martedì 23 gennaio 2024

pc 23 gennaio - 0re 12 Controinformazione Rossoperaia quotidiano on line e settimanale stampato a diffusione di massa

 

Perchè Controinformazione rossoperaia ORE 12 – che da questo mese passa a quotidiano

Lo scopo della Controinformazione rossoperaia è fornire agli operai d'avanguardia, ai lavoratori, alle donne e ai giovani che vogliono lottare contro questo sistema, uno strumento quotidiano di informazione alternativa, che però non sia solo informazione ma che sia denuncia, indicazione, su come rispondere a quello che accade sul piano nazionale e internazionale. Uno strumento agile, vocale, che ha - e avrà anche quest'anno - il supporto di un settimanale stampato che selezionerà le cose dette durante i quattro numeri a settimana, perché questa è anche una novità: ORE12 Controinformazione rossoperaia diviene quotidiano, come nella tradizione degli anni 70, in uscita quattro giorni alla settimana, il martedì, il mercoledì, il giovedì e il venerdì, con una pausa sabato, domenica e lunedì, che servirà a fare il settimanale stampato e riprendere così il ciclo settimana per settimana.

Oggi più che mai c’è necessità di uno strumento di questo tipo, a fronte innanzitutto della stampa dei padroni, della stampa borghese che vomita disinformazione sulle questioni fondamentali che interessano il mondo e il nostro paese.


Controinformazione rossoperaia ha bisogno della rete di diffusione di essa. Occorre che le trasmissioni che essa fa giornalmente possano arrivare in tutte le forme a chi si rivolgono, e le nostre forze sono fragili e deboli per questo. E quindi contiamo che operai, lavoratori organizzati e non, che siano nel nostro stesso campo, contribuiscano alla diffusione di questo strumento, contribuiscano e vi partecipino eventualmente con interventi vocali e scritti. Questo renderebbe il nostro strumento più forte e più in grado di assolvere ai suoi compiti.

Abbiamo bisogno anche di contributi per finanziare il settimanale stampato. Questo giornale viene diffuso principalmente alle fabbriche e per farlo arrivare, comunque sia, al maggior numero di lavoratori viene dato a sottoscrizione; ma chiaramente i costi di stampa sono pesanti e sono aumentati. Per questo chiediamo a coloro che seguono la Controinformazione rossoperaia di contribuire a che vada nelle mani di tanti lavoratori, lavoratrici, anche giovani, studenti di contribuire, inviando delle somme, piccole o grandi che siano, tutte sono importanti. Potete versarle per ora al cc intestato a Slai cobas per il sindacato di classe indicando che sono per il settimanale ORE 12 (c/c bancario Unicredit agenzia Taranto via Marche, 52 con le seguenti coordinate bancarie: IT 49 W - ABI 02008 - CAB 15807 n. conto 000011056357).


Riteniamo che la situazione sia favorevole. Come si dice banalmente, la situazione oggettiva è favorevole, ma manca ancora un adeguato livello del fattore soggettivo, il fattore soggettivo si chiama coscienza di classe, organizzazione di classe, organizzazione per cambiare lo stato di cose presenti.


 


lunedì 22 gennaio 2024

pc 22 gennaio - immagini da Vicenza - domani a ore 12 Controinformazione Rossoperaia - report dalla manifestazione




 

pc 22 gennaio - Vicenza - LA DERIVA POLIZIESCA E’ SERVITA

dal blog https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/

Riceviamo e pubblichiamo, da una compagna avvocata

sabato, a Vicenza, i centri sociali del nord-est hanno convocato una manifestazione legittima per contestare la presenza di Israele alla Fiera dell’Oro. Una volta giunti al padiglione della Fiera, i manifestanti sono stati bloccati dalla polizia con due cariche violente e l’uso ripetuto dell’idrante. Cinque persone fermate, diversi feriti.

Nei giorni scorsi, tre attivisti bresciani, di cui un membro attivo dei giovani palestinesi d’Italia, sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata; inosservanza dei provvedimenti dell’autorità e, ad un attivista, oltraggio a pubblico ufficiale. Tutto ciò sarebbe avvenuto, secondo quanto riportato nella denuncia, durante un flashmob organizzato presso il centro commerciale ELNOS di Brescia con lo scopo di sensibilizzare ed informare dello sterminio dei palestinesi in atto.

Ancora, negli ultimi mesi, una serie lunghissima di denunce, fogli di via, multe, obbligo di soggiorno e sorveglianza speciale, stanno raggiungendo diversi attivisti di XR e Ultima Generazione.

Da ultimo, a completamento di un trend normativo repressivo che parte dal decreto Caivano e continua con il cd. Pacchetto sicurezza, giovedì 18 gennaio 2024, la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge 693. Ribattezzato come il ddl “eco-vandali”,  inasprisce le pene per chi distrugge, deteriora, deturpa beni culturali o paesaggistici e, per chi destina beni culturali a un uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con una multa che va da un minimo di 10mila a un massimo di 40mila euro (prima 1.500-10mila euro). In sintesi: quasi decuplicano le sanzioni minime, quadruplicano quelle massime ed è palese come quest’ultimo punto sia diretto ad inibire e colpire l’attività degli eco-attivisti.

Sottacendo il lungo elenco di tutta l’azione di repressione che sistematicamente viene messa in atto dalla polizia nei confronti di qualsivoglia manifestazione giovanile/studentesca non violenta di dissenso o contestazione, dobbiamo riconoscere che è in atto una deliberata volontà di reprimere, dissuadere, bloccare qualsiasi conflitto sociale.

pc 22 gennaio - Morti sul lavoro, una strage sottostimata - dal blog dello slai cobas per il sindacato di classe


 

di Carlo Soricelli *

Come fa un paese civile e moderno sopportare che in soli due giorni (17/18 gennaio 2024) ci siano 10 lavoratori morti sul lavoro? Per poi ricordare che ce ne sono già moltissimi anche in itinere.

La strage occultata da interessi e menefreghismo. Voglio citare la Senatrice Liliana Segre quando diceva nel caso della deportazione che quello che faceva più male era l’indifferenza verso quello che accadeva: Tutti sapevano e anche oggi sanno che c’è un’autentica strage di lavoratori, mai stati così tanti, ma alla nostra classe dirigente non importa nulla.

Ecco le province della strage. ma vorrei dire la mia sul limite ai 30 all’ora nella mia città.. E’ un limite sacrosanto, vi faccio l’esempio: cinque degli ultimi morti sul lavoro sono autotrasportatori, muoiono per malori, per la stanchezza per turni di lavori massacranti e in questo coinvolgono tanti altri cittadini e lavoratori; alla guida di altri mezzi, pedoni, ciclisti, soprattutto nelle aree urbane. Ai 30 all’ora è facile che si salvino, ai 50 muoiono.

Ma come si vede dalle polemiche strumentali, le vite di chi lavora e in generale dei cittadini, e anche di bambini, non contano niente.

Report morti sul lavoro nell’intero 2023


E’ finito il sedicesimo anno di monitoraggio dell’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro; un 2023 orribile che si è concluso con 985 morti sui luoghi di lavoro uno spaventoso aumento del 23,2% rispetto ai morti sui luoghi di lavoro del 2022 dove registrammo 755 morti. Se si aggiungono tutti i morti sul lavoro, compreso l’itinere, così come li conta INAIL arriviamo a contarne 1467.

pc 22 gennaio - il governo di stampo fascista della Meloni occupa la RAI e una fetta di giornalisti si organizza per servirlo

 corrispon denze di denuncia

ALTRO CHE SINDACATO GIALLO, QUESTO E' PROPRIO NERO

Da qualche settimana è nato un nuovo sindacato di settore: si chiama Unirai-Liberi Giornalisti Rai, e rappresenta un dipartimento autonomo della Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione (Figec) collegata alla Confederazione Italiana Sindacati Autonomi dei Lavoratori (Cisal).
 
 
Esso rappresenta la scissione di ultradesta della Unione Sindacale dei Giornalisti Rai (Usigrai), da sempre rappresentanza egemone nel comparto dell’informazione radiotelevisiva pubblica, da alcuni – quelle poche decine che hanno abbandonato la nave – giudicata troppo di sinistra.
 
Chi siano nella realtà, con qualche lodevole eccezione, questi sedicenti “liberi pensatori” emerge dal racconto di una disavventura ocorsa ad una troupe impegnata nei pressi del villaggio di Podpec, in Slovenia, alla ricerca di prove riguardanti la presenza di foibe con dentro resti di italiani.
 
A raccontare la vicenda pensa l’edizione di mercoledì diciassette gennaio del quotidiano fascista Secolo d’Italia che, tramite un articolo redazionale, dà voce alle parole del sindacato corporativista che così si esprime circa il danneggiamento dei mezzi al seguito degli operatori dell’informazione.
 
«Unirai condanna questi atti intimidatori e violenti che non fermeranno il lavoro dei giornalisti Rai per raccontare i crimini di ieri e di oggi. Dalle foibe in Istria alle fosse comuni di Bucha è teso un unico filo rosso di sangue. Che bisogna ricordare e denunciare perché quegli orrori non si ripetano».
 
Basterebbero già queste poche parole per comprendere quali siano le simpatie politiche di certi personaggi, ma ecco come continua il comunicato: «farlo senza paure e reticenze è la maniera migliore per onorare lo straordinario lavoro di ricucitura delle ferite del passato realizzato dalle comunità italiana e slovena, al di qua e al di là del confine».
LA RAI E' SEMPRE PIU' TELE MELONI

L’edizione di domenica quattordici gennaio del fogliaccio online della Fondazione Alleanza Nazionale, quello che ha come ragione sociale Secolo d’Italia, riporta l’ennesima polemica imbastita dai suoi padroni nei confronti di chi giustamente lamenta il fatto che la Rai, in particolare il Telegiornale dell’ammiraglia, stia diventando sempre più Tele Meloni.

Tutto nasce dalla sciagurata idea, avuta dal responsabile dell’edizione delle ore 13:30 di quello che dovrebbe essere il principale spazio di informazione presente sui canali televisivi ricevibili in Italia, di «mandare in onda un servizio sulle commemorazioni di tutte le vittime della Patria, che si svolge con cadenza annuale, dei giovani di Fratelli d’Italia, riuniti nella sigla Gioventù nazionale».

Se realmente così fosse non si tratterebbe certamente di uno scandalo; peccato che le adunate di cui si fa riferimento nel pezzo siano state definite, da chi ha confezionato il serivizio per il Tg Uno, «non politiche»: è pacifico che, se un’iniziativa è promossa ed attuata da un gruppo partitico, essa assume forzatamente la connotazione che il sedicente giornalista pubblico ha voluto negarle.

Poi si può discutere sulla meritorietà di una tale scelta; anche qui si potrebbe sottolineare che si tratta solamente di propaganda di coloro che si definiscono “patrioti”, ma in sostanza sono gli eredi di coloro che regalarono un pezzo di Italia alla Germania hitleriana e si misero agli ordini diretti del Führer, negando in questo modo l’essenza stessa del termine sopra riportato.

Bosio (Al), 20 gennaio 2024



 
Bosio (Al), 21 gennaio 2024