A Cameri verranno prodotti 12 F-35 per la Repubblica Ceca
A Cameri, dove
lavorano al momento circa mille persone, vengono messi a punto tutti gli
F-35A/B dell’Aeronautica Militare e della Marina Militare Italiana e
quelli dell’esercito olandese
CAMERI – La Repubblica Ceca ha definito l’acquisto di 24 aerei da combattimento F35 Lightning II
e i primi dodici verranno assemblati nel centro di Cameri. Il primo
aereo per Praga sarà consegnato nel 2031. Quello di Cameri è l’unico hub
europeo di assemblaggio e di completamento per gli F-35 destinati ai
Paesi europei.
A Cameri, dove lavorano al momento circa mille persone, vengono messi
a punto tutti gli F-35A/B dell’Aeronautica Militare e della Marina
Militare Italiana e quelli dell’esercito olandese. Ma saranno prodotti
qui anche 24 (su 36) caccia F-35A destinati all’esercito svizzero mentre
sono in via di definizione le richieste di Grecia e Turchia.
Ousmane Sylla si chiama il migrante suicida dopo 8 mesi nel CPR di Ponte Galeria a Roma. Era della Guinea, aveva 22 anni, non aveva commesso reati. Chiuso da 8 mesi in una gabbia, prima a Trapani e da una decina di giorni a Roma in strutture affollate e in condizioni indecenti.
I CPR sono le carceri per i migranti dove vengono rinchiusi senza aver commesso alcun reato. "Detenzione amministrativa" la chiamano, scrive Repubblica, in vista del rimpatrio per gli irregolari come lui. Però questo ragazzo, con il nuovo decreto del governo Meloni fatto immediatamente dopo la strage sulla spiaggia di Cutro, in questo CPR ci sarebbe rimasto per altri 10 mesi. Dopo giorni in cui piangeva disperato e chiedeva aiuto, alle 6 di avantieri si è impiccato alle sbarre della sua cella, dopo aver lasciato su un muro sporco e scrostato le sue ultime, angoscianti parole: “vorrei che il mio corpo sia portato in Africa, mia madre ne sarebbe lieta. I militari italiani non capiscono nulla, a parte il denaro. L'Africa mi manca molto, anche mia madre. Non deve piangere per me, pace alla mia anima, che io possa riposare in pace”.
Ecco, questo è un crimine che va addebitato a questo governo, ai precedenti governi che hanno
Nella Piana di
Gioia
Tauro si è nel pieno della stagione di raccolta degli agrumi, e
manco a dirlo la situazione abitativa dei lavoratori immigrati
delle
campagne non è cambiata: container e tendopoli ormai fatiscenti,
come pure gli insediamenti informali che sorgono in luoghi
abbandonati, rimangono gli unici posti disponibili sia per gli
stagionali che per gran parte degli stanziali. Dei fondi del PNRR,
che sarebbero dovuti servire per rendere agibili e finalmente
aprire
le case del Villaggio della solidarietà e di Contrada Serricella
(in
foto, pronte da anni e mai usate), non si sa niente. Il comune di
San
Ferdinando ne ha sicuramente speso una buona parte per rinnovare
il
sistema elettrico della tendopoli: adesso ogni tenda ha una presa
per
la corrente, ma si resta pur sempre in tenda. Per non parlare del
campo container di Taurianova (o "Borgo Sociale", come
l'hanno chiamato) pronto dal 2022 ma tuttora inaccessibile a chi
vive
nei casolari abbandonati proprio a fianco, anche perché per
accedervi vengono richiesti permesso di soggiorno e contratto di
lavoro, come in tanti altri campi di stato in Italia. Requisiti
assurdi da chiedere a persone che vivono e lavorano in queste
condizioni proprio perché spesso privi di documenti.
A questa sempre più
drammatica e paradossale situazione si aggiungono gli ostacoli che
l'amministrazione locale pone continuamente di fronte alle persone
immigrate: in molti segnalano ad
Rischio
ecatombe carceraria: 15 suicidi da inizio anno. Quasi un suicidio ogni
due giorni. Ma la premier Meloni insiste: “Aumentiamo i posti nelle
strutture”. Mobilitazione dei penalisti. L’ex garante Emilia Rossi in
sciopero della fame.
di Eleonora Martinida il manifesto
A tracciare l’identikit degli ultimi due detenuti che si sono
suicidati, durante questo fine settimana a Verona e a Carinola, c’è da
commuoversi. Ma la commozione, senza politiche eque ed efficaci – dentro
e soprattutto fuori dal carcere – non basta. Non serve. Alla
quindicesima persona che in poco più di un mese si toglie la vita dietro
le sbarre – un tristissimo record -, la misura è colma. E a Elly Schlein che domenica, durante il tour elettorale, da Teramo ha accusato il governo di avere “da quando è arrivato sulla giustizia un approccio da populismo penale”, ha risposto da Tokyo la premier Giorgia Meloni confermando la diagnosi della leader del Pd: “Altri due casi di suicidio nelle carceri? Se per Schlein – ha ribattuto ai cronisti – la
soluzione per risolvere il sovraffollamento carcerario è eliminare
alcuni reati, per me non lo è. Il problema si risolve aumentando i posti
nelle strutture, non consentendo a chi commette un reato di non espiare
la pena. Ma del resto io non sono di sinistra”.
“Ucraino” – così viene identificato nel report di “Ristretti
Orizzonti” – era un recluso di 38 anni straniero che era stato dimesso
da qualche giorno dal reparto psichiatrico. Si è impiccato sabato sera
Nel 100esimo anniversario della morte di Lenin, riprendiamo questa poesia
"Lenin è nello scrigno del grande cuore della classe operaia"
Cantata per la morte di Lenin
Bertolt Brecht | Poesie di Svendborg, Einaudi, 1964, pag. 91
Traduzione di Franco Fortini
1.
Quando Lenin fu morto
un soldato della guardia funebre, così raccontano, disse
ai suoi compagni: Non volevo
crederlo. Sono entrato dov'era disteso e
gli ho gridato all'orecchio: «Il'ič,
arrivano gli sfruttatori!» Non s'è mosso. Ora so
che è morto.
2.
Se un uomo buono se ne vuole andare
con che cosa lo si può trattenere?
Ditegli a che cosa egli è necessario.
Questo lo tratterrà.
3.
Che cosa poteva trattenere Lenin?
4.
Il soldato pensava:
se sente che gli sfruttatori arrivano
può essere malato eppure si alzerà.
Forse verrà con le stampelle,
In altre città queste stesse condizioni - quindi il Comune di Torino non ha la primogenitura - hanno di fatto significato sgombero, volontario o non volontario, e cancellazione di esperienze di lotta e sociale antagonista.
Quindi, nessuna illusione, compagni e compagne di Askatasuna - che giorni fa in un loro comunicato scrivevano: "...vediamo positivamente la scelta del Comune di Torino di iniziare un percorso di coprogettazione che permetta di continuare, e aprire ancor di più, lo spazio di Corso Regina Margherita 47..."
Dalla stampa di Torino
Askatasuna, Lo Russo detta le condizioni: «Auto-sgombero imprescindibile»
Il sindaco: «Avviato un percorso con cui spero si possa risolvere un problema irrisolto da 27 anni e, qualora andasse bene, essere replicato altrove»
«Io non chiederò al ministro dell’Interno (perché non mi compete) le ragioni per cui in 27 anni Askatasuna non è mai stato sgomberato». Dopo giorni di polemiche politiche sul tentativo del Comune di dare una nuova veste (legale) al centro sociale di corso Regina Margherita 47, polemiche in cui è sceso anche il titolare del Viminale Matteo Piantedosi, insieme al centrodestra e ad alcuni sindacati di polizia che promettono azioni legali contro il Comune, Stefano Lo Russo rispedisce le accuse al mittente. E mette in chiaro i paletti dell’operazione.
Per prima cosa... chiarisce che per andare avanti con il progetto proposto dallo psichiatra Ugo
«Io, ex Fiat, poi Fca e Stellantis. Dopo di noi a Torino non si produrranno più auto»
Dalla stampa
«Se mi chiamano lavoro, altrimenti me ne sto a casa. L'unica certezza è che la mia busta paga dimagrirà e io con lei. Stiamo tornando indietro di 10-15 anni quando noi operai ex Fiat, poi Fca, convivevamo con la cassa integrazione e tiravamo a campare con mille euro al mese di stipendio. Con Stellantis ora si ripete la stessa storia». Giacomo Zulianello ha 57 anni, gli ultimi 30 passati in linea di montaggio, prima alla Bertone, poi in Maserati all'impianto Avvocato Giovanni Agnelli di Grugliasco fino alla sua chiusura, e adesso da due anni a Mirafiori, reparto logistica e ricevimento merci. «Sette settimane di fila di cassa non si erano mai viste. Anche nei momenti più bui, e ce ne sono stato tanti, lavoravamo almeno tre giorni al mese. La novità questa volta è che la chiamano cassa "parziale" e a rotazione. Se ci chiamano lavoriamo, altrimenti niente. Dipenderà dal mercato, dagli incentivi».
Quanto pesa la cassa in busta paga?
«Il nostro stipendio base è di circa 1.450 euro. Eliminare il secondo turno ci costa 120 euro circa in
esso ci fornisce armi teoriche, filosofiche, per comprendere anche oggi le basi del sionismo
Ne riprendiamo l'ultima parte (ma invitiamo a leggere tutto il testo)
"...Cerchiamo il segreto dell'ebreo non nella sua religione, bensì cerchiamo il segreto della religione nell'ebreo reale. Qual è il fondamento mondano del giudaismo? Il bisogno pratico, l'egoismo. Qual è il culto mondano dell'ebreo? Il traffico. Qual è il suo Dio mondano? Il denaro. Ebbene. L'emancipazione dal traffico e dal denaro, dunque dal giudaismo pratico, reale, sarebbe l'autoemancipazione del nostro tempo. Un'organizzazione della società che eliminasse i presupposti del traffico, dunque la possibilità del traffico, renderebbe impossibile l'ebreo. La sua coscienza religiosa si dissolverebbe come un vapore inconsistente nella vitale atmosfera reale della società. D'altro lato: se l'ebreo riconosce come non valida questa sua essenza pratica e lavora per la sua eliminazione, egli si svincola dal suo sviluppo passato verso l'emancipazione umana senz'altro, e si volge contro la più alta espressione pratica dell'autoestraneazione umana. Noi riconosciamo dunque nel giudaismo un universale elemento attuale antisociale, il quale, attraverso lo sviluppo storico, cui gli ebrei per questo lato cattivo hanno collaborato con zelo, venne
Mentre lo stato nazisionista di Israele prosegue nello sterminio
del popolo palestinese avanzando anche su Rafah al confine con l’Egitto (si
contano oltre 27.000 morti, 66.835 feriti, non si sa quanti dispersi e circa “19
mila bimbi rimasti orfani o soli a Gaza senza alcun adulto che si prenda cura
di loro” secondo l’Unicef, l'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia), fregandosene
altamente delle proposte di tregua, il ministro degli esteri italiano, Tajani, butta
altra benzina sul fuoco dell’allargamento del conflitto minacciando gli Houthi
che stanno solidarizzando con il popolo palestinese.
Non bastava Crosetto che con tutto il governo ha deciso di accettare
la direzione delle operazioni nel Mar Rosso, per contrastare gli Houthi,
inviando altre navi e aerei da guerra, adesso anche Tajani si butta a pesce nel
Mar Rosso: ''Non ci facciamo intimidire
dalle minacce degli Houthi'' e ''se attaccati risponderemo, questo deve
essere chiaro'', facendo di proposito
confusione sulle dichiarazioni dei
Più repressione per proletari e immigrati, lavoratori in lotta mentre Più libertà di delinquere per evasori e padroni e politici di Palazzo
dalla stampa
CARCERE: ALTRI DUE SUICIDI A VERONA E CASERTA
E’ un’emergenza sempre più grave quella delle persone che si tolgono la vita dietro le sbarre. E’ accaduto di nuovo nel carcere di Montorio in provincia di Verona: l’uomo era appena stato dimesso dal reparto psichiatrico. La vittima è un 38enne di origine ucraina. E’ il secondo suicidio del 2024 nel carcere veronese, mentre a livello nazionale è il suicidio in carcere numero 15. Nella casa circondariale di Montorio a fine anno, in pochi giorni, si erano verificati tre suicidi.
Questo è il vero volto dello stato in marcia verso un regime fascista come rivendica anche il ministro Nordio, a cui non interessa nulla delle lamentele del presidente Mattarella, per mantenere una parvenza democratica, rispetto ad una prospettiva che mette in conto un record di morti e affollamento disumano...
Da stato e rivoluzione di Lenin citazione di Engels:
[ La forza pubblica] "...si rafforza nella misura in cui gli antagonismi di classe all'interno dello Stato si acuiscono e gli Stati tra loro confinanti diventano più grandi e popolosi. Basta guardare la nostra Europa di oggi, in cui la lotta di classe e la concorrenza nelle conquiste ha portato il potere pubblico a un'altezza da cui minaccia di inghiottire l'intera società e perfino lo Stato".[ [3]]
Nelle scorse settimane è girata su vari quotidiani
la notizia che il 5% più ricco delle famiglie detiene il 46% della
ricchezza totale in Italia. Per i più avvezzi a questi dati tutto ciò
non è certo nulla di nuovo, anzi, come avevamo già fatto notare,
la disuguaglianza è una scelta politica che caratterizza fortemente le
società capitalistiche in cui viviamo. Non è certo una novità la
presenza di disuguaglianze in Italia,
un problema completamente ignorato o sistematicamente aggravato dalle
politiche classiste del governo e di tutti i governi degli ultimi anni,
che al più mettono, nel migliore dei casi, qualche pezza troppo piccola
per un buco troppo grande. Ne sono una dimostrazione i dati allarmanti
dell'ISTAT che mostrano come il 9,4% della popolazione residente in
Italia viva in una condizione di povertà assoluta.[1]Dati che preoccupano considerando che solo quindici anni fa il fenomeno riguardava appena il 3% della popolazione.
La novità qui è un'altra. I dati sulla disuguaglianza riportati dai titoloni dei giornali sono una serie di nuovi dati resi pubblici dalla Banca d'Italia,
all'interno di un più ampio progetto europeo. È quindi molto
interessante andare a spulciare e trovare qualche spunto in più sul tema
della disuguaglianza che l'utilizzo di questi Distributional Wealth Account ci può dare e che una lettura superficiale delle testate giornalistiche potrebbe aver perso.
In nostro aiuto arriva un comunicato stampa
di Banca d'Italia dove possiamo trovare vari grafici interessanti. Il
primo ci spiega come è costituita la ricchezza della popolazione
italiana e di come questa composizione cambi se parliamo del 50% più
povero o del 10% più ricco.
Qui da notare sono principalmente due cose. La prima, la metà della
ricchezza degli italiani sia data dalle abitazioni. La seconda, è come
nei fatti la ricchezza del 90% più povero del paese sia costituta per
Dal 6 marzo 2022, Mikhail e Aleksander Kononovich sono detenuti in
Ucraina e, secondo quanto riferito, subiscono regolarmente percosse e
torture. I fratelli sono dirigenti dell'ala giovanile del Partito
Comunista d'Ucraina (CPU), messo fuori legge dal 2014 dal governo
ucraino.
I due sono stati rapiti e trattenuti dalle forze di sicurezza ucraine
dopo aver partecipato a una manifestazione davanti all'ambasciata
statunitense a Kiev per chiedere agli Stati Uniti di fermare il loro
espansionismo militare in Europa attraverso la NATO.
In precedenza, erano stati ripetutamente perseguitati dalle forze di
sicurezza per aver organizzato
La
capitale yemenita Sanaa, controllata dal movimento Ansarallah degli
Houthi, è stata colpita da una serie di attacchi aerei statunitensi e
britannici. È quanto riferisce il canale televisivo dei ribelli che
accusa Stati Uniti e Regno Unito di essere responsabili degli attacchi.
“Degli attacchi americani e britannici hanno colpito delle zone nel sud
della capitale – ha fatto sapere il canale Al-Massirah. Testimoni sul
posto confermano di avere udito forti esplosioni e un’intensa attività
aerea sui cieli della città. Gli obiettivi colpiti, secondo quanto
riferisce la CNN citando funzionari Usa, sono almeno 30 in 10 località
dello Yemen.
Si
tratta della terza operazione militare congiunta di Washington e Londra
da quando, l’11 gennaio, i due Paesi hanno attaccato lo Yemen per la
prima volta; ma gli Houthi hanno dimostrato di saper continuare i loro
attacchi contro navi internazionali lungo la strategica via di
collegamento commerciale del Mar Rosso/Canale di Suez.
I
miliziani yemeniti di Ansarallah assicurano che le operazioni non
influiscono sulle loro capacità militari e da allora hanno addirittura
intensificato gli attacchi contro navi mercantili e da guerra. Non solo.
Più
a nordest, da metà ottobre, i gruppi della resistenza islamica hanno
lanciato più di 160 attacchi contro le truppe americane in Iraq, Siria e
Giordania. L’Iran e l’Iraq hanno avvertito sabato che gli attacchi
statunitensi potrebbero innescare una maggiore instabilità in tutta la
regione. Di fronte a questa nuova operazione, un portavoce Houthi ha
avvertito che i ribelli risponderanno ai bombardamenti di Washington e
Londra.
“O
si ferma l’aggressione contro Gaza o ci sarà una guerra fino al giorno
del giudizio”, ha minacciato il capo dei ribelli, che hanno giurato
“guerra a tutto campo” a Usa e Gran Bretagna.
Dopo
i raid su Siria e Iraq, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna continuano a
giocare sull’orlo di una escalation militare in Medio Oriente,
negandola a parole ma praticandola nei fatti. Il fatto di ricorrere ai
soliti mezzi delle facili aggressioni militari asimmetriche – raid aerei
e missilistici – non mette affatto al riparo la presenza militare
statunitense in Medio Oriente dalle ritorsioni delle forze afferenti
alla resistenza islamica nella regione.
È
accaduto stanotte fuori cancelli della Maxidi di Belfiore (Verona),
dove i lavoratori SI Cobas sono da mesi in stato di agitazione chiedendo
l’applicazione del CCNL, condizioni di lavoro e livelli salariali
dignitosi.
Alle
0,30 circa, il cane da guardia dei padroni che potete “ammirare nel
video, è prima uscito dalla sua postazione di vigilanza per dirigersi
verso il presidio pacifico per provocare i lavoratori; poi non contento,
ha svuotato una bottiglia d’acqua addosso ai lavoratori (da ore
all’addiaccio con una temperatura prossima a zero gradi), nel tentativo
di ottenere una reazione che “legittimasse” l’uso dell’arma da fuoco
Non
essendo riuscito nel suo scopo, pochi secondi dopo (si veda il video
allegato al post) ha fatto nuovamente irruzione nel presidio puntando la
pistola in faccia ad alcuni operai!
Ancora un corteo per la Palestina a Milano: traffico bloccato in centro
Un altro corteo pro Palestina è partito a Milano dopo gli
scontri della scorsa settimana. Alcune centinaia di persone si sono date
appuntamento a piazzale Lodi per dire ancora una volta “no al massacro
dei civili palestinesi” nella striscia di Gaza. Al grido di 'Palestina
libera', il corteo si è snodato lungo corso Lodi in direzione piazzale
Corvetto, per poi proseguire in viale Enrico Martini e terminare in
piazzale Gabriele Rosa.
Molte le donne e i bambini presenti al corteo; tra gli
striscioni esposti, un pannello gigante che recita: 'Cessate il fuoco
ora. Fermate il genocidio a Gaza' e una lunga bandiera palestinese
srotolata all'avvio della manifestazione. Un altro cartellone invita a
"boicottare l'economia israeliana".
Mentre poche ore fa vi è stato un nuovo terribile stupro a Catania a una bambina (13 anni) da parte di un branco di ragazzi
la presidenza di turno della Ue sta adoperandosi per peggiorare la direttiva sulla violenza di genere, per far passare che sarebbe stupro solo quando nei casi in cui avvenga con violenza, minaccia, o costrizione. Quindi eliminando l'aspetto determinante del non consenso della donna.
(leggi di seguito stralci dall'articolo su Il Manifesto del 4 febbraio).
Finora sono d'accordo all'eliminazione Polonia, Ungheria (purtroppo scontate), Germania, Francia.
Le donne di Cgil, Cisl e Uil hanno fatto un comunicato in cui si chiede alla presidente del governo Meloni di difendere le norme a tutela delle donne... MA:
L'Italia per ora attraverso la famigerata Min. Roccella dice e non dice: dice che è
Argentina:
di fronte al Congresso, selvaggia repressione e caccia ai manifestanti
La ministra Bullrich è il braccio armato della dittatura: a ministra Bullrich è il braccio armato della dittatura: una
nuova operazione su scala smisurata ha cercato di sgombrare alcune
centinaia di persone che protestavano contro la Legge Omnibus. Ci sono
state decine di feriti.
All’imbrunire di giovedì, centinaia di membri della Polizia Federale e
della Gendarmeria Nazionale sono tornati a caricare in modo smisurato i
manifestanti e i giornalisti nella piazza di fronte al Congresso, fatto
che ha provocato, in segno di protesta, l’uscita dall’aula della Camera
Bassa dei deputati dell’opposizione non dialoganti che erano in
sessione, per il secondo giorno consecutivo, per il progetto di legge
omnibus promosso dal governo di Javier Milei.
Come è avvenuto nel pomeriggio e nella notte di mercoledì,
l’operazione di sicurezza nei dintorni del palazzo legislativo è stata
portata avanti con molti agenti delle forze federali che hanno colpito,
hanno lanciato gas al peperoncino e hanno sparato proiettili di gomma
contro la pacifica protesta di partiti di sinistra, assemblee di
quartiere e persone sciolte. Sono stati feriti anche fotoreporter e
cronisti, ai quali la polizia ha sparato con speciale interesse.
In questo momento, deputati del blocco dell’Unione per la Patria e
del Fronte di Sinistra e dei Lavoratori (FIT) hanno deciso di
abbandonare i loro banchi per andare in strada, come misura di