lunedì 8 maggio 2017

pc 8 maggio - Brasile - un anno di lotta grandiosa delle masse popolari - un manifesto nazionale dei compagni maoisti brasiliani

pc 8 maggio - Una presentazione per valorizzare la Grande rivoluzione culturale proletaria in tutta l'area di orientamento comunista a Roma - info pc.rored@gmail.com

pc 8 maggio - Sostenere il popolo palestinese in tutte le forme

I documenti inseriti in questa settimana
( 1 Maggio -  6 Maggio 2017 )


6 Maggio 2017
- Riepilogo degli eventi importanti del diciottesimo giorno dello sciopero “Libertà e dignità"
------------------------------------------------------------------------------------------------
- Continua la protesta dei detenuti palestinesi in sciopero della fame
------------------------------------------------------------------------------------------------
- Dopo aver distrutto il sistema idrico di Bardala, l’esercito torna per distruggere ciò che restava
____________________________________________________________
5 Maggio 2017
- Torino.  Sciopero della fame in solidarietà con i prigionieri palestinesi
------------------------------------------------------------------------------------------------
- La rivolta dei prigionieri: le vere ragioni che stanno dietro allo sciopero della fame dei palestinesi
di Ramzy Baroud
------------------------------------------------------------------------------------------------
- Israele stato terrorista
di Adolfo Perez Esquivel
------------------------------------------------------------------------------------------------
- Le forze israeliane attaccano un ospedale palestinese a Ramallah
____________________________________________________________
4 Maggio 2017
- A Montecitorio con i prigionieri palestinesi in sciopero della fame
e
Video di Hamid Masoumi Nejad
------------------------------------------------------------------------------------------------

------------------------------------------------------------------------------------------------
- Post su FB: 200 giovani gerosolimitani condannanti dall’inizio del 2017
____________________________________________________________
3 Maggio 2017
- Hamas. Statuto, via libera a Stato palestinese solo nei confini del 1967
------------------------------------------------------------------------------------------------
- L’arcivescovo Hanna invita a un sostegno di massa dei prigionieri palestinesi in sciopero della fame
------------------------------------------------------------------------------------------------
- E’ stato ricordato ai contadini palestinesi che vincere in un tribunale israeliano non è sufficiente per avere giustizia
di Amira Hass
------------------------------------------------------------------------------------------------
- La crisi del sistema sanitario nella Striscia di Gaza
____________________________________________________________
2 Maggio 2017
- Mail-bombing per i prigionieri palestinesi in sciopero della fame!
------------------------------------------------------------------------------------------------
- 13 giornalisti palestinesi feriti durante il tentativo di documentare un sit-in a Gerusalemme
------------------------------------------------------------------------------------------------
- Ecco come Israele gonfia [i dati] della propria maggioranza ebraica
____________________________________________________________
1 Maggio 2017
ROMA. COSTITUITO UN CORDINAMENTO DI ASSOCIAZIONI A SOSTEGNO DEI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI IN SCIOPERO DELLA FAME
------------------------------------------------------------------------------------------------
- 14 ° giorno di sciopero della fame: Karim Younes giura di continuare fino alla “vittoria o alla morte”                          

domenica 7 maggio 2017

pc 7 maggio - Lo sfruttamento dei migranti che vede uniti padroni,caporali e alcune associazioni che gestiscono i centri di accoglienza, può essere smantellato dalla lotta e dall'autorganizzazione dei braccianti migranti, che è già in corso e che deve essere continuata e autorganizzata! da slai cobas per il sindacato di classe - info slaicobasta@gmail.com

Sfruttavano i rifugiati a 2 euro all’ora per il lavoro nei campi. Arrestati i capi di due Centri d’accoglienza di Cosenza
Redazione di Operai Contro, i razzisti urlano che i rifugiati costano 35 euro al giorno. Dovrebbero dire che il governo dei padroni regala ai padroni di molte cooperative 35 euro […]

da Repubblica
COSENZA. Avrebbero dovuto agevolarne l’integrazione dei richiedenti asilo e curare le loro ferite fisiche e psicologiche, ma si sono trasformati nei loro nuovi aguzzini. Scoperchia un quotidiano di miseria, sfruttamento e negazione di ogni basilare diritto l’inchiesta della procura di Cosenza, coordinata dal procuratore capo Mario Spagnuolo, dall’aggiunto Marisa Manzini e dal pm Giuseppe Cava, che ha portato venerdì in carcere i due responsabili di due centri d’accoglienza di Camigliatello silano, nel cosentino. Insieme a loro, per ordine del tribunale di Cosenza, 4 persone sono finite ai domiciliari, mentre in 8 sono state destinatarie di un provvedimento di obbligo di dimora.
Tutti sono a vario titolo accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, abuso d’ufficio e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, per aver costretto i rifugiati cui avrebbero dovuto fornito assistenza a lavorare ogni giorno, per oltre 10 ore, nelle aziende agricole della zona. Una storia di ordinario sfruttamento e caporalato nascosta tra le pieghe del sistema di accoglienza delegato ai privati.

Vedi video testimonianza su operaicontro

Cosenza, sfruttavano rifugiati nei campi: immagini incastrano capi di due Centri accoglienza.

Una trentina di ragazzi – senegalesi, nigeriani e somali, riconosciuti come vittime di guerre, persecuzioni e conflitti e per questo riconosciuti come rifugiati – venivano prelevati ogni mattina all’alba e messi a

pc 7 maggio - L'intervento imperialista in Libia a guida italiana, già in corso, uno dei temi del G7 di Taormina - una ragione in più per una reale e forte contestazione e non per processioni che non disturbino il mnovratore


LIBIA: ALFANO, IL NUOVO COMMESSO VIAGGIATORE DELL’ENI
Redazione di Operai Contro, in Libia l’ENI paga sia il presidente Fayez al-Sarraj,nominato dall’ONU che il padrone della Cirenaica Khalifa Haftar. L’Eni ha piattaforme di estrazione del petrolio sia in […]


In Libia l’ENI paga sia il presidente Fayez al-Sarraj, nominato dall’ONU che il padrone della Cirenaica Khalifa Haftar. L’Eni ha piattaforme di estrazione del petrolio sia in Tripolitania che in Cirenaica. L’ENI è abituata a pagare mazzette per depredare i paesi dell’Africa e dell’oriente. L’ENI paga mazzette anche in Libia. Alfano è stato assunto come commesso viaggiatore dell’ENI in Libia. Alfano, Fayez al-Sarraj, Khalifa Hafta, non contano niente ma garantiscono l’estrazione di petrolio dell’ENI.
(da operaicontro)

Editoriale maggio proletari comunisti

DIETRO LA GUERRA PROFITTI... DELL'ENI
L'imperialismo italiano interviene più o meno intensamente su tutti gli scacchieri del mondo, ora al servizio ora in alleanza dell'imperialismo Usa e della Nato, sempre per tutelare in proprio i propri

pc 7 maggio - NO TAV - Oltre 15000 in corteo: fermarci è impossibile!



Nonostante la pioggia battente, una grande manifestazione  ha sfilato da Bussoleno a San Didero dimostrando ancora una volta di che pasta sono fatti i notav.
In oltre 15.000 (4.000 per la questura, chiaramente) abbiamo dato vita ad un corteo che ha ribadito ancora una volta lo slogan con cui lo avevamo indetto: ”C’eravamo, ci siamo e ci saremo sempre”, ed oggi lo abbiamo dimostrato con i fatti.
Nonostante i presupposti per un grande corteo, la pioggia incessante presente fin dal mattino presto ci ha messo in apprensione fino a quando, con quella forza e quella magia che abbiamo dimostrato molte volte, la statale tra i due paesi si è popolata all’inverosimile.
Tanti Valsusini e Valsusine, famiglie intere, passeggini, giovani ed anziani, ma anche tutti i sindaci dei nostri comuni, il vice sindaco di Torino, una consigliera del Comune di Napoli, altri amministratori delle zone terremotate, e tanti comitati di ogni parte d’Italia hanno reso questa manifestazione un vero e proprio successo.
Abbiamo toccato con mano, confrontandoci tra di noi, cosa vuol dire investire i soldi pubblici in un’opera inutile e devastante togliendoli a cose veramente utili: le testimonianze delle mamme della “terra dei fuochi” ci hanno colpito  in particolar modo. Lì le bonifiche non vengono fatte per mancanza di fondi e volontà, qui in valle un buco inutile drena più denaro pubblico di una manovra finanziaria annuale. Le terre colpite dal terremoto sono da ricostruire e buona parte del nostro Paese è da mettere in sicurezza, eppure qui un esercito di polizie difende quell’infame cantiere, un vero e proprio scempio rispetto a quanto detto.
I No Tap sono giunti dal Salento trovando qui una comunità in lotta che li ha accolti a braccia aperte, rivedendo in loro gli inizi del nostro movimento. E ancora i No Grandi Navi, gli attivisti contro la Piana delle nocività di Firenze, i nostri amici del No Terzo Valico; i giovani cagliaritani che si battono contro le basi militari in Sardegna e tanti altri.
Tutti uniti dalla stessa voglia di prendersi cura del proprio territorio, del proprio presente e del futuro di tutti.
E ci siamo riusciti, dando vita ad una giornata importante, che non solo ci ha fatto trovare dei punti in comune, ma ci ha dato lo spirito giusto per continuare questa battaglia con determinazione e un grande sorriso, alla faccia di chi ci racconta come un ormai sparuto gruppo di attivisti.
La manifestazione si è conclusa con una grande Amatriciana solidale, cucinata dalle BSA e dai notav, il cui ricavato andrà a sostenere le popolazioni terremotate.
Un altro passo in avanti di un movimento incapace di rassegnarsi o arrendersi, ma pronto a rilanciare in avanti un programma chiaro di resistenza e lotta.
Avanti No Tav! Fermarci è impossibile!

pc 7 maggio - All'Ilva Taranto si preparano due mesi interessanti - Che la scintilla incendi la prateria!

Da slai cobas per il sindacato di classe Taranto
Siamo davanti a mesi importanti per l’Ilva, per la città, per il processo ILVA.
Noi partiamo da questo giudizio
1) tutti lavorano alla svendita della fabbrica con taglio dell’occupazione - chi dice il contrario è un bugiardo e un venduto;
2) sulle bonifiche parole ma niente fatti nei quartieri inquinati, al cimitero S.Brunone, ecc - temiamo che i soldi dello Stato siano spartiti ma senza risultati tangibili;
3) non c’è nessuna misura di emergenza sanitaria per tumori, malattie professionali - che si pagano con un carico di morti e malati in ogni famiglia;
4) esiste al processo un tentativo di allungare, di affossare e annacquare il maxi processo per salvare gli imputati responsabili - con penalizzazione delle parti civili e giustizia negata ai lavoratori, ai familiari, alla città.
A fronte di questo che si fa in fabbrica? Poco o Nulla!
Operai fermi in attesa e commissari e sindacati interni, tutti, impegnati su questioni spicciole per far vedere che fanno qualcosa senza disturbare il manovratore
La strada è un’altra ed è inevitabile:
la lotta in fabbrica autorganizzata!
assemblea popolare in città

slai cobas per il sindacato di classe
slaicobasta@gmail.com
347-5301704
maggio 2017

pc 7 maggio - LEGITTIMA DIFESA: LICENZA DI ARMARSI, LICENZA DI UCCIDERE: l'altra faccia del Decreto Minniti

Il testo di legge sulla legittima difesa approvato alla Camera - che nei suoi termini concreti è un'aberrazione, una legge non legge, tanto da essere attaccata dallo stesso Renzi, come da "sinistra" e da "destra" - è emblematica per la logica fascista che l'ha prodotta e l'accompagna e che farà inevitabilmente ulteriormente peggiorare il testo al Senato (per es. una sua estensione: perchè solo di notte? Anche di giorno si può uccidere), e soprattutto dà il via libera ad una sua applicazione da far west.

Ci sono almeno tre aspetti di fondo che caratterizzano questa legge:

- Il testo prevede che sia da considerarsi legittima difesa la reazione di chi si difende da un'aggressione sulle persone o sulle cose che si verifica "di notte" o "dall'introduzione con violenza, minaccia o inganno". E' un via libera ad un armamento generalizzato. A tutti può succedere un'aggressione di notte e quindi tutti sono legittimati a usare le armi. E' la via dell'America marcia, nera che viene applicata anche in Italia.
Ma, al solito, qui si strafà: alla parola "violenza", si aggiunge anche "minaccia e inganno", che non è affatto detto che costituiscano una messa in pericolo di vita immediata e non evitabile delle persone. Quindi non è "legittima difesa" ma "legittimo attacco, legittima licenza di uccidere".
Naturalmente, però, chi potrà tenere le armi? La borghesia bottegaia, proprietaria, commercianti, professionisti, ecc, (mentre certamente a nessun operaio, a nessuna donna che si sente in pericolo, verrà mai data l'autorizzazione all'uso dell armi).

- Si dice che la difesa della casa, negozio, ma non solo anche delle "cose" (quindi anche mobili, qualche gioiello, soldi...?), cioè la difesa della proprietà privata, comunque e dovunque, val bene la vita delle persone; così come per la sicurezza della famiglia si può legittimamente uccidere. Quindi anche questa la legge codifica l'ordine di priorità di questo sistema sociale borghese, che vede al primo posto la "proprietà privata",

- Il testo prevede l'aumento delle tutele per chi si difende con l'uso di armi da un’aggressione in casa, se questa avviene in circostanze particolari di “grave turbamento psichico causato dalla persona contro la quale è diretta la reazione”. Una legge, quindi, che non si deve basare su fatti oggettivi, ma sulle reazioni psichiche delle singole persone, che variano da persona a persona; basterà poi dire "io mi sono turbato" che l'uccisione verrebbe considerata "legittima difesa". 
Siamo alla legge ad personam. Una sconfessione della stesso concetto di "legge" che dovrebbe valere per tutti. Un'aberrazione che ha come unico effetto di esasperare l'individualismo, contro la collettività.

Questo testo è l'altra faccia del Decreto sulla "sicurezza urbana" di Minniti. Quello come questo è mosso da una logica e politica per cui immigrati, poveri, piccola criminalità sono la feccia di cui liberare le città, per la sicurezza di una minoranza, della grande criminalità borghese legalizzata.

pc 7 maggio - La costruzione della partecipazione al G7 di Taormina a Milano

A tutte le realtà e organizzazioni che lottano contro il razzismo; le guerre imperialiste; il fascismo; la violenza sulle donne; lo sfruttamento dei lavoratori; per il diritto all’abitare

Il 27 maggio a Taormina, guidati dal -miliardario-fascista-nemico dei proletari e popoli del mondo-che odia le donne- Trump, si riunisce il G7 dei governi imperialisti per pianificare una nuova guerra di rapina e spartizione del mondo-militarizzazione e repressione delle lotte-razzismo, miseria e morte per i migranti-sfruttamento e disoccupazione.
E vogliono decidere in “santa pace” ergendo un’enorme zona rossa.
Il governo Gentiloni fa la sua parte, nel tentativo di impedire ogni tipo di contestazione, attraverso i decreti Minniti. Cosa che abbiamo già visto all’opera il 25 marzo a Roma e a Lucca il 10 aprile.
Non è accettabile che ci facciano la guerra e che li si lasci in pace!
Proprio Lucca ha mostrato che Rompere questa vetrina degli orrori E’ POSSIBILE E NECESSARIO!

Giovedì 11 maggio assemblea al Punto Libreria Metropolis c/o T28 -via Transiti 28- per organizzare la partecipazione

promuove
circoli Proletari comunisti MI/BG

pc 7 maggio - La lotta operaia nella logistica - importante punto di approfondimento per costruire l'unità di classe - una intervista

Stralci di inchiesta (11): le lotte nella logistica - da infoaut

Bgwt4TBCUAA3cmD.jpg large
In questa nuova puntata abbiamo deciso di intervistare K., delegato del SI Cobas, rispetto alla sua esperienza soggettiva all'interno di quello che continua a confermarsi come uno dei processi di conflitto e autorganizzazione operaia più importanti nel contesto italiano: le lotte nella logistica. È infatti da quasi un decennio che, a partire dagli scioperi nell'hinterland milanese e lombardo, passando poi per uno degli epicentri logistici del Nord Italia (Piacenza), espandendosi quindi a tutta l'Emilia e al Veneto, e arrivando oggi a essere una realtà affermata anche in svariati contesti piemontesi e del centro Italia, l'industria logistica italiana è attraversata da una inedita ondata di scioperi, vertenze e forme di organizzazione e conflitto. In questa intervista K. ripercorre alcuni episodi significativi: il primo sciopero generale del settore (22 marzo 2013), la lotta alla Granarolo di Bologna, l'arresto di Aldo Milani. Ma soprattutto contorna il racconto con una serie di descrizioni delle condizioni di lavoro prima e dopo le lotte, e con svariati aneddoti biografici, che rendono un quadro più complesso e profondo per comprendere appieno le dinamiche soggettive di questo mondo operaio.
I: Per iniziare volevamo chiederti se ci racconti lo sciopero che ti è rimasto più impresso negli ultimi anni, quello che consideri più importante, o la cosa che più ti ha colpito di questi anni di lotte e che ti piacerebbe raccontare.
K: Io credo che sia il primo sciopero che ho fatto in Italia, quello di marzo 2013. La cosa che mi ha stupito di più è stato vedere il coordinatore nazionale del sindacato in prima fila a subire i manganelli, a scontrarsi con la polizia per difendere i lavoratori. Da lì ho capito che questo movimento operaio, questo sindacato di cui faccio parte (allora non ero ancora iscritto, anzi ero antisindacalista, non credevo nel sindacalismo – pensavo che tutti i segretari stanno nei loro uffici, seduti a far niente

sabato 6 maggio 2017

pc 6 maggio - Vercelli, crolla il muro di un magazzino di riso: muore immigrata filippina

Nuove mondine, sempre sfruttate, ora immigrate

Ha ceduto una parte divisoria del locale facendo cadere quintali di cereale sulla donna che è rimasta soffocata
È morta schiacciata dal muro del magazzino in cui lavorava. Ma soprattutto dai quintali di riso che il locale ospitava che le sono caduti addosso e l'hanno di fatto soffocata. L'incidente è avvenuto nella cascina Colombina di frazione San Marco, nella campagne di Villarboit, nel vercellese. La donna, di origine filippina, si chiamava Engracia Yuncion e aveva 51 anni. Insieme al marito stava preparando un locale che avrebbe dovuto contenere il cereale quando una parete divisoria ha ceduto all’improvviso e la donna è stata schiacciata morendo soffocata. Inutile i soccorsi, arrivati sul posto: i medici del 118 non hanno potuto che costatarne il decesso.

pc 6 maggio - SOMMARIO DEL RICCO DOSSIER "TANTEDIPIU'" - tanti materiali sulla storica giornata dello sciopero delle donne

Organizzare la diffusione nelle piazze, nelle fabbriche e posti di lavoro, nelle scuole, nei collettivi e organizzazioni femministe...
Richiedetelo a: mfpr.naz@gmail.com

Sommario


Editoriale
- Dalla scintilla ai fuochi
- La piattaforma proletaria, di lotta dei bi/sogni delle donne
- La proclamazione dello sciopero dei sindacati di base e di classe
- La lotta tra le due linee e due prassi nel movimento delle donne
- La condizione delle donne proletarie: contro padroni, governo, Stato borghese, uomini che odiano le donne

- La Cgil è contro lo sciopero delle donne
- Il combattivo sciopero delle operaie nelle fabbriche dal nord al sud
- La manifestazione proletaria a Palermo
- Dalle città, dalle piazze: lavoratrici, precarie, immigrate, studentesse... 40mila in sciopero
- Sul separatismo

- La dichiarazione internazionalista del Mfpr su 8 marzo
- Lo sciopero delle donne e le manifestazioni nel mondo
- Canti di lotta delle donne

pc 6 maggio - Elezioni in Francia - il boicottaggio attivo dei maoisti francesi - pubblicata la posizione di appoggio di proletari comunisti - PCm Italia

Déclaration de soutien des camarades du PCm Italie de la position du boycott des élections présidentielles du PCm en France. Vive l'internationalisme prolétarien !

traduction non-officielle Le PCm Italie appuie et soutient pleinement la position de boycott de...
pcmaoiste.org

pc 6 maggio - L'imperialismo italiano - Eni distrugge la Nigeria - un intervento - leggi sul blog l'editoriale: "Dietro la guerra profitti... dell'ENI"

(Di Paolo Colonnello)
Non c’è solo la grana delle presunte tangenti pagate in Nigeria. Dallo stato africano questa volta a denunciare l’Eni si è alzata nientemeno che la voce di un Re, il sovrano degli Ikebiri, tribù composta da diversi villaggi situati sul delta del Niger nello stato di Bayelsa. Secondo il monarca, la multinazionale petrolifera italiana non avrebbe pagato il giusto risarcimento per il danno ambientale provocato dalla rottura di una conduttura petrolifera a 250 metri da un torrente con sversamenti che hanno inquinato il fiume e gli stagni adiacenti, fondamentali per la vita dei villaggi, danneggiando la fauna ittica e la vegetazione, compromettendo in modo irreparabile le fonti di sostentamento della comunità.

La vecchia storia di Davide (Ikebiri) contro Golia (Eni)
Re e sudditi Ikebiri, grazie all’aiuto di Friends of The Eart, dopo essersi rivolti alla giustizia nigeriana, hanno deciso, attraverso l’avvocato Luca Saltalamacchia, di depositare un esposto anche a Milano, competente sulla sede centrale di Eni a San Donato. E oggi la citazione è stata notificata all’Ente controllato dal Tesoro, chiedendo la bonifica del territorio e un risarcimento “adeguato” pari a due milioni di euro. Si tratta del primo giudizio nel nostro ordinamento introdotto da una comunità straniera nei confronti di una multinazionale italiana.

Le trattative interrotte per un risarcimento
Il 5 aprile del 2010 la conduttura petrolifera, di proprietà della Naoc, società controllata dall’Eni in

pc 6 maggio - La grande manifestazione NOTAV di oggi - massima informazione e sostegno in tutta Italia

Dai NOTAV
 Il Il percorso è lungo circa 5 km (ne abbiamo fatte di molto più lunghe) ed è tutto in piano (in statale).Si parcheggerà nell’ampia piazza del mercato di Bussoleno (Piazza Cavalieri Vittorio Veneto per chi usa i navigatori) che è raggiungibile da entrambe le statali, poichè la manifestazione partirà dalla Stazione (a pochissimi minuti di distanza a piedi).


Ci sarà il punto di accoglienza in Piazza del Mercato a Bussoleno già alcune ore prima della manifestazione.

Ai manifestanti

Abbiamo organizzato la manifestazione con il cuore e con la testa, per questo abbiamo deciso di ribadire ancora una volta che ci siamo, c’eravamo e ci saremo. A dimostrazione che le menzogne che circolano ad arte su alcuni quotidiani, imbeccate dallo staff di Telt, sono solo propaganda. Non solo

pc 6 maggio - Il fasciorazzismo del decreto Minniti nell'analisi di un avvocato

Un diritto speciale per i migranti. 


Schermata del 2017-05-01 18-15-19
Abbiamo come tutti immediatamente notato alcune delle più clamorose negazioni del diritto contenute nel Decreto Minniti sui migranti. E’ però necessaria un’analisi tecnica molto più precisa, tale da poter costituire i tratti fondamentali di una linea di difesa per i diretti interessati – i migranti e richiedenti asilo – e di contestazione del Decreto (ora approvato dal Parlamento e dunque diventato “legge”) davanti alla Corte Costituzionale.
E’ infatti palese – vista l’identica filosofia ispiratrice del secondo “Decreto Minniti”, relativo al “decoro urbano” e all’ordine pubblico – che siamo tutti sotto il tiro di un potere irresponsabile, servile con i forti e dispotico con i deboli (quelli che l’hanno votato sono gli stessi che hanno difeso il “diritto” di restare senatore di Augusto Minzolini, condannato in via definitiva), fasciorazzista nel profondo. Lo siamo come semplici cittadini e lavoratori, non come presunte “avanguardie” politiche impegnate nel conflitto sociale e sindacale.
La definizione di "fasciorazzismo" è supportata da due elementi convergenti: a) l'istituzione di una "giurisdizione separata per stranieri deboli" e b) l'introduzione di un sistema di regole giuridiche unitariamente miranti ad eliminare le possibilità di difesa legale. Dunque si vanno a sommare un orientamento tecnicamente "razzista" perché differenzia i sistemi di regole a seconda delle nazionalità e del colore della pelle e una filosofia giuridica altrettanto tecnicamente "fascista" perché considera irrilevante ogni essere umano sottoposto all'esame degli organi dello Stato.
E' appena il caso di sottolineare come l'atteggiamento "favorevole all'accoglienza" dei migranti e richiedenti asilo sia tutto delegato alla sfera mediatica, delle "dichiarazioni", al "buonismo parolaio" (peraltro in via di riduzione, come si può avvertire nelle polemiche sui salvataggi in mare). Un regime politico deve ovviamente essere giudicato dalle leggi che emana, non dalle narrazioni edificanti che diffonde.
Vi proponiamo qui la puntualissima analisi elaborata dall’avvocato Gian Andrea Ronchi, del Foro di Bologna.
*****
Il 18 febbraio 2017 è entrato in vigore il Decreto Legge n. 13, noto come Decreto Minniti, avente ad oggetto “disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale”.

pc 6 maggio - Il sostegno organizzato alla guerra popolare diretta dal PCI maoista in India - la Jan Militia





Qui sont les 12 000 membres de la Jan Militia qui soutiennent les maoïstes?


Les naxalites ont des yeux et des oreilles dans chaque village. Comment les ‘jan milita’ les aident-ils?
C’est une formation de 12 000 membres qui est connue sous le nom de jan-milice. C’est l’épine dorsale des Naxalites, qui se déplacent comme des poissons dans l’eau et sont ainsi capables de frapper facilement les forces de répression.
Le gouvernement central, à l’aide d’informations des services secrets pense que la milice Jan compte

pc 6 maggio - Palestina - muore un prigioniero politico in sciopero della fame - mentre si sviluppano proteste e repressioni

In spagnolo facilmente comprensibile


Más de 800 presos se encuentran en huelga de hambre en la cárcel Ofer de Israel en contra de las condiciones a las que son sometidos.
Un joven palestino falleció este lunes de una enfermedad renal tras participar en la huelga de hambre abierta en la ciudad de Cisjordania, Palestina.
Mazan al Maghrebi, de 30 años de edad, murió en su casa en la ciudad de Ramallah, convirtiéndose en la primera víctima de la huelga, informó la agencia de noticias Saba.
El medio denunció que los huelguista de la cárcel Ofer de Israel padecen fuertes dolores de cabeza, presión arterial baja, dolores de estómago y articulaciones. Incluso algunos presos han bajado hasta nueve kilos desde que comenzó la huelga.
Desde hace 16 días más de 1.600 presos palestinos en cárceles israelíes iniciaron una huelga de hambre, en protesta por sus condiciones carcelarias. Sin embargo, su estado de salud ha ido deteriorándose al pasar de los días.
La huelga fue impulsada por el exlíder del movimiento Fatah, Marwan Barghouti, con el objetivo de mejorar su situación en las cárceles, aumentar el número de visitas de los familiares y terminar con la política de aislamiento y detención administrativa, que es usada por Israel para detener sin presentar cargos ni realizar juicios.

pc 6 maggio - Immagini dello sciopero generale del 28 aprile in Brasile - dai compagni maoisti brasiliani

BRASIL: Imagenes de la victoriosa Huelga General del pasado 28 de abril (AND)



pc 6 maggio - A Roma una assemblea interessante sulla Grande Rivoluzione Culturale Proletaria