanno spingendo sulla Danimarca, per ora senza successo, per accrescere la propria influenza sull’isola a scapito delle ingerenze russe e cinesi.

pc 6 gennaio - Eternit: Padroni assassini e impuniti - la rete sionista al suo servizio

Eternit, l’intrigo internazionale per far assolvere il magnate o offrirgli una sicura latitanza

 Eternit, l’intrigo internazionale per far assolvere il magnate o offrirgli una sicura latitanza

Una rete con esponenti di spicco del governo israeliano ed ex agenti del Mossad, di cui faceva parte anche Jeffrey Epstein in azione con l’obiettivo di salvare dalla condanna definitiva in Cassazione nel 2015 il patron dell’Eternit Stephan Schmidheiny. O meglio “Sts” come veniva chiamato l’imprenditore svizzero nelle numerose mail riservate scambiate tra il suo braccio destro, il finanziere svizzero Heinz Pauli con Avner Azulay, ex alto ufficiale del Mossad e Ehud Barak, ex primo ministro israeliano, già capo di Stato maggiore dell’esercito e direttore dell’intelligence militare. Mail riservate per definire una strategia e impedire che l’imprenditore finisse in carcere. Oppure, nel peggiore dei casi, per garantirgli una sicura latitanza.

I familiari delle vittime dell'Eternit: 'Schmidheiny ci ha spiati per 20 anni, vogliamo giustizia'
del 04/01/2026

La ricostruzione dell’intrigo internazionale arriva dall’inchiesta esclusiva di

pc 5 gennaio - Contro la montatura giudiziaria contro il movimento palestinese e di solidarietà con la Palestina

 un commento

Arresti per presunti finanziamenti illeciti ad Hamas: qual è la connessione diretta

La questione non può porsi nei termini “pro Hamas” o “contro Hamas”. La questione è: siamo o non siamo per l’autodeterminazione dei popoli?

Arresti per presunti finanziamenti illeciti ad Hamas: qual è la connessione diretta al terrorismo?

Le indagini su persone e attivisti legati alla causa palestinese, cui sono seguiti 9 arresti e perquisizioni in tutta Italia nella giornata di sabato 27 dicembre, portano con sé alcune riflessioni imperative non tanto sulla vicenda in sé, ma sui presupposti politici e di diritto internazionale, in particolare rispetto a tre elementi: la fonte delle accuse, la storia dell’occupazione e del genocidio in Palestina, l’autodeterminazione dei processi di liberazione.

Le fonti delle prove a carico degli arrestati (tra cui Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi d’Italia) sono infatti provenienti prevalentemente dai servizi segreti e di sicurezza israeliani. In poche parole la magistratura di uno stato sovrano (o che si presume dovrebbe essere tale) ha spiccato mandati di arresto e perquisizione nei confronti di persone che avrebbero avuto legami economici con enti benefici a loro volta con legami con Hamas, e tutto questo a detta dello stesso stato che è indagato per crimini di guerra e genocidio dall’Onu e della Corte Penale Internazionale e che ha trattato come

lunedì 5 gennaio 2026

pc 5 gennaio - Assemblea nazionale a Torino “Governo nemico del popolo, il popolo resiste” - sabato 17 gennaio

 

Il Governo Meloni ci vuole in guerra e fa la guerra al popolo: si aggiudica il primo premio per essere il peggior nemico dei lavoratori e lavoratrici e amico dei padroni, amico dei peggiori torturatori libici e nemico degli uomini di pace e di dialogo interreligioso, peggior nemico dei giovani, delle donne, di chi vuole difendere l’ambiente e miglior amico delle grandi aziende belliche che stanno fatturando senza freni. Strizza l’occhio a Trump, indossando il vessillo sovranista per poi stringere mani nei privé dei volenterosi europei. Mostra apertamente il suo fallimento e al contempo l’arroganza di chi comanda a

pc 5 gennaio - Napoli: Officina 99 non si tocca!

di CSOA Officina 99

OFFICINA 99 NON È UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO, MA UNA RISORSA SOCIALE COLLETTIVA

In relazione alle notizie apparse sulla stampa riguardo una richiesta di sgombero del centro sociale Officina 99, riteniamo necessario chiarire alcuni punti. L’intervento delle forze dell’ordine è avvenuto a seguito di una richiesta di soccorso per una persona che non si è sentita bene durante un evento musicale.

Chiamare i soccorsi e collaborare con le autorità sanitarie è un atto di responsabilità, non un elemento che possa giustificare la chiusura di uno spazio. In trent’anni di attività, Officina 99 ha ospitato centinaia di iniziative culturali, musicali e sociali, offrendo alla città uno

domenica 4 gennaio 2026

pc 4 gennaio - L'asse imperialismo Italiano/padroni indiani si rafforza - rilanciare la solidarietà proletaria e internazionalista Italia/India

Così Simest e Icc rafforzano la partnership economica Italia-India

L’accordo tra Simest e Indian Chamber of Commerce rafforza il quadro istituzionale delle relazioni economiche tra Italia e India. D’Arienzo e Singh lo inquadrano come uno strumento operativo per sostenere investimenti, joint venture e partnership industriali di lungo periodo

In un momento storico in cui la sicurezza economica è paradigma dell’interesse nazionale, la convergenza operativa e cooperativa con alcuni partner diventa fondamentale per condividere obiettivi e proteggere sfere di interesse. È sotto questa ottica che l’Italia e l’India rafforzano l’architettura istituzionale del loro rapporto economico, con l’obiettivo di trasformare una convergenza politica crescente in opportunità concrete di investimento e cooperazione industriale. In