Abbiamo
come tutti immediatamente notato alcune delle più clamorose negazioni
del diritto contenute nel Decreto Minniti sui migranti. E’ però
necessaria un’analisi tecnica molto più precisa, tale da poter
costituire i tratti fondamentali di una linea di difesa per i diretti
interessati – i migranti e richiedenti asilo – e di contestazione del
Decreto (ora approvato dal Parlamento e dunque diventato “legge”)
davanti alla Corte Costituzionale.
E’ infatti palese – vista l’identica filosofia ispiratrice del secondo “Decreto Minniti”, relativo al “decoro urbano” e all’ordine pubblico – che siamo tutti sotto il tiro di un potere irresponsabile, servile con i forti e dispotico con i deboli (quelli che l’hanno votato sono gli stessi che hanno difeso il “diritto” di restare senatore di Augusto Minzolini, condannato in via definitiva), fasciorazzista nel profondo. Lo siamo come semplici cittadini e lavoratori, non come presunte “avanguardie” politiche impegnate nel conflitto sociale e sindacale.
La definizione di "fasciorazzismo" è supportata da due elementi convergenti: a) l'istituzione di una "giurisdizione separata per stranieri deboli" e b) l'introduzione di un sistema di regole giuridiche unitariamente miranti ad eliminare le possibilità di difesa legale. Dunque si vanno a sommare un orientamento tecnicamente "razzista" perché differenzia i sistemi di regole a seconda delle nazionalità e del colore della pelle e una filosofia giuridica altrettanto tecnicamente "fascista" perché considera irrilevante ogni essere umano sottoposto all'esame degli organi dello Stato.
E' appena il caso di sottolineare come l'atteggiamento "favorevole all'accoglienza" dei migranti e richiedenti asilo sia tutto delegato alla sfera mediatica, delle "dichiarazioni", al "buonismo parolaio" (peraltro in via di riduzione, come si può avvertire nelle polemiche sui salvataggi in mare). Un regime politico deve ovviamente essere giudicato dalle leggi che emana, non dalle narrazioni edificanti che diffonde.
Vi proponiamo qui la puntualissima analisi elaborata dall’avvocato Gian Andrea Ronchi, del Foro di Bologna.
E’ infatti palese – vista l’identica filosofia ispiratrice del secondo “Decreto Minniti”, relativo al “decoro urbano” e all’ordine pubblico – che siamo tutti sotto il tiro di un potere irresponsabile, servile con i forti e dispotico con i deboli (quelli che l’hanno votato sono gli stessi che hanno difeso il “diritto” di restare senatore di Augusto Minzolini, condannato in via definitiva), fasciorazzista nel profondo. Lo siamo come semplici cittadini e lavoratori, non come presunte “avanguardie” politiche impegnate nel conflitto sociale e sindacale.
La definizione di "fasciorazzismo" è supportata da due elementi convergenti: a) l'istituzione di una "giurisdizione separata per stranieri deboli" e b) l'introduzione di un sistema di regole giuridiche unitariamente miranti ad eliminare le possibilità di difesa legale. Dunque si vanno a sommare un orientamento tecnicamente "razzista" perché differenzia i sistemi di regole a seconda delle nazionalità e del colore della pelle e una filosofia giuridica altrettanto tecnicamente "fascista" perché considera irrilevante ogni essere umano sottoposto all'esame degli organi dello Stato.
E' appena il caso di sottolineare come l'atteggiamento "favorevole all'accoglienza" dei migranti e richiedenti asilo sia tutto delegato alla sfera mediatica, delle "dichiarazioni", al "buonismo parolaio" (peraltro in via di riduzione, come si può avvertire nelle polemiche sui salvataggi in mare). Un regime politico deve ovviamente essere giudicato dalle leggi che emana, non dalle narrazioni edificanti che diffonde.
Vi proponiamo qui la puntualissima analisi elaborata dall’avvocato Gian Andrea Ronchi, del Foro di Bologna.
*****
Il 18 febbraio 2017 è entrato in vigore il Decreto Legge n. 13, noto come Decreto Minniti, avente ad oggetto “disposizioni
urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione
internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale”.










Il Il percorso è
lungo circa 5 km (ne abbiamo fatte di molto più lunghe) ed è tutto in
piano (in statale).Si parcheggerà nell’ampia piazza del mercato di Bussoleno (Piazza
Cavalieri Vittorio Veneto per chi usa i navigatori) che è raggiungibile
da entrambe le statali, poichè la manifestazione partirà dalla Stazione
(a pochissimi minuti di distanza a piedi).
