Ciò che fa più senso non sono tanto le dichiarazioni (comunque poche) dei partiti e vari rappresentanti di liste, in questa campagna elettorale, sulla condizione delle donne, tra l'ipocrita e l'inaccettabile - queste la maggioranza delle donne le conosce già, spesso sulla propria pelle, le mette in conto in questo carnevale di chiacchiere - ma chi, come quelle di "Se non ora quando" (al cui interno si trova di tutto, destra, centro, sinistra, ma soprattutto tante, tante borghesi), a cui, per il "fascino discreto di entrare nei sepolcri imbiancati" del parlamento e del governo, non gli fa più schifo niente.
La stessa giornalista de "Il Manifesto" usa il termine imbarazzo nel fare oggi l'articolo sulla kermesse tenuta ieri da SNOQ al Piccolo Eliseo di Roma.
Qui hanno chiamato tutti i partiti, tutte le liste. E meno male che il PdL non si è presentato, benchè invitato chiaramente, come se il suo capo, Berlusconi, non stia nuovamente snocciolando battute sessuali sulle donne, usandole sempre e solo come "vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo" - come disse Veronica Lario (unica, purtroppo, che ha osato dire parole vere e sagge contro il porco Berlusconi).
Qui non ha fatto schifo ninete a queste "signore". Hanno ascoltato "con rispetto" tutti - perchè si sa siamo in "democrazia"...! E tutti hanno diritto di calpestare la dignità della maggioranza delle donne, quelle che lavorano, quelle che non sanno come sopravvivere, ecc.
Non hanno avuto neanche un minimo di ritegno ad applaudire Vendola che vuole fregare con le parole, ad applaudire Fassina che prende pure in giro: "... difenderemo gli asili nido, sposteremo lì i soldi della Difesa... - ma - ci sarà una prima fase molto difficile (possibilmente alleandosi con Monti)".
Non le ha fatto schifo dare a tutte quelle che stanno in parlamento, al governo, una verniciata di "donne" (perchè siccome sono donne devono difendere le donne...); come se le proletarie non hanno già visto cosa sono capaci di fare queste "donne" contro i diritti e la dignità delle donne, dalla Fornero alla Cancellieri, e prima la Gelmini, la Carfagna, ecc.
UNA COSA IGNOBILE! Ci voleva SNOQ per dare dignità a delle "spazzature", a chi è responsabile del massacro sociale, doppio sempre per le donne!
Se volevano convincere, ci sono riuscite benissimo:
NON LI VOTIAMO! Che siano maschi o donne!
MFPR
TRAPANI - «Se non lavoro non ho dignità. Adesso mi tolgo dallo stato di disoccupazione».
Un pizzino disperato. L`ultimo. E' quello che è stato trovato a fianco
di Giuseppe Burgarella, operaio di 61 anni, residente a Guarrato.
L'operaio è stato trovato, impiccato, domenica mattina.
A rinvenire il corpo il fratello, il noto sindacalista della CGIL Giovanni Burgarella.
La notizia è stata diffusa quest'oggi dal quotidiano Repubblica.
Il giornalista Paolo Berizzi, nell'articolo, rileva che «Su
quel pezzo di carta, che ha voluto con sé fino alla fine, Giuseppe ha
scritto con cura certosina l'elenco dei morti di disoccupazione degli
ultimi due anni: se li è appuntati uno a uno, copiandoli dalle cronache
dei giornali. L'ultimo nome in fondo alla lista è il suo … La lista di
«quelli come me», che si chiude, infatti, col suo nome. «Mi tolgo io
dalla condizione».
«Ultimamente – raccolta ancora Berizzi su Repubblica -
aveva scritto due lettere: una al presidente Napolitano e una a Susanna
Camusso, segretario della Cgil, il sindacato al quale Burgarella era
iscritto da sempre (faceva parte del direttivo provinciale della
Fillea). Nelle missive aveva messo nero su bianco tutto il suo disagio,
una sofferenza mai spenta e che non riusciva più a tenere per sé.
“L'articolo 1 della Costituzione dice che l'Italia è una Repubblica
fondata sul lavoro. E allora perché lo Stato non mi aiuta a trovare
lavoro? Perché non mi toglie da questa condizione di disoccupazione?
Perché non mi restituisce la mia dignità?”».
AltraTrapani non aveva mai dato spazio ai casi di suicidio. Perché non rappresenta il centro del proprio impegno divulgativo ma, sopratutto, per rispetto dei familiari delle vittime.
Questa volta non siamo potuti restare in silenzio. Il
tema del lavoro è centrale nella nostra vita, perché ci consente di
“sentirci utili” (e quindi avere “dignità”), di soddisfare i bisogni
nostri e dei familiari.
Oggi, quindi, difronte al corpo
di Giuseppe, e alle vomitevoli parole di un vecchio ex premier che
offende la gente con le sue promesse semplicemente elettorali di “4 milioni di nuovi posti di lavoro” (neanche sapendo che in Italia il numero dei disoccupati è di "solo" 2 milioni e 875mila persone), non abbiamo potuto non evidenziare questo dramma.
Il dramma della ricerca del
lavoro, della disoccupazione, non si può risolvere certamente con questo
genere di sistema economico che non ha al centro l'Uomo bensì il
profitto.






