sabato 10 febbraio 2024
pc 10 febbraio - Le foibe tra menzogne e immonda speculazione fascista e di Stato - commenti
pc 10 febbraio - Carcere assassino! Carcere tortura - Guardie carcerarie vili razzisti massacratori a Reggio Emilia - protetti da Salvini/Nordio/GovernoMeloni!
Carcere di Reggio Emilia: detenuto picchiato e torturato
A quasi un anno dai fatti, l’agenzia di stampa ANSA ieri ha pubblicato il video di un detenuto incappucciato con un federa, messo pancia a terra con uno sgambetto e poi preso a pugni sul volto e sul costato, calpestato con gli scarponi, trattenuto alcuni minuti per braccia e gambe dagli agenti della polizia penitenziaria.
La vittima è un 40enne detenuto a Reggio Emilia, lo scorso 3 aprile, e le immagini arrivano dalle telecamere interne che sono state allegate agli atti dell’inchiesta. Per 10 agenti è stato chiesto il rinvio a giudizio, per otto di loro l’accusa è di tortura.
L’agenzia Ansa ha visionato l’intero video, di quasi dieci minuti, e nella descrizione continua a raccontare: denudato e sollevato di peso, sempre col cappuccio in testa, fino ad essere trascinato in cella.
I dieci indagati sono stati interdetti dal servizio lo scorso luglio, il gip aveva descritto così le immagini: qualcosa di “brutale, feroce e assolutamente sproporzionato rispetto al comportamento del detenuto”.
pc 10 febbraio - Truppe israeliane massacratrici dei bambini - Fermare le belve sioniste, nuovi nazisti israeliani
Trovata morta a Gaza Hind Rajab, la bambina della telefonata che era diventata un simbolo. “Uccisa dalle bombe israeliane”.
La bimba era riuscita a telefonare a sua madre dopo essere sopravvissuta a un raid che ha ucciso la sua famiglia. Due soccorritori con un ambulanza erano partiti per cercarla. Stamattina il ritrovamento dei tre corpi.Hind Rajab è morta. Il corpo senza vita della bambina palestinese di 6 anni scomparsa da quasi due settimane a Gaza City è stato trovato questa mattina nei pressi dell’auto su cui, con i parenti, stava cercando di evacuare dalla città. Sulla macchina c’erano i cadaveri dei due zii e di tre cugini. Bombardata anche l’ambulanza della Mezzaluna Rossa palestinese che si era avvicinata per soccorrere la bimba.
pc 10 febbraio - Ungheria - "Noi siamo Ilaria Salis” - prima info

Caterina, capelli lunghi e raccolti come quelli di Ilaria, dice che vuole «un Paese in cui non avere più paura quando dico le cose che penso». E infatti non ha avuto paura. In piazza con, un centinaio di persone, protesta contro il presidente della repubblica ungherese, Katalin Novák, che ha concesso la grazia a un condannato per un reato gravissimo, legato alla pedofilia.
pc 10 febbraio - I criminali genocidi dello Stato sionista israeliano attaccano Rafah e vogliono la soluzione finale - Fermarli è urgente e necessario
Intensifichiamo l'informazione, la controinformazione e tutte le manifestazioni di solidarietà
sviluppiamo denuncia, attacchi politici e militanti contro lo Stato d'Israele, l'imperialismo USA, il governo Meloni, gli interessi economici dello Stato d'Israele ovunque collocati
sollecitiamo tutte le organizzazioni internazionali che possono fare qualcosa con ogni forma di pressione
interveniamo in tutti gli eventi pubblici portando la questione palestinese
prepariamo le due grandi giornate del 23/24 fennraio a livello nazionale e internazionale
info
Hamas, a Gaza bilancio morti supera 28.000 persone
Guerra Israele–Hamas, Netanyahu: operazione a Rafah finisca prima del Ramadan.
L'esercito israeliano sta continuando a premere su Khan Yunis, a poca distanza da Rafah. È stata trovata morta Hind Rajab, la bambina palestinese di sei anni dispersa dopo che l'auto della famiglia era finita sotto i colpi a Gaza provocando l'uccisione dei famigliari. Il ministero della Sanità della Striscia di Gaza, gestito da Hamas, ha affermato che almeno 28.064 persone sono state uccise nell'enclave dall'inizio della guerra.
pc 10 febbraio - Massimo sostegno agli attacchi Huthi in solidarietà con la Palestina - No all'intervento militare imperialista italiano - info
Presidente agenzia Houthi: 'Stop aggressione a Gaza o escalation sorprenderà tutti'
"Non possiamo rivelare il tipo di questa escalation, ma certamente se l'aggressione contro Gaza non si ferma, amplieremo le nostre operazioni in un modo che sorprenderà tutti". Lo afferma in un'intervista all'Adnkronos il vice capo dell'Autorità per i media degli Ansar Allah (Houthi) e presidente del consiglio di amministrazione dell'agenzia di stampa Saba, Nasr al-Din Amer, confermando le parole del leader yemenita Abdul-Malik al-Houthi, secondo cui ci sarà un'escalation se non cesserà l' "aggressione" israeliana a Gaza.
Presidente agenzia Houthi: 'Navi militari e commerciali Italia a rischio'
L'Italia "mette a repentaglio la sicurezza delle sue navi militari e commerciali" assumendo il comando tattico della missione Ue Aspides nel Mar Rosso. Lo afferma in un'intervista all'Adnkronos il vice capo dell'Autorità per i media degli Ansar Allah (Houthi) e presidente del consiglio di amministrazione dell'agenzia di stampa Saba, Nasr al-Din Amer, sottolineando "che colpiremo le navi che aggrediscono il nostro Paese o che ostacolano la decisione di impedire alle navi israeliane di attraversare il Mar Rosso. Questo deve essere chiaro". Secondo Amer, uno dei 'volti mediatici' degli Houthi - gruppo sciita zaydita che controlla ampie zone dello Yemen tra cui la capitale Sana'a - è "pericolosa" per l'Italia e "la conduce allo scontro diretto con il nostro Paese" la decisione di guidare la missione che intende "intercettare i missili yemeniti" che prendono di mira le navi israeliane o quelle dirette nello Stato ebraico.
venerdì 9 febbraio 2024
pc 9 febbraio - OCCUPATO IL CONSOLATO UNGHERESE A VENEZIA PER CHIEDERE LA LIBERAZIONE DI ILARIA SALIS
Ilaria Salis libera subito”: questo lo slogan di decine di compagne-i del Centro sociale Rivolta che hanno occupato il consolato ungherese di piazzale Roma, a Venezia. Mentre il ministro alla giustizia Nordio è in visita a Padova, il centro sociale ha voluto lanciare il suo messaggio, chiedendo la scarcerazione della 39enne, detenuta in Ungheria dall’ 11 febbraio 2023.
A Budapest, il 29 gennaio, si è aperto il processo a Ilaria Salis, l’insegnante antifascista di Monza detenuta da un anno in Ungheria per gli scontri con un gruppo di neonazisti. Rischia 16 anni di carcere da scontare in Ungheria in condizioni disumane. La sua immagine nell’aula del tribunale ungherese con le catene a polsi e caviglie ha fatto il giro del mondo. L’avvocato di Ilaria Salis ipotizza il ricorso alla Corte Europea di Giustizia per violazione della Convenzione europea sui diritti dell’uomo già costata altre condanne all’Ungheria.
pc 9 febbraio - L'appello del sindacalismo di base per le giornate di lotta del 23 e 24 febbraio - adesione ma con altre parole d'ordini
Lo Slai cobas per il sindacato di classe aderisce alle due giornate di lotta del 23 e 24
ma considera limitata la parola d'ordine che le guida - quella che sosteniamo noi è
In solidarietà con la Resistenza palestinese contro il piano genocida Israele/imperialismo
così sul fronte della guerra le nostre parole d'ordini sono
Contro l’intervento delle truppe imperialiste nel Mar Rosso/ contro il governo Meloni guerrafondaio, reazionario e antipopolare
Contro l'economia di guerra e lo scaricamento di essa sulla pelle e sulle tasche dei lavoratori e masse popolari
FERMARE IL GENOCIDIO
Questa la parola d’ordine della mobilitazione indetta dai sindacati di base raccogliendo l’appello dei Giovani Palestinesi che proponevano di realizzare una mobilitazione anche ricorrendo a forme di sciopero per il 23 febbraio e una grande manifestazione nazionale a Milano il 24 all’unisono con quelle che si terranno in numerosi paesi di tutti i continenti.
Cessare il fuoco in Palestina e in tutte le guerre, diventa oggi un imperativo per il movimento dei lavoratori e delle classi popolari, che vede crescere il rischio di un conflitto globale alimentati dai tanti
giovedì 8 febbraio 2024
pc 8 febbraio - Sulla trattativa in corso su ostaggi - La risposta del movimento di Hamas - info
Bozza – Risposta preliminare
A un quadro generale per un accordo globale tra le parti
Questo accordo mira a fermare le reciproche operazioni militari tra le parti, raggiungere una calma completa e duratura, scambiare prigionieri tra le due parti, porre fine al blocco di Gaza, ricostruire, riportare i residenti e gli sfollati alle loro case e fornire riparo e soccorso a tutti i residenti in tutte le aree della Striscia di Gaza, secondo le seguenti fasi:
Prima fase (45 giorni):
Questa fase umanitaria mira a liberare tutti i detenuti israeliani tra donne e bambini (di età inferiore ai 19 anni, non arruolati), anziani e malati, in cambio di un numero specifico di prigionieri palestinesi, oltre a intensificare gli aiuti umanitari, il ridispiegamento delle forze al di fuori delle aree popolate, consentendo l’inizio della ricostruzione di ospedali, case e strutture in tutte le aree della Striscia. e permettendo alle Nazioni Unite e alle sue agenzie di fornire servizi umanitari, e istituendo campi di accoglienza per la popolazione, come segue:
– Una cessazione temporanea delle operazioni militari, la cessazione della ricognizione aerea e il ridispiegamento delle forze israeliane lontano dalle aree popolate dell’intera Striscia di Gaza, per essere
pc 8 febbraio - Repressione contro la solidarietà con il popolo palestinese - info
A Roma un giovane assistente all’educazione algerino di una scuola della Capitale, tre settimane fa era stato sospeso dal lavoro per aver pubblicato alcuni post a favore della Palestina. Adesso è stato addirittura licenziato.
Il giovane algerino, in Italia da dieci anni come rifugiato politico e da sei dipendente con contratto a tempo indeterminato presso un istituto della Capitale, a seguito alla pubblicazione di alcuni post a sostegno della causa palestinese, si era visto piombare a casa i poliziotti dell’Antiterrorismo che avevano perquisito – senza trovare nulla di illegale – il suo appartamento e la scuola lo aveva sospeso dall’incarico. Ora, secondo quanto riferisce il quotidiano online L’Indipendente, è arrivata la notizia
pc 8 febbraio - Formazione operaia - "Portare dall'"esterno" la coscienza socialista", oggi sempre più necessario - Sempre sul 'Che Fare?' di Lenin
Nei passi tratti dal ‘Che fare?’ e pubblicati nella Formazione Operaia di giovedì 25 gennaio, le questioni e le indicazioni poste da Lenin sono abbastanza chiare, e a noi tocca “solo e semplicemente” collocarle nell’attuale situazione delle avanguardie operaie e proletarie, ovunque esse siano collocate e, diremmo noi, disperse, nel sindacalismo di base, nei movimenti e in misura molto ristretta nelle forze che si dicono “di sinistra” e “comuniste”; e nell’azione dei comunisti, che lavorano per la costruzione del Partito, con queste avanguardie di classe.
Domina la lotta sindacale ed effettivamente la coscienza è completamente soffocata dalla spontaneità che obiettivamente si riduce alle rivendicazioni più immediate e ad un generale rifiuto della politica e della prospettiva della lotta per il socialismo. Questo, diremmo con Lenin, è l’amara verità.
Ma purtroppo dobbiamo aggiungere che questo è addirittura il male minore, perché - sempre parafrasando Lenin – “significa che lo si voglia o no un aumento dell’influenza dell’ideologia borghese sugli operai“, che nel contesto attuale significa influenza dell’ideologia reazionaria dei partiti della destra politica e, in particolare, di quelli di stampo fascista nei loro contenuti più beceri, dal nazionalismo al razzismo, che cementano le concezioni individualiste e particolariste cresciute negli anni, che hanno fatto da contraltare alla crisi nella classe e nelle masse delle forme dominanti del riformismo, dell’elettoralismo sviluppate negli anni precedenti dagli ex partiti di “sinistra”.
Se nelle fase del dominio di queste influenze il problema era, per le forze comuniste autentiche, di sviluppare una critica ad esse ponendo l’alternativa della ricostruzione del partito comunista e del sindacato di classe, in un processo che diremmo classico e più volte rappresentato nel movimento operaio e comunista, ora dobbiamo considerare che questa fase è passata e non è più l’aspetto principale proprio nelle fila della nostra classe e delle masse oppresse.
Questo vuol dire che aumenta ancor più la necessità di portare dall’”esterno” la coscienza socialista, i principi della lotta di classe, l’agitazione e propaganda politica; ricostruendo per tappe, dai piccoli numeri a forme via via più elevate e sviluppate, un tessuto di avanguardie operaie che faccia da base reale alla ricostruzione del Partito comunista.
E’ chiaro che questo bisogna farlo necessariamente nel fuoco della lotta di classe e in stretto legame
pc 8 febbraio - Dall'attacco contro Israele del 7 ottobre, sempre più appoggio alla Resistenza palestinese - da CR del 7/2
Il 7 ottobre 2023 l’azione politico social-militare è stata condotta dalle forze della resistenza palestinese, in cui la forza maggioritaria è Hamas; ma le organizzazioni palestinesi che hanno partecipato e sostenuto l'azione del 7 ottobre 2023 sono 6 appartenenti alle diverse aree sociali e politiche presenti nel popolo palestinese e in cui il popolo palestinese si riconosce nella sua stragrande maggioranza a Gaza e nella sua non verificata maggioranza nella Cisgiordania, dove l'Autorità nazionale palestinese diretta da Abu Mazen ha fino ad allora impedito le elezioni, elezioni che secondo gli osservatori avrebbero dato anche in Cisgiordania la vittoria ad Hamas.
Questo il primo punto da affermare a 4 mesi dall'attacco della resistenza palestinese allo Stato di Israele, al suo esercito e ai suoi insediamenti realizzati illegalmente ai confini della Striscia di Gaza, a cui va dato il pieno appoggio alla resistenza palestinese. “Pieno appoggio” significa pieno appoggio a tutte le organizzazioni che la rappresentano, pieno appoggio significa riconoscimento che Hamas è l'organizzazione maggioritaria presente attualmente all'interno del popolo palestinese.
In questo quadro chi sostiene il popolo palestinese e sostiene la sua resistenza ha il diritto/dovere di sostenere ciò che il popolo, tramite le organizzazioni della resistenza, attua.
Per di più Hamas ha spiegato in un lungo documento in inglese e tradotto in italiano dall'Associazione per la pace - che certo non può essere considerata né appartenente al mondo islamico
pc 8 febbraio - La Palestina chiama/Ravenna risponde - Una partecipata assemblea pro Palestina prepara iniziative, in particolare al Porto
Diamo continuità alle iniziative in solidarietà alla Palestina
A Ravenna e l'assemblea pubblica di ieri sera, 7 febbraio ha dato modo alle realtà presenti di discutere e preparare altre mobilitazioni, a partire dall'azione diretta al Porto per bloccare il traffico di armi che da Ravenna transitano in direzione di Israele e al suo esercito sionista, di tipo nazista, che da quattro mesi ormai sta compiendo un genocidio, una pulizia etnica contro il popolo palestinese di Gaza e dei Territori occupati che ha fatto 27 mila morti di cui la maggioranza sono bambini.
L'assemblea ha rappresentato movimenti e organizzazioni che in questa città e a livello regionale non vogliono essere complici di questo massacro di cui è responsabile il governo di Netanyahu sostenuto dall'imperialismo USA/UE e dal governo italiano di Meloni /Crosetto.
All'incontro di ieri, molto partecipato, organizzato da Potere al popolo, dal movimento BDS, dalla Comune, erano presenti giovani studenti e lavoratori, compagni di alcune realtà politiche e sindacali (calp/portuali GE, Slai cobas per il sindacato di classe, proletari comunisti, usb, Rete dei comunisti, Osa e un compagno tunisino del Partito comunista dei lavoratori, delegato fiom).
I rappresentanti delle comunità palestinesi in Italia di Roma, Genova e Parma sono stati molto applauditi quando hanno ricordato che tutto il popolo si riconosce nella resistenza palestinese e che la
pc 8 febbraio - La mobilitazione internazionale per Ilaria e gli antifascisti arrestati a Budapest - info

Hongrie: Début du procès contre les antifas de Budapest
Lundi 29 janvier, lors de la première audience du procès contre les antifas, le parquet a présenté son réquisitoire. Pour Ilaria, sous enquête pour deux agressions, avec les circonstances aggravantes d’avoir agi tout en étant à connaissance de l’existence d’une organisation criminelle et d’avoir commis un acte possiblement mortel, le parquet a demandé une condamnation à 11 ans. Pour Tobias et l’autre camarade
mercoledì 7 febbraio 2024
pc 7 febbraio - Stellantis, assemblee e sciopero spontaneo a Mirafiori - info
di F. Q. | 7 Febbraio 2024
Si scalda la situazione negli stabilimenti Stellantis dopo le tante dichiarazioni che sono seguite da parte di azienda e governi in questi giorni. In particolare dopo che l’amminstratore delegato Carlos Tavares ha prospettato il rischio di ridimensionamento per i siti di Pomigliano e Mirafori qualora il governo non aumentasse incentivi ed agevolazioni per l’elettrico. I lavoratori dello stabilimento torinese del secondo turno hanno iniziato uno sciopero spontaneo dopo le assemblee della Fiom. Un corteo di operai della linea della 500 elettrica è uscito dalla Porta 2 dello stabilimento. “I lavoratori sono preoccupati, vogliono mandare un segnale preciso alle istituzioni. Mirafiori non può chiudere”, dicono il segretario generale della Fiom torinese Edi Lazzi e il numero uno della Cgil Piemonte Giorgio Airaudo. Lunedì è stato annunciato per Mirafiori un altro mese di cassa integrazione
In fabbrica si discute sul da farsi. “Mobilitiamoci come hanno fatto gli agricoltori. Il futuro è incerto e non ci danno risposte”, hanno detto alcuni lavoratori durante le assemblee, molto partecipate. “Per le conoscenze che abbiamo, dal 2027 Mirafiori non avrà più prodotti”, ha detto Airaudo in assemblea. “La Levante cessa in primavera (20 vetture al giorno a oggi), le Maserati sono state rinviate
pc 7 febbraio - Massimo sostegno al padre di Ilaria Salis - L'intervento di una avvocata
Esprimiamo il massimo sostegno al padre di Ilaria Salis, alle parole pesanti e vere che ha detto, cioè che loro, genitori di Ilaria, sono stati lasciati soli e che non c'è stato alcun impegno da parte del governo italiano, dei ministri Nordio e Tajani e che quindi il rischio è che Ilaria resti ancora nelle carceri in quelle condizioni terribili per ancora molto tempo.
Sono oscene, ignobili, le dichiarazioni fatte da Nordio in particolare, e da Tajani, che come una sorta di “Ponzio Pilato” si sono lavati le mani; hanno detto che tutto dipende dai giudici ungheresi e che loro, l'Italia, non possono entrare in contrasto con i principi, con la sovranità, sia giurisdizionale sia istituzionale di un altro Stato, e che quindi non ci può essere, secondo loro, alcuna interferenza, sia nella conduzione del processo sia nel mutamento dello status dell'indagato.
Quindi un lavarsi le mani dopo dichiarazioni fatte nei giorni precedenti totalmente ipocrite, usando la questione di Ilaria Salis invece per uno scontro, un “gioco” che c'è a livello europeo verso il governo di Orban con anche la questione dell'Ucraina, di dare fondi e armi all'Ucraina.
Questo ignobile trattamento fa a pugni con i principi, questi sì, di democrazia che sono anche all'interno della nostra Costituzione, che devono valere anche quando delle persone che vivono in Italia sono incarcerate all'estero. Le dichiarazioni fatte da Nordio e Tajani contrastano apertamente anche con i principi antifascisti proclamtia ancora nella Costituzione.
Questo avviene, tra l'altro, a pochi giorni dal nuovo raduno nazista che ci sarà l'11 Febbraio, la cosiddetta “giornata dell'onore” verso cui nessuno, né l'Italia, né tantomeno giudici e governo ungherese, sollevano problemi.
Noi facciamo un appello perché gli antifascisti, i democratici ungheresi facciano sentire la propria voce e rendano visibile la loro opposizione a questo nuovo raduno nazista.
In Ungheria livello di massa i giornali presentano Ilaria come “terrorista”, mentre niente si dice sul terrorismo nero che tra pochi giorni di nuovo farà la sua oscena e illegale manifestazione.
INTERVENTO DELL'AVVOCATA RICCI ANTONIETTA DI TARANTO
Ilaria Salis da quasi un anno si trova in carcere a Budapest, accusata di aver partecipato a una manifestazione antinazista e di aver aggredito alcuni neonazisti che stavano celebrando il cosiddetto “giorno dell'orgoglio”, ovvero una ricorrenza che si tiene annualmente a Budapest, da sempre legata a movimenti di estrema destra, neonazisti o neofascisti, che si riuniscono nella città e organizzano cortei, proteste e commemorazioni per ricordare i caduti durante gli scontri tra l'Armata Rossa e le forze tedesco-ungheresi. Ilaria è stata arrestata con due cittadini tedeschi, portata in prigione, è stata tenuta senza poter avere contatti con l'esterno per ben 35 giorni durante i quali è rimasta praticamente senza la dotazione di kit igenici di prima necessità, quindi carta igienica, sapone, senza indumenti di ricambio e soltanto il 20 marzo, finalmente, l'ambasciata italiana è riuscita a consegnare un pacco con materiali di prima necessità.
Ilaria è accusata dalla procura ungherese di aver aggredito due neonazisti procurando a questi delle lesioni guaribili in 5/8 giorni. E per questa condotta Ilaria rischia una condanna di 24 anni o di 11 anni se patteggiata.
Emerge immediatamente l'abnormità della condanna rispetto alla condotta messa in atto da Ilaria, potenzialmente messa in atto, perché Ilaria ancora non è stata condannata, è solo imputata.
Questa abnormità emerge in modo evidente dal momento in cui le viene contestata una condotta che appare del tutto sproporzionata rispetto alla pena che poi le si vuole infliggere.
A questo proposito, rammentiamo che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, all'articolo 50, dice chiaramente che le pene inflitte non devono essere sproporzionate rispetto al reato. Ricordiamo anche che l'Ungheria è membro dell'Unione europea, quindi per questo fatto deve adeguarsi e rispettare tutti i Trattati e tutte le convenzioni sottoscritte ed approvate dall'Unione europea.
Per gli stessi fatti è stato arrestato in Italia un altro manifestante, Gabriele Marchesi, il quale è stato condotto in carcere a San Vittore, ha trascorso una notte e successivamente gli sono stati concessi gli arresti domiciliari e attualmente la Corte di appello di Milano non si è ancora pronunciata sulla richiesta di estradizione da parte dello Stato ungherese, proprio perché è stata rilevata la totale discordanza tra la realtà dei fatti portati avanti dall'accusa e la pena prevista. Ribadisco che le vittime hanno subito delle lesioni guaribili in 5, massimo 8 giorni.
Però il castello accusatorio che lo stato ungherese vuole mettere in piedi va al di là di queste lesioni, in quanto vorrebbe ipotizzare una sorta di “gruppo antifascista europeo” che considera addirittura “terroristico”.
Il 29 gennaio si è tenuta l'udienza preliminare del processo che vede imputata Ilaria ed è apparso in tutta la sua evidenza la condizione, in totale disprezzo dei diritti umani, in cui Ilaria è stata portata in udienza, trascinata come un cane, tenuta a un guinzaglio da agenti antisommossa in tuta mimetica, con il passamontagna che si sono seduti vicino a lei per tutta la durata dell'udienza.
Durante la durata dell'udienza è rimasta incatenata mani e piedi con una cintura alla vita e con catene che collegavano le mani ai piedi e così è rimasta per 3 ore e mezza. Ed è un fatto palesemente illegittimo, con chiara violazione dei diritti umani garantiti dagli Stati europei, in cui è sancito che è assolutamente vietato che una persona venga tradotta così all'udienza e che rimanga così in quelle condizioni per tutta la durata dell'udienza, l'imputato ha diritto di partecipare libero all'udienza e, quando ci sono le condizioni, anche vicino al suo difensore.
Quelle immagini sembravano arrivare da un luogo molto lontano dallo Stato di diritto che dovrebbe caratterizzare gli Stati membri dell'Unione europea. Sono state immagini agghiaccianti e che, sommate alla denuncia fatta da Ilaria riguardo le condizioni degradanti in cui vive nella cella, ovvero condizioni in cui non vengono rispettate le norme igieniche minime primarie, in quanto la cella è infestata da topi, cimici e scarafaggi, si evidenzia la totale assenza del rispetto dei diritti dell'imputato, di una persona privata della propria libertà.
Ora non è la prima volta che all'Ungheria viene contestata la violazione dei diritti umani perché l'Ungheria presenta delle condizioni detentive lontane dagli standard europei e c'è un grosso problema di Stato di diritto in questa nazione, tant'è che la Commissione europea ha sanzionato più volte l'Ungheria per violazione dei diritti umani, bloccando anche numerosi fondi destinati a Budapest per l'ammontare di una somma consistente in ben 20 miliardi.
Esistono le regole penitenziarie europee le quali prevedono che le persone private della libertà devono essere trattate nel rispetto dei diritti umani, ed è evidente a tutti che l'Ungheria non lo sta facendo.
Le condizioni di violazione dei diritti umani non si sono evidenziate soltanto in ciò a cui abbiamo assistito, ma anche la procedura processuale che sta subendo Ilaria evidenzia altre violazioni essenziali dei diritti dell'imputato; ovvero, a tutt'oggi ad Ilaria non è stata data la possibilità di prendere visione delle prove raccolte a suo carico dalla Procura ungherese, lei infatti si dichiara innocente. E’ del tutto evidente la compromissione del diritto di difesa: come ci si può difendere da ciò di cui non si è a conoscenza?
Ed ancora una volta si viola la Convenzione europea sui diritti dell'uomo relativamente al diritto di difesa e al diritto di ogni persona ad ad un equo processo.
L'avvocato difensore di Ilaria sta già ipotizzando la possibilità di ricorrere alla Corte europea di giustizia per la violazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, la cui violazione è già costata altre condanne all'Ungheria.
Però, al di là di questo aspetto di difesa personale, lo Stato italiano non può permettere che un proprio cittadino debba subire un trattamento del genere. Ed appellarsi, come ha fatto la nostra Presidente del Consiglio, all'indipendenza della magistratura, all'autonomia dei giudici, ben sapendo che l'Ungheria ha molto da imparare in tema di separazione dei poteri, di rispetto dei diritti umani essenziali, è ovviamente una finzione ed una presa in giro.
Anche perché una decisione del 2009 del Consiglio dell'Unione europea prevede che le misure cautelari possono essere scontate nel paese di origine dell'imputato, il che presuppone però che l'Ungheria sia disposta a riconoscere all'Italia questa possibilità e che il governo italiano sia disposto ad esercitare questa richiesta. Infatti ricordiamo che Ilaria ancora non è condannata, Ilaria sta scontando una custodia cautelare.
Vedremo quanto il governo italiano voglia agire in questo senso, anche perché è del tutto evidente che questo processo non ha una vera e propria valenza giudiziaria. Questo processo ha una valenza politica: l'Ungheria vuole mandare un chiaro messaggio ai movimenti di sinistra di tutta l'Europa che non devono venire a rompere le scatole nel loro paese, non devono mettere in piedi manifestazioni antinaziste, che queste manifestazioni non sono ben accette e se proprio vogliono entrare nel loro paese a fare queste manifestazioni, ecco ciò che gli accadrà.
Bene, un messaggio del genere non può essere avallato dallo Stato italiano, se l'Ungheria vuol far parte dell'Unione europea deve rispettare i diritti fondamentali approvati dall'intera Comunità. Vedremo quanto il governo si impegnerà per arrivare all'obiettivo degli arresti domiciliari da scontare nel paese di appartenenza e soprattutto quanto si impegnerà in difesa di una propria cittadina che sta subendo ingiustizie evidenti.









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